Ma i palestinesi valgono così poco
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- giulys
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Ma i palestinesi valgono così poco
Forse ho una mentalità distorta, ma la liberazione di 1027 prigionieri palestinesi contro 1 solo prigioniero israeliano, mi suggerisce non l'idea di una grande vittoria dei palestinesi, ma piuttosto quella che essi valgano veramente poco, sia per gli israeliani che hanno accettato lo scambio, sia per i palestinesi stessi, che hanno valutato il soldato israeliano quanto 1027 dei loro.... devono avere una grande stima o una grande paura degli israeliani.
- franconeve
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Re: Ma i palestinesi valgono così poco
Forse c'è dell'ironia nella tua analisi, ma al di là degli scherzi nella situazione mediorientale c'è una sedimentazione di odii, fanatismi, reciproche diffidenze, vendette, impazzimento collettivo da non uscirne fuori.giulys ha scritto:Forse ho una mentalità distorta, ma la liberazione di 1027 prigionieri palestinesi contro 1 solo prigioniero israeliano, mi suggerisce non l'idea di una grande vittoria dei palestinesi, ma piuttosto quella che essi valgano veramente poco, sia per gli israeliani che hanno accettato lo scambio, sia per i palestinesi stessi, che hanno valutato il soldato israeliano quanto 1027 dei loro.... devono avere una grande stima o una grande paura degli israeliani.
Io ho sentito i racconti di genitori palestinesi che hanno allevato i loro figli sempre, ribadisco SEMPRE, nei campi profighi, ragazzi cresciuti in mezzo al fango e alla polvere, senza acqua, senza case, gioventù abituata alle rappresaglie, a fuggire, a non sapere all'alba se sarà concesso vedere il tramonto. Pensiamoci, ragazzi, dev'essere una cosa spaventosa! Specialmente nel 20° e 21° secolo!
E' ovvio poi come questa umanità che cresce in tale modo rappresenti un terreno non fertile ma fertilissimo per il terrorismo, è gente che diventa suo malgrado gentaglia, perchè non crede più in nulla, perchè diventa adulta senza aver mai apprezzato, anzi, senza aver mai potuto apprezzare il valore della vita umana, di sè e degli altri.
Dall'altro lato abbiamo gli israeliani, appena più fortunati perchè questa vita di incertezza e terrore continuo la passano da decenni non nella polvere dei campi profughi ma in città e paesi moderni, ma la loro buona sorte si ferma qui, anche loro purtroppo crescono nella paura e nell'odio per l'altro, per quello che li minaccia ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
E' pazzesco quanto l'uomo sappia farsi del male!
Come si fa a non essere pacifisti dopo riflessioni così? Il pacifismo (non il pacifintismo, sia chiaro!) sarà anche una magnifica utopia, ma di fronte a tali orrori io credo che, prima di tutto, prima di ogni negoziato, prima di ogni soluzione, bisognerebbe gridare alto al cielo: STOP ALLE ARMI, STOP ALLA GUERRA!
Reset!
E poi si comincia a trattare tutto il resto...!
Franco
Re: Ma i palestinesi valgono così poco
Bravo Franco!! Condivido in pieno!franconeve ha scritto:Forse c'è dell'ironia nella tua analisi, ma al di là degli scherzi nella situazione mediorientale c'è una sedimentazione di odii, fanatismi, reciproche diffidenze, vendette, impazzimento collettivo da non uscirne fuori.giulys ha scritto:Forse ho una mentalità distorta, ma la liberazione di 1027 prigionieri palestinesi contro 1 solo prigioniero israeliano, mi suggerisce non l'idea di una grande vittoria dei palestinesi, ma piuttosto quella che essi valgano veramente poco, sia per gli israeliani che hanno accettato lo scambio, sia per i palestinesi stessi, che hanno valutato il soldato israeliano quanto 1027 dei loro.... devono avere una grande stima o una grande paura degli israeliani.
Io ho sentito i racconti di genitori palestinesi che hanno allevato i loro figli sempre, ribadisco SEMPRE, nei campi profighi, ragazzi cresciuti in mezzo al fango e alla polvere, senza acqua, senza case, gioventù abituata alle rappresaglie, a fuggire, a non sapere all'alba se sarà concesso vedere il tramonto. Pensiamoci, ragazzi, dev'essere una cosa spaventosa! Specialmente nel 20° e 21° secolo!
E' ovvio poi come questa umanità che cresce in tale modo rappresenti un terreno non fertile ma fertilissimo per il terrorismo, è gente che diventa suo malgrado gentaglia, perchè non crede più in nulla, perchè diventa adulta senza aver mai apprezzato, anzi, senza aver mai potuto apprezzare il valore della vita umana, di sè e degli altri.
