Senegalesi uccisi a Firenze
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- franconeve
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Senegalesi uccisi a Firenze
Povero mondo, se ancora si uccide per strada, e si uccide per i motivi che sembrano essere all'origine dell'evento di Firenze.
E poveri questi uomini che hanno perso la vita in quel modo!
Chi semina rancore per colori della pelle diversi, per religioni, abitudini, usanze diverse, non dimentichi mai che le menti instabili possono diventare macchine di distruzione se influenzate dalle loro squallide propagande. E se ne stia almeno zitto, nella propria ignoranza, nel proprio grasso egoismo, nella propria rozzezza, nella propria chiusura di mente e di spirito!
Ma permettetemi anche di stigmatizzare quanto qualche connazionale delle vittime ha urlato ieri dopo quel terribile atto: "Italia razzista!"
No, l'Italia, nella quale tante persone non italiane vivono e vogliono vivere, non è razzista in toto come un'affermazione così generica potrebbe far pensare. E' ingeneroso dire così, anche se giustificato magari dal momento di rabbia e di dolore. Ma non è così, per fortuna. Il razzismo c'è, terribile, ma non si identifica con l'Italia, e l'Italia non si identifica con esso.
Ciao, ragazzi uccisi ieri a Firenze, sono sicuro che là (se un "là" esiste), vi sentite finalmente liberi dalle meschinità che caratterizzano il "qua".
Franco
E poveri questi uomini che hanno perso la vita in quel modo!
Chi semina rancore per colori della pelle diversi, per religioni, abitudini, usanze diverse, non dimentichi mai che le menti instabili possono diventare macchine di distruzione se influenzate dalle loro squallide propagande. E se ne stia almeno zitto, nella propria ignoranza, nel proprio grasso egoismo, nella propria rozzezza, nella propria chiusura di mente e di spirito!
Ma permettetemi anche di stigmatizzare quanto qualche connazionale delle vittime ha urlato ieri dopo quel terribile atto: "Italia razzista!"
No, l'Italia, nella quale tante persone non italiane vivono e vogliono vivere, non è razzista in toto come un'affermazione così generica potrebbe far pensare. E' ingeneroso dire così, anche se giustificato magari dal momento di rabbia e di dolore. Ma non è così, per fortuna. Il razzismo c'è, terribile, ma non si identifica con l'Italia, e l'Italia non si identifica con esso.
Ciao, ragazzi uccisi ieri a Firenze, sono sicuro che là (se un "là" esiste), vi sentite finalmente liberi dalle meschinità che caratterizzano il "qua".
Franco
- franconeve
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Condivido, d'altra parte se leggi il mio post d'apertura vedi che lapenso come te, più o meno.giulys ha scritto:Brutta faccenda causata da una mente malata.
Non vorrei che si desse troppa enfasi alla cosa.
Son sicuro che se fossero stati ammazzati due italiani da un senegalese, nessuno si sarebbe sognato di fare il lutto cittadino.
Mondo ipocrita e con sensi di colpa.
Voglio solo aggiungere che se l'uomo bianco, l'occidentale, ha dei sensi di colpa, cosa sempre disdicevole e ipocrita secondo me, ciò però ha una "giustificazione" abbastanza plausibile. Nessuno infatti può negare che le attuali condizioni di molti neri derivino da secoli di colonizzazione durante i quali i muscoli di questi uomini trattati peggio di bestie sono stati messi al servizio di europei e americani nelle banana boats, nelle piantagioni, nelle miniere, nei lavori più meschini e abbrutenti, nello schiavismo, nel segregazionismo.
Insomma, Giul., qualche senso di colpa i nostri avi credo ce lo abbiano proprio lasciato in eredità. O no?
Franco
Chiedo scusa se, forse, questo mio intervento non c'entra con il caso dei senegalesi.
Tuttavia io sono rimasto molto impressionato anche per quanto è successo a Torino nei confronti dei rom.
Vi sembra giusto quello che è successo a Torino?
Ma a che punto siamo arrivati?
A che grado di barbarie è arrivata questa nostra società italiana?
