SICCOME MOLTI DANNO SEMPRE LA COLPA A BERLUSCONI LEGGETE QUI
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Il maresciallo Tito, persecutore degli italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale con le foibe e l'esodo, oltre ad un'accolita di suoi fedelissimi, sono ancora oggi insigniti delle più alte onorificenze del nostro paese. Gli esuli istriani lo hanno scoperto e sono scesi sul piede di guerra in vista del 10 febbraio, la Giornata del ricordo del dramma patito. Josep Broz Tito è stato decorato nel 1969, dall'allora presidente Giuseppe Saragat, come «Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana» con l'aggiunta del Gran cordone, il più alto riconoscimento previsto.
Nessuno ha mai pensato di levargli questa onorificenza per «indegnità», come è previsto dalla legge. Non solo: spulciando nel sito del Quirinale, Il Giornale ha scoperto che godono tutt'oggi, delle più alte decorazioni, dittatori scomparsi, come la coppia Ceausescu o Mobutu, comandanti titini accusati di crimini di guerra e personaggi discutibili del calibro di Yasser Arafat.
«È disgustoso che lo Stato riconosca il dramma delle foibe ed allo stesso tempo annoveri tra i suoi più illustri insigniti proprio chi ordinò i massacri e la pulizia etnica degli italiani d'Istria» ha dichiarato Massimiliano Lacota, presidente dell'Unione degli istriani, una delle associazioni dell'esodo. Il 10 febbraio, Giornata del Ricordo, il presidente Giorgio Napolitano, accoglierà al Quirinale gli esuli, i loro rappresentanti ed i familiari degli infoibati. L'Unione degli istriani ha inviato venerdì mattina un telegramma al capo dello Stato per chiedere «l'annullamento immediato del titolo di cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (...) conferito il 2 ottobre 1969 al maresciallo jugoslavo Tito, allora presidente della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, diretto responsabile e mandante della feroce pulizia etnica attuata nei confronti dei nostri connazionali dal 1943».
In caso contrario «l'Unione degli istriani non parteciperà alla cerimonia al Quirinale» annuncia Lacota. «A Callisto Tanzi, per il crac Parmalat, hanno levato le onorificenze in 20 giorni per "indegnità" - fa notare il presidente dell'associazione - Era peggio di Tito?». La stessa legge che concede le alte decorazioni prevede la revoca. Da notare che l'onorificenza a gente come Tito viene concessa anche «per fini filantropici e umanitari».
Oltre a Tito, nel 1969, sono stati insigniti di decorazioni varie una trentina di personalità jugoslave. Sul sito del Quirinale è ancora oggi certificato che l'Italia considera Mitja Ribicic, Cavaliere di Gran Croce, anche se nel 1945 era un alto ufficiale della polizia segreta di Tito, particolarmente attiva contro gli italiani. Non solo: a Lubiana, nel 2005, venne aperta un'inchiesta a suo carico per crimini di guerra. A distanza di 60 anni è stato impossibile trovare le prove.
Un altro decorato dall'Italia è l'ex ammiraglio jugoslavo Franjo Rustja. Peccato che nei terribili 40 giorni dell'occupazione di Trieste, nel maggio-giugno 1945, era primo assistente al comando del IX Corpus. L'unità di Tito che deportò e fece sparire per sempre molti italiani.
L'aspetto più imbarazzante è che il Quirinale, nel corso degli anni, ha consegnato le alte onorificenze a diversi personaggi stranieri, che poi sono stati condannati dal loro popolo e dalla storia. E nessuno ha mai pensato di revocarle. Il presidente Giovanni Leone ha nominato il 21 maggio 1973 Cavaliere di Gran Croce, Elena Ceausescu. Al marito Nicolae è stato concesso anche il Gran cordone. Nel 1989 la coppia Ceausescu venne fucilata dopo aver dominato la Romania con il pugno di ferroeone ha pensato bene di decorare pure il padre-padrone dello Zaire, Mobutu Sese Seko, che scappò con la cassa lasciando il suo paese in rovina.
