va benissimo!!!e se uniamo i tre post in uno solo??franconeve ha scritto:Bè, grazie a 3D e post recenti di amici come Finland, Enrico92, Robby, etc... mi sembra che l'argomento sia tornato... di attualità qui sul Forum.
Cosa ne dite di riprendere il dibattito anche qui, su questo vecchio 3D?
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Franco
E se la Corrente del Golfo...?
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- franconeve
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Magari! Ma come si fa? Anche se ormai sono un "nonnetto" del Forum con i miei 1500 messaggi (a oggi), in informatica rimango sempre una frana.Robby96 ha scritto:va benissimo!!!e se uniamo i tre post in uno solo??franconeve ha scritto:Bè, grazie a 3D e post recenti di amici come Finland, Enrico92, Robby, etc... mi sembra che l'argomento sia tornato... di attualità qui sul Forum.
Cosa ne dite di riprendere il dibattito anche qui, su questo vecchio 3D?
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Franco
Se qualcuno sapesse effettuare questa unione, o se lo può fare uno dei moderatori, io credo che vada benissimo!
Altrimenti, altra proposta: si potrebbe aprire un altro 3D dedicato solo ai "commenti" sui 3D già in essere.
Ragazzi, ditemi cosa decidete, poi caso mai stiamo d'accordo che appena ricevo notizie, se del caso, lo apro io chiamandolo: "Riflettiamo sulla Corrente del Golfo", e introducendolo con un bell'intervento esaustivo che rimandi ai 3D già esistenti e sappia guidare bene il lettore interessato.
Okay?
Aspetto notizie!
Franco
- franconeve
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Benissimo cosa? Un 3D nuovo o unificare quelli già esistenti?Enrico92 ha scritto:Per me va benissimo...
Sentitevi voi e poi comunicatemelo, io magari mi riconnetto stasera o uno dei prossimi giorni, se ritardo un po' non disperate, non sempre riesco a farmi vivo tutti i giorni...
Aspetto istruzioni (chiare!)
Franco
Re: E se la Corrente del Golfo...?
franconeve ha scritto:Come ben diceva Grosso a proposito delle 14 verità sul cambiamento climatico, spesso si sottovalutano i feedbacks negativi (effetti retroattivi) quando si parla di riscaldamento globale (antropico o meno). Ricordo che tale pecca la si notava nel panorama scientifico internazionale già 20 anni fa quando io mi permettevodi farne cenno nella mia tesi di laurea in geografia fisica sul clima veneziano. Ebbene, uno dei feedbacks negativi potenzialmente più eclatanti è il blocco della Corrente del Golfo
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. Valutare le possibili conseguenze di tale inceppamento, o indebolimento, è argomento da trattare separatamente. Per ora credo sia interessante vedere perchè la CDG (come ogni altra corrente oceanica) può effettivamente incepparsi. L’acqua è un fluido e, come tale, è soggetta a moti convettivi non dissimili da quelli che caratterizzano l’atmosfera. L’acqua salata pesa più dell’acqua dolce; l’acqua fredda pesa più di quella calda. Quando si crea una situazione di squilibrio all’interno di un sistema (come quello Atlantico) è inevitabile che masse d’acqua con peso e densità diversi tendano a ricreare un equilibrio attraverso moti convettivi, ovverosia correnti. Presso il Golfo del Messico acqua molto calda e leggera si espande in superficie, e fugge dal suo sito così come il vapore sopra la nostra pentola sfugge verso il soffitto della cucina; e dove andrà questo flusso? Naturalmente verso una zona di vuoto superficiale da riempire, un vuoto creato dallo sprofondamento di acque più fredde e pesanti presso l’area artica; intanto le acque artiche fredde e pesanti, sprofondate negli abissi, vengono risucchiate verso i Caraibi a riempire il vuoto lasciato precedentemente dalle acque calde in risalita. Ecco creatasi una gigantesca cella convettiva, la CDG: flusso caldo da Sudovest in superficie, ritornante da Nordest negli abissi a chiudere il cerchio
. Ecco perchè il clima europeo è così mite: è merito (o colpa...
) del tiepido bacio della CDG. Ma se a causa del GW i ghiacci artici (composti da acqua molto addolcita, ad esempio a causa delle grandi nevicate) si sciogliessero davvero copiosamente, ecco che essi andrebbero a “desalinizzare” l’acqua salata in arrivo dai Caraibi, alleggerendola (la salinità influisce molto di più della temperatura sulla densità dell’acqua; anche se non si sa nuotare sul Mar Morto si galleggia
, mentre su un lago alpino gelido si rischia comunque di andare a fondo
). Se quest’acqua si alleggerisse troppo non sprofonderebbe più e il “nastro trasportatore” si incepperebbe: l’acqua artica e quella caraibica non si “scambierebbero” più la posizione. Sui tempi di questa evoluzione ben poco oggi può ancora dirsi, infatti, al di là della semplicità (spero...
