Calcio scommesse - vergogna

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crisGE
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Calcio scommesse - vergogna

Messaggio da crisGE »

In questo td vorrei fossero riportate tutte le porcate sia calcio scommesse, ma anche tutto il marcio nel calcio che esiste da tempo e che finalmente piano paino sta venendo a galla

dall'espresso

"Ho mentito per salvare Preziosi"Il capo degli ultra genoani intercettato mentre parla con Sculli della combine su Genoa-Venezia. E l'attaccante viene descritto come il punto di contatto tra i diversi gruppi delle scommesse. Con filo nero che porta alla banda della Magliana

Nella ragnatela di partite truccate al centro dell'inchiesta chi collega la punta dello stivale alle Alpi è un calciatore calabrese della locride: Giuseppe Sculli, attaccante del Genova, con un passato nelle file della Lazio, cresciuto in una famiglia di 'ndranghetisti a cominciare dal nonnetto, Giuseppe Morabito, "U Tiradritto", padrino delle cosche reggine. Il nipote del mafioso adesso è accusato di associazione per delinquere dai magistrati di Cremona.

E c'è un filo che collega persino Sculli a Massimo Carminati. Il neofascista dalla pistola facile, che ha ispirato "Il Nero" di Romanzo Criminale, è stato al servizio dei Nar e della Magliana: i pentiti lo hanno indicato come il killer di Mino Pecorelli, ma è stato assolto da questa e da molte altre imputazioni. Oggi è libero e frequenta le stesse persone che Sculli riceve in hotel alla vigilia di incontri importanti.

Un intreccio di contatti che per gli investigatori è più di un indizio. Il 19 marzo scorso l'attaccante del Genoa viene pedinato a Roma dagli agenti del Servizio centrale operativo. Il calciatore, nonostante la squalifica, segue la sua squadra per il posticipo serale contro la Roma. E nell'albergo ai Parioli convoca un paio di amici: il primo fa parte dello staff di fisioterapisti della Lazio mentre il secondo è un uomo con i capelli rasati, un campione di kick boxing di Milano.

E' l'atleta del ring a essere legato a Carminati, con contatti intensi e cadenzati anche sul ritmo dei colloqui con Sculli. La polizia ha analizzato questa triangolazione di rapporti e telefonate, che adesso è al vaglio degli inquirenti. Sculli in ogni città che va incontra o stringe relazioni con persone poco raccomandabili. A Genova compatta i mafiosi siciliani tifosi del "grifone" con altri pregiudicati e trafficanti di droga. Secondo i magistrati, è lui che spinge i compagni di squadra a combinare i risultati delle partite in modo da favorire gli "amici" scommettitori. Che puntano somme pesanti su tutto: sul risultato finale e persino sul punteggio parziale del primo tempo. Sono incredibili le conversazioni registrate tra Sculli e un paio di capi ultras - fra cui Massimo Leopizzi, con diversi precedenti penali e legami nella destra estrema - il giorno dopo la partita Genoa-Siena. Quel 22 aprile i giocatori vengono obbligati dai tifosi a interrompere il match e togliere le maglie. Fu graziato solo Sculli, a cui dalla curva dedicarono il coro "Sei uno di noi". E lui parlando con Leopizzi ringrazia per avergli «risparmiato questo affronto».

Sono incredibili le conversazioni registrate tra Sculli e un paio di capi ultras - fra cui Massimo Leopizzi, con diversi precedenti penali e legami nella destra estrema - il giorno dopo la partita Genoa-Siena. Lo rivela L'Espresso nel numero in edicola domani. Quel 22 aprile i giocatori vengono obbligati dai tifosi a interrompere il match e togliere le maglie. Fu graziato solo Sculli, a cui dalla curva dedicarono il coro "Sei uno di noi". E lui parlando con Leopizzi ringrazia per avergli «risparmiato questo affronto».

Ma le frequentazioni tra il leader degli spalti e l'attaccante calabrese sono antiche. Nel 2006 il capo ultrà venne fermato con due pistole mentre andava ad ammazzare la moglie. Quando uscì dai domiciliari, ci fu una grande festa alla quale parteciparono anche due titolari rossoblu: Milanetto e Sculli. Tanta confidenza lo spinge a sfogarsi nella telefonata del 23 aprile. Il bersaglio è il presidente Preziosi, che aveva chiesto l'arresto dei tifosi violenti. «Ma come gli viene in mente di dire queste cose?», dice Leopizzi a Sculli: «Per lui in passato ho fatto anche falsa testimonianza quando sono stato sentito per la partita con il Venezia». Il discorso riguarda un'altra indagine sempre per accordi sottobanco. E' possibile che Leopizzi millanti, ma Sculli non lo contesta.

