La qbo orientale è un fattore sicuramente che opera disturbi all'accelerazione del getto del VPS, causa è la propagazione verticale delle onde planetarie, in primis wave 1 e wave 2(non la wave 3 che è essenzialmente una trop-wave, quindi con minor ampiezza), in convergenza verso le latitudini polari, con maggior ampiezza d'onda in questa fase prettamente antizonale, arrivando perciò alle quote più alte, e portando di conseguenza flussi di calore anche in stratosfera, rallentando perciò il getto del VPS.Precipitofilo ha scritto:Salve a tutti. Ripesco questo vecchio topic perché mi sono messo a "studiare"gli indici con particolare riguardo proprio la QBO. Ma mi sono arenato in alcuni punti: chiedo dunque aiuto.
Semplificando, si dice che la QBO- (Quasi Biennale Oscillazione dei venti stratosferici da est verso ovest) è indice di forti disturbi del Vortice Polare.
Il VP disturbato è di valido aiuto affinché le bordate gelide (sto usando un linguaggio terra-terra, abbiate pazienza) arrivino fino al Mediterraneo innescando poi una bella vorticità dispensatrice di benefiche precipitazione anche nevose in Italia. Solo che queste hanno moto retrogrado e quindi ne beneficiano soprattutto i comparti adriatici, come quest'anno a febbraio.
Con la QBO Positiva invece i venti hanno la regolare direzione ovest-est e il VP è compatto e teso con limitati scambi meridiani. Giusto?
Ora io chiedo: nel 2007/2008 la QBO era negativa eppure si ebbe uno dei più amorfi e noiosi inverni, molto simile (in fatto di seccume) al 2006/2007 se non fosse per le T più rigide registrate tra novembre e dicembre.
E' possibile che ciò fosse dovuto alla NINA ovvero la QBO negativa da sola non basta se essa è associata a qualche altro indice/variabile?
E quindi: siccome attualmente siamo in QBO- ma con un NINO debole: cosa comporta questo?
Grazie per le risposte!
Non è vero che favorisce i moti retrogradi cmq.Cioè, aumentano le possibilità, ma in primis favorisce gli scambi meridiani e blocchi alla zonalità..
Spiegata un po' alla leggera ma la so così