Al contempo, mentre il vortice polare cercherà di aprirsi un varco verso latitudini più meridionali, in direzione dell’Europa centrale, sull’Artico si andrà a formare un più robusto nucleo anticiclonico, molto ben strutturato, che dovrebbe avvantaggiare un tipo di circolazione prevalentemente meridiana, caratterizzata dal ripetersi di marcate avvezioni fredde, che dalle latitudini sub-polari si verseranno lungo le medie latitudini euro-atlantiche, mentre al contempo, delle avvezioni di aria calda, di origine sub-tropicale, si inseriranno in più ampi flussi pre-frontali, determinando dei brevi episodi di caldo che potranno risultare anche particolarmente marcati. Il trend dell’altalena termica pare destinato a caratterizzare una buona parte della ventura stagione estiva. In sostanza ciò sarà favorito da un anomalo calo dei valori barici fra il vicino Atlantico e il comparto dell’Europa centro-occidentale per il posizionamento lungo le alte latitudini, fra l’est della Groenlandia e l’Islanda, dell’alta pressione delle Azzorre che lascerà in eredità una più grande lacuna barica che fungerà da calamità alle saccature e agli impulsi perturbati provenienti dal nord Europa e dalle latitudini sub-polari.Si nota l'azione del vortice polare sul nord della Scandinavia
Quello che si delinea è un quadro climatico piuttosto complesso che presenterà delle caratteristiche tutt’altro che estive. Ma oltre al riferimento degli indici teleconnettivi AO (Arctic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation) bisognerà tenere conto anche di quel che avviene lungo la fascia equatoriale e tropicale del continente africano. Difatti l’ITCZ, il noto “fronte di convergenza intertropicale”, l’estesa cintura di bassa pressione, di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno l’equatore, continua a mantenere un posizionamento abbastanza avanzato di latitudine rispetto alla media climatologica, attestandosi attorno la regione saheliana, dove è appena iniziata la stagione delle piogge estive zenitali. L’ulteriore progressione verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” sarebbe da imputare principalmente a due fattori principali, fra cui lo spostamento verso settentrione dei passaggi zenitali del sole e il contemporaneo rinforzo del flusso dell’umido Monsone di Guinea che dal golfo di Guinea spinge le masse d’aria umide marittime fino al cuore dell’arida regione sub-sahariana, dove in questi giorni si sta formando una depressione termica (nei bassi strati) che sta richiamando sempre più verso nord gli impulsi di aria umida e più temperata di origine marittima.Le masse d’aria umida, trasportate dalla ventilazione meridionale, proveniente in genere da S-SO e SO, una volta raggiunta la fascia del Sahel tendono a scontrarsi e interagire con l’aria molto calda preesistente in quei luoghi, innescando delle forti turbolenze che producono una sensibile intensificazione dell’attività convettiva, con la formazione di grandi Celle e grandi “Cluster a multicella”, carichi di forti piogge e fulminazioni, che evolvono da est ad ovest. Il rinvigorimento dell’attività convettiva, che solitamente raggiunge la massima intensità lungo la linea di demarcazione fra il flusso umido da S-SO dell’umido Monsone di Guinea e le calde e polverose correnti da E-NE di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sul deserto del Sahara), ove va a localizzarsi il fronte principale dell’ITCZ, determina a sua volta uno spostamento verso nord della “Cella di Ferrel” che domina sulla regione sahariana, con una conseguente avanzata della cintura anticiclonica sub-tropicale e delle annesse aree di moderata e forte “Subsidenza atmosferica” (forti correnti discendenti tipiche dei regimi anticiclonici di natura dinamica) fino all’area mediterranea e all’Europa meridionale tramite le pulsazioni dinamiche dei promontori anticiclonici sub-tropicali algerini e libici. Inoltre l’avvento di secche e sostenute correnti orientali nei bassi strati, che dal deserto libico si estendono fino alla regione montuosa dell’Ahaggar e all’entroterra algerino centro-meridionale, dovrebbe indicarci lo spostamento verso latitudini più settentrionali dei torridi promontori anticiclonici sub-tropicali nord-africani, con le annesse avvezioni calde, inasprite dai fenomeni di compressione delle masse d’aria (“Subsidenza”) provenienti direttamente dall’entroterra nord-africano. Il posizionamento cosi elevato di latitudine dell’ITCZ, sul fronte dell’Africa occidentale, dovrebbe rappresentare la definitiva affermazione della stagione estiva ad iniziare dalle regioni meridionali e dalle isole maggiori, dove sul medio e lungo termine si potrebbe aprire un periodo piuttosto caldo, stabile e soleggiato, decisamente più consono per il periodo.
http://img405.imageshack.us/img405/7080 ... 46.jpg[img][/img] ARTICOLO DI NINGEMI DANIELE
