[/img]Dicembre, inverno ai blocchi di partenza
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Dicembre, inverno ai blocchi di partenza
gli ultimi outlook dei modelli stagionali, vedono per Dicembre l'arrivo del Generale, è ancora incerto se si tratterà di un affondo in grande stile o solo di una comparsata, forse è ancora presto per decifrarne la strategia, noi ci proviao. Indice NAM in positivo, parziale ricompattamento del VP, Azzoriano ancora latitante alle nostre latitudini e lobo Siberiano in affondo verso sud, risultato retrogressioni fredde d est con target centro sud e adriatiche, anche il nord avrà i suoi effetti ma mitigati dal baluardo alpino, neve a bassa quota e qualche episodio anche in pianura su alcune zone ma niente di cruento.
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[/img]Re: Dicembre, inverno ai blocchi di partenza
[quote="valavio"]gli ultimi outlook dei modelli stagionali, vedono per Dicembre l'arrivo del Generale, è ancora incerto se si tratterà di un affondo in grande stile o solo di una comparsata, forse è ancora presto per decifrarne la strategia, noi ci proviao. Indice NAM in positivo, parziale ricompattamento del VP, Azzoriano ancora latitante alle nostre latitudini e lobo Siberiano in affondo verso sud, risultato retrogressioni fredde d est con target centro sud e adriatiche, anche il nord avrà i suoi effetti ma mitigati dal baluardo alpino, neve a bassa quota e qualche episodio anche in pianura su alcune zone ma niente di cruento.
[/img][/quote anchio la penso cosi dato che la maggior parte delle ondate di freddo provengono da est , infatti lo scorso dicembre proprio per la settimana natalizia , e in particolare per la vigilia ci fu un'episodio freddo che portò nevicate a bassa quota sul versante adriatico.Ce lo sognamo noi tirrenici le nevicare stile 17 dicembre 2010
[/img][/quote anchio la penso cosi dato che la maggior parte delle ondate di freddo provengono da est , infatti lo scorso dicembre proprio per la settimana natalizia , e in particolare per la vigilia ci fu un'episodio freddo che portò nevicate a bassa quota sul versante adriatico.Ce lo sognamo noi tirrenici le nevicare stile 17 dicembre 2010- LINO LAKI ZANETTI
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Qui' nevico tutto il giorno il 17 Dic 2010.
http://www.youreporter.it/video_Neve_a_Cassino
aspe' forse ho sbagliato.
http://www.youreporter.it/video_Neve_a_Cassino
aspe' forse ho sbagliato.
Evoluzione Stratosferica: ribaltone negli ultimi aggiornamenti degli indici e parametri che definiscono lo stato del Vortice Polare e la sua possibile ripercussione sulla tendenza a lungo termine per il mese di Dicembre
Negli ultimi giorni sia tra gli esperti sia tra i meteoappassionati si è parlato molto delle dinamiche stratosferiche e nello specifico dell'indice NAM (North Annular Mode). Questo indice indispensabile per capire l'evoluzione nei mesi invernali nell'emisfero nord, indica la situazione al polo in tutti gli strati della'atmosfera e quindi sia della troposfera, sia della stratosfera. Aprendo una piccola parentesi didattica secondo uno studio condotto dagli scienziati Baldwin e Dunkerton se vengono superate due soglie di riscaldamento e raffreddamento abbiamo un tempo di condizionamento del vortice polare di circa 40/60 gg.
Per il raffreddamento si intende un valore di colore blu di +1.5 mentre per il riscaldamento un valore di -3. Tornando alla situazione attuale come visibile dal grafico in allegato la soglia per il raffreddamento è stata ampiamente superata. Tale condizione ci fa presupporre un vortice polare compatto e quindi poco propenso a sortite fredde verso latitudini meridionali.Ma è proprio così? Se consideriamo la troposfera cioè la parte bassa dell'atmosfera, quella che ci interessa più da vicino notiamo un notevole forcing diretto a destabilizzare il vortice polare sia troposferico che stratosferico. Le onde planetarie contraddistinte dall'Aleutinico, Azzorriano e Russo porteranno un attacco deciso alla struttura polare cercando in tutti i modi di resistere al raffreddamento proveniente dall'alto (stratosfera, Nam, superamento soglia). La configurazione in atto ha tutte le caratteristiche di un Decoupling, ovvero un disaccoppiamento tra ciò che avviene in troposfera e stratosfera.Ovvio che una delle forzanti alla lunga avrà la meglio condizionando in maniera decisa la prima parte dell'inverno 2012-2013.