) del nostro ragionamento, tante sono le variabili in gioco. La fisica ci insegna che l’aggiunta di un solo elettrone alla massa lunare sarebbe in grado di modificare la traiettoria di una palla da biliardo sulla Terra entro pochi minuti
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! Figurarci quante variabili vanno quindi considerate per prevedere l’avvenire delle correnti marine. Piuttosto, sarebbe interessante sapere se qualcuno avesse notizie di un inizio di rallentamento del flusso, insomma delle informazioni sugli “sverdrup” (unità di misura delle correnti marine) del flusso d’acqua calda presso le coste scandinave. Chissà, potrebbe essere un indizio che qualcosa sta effettivamente cambiando
, come sembra sia successo altre volte nei secoli passati. Un salutone. Franco
Venerabile Maestro.... no, dai, mi sembra che questo inizio suoni male.
Eccellentissimo Franconeve,
mi sono messo a leggere questo tuo intervento sulla Corrente del Golfo, e ho provato a capire. Sì, perché le mie conoscenze di geografia, e delle correnti marine in particolare, sono nulle, per cui leggo queste tue considerazioni con molto interesse, ma partendo da zero, e con la volontà di imparare qualcosa di nuovo per me.
Ci sono alcune cose che non conosco e altre che non capisco, e quindi sono qui a chiedere chiarimenti.
Prima cosa: il riscaldamento globale e la retroazione negativa.
Poiché parli di retroazione negativa sul riscaldamento globale, penso che tu faccia uso di tecniche di indagine e di studio che sono proprie della cosiddetta "teoria dei sistemi". Allora vorrei sapere qual è la grandezza fisica sotto osservazione (la grandezza d'uscita del sistema)? Immagino che si tratti della temperatura della terra (oppure è la "variazione" della temperatura della terra). Se è così, mi piacerebbe sapere come viene definita in termini operativi, come viene misurata. E' una temperatura media? E questa media come viene fatta?
Inoltre non so quali sono le grandezze fisiche che influenzano il "riscaldamento globale", cioè quali sono le grandezze d'ingresso che prendi in considerazione. Mi vengono in mente la produzione di gas serra e la radiazione proveniente dal sole. Le consideri tutte e due, oppure solo la prima o solo la seconda. Oppure magari ce ne sono altre che non conosco?
Seconda cosa:
Ti ringrazio.
Carc.
P.S. Come si chiamano gli abitanti di Torre di Mosto?
- franconeve
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Re: E se la Corrente del Golfo...?
Ottimo Discepolo,Carc ha scritto:franconeve ha scritto:Come ben diceva Grosso a proposito delle 14 verità sul cambiamento climatico, spesso si sottovalutano i feedbacks negativi (effetti retroattivi) quando si parla di riscaldamento globale (antropico o meno). Ricordo che tale pecca la si notava nel panorama scientifico internazionale già 20 anni fa quando io mi permettevodi farne cenno nella mia tesi di laurea in geografia fisica sul clima veneziano. Ebbene, uno dei feedbacks negativi potenzialmente più eclatanti è il blocco della Corrente del Golfo
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. Valutare le possibili conseguenze di tale inceppamento, o indebolimento, è argomento da trattare separatamente. Per ora credo sia interessante vedere perchè la CDG (come ogni altra corrente oceanica) può effettivamente incepparsi. L’acqua è un fluido e, come tale, è soggetta a moti convettivi non dissimili da quelli che caratterizzano l’atmosfera. L’acqua salata pesa più dell’acqua dolce; l’acqua fredda pesa più di quella calda. Quando si crea una situazione di squilibrio all’interno di un sistema (come quello Atlantico) è inevitabile che masse d’acqua con peso e densità diversi tendano a ricreare un equilibrio attraverso moti convettivi, ovverosia correnti. Presso il Golfo del Messico acqua molto calda e leggera si espande in superficie, e fugge dal suo sito così come il vapore sopra la nostra pentola sfugge verso il soffitto della cucina; e dove andrà questo flusso? Naturalmente verso una zona di vuoto superficiale da riempire, un vuoto creato dallo sprofondamento di acque più fredde e pesanti presso l’area artica; intanto le acque artiche fredde e pesanti, sprofondate negli abissi, vengono risucchiate verso i Caraibi a riempire il vuoto lasciato precedentemente dalle acque calde in risalita. Ecco creatasi una gigantesca cella convettiva, la CDG: flusso caldo da Sudovest in superficie, ritornante da Nordest negli abissi a chiudere il cerchio
. Ecco perchè il clima europeo è così mite: è merito (o colpa...
