Quanti credono ancora all'evento?

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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rodanosnow
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ci credeta ancora all evento

Messaggio da rodanosnow »

a questo punto direi di guardare i modelli dal 15 in poi,perchè e probabile che continueranno a sbarellare nei prossimi giorni :roll: la runnite ha effetti collaterali quali depreessione ansia ecc...cerchiamo di stare tranquilli senza fare drammi...l evento ci sarà 20-25 gennaio 10 febbraio...e poi arriva l orso nella seconda decade di febbraio 8)
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erboss
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Messaggio da erboss »

Io come ho scritto nell'altro 3D per ora nell'immediato non ci credo neanche un po'.
Ripongo tutte le speranze a fine mese/febbraio per fortuna di tempo ne abbiamo.
Ultima modifica di erboss il gio gen 10, 2013 3:00 pm, modificato 1 volta in totale.
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VENTO DEL NORD
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Messaggio da VENTO DEL NORD »

Haoo, so tutti delusi ma tutti ci credono, siete troppo forti ragà, in terza decate si balla dal freddoooooooooooo :P
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GiulianoPhoto
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Messaggio da GiulianoPhoto »

Io dico nessun evento degno di nota..

Ma comunque un ritorno a condizioni prettamente invernali leggermente sottomedia per una decina di giorni.. :roll:
Papo
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PROSSIMI 15 GIORNI: CONFERME DI UNA FASE FREDDA CHE POTREBBE DEGENERARE IN CRUDI

Messaggio da Papo »

Giuliacci dice....


Abbiamo sottolineato più volte, su queste pagine, come in questi giorni il Vortice Polare stia attraversando un periodo difficile perché obbligato a spezzarsi in due ampie circolazioni depressionarie distinte a causa dell'invadenza di un anticiclone che ha voluto prendere il suo posto al Polo Nord. Ed abbiamo anche affermato come questo tipo di dinamica atmosferica, collocandosi agli antipodi rispetto alla normale circolazione che dovrebbe caratterizzare il nostro emisfero, sia marcatamente anomala. Sapere quindi come una vasta anomalia a scala globale possa condizionare il tempo su aree limitate del nostro continente è ancor più difficile rispetto al caso in cui avessimo a che vedere con una disposizione del flusso portante più... normale. Per due semplici motivi: innanzitutto, perché i modelli fanno più fatica ad inquadrare una dinamica opposta rispetto a quella a cui sono solitamente abituati a lavorare e, in secondo luogo, per il semplice fatto che a questo problema si aggiunge anche quello della predicibilità dell'atmosfera a lungo termine. Insomma... un problema nel problema.Come possiamo allora provare ad arginare questa doppia... incertezza e trovare dei punti fermi su cui ragionare? In due modi: cercando di analizzare, in base agli strumenti che la modellistica numerica ci mette a disposizione, quei parametri che sono meno soggetti a questa indecisione e, in secondo luogo, stabilire una priorità nei campi meteorologici su cui si desidera ipotizzare una previsione. Significa, in parole povere, che prima di occuparsi di prevedere ad esempio l'entità di un'ondata di freddo che potrebbe eventualmente colpire una parte del nostro continente, è necessario prima avere qualche certezza in più sulla configurazione barica da cui poi l'eventuale ondata di freddo prenderà forma. Tenendo conto di ciò, andiamo ora a vedere se possiamo cogliere spunti interessanti sull'andamento del tempo nelle prossime due settimane. Possiamo innanzitutto iniziare col dire che si distinguono due fasi: la prima tra il 12 ed il 17 gennaio e la seconda a seguire.Prima fase: dal 12 al 17 gennaio - In questo periodo, come si può osservare dagli scenari dell'ensemble (previsioni di insieme, fig. 1) è molto probabile che l'Italia attraversi una fase, lunga circa cinque giorni, in cui la temperatura in quota (850 hPa, circa 1500m) sia di circa 2-3 gradi al di sotto della media stagionale. Questa fase, secondo gli scenari calcolati per le precipitazioni, potrebbe essere con buona probabilità anche piovosa, con il passaggio di perturbazioni atlantiche.
Seconda fase: dopo il 17 gennaio - Come si può osservare dallo sparpagliamento delle previsioni della temperatura, la predicibilità dell'atmosfera diminuisce. Poiché, a rigor di logica, ogni scenario è equiprobabile, non ha senso provare a capire quale potrebbe essere l'intensità di freddo più certa basandosi su questi dati. Ecco che allora, come detto all'inizio, diventa importante stabilire delle priorità su quali campi prevedere per primi. Vediamo allora di cogliere gli aspetti che in un certo qual modo limano l'imprevedibilità e che riguardano il pattern sinottico che potrebbe caratterizzare la dinamica atmosferica a scala europea dopo il 17 gennaio.
E qui, ecco venirci in aiuto la media di ensemble del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa, previsto dal modello del Centro Europeo (ECMWF): si tratta della previsione media che il modello ha calcolato tenendo conto di tutte e 51 le singole previsioni volte ad inquadrare il pattern sinottico che, come per esempio in questo caso, potrebbe caratterizzare il tempo europeo intorno al 19 gennaio (fig. 2). Come si può osservare, la configurazione media imposterebbe un anticiclone di blocco lungo i meridiani atlantici, individuabile dalla suddivisione del flusso in due rami distinti (frecce nere): il primo, quello più settentrionale, obbligato a circumnavigare la cupola dell'Anticiclone delle Azzorre ed il secondo, più meridionale, che dall'Atlantico entra nel Mediterraneo.
In particolare, per i risvolti sul tempo del nostro continente, a noi interessa l'interazione tra questa struttura ed il vortice depressionario presente sul Nord Europa. Ci sono elementi per ritenere questa interazione credibile? Al momento, possiamo prendere atto che, rispetto agli ultimi giorni, ad una conferma della configurazione si è associato un inizio di miglioramento della predicibilità sull'intensità della depressione europea (si vedano le macchie in colore che tendono al verde ed all'azzurro) e, seppur di poco, anche quella relativa all'intensità della testa dell'Anticiclone, racchiusa all'interno dell'isoipsa di 540 dam (si veda la linea bianca al cui interno c'è il simbolo "A"). Potrebbe quindi iniziare a essere veritiera l'ipotesi che possa essere questo, per ora a grandi linee, il pattern dominante dopo il 17 gennaio: il periodo sottomedia che inizierà il 12 gennaio potrebbe quindi insistere per almeno le prossime due settimane e potrebbe riservare crudi episodi invernali perché il pattern appena descritto non le escluderebbe affatto, indipendentemente da quanto dicano adesso le singole previsioni dell'ensemble o le corse ufficiali dei modelli.
Papo
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PROSSIMI 15 GIORNI: CONFERME DI UNA FASE FREDDA CHE POTREBBE DEGENERARE IN CRUDI