Un'altra onorificenza con Gran cordone, almeno discutibile, è stata concessa dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, nel 1999, a Yasser Arafat. Il leader palestinese, che tutta la vita ha usato a suo piacimento il kalashnikov.
La decorazione più importante del nostro paese è stata curiosamente concessa anche a Juan Domingo Peron, il conducator argentino e all'imperatore giapponese Hirohito. Il presidente Napolitano, l'11 marzo 2010, ha decorato con il Gran cordone Bashar Al Assad, il giovane presidente della dinastia siriana. Speriamo che gli porti bene, con questi venti di rivolta in Medio oriente che rischiano di soffiare pure a Damasco.
Nessuno ha mai pensato di levargli questa onorificenza per «indegnità», come è previsto dalla legge. Non solo: spulciando nel sito del Quirinale, Il Giornale ha scoperto che godono tutt'oggi, delle più alte decorazioni, dittatori scomparsi, come la coppia Ceausescu o Mobutu, comandanti titini accusati di crimini di guerra e personaggi discutibili del calibro di Yasser Arafat.
«È disgustoso che lo Stato riconosca il dramma delle foibe ed allo stesso tempo annoveri tra i suoi più illustri insigniti proprio chi ordinò i massacri e la pulizia etnica degli italiani d'Istria» ha dichiarato Massimiliano Lacota, presidente dell'Unione degli istriani, una delle associazioni dell'esodo. Il 10 febbraio, Giornata del Ricordo, il presidente Giorgio Napolitano, accoglierà al Quirinale gli esuli, i loro rappresentanti ed i familiari degli infoibati. L'Unione degli istriani ha inviato venerdì mattina un telegramma al capo dello Stato per chiedere «l'annullamento immediato del titolo di cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (...) conferito il 2 ottobre 1969 al maresciallo jugoslavo Tito, allora presidente della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, diretto responsabile e mandante della feroce pulizia etnica attuata nei confronti dei nostri connazionali dal 1943».
In caso contrario «l'Unione degli istriani non parteciperà alla cerimonia al Quirinale» annuncia Lacota. «A Callisto Tanzi, per il crac Parmalat, hanno levato le onorificenze in 20 giorni per "indegnità" - fa notare il presidente dell'associazione - Era peggio di Tito?». La stessa legge che concede le alte decorazioni prevede la revoca. Da notare che l'onorificenza a gente come Tito viene concessa anche «per fini filantropici e umanitari».
Oltre a Tito, nel 1969, sono stati insigniti di decorazioni varie una trentina di personalità jugoslave. Sul sito del Quirinale è ancora oggi certificato che l'Italia considera Mitja Ribicic, Cavaliere di Gran Croce, anche se nel 1945 era un alto ufficiale della polizia segreta di Tito, particolarmente attiva contro gli italiani. Non solo: a Lubiana, nel 2005, venne aperta un'inchiesta a suo carico per crimini di guerra. A distanza di 60 anni è stato impossibile trovare le prove.
Un altro decorato dall'Italia è l'ex ammiraglio jugoslavo Franjo Rustja. Peccato che nei terribili 40 giorni dell'occupazione di Trieste, nel maggio-giugno 1945, era primo assistente al comando del IX Corpus. L'unità di Tito che deportò e fece sparire per sempre molti italiani.
L'aspetto più imbarazzante è che il Quirinale, nel corso degli anni, ha consegnato le alte onorificenze a diversi personaggi stranieri, che poi sono stati condannati dal loro popolo e dalla storia. E nessuno ha mai pensato di revocarle. Il presidente Giovanni Leone ha nominato il 21 maggio 1973 Cavaliere di Gran Croce, Elena Ceausescu. Al marito Nicolae è stato concesso anche il Gran cordone. Nel 1989 la coppia Ceausescu venne fucilata dopo aver dominato la Romania con il pugno di ferroeone ha pensato bene di decorare pure il padre-padrone dello Zaire, Mobutu Sese Seko, che scappò con la cassa lasciando il suo paese in rovina.
Un'altra onorificenza con Gran cordone, almeno discutibile, è stata concessa dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, nel 1999, a Yasser Arafat. Il leader palestinese, che tutta la vita ha usato a suo piacimento il kalashnikov.