) del tiepido bacio della CDG. Ma se a causa del GW i ghiacci artici (composti da acqua molto addolcita, ad esempio a causa delle grandi nevicate) si sciogliessero davvero copiosamente, ecco che essi andrebbero a “desalinizzare” l’acqua salata in arrivo dai Caraibi, alleggerendola (la salinità influisce molto di più della temperatura sulla densità dell’acqua; anche se non si sa nuotare sul Mar Morto si galleggia
, mentre su un lago alpino gelido si rischia comunque di andare a fondo
). Se quest’acqua si alleggerisse troppo non sprofonderebbe più e il “nastro trasportatore” si incepperebbe: l’acqua artica e quella caraibica non si “scambierebbero” più la posizione. Sui tempi di questa evoluzione ben poco oggi può ancora dirsi, infatti, al di là della semplicità (spero...
) del nostro ragionamento, tante sono le variabili in gioco. La fisica ci insegna che l’aggiunta di un solo elettrone alla massa lunare sarebbe in grado di modificare la traiettoria di una palla da biliardo sulla Terra entro pochi minuti
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! Figurarci quante variabili vanno quindi considerate per prevedere l’avvenire delle correnti marine. Piuttosto, sarebbe interessante sapere se qualcuno avesse notizie di un inizio di rallentamento del flusso, insomma delle informazioni sugli “sverdrup” (unità di misura delle correnti marine) del flusso d’acqua calda presso le coste scandinave. Chissà, potrebbe essere un indizio che qualcosa sta effettivamente cambiando
, come sembra sia successo altre volte nei secoli passati. Un salutone. Franco
Venerabile Maestro.... no, dai, mi sembra che questo inizio suoni male.Ricomincio.
Eccellentissimo Franconeve,
mi sono messo a leggere questo tuo intervento sulla Corrente del Golfo, e ho provato a capire. Sì, perché le mie conoscenze di geografia, e delle correnti marine in particolare, sono nulle, per cui leggo queste tue considerazioni con molto interesse, ma partendo da zero, e con la volontà di imparare qualcosa di nuovo per me.
Ci sono alcune cose che non conosco e altre che non capisco, e quindi sono qui a chiedere chiarimenti.
Prima cosa: il riscaldamento globale e la retroazione negativa.
Poiché parli di retroazione negativa sul riscaldamento globale, penso che tu faccia uso di tecniche di indagine e di studio che sono proprie della cosiddetta "teoria dei sistemi". Allora vorrei sapere qual è la grandezza fisica sotto osservazione (la grandezza d'uscita del sistema)? Immagino che si tratti della temperatura della terra (oppure è la "variazione" della temperatura della terra). Se è così, mi piacerebbe sapere come viene definita in termini operativi, come viene misurata. E' una temperatura media? E questa media come viene fatta?
Inoltre non so quali sono le grandezze fisiche che influenzano il "riscaldamento globale", cioè quali sono le grandezze d'ingresso che prendi in considerazione. Mi vengono in mente la produzione di gas serra e la radiazione proveniente dal sole. Le consideri tutte e due, oppure solo la prima o solo la seconda. Oppure magari ce ne sono altre che non conosco?
Seconda cosa:..... mi sono appena accorto che è molto tardi, e quindi rischio di vaneggiare ancora di più. Se non ti spiace mi fermo qui e riprendo in un altro momento, perché ti voglio chiedere una spiegazione su una cosa un po' articolata e che richiede che la mia mente sia sveglia.
Ti ringrazio.
Carc.
P.S. Come si chiamano gli abitanti di Torre di Mosto?
a parte il fatto che Ella, da come mi si esprime, sembra essere un matematico o un ingegnere, quindi ben più preparato del sottoscritto in ambito scientifico, comunque vengo subito a chiarire quel che posso chiarire:
1) nel mio ragionamento (non parlo ovviamente dei risvolti sulla salinità di carattere schiettamente chimico-fisico, parlo dell'aspetto squisitamente climatologico) una grandezza è l'aumento termico terrestre recente (Global Warming), il quale può dare origine a retroazioni (seconda grandezza, o "esito di processo secondario") positive (esempio banalissimo: l'aumento termico porta a sciogliere il permafrost con liberazione di metano che a sua volta crea un aumento termico da effetto serra supplementare) o negative (altro esempio banalissimo: l'aumento termico provoca maggiore nebulosità che a sua volta abbassa le temperature per schermatura della radiazione solare)
2) la temperatura della Terra (con le sue variazioni, ovviamente) viene misurata sia tramite l'assemblaggio (tipo a + b + c + d + e = f e poi f/5 = media), anno dopo anno, di migliaia e migliaia di dati raccolti sulla superficie del pianeta dalle MEDESIME stazioni (per omogeneità, è ovvio), sia tramite le misure satellitari, che colgono i valori termici troposferici e sono meno influenzati, per esempio, dalle isole di calore; questi mostrano un Global Warming meno accentuato.
3) le grandezze fisiche più eclatanti in tema di Global Warming sono la radiazione solare e l'effetto serra dei vari gas, naturali e antropici, così come l'effetto raffreddante di fuliggini, aerosol, polveri, etc...; poi ci sono fattori astronomici (asse terrestre, vento cosmico, etc...), geologici (vulcani, geotermia, etc...) e le loro combinazioni.
