Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

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stefano75

Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da stefano75 »

Stuzzicato dalle osservazioni di Lupo ho riflettuto molto sull'argomento ed ho concluso (mio modesto parere) quanto segue, cui allego due grafici esemplificativi elaborati dal sottoscritto.

Sappiamo tutti che la Troposfera a differenza della stratosfera e degli strati più elevati (Termosfera) ha un gradiente verticale negativo di circa -0.65°C /100 mt. Questo fatto importantissimo fa si che nella troposfera possano avvenire i "moti verticali" che sono alla base della formazione delle nubi e delle precipitazioni. Se il gradiente fosse positivo l'atmosfera sarebbe "perfettamente stabile e stratificata" e dunque sarebbero inibiti completamente i moti verticali.

Dunque nella troposfera c'è una naturale tendenza allo sviluppo di moti verticali, tuttavia questa caratteristica può essere esaltata o inibita a seconda delle caratteristiche della massa d'aria le quali a loro volta condizionano, anzi impongono, un gradiente termico verticale ben preciso.
Sappiamo che in condizioni adiabatiche (senza scambi di calore con l'esterno) una bolla d'aria secca si raffredda di 1° ogni 100 mt di quota positiva, mentre una massa d'aria umida si raffredda di circa 0.5/0.6 gradi ogni 100 mt. Questo significa che l'aria tenderà a salire=instabilità (o a ridiscendere=stabilità), se il gradiente termico dell'aria in cui avviene il distacco della bolla è inferiore (*) (o superiore).

Questa premessa necessaria probabilmente aggiunge poco alle vostre conoscenze, trattandosi di un sunto della teoria della stabilità e instabilità che ognuno di voi sicuramente ha almeno letto una volta, tuttavia è necessaria perchè le masse d'aria che ci interessano, e le figure bariche ad esse associate, altro non fanno che imporre un "gradiente verticale" da cui dipende la storia del tempo atmosferico e delle temperature che misuriamo.

Parliamo di un anticiclone dinamico. Esso è generato (come suggerisce il nome) dalle dinamiche della grande circolazione atmosferica e nasce perciò alle alte quote in presenza di moti convergenti. La convergenza in quota in una zona impone alla massa d'aria un avvitamento e una compressione che raggiungono il suolo dando vita alla divergenza. Questo moto discendente e compressivo ha un effetto sulla colonna d'aria di riscaldamento generale il quale è maggiore alle quote superiori. In pratica il gradiente termico di un forte HP dinamico in presenza di subsidenza è fortemente sub-adiabatico ovvero la temperatura diminuisce assai poco con la quota, anche solo 2 o 3 gradi ogni 1000 mt. Questo vale ovviamente in linea generale poiché non abbiamo parlato del suolo, il quale segue comunque delle logiche di tipo "termico" e pertanto in presenza di aria stagnante (come è il caso di HP dimanici) di notte tende a disperdere calore per irraggiamento ed a raffreddare gli strati più prossimi ad esso favorendo le note "inversioni termiche". Le inversioni sono maggiori tanto più l'aria è schiacciata verso il basso, quindi sono più forti in presenza di subsidenza intensa e possono raggiungere anche 500-600 mt (d'inverno anche oltre i 1000). Quando ci si trova in presenza di gradienti molti piccoli in valore assoluto (subsidenza) è facile che al suolo di notte si registrino temperature che si ritrovano solo oltre i 1200/1500 mt!

Cosa avviene in caso di Ciclone dinamico? In questo caso la macchina funziona all'inverso: in quota abbiamo divergenza ed al suolo convergenza. La colonna d'aria è in espansione e raffreddamento (condensazione=nubi). I gradienti verticali sono sempre super-adiabatici (11/12°C/1000 mt) e non ci sono inversioni a casua delle correnti ascendenti e del continuo ricambio d'aria.

Tra queste 2 situazioni limite abbiamo tutta una gamma di gradienti possibili, tra cui quelli tipici delle situazioni estive livellate, debolmente sub-adiabatici i quali divengono instabili se la massa d'aria al suolo ha una elevata umidità e dunque si raffredda meno salendo di quota. Questi ultimi danno vita a inversioni meno marcate.

