Dio ci conservi i forum e newsgroup non moderati
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Dio ci conservi i forum e newsgroup non moderati
La "moda della moderazione" nasce con tutti i regimi.
In nome di un "bene supremo (molto personalizzabile)", "si passa sopra" a tutte le regole/realtà che i detentori del ban ritengono “scomode”.
Qualche mese fa ho postato con amici in almeno 300 forum un riassunto ufficiale del lavoro svolto dalla rappresentante italiana, mia compagna di banco alle medie, ai lavori per la definitiva (si spera) stesura del DSM-V, la “sacra bibbia degli psichiatri”, che fornisce le direttive consigliate dal 95-98% degli esperti del settore a livello planetario nei confronti di qualunque “patologia” (per utilizzare il termine più comune, ma anche “esteso” possibile) di quel campo.
Come le precedenti versioni, anche il DSM-V considera ovviamente i gay come malati psichiatrici da curare “fin da piccoli”, poiché, telegraficamente, “quando diventano grandi, vengono presi dal vortice dei vantaggi economico-sociali-pseudoculturali del far finta di essere dell’altro sesso, e a quel punto in molti casi è molto più pericoloso curarli che lasciarli al loro destino (paragonabile a chi crede di essere Napoleone) almeno fino a quando non diventano pericolosi per se stessi e/o per la comunità, nel qual caso l’opportunità di curarli (anche in modo coatto) va considerata caso per caso a seconda del più ragionevole compromesso tra rischi e reali pericoli”.
I “custodi della fede sessantottina” ovviamente sono immediatamente intervenuti, creando decine di cloni insultatori “in nome della scienza del salumiere sotto casa (che è mio amico, quindi….)”, creando in tal modo il presupposto per i “moderatori” per eliminare radicalmente scienziati veri in nome di un “bene supremo” detto “tranquillità dei frequentatori del forum”, turbata dalla scienza del 95-98% degli psichiatri planetari.
Ma non sono stati abbastanza veloci, poiché esistono notizie certe di almeno un centinaio di ex “cervello in folle, senza se e senza ma” che hanno deciso di informarsi e, conseguentemente, riattivare i neuroni rimasti disoccupati per lungo tempo.
In nome di un "bene supremo (molto personalizzabile)", "si passa sopra" a tutte le regole/realtà che i detentori del ban ritengono “scomode”.
Qualche mese fa ho postato con amici in almeno 300 forum un riassunto ufficiale del lavoro svolto dalla rappresentante italiana, mia compagna di banco alle medie, ai lavori per la definitiva (si spera) stesura del DSM-V, la “sacra bibbia degli psichiatri”, che fornisce le direttive consigliate dal 95-98% degli esperti del settore a livello planetario nei confronti di qualunque “patologia” (per utilizzare il termine più comune, ma anche “esteso” possibile) di quel campo.
Come le precedenti versioni, anche il DSM-V considera ovviamente i gay come malati psichiatrici da curare “fin da piccoli”, poiché, telegraficamente, “quando diventano grandi, vengono presi dal vortice dei vantaggi economico-sociali-pseudoculturali del far finta di essere dell’altro sesso, e a quel punto in molti casi è molto più pericoloso curarli che lasciarli al loro destino (paragonabile a chi crede di essere Napoleone) almeno fino a quando non diventano pericolosi per se stessi e/o per la comunità, nel qual caso l’opportunità di curarli (anche in modo coatto) va considerata caso per caso a seconda del più ragionevole compromesso tra rischi e reali pericoli”.
I “custodi della fede sessantottina” ovviamente sono immediatamente intervenuti, creando decine di cloni insultatori “in nome della scienza del salumiere sotto casa (che è mio amico, quindi….)”, creando in tal modo il presupposto per i “moderatori” per eliminare radicalmente scienziati veri in nome di un “bene supremo” detto “tranquillità dei frequentatori del forum”, turbata dalla scienza del 95-98% degli psichiatri planetari.
Ma non sono stati abbastanza veloci, poiché esistono notizie certe di almeno un centinaio di ex “cervello in folle, senza se e senza ma” che hanno deciso di informarsi e, conseguentemente, riattivare i neuroni rimasti disoccupati per lungo tempo.
- cristiano69
- Messaggi: 3656
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Anzola E. (Bo)
Un altro argomento che scatena sempre una sana, immediata e vibrante moderazione in nome del bene supremo "tranquillità dei frequentatori (lasciamoli nella loro beata ignoranza che stanno benissimo così)", è quella relativa all'Italia nata dalla resistenza ai nazifascisti di milioni di eroi coraggiosi durante ogni giorno del ventennio fascista.
Simbolo della resistenza, ovviamente, "bologna la rossa".
