Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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giux85
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Messaggio da giux85 »

Aggiornamento situazione ENSO.

Attualmente l'ENSO è tornato su valori intorno alla neutralità, in particolare con anomalie lievemente negative ad ovest ed anomalie leggermente positive al largo delle coste sudamericane.


Niño 4 : -0.2ºC

Niño 3.4 : 0.0ºC

Niño 3 : 0.3ºC

Niño 1+2 : 0.4ºC


Immagine


Ma la sorpresa, rispetto alle previsioni precedenti sul futuro andamento dell'ENSO, sta negli ultimi aggiornamenti sul contenuto di calore dell'oceano Pacifico equatoriale nei primi 300 metri di profondità.

Immagine

dal grafico si nota il periodo caratterizzato da forti anomalie negative che contraddistingue il picco della fase di NINA 2010/11, seguito negli ultimi mesi da un altro periodo in cui le anomalie sono diventate positive (seppur di poco) e hanno portato l'ENSO su valori neutri. Ma proprio negli ultimi giorni le anomalie sembrano già in procinto di scendere, o almeno di essersi assestate intorno a +0,5°C: che si sia magari raggiunto il culmine di questa fase ENSO neutra, con la prospettiva di una nuova NINA entro il prossimo inverno?

Analizziamo allora le anomalie di temperatura del Pacifico equatoriale nel dettaglio sull'intera estensione longitudinale e sui primi 300 metri di profondità:

Immagine

si nota come, rispetto alle scorse settimane, le anomalie positive presenti ad est nei primi 100 metri si stiano stemperando; anzi, sono comparse addirittura delle zone con anomalie negative! altro indizio che ci mostra il graduale incalzare di un nuovo evento di NINA?

vediamo infine le ultime previsioni sull'andamento dell'ENSO nei prossimi mesi:

Immagine

ricordandosi le precedenti previsioni, non si può non notare come ci sia stato un netto cambio di direzione sul destino di questo indice, passato da una futura fase di NINO debole ad una fase di NINA moderata (oltretutto sembra che da questa proiezione l'ENSO sia destinato a calare già fra poche settimane).

se ciò dovesse accadere (ma occhio a possibili future sorprese), sarebbe l'ennesima prova di un cambio di pattern climatico nell'oceano Pacifico: una prevalenza di eventi di NINA rispetto a quelli di NINO, associata col definitivo passaggio in fase negativa della PDO (Pacific Decadal Oscillation).
ma si sa che le singole fasi dell'ENSO condiziona fortemente a breve-medio termine le anomalie di temperatura globali troposferiche, per cui la maggior frequenza nei prossimi anni (magari anche decenni) della NINA potrà abbassare le anomalie troposferiche anche a lungo termine.

senza contare poi il possibile inizio di una lunga fase di bassa attività solare e il previsto ritorno dell'AMO in fase negativa (anche se probabilmente entrambi questi fattori, così come l'ENSO, la PDO e gli altri indici oceanici sono in una certa correlazione tra di loro su intervalli temporali estesi)
8)
michelebrini
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Messaggio da michelebrini »

ecco la glaciazione :D
Lubelli Fiorentino Marco
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DATI NOAA AGOSTO

Messaggio da Lubelli Fiorentino Marco »

Pur scontando il secondo agosto più caldo della storia dopo il 1998 per quanto riguarda le temperature terrestri, il dato dello scorso mese registra un calo delle anomalie globali per il terzo mese consecutivo.

http://www.**.it/licenza-joom ... fetto-nina

Saluti
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rasta19
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Messaggio da rasta19 »

prosegue a settembre_
http://www.****.it/notizia/215 ... -settembre
Ciao.
luigi :wink:
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rasta19
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Messaggio da rasta19 »

