Ieri, con un abile mossa, il governo ha cancellato con un emendamento il programma nucleare in Italia. Paura e ripensamenti dopo Fukushima? Scelta scaturita da un confronto tecnico con esperti del settore? Nuovi elementi strategici energetici derivanti dallo scenario internazionale? NIENTE DI TUTTO QUESTO!
Semplicemente, il governo ha paura del referendum ed in particolare del quesito sul "Legittimo impedimento", così per affossarlo...voilà, un bel colpo di spugna al nucleare, tanto la gente avrebbe votato contro comunque.
Dunque, una scelta che doveva essere ragionata, di lungo periodo, strategica, che avrebbe dovuto resistere a varie legislature di vari colori...viene sacrificata sull'altare dell'intrallazzo politico e della solita logica dell'"ancoraggio poltronifico" all'italiana.
Si può essere d'accordo o meno sul nucleare, personalmente ritengo (da tecnico) che esistano altre strade per il problema energetico, più sicure e di più facile realizzazione...ma non è questo il punto! Il punto è che, ancora una volta, le ragioni del momento e del singolo hanno prevalso sugli interessi (o presunti tali) generali del paese!
Ed ora vediamo i quesiti referendari, superstiti dopo la "disinnescazione" di quello nucleare. Ovviamente sono chiari, semplici e di facile interpretazione. Leggete un po'...
Legittimo impedimento
"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?".
Acqua 1
"Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?".
Acqua 2
"Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?".
EEEEEEEEEH????????
Siamo un paesucolo, questa è la verità...