La decorazione più importante del nostro paese è stata curiosamente concessa anche a Juan Domingo Peron, il conducator argentino e all'imperatore giapponese Hirohito. Il presidente Napolitano, l'11 marzo 2010, ha decorato con il Gran cordone Bashar Al Assad, il giovane presidente della dinastia siriana. Speriamo che gli porti bene, con questi venti di rivolta in Medio oriente che rischiano di soffiare pure a Damasco.
la colpa e' di berlusconi pure x questo????????????
Abbiamo adottato una linea cinica e indecorosa? Forse conviene ricordare che i primi aerei dell'aeronautica militare libica, dopo il colpo di Stato, furono i Mirage francesi; che la Germania contribuì alla creazione in Libia di una industria chimica; che gli americani, dopo avere inutilmente cercato di uccidere Gheddafi nel 1986, revocarono le sanzioni non appena il Colonnello rinunciò alle sue ambizioni nucleari; che la Gran Bretagna, nell'agosto del 2009, ha liberato e restituito alla Libia, per «ragioni umanitarie», il responsabile del sanguinoso attentato del dicembre 1988 nel cielo di Lockerbie. Ora, naturalmente, nessun governo europeo può astenersi dal condannare le violente repressioni di Bengasi e di Tripoli. Noi, in particolare, abbiamo il diritto e il dovere di alzare la voce contro Gheddafi e i suoi metodi. Ma cerchiamo almeno di farlo senza cogliere l'occasione per combattere una ennesima battaglia di politica interna
Abbiamo adottato una linea cinica e indecorosa? Forse conviene ricordare che i primi aerei dell'aeronautica militare libica, dopo il colpo di Stato, furono i Mirage francesi; che la Germania contribuì alla creazione in Libia di una industria chimica; che gli americani, dopo avere inutilmente cercato di uccidere Gheddafi nel 1986, revocarono le sanzioni non appena il Colonnello rinunciò alle sue ambizioni nucleari; che la Gran Bretagna, nell'agosto del 2009, ha liberato e restituito alla Libia, per «ragioni umanitarie», il responsabile del sanguinoso attentato del dicembre 1988 nel cielo di Lockerbie. Ora, naturalmente, nessun governo europeo può astenersi dal condannare le violente repressioni di Bengasi e di Tripoli. Noi, in particolare, abbiamo il diritto e il dovere di alzare la voce contro Gheddafi e i suoi metodi. Ma cerchiamo almeno di farlo senza cogliere l'occasione per combattere una ennesima battaglia di politica interna
cribbio se dobbiamo caxxeggiare caxxeggiamoCribbio ha scritto:Andrè, non è che sei Luciano Gaucci??
ma se dobbiamo parlare di cose serie si parla e si portano i dati di fatto.
ogni volta si attacca il governo ma come vedi il problema non e' solo di oggi.
ripeto se vogliamo continuare a dire stronzate continuiamo pure.
tanto la colpa e' di berlusconi
- cristiano69
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si il punto e' che poi quando sto signore uscira dalla politica e i problemi resteranno poi con chi se la prendono.cristiano69 ha scritto:L'ialiano medio è fatto cosi purtroppo.
Ha sempre bisogno di un capro espiatorio per sfogare le proprie insicurezze e frustrazioni.
purtroppo specialmente l'opposizione da anni si copre dietro berlusconi non avendo un minimo di programma di governo ,questa e' la verita'.
- cristiano69
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E comunque le due volte che Berlusconi è stato all'opposizione(1996 e 2006) non mi pare davvero che l'Italia fosse un paese diversoandreat2 ha scritto:si il punto e' che poi quando sto signore uscira dalla politica e i problemi resteranno poi con chi se la prendono.cristiano69 ha scritto:L'ialiano medio è fatto cosi purtroppo.
Ha sempre bisogno di un capro espiatorio per sfogare le proprie insicurezze e frustrazioni.
purtroppo specialmente l'opposizione da anni si copre dietro berlusconi non avendo un minimo di programma di governo ,questa e' la verita'.