"Sono appena usciti i dati provenienti dal satellite AQUA e rielaborati dai due istituti internazionali, la NASA che produce gli RSS e l'Università di Alabama che produce gli UAH. Attraverso l'analisi delle radiazioni (radiances) nelle varie bande di lunghezze d'onda riferite alle microonde (microwave) dell'ossigeno atmosferico, i due istituti riescono a ricostruire le temperature globali della bassa troposfera. Entrambi vedono un calo rispetto ai valori estivi, generalmente intorno ai -0,05°C.
Infatti durante l'estate RSS aveva misurato anomalie intorno ai +0,32°C, mentre UAH si era attestato sui +0,38°C: ricordo che i due dati non sono sovrapponibili, perché UAH possiede come periodo di riferimento il 1981-2010, mente RSS il 1979-2000: quindi generalmente UAH dovrebbe essere più "fresco" di RSS. Il dato uscito per settembre è di +0,28°C per RSS e di +0,29°C per UAH.
Un leggero calo, quindi, in attesa che le SSTA, ovvero le anomalie termiche superficiali, dell'area del Niño 3.4, in pieno Oceano Pacifico al largo del Perù, inizino a scender in modo netto dando vita alla seconda Niña consecutiva dopo quella già forte dell'anno scorso. Già le SSTA dell'area Niño 3.4 sono prossime al valore di -1. Ma avremo occasione di parlare della previsione della Niña in un altro articolo.

Un'ultima precisazione: io preferisco rifarmi ai dati satellitari rispetto a quelli terrestri, che ricordo sono prodotti da tre enti, Nasa, NOAA e Hadley Center, perché offrono minori problemi tra cui amplificazioni termiche dovute ad inurbamento, centraline di rilevamento vecchie o obsolete, varie tipologie di errori strumentali e altro ancora.

Infine vi invito ad osservare con attenzione soprattutto il secondo grafico qui riportato: in esso si vedono i dati RSS riferiti all'ultimo decennio. Appare evidente la lunga stasi del Global Warming. Ora la questione è: tale fase di stallo prelude ad una nuova sensibile salita del Global Warming oppure anticipa un periodo di calo termico?"

Fonte Met......ale.it autore A.M.
Ciao.
luigi :wink:
fluo
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Messaggio da fluo »

Occhio che il global warming si prenderà una bella batosta per questo mese! e la prima parte di febbraio potrebbe non essere da meno :wink:

Immagine
SnowSteve
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Messaggio da SnowSteve »

Un articolo apparso oggi sul Corriere della sera parla di un interessante studio condotto dal Prof. Roger Davies dell'Università di Auckland in Nuova Zelanda.

La ricerca mette in relazione l'abbassamento dell'altezza delle nuvole a livello globale, dovuto al GW, con la maggior dispersione delle radiazioni solari. Questo fenomeno di feedback negativo favorendo il raffreddamento sarebbe un fattore di riequilibrio dello stesso GW.

Articolo - Corriere
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnol ... 8ce3.shtml
Link Dipartimento ricerca Prof. Davies
http://www.physics.auckland.ac.nz/uoa/p ... ger-davies
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katrina 2005
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Messaggio da katrina 2005 »

L’apologia della religione nel momento presente
A proposito di un libro di R. Puccini (1)
in La settimana sociale, 1912, a. V, n. 47, pp. 370-371