C.
Tuttavia io sono rimasto molto impressionato anche per quanto è successo a Torino nei confronti dei rom.
Vi sembra giusto quello che è successo a Torino?
Ma a che punto siamo arrivati?
A che grado di barbarie è arrivata questa nostra società italiana?
C.
No, infatti, nessun lutto cittadino: ci sarebbe stato un linciaggio generale di tutta la comunità senegalese!giulys ha scritto:Brutta faccenda causata da una mente malata.
Non vorrei che si desse troppa enfasi alla cosa.
Son sicuro che se fossero stati ammazzati due italiani da un senegalese, nessuno si sarebbe sognato di fare il lutto cittadino.
Mondo ipocrita e con sensi di colpa.
Secondo me è bene dare risalto e molta enfasi alla cosa. Non deve essere minimizzata. Questi atti di razzismo devono essere condannati in ogni modo.
C.
- franconeve
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A prescindere dal fatto che l'evento che ha scatenato alcuni torinesi contro i rom fosse falso (se era vero non cambiava nulla), condivido in parte il tuo discorso, Karciof, ma sento il bisogno di integrarlo con un'osservazione che a mio parere è parallela e complementare, non alternativa.Carc ha scritto:Chiedo scusa se, forse, questo mio intervento non c'entra con il caso dei senegalesi.
Tuttavia io sono rimasto molto impressionato anche per quanto è successo a Torino nei confronti dei rom.
Vi sembra giusto quello che è successo a Torino?
Ma a che punto siamo arrivati?
A che grado di barbarie è arrivata questa nostra società italiana?![]()
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C.
Allora: il razzismo, inteso come repulsione verso qualcuno che è, per qualche motivo, "diverso", va condannato in toto. Punto e basta.
Però anche lo "sfinimento" verso comunità che in gran parte (non completamente, sia chiaro, ma in gran parte) vivono alle spalle degli altri, come parassiti, mettendo in costante pericolo la sicurezza della grande maggioranza della popolazione (furti, stupri, violenze piccole e grandi, sporcizia, nessun rispetto per il bene pubblico, un po' come tanti politici italianissimi...
Karciof, le statistiche parlano fin troppo chiaro; io ho vestito una divisa e le conosce molto bene: quelli che vengono genericamente chiamati "zingari" sono persone per molti versi deliziose, con delle tradizioni stupende, una letteratura ancestrale incantevole (io leggo e amo molte opere letterarie rom); però in gran parte vivono e vogliono vivere alla giornata, accettano come una cosa normale il guadagnarsi il pane (e anche le Mercedes, tanto per uscire dall'ipocrisia...) rubando, scassinando le abitazioni; e poi dove transitano e sostano fanno tabula rasa, sporcano, manomettono i tubi dell'acquedotto per avere gratis l'acqua corrente e poi non si premurano neppure di ripristinarli quando se ne vanno, etc... Sono fatti che ho vissuto e testimoniato personalmente, non opinioni o pregiudizi!
Ti ripeto, tra loro ho conosciuto persone stupende, le donne poi, molto spesso, sono bellissime (intendo nell'anima, oltre che nel fisico); ma i rom sostengono che "non è nella loro cultura lavorare". E ancora, ad esempio, "non è nella loro cultura il rispetto per la donna"; e sono le donne stesse a difendere queste asserzioni come naturali
E comunque, usciamo ancora dall'ipocrisia, il "rom medio" nel suo approcciarsi al prossimo è spesso strafottente, alza le mani, litiga, quel che vuole se lo prende, etc... Non è razzismo, Karciof, è realismo, basta guardarsi intorno; e, ribadisco, accanto a tradizioni che io trovo stupende, hanno abitudini etiche che sarebbero state retrograde nel Medioevo... e loro le seguono anche quando hanno a che fare con chi rom non è.
ERGO: io condanno ogni forma di progrom verso chicchessia, è ovvio, ma non posso nascondermi che se a volte la gente si esaspera ha i suoi motivi, motivi che magari non "giustificano" ma un pochino "spiegano".