Ora veniamo al grafico sotto riportato. Si riferisce ad una situazione estiva e confronta 3 gradienti relativi a situazioni di HP dinamico con subsidenza, LP dinamica e pressione livellata (in nero è presente anche l'adiabatica secca). Si nota come il fenomeno delle temperature notturne più elevate in collina trova riscontro nell'inversione termica indotta proprio dalla forte natura compressiva dell'HP dinamico e non dal fatto chela subsidenza "non arriva al suolo". A limite si potrebbe dire che la caratteristica fortemente sub-adiabatica del gradiente non arriva al suolo a causa dell'inversione e quindi del "disturbo termico" indotto dal suolo stesso...ma l'intera struttura del gradiente verticale, dalle alte quote in cui avviene la convergenza, fino al suolo in cui è presente una forte divergenza, è causata dalla compressione, ovvero dalla SUBSIDENZA.
per questo dire che la subsidenza si ferma ad una certa quota è inesatto. Non può fermarsi poiché è proprio il suo arrivo al suolo (divergenza) a dare vita alla struttura dell'HP che consente, tra le altre cose, la possibilità di inversioni termiche!


Immagine


Ciao :-)

nota:
(*) Ricordiamo che il gradiente è negativo quindi "inferiore" significa", in valore assoluto, maggiore!
lupo76

Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da lupo76 »

Eccellente spiegazione, non posso che farti i complimenti!
Tuttavia, noto che la parole subsidenza e compressione viene citata più volte come causa delle avventure termiche di questi giorni in italia nelle diverse quote, ma poi scrivi che errato dire che la subsidenza si blocca ad una certa quota.... Ok, la subsidenza agisce fino al suolo, ma allora a chi dobbiamo attribuire il merito di stabilire la quota dell'adiabatica secca???
Infine voglio continuare a stuzzicarti, non credi che delle locali depressioni termiche all'interno di questi colossi hp dinamici possano favorire l'espansione dell'adiabatica secca fino al suolo??? Magari come è successo in Liguria ma anche come succede nei deserti???
Ciao grande mito :wink:
MeteoLive
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Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da MeteoLive »

stefano75 ha scritto: Sappiamo tutti che la Troposfera a differenza della stratosfera e degli strati più elevati (Termosfera) ha un gradiente verticale negativo di circa -0.65°C /100 mt. Questo fatto importantissimo fa si che nella troposfera possano avvenire i "moti verticali" che sono alla base della formazione delle nubi e delle precipitazioni. Se il gradiente fosse positivo l'atmosfera sarebbe "perfettamente stabile e stratificata" e dunque sarebbero inibiti completamente i moti verticali.
Ragazzi l'argomento che avete introdotto "me gusta mucio" e quindi mi permetto di intervenire facendo anzitutto i complimenti perche dimostrate che con la passione si ottengono davvero grandi risultati, anche in termini di conoscenze ed osservazioni.

Per quanto sopra evidenziato volevo solo chiarire una questione relativa al gradiente verticale, quello 0,65°C medi per ogni 100m di salita. Ebbene non è questo gradiente (che è quello medio misurato nella medio-bassa troposfera e noto come gradiente verticale adiabatico) che genera i moti verticali. Questo gradiente è infatti dovuto al calo della pressione atmosferica con la quota, al quale è proporzionalmente legato. Il profilo termico verticale dell'atmosfera, "pulito" dalla temperatura reale, vede l'utilizzo delle temperature potenziali, le quali di norma aumentano salendo di quota, invalidando così il discorso sui moti verticali.
stefano75 ha scritto: Parliamo di un anticiclone dinamico.....dire che la subsidenza si ferma ad una certa quota è inesatto. Non può fermarsi poiché è proprio il suo arrivo al suolo (divergenza) a dare vita alla struttura dell'HP che consente, tra le altre cose, la possibilità di inversioni termiche!
In realtà i moti subsidenti non raggiungono praticamente mai il suolo ma si fermano in prossimità di uno strato denominato "Strato Limite Planetario", governato dai moti turbolenti (attrito meccanico, trasferimento di calore, emissione e dispersione degli inquinanti ecc..), individuabili numericamente tramite specifiche equazioni. Questo spessore, suddiviso in altri sottostrati, varia anche di molto nelle diverse ore della giornata, a seconda dei mesi e delle stagioni, delle caratteristiche delle masse d'aria e via dicendo, oscillando mediamente tra 100m fin oltre i 3000m. E' proprio al limite superiore di questo strato che la subsidenza agisce divergendo tramite il processo noto come inversione dinamica, la quale andrà poi a strutturare l'inversione termica che noi ben conosciamo.

Un caro saluto!!