Come si disse già degli scritti sulla vita di Gesù Cristo, i quali si moltiplicarono dopo il periodo dei filosofi falsificatori del sec. XIX, da Strauss a Renan, così si può ripetere in questi primi anni del sec. XX dei libri intorno allo studio della religione cristiana cattolica. «Ciò che vale non solo per le opere apologetiche sistematiche, erudite ed esaurienti, la cui trilogia dopo Hettinger e Bougaud forse si completò testè con Schanz, ma ancora per quelle pubblicazioni più modeste e di divulgazione (quantunque sempre di rigore dottrinale e scientifico) che in forma di introduzione e di prolegomeni versano, con espressione tradizionale consacrata fra i cattolici, sui preamboli della fede. Ed io stesso potrei in proposito citare fra i soli italiani più recenti di mia conoscenza e spesso fra i miei amici, Rossignoli, Sichirollo, Polidori, Ballerini, Giovannozzi, Faraoni, Cappellazzi, a cui si aggiunge ora il prof. can. R. Puccini, il quale letterato, sociologo, moralista, olografo eppur sempre filosofo e teologo, possiede quella preparazione di mente molteplice e coordinata, che è particolarmente adatta a tale genere di pubblicazioni.
E quale può essere la ragione dell'addensarsi di simili saggi? Certamente il numero e l'incalzare ai dì nostri dei nemici della religione da un canto, e dall'altro quella eterna e sempre vegeta giovinezza del cattolicesimo, di cui parla anche il nostro autore, la quale suscita e diffonde dovunque i difensori ed illustratori di esso. Vi ha però un'altra spiegazione di tal fatto confortevole, che penso meriti qui di ricordare.
Ognuno di tali apologeti si prefigge bensì lo scopo comune di rivendicare la religione dinanzi ai pregiudizi dotti e indotti dell'età contemporanea. Ma non bisogna perdere di vista, nell'odierno momento, il tratto caratteristico, almeno estrinseco del pubblico pensiero anche scientifico. Partecipando a quel moto generale e incalzante degli avvenimenti, il quale urge e travolge tutta la vita sociale moderna, anche la scienza è divenuta una cinematica, il cui corso affrettato, rapido, convulso, ad ogni istante muta rotta, obbiettivi, procedimenti. Essa volge così purtroppo a rovinosi precipizi, ma frattanto obbliga anche un apologeta o studioso della religione a mutare a breve distanza, se non la sua armatura e le sue munizioni, certo le sue mosse tattiche ossia i fatti, gli argomenti, i metodi della difesa e della dimostrazione, di fronte agli attacchi ed alle offese, che da sempre nuove parti d'improvviso oggi provengono alle verità religiose. E così può accadere che i nostri scrittori, sebbene discosti l'un l'altro da un breve iatus di tempo, non si ricopino per fisionomia e indirizzo di trattazione; ma ognuno serbi quella certa specialità propria, che è determinata da un momentaneo atteggiamento del pensiero degli avversari, l'attraenza che viene dalle vicende e questioni di immanente attualità, l'efficacia che sempre accompagna e segue la prontezza e opportunità della strategia.
Da questa fonte mi sembra derivare (al di là di quel fondo sostanziale e immutato di ragioni e di fatti d'ogni apologia) i pregi di freschezza, agilità e di valore persuasivo anche di questo corso preparatorio allo studio della religione dell'illustre insegnante del seminario di Pistoia.
E la prova di questi meriti mi sembra di poter ritrarre anche da qualche pensiero che trasvolò per la mia mente, all'occasione della lettura del volumetto.
Noi siamo usciti testè (io riflettevo) da un positivismo materialistico che ridestando i crepuscoli mattinieri di un novello spiritualismo, sembrò propizio anche alle idee religiose. Ma tosto esso accoppiandosi al soggettivismo critico-scettico dei neokantiani riuscì al vago concetto o piuttosto sentimento di «una religione senza dogmi» cioè senza alcuna garanzia di verità obbiettiva. E allora sorge logicamente il quesito: con tale concezione del sovrannaturale nella cultura moderna non viene meno l'interesse per lo studio della religione? No, risponde l'autore fin dalle prime pagine col Graf: «si deve anzi dire che il bisogno di religione non scema, ma cresce col crescere dell'anima. Non è possibile che lo spirito umano divenendo sempre più conscio di sé, non divenga in pari tempo sempre più inquieto circa i propri destini e non si spinga a cercare, se non possono que' destini rispondere alle aspirazioni sue proprie».
Questa concezione (io proseguiva) di una «religione senza dogmi» in breve trasferendosi al cristianesimo, per considerarlo bensì «entro i limiti della ragione», ma come si pretende, nel suo spirito intimo avvivatore, come ora fece l'Harnack, conferì a collocare la religione di Gesù Cristo al di sopra di ogni altra al mondo, confermando le conclusioni dell'odierna storia delle religioni comparate. Questa primazia razionalmente e storicamente riconosciuta di nuovo nel cristianesimo, non può bastare a restituire adesso, presso la coscienza moderna, l'impronta divina e rialzare le sorti inesorabili di decadenza del protestantesimo? Per risposta di un problema di tutta attualità trovo (in questo libriccino) un ricordo opportuno del Ruville, dell'università di Hane, il quale nel suo scritto Il mio ritorno, a proposito dell'Harnack, riconosceva bensì che «il, capo dei tedeschi liberali, il critico profondo, l'acuto razionalista, dava a nostro Signore una natura, un carattere, un'importanza che oltrepassano di gran lunga l'ordine terreno». Ma per ciò stesso egli (il Ruville) nella sua recentissima ponderata conversione non seguiva già l'andazzo di tanti pastori evangelici in Germania, che scendono ogni dì più verso un protestantesimo prettamente razionalista, ma ricoverava con profonda convinzione sotto le ali materne di Roma, facendosi cattolico. Dove dunque, dietro queste stesse testimonianze ed esempi solenni dell'ultima ora, si trova unicamente il vero cristianesimo divino, storico, positivo, che incarna la religione più sublime fra tutte nel mondo?
In tal caso, (io soggiungeva) quel grido di guerra selvaggia che propriamente oggi risuona da un capo all'altro dell'Europa e dell'America «contro il sovrannaturale in nome della civiltà» («Kulturkampf») ben si comprende come si drizzi massimamente contro la Chiesa cattolica. In questa soltanto si scorge, si perseguita ed odia il «sovrannaturale cristiano e la cristiana civiltà da esso derivata» e si confessa che principalmente per virtù della Chiesa, quest'ultima si mantiene sempre viva e feconda anche nell'età contemporanea. Ma allora io ho diritto di riferire esclusivamente al cattolicesimo quel magnifico elogio che il Taine tributava al cristianesimo per le sue benemerenze verso l'incivilimento; elogio che il nostro autore riporta ed io riproduco per conclusione di questo cenno. «Tutto ciò che nella moderna civiltà rimane di onestà, di buona fede, di giustizia, si deve al cristianesimo. Non la ragione dei filosofi, non la cultura degli artisti e dei letterati, non il sentimento d'onore militare e cavalleresco, né codice alcuno, né amministrazione, né governo possono servire a qualche cosa senza il cristianesimo, fuori del cristianesimo, non c'è nulla che possa trattenerci dalle nostre naturali inclinazioni al male e impedire di precipitare in questi abissi di decadenza e di depravazione, in fondo ai quali si trova la barbarie, Anche oggi l'antico vangelo è sempre il migliore ausiliare che la società possa invocare in suo soccorso».
Il solo richiamare tal una di queste verità o preziose confessioni, in un momento opportuno e decisivo quale è il presente, non è gran merito per l'autore di un libro?
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Me lo fai un sunto che è un po' troppo lungo :?:
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cristiano69
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Messaggio da cristiano69 »