4) Gli abitanti di Torre si Mosto si chiamano Franco, Susy, Erika, Sabrina, Giacomo, Anna, Enzo, Mauro, etc..., ma è troppo lungo l'elenco, e non li conosco tutti nemmeno io
Ciaus!
Franco
Re: E se la Corrente del Golfo...?
Lustrissimo Franconeve,franconeve ha scritto:Ottimo Discepolo,Carc ha scritto:franconeve ha scritto:Come ben diceva Grosso a proposito delle 14 verità sul cambiamento climatico, spesso si sottovalutano i feedbacks negativi (effetti retroattivi) quando si parla di riscaldamento globale (antropico o meno). Ricordo che tale pecca la si notava nel panorama scientifico internazionale già 20 anni fa quando io mi permettevodi farne cenno nella mia tesi di laurea in geografia fisica sul clima veneziano. Ebbene, uno dei feedbacks negativi potenzialmente più eclatanti è il blocco della Corrente del Golfo
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. Valutare le possibili conseguenze di tale inceppamento, o indebolimento, è argomento da trattare separatamente. Per ora credo sia interessante vedere perchè la CDG (come ogni altra corrente oceanica) può effettivamente incepparsi. L’acqua è un fluido e, come tale, è soggetta a moti convettivi non dissimili da quelli che caratterizzano l’atmosfera. L’acqua salata pesa più dell’acqua dolce; l’acqua fredda pesa più di quella calda. Quando si crea una situazione di squilibrio all’interno di un sistema (come quello Atlantico) è inevitabile che masse d’acqua con peso e densità diversi tendano a ricreare un equilibrio attraverso moti convettivi, ovverosia correnti. Presso il Golfo del Messico acqua molto calda e leggera si espande in superficie, e fugge dal suo sito così come il vapore sopra la nostra pentola sfugge verso il soffitto della cucina; e dove andrà questo flusso? Naturalmente verso una zona di vuoto superficiale da riempire, un vuoto creato dallo sprofondamento di acque più fredde e pesanti presso l’area artica; intanto le acque artiche fredde e pesanti, sprofondate negli abissi, vengono risucchiate verso i Caraibi a riempire il vuoto lasciato precedentemente dalle acque calde in risalita. Ecco creatasi una gigantesca cella convettiva, la CDG: flusso caldo da Sudovest in superficie, ritornante da Nordest negli abissi a chiudere il cerchio
. Ecco perchè il clima europeo è così mite: è merito (o colpa...
) del tiepido bacio della CDG. Ma se a causa del GW i ghiacci artici (composti da acqua molto addolcita, ad esempio a causa delle grandi nevicate) si sciogliessero davvero copiosamente, ecco che essi andrebbero a “desalinizzare” l’acqua salata in arrivo dai Caraibi, alleggerendola (la salinità influisce molto di più della temperatura sulla densità dell’acqua; anche se non si sa nuotare sul Mar Morto si galleggia
, mentre su un lago alpino gelido si rischia comunque di andare a fondo
). Se quest’acqua si alleggerisse troppo non sprofonderebbe più e il “nastro trasportatore” si incepperebbe: l’acqua artica e quella caraibica non si “scambierebbero” più la posizione. Sui tempi di questa evoluzione ben poco oggi può ancora dirsi, infatti, al di là della semplicità (spero...
) del nostro ragionamento, tante sono le variabili in gioco. La fisica ci insegna che l’aggiunta di un solo elettrone alla massa lunare sarebbe in grado di modificare la traiettoria di una palla da biliardo sulla Terra entro pochi minuti
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! Figurarci quante variabili vanno quindi considerate per prevedere l’avvenire delle correnti marine. Piuttosto, sarebbe interessante sapere se qualcuno avesse notizie di un inizio di rallentamento del flusso, insomma delle informazioni sugli “sverdrup” (unità di misura delle correnti marine) del flusso d’acqua calda presso le coste scandinave. Chissà, potrebbe essere un indizio che qualcosa sta effettivamente cambiando
, come sembra sia successo altre volte nei secoli passati. Un salutone. Franco
Venerabile Maestro.... no, dai, mi sembra che questo inizio suoni male.Ricomincio.
Eccellentissimo Franconeve,
mi sono messo a leggere questo tuo intervento sulla Corrente del Golfo, e ho provato a capire. Sì, perché le mie conoscenze di geografia, e delle correnti marine in particolare, sono nulle, per cui leggo queste tue considerazioni con molto interesse, ma partendo da zero, e con la volontà di imparare qualcosa di nuovo per me.
Ci sono alcune cose che non conosco e altre che non capisco, e quindi sono qui a chiedere chiarimenti.
Prima cosa: il riscaldamento globale e la retroazione negativa.
