Mi spiego subito: è ovvio che le due faccende che mi stanno facendo girare un pochino gli zebeidi siano quella sul voto pro o contro l'arresto di Romani (O Romano, manco so come si chiama, ormai ho perso i conti degli indagati tra quella banda lì...
Io non sono assolutamente attratto dalle discipline ferree e dalla sottomissione alle decisioni che arrivano dall'alto, dunque apprezzo l'indipendenza di pensiero e il fatto che le proprie azioni vengano decise da se stessi e non dagli altri.
E' proprio una certa indipendenza intellettuale che mi fa amare in modo particolare i Radicali, su questo non c'è dubbio.
Però, ragazzi, qua non stiamo parlando della PROPRIA azione politica e basta. Qua stiamo parlando dell'azione politica (e che azione politica! L'arresto o meno di un ministro della Repubblica e la fiducia o meno al peggior governo della Repubblica!) da effettuarsi all'interno di un movimento della tua stessa area (sinistra) che ti ha "ospitato" nelle proprie liste permettendoti di entrare in Parlamento (altrimenti, caro Marco, avreste, avremmo fatto la stessa fine di Bertinotti...), e ha stretto un accordo politico in nome, tra l'altro, dell'opposizione al bertruffonismo! Dici niente...!
Allora: su tante cose puoi muoverti in piena autonomia, proporre, criticare, agire per te stesso, come una scheggia impazzita, se serve; ma su questioni fondamentali come la possibilità di decretare la fine del bertruffonismo, bè, lì non si dovrebbe derogare.
E se certi comportamenti, diciamo così, un po' birbantelli, sono stati adottati solo per rispetto delle Istituzioni politiche del Paese (così hano detto testualmente i compagni radicali), allora il medesimo rispetto per le Istituzioni imporrebbe ai deputati radicali di dimettersi e non occupare più gli scranni parlamentari grazie all'elettorato di un movimento come il PD da cui si sono chiamati fuori, soprattutto tradendo il mandato politico e intellettuale di chi li ha votati.
E dovrebbero avere il coraggio, i compagni radicali, di presentarsi con liste autonome d'ora in avanti, se sono così insofferenti alle discipline di partito: non si può avere la botte piena (i seggi) e la moglie ubriaca (fare quel c***zzo che si vuole)! Ma non credo che lo faranno; probabilmente, questa è la mia idea, stanno per passare con Bertruffoni (nel qual caso cancellerò il loro simbolo dal mio computer...), perchè da soli sanno che la sindrome-Bertinotti è lì, pronta a divorarli, e forse con Bertruffoni si trovano meglio che con il modesto, imbecille PD!
Insomma, io sono davvero deluso: va bene stupire, va bene la politica creativa, va bene "decido con la mia testa", ma a certi appuntamenti non si può arrivare divisi.
Che poi a me l'idea di disertare l'aula, di cercar di far fallire il numero legale, etc... non sia piaciuta, è un altro paio di maniche. Ribadisco: io mi sarei dimesso, con onore, con dignità. E impedendo a quegli "impediti" del PD di istruire i loro patetici processi di stile pateticamente tardostaliniano...!
Franco (radicalmente indignado)
