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Diamond_Sea
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Messaggio da Diamond_Sea »

Quando l'aria fredda in caso di forti precipitazioni si rovescia al suolo può fare miracoli, si possono avere rovesci di neve anche con temperature di 4-5 C°. Naturalmente non si tratterà mai di vera neve, ma appunto di neve tonda o graupel. Non escludo che possa essere avvenuto domenica a quote collinari, ma non si può parlare di neve vera e propria.
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mex71
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Messaggio da mex71 »

lupo76 ha scritto:Vorrei un attimo precisare la mia posizione in merito a questo TD! Inizialmente ho letto l'affermazione di Massi, il quale sosteneva che in abruzzo la neve si è spinta in alcune località fin verso i 500/600mt! Scioccato da tale affermazione, ho risposto anche in modo brusco pensando solo alla classica nevicata a fiocchi che rendono alberi, prati ovattati!
Poi ecco spuntare un altro articolo dove anche un altro Teramano descrive la sua incredibile esperienza affermando di aver visto fiocchi tra la pioggia e la grandine!

Poi altri utenti come Mex hanno ben descritto la possibile neve che ha tutte le sembianze di un fiocco, specie in condizioni di temperature positive quando anche il semplice fiocco non potrà mai avere la forma e le sembianze di un fiocco che cade a 0/2°C con aria satura.

A questo proposito ho trovato questa splendida classificazione:

Tipi di precipitazioni nevose

• Cristalli di neve (inglese: ice crystals; codice IC 78
Singoli cristalli di ghiaccio in forme esagonali di piastrine, aghi o colonne.
• Snow pellets (o graupel o gragnola; codice SP 87)
Forme molto comuni in montagna in primavera. Sono palline a bassa densità che si generano quando piccole particelle di ghiaccio (cristallo di ghiaccio, fiocco di neve, ice pellet o un piccolo chicco di grandine) cadono nella porzione di nube sopraffusa a temperature tra 0 e -10 °C. Le goccioline liquide più piccole ghiacciano nel contatto con la particella di ghiaccio, trasformandosi in una minuscola massa rotonda e opaca con inclusioni di aria all'interno che le danno aspetto l'aspetto di ghiaccio opaco (rime). Le palline di Graupel di solito si formano nelle nubi convettive a forte sviluppo verticale e che si estendono ben oltre il livello dello zero termico.
• Ice pellets o neve tonda (codice IP 75)
I fiocchi di neve, quando attraversano uno strato sottile di aria con temperatura sopra zero gradi, fondono parzialmente ovvero si trasformano in gocce di pioggia parzialmente ghiacciate le quali ghiacciano di nuovo sotto forma di palline più o meno tonde, leggere, trasparenti o traslucide, qualora le gocce parzialmente ghiacciate siano costrette ad attraversare uno sottostante strato molto spesso di aria a temperatura sotto zero. Hanno un diametro intorno 5 mm o anche meno e tendono a rimbalzare quando toccano il suolo. Le ice pellets possono talvolta apparire incastonate in un sottile strato di ghiaccio che si forma quando le gocce d'acqua, intercettate dalle snow pellets, congelano o quando le pellets si sciolgono parzialmente per poi ricongelare.
• Nevischio o acquaneve o pioggia mista a neve (inglese: sleet)
Una mistura di acqua e neve da gocce d'acqua parzialmente ghiacciate, con residue tracce di cristallizzazione. Il nevischio è il risultato di una insufficiente e incompiuta fusione della neve durante la caduta. La sottrazione del calore ambientale speso per la fusione può però talvolta raffreddare lo strato caldo fino a punto tale che la neve, prima o poi, non si scioglie più e giunge quindi al suolo come tale. La mancata totale fusione può essere dovuta a una strato caldo non sufficientemente spesso e/o non sufficientemente caldo oppure a uno strato caldo alquanto sottile, tale da dare inizio alla fusione della neve, con un sottostante strato a temperatura sotto zero tale mantenere la neve parzialmente ghiacciata. Con questo stesso meccanismo si formano anche le ice pellets. Questo è anche il motivo per cui negli USA il termine sleet è in realtà impiegato per descrivere le ice pellets.
È piuttosto singolare il fatto che il nevischio non sia stato oggetto di una codifica internazionale.
Il nevischio viene spesso confuso con la nevicata formata da fiocchi molto piccoli, un evento abbastanza frequente nelle nevicate generate dallo Stau subito da una massa d'aria alquanto fredda ma poco umida oppure con cristalli di neve che cadono al suolo in presenza di aria fredda e alquanto secca al di sotto della nube fredda. In realtà siccome l'evento è sempre associato a deboli nevicate e questo è il motivo viene codificato come light snow
(codice S 70).
• Snow grain (codice SG 77)
Grani di ghiaccio molto piccoli, bianchi e opachi. Sono una forma di precipitazione solida con la quale le gocce di pioggia o di acquaneve, passando in uno strato di atmosfera più fredda, congelano. Contrariamente alla grandine, alla neve tonda e alla gragnola, i grani di ghiaccio non hanno nucleo e sono completamente trasparenti. Cadono in genere nelle stesse situazioni che danno luogo alla formazione di freezing rain ovvero con temperature al suolo sono inferiori a 0 °C. Le loro dimensioni appena di qualche mm.