A bologna la "sacra bibbia del bravo eroe comunista che combattè ogni giorno del ventennio contro il regime" è il famosissimo libro: "Dizionario Biografico: Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945)", a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N. S. Onofri.
Si tratta di un elenco di TUTTI gli eroi ROSSI bolognesi che per ogni giorno del ventennio combatterono il feroce regime fascista, in ordine alfabetico per una migliore consultazione.
Copia-incollo i primi nominativi per darvi un'idea sia della strutturazione della "bibbia del perfetto partigiano rosso", sia delle caratteristiche dei soggetti:
Abate Edgardo, da Giuseppe ed Emma Maiotti; nato il 18/3/1927 ad Argelato; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Militò nel btg Tampellini della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò ad Argelato dove cadde in combattimento il 17/10/1944.
Riconosciuto partigiano dal 21/4/44 al 17/10/44.
Abbatista Angelo, «Maresciallo», da Giovanni; n. il 31/7/1895 a Trani (BA). Maresciallo di P.S.
Militò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall’1/7/44 alla Liberazione, con il grado di tenente.
Abeti Angelo, «Marmorìno», da Primo e Cleofe Carpenti; n. il 9/11/1924 a Gaggio Montano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Fabbro.
Prestò servizio militare in artiglieria marittima a Venezia dal 20/10/42 all'8/9/43.
Militò nel 1° btg della 7a brg Modena della div Armando ed operò sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 25/6/44 al 30/8/44.
Abruzzese Antonietta, da Pasquale; n. l'1l/10/1909 a Dozza.
Militò nel CUMER.
Riconosciuta partigiana dall'1/3/44 alla Liberazione, con il grado di tenente.
Abruzzese Natalina, da Pasquale; n. il 25/12/1916 a Ravenna.
Ferita.
Militò nell'8a brg Masia GL.
Riconosciuta partigiana dall'1/4/44 alla Liberazione.
Abruzzese Pasquale, da Giuseppe.
Militò nella brg GL Montagna.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione.
Abruzzese Sandro, da Pasquale.
Militò nel CUMER.
Riconosciuto partigiano dal 20/9/43 alla Liberazione.
Acacci Antonio, da Respiccio e Filomena Labanti; n. il 30/12/1921 a Marzabotto; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione, con il grado di sottotenente.
Acacci Bruno, da Respiccio e Filomena Labanti; n. l'1/10/1923 a Marzabotto; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione.
Acacci Gino, «Resticcio», da Respiccio e Filomena Labanti; n. il 27/3/1913 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
2a avviamento.
Operaio.
Prestò servizio militare in fanteria in Grecia dall'8/3/40 all'8/9/43 col grado di sergente.
Militò sull'Appennino tosco-emiliano nel 2° btg della brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Acacci Sergio, da Respiccio e Filomena Labanti; n. l'1/4/1920 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
Operaio canapino.
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione.
Accarisi Alessandro, da Ruggero e Maria Chiarini; n. il 13/11/1906 a Castel S. Pietro Terme.
Nel 1943 residente a Bologna.
Contabile.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 7/12/43 alla Liberazione.
Accarisi Ottorino, da Giuseppe.
Militò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Accorsi Adelmo, da Antonio e Ildegonda Ghermandi; n. il 26/4/1917 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
la avviamento.
Ferroviere.
Dal marzo 1939 all'8/9/43 prestò servizio militare in artiglieria a Ferrara.
Militò nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi ad Anzola Emilia.
Riconosciuto partigiano dal 5/7/44 alla Liberazione.
Accorsi Agide, da Aldo ed Eleonora Bergonzoni; n. il 24/11/1911 a S.Pietro in Casale.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Dal 30/12/34 al 15/9/36 prestò servizio militare in artiglieria in Africa.
Dopo l'8/9/43 militò nel btg Tolomelli della 2 a brg Paolo Garibaldi a S.Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dall'1/8/44 alla Liberazione.
Accorsi Alberto, «Arnofel», da Aldo e Maria Gabrielli; n. il 19/2/1924 a S.Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Meccanico.
Con le funzioni di comandante di compagnia, militò nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Accorsi Bruno, da Enrico ed Elda Giovannini, n. il 29/4/1918 a Castello d'Argile; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Riconosciuto benemerito dal gennaio 1945 alla Liberazione.
Accorsi Elena, da Natale e Adele Fornasari; n. il 25/9/1906 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a elementare.
Casalinga.
Nel 1933 iniziò l'attività clandestina antifascista col marito Gualtiero Ghedini*. La loro abitazione in via Fossolo, a Bologna, fu luogo di incontri politici e centro di diffusione di stampa clandestina.
Dopo l'8/9/43 militò a Bologna in varie formazioni e nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 9/9/43 alla Liberazione. Testimonianza in RB5.