crisGE ha scritto:Me lo fai un sunto che è un po' troppo lungo :?:
Nessun sunto,sono farneticazioni di una mente non tanto a posto....
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

cristiano69 ha scritto:
crisGE ha scritto:Me lo fai un sunto che è un po' troppo lungo :?:
Nessun sunto,sono farneticazioni di una mente non tanto a posto....
Si si lo so, ero ironico...
Cmq se non ricordo male scriveva anche sto katrina sul forum un tempo, e neanche delle belinate...Boooh
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giulys
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Messaggio da giulys »

Katrina si è "invorticato" in ragionamenti astrusi.

Appare di tanto in tanto: è "ciclico"

Soprattutto è fuori tema, soffia sul fuoco delal discordia.
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finland77
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Messaggio da finland77 »

da ultima ora di ML ........


Oggi - Ore 09.38 › Il premio Nobel Carlo Rubbia ha affermato che "nonostante le emissioni di CO2 continuino, dal 2000 si e' registrata una diminuzione della temperatura'' globale del Pianeta. Non è dunque riscontrabile un diretto rapporto tra i cambiamenti climatici ed emissioni di CO2, anche se è senza dubbio auspicabile un serio contenimento delle stesse.
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Messaggio da jacky_style90 »

finland77 ha scritto:da ultima ora di ML ........