G. Bertoni, F. Galbiati, M. Giuliacci, La neve - Cos'è e come si prevede, Milano, Alpha Test, 2010, p. 94-96



In conclusione quindi non posso ne dar torto a Massi ne agli osservatori visto che tra la classificazione, le precipitazioni che sono avvenute domenica in Abruzzo alla fine sono risultate nevose fino alla costa considerando il graupel!
Il grande dubbio tuttavia non è tanto sulla quota di scesa del graupel o neve pallotolare ma se in realtà un vero fiocco di neve abbia mai potuto raggiungere la quota dei 150mt come descritto nell'articolo.
Io lo credo impossibile visto le condizioni di partenza ma chi ha raccontato ciò che ha visto sicuramente avrà i suoi buoni motivi considerando alla fine sia stato anche un laureato in meteorologia!
Spero un giorno di trovarmi io al suo posto per poter così dire scusa ma avevi ragione!
Ciaoo :wink:
un fiocco di neve vero e proprio era praticamente impossibile che potesse raggiungere quote prossime al livello del mare, a meno di non parlare di "cacche di piccione" sciogliticce che si son viste pure dalle mie parti, ma ce ne vuole per chiamare neve na roba del genere...
dalle testimonianze però si parla di neve e anche accumuli a quote collinari 4-500 mt... anche in questo caso se parliamo di accumuli seppur parziali e ridicoli visto che la temperatura risultava sempre abbondantemente sopra zero, poteva trattarsi solo di neve tonda o graupel, però dalle definizioni da te riportate non riesco a trovare pieno riscontro in quello a cui io ho assistito in diversi casi con caduta non di palline ma di un agglomerato probabilmente formato da un nucleo solido (snow o ice pellets) intorno al quale avviene una specie di brina o accumulo di cristalli di ghiaccio che gli danno una forma irregolare e non ben definita come nel puro graupel o neve tonda... come la vogliamo chiamare sta meteora? Ora è chiaro che un fiocco di neve una volta sciolto non può più tornare fiocco manco se attraversa un altro strato di aria freddissima, semmai diventa pioggia ghiacciata, ma quelli che mi è capitato di vedere erano molto più simili ai fiocchi che ai pallini di graupel come vengono qui definiti, ma non potevano essere neve per le temperature troppo elevate (7-8°) o per gli accumuli che ho visto anche con temperature ben sopra zero (+2°)
Secondo me sono una via di mezzo tra neve e graupel che io chiamo neve granulare (da non confondere con i grani di neve snow grains cosa ben diversa) perché sembrano avere una parte più compatta al loro interno circondata però da una formazione cristallare che li rende simili ai fiocchi veri e propri (vedi mia foto) ma in realtà sono molto più resistenti di questi alle alte temperature (la parte interna) oppure è una forma di graupel che però non viene menzionata nelle descrizioni da te riportate
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