ECMWF LIVE...
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mirkaciacio
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Ma quella faccina non mi piace....mascalzonelatino88 ha scritto:ziotav ha scritto:mascalzonelatino88 ha scritto:no vabhè mò svengo...rodanata d'altri tempi...Reading i <3 you![]()
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Masca ci tocca tifare per l'inglese
comunque vada noi siamo in pole zio...è solo questione di tempo e gfs sfornerà carte anche migliori di queste...fidati
- mascalzonelatino88
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mirkaciacio
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GallagherRM
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effetto stau
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Un vp così compatto non l'ho mai visto!! Se ci sarà questo annunciatissimo terremoto modellistico sarà una catastrofe visto l'andazzo dei modelli, una virata mostruosa perché ad oggi non si nota nessun riscaldamento al polo! Mah...,cmq ancora ci credo, ho fiducia in te Gelo e in tifone!Gelo Russo ha scritto:Buongiorno a Tutti!
Aggiornamento Live matuttino...
questo scriveva ieri un metereologo sul sito di giuliacci...non penso che sia un pazzo!? "modelli insistono su scenari gelidi che potrebbero fare entrare questo inverno nella storia...
Per comprendere lo scombussolamento che si sta avendo in stratosfera e che, in previsione, potrebbe intaccare anche la troposfera nei prossimi giorni, facciamo una similitudine e paragoniamo la circolazione polare ad un tir che viaggia in autostrada, da ovest verso est, a 200 chilometri orari. L'effetto del surriscaldamento stratosferico funziona dapprima come il pedale del freno che viene schiacciato per rallentare il tir, fino a fermarlo. Ma una volta accaduto questo, la stessa forzante impone al tir la retromarcia, ovvero lo costringe ad invertire verso di moto ed a correre quindi da est verso ovest. Parliamo quindi di un mezzo che pesa tonnellate e che viene prima rallentato, poi fermato ed, infine, obbligato a muoversi in senso contrario: immaginiamo allora quanto possano essere intense le forze in gioco che vadano contro l'inerzia del corpo, ovvero contro la resistenza del mezzo a cambiare lo stato fisico in cui si trova inizialmente.
Se ora sostituiamo al tir la circolazione polare, riusciamo a spiegare ugualmente lo stesso concetto. Vale a dire che ad una circolazione di tipo zonale si sostituisce, in caso di un'intensa forzante stratosferica dovuta al riscaldamento in zona polare, un'inversione del verso di provenienza del flusso che obbliga le correnti a divenire antizonali e quindi a ruotare, questa volta, in senso orario attorno ad un anticiclone polare. Quella immensa massa di aria gelida, comandata prima nel movimento dal Vortice Polare, viene quindi ora obbligata a cambiare verso e spinta fuori dalla alte latitudini, come è consuetudine nei campi anticiclonici. Anche in questo caso, come per il tir, ci troviamo di fronte ad una forzante davvero non trascurabile nel caso in cui, tirando poi le somme, questa stessa forzante sia la causa della costruzione, nella media e bassa troposfera ed alle alte latitudini, di un pattern sinottico marcatamente anomalo che sia l'esatto contrario di quello che solitamente dovrebbe esserci in questo periodo dell'anno.
Ebbene... questa pesante anomalia della circolazione emisferica caratterizzata dall'innesco di un flusso antizonale in sede polare è quanto prevede oggi il modello europeo ECMWF, dopo averlo previsto in stratosfera (fig. 1). Si nota, per la fine della seconda decade di gennaio, un Vortice Polare spezzato in due tronconi perché separato da un lungo canale anticiclonico che dall'Oceano Atlantico raggiunge il Polo Nord. In questo modo, il moto retrogrado che si verrebbe ad imporre su tutta la struttura costringerebbe il lobo Canadese ad essere meno invadente sull'Oceano, lasciando così più spazio alla forzante meridiana dell'Anticiclone delle Azzorre che, a sua volta, agirebbe in sinergia con il lobo siberiano per agevolare la discesa di correnti gelide dall'Europa settentrionale verso le basse latitudini. Una siffatta dinamica potrebbe, di fatto, condizionare pesantemente le sorti dell'inverno sull'Europa che potrebbe subire l'attacco di una seria ondata di gelo.
