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ciarlo
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Messaggio da ciarlo »

Guardate su questo argomento mi trattengo perchè se no sarei un fiume in piena inarrestabile :D

A Torino sono successi disastri, l'università di Torino è al collasso totale. Io frequento la facoltà di economia e da noi la situazione, seppur grave, è delle meno peggio.

In altre facoltà (sempre dell'uni di torino) quest'anno hanno completamente saltato il 1° semestre di lezioni e i relativi esami sono saltati ma gli studenti sono stati cmq obbligati a versare le tasse per intero. In tutte le facoltà dove le cose sono andate bene le sessioni d'esame e le lezioni sono slittate di almeno 15 giorni/un mese e alcuni corsi sono stati disattivati per mancanza di docenti.

L'anno prossimo (A.A. 2011/2012) la facoltà di economia di Torino sarà costretta, a causa dei tagli, a inserire il NUMERO PROGRAMMATO alle lauree triennali, limitando a 1690 il numero di studenti che potranno entrare (contro i 2200 circa immatricolati l'anno scorso).
Si tratta di un taglio che sfiora il 20%.

Nelle lauree magistrali il numero chiuso è stato evitato per l'anno accademico 2011/2012 grazie agli sforzi della facoltà, alle proteste di noi studenti e grazie all'accorpamento e alla disattivazione di numerosi corsi di laurea, sia triennali che magistrali, che ha permesso un recupero di risorse. Ne cito solo alcuni solo per comprendere la gravità della situazione:

Corsi di laurea triennale disattivati/accorpati alla facoltà di economia di Torino nell'ultimo anno causa tagli:

- Accorpamento di Economia e commercio e commercio internazionale (non c'entrano niente uno con l'altro)

-Disattivazione del corso in economia e gestione del turismo

-Disattivazione del corso in consulente economico e giuridico d'impresa

Per il prossimo anno accademico resteranno in tutto 3 corsi triennali.

E anche nelle lauree magistrali non si scherza, qui il consiglio di facoltà ha deliberato la disattivazione di ben 3 corsi di laurea magistrale e il loro parziale inglobamento in altri corsi o la loro trasformazione in Master.

Inoltre dall'anno accademico 2012/2013 il numero chiuso sarà inserito anche nelle magistrali.

Sono poi state tagliate le risorse informatiche della facoltà, attraverso l'apertura limitata a poche ore al giorno delle aule informatiche a causa della mancanza di risorse. La rete wifi interna è al collasso e da anni si parla di un suo potenziamento che tuttavia tarda ad arrivare.

Se a tutto ciò aggiungiamo che la rata massima delle tasse universitarie è cresciuta in un anno accademico da circa 1800¤ a circa 2200¤ annui, abbiamo la solita chiusura del cerchio all'italiana, e cioè, più tasse e meno servizi.

Mi fermo qua ;)
vinsy
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Messaggio da vinsy »

Come sapete benissimo in Italia esistono tanti corsi che ti fanno laureare che spesso sono più i docenti che i frequentanti!!
Che senso ha?
Ma possiamo tenere in piedi dei corsi di laurea dove li seguono 1 o 2 persone??

è chiaro che ogni riforma potrebbe essere migliore.


la verità nuda e cruda è questa:
lo stato ogni anno aumenta le tasse, queste sono redistribuite tra i vari partiti dai parlamentari alle regioni alle province a tutti gli enti parassitari che si moltiplicano. Lo stato per tenere in piedi questo baraccone è cotretto a tagliare sulla pelle dei suoi cittadini (vedi riforme sulla giustizia, sanità ed istruzione).
Io potrei fare centinaia di esempi di sprechi, che però vanno ad arricchiere quel sistema nascosto dei piaceri che poi si convertono in voti.
Il libro LA CASTA è vecchio di 5 anni, ora le cose sono nettamente peggiorate
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blizzard90
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Messaggio da blizzard90 »

vinsy ha scritto:Come sapete benissimo in Italia esistono tanti corsi che ti fanno laureare che spesso sono più i docenti che i frequentanti!!
Che senso ha?
Ma possiamo tenere in piedi dei corsi di laurea dove li seguono 1 o 2 persone??

