Grazierasta19 ha scritto:Quotone Andrea!!!
Sintesi estrema ed attesa.
Ciao a tutti.
luigi
Ero di fretta e ho scritto due parole, ora sarò più preciso.
Abbiamo finalmente davanti l'atteso cambio circolatorio: dopo mesi in cui il vortice polare girava come una trottola impazzita ora sarà costretto a prendersi una sostanziosa pausa.
Ciò è fisiologico e in parte quasi obbligatorio:
Può succedere infatti che durante l'anno la zona polare subisca un raffreddamento anomalo, chiamato stratcooling. Durante questa fase, la cui durata è di circa 2 mesi, i venti che ruotano intorno a questa gigantesca palla gelida aumentano la loro velocità. Ciò rende più difficile gli scambi meridiani, spesso piallati da questo vento, denominato jet stream o corrente a getto.
Se le cose rimarrebbero così, il polo continuerebbe a raffreddarsi e la temperatura alla fascia equatoriale aumenterebbe. Di fatto aumenterebbero quindi i venti zonali, che arriverebbero a velocità di 300 km/h. In queste situazioni probabilmente non ci sarebbe vita.
Ecco perciò che il sistema della Terra interviene apportando dei riscaldamenti nella zona polare (denominati upper warming) atti a riportare alla normalità la situazione.
Ma se i riscaldamenti stratosferici si fanno intensi, la situazione da stratcooling evolve in stratwarming, ossia un anomalo riscaldamento della zona polare. Ci sono poi varie classificazioni degli stratwarming a seconda dell'intensità del riscaldamento.
Siamo quindi arrivati a questo momento, in cui il sistema reagisce allo stratcooling evolvendosi in warming.
La prima zona a subire il riscaldamento è la stratosfera: qui gli stratwarming possono intervenire molto velocemente, ribaltando in pochi giorni la situazione. Se i flussi di calore sono almeno moderati, lo stratwarming si propaga verso il basso, in troposfera.
Qui la giostra polare muta la sua posizione e subisce modifiche dalle alte pressioni situate nelle fasce temperate della Terra.
Questa specie di "premessa" mi sembrava necessaria per chi sosteneva come l'inverno sarebbe andato avanti così fino alla fine.
Ciò è impossibile. Ma con questo non sto dicendo che arriverà il gelo in Italia, ma che la situazione per forza di cose era destinata a cambiare.
Veniamo all'evoluzione.
In questi casi per capire come potrebbe evolvere la situazione è bene affidarsi all'esperienza e all'occhio, osservando nella globalità i modelli.
Per quasi tutta settimana questo hp dominerà la scena mediterranea. Da venerdì una zampa del VP farà visita alla Russia europea e lì lascerà le radici, accumulando un notevole serbatoio gelido.
I suoi effetti si faranno sentire sull'Italia, in particolare sulle adriatiche, nelle giornata di domenica e lunedì.
Se l'anticiclone non subisse disturbi dall'atlantico e si alzasse fino alla norvegia (con formazione di un anticiclone dinamico, chiamato SCAND+) in Italia arriverebbe una notevole ondata di gelo. Questo è lo scenario intravisto nei giorni scorsi, ma molto probabilmente così non andrà.
Interverranno così le correnti atlantiche supportate dal vortice canadese ancora in forma (effetti dell'appena terminato cooling). Una formazione di una low sul mediterraneo fungerebbe da calamita perfetta per il gelo accumulatosi nel frattempo nell'est europeo. Verrebbe così a crearsi una situazione depressionaria alimentata da aria fredda, portando il vero inverno sull'Italia.
Nel frattempo lo stratwarming si propagherà in troposfera.
A causa di questi effetti, potremo finalmente osservare una notevole diminuzione delle vorticità sull'isola di terranova e groenlandia.
Anche grazie a questo, potrà partire la wave 2 in pieno atlantico, creandosi i presupposti per una grande ondata di freddo sull'Italia.
Tutto questo attorno al 25 gennaio.
Gli spaghi seguono la mia idea:

Notiamo infatti:
fino a sabato 14 hp sull'area mediterranea: in seguito (14-17) si farà sentire l'onda continentale in arrivo sull'est europeo, con abbassamento delle temperature.
Da lì in poi gli spaghi delle precipitazioni si ergono, mostrando l'arrivo dell'atlantico. Ecco quindi il crollo delle temperature ad 850 hpa (aria più fredda di quella che vedete, essendo continentale e quindi pellicolare si avvertirà maggiormente nei bassi strati.