Anzi,diverso si,nel senso che ogni anno c'era un presidente del consiglio nuovo
no diverso anke perke so dell'altra spondacristiano69 ha scritto:E comunque le due volte che Berlusconi è stato all'opposizione(1996 e 2006) non mi pare davvero che l'Italia fosse un paese diversoandreat2 ha scritto:si il punto e' che poi quando sto signore uscira dalla politica e i problemi resteranno poi con chi se la prendono.cristiano69 ha scritto:L'ialiano medio è fatto cosi purtroppo.
Ha sempre bisogno di un capro espiatorio per sfogare le proprie insicurezze e frustrazioni.
purtroppo specialmente l'opposizione da anni si copre dietro berlusconi non avendo un minimo di programma di governo ,questa e' la verita'.![]()
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Anzi,diverso si,nel senso che ogni anno c'era un presidente del consiglio nuovo![]()
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Dei caccia francese Dassult Rafale sorvolano il territorio libico. Lo dicono fonti militari. Secondo la fonte, i rafale impegnati nella missioni sono diversi e si tratterebbe di primi voli di ricognizione. Gli aerei starebbero sorvolando "l'insieme del territorio libico" e sonoo decollati dalla base di Saint-Dizier (Haute-Marne). Sempre secondo la fonte, queste missioni "di ricognizione" dovrebbero durare l'intero pomeriggio della giornata di oggi. E al momento, dopo ore di volo sulla Libia, gli aerei non hanno incontrato alcuna difficoltà. I Dassault Rafale sono caccia concepiti per missioni di bombardamento, ricognizione e difesa aerea.
"Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l'arresto delle violenze contro le popolazioni civili. I caccia francesi sulla Libia stanno impedendo attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi". Ad affermarlo, al termine del vertice all'Eliseo sulla questione libica, è il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy. li aerei francesi attaccheranno anche i blindati di Muammar Gheddafi. Lo ha precisato il presidente francese Nicolas Sarkozy nel suo discorso alla fine del Summit di Parigi. "Per Gheddafi c'è ancora tempo di evitare il peggio conformandosi a tutte le esigenze della comunità internazionale e mettendo in atto senza ritardi e senza riserve la risoluzione dell'Onu". Lo ha affermato nel suo discorso alla fine del vertice di Parigi, il presidente francese Nicolas Sarkozy.
L'Italia trema per una possibile controffensiva del Raìs libico. Intanto le truppe fedeli al leader libico Muammar Gheddafi continuano il bombardamento di artiglieria pesante sui quartieri residenziali di Bengasi: lo hanno reso noto fonti ribelli. Secondo el testimonianze tuttavia i carri armati delle forze governative non sarebbero ancora entrati in città, mentre dei violenti combattimenti sarebbero in corso a Foweihat, a cinque chilometri dal centro.
Muammar Gheddafi ha rotto il cessate il fuoco e questo rende urgente l'adozione di misure che evitino che il numero dei morti tra la popolazione civile possa crescere. Lo ha detto il primo ministro britannico, David Cameron, al termine del vertice di Parigi sulla situazione in Libia. "E' il colonnello Gheddafi che ha voluto tutto questo. Ha mentito alla comunita' internazionale, ha promesso un cessate il fuoco e - ha detto Cameron ai giornalisti - ha continuato a brutalizzare il suo stesso popolo. E' giunto dunque il momento di agire, in maniera urgente, per mettere in atto le decisioni delle Nazioni Unite. Non possiamo piu' permettere - ha concluso Cameron - il massacro dei civili".