Adesso le conversazioni sono state acquisite dai pm di Genova. Leopizzi, ha avuto un ruolo importante nello scandalo di questa Genoa-Venezia del giugno 2005, quando il proprietario del Genoa comprò la partita per assicurarsi la promozione in serie A con 250 mila euro in contanti. Lo ricorda uno dei pubblici ministeri del processo penale per frode sportiva concluso dall'indulto. «Tra Preziosi e i capi ultras c'erano rapporti per lo meno strani», dice il magistrato Alberto Lari. «Nei loro incontri in un ristorante genovese, il presidente era invitato a staccare il telefonino per non essere intercettato e, a sua volta, veniva registrato dai tifosi che, poi, nei colloqui telefonici fra loro dicevano di avere avuto dritte sulle partite aggiustate. Abbiamo passato tutte queste informazioni alla giustizia sportiva che, però, non ha ritenuto di dare seguito».
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

anche buffon come uomo non vale una lira ,1,5 milioni di euro con ricariche in tabaccheria è una schifezza specialmente da chi sguazza nell.oro
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Robby96
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Messaggio da Robby96 »

Ma il capo dei tifosi è Fileni?????
Abita sopra casa mia...lo conosco e nn l'ho più visto da 3 giorni....


Comunque che schifo davvero!
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Robby96 ha scritto:Ma il capo dei tifosi è Fileni?????
Abita sopra casa mia...lo conosco e nn l'ho più visto da 3 giorni....


Comunque che schifo davvero!
E' uno dei capi robby..guarda potrei dirti delle cose sull'altra sponda in generale che ti farebbero drizzare le antenne..d'altronde tutti hanno visto genoa-siena e quello che sono stati capaci di fare i loro tifosi..ora godo che sta uscendo fuori piano piano tutto il giro di affari e corruzione in cui sono implicati...ed anche il grande eroe sculli tanto celebrato..



MILANO - Connivenze con gli ultras ben oltre l'immaginabile, al punto da conoscere in anticipo contestazioni e sommosse, tentativi di ricatti a compagni di squadra. È quanto emerge dalle intercettazioni registrate e acquisite dalla Procura di Cremona nell'ambito dell'inchiesta Last Bet, tra il calciatore del Genoa Giuseppe Sculli e un paio di capi ultras - fra cui Massimo Leopizzi, con diversi precedenti penali e legami nella destra estrema - il giorno dopo la partita Genoa-Siena.
RINGRAZIAMENTI DOPO LA FOLLIA - Il 22 aprile, con il Genoa dominato dal Siena, esplose la contestazione degli ultras, che fecero sospendere la partita e arrivarono a obbligare i giocatori a togliersi le maglie. Tutti, tranne uno, proprio Sculli, cui fu dedicato il coro «Sei uno di noi». E lui, il 23, parlando con Leopizzi ringrazia per avergli «risparmiato questo affronto». È quanto emerge dalle intercettazioni tra i due, con Leopizzi che si sfoga per le critiche ricevute da Preziosi: «Ma come gli viene in mente di dire queste cose? (che certi ultras dovrebbero stare in galera, ndr)», dice Leopizzi a Sculli, tra una parolaccia e l'altra, secondo l'agenzia Italpress «Per lui in passato ho fatto anche falsa testimonianza quando sono stato sentito per la partita con il Venezia (del giugno 2005, ndr), si è salvato dal carcere». Al che il genoano ribatte: «Ma le parole che gli ho detto io sai quali sono state? Gli ho detto: presidente, vai via, perchè più ti avvicini e più questi si inferociscono perchè a te non ti possono vedere».

L'ULTRAS PROPONE LA TREGUA ARMATA - Se fino a qui il rapporto tra i due parrebbe quello di una amicizia un po' pericolosa, da un'altra intercettazione emerge il peggio. I disordini di Genoa-Siena erano stati ampiamente annunciati: una nota della squadra mobile di Alessandria, che si sta occupando dei disordini, riporta un sms inviato da Leopizzi a Sculli il 14 aprile, otto giorni prima dell'incontro: Ok fratellino, tregua armata fino a Genoa-Siena... Poi LIBERI TUTTI... Con voi liberi di scappare... Se ci riuscite». Per Sculli il gip di Cremona Guido Salvini aveva respinto la richiesta d'arresto avanzata dal pm Roberto Di Martino.