Poiché parli di retroazione negativa sul riscaldamento globale, penso che tu faccia uso di tecniche di indagine e di studio che sono proprie della cosiddetta "teoria dei sistemi". Allora vorrei sapere qual è la grandezza fisica sotto osservazione (la grandezza d'uscita del sistema)? Immagino che si tratti della temperatura della terra (oppure è la "variazione" della temperatura della terra). Se è così, mi piacerebbe sapere come viene definita in termini operativi, come viene misurata. E' una temperatura media? E questa media come viene fatta?
Inoltre non so quali sono le grandezze fisiche che influenzano il "riscaldamento globale", cioè quali sono le grandezze d'ingresso che prendi in considerazione. Mi vengono in mente la produzione di gas serra e la radiazione proveniente dal sole. Le consideri tutte e due, oppure solo la prima o solo la seconda. Oppure magari ce ne sono altre che non conosco?
Seconda cosa:..... mi sono appena accorto che è molto tardi, e quindi rischio di vaneggiare ancora di più. Se non ti spiace mi fermo qui e riprendo in un altro momento, perché ti voglio chiedere una spiegazione su una cosa un po' articolata e che richiede che la mia mente sia sveglia.
Ti ringrazio.
Carc.
P.S. Come si chiamano gli abitanti di Torre di Mosto?
a parte il fatto che Ella, da come mi si esprime, sembra essere un matematico o un ingegnere, quindi ben più preparato del sottoscritto in ambito scientifico, comunque vengo subito a chiarire quel che posso chiarire:
1) nel mio ragionamento (non parlo ovviamente dei risvolti sulla salinità di carattere schiettamente chimico-fisico, parlo dell'aspetto squisitamente climatologico) una grandezza è l'aumento termico terrestre recente (Global Warming), il quale può dare origine a retroazioni (seconda grandezza, o "esito di processo secondario") positive (esempio banalissimo: l'aumento termico porta a sciogliere il permafrost con liberazione di metano che a sua volta crea un aumento termico da effetto serra supplementare) o negative (altro esempio banalissimo: l'aumento termico provoca maggiore nebulosità che a sua volta abbassa le temperature per schermatura della radiazione solare)
2) la temperatura della Terra (con le sue variazioni, ovviamente) viene misurata sia tramite l'assemblaggio (tipo a + b + c + d + e = f e poi f/5 = media), anno dopo anno, di migliaia e migliaia di dati raccolti sulla superficie del pianeta dalle MEDESIME stazioni (per omogeneità, è ovvio), sia tramite le misure satellitari, che colgono i valori termici troposferici e sono meno influenzati, per esempio, dalle isole di calore; questi mostrano un Global Warming meno accentuato.
3) le grandezze fisiche più eclatanti in tema di Global Warming sono la radiazione solare e l'effetto serra dei vari gas, naturali e antropici, così come l'effetto raffreddante di fuliggini, aerosol, polveri, etc...; poi ci sono fattori astronomici (asse terrestre, vento cosmico, etc...), geologici (vulcani, geotermia, etc...) e le loro combinazioni.
4) Gli abitanti di Torre si Mosto si chiamano Franco, Susy, Erika, Sabrina, Giacomo, Anna, Enzo, Mauro, etc..., ma è troppo lungo l'elenco, e non li conosco tutti nemmeno io![]()
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Ciaus!![]()
Franco
a pensarci bene potrei essere anche un fisico....
Grazie delle precisazioni.
Allora si può dire che il riscaldamento globale si quantifica andando a definire la "temperatura media", calcolata facendo la media aritmetica
Se tale temperatura media aumenta nel tempo, allora si parla di "global warming"; se invece diminuisce si parla di "global cooling". Dico bene?
Cambiando discorso, per quanto riguarda gli abitanti di Torre di Mosto, non hai capito bene la mia domanda. Quindi provo a spiegarmi meglio. Di solito le persone che vivono in un detrminato luogo, in una determinata regione, sono inividuate con un nome unico. Così gli abitanti di Mestre, vengono chiamati Mestrini, gli abitanti di Padova Patavini, quelli di Oderzo Opitergini, quelli della Val di Susa Valsusini, e così via. Dunque ti chiedo nuovamente: come vengono chiamati tutti gli abitanti di Torre di Mosto? Torredimostini? Mostaci? Torresini? Mostani?
Baciolemani
C.
