Avete sentito parlare di questi 2 nuovi indici?!?

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eb717
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Avete sentito parlare di questi 2 nuovi indici?!?

Messaggio da eb717 »

Il PCAI e il PMAI sono indici creati da Marcello Libriani per calcolare la probabilità di un'irruzione fredda di tipo artico marittimo (PMAI) o artico continentale (PCAI) verso l'Europa Centrale e di conseguenza l'Italia ed il Mediterraneo.
Nel grafico sottostante è riprodotto l'indice PCAI sulla base dell'ultimo run GFS disponibile, segnalato nella parte in alto a destra del grafico stesso.

Immagine

Immagine

Legenda PCAI breve
Indice compreso tra:
-175/-75 Probabilità di IAC (Irruzione Artico Continentale) pressoché nulla. Moderate possibilità di IAC di modesta entità nei giorni successivi;
-75/-25 Probabilità di IAC prossime a Zero;
-25/+25 Probabilità di IAC molto bassa o nulla nell'immediato, modesta nei giorni successivi;
+25/+50 Probabilità di IAC bassa, discreta se nella parte superiore del limite;
+50/+85 Probabilità di IAC media ma di modesta intensità;
+85/+120 Probabilità di IAC elevata, in caso di persistenza dell'indice su detti valori, molto elevata;
> +120 Probabilità di IAC molto elevata, in caso di persistenza, probabilità IAC storicamente rilevante.


Secondo voi hanno qualche fondamento utile??!
Buona serata a tutti!!

Fonte: dal web.
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Gelo Russo
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Re: Avete sentito parlare di questi 2 nuovi indici?!?

Messaggio da Gelo Russo »

eb717 ha scritto:Il PCAI e il PMAI sono indici creati da Marcello Libriani per calcolare la probabilità di un'irruzione fredda di tipo artico marittimo (PMAI) o artico continentale (PCAI) verso l'Europa Centrale e di conseguenza l'Italia ed il Mediterraneo.
Nel grafico sottostante è riprodotto l'indice PCAI sulla base dell'ultimo run GFS disponibile, segnalato nella parte in alto a destra del grafico stesso.

Immagine

Immagine

Legenda PCAI breve
Indice compreso tra:
-175/-75 Probabilità di IAC (Irruzione Artico Continentale) pressoché nulla. Moderate possibilità di IAC di modesta entità nei giorni successivi;
-75/-25 Probabilità di IAC prossime a Zero;
-25/+25 Probabilità di IAC molto bassa o nulla nell'immediato, modesta nei giorni successivi;
+25/+50 Probabilità di IAC bassa, discreta se nella parte superiore del limite;
+50/+85 Probabilità di IAC media ma di modesta intensità;
+85/+120 Probabilità di IAC elevata, in caso di persistenza dell'indice su detti valori, molto elevata;
> +120 Probabilità di IAC molto elevata, in caso di persistenza, probabilità IAC storicamente rilevante.


Secondo voi hanno qualche fondamento utile??!
Buona serata a tutti!!

Fonte: dal web.
Buonasera eb717!
Bisogna capire a Mio modesto parere da quanto tempo sono attivi queste due Misurazioni in quanto prima di dare valore a Modello bisogna testarlo con un Periodo che tra i 5 e i 10 anni, e poi su che dati si basi di GFS?
Prende in considerazione i dati iniziali, intermedi o finali e in oltre come vengono elaborati tali dati matematici con che equazione di calcolo viene utilizzata?

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eb717
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Messaggio da eb717 »

Gelo, sono interessanti le tue domande che mi sono fatto anch'io...

Questo è quello che ho trovato su Internet...è un po' prolisso, ma se ti va di dargli un'occhiata...!

Perché questo indice?