Ma come mai la troposfera riesce ad opporsi e in alcuni casi a dettare legge nei confronti della stratosfera? La risposta è molto semplice e va individuata nel forte deficit dei ghiacci polari e alla fase di Nino sulle acque del Pacifico. Entrambe le componenti non favoriscono il compattamento del vortice polare tropo-stratosferico ( VPT-VPS). La prima per mancanza di freddo portata dai ghiacci, il secondo per continui apporti caldi dalle regioni tropicali verso il polo. (Nel caso di NINA avviene il contrario, apporti freddi dalle acque del Pacifico). In tutto questo contesto abbiamo per il calore immagazzinato alle latitudini meridionali, con Anticicloni più forti che trovano terreno fertile verso nord, appunto per un Vps ancora non ben strutturato. Evidente l'immagine alle 192 del run GFS con il forcing caldo verso il Polo.
Entrando maggiormente nel dettaglio dai grafici e facile osservare venti zonali al minimo segno della poca vorticità e velocità del Vortice Polare e quindi facilmente destabilizzato. Inoltre la pulsazione delle wave (onde planetarie di rossby) come detto in precedenza stanno attuando un forcing davvero importante. In questo contesto l'Anticiclone Russo Siberiano giocherà un ruolo fondamentale. I grandi quantitativi di neve caduta nelle steppe siberiane coadiuvate da un'attività convettiva dell'Oceano Indiano (MJO), vista in ripartenza in fasi 7-8, favorevoli allo spostamento di aria calda verso la Russia europea e quindi ad alimentare la figura descritta in maniera decisa.
Se il forcing andrà in porto ad oggi con molte più probabilità rispetto a un ricompattamento del VPT-VPS, assisteremo a un Major Warming o uno split deciso della struttura polare lontano dalla sua sede naturale. Ciò comporterà l'arrivo di freddo intenso verso le latitudini meridionali e nel caso di un Major Warming il vortice polare risulterebbe in frantumi con gocce fredde in giro per la media e bassa Europa. In caso di split la direttrice del Vps-Vps determinerà le zone colpite. In conclusione prende maggiormente piede l'ipotesi di una prima parte invernale ricca di episodi freddi alcuni dei quali anche eclatanti. In tal senso le mappe stratosferiche a 100 hPa fiutano il tutto propendendo una bilobazione del VPS.
Negli ultimi giorni sia tra gli esperti sia tra i meteoappassionati si è parlato molto delle dinamiche stratosferiche e nello specifico dell'indice NAM (North Annular Mode). Questo indice indispensabile per capire l'evoluzione nei mesi invernali nell'emisfero nord, indica la situazione al polo in tutti gli strati della'atmosfera e quindi sia della troposfera, sia della stratosfera. Aprendo una piccola parentesi didattica secondo uno studio condotto dagli scienziati Baldwin e Dunkerton se vengono superate due soglie di riscaldamento e raffreddamento abbiamo un tempo di condizionamento del vortice polare di circa 40/60 gg.
Per il raffreddamento si intende un valore di colore blu di +1.5 mentre per il riscaldamento un valore di -3. Tornando alla situazione attuale come visibile dal grafico in allegato la soglia per il raffreddamento è stata ampiamente superata. Tale condizione ci fa presupporre un vortice polare compatto e quindi poco propenso a sortite fredde verso latitudini meridionali.Ma è proprio così? Se consideriamo la troposfera cioè la parte bassa dell'atmosfera, quella che ci interessa più da vicino notiamo un notevole forcing diretto a destabilizzare il vortice polare sia troposferico che stratosferico. Le onde planetarie contraddistinte dall'Aleutinico, Azzorriano e Russo porteranno un attacco deciso alla struttura polare cercando in tutti i modi di resistere al raffreddamento proveniente dall'alto (stratosfera, Nam, superamento soglia). La configurazione in atto ha tutte le caratteristiche di un Decoupling, ovvero un disaccoppiamento tra ciò che avviene in troposfera e stratosfera.Ovvio che una delle forzanti alla lunga avrà la meglio condizionando in maniera decisa la prima parte dell'inverno 2012-2013.