Re: E se la Corrente del Golfo...?
franconeve ha scritto:Come ben diceva Grosso a proposito delle 14 verità sul cambiamento climatico, spesso si sottovalutano i feedbacks negativi (effetti retroattivi) quando si parla di riscaldamento globale (antropico o meno). Ricordo che tale pecca la si notava nel panorama scientifico internazionale già 20 anni fa quando io mi permettevodi farne cenno nella mia tesi di laurea in geografia fisica sul clima veneziano. Ebbene, uno dei feedbacks negativi potenzialmente più eclatanti è il blocco della Corrente del Golfo
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. Valutare le possibili conseguenze di tale inceppamento, o indebolimento, è argomento da trattare separatamente. Per ora credo sia interessante vedere perchè la CDG (come ogni altra corrente oceanica) può effettivamente incepparsi. L’acqua è un fluido e, come tale, è soggetta a moti convettivi non dissimili da quelli che caratterizzano l’atmosfera. L’acqua salata pesa più dell’acqua dolce; l’acqua fredda pesa più di quella calda. Quando si crea una situazione di squilibrio all’interno di un sistema (come quello Atlantico) è inevitabile che masse d’acqua con peso e densità diversi tendano a ricreare un equilibrio attraverso moti convettivi, ovverosia correnti. Presso il Golfo del Messico acqua molto calda e leggera si espande in superficie, e fugge dal suo sito così come il vapore sopra la nostra pentola sfugge verso il soffitto della cucina; e dove andrà questo flusso? Naturalmente verso una zona di vuoto superficiale da riempire, un vuoto creato dallo sprofondamento di acque più fredde e pesanti presso l’area artica; intanto le acque artiche fredde e pesanti, sprofondate negli abissi, vengono risucchiate verso i Caraibi a riempire il vuoto lasciato precedentemente dalle acque calde in risalita. Ecco creatasi una gigantesca cella convettiva, la CDG: flusso caldo da Sudovest in superficie, ritornante da Nordest negli abissi a chiudere il cerchio
. Ecco perchè il clima europeo è così mite: è merito (o colpa...
) del tiepido bacio della CDG. Ma se a causa del GW i ghiacci artici (composti da acqua molto addolcita, ad esempio a causa delle grandi nevicate) si sciogliessero davvero copiosamente, ecco che essi andrebbero a “desalinizzare” l’acqua salata in arrivo dai Caraibi, alleggerendola (la salinità influisce molto di più della temperatura sulla densità dell’acqua; anche se non si sa nuotare sul Mar Morto si galleggia
, mentre su un lago alpino gelido si rischia comunque di andare a fondo
). Se quest’acqua si alleggerisse troppo non sprofonderebbe più e il “nastro trasportatore” si incepperebbe: l’acqua artica e quella caraibica non si “scambierebbero” più la posizione. Sui tempi di questa evoluzione ben poco oggi può ancora dirsi, infatti, al di là della semplicità (spero...
) del nostro ragionamento, tante sono le variabili in gioco. La fisica ci insegna che l’aggiunta di un solo elettrone alla massa lunare sarebbe in grado di modificare la traiettoria di una palla da biliardo sulla Terra entro pochi minuti
![]()
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! Figurarci quante variabili vanno quindi considerate per prevedere l’avvenire delle correnti marine. Piuttosto, sarebbe interessante sapere se qualcuno avesse notizie di un inizio di rallentamento del flusso, insomma delle informazioni sugli “sverdrup” (unità di misura delle correnti marine) del flusso d’acqua calda presso le coste scandinave. Chissà, potrebbe essere un indizio che qualcosa sta effettivamente cambiando
, come sembra sia successo altre volte nei secoli passati. Un salutone. Franco
Caro Franconeve,
riprendo qui le mie considerazioni sul tuo intervento, interrotte ieri notte a causa del sonno.
Per capire meglio quello che scrivi sul motivo per cui esiste la Corrente del Golfo, ho provato a buttar giù un semplice scarabocchio, che tenta di rappresentare graficamente il modello fisico da te proposto. Vorrei esporlo qui
Grazie e ciao.
C.
- franconeve
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Per Carc:
Eh sì, presunto fisico, le medie così si fanno, ovviamente detto molto in soldoni. Chi ne sa di più, ben venga a illuminarci
.
Se la temperatura va su (con una certa coerenza e costanza, ovviamente), è Global Warming, se va giù è Global Cooling (poi ci sono altri "cooling" che rappresentano il posto dove ce la mettono sempre quelli della banda di Roma...
).
Per il nome degli abitanti di Torre di Mosto, mi informerò, in effetti avevo equivocato, mi dispiace...
Non so come mettere sul Forum lo scarabocchio, lo chiedi proprio all'individuo sbagliato
. Anche qui, se qualcuno ne sa di più... si faccia vivo!
Franco (molto meglio di Franconeve, che è solo il nick, ma come nome non mi piace: dunque Franco forever, è precoooce, siamo giusti Franco!)
Eh sì, presunto fisico, le medie così si fanno, ovviamente detto molto in soldoni. Chi ne sa di più, ben venga a illuminarci
Se la temperatura va su (con una certa coerenza e costanza, ovviamente), è Global Warming, se va giù è Global Cooling (poi ci sono altri "cooling" che rappresentano il posto dove ce la mettono sempre quelli della banda di Roma...
Per il nome degli abitanti di Torre di Mosto, mi informerò, in effetti avevo equivocato, mi dispiace...
