La stagione invernale 2011/2012 è soltanto appena iniziata, eppure ha già fornito alcune indicazioni importanti per capire quale sarà la sua evoluzione, per quanto ciò possa essere possibile in meteorologia, una scienza che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – è inesatta ed è bella proprio per questo. Le previsioni meteo non vanno prese come una precisa descrizione degli eventi che verranno in modo certo, soprattutto se sono riferite a periodi lontani come l’ottica di quest’articolo che guarda all’evoluzione di medio/lungo periodo con un accenno alla tendenza stagionale.
Dicembre si concluderà senza grandi ondate di gelo nè sull’Italia nè sull’Europa; tra venerdì 30 e sabato 31 una nuova irruzione d’aria fredda di origine polare marittima, proveniente dall’Atlantico settentrionale, si dirigerà dalle isole Britanniche ai Balcani, colpendo marginalmente anche l’Italia, e sarà una sorta di ripetizione di quanto già accaduto nelle ultime settimane, con fortissime nevicate sui versanti esteri delle Alpi, freddo prevalentemente secco al centro/nord, maltempo sparso al centro/sud con nevicate moderate sui rilievi Appenninici. Ma sui dettagli di questa nuova irruzione entreremo nei prossimi giorni, mentre la settimana è iniziata con bel tempo al centro/nord, piogge e nubi al sud.
Abbiamo già parlato, un paio di giorni fa, dello stratwarming in arrivo sul polo nord, e analizzando a mente fredda tutti gli indici legati a questo mese di dicembre possiamo immaginare meglio come proseguirà la stagione invernale, che nel prossimo bimestre (gennaio-febbraio) vivrà il suo “clou”.
L'Etna innevata fin dalle bassissime quote nei giorni scorsi (a partire dai 700 metri circa)
Innanzitutto non dobbiamo dimenticare che è un inverno che si sta sverificando in concomitanza con una niña moderata/forte; inoltre per la prima volta da tre anni a questa parte, dicembre non è stato foriero di poderose irruzioni artiche verso l’Europa e l’Italia. Ancora oggi, ad esempio, Mosca misura +2°C, Helsinki +5°C, Stoccolma e Minsk +6°C, Varsavia +8°C, Berlino +9°C, Londra, Dublino e Parigi +12°C, Edimburgo +13°C ma mentre scriviamo sta piovendo anche a Tromso e Kiev con +3°C! Considerando che alla stessa ora Tunisi e Catania misurano +13°C, Algeri e Palermo +14°C non è male …!
L’inverno, insomma, deve ancora iniziare sull’Europa, ed è normale che sia così tanto in ritardo visto che l’estate vera è iniziata con più di due mesi e mezzo di ritardo, l’autunno è arrivato solo a metà ottobre e di conseguenza vuole ancora prolungarsi. Lo scriviamo da mesi che l’inverno inizierà in ritardo, dopotutto sull’Italia siamo stati interessati da configurazioni meteorologiche abbastanza fortunate che hanno fatto di questa seconda metà di dicembre un periodo meteorologicamente tipico dell’inverno, con freddo e nevicate fin a bassissima quota, nonostante la vera stagione debba ancora iniziare. Abbiamo avuto ripetute irruzioni d’aria fredda polare marittima proveniente dalla Groenlandia e trasportata tramite l’oceano Atlantico prima sull’Europa centro/settentrionale e poi sul Mediterraneo centro/orientale, tra le penisole Italiche e Balcaniche, proprio da quelle perturbazioni Atlantiche che stanno dominando il clima europeo a causa di una fortissima corrente a getto che alimenta la zonalità del vortice polare.
Un elemento che negli ultimi dieci anni sta diventando sempre più una costante del nostro clima ha sbaragliato le carte in tavola, e si è trattato della falla barica Italo-Mediterranea, cioè un buco di bassa pressione che si è venuto a formare da mesi sull’Italia centro/meridionale e che attirano sul nostro Paese, specie al centro/sud, continui passaggi perturbati. Solo così le varie saccature Atlantiche hanno raggiunto il nostro Paese dando vita, con i contrasti termici legati all’arrivo di aria più fredda, a ripetute ciclogenesi Mediterranee proprio nei nostri mari, altrimenti avremmo avuto un dicembre come quello che stanno vivendo in Spagna e Portogallo, cioè mite e anticiclonico, caldo e secco.
Per la prima volta da tre anni, la pianura Padana non ha avuto nevicate nè a novembre nè a dicembre e in pianura Padana soprattutto dicembre è un mese invernale per eccellenza, al contrario del centro/sud dove invece fa più freddo a marzo.
In compenso, si sono verificate straordinarie nevicate sui versanti esteri delle Alpi, proprio a causa dei continui treni depressionari provenienti dall’Atlantico. Sono mancati gli scambi meridiani che avrebbero potuto provocare condizioni meteorologiche più favorevoli al tempo invernale, ma sicuramente ciò avverrà nelle prossime settimane, quando l’inverno entrerà nel vivo.
Tutto lascia presagire che questo sarà l’inverno del centro/sud, in quanto l’anticiclone delle Azzorre sembra in ottima forma e nel momento in cui dovesse catapultarsi verso la penisola Scandinava, le masse d’aria polari che scorrerebbero lungo il suo bordo orientale potrebbero piombare direttamente tra i Balcani e l’Italia centro/meridionale, richiamate da quell’ormai consueta falla barica Italo-Mediterranea di cui abbiamo già parlato.
La mappa a corredo dell’articolo è eloquente, e testimonia gli scenari di avanzata dell’anticiclone delle azzorre verso nord/est e le relative modalità con cui il freddo sta arrivando sull’Italia portando maltempo e neve al sud, dall’Atlantico come già accaduto più volte in questo dicembre o come accadrà a fine mese, tra 30 e 31, o da nord/est come potrebbe accadere tra gennaio e febbraio, quando l’Europa finalmente vivrà il suo vero e rigido inverno con temperature molto basse su gran parte del continente a dispetto di un dicembre comunque mite, caratterizzato da un’ininterrotta zonalità Atlantica.
Questo non significa che per il centro/nord ci si può dimenticare della neve. Mediamente, una nevicata l’anno in pianura Padana c’è sempre, anche se quest’anno potrebbe essere frutto di un epsodio singolo e isolato più che di una situazione favorevole al gelo e alla neve come invece accaduto di continuo nelle due scorse stagioni, in cui le Alpi meridionali (quelle Italiane) sono state sommerse dalla neve che invece quest’anno sta cadendo con modalità da record sui versanti esteri.
Potrebbe essere, però, anche la rivincita dell’Appennino che, eccezion fatta per qualche caso isolato, non ha nevicate serie, sostanzione e persistenti da diverse stagioni.
Staremo a vedere.
articolo del signor caridi