Dall'altro lato abbiamo gli israeliani, appena più fortunati perchè questa vita di incertezza e terrore continuo la passano da decenni non nella polvere dei campi profughi ma in città e paesi moderni, ma la loro buona sorte si ferma qui, anche loro purtroppo crescono nella paura e nell'odio per l'altro, per quello che li minaccia ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
E' pazzesco quanto l'uomo sappia farsi del male!
Come si fa a non essere pacifisti dopo riflessioni così? Il pacifismo (non il pacifintismo, sia chiaro!) sarà anche una magnifica utopia, ma di fronte a tali orrori io credo che, prima di tutto, prima di ogni negoziato, prima di ogni soluzione, bisognerebbe gridare alto al cielo: STOP ALLE ARMI, STOP ALLA GUERRA!
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Franco
- franconeve
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Re: Ma i palestinesi valgono così poco
Purtroppo è così. Io penso a mia figlia, la mia adorata bambina Erika, se fosse da 11 anni in mezzo alla polvere, o con la paura dei kamikaze ogni volta che mette il naso fuori di casa...finland77 ha scritto:Bravo Franco!! Condivido in pieno!franconeve ha scritto:Forse c'è dell'ironia nella tua analisi, ma al di là degli scherzi nella situazione mediorientale c'è una sedimentazione di odii, fanatismi, reciproche diffidenze, vendette, impazzimento collettivo da non uscirne fuori.giulys ha scritto:Forse ho una mentalità distorta, ma la liberazione di 1027 prigionieri palestinesi contro 1 solo prigioniero israeliano, mi suggerisce non l'idea di una grande vittoria dei palestinesi, ma piuttosto quella che essi valgano veramente poco, sia per gli israeliani che hanno accettato lo scambio, sia per i palestinesi stessi, che hanno valutato il soldato israeliano quanto 1027 dei loro.... devono avere una grande stima o una grande paura degli israeliani.
Io ho sentito i racconti di genitori palestinesi che hanno allevato i loro figli sempre, ribadisco SEMPRE, nei campi profighi, ragazzi cresciuti in mezzo al fango e alla polvere, senza acqua, senza case, gioventù abituata alle rappresaglie, a fuggire, a non sapere all'alba se sarà concesso vedere il tramonto. Pensiamoci, ragazzi, dev'essere una cosa spaventosa! Specialmente nel 20° e 21° secolo!
E' ovvio poi come questa umanità che cresce in tale modo rappresenti un terreno non fertile ma fertilissimo per il terrorismo, è gente che diventa suo malgrado gentaglia, perchè non crede più in nulla, perchè diventa adulta senza aver mai apprezzato, anzi, senza aver mai potuto apprezzare il valore della vita umana, di sè e degli altri.
Dall'altro lato abbiamo gli israeliani, appena più fortunati perchè questa vita di incertezza e terrore continuo la passano da decenni non nella polvere dei campi profughi ma in città e paesi moderni, ma la loro buona sorte si ferma qui, anche loro purtroppo crescono nella paura e nell'odio per l'altro, per quello che li minaccia ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
E' pazzesco quanto l'uomo sappia farsi del male!
Come si fa a non essere pacifisti dopo riflessioni così? Il pacifismo (non il pacifintismo, sia chiaro!) sarà anche una magnifica utopia, ma di fronte a tali orrori io credo che, prima di tutto, prima di ogni negoziato, prima di ogni soluzione, bisognerebbe gridare alto al cielo: STOP ALLE ARMI, STOP ALLA GUERRA!
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Franco
Che orrore!
Ciao!
Franco
Re: Ma i palestinesi valgono così poco
Già.. noi siamo molto fortunati e spesso crediamo che il mondo sia tutto come lo viviamo noi...franconeve ha scritto:Purtroppo è così. Io penso a mia figlia, la mia adorata bambina Erika, se fosse da 11 anni in mezzo alla polvere, o con la paura dei kamikaze ogni volta che mette il naso fuori di casa...finland77 ha scritto:Bravo Franco!! Condivido in pieno!franconeve ha scritto: Forse c'è dell'ironia nella tua analisi, ma al di là degli scherzi nella situazione mediorientale c'è una sedimentazione di odii, fanatismi, reciproche diffidenze, vendette, impazzimento collettivo da non uscirne fuori.
Io ho sentito i racconti di genitori palestinesi che hanno allevato i loro figli sempre, ribadisco SEMPRE, nei campi profighi, ragazzi cresciuti in mezzo al fango e alla polvere, senza acqua, senza case, gioventù abituata alle rappresaglie, a fuggire, a non sapere all'alba se sarà concesso vedere il tramonto. Pensiamoci, ragazzi, dev'essere una cosa spaventosa! Specialmente nel 20° e 21° secolo!
