Le regioni piu’ a rischio alluvione, secondo Maracchi, sono quelle tirreniche (Liguria, Toscana, Campania e Lazio), dove potrebbero cadere anche 100 mm in 2-6 ore rispetto agli 850 mm medi annui dell’Italia. Anche per Massimiliano Pasqui, dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr, le anomalie rilevate (piu’ 5 gradi rispetto alla media per il Mediterraneo) rappresentano una condizione per il verificarsi di eventi alluvionali. “Da solo, pero’ – osserva – l’aumento delle temperature dei mari non basta a provocare questi fenomeni: e’ necessario che ci sia l’irruzione di una perturbazione atlantica. All’inizio di settembre, quando saranno disponibili i dati di agosto, potremo fornire previsioni piu’ accurate anche per questo tipo di eventi“.
Prime previsioni, in base ai dati di luglio, sono state gia’ elaborate per l’autunno dall’Ibimet e indicano una prima parte della stagione più calda della media, e la successiva con precipitazioni più intense. “Si tratta di una previsione statistica – spiega Pasqui – che si basa sui dati di luglio. Per la conferma è necessario aspettare la fine di agosto“. La previsione dell’Ibimet è complessivamente confermata dalle valutazioni della Columbia University di New York, che, riferisce la climatologa Marina Baldi dell’Ibimet, “indicano, per settembre-ottobre, temperature nella norma o leggermente al di sopra alla norma, e precipitazioni nella norma o lievemente sotto al centrosud e al di sopra della media al centronord“. Baldi tiene a precisare che “si tratta di previsioni statistiche, che si basano su quanto accaduto negli anni precedenti e sullo stato attuale dell’atmosfera“.caridi