è chiaro che ogni riforma potrebbe essere migliore.


la verità nuda e cruda è questa:
lo stato ogni anno aumenta le tasse, queste sono redistribuite tra i vari partiti dai parlamentari alle regioni alle province a tutti gli enti parassitari che si moltiplicano. Lo stato per tenere in piedi questo baraccone è cotretto a tagliare sulla pelle dei suoi cittadini (vedi riforme sulla giustizia, sanità ed istruzione).
Io potrei fare centinaia di esempi di sprechi, che però vanno ad arricchiere quel sistema nascosto dei piaceri che poi si convertono in voti.
Il libro LA CASTA è vecchio di 5 anni, ora le cose sono nettamente peggiorate
si vinsy hai ragione,la seconda parte è sacrosanta! ;)

l'unica cosa è che non possono tagliare quei corsi di fisica dell'atmosfera e meteorologia,che è una scienza giovane (gli studi di Baldwin & Dunkertown sono del 2001) che sta attraendo sempre più persone,basta vedere la moltiplicazione di forum e iscritti ad essi.il problema è anche negli elementi che stanno 5-7 anni per una triennale...sono avvelenato per questo,anche se per fortuna la gente che conosco del mio corso, che non è poca, sta tutta messa bene negli esami.

Poi cmq considera che corsi famosi come fisica alla sapienza o giurisprudenza e ingegneria,nonchè la mia stessa facoltà scienze politiche,dove solo sono attivi gli studi diplomatici e consolari, sono al collasso e in questa situazione vengono finanziate le private che ripeto sono barzellette...però pagando una retta di 7000 euro per 5 anni praticamente ti compri il lavoro.Altro esempio che non ci sono i soldi è che la mia aula A, quella maggiore, ha 200 posti ma...circa 50 sono inesistenti perchè i seggiolini sono rotti e non vengono messi da più di 4 anni...potrei andare all'infinito ma basterebbe ricordare che siamo il paese europeo che spende meno nella ricerca nonostante gli italiani abbiano sempre avuto grande importanza nella ricerca. :roll:
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lovingsnow
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Messaggio da lovingsnow »

Che brutte notizie che mi date! :cry: Sono corsi di laurea interessantissimi, proprio delle materie che sono intenzionato a fare! :cry:
E pensare che quando io stavo fortemente criticando la riforma gelmini su questo forum, ero da solo, e gli altri che invece di darmi motivazioni valide per contrastare le mie accuse mi dicevano: non farti strumentalizzare. Bene, continuassero a seguire il loro ragionamento così tanto logico, e guardassero cosa provoca questa fantastica riforma. :|
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ciarlo
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Messaggio da ciarlo »

vinsy ha scritto:Come sapete benissimo in Italia esistono tanti corsi che ti fanno laureare che spesso sono più i docenti che i frequentanti!!
Che senso ha?
Ma possiamo tenere in piedi dei corsi di laurea dove li seguono 1 o 2 persone??

è chiaro che ogni riforma potrebbe essere migliore.


la verità nuda e cruda è questa:
lo stato ogni anno aumenta le tasse, queste sono redistribuite tra i vari partiti dai parlamentari alle regioni alle province a tutti gli enti parassitari che si moltiplicano. Lo stato per tenere in piedi questo baraccone è cotretto a tagliare sulla pelle dei suoi cittadini (vedi riforme sulla giustizia, sanità ed istruzione).
Io potrei fare centinaia di esempi di sprechi, che però vanno ad arricchiere quel sistema nascosto dei piaceri che poi si convertono in voti.
Il libro LA CASTA è vecchio di 5 anni, ora le cose sono nettamente peggiorate
E chi ha parlato di corsi di laurea di 1-2 persone?

Prima di emettere sentenze vieni a farti un giro nelle università, le aule scoppiano e i corsi di laurea hanno normalmente fin troppi iscritti e l'idea che ci siano più docenti che studenti è assurda. Ti dico solo che la facoltà di economia di Torino ha 150 docenti e oltre 5000 studenti! Il rapporto studenti/docenti è intorno a 40, uno dei più alti del mondo occidentale.

L'accorpamento di corsi di laurea già numerosi di per se per tagliare le spese produrrà situazioni insostenibili l'anno prossimo con aula da 100 posti che dovranno contenere minimo 200 persone e cose simili.

Detto questo sono ovviamente d'accordo che vadano eliminati corsi di laurea con pochissime persone (sempre se ce ne sono).
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cristiano69
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Messaggio da cristiano69 »

Alcune dei corsi di laurea piu inutili

1. Scienze del fiore e del verde
2. Scienze dell'allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto
3. Interpretazione di conferenza o, più generico: Interpretazione
4. Storia delle donne e di genere
5. Scienze e turismo alpino
6. Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
7. Lingua, letteratura e cultura della Sardegna
8. Teoria e prassi della traduzione
9. Beni enogastronomici
10. Antropologia ed epistemologia delle religioni
11. Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti
cinetelevisivi.