Oggi - Ore 09.38 › Il premio Nobel Carlo Rubbia ha affermato che "nonostante le emissioni di CO2 continuino, dal 2000 si e' registrata una diminuzione della temperatura'' globale del Pianeta. Non è dunque riscontrabile un diretto rapporto tra i cambiamenti climatici ed emissioni di CO2, anche se è senza dubbio auspicabile un serio contenimento delle stesse.
finalmente qualcuno sta aprendo gli occhi, speriamo che questo numero esiguo di esperti, che ha capito che le temp globali variano dai cicli solari e non tanto dalla CO2, aumentino sempre più.
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

Ricordate il film ‘The Day After Tomorrow’ e le furiose tempeste di neve e ghiaccio che colpivano l’Europa e il Nord America? La causa, nel set cinematografico, era lo scioglimento dei ghiacci che, facendo diminuire la salinità dell’oceano Atlantico, rallentavano la Corrente del Golfo.
Oggi un prestigioso studio scientifico disegna uno scenario molto simile, per una causa analoga seppur non proprio identica. Infatti Cornell Charles H. Greene, professore di scienze della terra e dell’atmosfera, e Bruce C. Monger, ricercatore di scienze meteorologiche, hanno pubblicato nel numero di giugno della rivista Oceanography il loro studio spiegando che “tutti pensano ai cambiamenti climatici dell’Artico, certi che questo fenomeno a distanza avrà scarso effetto sulla nostra vita quotidiana. Ma ciò che sta succedendo nella regione artica cambierà il clima nelle nostre zone!” In sostanza i due esperti spiegano che il global warming provoca un maggiore scioglimento del ghiaccio marino del polo nord durante l’estate, esponendo la scura acqua dell’oceano alla luce solare. Questo provoca un maggior assorbimento della radiazione solare e il calore in eccesso viene rilasciato in atmosfera, soprattutto durante l’autunno, facendo crollare le temperature e i valori di pressione proprio tra l’Artico e le medie latitudini dell’emisfero nord. Secondo gli scienziati, ciò provocherebbe un indebolimento dei venti associati al vortice polare e alla corrente a getto, consentendo così all’aria fredda di proiettarsi molto più spesso alle basse latitudini, com’è già successo negli ultimi tre inverni in modo a volte drammatico, in termini di freddo e neve, sull’Europa e sul nord America.
Le osservazioni più recenti presentano una nuova svolta alla oscillazione artica: “quello che sta succedendo ora è che stiamo cambiando il sistema climatico, in particolare nella regione artica, e che sta aumentando le probabilità per le condizioni AO negative, che favoriscono invasioni di aria fredda e gravi tempeste meteorologiche invernali a latitudini più basse” ha detto Greene.
Inutile ricordare quanto accaduto a febbraio in Europa, o lo scorso anno a dicembre negli Usa e sulle isole Britanniche. Greene e Monger ha fatto notare che, però, il loro studio viene pubblicato subito dopo uno degli inverni più caldi negli Stati Uniti orientali, quello concluso pochi mesi fa. “E ‘una grande dimostrazione della complessità del nostro sistema climatico e di come vari elementi influenzano i nostri modelli climatici regionali“, ha detto Greene. In una regione particolare, molti fattori possono infatti avere un’influenza, tra cui il fenomeno del Niño e della Niña nell’oceano Pacifico. Ma gli esperti hanno spiegato che ogni regione ha un clima a sè e che se è vero, da un lato, che negli Usa è stato un inverno molto caldo, è anche vero che l’Alaska e l’Europa hanno avuto freddo e neve da record e che, nel suo complesso termico globale, il mese di marzo 2012 è stato il marzo più freddo degli ultimi 13 anni! “Ed è questo che ci dobbiamo aspettare per il futuro – conclude Green – con tempeste invernali, freddo e abbondanti nevicate sempre più frequenti nel nord America e in Europa“. Proprio come in The Day After Tomorrow…PEPPE CARIDI
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