LIBIA: I CACCIA RAFALE, L'AVANGUARDIA DELLA FRANCIA
Il Dassault Rafale, da alcune ore in volo sopra la Libia, è un aereo da caccia-bombardiere multiruolo francese di quarta generazione prodotto dalla Dassault Aviation. E' caratterizzato da un'ala a delta e da alette canard, ha una coppia di motori turbofan Snecma M88-2montati nella sezione di coda ed un'unica e ampia deriva. E' stato progettato per essere utilizzato sia dalle forze aeree terrestri sia dalle forze aeree navali come aereo imbarcato. Attualmente, ci sono tre versioni del Rafale: la monoposto Rafale M per le operazioni da una portaerei, il monoposto Rafale C e il biposto Rafale B per le operazioni da una base di terra. Il Rafale costituira' il principale aereo da combattimento delle forze aeree francesi almeno fino al 2040.[6] Il Rafale e' lungo 15,27 metri, ha un'apertura alare di 10,80 metri, e' alimentato da due motori che lo spingono fino ad una velocita' massima di Mach 2 (due volte la velocita' del suono pari a 2.390 km/h in quota), ha un'autonomia di 3 700 km. E' armato con un cannoncino Giat 30 da 30 mm, puo' trasportare bombe a guida laser GBU-12 Paveway II e GBU-24 Paveway III, e Aasm a guida GP, e missili aria-terra Storm Shadow e Apache per le missione di bombardamento. Per la difesa aerea e' dotato di missili aria aria MICA, Meteor, R550 e l'antinave Exocet. Ogni Rafale costa 90, 5 milioni di dollari, la Francia ne ha ordinati 180 in totale ma finora ne sono stati assegnati non piu' di 95.
"Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l'arresto delle violenze contro le popolazioni civili. I caccia francesi sulla Libia stanno impedendo attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi". Ad affermarlo, al termine del vertice all'Eliseo sulla questione libica, è il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy. li aerei francesi attaccheranno anche i blindati di Muammar Gheddafi. Lo ha precisato il presidente francese Nicolas Sarkozy nel suo discorso alla fine del Summit di Parigi. "Per Gheddafi c'è ancora tempo di evitare il peggio conformandosi a tutte le esigenze della comunità internazionale e mettendo in atto senza ritardi e senza riserve la risoluzione dell'Onu". Lo ha affermato nel suo discorso alla fine del vertice di Parigi, il presidente francese Nicolas Sarkozy.
L'Italia trema per una possibile controffensiva del Raìs libico. Intanto le truppe fedeli al leader libico Muammar Gheddafi continuano il bombardamento di artiglieria pesante sui quartieri residenziali di Bengasi: lo hanno reso noto fonti ribelli. Secondo el testimonianze tuttavia i carri armati delle forze governative non sarebbero ancora entrati in città, mentre dei violenti combattimenti sarebbero in corso a Foweihat, a cinque chilometri dal centro.
Muammar Gheddafi ha rotto il cessate il fuoco e questo rende urgente l'adozione di misure che evitino che il numero dei morti tra la popolazione civile possa crescere. Lo ha detto il primo ministro britannico, David Cameron, al termine del vertice di Parigi sulla situazione in Libia. "E' il colonnello Gheddafi che ha voluto tutto questo. Ha mentito alla comunita' internazionale, ha promesso un cessate il fuoco e - ha detto Cameron ai giornalisti - ha continuato a brutalizzare il suo stesso popolo. E' giunto dunque il momento di agire, in maniera urgente, per mettere in atto le decisioni delle Nazioni Unite. Non possiamo piu' permettere - ha concluso Cameron - il massacro dei civili".
LIBIA: I CACCIA RAFALE, L'AVANGUARDIA DELLA FRANCIA
Il Dassault Rafale, da alcune ore in volo sopra la Libia, è un aereo da caccia-bombardiere multiruolo francese di quarta generazione prodotto dalla Dassault Aviation. E' caratterizzato da un'ala a delta e da alette canard, ha una coppia di motori turbofan Snecma M88-2montati nella sezione di coda ed un'unica e ampia deriva. E' stato progettato per essere utilizzato sia dalle forze aeree terrestri sia dalle forze aeree navali come aereo imbarcato. Attualmente, ci sono tre versioni del Rafale: la monoposto Rafale M per le operazioni da una portaerei, il monoposto Rafale C e il biposto Rafale B per le operazioni da una base di terra. Il Rafale costituira' il principale aereo da combattimento delle forze aeree francesi almeno fino al 2040.[6] Il Rafale e' lungo 15,27 metri, ha un'apertura alare di 10,80 metri, e' alimentato da due motori che lo spingono fino ad una velocita' massima di Mach 2 (due volte la velocita' del suono pari a 2.390 km/h in quota), ha un'autonomia di 3 700 km. E' armato con un cannoncino Giat 30 da 30 mm, puo' trasportare bombe a guida laser GBU-12 Paveway II e GBU-24 Paveway III, e Aasm a guida GP, e missili aria-terra Storm Shadow e Apache per le missione di bombardamento. Per la difesa aerea e' dotato di missili aria aria MICA, Meteor, R550 e l'antinave Exocet. Ogni Rafale costa 90, 5 milioni di dollari, la Francia ne ha ordinati 180 in totale ma finora ne sono stati assegnati non piu' di 95.