Ma come mai la troposfera riesce ad opporsi e in alcuni casi a dettare legge nei confronti della stratosfera? La risposta è molto semplice e va individuata nel forte deficit dei ghiacci polari e alla fase di Nino sulle acque del Pacifico. Entrambe le componenti non favoriscono il compattamento del vortice polare tropo-stratosferico ( VPT-VPS). La prima per mancanza di freddo portata dai ghiacci, il secondo per continui apporti caldi dalle regioni tropicali verso il polo. (Nel caso di NINA avviene il contrario, apporti freddi dalle acque del Pacifico). In tutto questo contesto abbiamo per il calore immagazzinato alle latitudini meridionali, con Anticicloni più forti che trovano terreno fertile verso nord, appunto per un Vps ancora non ben strutturato. Evidente l'immagine alle 192 del run GFS con il forcing caldo verso il Polo.
Entrando maggiormente nel dettaglio dai grafici e facile osservare venti zonali al minimo segno della poca vorticità e velocità del Vortice Polare e quindi facilmente destabilizzato. Inoltre la pulsazione delle wave (onde planetarie di rossby) come detto in precedenza stanno attuando un forcing davvero importante. In questo contesto l'Anticiclone Russo Siberiano giocherà un ruolo fondamentale. I grandi quantitativi di neve caduta nelle steppe siberiane coadiuvate da un'attività convettiva dell'Oceano Indiano (MJO), vista in ripartenza in fasi 7-8, favorevoli allo spostamento di aria calda verso la Russia europea e quindi ad alimentare la figura descritta in maniera decisa.
Se il forcing andrà in porto ad oggi con molte più probabilità rispetto a un ricompattamento del VPT-VPS, assisteremo a un Major Warming o uno split deciso della struttura polare lontano dalla sua sede naturale. Ciò comporterà l'arrivo di freddo intenso verso le latitudini meridionali e nel caso di un Major Warming il vortice polare risulterebbe in frantumi con gocce fredde in giro per la media e bassa Europa. In caso di split la direttrice del Vps-Vps determinerà le zone colpite. In conclusione prende maggiormente piede l'ipotesi di una prima parte invernale ricca di episodi freddi alcuni dei quali anche eclatanti. In tal senso le mappe stratosferiche a 100 hPa fiutano il tutto propendendo una bilobazione del VPS.
Non dimentichiamo che innanzitutto si parla di probabilità anche se abbastanza attendibile, ricordando che le evoluzioni atmosferiche sono più di una causa-effetto di qualche indice soprattutto Nam che difetta non poco di elaborazioni input del datum rendendolo a mio giudizio sì importante ma non così fondamentale come si tende a credere rispetto ad altri. Ma cosa ancora più importante, prendendo per buono che tali configuarazioni avranno vita con retrogressioni e/o affondi meridiani, bisognerà vedere al momento dove queste interagiranno col mare nostrum. Basta pochi centinaia di km o più a nord o più a sud per avere richiami caldi oppure rodanate con chances per i tirrenici o burian con bora scura in adriatico e tramontana chiara al tirreno...cose che si sanno ma è sempre bene ribadire che l'ignoto fino a poco tempo prima regna sovrano. Per me al fine del tutto è inutile dire avvantaggiata un'area piuttosto dell'altra. Prima cerchiamo di capire con quanta possibilità possano avverarsi le previsioni, poi al momento "facendo le dovute corna" si faranno valutazioni per eventuali fenomenologiefabiogelo ha scritto:Anche secondo me pare di aver capito che avremmo irruzioni fredde nel periodo dic-gen..........ma penso che dovrebbero rigurdare di piu' adriatico e sud......giusto?????
Giustissimo quello che dici basta una variazione di pochi chilometri e qui da noi (in Italia ) il tempo puo' cambiare totalmente.....se entra dal rodano o dalla porta della bora qui a Roma abbiamo un tempo totalmente diverso......Cut-off ha scritto:Non dimentichiamo che innanzitutto si parla di probabilità anche se abbastanza attendibile, ricordando che le evoluzioni atmosferiche sono più di una causa-effetto di qualche indice soprattutto Nam che difetta non poco di elaborazioni input del datum rendendolo a mio giudizio sì importante ma non così fondamentale come si tende a credere rispetto ad altri. Ma cosa ancora più importante, prendendo per buono che tali configuarazioni avranno vita con retrogressioni e/o affondi meridiani, bisognerà vedere al momento dove queste interagiranno col mare nostrum. Basta pochi centinaia di km o più a nord o più a sud per avere richiami caldi oppure rodanate con chances per i tirrenici o burian con bora scura in adriatico e tramontana chiara al tirreno...cose che si sanno ma è sempre bene ribadire che l'ignoto fino a poco tempo prima regna sovrano. Per me al fine del tutto è inutile dire avvantaggiata un'area piuttosto dell'altra. Prima cerchiamo di capire con quanta possibilità possano avverarsi le previsioni, poi al momento "facendo le dovute corna" si faranno valutazioni per eventuali fenomenologiefabiogelo ha scritto:Anche secondo me pare di aver capito che avremmo irruzioni fredde nel periodo dic-gen..........ma penso che dovrebbero rigurdare di piu' adriatico e sud......giusto?????
con la bora o tramontana qui ci sara' cielo sereno e aria secca.......dal rodano.........
