Mi chiamo Carlo,sono di Roma e finalmente dopo un'infinita attesa sono felice d'esser stato "adottato" assieme a tanti nuovi amici
So che come primo topic su questo forum,sto rischiando di imbattermi in un argomento abbastanza ostico ma credo che sia il caso,data l'attuale situazione d'infinita attesa in cui credo siamo tutti da MESI,di provare ad affrontare l'argomento sperando di riuscire ad esporre le mie considerazioni in maniera comprensibile.
Faccio prima una premessa che ritengo necessaria per comprendere quello che dirò in seguito.
Molti considerano la meteorologia una scienza a tutti gli effetti,la cui fenomenologia è rigidamente controllata da leggi fisiche,e come tali rappresentabili attraverso sistemi d'equazioni matematiche.
Questo però è vero solo in parte,nel senso che è certamente vero che la mera interazione tra masse di gas dalle caratteristiche diverse genera fenomeni rappresentabili mediante modelli matematici,però a livello pratico,alla base di queste interazioni spesso ci sono variabili casuali e non calcolabili nè prevedibili da nessuna scienza conosciuta(un po come accade nel sistema d'equazioni differenziali che rappresenta la relatività di Einstein)e i risultati ottenibili possono essere generati solo attraverso una più o meno massiccia "semplificazione e approssimazione" nell'eseguire i calcoli.
Faccio un esempio "estremo" utile a rendere l'idea:il signor Rossi sta tornando a casa in auto dopo una giornata di lavoro e mentre guida la macchina si fuma qualche sigaretta.Per non sporcare il portacenere dell'auto ha la brutta abitudine di gettare fuori le cicche ancora accese.Una di queste cicche casualmente genera un brutto incendio nel bosco di collina che sta attraversando.Le fiamme si propagano e i vigili del fuoco ci mettono ore a domarlo.In queste ore le fiamme generano molto calore che si propaga verso gli strati d'aria soprastanti.Questo calore anche se ai nostri occhi può rappresentare una goccia nel mare in realtà rappresenta una variabile che,"capitalizzata" nel tempo,grazie a una lunga catena di eventi può portare a far sentire i propri effetti,anche rilevanti,sul lungo termine magari contribuendo a deviare di 1/4 di grado qualche massa d'aria in transito in quella zona...Quarto di grado che potrebbe essere l'ago della bilancia per i giorni a seguire.
So che l'esempio è un po scemo e particolarmente estremo ma serviva solo a spiegare cosa intendo per "variabili non prevedibili" e per questo non calcolabili.....E ce ne sono tante.
Veniamo ai nostri amati/odiati modelli matematici di previsione.
Ognuno di essi è il frutto dell'interazione tra variabili di due tipi: empiriche e STATISTICHE...Le prime servono a "fotografare" il presente e a delineare quello che sarà "il brevissimo termine" in fatto di previsione.Le seconde invece sono alla base della previsione a lungo termine...E sta proprio qua l'intoppo.
Quando una situazione anomala si protrae per troppo tempo i modelli previsionali vanno in tilt visto che,per come sono programmati,perdono sempre più la capacità di elaborare previsioni che si discostino dalla "prassi" all'interno dell'anomalia.Se ad esempio un anticiclone(il nostro caso)si dimostra tanto tenace da resistere a decine di "attacchi" nel corso di un lasso di tempo lungo diversi mesi tale da rappresentare a tutti gli effetti una anomalia rispetto al "range" canonico di circolazione atmosferica caratterizzante quel periodo,le variabili statistiche accumulate nella "cache" di dati all'interno dei modelli previsionali,rende la possibilità d'ottenere una linea di tendenza rappresentante un suo possibile(e probabile) collasso sempre più esile ed ininfluente,arrivando fino al punto di far perdere ai suddetti modelli il loro normale(e gia non eccessivo)livello di attendibilità.
Tutto questo in termini pratici significa che,ad oggi,dannarsi o bearsi per run rappresentati l'andamento della tanto attesa svolta posta a non meno di 8 giorni da ora è ancora quantomeno prematuro.I supercomputer dei vari centri di calcolo risentono oramai in maniera troppo marcata dell'infinita anomalia che ci ha accompagnato attraverso quasi tutto l'autunno ed è continuata dilagando,con fugaci eccezioni,per oltre un mese d'inverno meteorologico.Qualcosa certo sta cambiando a nostro favore,ma all'interno di quel cambiamento ancora tutto(o quasi)può succedere.
Non ci resta che sperare,da amanti della neve e del freddo quali(credo)noi tutti siamo,che finalmente il nostro amato Generale si svegli dal suo interminabile letargo,oltre alla gioia quasi da bambini di alzare la persiana della propria stanza al mattino sapendo che là fuori nel frattempo potrebbe esser successa qualunque cosa!
Saluti a tutti (sperando di non avervi annoiato)