Vengono poi finanziati progetti quanto meno "particolari": come quello sull'"approccio multidisciplinare alla conservazione dell'asino dell'Amiata", con un finanziamento assegnato di 55mila euro, o quello dal titolo "Individualità: tradizione filosofica, pensiero storico e saperi della vita", con un finanziamento di 500mila euro, o ancora quello sulla "Vita quotidiana delle famiglie: osservazioni etnografiche e rappresentazioni" (55mila euro). E ancora, enumera il ministero nella nota, sono stati spesi 340mila euro per il progetto "Ricerca e sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie informatiche per la formazione a distanza dell’architetto", 90mila euro per "Emozioni, benessere e qualità della vita", circa 186mila euro per finanziare il progetto "Gli effetti del pericolo e della paura sulla forma e sull'uso della città italiana contemporanea".

Lasciando mano libera ai professori gli atenei sono aumentati da 41 a 60. E i corsi di laurea? Una pioggia, sono passati dai 2.444 del 2001 ai 5.879 di quest’anno, più che raddoppiati. Se ci sono i corsi di laurea, ci sono anche esami da fare. E gli insegnamenti sono arrivati all’astronomica cifra di 180.000 contro la media europea di 90mila.
Tanta abbondanza e poca qualità, visto che in tutte le classifiche internazionali l’inarrivabile traguardo per gli atenei italiani è riuscire a svangare un duecentesimo posto.
Del resto è difficile raggiungere l’eccellenza proponendo insegnamenti di Scienze dei trofei di caccia (attivato a Firenze nel corso di laurea in Scienze faunistiche), oppure Fisiologia del fitness (a Camerino), Scienze del fiore e del verde (Pavia) e la pletora di corsi arcobaleno amati soprattutto dagli atenei toscani: scienze per la Pace, Cooperazione per la Pace.
Ma la lista dei corsi ai rischio è lunga, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Che dire per esempio del corso di laurea spalmato in tre anni all’Università di Camerino per laurearsi in Scienze e tecnologie del fitness? Sembra quasi una cosa seria a sfogliare gli esami da affrontare: Fisiologia del fitness; Alimentazione del fitness; Biochimica generale applicata al fitness; Benessere psicofisico. Un vero e proprio percorso di studi, 15 esami da sostenere e 19 insegnamenti disponibili per fregiarsi del titolo di Dottore.
E che dire dell’insegnamento di Tecniche della non violenza, scoglio per gli iscritti a Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace? O il corso di Lettura del paesaggio, fondamentale per ottenere la laurea in Scienze e tecniche del fiore e del verde?

C'è un Robinson disperso su un'isoletta universitaria di Forlì che non ha neanche un Venerdì con cui parlare: è l'unico iscritto al corso di Scienze della mediazione linguistica. Ma con chi può mediare, se non c'è un selvaggio con cui aprir bocca? Una solitudine da incubo.
La stessa che deve provare l'unico iscritto a Scienze storiche a
Bologna e l'unico a Ingegneria industriale a Rende e l'unico a Scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino e insomma tutti i solitari frequentatori di 37 corsi universitari sparsi per la penisola. Avete letto bene: ci sono trentasette mini-facoltà con un solo studente. Poi ce ne sono dieci con 2 frequentatori, altre dieci con 3, altre quindici con 4, altre otto con cinque e altre ventitré con 6 giù giù fino a un totale di 323 «universitine» che non arrivano a 15 iscritti.

Tratto da vari quotidiani nazionali,tra qui Il Corriere della Sera,Il Giornale ed il Messaggiero.

Ciarlo se ognuno guarda al proprio orticello stiamo a posto.
Questo è un problema nazionale.Prima si risolvono questi ignobili sprechi e prima il corso della tua universita' avra' piu docenti e piu posti disponibili.

Saluti
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ciarlo
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Messaggio da ciarlo »

cristiano69 ha scritto:Alcune dei corsi di laurea piu inutili

1. Scienze del fiore e del verde
2. Scienze dell'allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto
3. Interpretazione di conferenza o, più generico: Interpretazione
4. Storia delle donne e di genere
5. Scienze e turismo alpino
6. Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
7. Lingua, letteratura e cultura della Sardegna
8. Teoria e prassi della traduzione
9. Beni enogastronomici
10. Antropologia ed epistemologia delle religioni
11. Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti
cinetelevisivi.