Non so come mettere sul Forum lo scarabocchio, lo chiedi proprio all'individuo sbagliato
Franco (molto meglio di Franconeve, che è solo il nick, ma come nome non mi piace: dunque Franco forever, è precoooce, siamo giusti Franco!)
Re: E se la Corrente del Golfo...?
Caro Franco, dopo aver navigato un po' nel forum, sono naufragato nel punto giusto in cui è spiegato come mostrare delle immagini all'interno degli interventi. Quindi sono di nuovo qui a riprendere il discorso interrotto. Era ora!franconeve ha scritto:Come ben diceva Grosso a proposito delle 14 verità sul cambiamento climatico, spesso si sottovalutano i feedbacks negativi (effetti retroattivi) quando si parla di riscaldamento globale (antropico o meno). Ricordo che tale pecca la si notava nel panorama scientifico internazionale già 20 anni fa quando io mi permettevodi farne cenno nella mia tesi di laurea in geografia fisica sul clima veneziano. Ebbene, uno dei feedbacks negativi potenzialmente più eclatanti è il blocco della Corrente del Golfo
![]()
. Valutare le possibili conseguenze di tale inceppamento, o indebolimento, è argomento da trattare separatamente. Per ora credo sia interessante vedere perchè la CDG (come ogni altra corrente oceanica) può effettivamente incepparsi. L’acqua è un fluido e, come tale, è soggetta a moti convettivi non dissimili da quelli che caratterizzano l’atmosfera. L’acqua salata pesa più dell’acqua dolce; l’acqua fredda pesa più di quella calda. Quando si crea una situazione di squilibrio all’interno di un sistema (come quello Atlantico) è inevitabile che masse d’acqua con peso e densità diversi tendano a ricreare un equilibrio attraverso moti convettivi, ovverosia correnti. Presso il Golfo del Messico acqua molto calda e leggera si espande in superficie, e fugge dal suo sito così come il vapore sopra la nostra pentola sfugge verso il soffitto della cucina; e dove andrà questo flusso? Naturalmente verso una zona di vuoto superficiale da riempire, un vuoto creato dallo sprofondamento di acque più fredde e pesanti presso l’area artica; intanto le acque artiche fredde e pesanti, sprofondate negli abissi, vengono risucchiate verso i Caraibi a riempire il vuoto lasciato precedentemente dalle acque calde in risalita. Ecco creatasi una gigantesca cella convettiva, la CDG: flusso caldo da Sudovest in superficie, ritornante da Nordest negli abissi a chiudere il cerchio
. Ecco perchè il clima europeo è così mite: è merito (o colpa...
) del tiepido bacio della CDG. Ma se a causa del GW i ghiacci artici (composti da acqua molto addolcita, ad esempio a causa delle grandi nevicate) si sciogliessero davvero copiosamente, ecco che essi andrebbero a “desalinizzare” l’acqua salata in arrivo dai Caraibi, alleggerendola (la salinità influisce molto di più della temperatura sulla densità dell’acqua; anche se non si sa nuotare sul Mar Morto si galleggia
, mentre su un lago alpino gelido si rischia comunque di andare a fondo
). Se quest’acqua si alleggerisse troppo non sprofonderebbe più e il “nastro trasportatore” si incepperebbe: l’acqua artica e quella caraibica non si “scambierebbero” più la posizione. Sui tempi di questa evoluzione ben poco oggi può ancora dirsi, infatti, al di là della semplicità (spero...
) del nostro ragionamento, tante sono le variabili in gioco. La fisica ci insegna che l’aggiunta di un solo elettrone alla massa lunare sarebbe in grado di modificare la traiettoria di una palla da biliardo sulla Terra entro pochi minuti
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! Figurarci quante variabili vanno quindi considerate per prevedere l’avvenire delle correnti marine. Piuttosto, sarebbe interessante sapere se qualcuno avesse notizie di un inizio di rallentamento del flusso, insomma delle informazioni sugli “sverdrup” (unità di misura delle correnti marine) del flusso d’acqua calda presso le coste scandinave. Chissà, potrebbe essere un indizio che qualcosa sta effettivamente cambiando
, come sembra sia successo altre volte nei secoli passati. Un salutone. Franco
Come già ti avevo accennato, ho fatto un disegno in cui ho rappresentato, in modo schematico e semplice, il modello fisico da te proposto per spiegare il perché esiste la Corrente del Golfo. Ecco dunque una rappresentazione "grafica" di quello che ho capito dalle tue parole

Se non ho preso un granchio, l'energia che scalda le acque del Golfo del Messico, proviene dalla radiazione solare, e proviene dall'alto. L'acqua della superficie del Golfo è quindi più calda dell'acqua che sta nella profondità del Golfo. Quindi l'acqua calda, meno densa, sta sopra, bella e tranquilla, e l'acqua fredda, più densa, rimane sotto, bella e tranquilla pure lei. C'è un gradiente in cui la temperatura cresce dal basso verso l'alto, per cui la densità diminuuisce dal basso verso l'alto. Allora non capisco come possa innescarsi un moto convettivo, perché, avere un moto convettivo, la fonte di calore deve stare sotto all'acqua, e non sopra, più o meno così:

Dove ho sbagliato?