IL RICATTO A TONI - Negli atti dell'inchiesta ci sono anche segni, secondo gli investigatori, di un tentativo di ricatto da parte di Sculli e del suo amico bosniaco Safet Altic, al centro dell'inchiesta sul calcioscommesse, nei confronti dell'ex compagno di squadra (fino al 2011) Luca Toni. I due, scrivono gli agenti, «parlano di Toni, che per l'occasione chiamano 'Peperone'. Sculli (Beppe) - si legge - nella circostanza asserisce di essere in possesso di foto compromettenti del collega che lo ritraggono in atteggiamenti intimi con alcune ragazze e che le foto possono essere utilizzate per "forzare", eventualmente, la volontà del calciatore nel caso in cui lo stesso non si fosse dimostrato accondiscendente su alcune richieste». Sculli «aggiunge, inoltre, che le stesse (foto) potrebbero, alla bisogna, essere inviate e fatte recapitare ad amici e conoscenti di Toni, tra i quali citano anche, quali possibile destinataria, la compagna del calciatore».

IL LEGALE DI TONI - Toni è «sereno» e «non è a conoscenza di alcun tentativo di estorsione in suo danno». Lo afferma in un comunicato l'avvocato Gian Pietro Bianchi, legale dell'ex attaccante del Genoa, in merito alle indiscrezioni sulla telefonata tra Sculli e Altic. «È rammaricato che queste notizie giungano in un momento in cui è entusiasta di diventare papá», si legge nella nota.
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Intercettazioni tra Massimo Leopizzi, capo dei tifosi genoani, arrestato due volte, la seconda perchè stava andando ad ammazzare la moglie, fermato con due pistole, e Giuseppe Sculli, giocatore del genoa, che ricordo essere nipote di un boss della ndrangheta calabrese, la sera di genoa-siena, la partita ormai famosa delle maglie tolte ai giocatori:

Leopizzi: «Ti dico una cosa, chi ti paga è un infame tu prendi i soldi da un infame, questo porco, questo maiale, questo schifoso... (incom) ... ha già detto che quelli che hanno contestato devono andare in galera, questo qui è un maiale schifoso».
Sculli: «Ti voglio dire guarda che io ho ascoltato tutte le parole, parola per parola, di quello che ha detto lui».
L. «Questo porco qua nel 2006 si è salvato dal carcere grazie a questo signore con cui sei al telefono. Rischiava nove anni di condanna sulla schiena e ha fatto un’ora e mezza ...(incom) per salvargli il ****, domani mattina sai cosa faccio? Mi butto all’infamità… ho deciso... mi butto infame. Quello è un infame, io te lo giuro domani vado in Procura e gli dico signori ho fatto falsa testimonianza io nel 2006, adesso ve la racconto io la storia... come si permette di dire in galera... ma in galera cosa pezzo di ****... Ti ho salvato io ti ho salvato. Ma che Presidente è una carogna Beppe non è un Presidente è un infame… tu sai cosa vuoi dire infame no? Che tu vieni da una famiglia…»
S. «Sii»
L. «E lui è un infame Beppe è un infame».
S. «Ma le parole che gli ho detto io sai quali sono state? Gli ho detto presidente vai via perché più ti avvicini e più questi si inferociscono perché a te non ti possono vedere».
L. «Ma non è quello è un infame. Io te lo giuro io domani mattina vado in procura e dico mi butto pentito come Buscetta, gli dico scusate ho mentito».
L’impianto sostenuto nell’informativa di reato del 19 aprile scorso - scrive lo Sco - viene, quindi, ulteriormente arricchito dai dati menzionati. «Non può essere casuale, infatti, che gli incontri propedeutici alla partita alterata Lazio-Genoa vedano quali protagonisti, oltre a Sculli e Criscito, soprattutto un tifoso ultras quale Leopizzi e successivamente, anche Altic e Milanetto Omar». E Leopizzi? «Parlai così - dice oggi - perché ero arrabbiato. Perché Preziosi chiedeva la galera per dei ragazzi: che si faccia un bell’esame di coscienza. Se la giustizia fosse davvero uguale per tutti, oggi non sarebbe nemmeno presidente di una squadra di subbuteo. Se i tifosi leggono il libro “Fuori gioco” capiscono molte cose».
La sera di Genoa-Siena, Sculli parla a lungo al telefono con Marco “Cobretti”, uno dei protagonisti della protesta.
Sculli. «Marco?»
Marco. «Sì».
S. «Marco ciao sono Beppe».
M. «Ciao Beppe».
S. «Ciao Marco. Ti volevo ringraziare per oggi per quello che hai fatto per noi e per il Genoa pure, ti volevo chiedere scusa se ti ho chiesto di togliermela tu la maglia ma non era un affronto a te ma perché tu sei il mio amico e ti conosco a te... gli altri non li conosco e non mi interessa, è solo per dirti io la maglia non me la tolgo ma non perché...».
M. «Beppe, ci sono poche persone per me in quella squadra lì che possono portare la maglia, Marco Rossi, te e Biondini, ma perché siete la gente che l’ha sudata gli altri se la devono togliere tutta».
S. «Hai ragione, Marco tu hai perfettamente ragione voi siete sacrosanto di quello che state facendo».
M. «Beppe.. io lo vedo.. io lo vedo chi corre in campo non sono cieco».
S. «Marco è fin troppo quello che voi state facendo e io non so perché noi... io ci sto malissimo te lo giuro Marco... sono dimagrito tre chili non ce la faccio più... non dormo nemmeno la notte perché penso che dobbiamo salvarci a tutti i costi... ste cose... io sono venuto da te perché eri l’unica persona che io conoscevo e io dico... se io oggi mi toglievo la maglia Marco te lo giuro mi toglievo la mia dignità... sai perché? Ma sai perché? Io ce l’ho la mia dignità e non voglio togliermi la maglia perché io amo Genova e ci tengo a Genova io sono tornato perché amo questa maglia e amo stare a Genova e io amo stare in serie A».
M. «Beppe ma non me lo devi dire perché io sono..(incomp) non c’è problema».
S. «No..io ti volevo ringraziare».
M. «A me mi fanno schifo quelli che giocano con te... mi fanno schifo...».
S. «Glielo ho detto... nello spogliatoio… noi dobbiamo ringraziare solo una persona là... dentro gli ho detto… oggi.. che era lì… ed è Marco Cobretti gli ho detto… ragazzi ringraziatelo a vita perché oggi... se no la partita è sospesa... tre punti che abbiamo perso e due punti di penalizzazione gli ho detto... ringraziate Marco Cobretti. Ve lo dico... perché se oggi la partita è iniziata di nuovo perché Marco è stato cosciente e lucido a capire la situazione (...) Poi il Presidente ha cominciato a dire… no no aspetta un attimo Presidente… non esagerare con i discorsi».
M. «Quello è un pezzo di infame».
S. «E ma».
M. «Non mi fare dire niente perché quello è un pezzo di infame».
S. «Lo so lo so».
Sculli si lascia andare anche a considerazioni nei confronti di compagni. Come con Marco Rossi. Eccolo al telefono con Leopizzi, sempre dopo Genoa-Siena.
Leopizzi. «E ma perché ci siamo rotti il **** Beppe».
Sculli. «Ma lo so ma tu me lo stai dicendo a me. Io vi capisco… come... io ero lì fuori dalle inferriate… io ho detto Marco (Cobretti, ndr) te lo giuro... non ti ho mai visto così... io non l’ho mai visto in quel modo a Marco... era talmente in trance perché poi ti dico un’altra cosa... la cosa peggiore sai quando è stata? Che io glielo ho detto anche a Marco Rossi che Marco Rossi è stato un **** Massi... ora parliamo tra me e te».
L. «Ha sbagliato ha sbagliato».
S. «Massi ha fatto una **** detto tra me e te che tu sei mio fratello».
C’è infine un caso sospetto che vede protagonisti Sculli e l’ex genoano Luca Toni. Una presunta situazione di ricatto per foto compromettenti che sarebbero in possesso di Sculli. È passata la mezzanotte del 3 maggio 2011, Beppe è al telefono con il pregiudicato bosniaco “Sergio” Altic.
Sergio. «E che dice Peperone ieri? (Luca Toni, ndr)».
Beppe. «Peperone è qua ancora... ti giuro qua stasera lo vedo è rimasto qui. Il **** è qui. Mamma che ****. Ha detto Carabinierovic ho detto se ti piglia Carabinierovic... si incazza ehh? Ho detto guarda che le foto le ha ancora lui, Sergio. No? ti prego...».
S. «No non gli dire che non le abbiamo...».
B. «No ma io ce le ho davvero le foto».
S. «Giuri?».
B. «Te lo giuro che le ho fratello».
S. ride... «****... tienile comunque... se non siamo più amici con questo peperone».
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Robby96
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Messaggio da Robby96 »