Vengono poi finanziati progetti quanto meno "particolari": come quello sull'"approccio multidisciplinare alla conservazione dell'asino dell'Amiata", con un finanziamento assegnato di 55mila euro, o quello dal titolo "Individualità: tradizione filosofica, pensiero storico e saperi della vita", con un finanziamento di 500mila euro, o ancora quello sulla "Vita quotidiana delle famiglie: osservazioni etnografiche e rappresentazioni" (55mila euro). E ancora, enumera il ministero nella nota, sono stati spesi 340mila euro per il progetto "Ricerca e sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie informatiche per la formazione a distanza dell’architetto", 90mila euro per "Emozioni, benessere e qualità della vita", circa 186mila euro per finanziare il progetto "Gli effetti del pericolo e della paura sulla forma e sull'uso della città italiana contemporanea".

Lasciando mano libera ai professori gli atenei sono aumentati da 41 a 60. E i corsi di laurea? Una pioggia, sono passati dai 2.444 del 2001 ai 5.879 di quest’anno, più che raddoppiati. Se ci sono i corsi di laurea, ci sono anche esami da fare. E gli insegnamenti sono arrivati all’astronomica cifra di 180.000 contro la media europea di 90mila.
Tanta abbondanza e poca qualità, visto che in tutte le classifiche internazionali l’inarrivabile traguardo per gli atenei italiani è riuscire a svangare un duecentesimo posto.
Del resto è difficile raggiungere l’eccellenza proponendo insegnamenti di Scienze dei trofei di caccia (attivato a Firenze nel corso di laurea in Scienze faunistiche), oppure Fisiologia del fitness (a Camerino), Scienze del fiore e del verde (Pavia) e la pletora di corsi arcobaleno amati soprattutto dagli atenei toscani: scienze per la Pace, Cooperazione per la Pace.
Ma la lista dei corsi ai rischio è lunga, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Che dire per esempio del corso di laurea spalmato in tre anni all’Università di Camerino per laurearsi in Scienze e tecnologie del fitness? Sembra quasi una cosa seria a sfogliare gli esami da affrontare: Fisiologia del fitness; Alimentazione del fitness; Biochimica generale applicata al fitness; Benessere psicofisico. Un vero e proprio percorso di studi, 15 esami da sostenere e 19 insegnamenti disponibili per fregiarsi del titolo di Dottore.
E che dire dell’insegnamento di Tecniche della non violenza, scoglio per gli iscritti a Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace? O il corso di Lettura del paesaggio, fondamentale per ottenere la laurea in Scienze e tecniche del fiore e del verde?

C'è un Robinson disperso su un'isoletta universitaria di Forlì che non ha neanche un Venerdì con cui parlare: è l'unico iscritto al corso di Scienze della mediazione linguistica. Ma con chi può mediare, se non c'è un selvaggio con cui aprir bocca? Una solitudine da incubo.
La stessa che deve provare l'unico iscritto a Scienze storiche a
Bologna e l'unico a Ingegneria industriale a Rende e l'unico a Scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino e insomma tutti i solitari frequentatori di 37 corsi universitari sparsi per la penisola. Avete letto bene: ci sono trentasette mini-facoltà con un solo studente. Poi ce ne sono dieci con 2 frequentatori, altre dieci con 3, altre quindici con 4, altre otto con cinque e altre ventitré con 6 giù giù fino a un totale di 323 «universitine» che non arrivano a 15 iscritti.

Tratto da vari quotidiani nazionali,tra qui Il Corriere della Sera,Il Giornale ed il Messaggiero.

Ciarlo se ognuno guarda al proprio orticello stiamo a posto.
Questo è un problema nazionale.Prima si risolvono questi ignobili sprechi e prima il corso della tua universita' avra' piu docenti e piu posti disponibili.

Saluti
Ecco hai detto benissimo, bisogna risolvere QUEGLI sprechi. Bisogna andare a vedere quali sono i corsi e le universitine piccole e inutili che sciupano risorse, esattamente come hai fatto tu, e tagliare su quelli!

Di certo non si deve tagliare in maniera orizzontale su tutte le università, anche su quelle molto grosse, senza occuparsi delle conseguenze!

Entrateci nelle università prima di emettere sentenze ;)

Con simpatia ;)
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