L'attenzione principale di molti appassionati di meteorologia è rivolta alle irruzioni di aria fredda. Come noto le irruzioni di aria fredda nell'emisfero boreale giungono dai quadranti settentrionali; fra queste, le irruzioni di aria artica continentale possiedono caratteristiche tali da imporre sulla nostra penisola condizioni di severo raffreddamento (spesso accompagnate da copiose precipitazioni nevose) qualora l'avvezione riesca a raggiungere con un certo impeto le nostre regioni; non è un caso che la maggior parte delle più forti ondate di freddo registrate in Italia in passato, siano riconducibili proprio ad irruzioni di tipo artico continentale.
Esistono numerosi indici (NAO, AO, o il BI, ovvero, Nino e Nina, Enso, Mjo) concepiti allo scopo di descrivere le modalità della troposfera (o anche della stratosfera) di presentare su media o larga scala condizioni meteorologiche riconoscibili; a ciascuno di questi indici è associabile (entro certi limiti chiaramente) un determinato comportamento meteorologico (e/o climatologico) su determinate aree del pianeta a seconda del valore assunto dagli stessi. Inoltre sono facilmente riscontrabili evidenti correlazioni ("teleconnessioni") tra alcuni di questi indici.
Tuttavia, nessuno di essi si presta appieno alla indicizzazione delle irruzioni di aria artica continentale verso i nostri territori: per nessuno di questi indici si può associare una corrispondenza sufficientemente valida tra la probabilità di avere irruzioni di aria artica continentale verso l'Italia ed il valore dell'indice stesso.
Il presente studio, essendo effettuato da un appassionato (non addetto ai lavori), non ha certo la pretesa di affiancare per qualità scientifica, metodologia e per strumenti di calcolo i prodotti realizzati da team di esperti o da importantissimi istituti di ricerca (alcuni dei quali governativi), la cui validità è pubblicamente riconosciuta dalla comunità scientifica: pur tuttavia, l'ambizioso tentativo di costruzione di un indice che sia strettamente dimensionato e "plasmato" sulle irruzioni artiche continentali dirette verso la nostra penisola, a ben vedere, sembra essere andato a buon fine.

PCAI: come si calcola

Gli input per il calcolo dell'indice sono costituiti da pressioni slm e geopotenziali corrispondenti alla pressione di 500hpa riferiti ad alcuni punti (4 in tutto) di una porzione dell'emisfero settentrionale centrata sull'Europa. Si tratta quindi di valori troposferici; l'indice, per il momento, non tiene in considerazione le dinamiche stratosferiche (peraltro ancora non comprese pienamente), che certamente giocano anch'esse un ruolo importante nella genesi delle irruzioni fredde.
Le pressioni di calcolo. Sono 3 valori di pressione riferite al livello del mare e calcolate in corrispondenza di alcune località specifiche:
p1: pressione slm in corrispondenza dell'Inghilterra meridionale (indicativamente in corrispondenza della città di Londra);
p2: pressione slm in corrispondenza della parte settentrionale della penisola scandinava (indicativamente in corrispondenza del territorio di confine tra i tre stati della penisola)
p3: pressione slm in corrispondenza dell'isola di Nuova Zemlja; (indicativamente in corrispondenza del canale che "taglia" in due l'isola).

Perché queste pressioni?: perché queste località si trovano sulla traiettoria di una figura essenziale per le sorti di una eventuale irruzione artica continentale: questa figura è un anticiclone il cui bordo orientale grosso modo dovrà posizionarsi in prossimità dei territori di confine tra il continente europeo e gli oceani atlantico ed artico (più avanti richiamata come "area di investigazione", o dominio A1); ricordiamo infatti che in questo tipo di irruzioni l'aria fredda proviene dalle pianure della Russia e della Siberia occidentale (ma anche della Siberia centrale, nei casi più clamorosi): queste correnti, in presenza di tale anticiclone, scorreranno verso l'Europa centrale, scivolando in senso orario lungo il bordo orientale dell'anticiclone stesso. Se tale struttura barica è ben organizzata e sufficientemente duratura (anticiclone di blocco) l'aria fredda riuscirà ad invadere il mediterraneo (vedi figura a lato riferita alla celeberrima ondata di freddo di inizio febbraio 1956).

Per descrivere queste dinamiche attraverso i valori delle 3 pressioni, si utilizzano due parametri:

PS = somma (pi - p0) sommatoria delle 3 pressioni decurtate di un valore pressorio di riferimento p0
PU = somma (| pi-pj |) sommatoria delle differenze (prese in valore assoluto) dei 3 valori di pressione

Il parametro PS è indicativo della Forza del campo delle Pressioni nell'area di investigazione; il parametro PU, della Uniformità del campo di Pressioni stesso. I due parametri, combinati assieme:

BAS = PS - a PU

sono rappresentativi della Forza dell'Anticiclone di Blocco: è chiaro infatti che maggiore è PS, maggiore il campo delle pressioni; minore il valore PU, maggiore l'uniformità delle stesse nell'area: questa situazione descrive la presenza di un anticiclone lungo l'area di investigazione (A1), tanto più strutturato quanto maggiore è BAS. a rappresenta un coeff. correttivo che riduce il termine PU quando PS supera un determinato valore (70hpa) mentre lo aumenta in caso contrario.