Accorsi Franco, da Antonio — tecnico, capo squadra — e Maria Narcisa Bernardini; n. l'1/3/1919 a Porretta Terme.
Entrato in seminario nel 1931, completati gli studi nel Pontificio seminario regionale Benedetto XV di Bologna, venne ordinato sacerdote il 27/6/43 dal cardinale Nasalli Rocca. Mandato cappellano a S.Pietro in Casale, entrò in contatto con i resistenti della zona. Nell'aprile 1944, trasferito, sempre come cappellano, nella parrocchia di Chiesa Nuova di Bologna, allacciò rapporti più stretti con i resistenti nella zona di via Toscana — nodo importante di collegamento tra Bologna e Firenze — interessandosi attivamente dei rastrellati di passaggio a Bologna, in gran parte provenienti dalla Toscana. Sotto la direzione di don Giulio Salmi*, li aiutò, assistendoli, inviando messaggi alle famiglie, procurando la liberazione degli ammalati, favorendo la fuga di altri. Ai partigiani fornì utili informazioni sulle posizioni dei tedeschi e aiuti materiali. Consigliò molti giovani renitenti alla leva ad entrare nella resistenza, indirizzandoli opportunamente e, nel contempo, rassicurando, nella sua qualità di sacerdote, le loro famiglie. Si adoperò perché i soldati polacchi arruolati dai tedeschi limitassero al minimo la loro collaborazione con lo sforzo bellico nazista. Tra i fondatori della sezione di via Toscana del CLN cittadino, nel 1944-1945 partecipò assiduamente alle riunioni in rappresentanza della DC. Nel 1945, subito dopo la liberazione, fu segretario della POA.
Riconosciuto partigiano dal 1944 al 1945. [A]
Accorsi Giorgio, «Ragno», da Ercole e Anice Melotti; n. il 30/5/1920 a Borgo Panigale (Bologna).
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Licenza elementare.
Fornaio.
Dall'1/5/40 al 9/9/43 prestò servizio militare a Foligno (PG).
Dopo l’8/9/43 militò nel btg Armaroli della 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Accorsi Guglielmo, «Orbo», da Luigi e Fiorenza Ramponi; n. il 2/9/1911 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943. 3a elementare.
Bracciante.
Prestò servizio militare nei granatieri a Roma dal 15/4/35 all'8/9/43.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi e nella 36a brg Bianconcini Garibaldi. Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Accorsi Idore, da Raffaele ed Ernesta Baraldi; n. il 21/2/1925 a Galliera; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Fu attivo a Galliera nel btg Lucarelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto patriota dall'1/9/44 alla Liberazione.
Accorsi James, da Rino e Giulia Fratta; n. il 3/12/1924 a Portomaggiore (FE).
Nel 1943 residente a Galliera.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò a Galliera nel btg Lucarelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/11/44 alla Liberazione.
Accorsi Oriano, «Mercurio», da Ernesto e Clorinda Gadani; n. il 13/9/1924 a Castello d'Argile; ivi residente nel 1943.
Studente.
Militò nel comando della 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò sull'Appennino tosco-emiliano. Venne recluso nel carcere di S. Giovanni in Monte (Bologna) dal 21/4/44 al 9/8/44. Ferito al braccio sinistro.
Riconosciuto partigiano nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi, dal 15/8/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente. Gli è stata conferita la medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione: «Valoroso combattente, nel corso di un combattimento, con indomito coraggio e supremo sprezzo del pericolo, si portava sotto una postazione tedesca distruggendola mediante una carica di gelatina». Casoni di Romagna, 28 settembre 1944.
Accorsi Osvaldo, «Pluto», da Alberto e Anna Govoni; n. il 31/1/1926 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto partigiano dal 20/6/44 alla Liberazione.
Accorsi Otello, «Carmencita», da Alberto e Virginia Melloni; n. il 28/2/1921 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Manovale edile.
Prestò servizio militare a Cannes (Francia) dal 10/1/41 all' 8/9/43.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi e operò sull’Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 22/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Accursi Carlo, «Gelso», da Nicandro e Cesira Bonazzi; n. il 7/9/1921 a S. Pietro in Casale.
Nel 1943 residente a S. Giorgio di Piano.
Licenza elementare.
Colono affittuario.
Dopo l’8/9/43 operò a Cinquanta (S. Giorgio di Piano) nel btg Tampellini della 2a brg Paolo Garibaldi. Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Accursi Rino, da Giuseppe e Olga Tedeschi; n. il 31/3/1928 a S. Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Fu attivo a S. Pietro in Casale nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/8/44 alla Liberazione.