E' ovvio poi come questa umanità che cresce in tale modo rappresenti un terreno non fertile ma fertilissimo per il terrorismo, è gente che diventa suo malgrado gentaglia, perchè non crede più in nulla, perchè diventa adulta senza aver mai apprezzato, anzi, senza aver mai potuto apprezzare il valore della vita umana, di sè e degli altri.
Dall'altro lato abbiamo gli israeliani, appena più fortunati perchè questa vita di incertezza e terrore continuo la passano da decenni non nella polvere dei campi profughi ma in città e paesi moderni, ma la loro buona sorte si ferma qui, anche loro purtroppo crescono nella paura e nell'odio per l'altro, per quello che li minaccia ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
E' pazzesco quanto l'uomo sappia farsi del male!
Come si fa a non essere pacifisti dopo riflessioni così? Il pacifismo (non il pacifintismo, sia chiaro!) sarà anche una magnifica utopia, ma di fronte a tali orrori io credo che, prima di tutto, prima di ogni negoziato, prima di ogni soluzione, bisognerebbe gridare alto al cielo: STOP ALLE ARMI, STOP ALLA GUERRA!
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Franco
Che orrore!
Ciao!
Franco
Ultima modifica di finland77 il mer ott 19, 2011 3:45 pm, modificato 1 volta in totale.
- giulys
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- Località: Torino - Lucento
Ovviamente un po' di ironia c'era, ma credo ci sia anche un diverso modo di valutare una vita umana: due civiltà a confronto.
Quanto ai campi profughi, al vivere nel fango e nella polvere, vorrei solo ricordare che i palestinesi sono circondati da paesi arabi ricchissimi, che non hanno lesinato sugli aiuti; se poi questi sono finiti nelle tasche di pochi......
Inoltre vorrei ricordare come alla fien delal seconda guerra mondiali 300 o 500.000 profughi istriani furono costretti a venire in Italia e non furono messi nei ghetti, se non in alcuni casi ed in tempi strettamente necessari a trovare altre soluzioni ed in pochi anni furono completamente e proficuamente integrati.
Non mi sembra che da parte Araba ci sia stata questa volontà, ma al contrario mi sembra si sia volutamente coltivata la campagna dell'odio.
Cosa di meglio per i vari despoti mediorientali che dirigere la rabbia delle masse verso il comune nemico Israele.
Non panem et circensem ma panem et Israelem
Quanto ai campi profughi, al vivere nel fango e nella polvere, vorrei solo ricordare che i palestinesi sono circondati da paesi arabi ricchissimi, che non hanno lesinato sugli aiuti; se poi questi sono finiti nelle tasche di pochi......
Inoltre vorrei ricordare come alla fien delal seconda guerra mondiali 300 o 500.000 profughi istriani furono costretti a venire in Italia e non furono messi nei ghetti, se non in alcuni casi ed in tempi strettamente necessari a trovare altre soluzioni ed in pochi anni furono completamente e proficuamente integrati.
Non mi sembra che da parte Araba ci sia stata questa volontà, ma al contrario mi sembra si sia volutamente coltivata la campagna dell'odio.
Cosa di meglio per i vari despoti mediorientali che dirigere la rabbia delle masse verso il comune nemico Israele.
Non panem et circensem ma panem et Israelem
OK ma scusa cosa centra questo con quello che abbiamo detto noi?giulys ha scritto:Ovviamente un po' di ironia c'era, ma credo ci sia anche un diverso modo di valutare una vita umana: due civiltà a confronto.
Quanto ai campi profughi, al vivere nel fango e nella polvere, vorrei solo ricordare che i palestinesi sono circondati da paesi arabi ricchissimi, che non hanno lesinato sugli aiuti; se poi questi sono finiti nelle tasche di pochi......
Inoltre vorrei ricordare come alla fien delal seconda guerra mondiali 300 o 500.000 profughi istriani furono costretti a venire in Italia e non furono messi nei ghetti, se non in alcuni casi ed in tempi strettamente necessari a trovare altre soluzioni ed in pochi anni furono completamente e proficuamente integrati.
Non mi sembra che da parte Araba ci sia stata questa volontà, ma al contrario mi sembra si sia volutamente coltivata la campagna dell'odio.
Cosa di meglio per i vari despoti mediorientali che dirigere la rabbia delle masse verso il comune nemico Israele.
Non panem et circensem ma panem et Israelem
E' una vittoria del leader israeliano, non significa, oggi, nulla il numero, ma il gesto spero premonitore di qualche cosa di più.E' ora di finirla con l'integralismo israeliano occupatore abusivo grazie alle nere coscienze degli alleati di un paese non loro, basta con questa inutile guerra, finchè in israele comanderanno i barboni integralisti non ci sarà la pace in medio oriente.
Ciao.
luigi
Ciao.
luigi