I geopotenziali di calcolo.
L'efficacia e l'entità di una eventuale irruzione artica continentale, dipende, a parità delle figure pressorie slm (a parità di BAS), anche dalla "qualità" e dalla "quantità" dell'aria fredda presente in sede artica continentale. Tale ulteriore fattore viene espresso valutando il campo dei geopotenziali in quota (500hpa) in particolare in corrispondenza di una seconda area di investigazione (dominio A2) posizionata in corrispondenza dei territori ricompresi nelle pianure della Russia e Siberia delle elevate latitudini (dominio 64-72N 40-70E): la presenza di una saccatura del campo dei geopotenziali è infatti indicativa della presenza di un vortice freddo in quota (sovente il vortice è presente a tutte le quote), cui corrispondono bassi valori delle temperature della colonna d'aria (facile verificare la presenza di bassi valori della temp. alla quota corrispondente alla pressione di 850hpa per presenza di saccature dei geopotenziali a 500hpa).

L'ulteriore parametro di calcolo è quindi il valore del minimo geopotenziale (a 500hpa) presente nell'area di investigazione (dominio A2) sopra definito.
Con esattezza il terzo parametro che entra nel calcolo del PCAI è il seguente:

CT = H0,500 - min(H500 )A2

pari alla differenza tra un valore di riferimento del geopotenziale alla pressione di 500hpa (552dam) ed il valore minimo del geopotenziale nel dominio di investigazione A2. Per quanto detto sopra CT è rappresentativo dell'entità (ovvero della "qualità" e della "quantità") dell'aria fredda disponibile per l'irruzione, ovvero indicativa del "serbatoio freddo" ("Could tank") presente in sede artica continentale in corrispondenza del bordo orientale dell'anticiclone di blocco, eventualmente pronto ad essere trasferito ai territori dell'Europa centrale e del mediterraneo qualora le condizioni bariche (BAS) lo consentano.

Il PCAI sarà pertanto pari a:

PCAI = BAS - CT = PS - a PU + CT = S (pi - p0) - a somma (| pi-pj |) + [ H0,500 - min(H500 )A2 ]

La taratura dell'indice è stata effettuata adottando specifici valori per p0, a e H0,500 attraverso il ricalcolo delle configurazioni degli anni passati (reanalisys), ed in particolare studiando con attenzione gli episodi delle irruzione artiche continentali più significative.

PCAI: scala dei valori.
Il PCAI può variare da valori minimi inferiori a -150 a valori massimi prossimi o superiori a +150.
Innanzitutto va detto che, in linea di massima, ed entro i limiti di efficacia dell'indice stesso, quanto più elevato è l'indice, tanto maggiore la probabilità di avere irruzioni artiche continentale; ma si può anche stabilire il principio secondo cui, tanto più elevato è l'indice, tanto maggiore la probabilità che queste irruzioni siano di notevole entità.
Un ulteriore importantissimo elemento da valutare è la persistenza dell'indice, intesa come mantenimento di elevati valori dell'indice; se per più giorni (in genere dovranno essere almeno 3gg) sussiste una configurazione consona alle irruzioni artiche continentali (PCAI elevato), v'è maggiore garanzia che l'irruzione possa effettivamente raggiungere i nostri territori; qualora l'indice assuma un valore elevato ma isolato, ovvero seguito da un successivo decadimento, è certamente probabile che si verifichi uno spostamento delle masse d'aria dalle regioni artiche continentali alle regioni di sud ovest (avvio vero e proprio dell'irruzione); tuttavia l'aria fredda potrebbe non raggiungere (o quanto meno potrebbe non raggiungere con la medesima efficacia) i territori italiani, limitandosi invece ad interessare le regioni della Russia occidentale, o al più, dell'Europa orientale o balcanica.
La valutazione della persistenza dell'indice è oggetto di ulteriori approfondimenti; in prima approssimazione si può valutare questo parametro in funzione dell'area sottesa dalla curva PCAI (t), ovvero l'integrale nel tempo dell'indice stesso.

Nella tabella seguente è riportata una scala dei valori, con associati i relativi probabili comportamenti meteorologici di grande scala, con riferimento in primis alle irruzioni artiche continentali.

N.B: la tabella mostrata va utilizzata con la dovuta flessibilità, ricordando soprattutto che lo studio che si sta compiendo è nella fase iniziale sperimentale e che pertanto aggiustamenti alla tabella stessa potranno essere sempre apportati; così come, se necessari, aggiustamenti e correzioni potranno essere apportati all'indice stesso.


