Io perciò non ho paura nel dire che la costituzione in questo passaggio è sbagliata: Come si fa a considerare un diritto una cosa che, naturalmente, non può essere tale? Un diritto di tutti deve poter essere garantito a tutti, ma siccome i "datori di lavoro" sono privati, l'unico modo per garantire lavoro a tutti è l'abolizione della libera iniziativa con lo stato che assume tutti sul proprio groppone. Ci pensate? sarebbe impossibile. Un governo non può garantire il lavoro a tutti, è impensabile, non succede in nessuna parte dell'universo, perché dovrebbe avvenire da noi? Poi ci credo che la gente protesta...qualcuno ha detto loro che hanno "diritto" ad avere una scrivania e uno stipendio fisso! Mah...
Concordo sul fatto che ognuno ha invece l'obbligo di prepararsi al meglio in funzione del lavoro. Bisogna perseguire con serietà una strada, fin da giovani. O si impara un mestiere manuale, altamente specializzato (su questo l'Italia si è proprio smarrita) in una scuola professionale seria, o si sceglie di studiare facoltà che danno lavoro, sapendo che ingegneria ed economia aprono assai più strade di sociologia e filosofia e che se ci si laurea in folosofia non si può certo pretendere la scrivania e lo stipendio fisso 2 mesi dopo la tesi. Un'altra strada è la libera iniziativa, ma bisogna avere la capacità e il capitale di partenza.
Oggi l'Italia è piena di ragazzi laureati in facoltà improbabili, senza la minima aderenza alle necessità del mondo del lavoro, diplomati in scuole professionali scasramente specializzanti, oppure non laureati né diplomati ma non in grado di tenere in mano un martello o una cazzuola. Come si fa a "pretendere il posto fisso"? E' difficile... Se poi a questo scenario aggiungiamo la crisi e il fatto che anche chi ha esperienza o è specializzato perde il posto allora la frittata è fatta...altro che diritto, se Fincantieri chiude per mancanza di commesse licenzia tutti, diritto al lavoro volente o nolente!
Sicuramente i governi hanno il "dovere" di promuovere la massima occupazione dei cittadini. Questo indubbiamente si! ma come si fa a combattere la disoccupazione? Oggi c'è solo una strada: il rilancio dell'economia.
Solo se l'economia va bene, se le fabbriche producono, se ci sono appalti, forniture in abbondanza... solo in questi casi le imprese ASSUMONO, altrimenti nada, anzi...mettono in cassa integrazione e poi licenziano!
Come si fa a rilanciare l'economia? Ci sono 2 strade: mettere soldi freschi in tasca dei consumatori, per far ripartire dal basso i consumi, oppure attuare politiche lungimiranti di sviluppo.
La prima strada è rischiosa. Se dai 1000 ¤ ad un disoccupato quello, a meno che non è fesso, se li conserva e se li fa durare a lungo, visto che non ha lavoro, quindi i consumi non ripartono. Dunque la strada virtuosa è la seconda, ma come fa un governo, ad esempio a far ripartire il settore metalmeccanico? Ha solo un modo: le grandi opere. Quelle che tutti osteggiano e nessuno vuole dietro casa propria. Edilizia, strade, ponti, impianti...tutto questo crea sviluppo e lavoro, fa partire l'economia e fa girare soldi. Mette in moto un circolo virtuoso che poi, concluse le opere stesse, si auto-alimenta attraverso il turismo, l'ambiente, la cultura, etc... Tutte queste cose da sole non riescono a partire.
In Italia diciamo NO alla TAV, NO al Ponte, NO al nucleare, NO al carbone, NO all'eolico, NO alla superstrada, NO all'inceneritore, NO alla discarica, NO all'impianto di rigassificazione, NO NO NO...
poi però pretendiamo il Lavoro, perché siccome c'è scritto nella Costituzione che è un diritto lo stato ce lo deve garantire..
....ma per favore!
Io la penso così.