Si tratta ora di capire se quanto affermato fino ad ora è destinato a rimanere soltanto una dinamica raccontata e puramente didattica o se, invece, ci sono probabilità che possa trasformarsi in realtà. E visto che siamo interessati ai risvolti di questo fenomeno sul nostro continente, focalizziamo l'attenzione sulla parte della sinottica emisferica che ci riguarda più da vicino. Esistono elevate probabilità che l'azione della forzante meridiana dell'Anticiclone delle Azzorre possa allungarsi fino al Polo e congiungersi con l'area anticiclonica polare? La risposta la possiamo trovare nella media di ensemble, valida per il 19 gennaio, del campo delle altezza di geopotenziale a 500 hPa (fig. 2), calcolata sempre dal modello europeo. A circa 5500m di quota, la media del campo che dà forma al pattern sinottico, calcolata su 51 scenari diversi, vede la presenza di una marcata ondulazione estesa verso le alte latitudini. Sebbene ci siano ancora incertezze sulla forza dell'ampiezza dell'onda anticiclonica (le macchie in colore dall'arancione al rosso evidenziano proprio questo), non si può non evidenziare che, se la media del pattern è tale ed evidenzia un segnale così ben formato, significa che la maggior parte dei 51 scenari singoli che compongono l'ensemble abbiano previsto una configurazione molto simile ed è quindi probabile che l'Anticiclone delle Azzorre entri in gioco con un ruolo non marginale. Questa previsione, a mio giudizio, è molto credibile per il semplice fatto che nasce da una marcata anomalia della circolazione globale, come spiegato all'inizio"
Per comprendere lo scombussolamento che si sta avendo in stratosfera e che, in previsione, potrebbe intaccare anche la troposfera nei prossimi giorni, facciamo una similitudine e paragoniamo la circolazione polare ad un tir che viaggia in autostrada, da ovest verso est, a 200 chilometri orari. L'effetto del surriscaldamento stratosferico funziona dapprima come il pedale del freno che viene schiacciato per rallentare il tir, fino a fermarlo. Ma una volta accaduto questo, la stessa forzante impone al tir la retromarcia, ovvero lo costringe ad invertire verso di moto ed a correre quindi da est verso ovest. Parliamo quindi di un mezzo che pesa tonnellate e che viene prima rallentato, poi fermato ed, infine, obbligato a muoversi in senso contrario: immaginiamo allora quanto possano essere intense le forze in gioco che vadano contro l'inerzia del corpo, ovvero contro la resistenza del mezzo a cambiare lo stato fisico in cui si trova inizialmente.
Se ora sostituiamo al tir la circolazione polare, riusciamo a spiegare ugualmente lo stesso concetto. Vale a dire che ad una circolazione di tipo zonale si sostituisce, in caso di un'intensa forzante stratosferica dovuta al riscaldamento in zona polare, un'inversione del verso di provenienza del flusso che obbliga le correnti a divenire antizonali e quindi a ruotare, questa volta, in senso orario attorno ad un anticiclone polare. Quella immensa massa di aria gelida, comandata prima nel movimento dal Vortice Polare, viene quindi ora obbligata a cambiare verso e spinta fuori dalla alte latitudini, come è consuetudine nei campi anticiclonici. Anche in questo caso, come per il tir, ci troviamo di fronte ad una forzante davvero non trascurabile nel caso in cui, tirando poi le somme, questa stessa forzante sia la causa della costruzione, nella media e bassa troposfera ed alle alte latitudini, di un pattern sinottico marcatamente anomalo che sia l'esatto contrario di quello che solitamente dovrebbe esserci in questo periodo dell'anno.
Ebbene... questa pesante anomalia della circolazione emisferica caratterizzata dall'innesco di un flusso antizonale in sede polare è quanto prevede oggi il modello europeo ECMWF, dopo averlo previsto in stratosfera (fig. 1). Si nota, per la fine della seconda decade di gennaio, un Vortice Polare spezzato in due tronconi perché separato da un lungo canale anticiclonico che dall'Oceano Atlantico raggiunge il Polo Nord. In questo modo, il moto retrogrado che si verrebbe ad imporre su tutta la struttura costringerebbe il lobo Canadese ad essere meno invadente sull'Oceano, lasciando così più spazio alla forzante meridiana dell'Anticiclone delle Azzorre che, a sua volta, agirebbe in sinergia con il lobo siberiano per agevolare la discesa di correnti gelide dall'Europa settentrionale verso le basse latitudini. Una siffatta dinamica potrebbe, di fatto, condizionare pesantemente le sorti dell'inverno sull'Europa che potrebbe subire l'attacco di una seria ondata di gelo.
Si tratta ora di capire se quanto affermato fino ad ora è destinato a rimanere soltanto una dinamica raccontata e puramente didattica o se, invece, ci sono probabilità che possa trasformarsi in realtà. E visto che siamo interessati ai risvolti di questo fenomeno sul nostro continente, focalizziamo l'attenzione sulla parte della sinottica emisferica che ci riguarda più da vicino. Esistono elevate probabilità che l'azione della forzante meridiana dell'Anticiclone delle Azzorre possa allungarsi fino al Polo e congiungersi con l'area anticiclonica polare? La risposta la possiamo trovare nella media di ensemble, valida per il 19 gennaio, del campo delle altezza di geopotenziale a 500 hPa (fig. 2), calcolata sempre dal modello europeo. A circa 5500m di quota, la media del campo che dà forma al pattern sinottico, calcolata su 51 scenari diversi, vede la presenza di una marcata ondulazione estesa verso le alte latitudini. Sebbene ci siano ancora incertezze sulla forza dell'ampiezza dell'onda anticiclonica (le macchie in colore dall'arancione al rosso evidenziano proprio questo), non si può non evidenziare che, se la media del pattern è tale ed evidenzia un segnale così ben formato, significa che la maggior parte dei 51 scenari singoli che compongono l'ensemble abbiano previsto una configurazione molto simile ed è quindi probabile che l'Anticiclone delle Azzorre entri in gioco con un ruolo non marginale. Questa previsione, a mio giudizio, è molto credibile per il semplice fatto che nasce da una marcata anomalia della circolazione globale, come spiegato all'inizio"