CHE SCHIFOOOOOOOOOO
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mex71
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Messaggio da mex71 »

:shock: :shock: :shock:
lorenzo 95
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Messaggio da lorenzo 95 »

e intanto l Italia ha pura perso 3a 0 con la russia :roll: :roll:
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crisGE
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Un pregiudicato albanese trafficante, due capi tifosi genoa diciamo "poco raccomandabili", e due calciatori del genoa...è tutto marcio...a sto punto posso capire monti quando dice di chiudere il calcio per qualche anno..
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finland77
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Messaggio da finland77 »

ragazzi io sono sampdoriano, da ragazzino ho fatto pure l' abbonamento ma mi credete se vi dico che il calcio non riesco proprio piu' a seguirlo? Ma virendete contoche il genoa ha rishiato di scendere in B proprio per colpa dei suoi capi ultras? boh....
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

finland77 ha scritto:ragazzi io sono sampdoriano, da ragazzino ho fatto pure l' abbonamento ma mi credete se vi dico che il calcio non riesco proprio piu' a seguirlo? Ma virendete contoche il genoa ha rishiato di scendere in B proprio per colpa dei suoi capi ultras? boh....
Ti credo ti credo, fa così schifo che fa passare la voglia di seguirlo..
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giulys
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Messaggio da giulys »

Quanto a Buffon e ad altri personaggi sportivi che hanno fatto pubblicità per agenzie di scommesse, avevo già scritto tempo fa, ben prima che scoppiasse l'ennesimo scandalo scommesse, che io reputavo questa pubblicità da parte di sportivi del tutto "inadatta" e antitetica all'attività svolta e che se fosse dipeso da me l'avrei vietata del tutto, condannando alal radiazione chi non vi avesse ottemperato.

Diciamo che per il solo fatto di non avere avuto il minimo buon senso di fare tale tipo di pubblicità, più di un sospetto sull'onestà di queste persone mi sorge spontaneo.

Io vieterei del tutto tutte le pubblicità ai siti di scommesse, praticamente un'istigazione alla gente di rovinarsi a favore di gente senza scrupoli, l'unica che trae sostanziosi vantaggi da tale attività

Saluti
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crisGE
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Messaggio da crisGE »

Dalla gazzetta...