Ciao!
C.
- franconeve
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Re: E se la Corrente del Golfo...?
Da una prima occhiata al tuo messaggio, sarei portato ad arguire che hai effettuato una scoperta sbalorditiva: che in realtà la Corrente del Golfo non c'è e non è mai esistita perchè fisicamente impossibile a realizzarsi!Carc ha scritto: Caro Franco, dopo aver navigato un po' nel forum, sono naufragato nel punto giusto in cui è spiegato come mostrare delle immagini all'interno degli interventi. Quindi sono di nuovo qui a riprendere il discorso interrotto. Era ora!![]()
Come già ti avevo accennato, ho fatto un disegno in cui ho rappresentato, in modo schematico e semplice, il modello fisico da te proposto per spiegare il perché esiste la Corrente del Golfo. Ecco dunque una rappresentazione "grafica" di quello che ho capito dalle tue parole:
Se non ho preso un granchio, l'energia che scalda le acque del Golfo del Messico, proviene dalla radiazione solare, e proviene dall'alto. L'acqua della superficie del Golfo è quindi più calda dell'acqua che sta nella profondità del Golfo. Quindi l'acqua calda, meno densa, sta sopra, bella e tranquilla, e l'acqua fredda, più densa, rimane sotto, bella e tranquilla pure lei. C'è un gradiente in cui la temperatura cresce dal basso verso l'alto, per cui la densità diminuuisce dal basso verso l'alto. Allora non capisco come possa innescarsi un moto convettivo, perché, avere un moto convettivo, la fonte di calore deve stare sotto all'acqua, e non sopra, più o meno così:
Dove ho sbagliato?![]()
Ciao!
C.
In realtà, uscendo dalla dimensione scherzosa, sempre da una primissima occhiata, credo che tu abbia scordato una variabile molto importante, che è la salinità, la quale influisce sul peso del fluido molto più della stessa temperatura. Dunque, per dirla in molto schematico: acqua calda e salata tende a fuggire, in superficie, dal Messico verso il Nordeuropa perchè è lì che si crea un vuoto d'acqua tanto fredda da sprofondare: ecco innescato il meccanismo; poi l'acqua giunta a Nord è sempre salata ma ancora più pesante perchè raffreddatasi molto, dunque alimenta lo sprofondamento, crea ancora dei vuoti che vengono ancora riempiti da altra acqua più calda in arrivo dal Messico; ovviamente questo movimento dell'acqua dal Messico verso Nordest crea un vuoto superficiale anche lì, vuoto che viene colmato dalla risalita di acqua dalle profondità, più per motivi fisici (principio dei vasi comunicanti) che termici; e così il circolo prosegue imperterrito... fino a quando MAGARI... non si inceppa, per l'intervento di fattori quali lo scioglimento di ghiacci molto dolci (in buona parte nivali) come quelli polari.
Se funzionasse rigorosamente come schematizzi tu, il freddo starebbe sempre giù, il caldo sempre su (anche in atmosfera...!) e ogni dinamica dei fluidi sarebbe più una "statica" che una "dinamica" appunto. Non ci sarebbe vita. Non ci saremmo neanche noi...
Spero di essermi spiegato, non è purtroppo la mia materia d'elezione, io ci metto solo molta passione e anni di studio in prevalenza autodidattici (a parte quella ultima parte di studi universitari culminati con la tesi in geografia fisica...)
Franco
- franconeve
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E io che volevo continuare a prendere in giro (benevolmente, sia chiaroulisse55 ha scritto:Per il nome degli abitanti di Torre di Mosto....
TORRESANI
Sbaglio?
Saluti da Ulisse55
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Renzo, non hai capito la mia ironia... o forse io non ho capito la tua!
Comunque sì, come i meteoutenti del Centro Pertini sono i Pertiniani, gli abitanti di Torre di Mosto sono Torresani. Esatto!
Ciao, carissimo!
Franco
franconeve ha scritto:E io che volevo continuare a prendere in giro (benevolmente, sia chiaroulisse55 ha scritto:Per il nome degli abitanti di Torre di Mosto....
TORRESANI
Sbaglio?
Saluti da Ulisse55
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) il nostro Carciofone...
Renzo, non hai capito la mia ironia... o forse io non ho capito la tua!![]()
Comunque sì, come i meteoutenti del Centro Pertini sono i Pertiniani, gli abitanti di Torre di Mosto sono Torresani. Esatto!
Ciao, carissimo!![]()
Franco
Certo che avevo capito, Frà...
Ma sai, noi Romani siamo dei mattacchioni, peggio dei Carciofoni...
e allora senza CARC...olini, ho risposto...al tuo posto (tiè, pure la rima).
A presto!
Uli.