Parigi - Il contributo dell’Italia all’intervento militare contro la Libia è per il momento quello di mettere a disposizione della "coalizione dei volenterosi" le sue sette basi aeree: in caso di necessità, successivamente è disponibile ad intervenire direttamente con i propri mezzi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi sull’intervento militare in Libia. "Già le basi sono una partecipazione importante, indispensabile - ha detto il premier - l’Italia per il momento mette a disposizioni le basi. Potrà essere richiesto all’Italia di intervenire ma per il momento abbiamo ancora la speranza che ci possa essere un ripensamento da parte del regime libico e che possa ritenere di sua convenienza porre fine alla repressione".
Non corriamo il rischio di essere colpita da rappresaglie libiche", ha detto il presidente del Consiglio. "Vorrei tranquillizzare i nostri concittadini - ha detto Berlusconi - le nostre forze armate ieri hanno fatto un’esame approfondito sulla disponibilità delle armi della Libia. La conclusione certa è che non ci sono in questo momento armi in grado di raggiungere il territorio italiano".
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monteautore
ipocrita tu e testa d'sfaltoandreat2 ha scritto:Parigi - Il contributo dell’Italia all’intervento militare contro la Libia è per il momento quello di mettere a disposizione della "coalizione dei volenterosi" le sue sette basi aeree: in caso di necessità, successivamente è disponibile ad intervenire direttamente con i propri mezzi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi sull’intervento militare in Libia. "Già le basi sono una partecipazione importante, indispensabile - ha detto il premier - l’Italia per il momento mette a disposizioni le basi. Potrà essere richiesto all’Italia di intervenire ma per il momento abbiamo ancora la speranza che ci possa essere un ripensamento da parte del regime libico e che possa ritenere di sua convenienza porre fine alla repressione".
http://www.youtube.com/watch?v=XH4Xx3t2uUM
- cristiano69
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E aggiungiamoci:monteautore ha scritto:ipocrita tu e testa d'sfaltoandreat2 ha scritto:Parigi - Il contributo dell’Italia all’intervento militare contro la Libia è per il momento quello di mettere a disposizione della "coalizione dei volenterosi" le sue sette basi aeree: in caso di necessità, successivamente è disponibile ad intervenire direttamente con i propri mezzi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi sull’intervento militare in Libia. "Già le basi sono una partecipazione importante, indispensabile - ha detto il premier - l’Italia per il momento mette a disposizioni le basi. Potrà essere richiesto all’Italia di intervenire ma per il momento abbiamo ancora la speranza che ci possa essere un ripensamento da parte del regime libico e che possa ritenere di sua convenienza porre fine alla repressione".
http://www.youtube.com/watch?v=XH4Xx3t2uUM
Ipocriti a tutte quelle persone di sinistra che a seconda della guerra si mobilitano con le bandiere della pace.
Nel 1999 l'Italia insieme agli alleati bombardavano la ex Iugoslavia.
Capo del governo italiano Massimo D'Alema.
Capo del governo americano Bill Clinton
Risultato 0 bandiere della pace
Nel 2004 l'Italia insieme agli alleati invadevano l'Iraq
Capo del governo italiano Silvio Berlusconi
Capo del governo americano George Bush
Risultato 1 miliardo di bandiere della pace
Nel 2011 l'Italia insieme agli alleati bombardano la Libia
Capo del governo italiano Silvio Berlusconi
Capo del governo americano Barack Obama
Risultato 0 bandiere della pace
Ma le guerre non erano senza se e senza ma
No,le guerre di sinistra,fatte da D'Alema Clinton e Obama sono sempre giuste vero