"Sul derby di Genova stiamo approfondendo il discorso. Non vi dico altro...". La frase del pm Di Martino spazza via ogni dubbio: c'è un fronte aperto e parallelo all'inchiesta che lo scorso lunedì ha portato all'arresto anche di Mauri e Milanetto. Un fronte che potrebbe riservare sorprese e "sviluppi improvvisi", come li ha definiti il gip Salvini. Un fronte che vede le combine e le scommesse clandestine sullo sfondo di una città (Genova) sotto scacco come non mai. Traffico di droga, prostituzione, reati da stadio, estorsioni e truffe. E il calcio non è immune dal marcio. Sembra impossibile, ma è la fotografia scattata dai rapporti della Questura di Alessandria.
gli intrecci — La criminalità impera grazie a una saldatura singolare: convivono la mafia nissena (il clan Fiandaca) e la 'ndrangheta calabrese (la famiglie Cangemi e Belcastro). Entrambe hanno allungato i tentacoli nella mala che governa la zona del basso piemontese, entrambe utilizzano la manovalanza extracomunitaria: spregiudicata e pronta a tutto. Il loro referente è Safet Altic, bodyguard ed esattore per il clan Fiandaca, conosciuto dalle forze dell'ordine per la sua violenza spietata. Una "fama" rimasta intatta, nonostante il bosniaco dimori da mesi nel carcere di Marassi per un traffico internazionale di stupefacenti. Tutti questi soggetti in teoria con il calcio non dovrebbero avere nulla a che fare. E invece le indagini degli ultimi mesi stanno dimostrando il contrario. Su questo aspetto si sta concentrando la Procura di Cremona (al lavoro anche ieri), con l'aiuto dei colleghi di Alessandria e di Genova. L'ipotesi è inquietante: Altic era dietro a un giro di truffe e scommesse illegali. E aveva anche il potere di condizionare le partite. In più c'è la questione ultrà: la sospensione della gara con il Siena, con la Digos quasi inerme di fronte allo scempio, dà la misura della percezione di "potere" che avevano queste persone. Forse perché coperte proprio da Altic e dai referenti mafiosi. Un potere ben conosciuto dai giocatori, spaventati e asserviti al tempo stesso.
il ruolo di sculli — Tutti tranne uno: Beppe Sculli, issato allo status di eroe per aver "convinto" i tifosi a desistere dalla richiesta di far togliere le maglie ai compagni. Persino lodato in diretta tv dal presidente della Federcalcio. Peccato che non un omonimo, ma lo stesso Sculli dopo poche ore era al telefono con gli ultrà (prima Cobretti e poi Leopizzi), ringraziandoli e sparando a zero sulla squadra ("se volete rompergli il ****, vi apro io le porte"). Lo stesso Sculli che chiama "fratello" Altic, lo guida al telefono nelle strade di Milano (fino a via Montenapoleone) per incontrare una persona di fiducia e la sera stessa lo manda da Kaladze, "pronto a versargli 50 mila euro" per l'acquisto di "porte". Lo stesso Sculli che ad Altic presta sovente la sua Audi RS6 da 650 cavalli, gli parla di soldi per "l'assicurazione", per comprare "orologi", oppure si diverte al telefono sparlando di Luca Toni e pianificando quella che sembra un'estorsione. Un binomio che per gli inquirenti avrebbe trovato sbocco naturale anche nel calcioscommesse.
sviluppi — Tutta la documentazione ora è nelle mani di Cremona: da settimane sono in corso accertamenti e nuove indagini. Se le convinzioni sono giuste, presto ci saranno novità. Ecco perché si sta scandagliando ogni pista, valutando le tante intercettazioni, ricostruendo gli spostamenti dei protagonisti. Compresi i calciatori che avevano spesso a che fare con i sorvegliati speciali. Milanetto, ad esempio, incontra proprio Altic giovedì 12 maggio (due giorni prima della chiacchierata Lazio-Genoa: clicca qui per le foto) davanti all'American bar Groove. La stessa sera il bosniaco va a Milano da Kaladze, come detto. Ci sono troppe strane coincidenze per non creare sospetti. Anzi, la convinzione degli investigatori è che a Genova sia accaduto qualcosa di diverso rispetto al resto dell'inchiesta. Qualcosa che poteva condizionare benissimo una gara di calcio senza "l'aiuto" degli Zingari. Qualcosa che porta Criscito a considerare "normale" incontrare quelli che lui definisce "tifosi" per dare spiegazioni su una partita. Peccato che di sport in questa brutta storia non ci sia la minima traccia.
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Francesco Ceniti
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giulys ha scritto:Quanto a Buffon e ad altri personaggi sportivi che hanno fatto pubblicità per agenzie di scommesse, avevo già scritto tempo fa, ben prima che scoppiasse l'ennesimo scandalo scommesse, che io reputavo questa pubblicità da parte di sportivi del tutto "inadatta" e antitetica all'attività svolta e che se fosse dipeso da me l'avrei vietata del tutto, condannando alal radiazione chi non vi avesse ottemperato.

Diciamo che per il solo fatto di non avere avuto il minimo buon senso di fare tale tipo di pubblicità, più di un sospetto sull'onestà di queste persone mi sorge spontaneo.

Io vieterei del tutto tutte le pubblicità ai siti di scommesse, praticamente un'istigazione alla gente di rovinarsi a favore di gente senza scrupoli, l'unica che trae sostanziosi vantaggi da tale attività

Saluti
Ti quoto, e pensa un po' che personaggi sportivi come miccoli che pubblicizzano in televisione agenzie di scommesse, e la serie b del campionato non si chiama più serie b, ma serie Bwin, per fare pubblicità alla stessa agenzia di scommesse..
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giulys
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Sono totalmente prostituiti al Dio Denaro, anche quelli che guadagnano talmente tanti soldi che potrebbero infischiarsene di fare certe pubblicità.

Quando vedi che cambiano squadra solo perché perché nella nuova guadagnano magari 8 milioni di ¤/anno invece di 6, ditemi voi in che cosa può migliorare l atua vita perché hai due milioni di ¤/anno in più;
mi sembra che con 5 mil ¤ od anche "solo" con uno, puoi già fare una bella vita e mettre parecchi soldi da parte.

Che schifo
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