Se all'arrivo di una comitiva rom sai, da statistiche incontrovertibili, che per 15 giorni nel tuo quartiere i furti aumenteranno dell'80% (quasi il doppio!), non è che vivi molto sereno...
Okay? Spero di essere stato chiaro! E di non prendermi del "vecchio conservatore"
Franco
Snowy, le tue sono parole di sano senso della realtà. So bene come stanno le cose. Ci mancherebbe!franconeve ha scritto:A prescindere dal fatto che l'evento che ha scatenato alcuni torinesi contro i rom fosse falso (se era vero non cambiava nulla), condivido in parte il tuo discorso, Karciof, ma sento il bisogno di integrarlo con un'osservazione che a mio parere è parallela e complementare, non alternativa.Carc ha scritto:Chiedo scusa se, forse, questo mio intervento non c'entra con il caso dei senegalesi.
Tuttavia io sono rimasto molto impressionato anche per quanto è successo a Torino nei confronti dei rom.
Vi sembra giusto quello che è successo a Torino?
Ma a che punto siamo arrivati?
A che grado di barbarie è arrivata questa nostra società italiana?![]()
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C.
Allora: il razzismo, inteso come repulsione verso qualcuno che è, per qualche motivo, "diverso", va condannato in toto. Punto e basta.
Però anche lo "sfinimento" verso comunità che in gran parte (non completamente, sia chiaro, ma in gran parte) vivono alle spalle degli altri, come parassiti, mettendo in costante pericolo la sicurezza della grande maggioranza della popolazione (furti, stupri, violenze piccole e grandi, sporcizia, nessun rispetto per il bene pubblico, un po' come tanti politici italianissimi...![]()
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, etc...) è altrettanto giustificato di quanto lo sia la condanna del razzismo. Perchè non è razzismo, è una forma di autodifesa, spesso sbagliata nei modi ma giusta nelle premesse.
Karciof, le statistiche parlano fin troppo chiaro; io ho vestito una divisa e le conosce molto bene: quelli che vengono genericamente chiamati "zingari" sono persone per molti versi deliziose, con delle tradizioni stupende, una letteratura ancestrale incantevole (io leggo e amo molte opere letterarie rom); però in gran parte vivono e vogliono vivere alla giornata, accettano come una cosa normale il guadagnarsi il pane (e anche le Mercedes, tanto per uscire dall'ipocrisia...) rubando, scassinando le abitazioni; e poi dove transitano e sostano fanno tabula rasa, sporcano, manomettono i tubi dell'acquedotto per avere gratis l'acqua corrente e poi non si premurano neppure di ripristinarli quando se ne vanno, etc... Sono fatti che ho vissuto e testimoniato personalmente, non opinioni o pregiudizi!
Ti ripeto, tra loro ho conosciuto persone stupende, le donne poi, molto spesso, sono bellissime (intendo nell'anima, oltre che nel fisico); ma i rom sostengono che "non è nella loro cultura lavorare". E ancora, ad esempio, "non è nella loro cultura il rispetto per la donna"; e sono le donne stesse a difendere queste asserzioni come naturali![]()
; per carità, padronissimi i rom di vivere così, solo che tali "abitudini" loro le applicano ai rapporti con tutti gli altri, non solo ai rapporti tra loro, capisci? E dallo "Stato" con cui non vogliono mescolarsi, non rifiutano però tutti i servizi sociali che vengono (giustamente) garantiti in modo gratuito!
E comunque, usciamo ancora dall'ipocrisia, il "rom medio" nel suo approcciarsi al prossimo è spesso strafottente, alza le mani, litiga, quel che vuole se lo prende, etc... Non è razzismo, Karciof, è realismo, basta guardarsi intorno; e, ribadisco, accanto a tradizioni che io trovo stupende, hanno abitudini etiche che sarebbero state retrograde nel Medioevo... e loro le seguono anche quando hanno a che fare con chi rom non è.