Messaggio da Papo »

Giuliacci dice....


Abbiamo sottolineato più volte, su queste pagine, come in questi giorni il Vortice Polare stia attraversando un periodo difficile perché obbligato a spezzarsi in due ampie circolazioni depressionarie distinte a causa dell'invadenza di un anticiclone che ha voluto prendere il suo posto al Polo Nord. Ed abbiamo anche affermato come questo tipo di dinamica atmosferica, collocandosi agli antipodi rispetto alla normale circolazione che dovrebbe caratterizzare il nostro emisfero, sia marcatamente anomala. Sapere quindi come una vasta anomalia a scala globale possa condizionare il tempo su aree limitate del nostro continente è ancor più difficile rispetto al caso in cui avessimo a che vedere con una disposizione del flusso portante più... normale. Per due semplici motivi: innanzitutto, perché i modelli fanno più fatica ad inquadrare una dinamica opposta rispetto a quella a cui sono solitamente abituati a lavorare e, in secondo luogo, per il semplice fatto che a questo problema si aggiunge anche quello della predicibilità dell'atmosfera a lungo termine. Insomma... un problema nel problema.Come possiamo allora provare ad arginare questa doppia... incertezza e trovare dei punti fermi su cui ragionare? In due modi: cercando di analizzare, in base agli strumenti che la modellistica numerica ci mette a disposizione, quei parametri che sono meno soggetti a questa indecisione e, in secondo luogo, stabilire una priorità nei campi meteorologici su cui si desidera ipotizzare una previsione. Significa, in parole povere, che prima di occuparsi di prevedere ad esempio l'entità di un'ondata di freddo che potrebbe eventualmente colpire una parte del nostro continente, è necessario prima avere qualche certezza in più sulla configurazione barica da cui poi l'eventuale ondata di freddo prenderà forma. Tenendo conto di ciò, andiamo ora a vedere se possiamo cogliere spunti interessanti sull'andamento del tempo nelle prossime due settimane. Possiamo innanzitutto iniziare col dire che si distinguono due fasi: la prima tra il 12 ed il 17 gennaio e la seconda a seguire.Prima fase: dal 12 al 17 gennaio - In questo periodo, come si può osservare dagli scenari dell'ensemble (previsioni di insieme, fig. 1) è molto probabile che l'Italia attraversi una fase, lunga circa cinque giorni, in cui la temperatura in quota (850 hPa, circa 1500m) sia di circa 2-3 gradi al di sotto della media stagionale. Questa fase, secondo gli scenari calcolati per le precipitazioni, potrebbe essere con buona probabilità anche piovosa, con il passaggio di perturbazioni atlantiche.
Seconda fase: dopo il 17 gennaio - Come si può osservare dallo sparpagliamento delle previsioni della temperatura, la predicibilità dell'atmosfera diminuisce. Poiché, a rigor di logica, ogni scenario è equiprobabile, non ha senso provare a capire quale potrebbe essere l'intensità di freddo più certa basandosi su questi dati. Ecco che allora, come detto all'inizio, diventa importante stabilire delle priorità su quali campi prevedere per primi. Vediamo allora di cogliere gli aspetti che in un certo qual modo limano l'imprevedibilità e che riguardano il pattern sinottico che potrebbe caratterizzare la dinamica atmosferica a scala europea dopo il 17 gennaio.
E qui, ecco venirci in aiuto la media di ensemble del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa, previsto dal modello del Centro Europeo (ECMWF): si tratta della previsione media che il modello ha calcolato tenendo conto di tutte e 51 le singole previsioni volte ad inquadrare il pattern sinottico che, come per esempio in questo caso, potrebbe caratterizzare il tempo europeo intorno al 19 gennaio (fig. 2). Come si può osservare, la configurazione media imposterebbe un anticiclone di blocco lungo i meridiani atlantici, individuabile dalla suddivisione del flusso in due rami distinti (frecce nere): il primo, quello più settentrionale, obbligato a circumnavigare la cupola dell'Anticiclone delle Azzorre ed il secondo, più meridionale, che dall'Atlantico entra nel Mediterraneo.
In particolare, per i risvolti sul tempo del nostro continente, a noi interessa l'interazione tra questa struttura ed il vortice depressionario presente sul Nord Europa. Ci sono elementi per ritenere questa interazione credibile? Al momento, possiamo prendere atto che, rispetto agli ultimi giorni, ad una conferma della configurazione si è associato un inizio di miglioramento della predicibilità sull'intensità della depressione europea (si vedano le macchie in colore che tendono al verde ed all'azzurro) e, seppur di poco, anche quella relativa all'intensità della testa dell'Anticiclone, racchiusa all'interno dell'isoipsa di 540 dam (si veda la linea bianca al cui interno c'è il simbolo "A"). Potrebbe quindi iniziare a essere veritiera l'ipotesi che possa essere questo, per ora a grandi linee, il pattern dominante dopo il 17 gennaio: il periodo sottomedia che inizierà il 12 gennaio potrebbe quindi insistere per almeno le prossime due settimane e potrebbe riservare crudi episodi invernali perché il pattern appena descritto non le escluderebbe affatto, indipendentemente da quanto dicano adesso le singole previsioni dell'ensemble o le corse ufficiali dei modelli.
Blizzard90A
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Messaggio da Blizzard90A »