Luca Angelini
Previsore
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stefano75

Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da stefano75 »

MeteoLive ha scritto:
stefano75 ha scritto: Sappiamo tutti che la Troposfera a differenza della stratosfera e degli strati più elevati (Termosfera) ha un gradiente verticale negativo di circa -0.65°C /100 mt. Questo fatto importantissimo fa si che nella troposfera possano avvenire i "moti verticali" che sono alla base della formazione delle nubi e delle precipitazioni. Se il gradiente fosse positivo l'atmosfera sarebbe "perfettamente stabile e stratificata" e dunque sarebbero inibiti completamente i moti verticali.
Ragazzi l'argomento che avete introdotto "me gusta mucio" e quindi mi permetto di intervenire facendo anzitutto i complimenti perche dimostrate che con la passione si ottengono davvero grandi risultati, anche in termini di conoscenze ed osservazioni.

Per quanto sopra evidenziato volevo solo chiarire una questione relativa al gradiente verticale, quello 0,65°C medi per ogni 100m di salita. Ebbene non è questo gradiente (che è quello medio misurato nella medio-bassa troposfera e noto come gradiente verticale adiabatico) che genera i moti verticali. Questo gradiente è infatti dovuto al calo della pressione atmosferica con la quota, al quale è proporzionalmente legato. Il profilo termico verticale dell'atmosfera, "pulito" dalla temperatura reale, vede l'utilizzo delle temperature potenziali, le quali di norma aumentano salendo di quota, invalidando così il discorso sui moti verticali.

stefano75 ha scritto: Parliamo di un anticiclone dinamico.....dire che la subsidenza si ferma ad una certa quota è inesatto. Non può fermarsi poiché è proprio il suo arrivo al suolo (divergenza) a dare vita alla struttura dell'HP che consente, tra le altre cose, la possibilità di inversioni termiche!
In realtà i moti subsidenti non raggiungono praticamente mai il suolo ma si fermano in prossimità di uno strato denominato "Strato Limite Planetario", governato dai moti turbolenti (attrito meccanico, trasferimento di calore, emissione e dispersione degli inquinanti ecc..), individuabili numericamente tramite specifiche equazioni. Questo spessore, suddiviso in altri sottostrati, varia anche di molto nelle diverse ore della giornata, a seconda dei mesi e delle stagioni, delle caratteristiche delle masse d'aria e via dicendo, oscillando mediamente tra 100m fin oltre i 3000m. E' proprio al limite superiore di questo strato che la subsidenza agisce divergendo tramite il processo noto come inversione dinamica, la quale andrà poi a strutturare l'inversione termica che noi ben conosciamo.

Un caro saluto!!

Luca Angelini
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Ringrazio Luca per le puntuali integrazioni sul PBL che ovviamente tende a complicare e a "orticellare" notevolmente il discorso, ma confesso di non aver capito molto...o meglio, direi di non condividere quello che mi sembra di aver capito della parte evidenziata.

Riguardo il gradiente termico verticale e il concetto di "temperatura potenziale" non ravviso particolari contrasti con quanto da me esposto in merito alla "predisposizione naturale" ai moti verticali che possiede la troposfera.

saluti
stefano75

Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da stefano75 »

lupo76 ha scritto:Eccellente spiegazione, non posso che farti i complimenti!
Tuttavia, noto che la parole subsidenza e compressione viene citata più volte come causa delle avventure termiche di questi giorni in italia nelle diverse quote, ma poi scrivi che errato dire che la subsidenza si blocca ad una certa quota.... Ok, la subsidenza agisce fino al suolo, ma allora a chi dobbiamo attribuire il merito di stabilire la quota dell'adiabatica secca???
Infine voglio continuare a stuzzicarti, non credi che delle locali depressioni termiche all'interno di questi colossi hp dinamici possano favorire l'espansione dell'adiabatica secca fino al suolo??? Magari come è successo in Liguria ma anche come succede nei deserti???
Ciao grande mito :wink:
Non ho capito la domanda Lupo...
;-)
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LAPPIN
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Messaggio da LAPPIN »

confesso di aver letto tutto molto fretttolosamente!
ma siete i miei miti !
stefano puntuale, burian pignolo piu che mai .
siete preparati tutti e 2!
sforzatevi di capire e far previsioni almeno nei 4 giorni!
manca di sostanza questa metaria, piu chi di voi puo aiutarci..............
mettete in gioco le meninci!
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Messaggio da LAPPIN »

per me l'adiabatica seccca viene stabilita dalla morfologia del territorio.
lupo76

Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da lupo76 »

MeteoLive ha scritto:
stefano75 ha scritto: Sappiamo tutti che la Troposfera a differenza della stratosfera e degli strati più elevati (Termosfera) ha un gradiente verticale negativo di circa -0.65°C /100 mt. Questo fatto importantissimo fa si che nella troposfera possano avvenire i "moti verticali" che sono alla base della formazione delle nubi e delle precipitazioni. Se il gradiente fosse positivo l'atmosfera sarebbe "perfettamente stabile e stratificata" e dunque sarebbero inibiti completamente i moti verticali.
Ragazzi l'argomento che avete introdotto "me gusta mucio" e quindi mi permetto di intervenire facendo anzitutto i complimenti perche dimostrate che con la passione si ottengono davvero grandi risultati, anche in termini di conoscenze ed osservazioni.