ERGO: io condanno ogni forma di progrom verso chicchessia, è ovvio, ma non posso nascondermi che se a volte la gente si esaspera ha i suoi motivi, motivi che magari non "giustificano" ma un pochino "spiegano".
Se all'arrivo di una comitiva rom sai, da statistiche incontrovertibili, che per 15 giorni nel tuo quartiere i furti aumenteranno dell'80% (quasi il doppio!), non è che vivi molto sereno...![]()
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Okay? Spero di essere stato chiaro! E di non prendermi del "vecchio conservatore"![]()
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Franco
Oggi i senegalesi e i rom. Domani a chi tocca? Rumeni? Cinesi? Indiani? Il percorso è lungo e difficile, e c'è moltissima strada da fare, tuttavia, secondo me, occorre seguire in tutti modi il cammino dell'integrazione e dell'inclusione. Ormai, il progresso tecnologico ha eliminato praticamente tutte le distanze, per cui il mondo è uno solo, e deve essere condiviso. Utopia? Sogno? Forse. Però voglio credere comunque in queste cose.
Si fa prestissimo a istigare la gente all'odio razziale, all'odio verso qualunque "diverso". E' facilissimo. La deriva verso il male è sempre più facile della deriva verso il bene. Gli esempi del passato sono innumerevoli, dalla caccia alle streghe, alle persecuzioni naziste e fasciste, al Ku Klux Klan.
Fortuna che, a fronte di orribili fatti di razzismo, esistono anche moltissimi esempi di convivenza, specie nei giovani, nelle "seconde generazioni" degli immigrati. Nel posto in cui lavoro io ci sono sia italiani, sia persone di tante altre nazionalità diverse. A volte si sentono delle battute xenofobe, ma fortunatamente assomigliano molto alle battute tra tifosi di squadre di calcio diverse (mi riferisco ai tifosi "sani", non certo ai violenti che distruggono gli stadi e ai razzisti che spesso appestano il mondo del calcio). Mi capita più spesso di vedere giovani che ridono, scherzano, giocano, studiano, discutono, si innamorano, fanno cazzate normalmente, senza pensare al paese di origine e senza notare affatto il colore della pelle. Nelle generazioni successive deve essere ancora meglio!
Ciao!
C.
- franconeve
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Bè... che possa essere peggio, mi sembra difficile...Carc ha scritto:Snowy, le tue sono parole di sano senso della realtà. So bene come stanno le cose. Ci mancherebbe!franconeve ha scritto:A prescindere dal fatto che l'evento che ha scatenato alcuni torinesi contro i rom fosse falso (se era vero non cambiava nulla), condivido in parte il tuo discorso, Karciof, ma sento il bisogno di integrarlo con un'osservazione che a mio parere è parallela e complementare, non alternativa.Carc ha scritto:Chiedo scusa se, forse, questo mio intervento non c'entra con il caso dei senegalesi.
Tuttavia io sono rimasto molto impressionato anche per quanto è successo a Torino nei confronti dei rom.
Vi sembra giusto quello che è successo a Torino?
Ma a che punto siamo arrivati?
A che grado di barbarie è arrivata questa nostra società italiana?![]()
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Allora: il razzismo, inteso come repulsione verso qualcuno che è, per qualche motivo, "diverso", va condannato in toto. Punto e basta.
Però anche lo "sfinimento" verso comunità che in gran parte (non completamente, sia chiaro, ma in gran parte) vivono alle spalle degli altri, come parassiti, mettendo in costante pericolo la sicurezza della grande maggioranza della popolazione (furti, stupri, violenze piccole e grandi, sporcizia, nessun rispetto per il bene pubblico, un po' come tanti politici italianissimi...![]()
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, etc...) è altrettanto giustificato di quanto lo sia la condanna del razzismo. Perchè non è razzismo, è una forma di autodifesa, spesso sbagliata nei modi ma giusta nelle premesse.