La domanda è un po no sense xD, mi sembra quasi scontato che non ci sarà proprio nulla (per adesso), se ne potrà riparlare a fine mese - febbraio.
blizzard73
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Messaggio da blizzard73 »

al momento tra il 20 gennaio ed il 15 febbraio credo ancora ad un 60% di probabilità che ci possa essere un rilevante interessamento anche dell'Italia da parte di un episodio invernale degno di nota....
TRASO78
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Messaggio da TRASO78 »

Parlare di evento con le carte che stiamo osservando questi giorni e' dura,pero'siamo solo al 10gennaio e le speranze di un'entrata dell'inverno vero quelle ad oggi sono ancora intatte!! :)
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Mago83
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Messaggio da Mago83 »

L'anno scorso di questi tempi eravamo messi anke peggio (quasi). Non credo all'"evento", dopo che neanche il Febbraio 2012 ha portato la "neve fuori casa mia", non credo più a niente.

Spero in una ritrovata "dinamicità", ad un ritorno alle temperature più consone al periodo, e magari ad un bel "colpo di coda" a Febbraio (il mese che ha sempre dato più soddisfazioni).

Saluti :wink:
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Io crederò all'evento quando lo vedrò sulle carte a 24 ore.
Per ora mi accontento di non avere più hp tra le scatole almeno per qualche giorno! E dopo il periodo festivo appena trascorso è già un enorme passo in avanti.
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Cribbio
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Messaggio da Cribbio »

Questo td chiamatelo "covo dei gobbi caldofili" che è meglio! :lol:
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Cribbio ha scritto:Questo td chiamatelo "covo dei gobbi caldofili" che è meglio! :lol:
Tu che dici ci devi credici? O no? :lol:
AROMANEVICA
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Messaggio da AROMANEVICA »

ma che lingua è :D :D :D
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Cribbio
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Messaggio da Cribbio »

gemi65 ha scritto:
Cribbio ha scritto:Questo td chiamatelo "covo dei gobbi caldofili" che è meglio! :lol:
Tu che dici ci devi credici? O no? :lol:
Gemi, ho già detto quello che mi aspetto: ci sono ottimi ingredienti in ballo, i quali aumentano a dismisura le probabilità, ma che non regalano certezze.
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