Fonte: sempre dal web! :wink:
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Gelo Russo
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Messaggio da Gelo Russo »

Ho letto è sicuramente una Analisi Importante ma la cosa che mi lascia li è che in situazioni come quella Attuale con una Situazione della Troposfera che viaggia per conto suo continuando su una Situazione adeccedente Fisiologica e un Riscldamento della Stratposfera senza precenti con Modelli assolutamenti non comunicanti su tale Riscaldamento come possono basarsi su Dati di GFS e di quattro punti in Europa con Gelo ad Est, Mite al Sud, Fase Stabile al Centro e Dinamica Oceanica ad Ovest?

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eb717
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Messaggio da eb717 »

Gelo Russo ha scritto:Ho letto è sicuramente una Analisi Importante ma la cosa che mi lascia li è che in situazioni come quella Attuale con una Situazione della Troposfera che viaggia per conto suo continuando su una Situazione adeccedente Fisiologica e un Riscldamento della Stratposfera senza precenti con Modelli assolutamenti non comunicanti su tale Riscaldamento come possono basarsi su Dati di GFS e di quattro punti in Europa con Gelo ad Est, Mite al Sud, Fase Stabile al Centro e Dinamica Oceanica ad Ovest?

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Hai ragione, infatti lo studio è agli inizi! :wink: :wink:
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Messaggio da Gelo Russo »

eb717 ha scritto:
Gelo Russo ha scritto:Ho letto è sicuramente una Analisi Importante ma la cosa che mi lascia li è che in situazioni come quella Attuale con una Situazione della Troposfera che viaggia per conto suo continuando su una Situazione adeccedente Fisiologica e un Riscldamento della Stratposfera senza precenti con Modelli assolutamenti non comunicanti su tale Riscaldamento come possono basarsi su Dati di GFS e di quattro punti in Europa con Gelo ad Est, Mite al Sud, Fase Stabile al Centro e Dinamica Oceanica ad Ovest?

con Stima Gelo Russo
Hai ragione, infatti lo studio è agli inizi! :wink: :wink:
Comunque l'Analisi che hai postato è interessante e secondo me va monitorata :wink:
I Miei Complimenti eb717!

ps: a Mio modesto parere questo Studio non dovrebbe tenere conto delle proiezioni presenti ma quelle indicata dagli spaghi e sovrapporle con quelle future, per dare un equilibrio tra il prima e dopo!

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Ultima modifica di Gelo Russo il gio gen 03, 2013 12:35 am, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da Chilavert »

Letto tutto d'un fiato.
Interessante....
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Messaggio da Gelo Russo »

Chilavert ha scritto:Letto tutto d'un fiato.
Interessante....
Buonasera Chilavert!
Piacere sentirti...

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Messaggio da Chilavert »

Gelo Russo ha scritto:
Chilavert ha scritto:Letto tutto d'un fiato.
Interessante....
Buonasera Chilavert!
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con Stima Gelo Russo
buonasera a te
scrivo poco ma leggo quasi sempre (anche te ovviamente) :wink:
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Messaggio da Gelo Russo »

Chilavert ha scritto:
Gelo Russo ha scritto:
Chilavert ha scritto:Letto tutto d'un fiato.
Interessante....
Buonasera Chilavert!
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buonasera a te
scrivo poco ma leggo quasi sempre (anche te ovviamente) :wink:
Grazie :wink:

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Messaggio da BurianBN »

Molto molto interessanti eb :wink:
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Messaggio da eb717 »

Mi farebbe piacere avere anche un'opinione autorevole dalla redazione di ML! :wink:
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Messaggio da eb717 »

Ho deciso di monitorare un po' questi nuovi 2 indici...x vedere la loro attendibilità!

E sono usciti gli aggiornamenti su base Gfs06:

Immagine

La leggenda dice questo:

+85/+120 Probabilità di IAC elevata, in caso di persistenza dell'indice su detti valori, molto elevata;
> +120 Probabilità di IAC molto elevata, in caso di persistenza, probabilità IAC storicamente rilevante.

Vedremo se avrà ragione!

Il Pmai è basso, quindi niente irruzioni artico-marittime...dato che il Pcai è alto è più probabile la discesa di aria continentale, vista anche la configurazione che si va delineando! :wink:
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Messaggio da eb717 »

Dopo il run di Gfs 18 appena visto, pensavo a un Pcai ottimo, invece è peggio del precedente!!

Immagine

Devo capire meglio come funziona!! :wink:
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Messaggio da lorenzo 95 »

eb teniamo aperto questo post che magari lo perdiamo :lol: :lol: :wink: :wink:
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