P.S. italia centrale dove??????
a ruota ce tocchera un pò a tutti m ma il versante adriatico è sempre il piu bersagliato , magari quest'anno non è detto che sia cosi chissa...........Cut-off ha scritto:Non dimentichiamo che innanzitutto si parla di probabilità anche se abbastanza attendibile, ricordando che le evoluzioni atmosferiche sono più di una causa-effetto di qualche indice soprattutto Nam che difetta non poco di elaborazioni input del datum rendendolo a mio giudizio sì importante ma non così fondamentale come si tende a credere rispetto ad altri. Ma cosa ancora più importante, prendendo per buono che tali configuarazioni avranno vita con retrogressioni e/o affondi meridiani, bisognerà vedere al momento dove queste interagiranno col mare nostrum. Basta pochi centinaia di km o più a nord o più a sud per avere richiami caldi oppure rodanate con chances per i tirrenici o burian con bora scura in adriatico e tramontana chiara al tirreno...cose che si sanno ma è sempre bene ribadire che l'ignoto fino a poco tempo prima regna sovrano. Per me al fine del tutto è inutile dire avvantaggiata un'area piuttosto dell'altra. Prima cerchiamo di capire con quanta possibilità possano avverarsi le previsioni, poi al momento "facendo le dovute corna" si faranno valutazioni per eventuali fenomenologiefabiogelo ha scritto:Anche secondo me pare di aver capito che avremmo irruzioni fredde nel periodo dic-gen..........ma penso che dovrebbero rigurdare di piu' adriatico e sud......giusto?????
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Dipende...nel 2009 Pescara trascorse il Natale con sole e 25°;più indietro nel tempo ci sono i 28°del Natale 1989.picchio ha scritto:a ruota ce tocchera un pò a tutti m ma il versante adriatico è sempre il piu bersagliato , magari quest'anno non è detto che sia cosi chissa...........Cut-off ha scritto:Non dimentichiamo che innanzitutto si parla di probabilità anche se abbastanza attendibile, ricordando che le evoluzioni atmosferiche sono più di una causa-effetto di qualche indice soprattutto Nam che difetta non poco di elaborazioni input del datum rendendolo a mio giudizio sì importante ma non così fondamentale come si tende a credere rispetto ad altri. Ma cosa ancora più importante, prendendo per buono che tali configuarazioni avranno vita con retrogressioni e/o affondi meridiani, bisognerà vedere al momento dove queste interagiranno col mare nostrum. Basta pochi centinaia di km o più a nord o più a sud per avere richiami caldi oppure rodanate con chances per i tirrenici o burian con bora scura in adriatico e tramontana chiara al tirreno...cose che si sanno ma è sempre bene ribadire che l'ignoto fino a poco tempo prima regna sovrano. Per me al fine del tutto è inutile dire avvantaggiata un'area piuttosto dell'altra. Prima cerchiamo di capire con quanta possibilità possano avverarsi le previsioni, poi al momento "facendo le dovute corna" si faranno valutazioni per eventuali fenomenologiefabiogelo ha scritto:Anche secondo me pare di aver capito che avremmo irruzioni fredde nel periodo dic-gen..........ma penso che dovrebbero rigurdare di piu' adriatico e sud......giusto?????
Da notare che statisticamente i giorni compresi fra il 16 ed il 18 dicembre ben si prestano ad irruzioni fredde importanti per l'Italia nel suo complesso.8marzo76 ha scritto:per quello che valgono,ma non credo che siano totalmente campate per aria,le cfs vedono una prima parte di dicembre mediamente fredda,una seconda, fino a gennaio inoltrato, con vp bello compatto e da noi Atlantico e intervalli di hp..
Possiamo citare i vari 1988(giornata di gelo a Napoli in quel periodo),2001(blizzard di S.Leucia ma poi nevone pugliese intorno al 17),2007,2010.
Molto rare irruzioni potenti nella prima decade(tuttavia,ci sarebbero dicembre 73' qui semi-storico nell'entroterra,dicembre 91',meno eclatante ma buono dicembre 2003 intorno all'Immacolata).