Per quanto sopra evidenziato volevo solo chiarire una questione relativa al gradiente verticale, quello 0,65°C medi per ogni 100m di salita. Ebbene non è questo gradiente (che è quello medio misurato nella medio-bassa troposfera e noto come gradiente verticale adiabatico) che genera i moti verticali. Questo gradiente è infatti dovuto al calo della pressione atmosferica con la quota, al quale è proporzionalmente legato. Il profilo termico verticale dell'atmosfera, "pulito" dalla temperatura reale, vede l'utilizzo delle temperature potenziali, le quali di norma aumentano salendo di quota, invalidando così il discorso sui moti verticali.
stefano75 ha scritto: Parliamo di un anticiclone dinamico.....dire che la subsidenza si ferma ad una certa quota è inesatto. Non può fermarsi poiché è proprio il suo arrivo al suolo (divergenza) a dare vita alla struttura dell'HP che consente, tra le altre cose, la possibilità di inversioni termiche!
In realtà i moti subsidenti non raggiungono praticamente mai il suolo ma si fermano in prossimità di uno strato denominato "Strato Limite Planetario", governato dai moti turbolenti (attrito meccanico, trasferimento di calore, emissione e dispersione degli inquinanti ecc..), individuabili numericamente tramite specifiche equazioni. Questo spessore, suddiviso in altri sottostrati, varia anche di molto nelle diverse ore della giornata, a seconda dei mesi e delle stagioni, delle caratteristiche delle masse d'aria e via dicendo, oscillando mediamente tra 100m fin oltre i 3000m. E' proprio al limite superiore di questo strato che la subsidenza agisce divergendo tramite il processo noto come inversione dinamica, la quale andrà poi a strutturare l'inversione termica che noi ben conosciamo

Un caro saluto!!

Luca Angelini
Previsore
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Hai espresso in modo tecnico e preciso quello che intendevo! Ciaoo :wink:
ginghe

Messaggio da ginghe »

gran lavoro Stefano!
Molte di queste cose le so, ma la tua esposizione, chiara, fatta in un italiano corretto ed scritta in modo molto comprensibile, ne fa un testo molto utile per le nuove generazioni e neofiti che vogliono imparare qualcosa.
Davvero complimenti!!!!!

E un grazie anche a Luca che vedo che segue molto le vicende del forum, con inteventi che aiutano molto ad affinare le nostre conoscenze!

Saluti a tutti
lupo76

Re: Gradiente termico verticale, strutture dinamiche e subsidenza

Messaggio da lupo76 »

stefano75 ha scritto:
lupo76 ha scritto:Eccellente spiegazione, non posso che farti i complimenti!
Tuttavia, noto che la parole subsidenza e compressione viene citata più volte come causa delle avventure termiche di questi giorni in italia nelle diverse quote, ma poi scrivi che errato dire che la subsidenza si blocca ad una certa quota.... Ok, la subsidenza agisce fino al suolo, ma allora a chi dobbiamo attribuire il merito di stabilire la quota dell'adiabatica secca???
Infine voglio continuare a stuzzicarti, non credi che delle locali depressioni termiche all'interno di questi colossi hp dinamici possano favorire l'espansione dell'adiabatica secca fino al suolo??? Magari come è successo in Liguria ma anche come succede nei deserti???
Ciao grande mito :wink:
Non ho capito la domanda Lupo...
;-)
Praticamente se una depressione termica possa in qualche modo favorire la compressione dell'aria dove ci sono i moti discendenti! Per esempio di notte con la classica depressione termica sul mare, sulla terraferma i venti sono di caduta dalle zone interne...

Immagine

Però considerando che queste depressioni agiscono in prossimità del suolo non posso che pensare che alla mia quota ci sia un naturale scontro tra brezza "più fresca e umida" e la massa d'aria calda presente alle quote superiori!

Il discorso invece potrebbe complicarsi con depressioni orografiche, ossia il caso della Liguria che ha visto venti di caduta e quindi la natura compressione dell'aria e il forte aumento termico avvunuto anche sulle coste!

Ciaoo :wink:
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