Karciof, le statistiche parlano fin troppo chiaro; io ho vestito una divisa e le conosce molto bene: quelli che vengono genericamente chiamati "zingari" sono persone per molti versi deliziose, con delle tradizioni stupende, una letteratura ancestrale incantevole (io leggo e amo molte opere letterarie rom); però in gran parte vivono e vogliono vivere alla giornata, accettano come una cosa normale il guadagnarsi il pane (e anche le Mercedes, tanto per uscire dall'ipocrisia...) rubando, scassinando le abitazioni; e poi dove transitano e sostano fanno tabula rasa, sporcano, manomettono i tubi dell'acquedotto per avere gratis l'acqua corrente e poi non si premurano neppure di ripristinarli quando se ne vanno, etc... Sono fatti che ho vissuto e testimoniato personalmente, non opinioni o pregiudizi!
Ti ripeto, tra loro ho conosciuto persone stupende, le donne poi, molto spesso, sono bellissime (intendo nell'anima, oltre che nel fisico); ma i rom sostengono che "non è nella loro cultura lavorare". E ancora, ad esempio, "non è nella loro cultura il rispetto per la donna"; e sono le donne stesse a difendere queste asserzioni come naturali![]()
; per carità, padronissimi i rom di vivere così, solo che tali "abitudini" loro le applicano ai rapporti con tutti gli altri, non solo ai rapporti tra loro, capisci? E dallo "Stato" con cui non vogliono mescolarsi, non rifiutano però tutti i servizi sociali che vengono (giustamente) garantiti in modo gratuito!
E comunque, usciamo ancora dall'ipocrisia, il "rom medio" nel suo approcciarsi al prossimo è spesso strafottente, alza le mani, litiga, quel che vuole se lo prende, etc... Non è razzismo, Karciof, è realismo, basta guardarsi intorno; e, ribadisco, accanto a tradizioni che io trovo stupende, hanno abitudini etiche che sarebbero state retrograde nel Medioevo... e loro le seguono anche quando hanno a che fare con chi rom non è.
ERGO: io condanno ogni forma di progrom verso chicchessia, è ovvio, ma non posso nascondermi che se a volte la gente si esaspera ha i suoi motivi, motivi che magari non "giustificano" ma un pochino "spiegano".
Se all'arrivo di una comitiva rom sai, da statistiche incontrovertibili, che per 15 giorni nel tuo quartiere i furti aumenteranno dell'80% (quasi il doppio!), non è che vivi molto sereno...![]()
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Okay? Spero di essere stato chiaro! E di non prendermi del "vecchio conservatore"![]()
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Franco
Oggi i senegalesi e i rom. Domani a chi tocca? Rumeni? Cinesi? Indiani? Il percorso è lungo e difficile, e c'è moltissima strada da fare, tuttavia, secondo me, occorre seguire in tutti modi il cammino dell'integrazione e dell'inclusione. Ormai, il progresso tecnologico ha eliminato praticamente tutte le distanze, per cui il mondo è uno solo, e deve essere condiviso. Utopia? Sogno? Forse. Però voglio credere comunque in queste cose.
Si fa prestissimo a istigare la gente all'odio razziale, all'odio verso qualunque "diverso". E' facilissimo. La deriva verso il male è sempre più facile della deriva verso il bene. Gli esempi del passato sono innumerevoli, dalla caccia alle streghe, alle persecuzioni naziste e fasciste, al Ku Klux Klan.
Fortuna che, a fronte di orribili fatti di razzismo, esistono anche moltissimi esempi di convivenza, specie nei giovani, nelle "seconde generazioni" degli immigrati. Nel posto in cui lavoro io ci sono sia italiani, sia persone di tante altre nazionalità diverse. A volte si sentono delle battute xenofobe, ma fortunatamente assomigliano molto alle battute tra tifosi di squadre di calcio diverse (mi riferisco ai tifosi "sani", non certo ai violenti che distruggono gli stadi e ai razzisti che spesso appestano il mondo del calcio). Mi capita più spesso di vedere giovani che ridono, scherzano, giocano, studiano, discutono, si innamorano, fanno cazzate normalmente, senza pensare al paese di origine e senza notare affatto il colore della pelle. Nelle generazioni successive deve essere ancora meglio!
Ciao!
C.
Franco