CONTINUA
Come si vede, vengono prima declinati nome, cognome e generalità, residenza ed attività "prima della guerra", nonchè la data "ufficiale" (.......) in cui ciascun soggetto "divenne partigiano" (essendo tale data indispensabile per rientrare nell'amnistia-Togliatti, e quindi riverginarsi da ogni precedente peccato).
Se non vi fidate, acquistate o "prendete in ********" i volumi da qualunque biblioteca bolognese, e analizzate tutti i soggetti dell'elenco dalla A alla Z, ma la realtà è la seguente: nonostante la maggior parte degli storici consideri la marcia su roma del 28 ottobre 1922 come l'inizio del ventennio fascista, il 97-98% circa degli inestimabili eroi rossi bolognesi divennero partigiani nel '44, ossia per 21-22 anni nemmeno si accorsero di essere in un regime.
Inoltre, nonostante se ne fossero INFINE accorti (solo quando la guerra era perduta, guai mai prima.....), non ne morì quasi nessuno "per liberare la patria dal regime", tant'è che il 94% degli "eroi bolognesi caduti nel ventennio" morì in nome del duce sui vari fronti della guerra, prevalentemente quello russo /balcanico e sahariano.
E i bolognesi furono storicamente "i migliori d'Italia".
Fate vobis.....
Simbolo della resistenza, ovviamente, "bologna la rossa".
A bologna la "sacra bibbia del bravo eroe comunista che combattè ogni giorno del ventennio contro il regime" è il famosissimo libro: "Dizionario Biografico: Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945)", a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N. S. Onofri.
Si tratta di un elenco di TUTTI gli eroi ROSSI bolognesi che per ogni giorno del ventennio combatterono il feroce regime fascista, in ordine alfabetico per una migliore consultazione.
Copia-incollo i primi nominativi per darvi un'idea sia della strutturazione della "bibbia del perfetto partigiano rosso", sia delle caratteristiche dei soggetti:
Abate Edgardo, da Giuseppe ed Emma Maiotti; nato il 18/3/1927 ad Argelato; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Militò nel btg Tampellini della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò ad Argelato dove cadde in combattimento il 17/10/1944.
Riconosciuto partigiano dal 21/4/44 al 17/10/44.
Abbatista Angelo, «Maresciallo», da Giovanni; n. il 31/7/1895 a Trani (BA). Maresciallo di P.S.
Militò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall’1/7/44 alla Liberazione, con il grado di tenente.
Abeti Angelo, «Marmorìno», da Primo e Cleofe Carpenti; n. il 9/11/1924 a Gaggio Montano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Fabbro.
Prestò servizio militare in artiglieria marittima a Venezia dal 20/10/42 all'8/9/43.
Militò nel 1° btg della 7a brg Modena della div Armando ed operò sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 25/6/44 al 30/8/44.
Abruzzese Antonietta, da Pasquale; n. l'1l/10/1909 a Dozza.
Militò nel CUMER.
Riconosciuta partigiana dall'1/3/44 alla Liberazione, con il grado di tenente.
Abruzzese Natalina, da Pasquale; n. il 25/12/1916 a Ravenna.
Ferita.
Militò nell'8a brg Masia GL.
Riconosciuta partigiana dall'1/4/44 alla Liberazione.
Abruzzese Pasquale, da Giuseppe.
Militò nella brg GL Montagna.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione.
Abruzzese Sandro, da Pasquale.
Militò nel CUMER.
Riconosciuto partigiano dal 20/9/43 alla Liberazione.
Acacci Antonio, da Respiccio e Filomena Labanti; n. il 30/12/1921 a Marzabotto; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione, con il grado di sottotenente.
Acacci Bruno, da Respiccio e Filomena Labanti; n. l'1/10/1923 a Marzabotto; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione.
Acacci Gino, «Resticcio», da Respiccio e Filomena Labanti; n. il 27/3/1913 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
2a avviamento.
Operaio.
Prestò servizio militare in fanteria in Grecia dall'8/3/40 all'8/9/43 col grado di sergente.
Militò sull'Appennino tosco-emiliano nel 2° btg della brg Stella Rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Acacci Sergio, da Respiccio e Filomena Labanti; n. l'1/4/1920 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
Operaio canapino.
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione.
Accarisi Alessandro, da Ruggero e Maria Chiarini; n. il 13/11/1906 a Castel S. Pietro Terme.
Nel 1943 residente a Bologna.
Contabile.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 7/12/43 alla Liberazione.
Accarisi Ottorino, da Giuseppe.
Militò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Accorsi Adelmo, da Antonio e Ildegonda Ghermandi; n. il 26/4/1917 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
la avviamento.
Ferroviere.
Dal marzo 1939 all'8/9/43 prestò servizio militare in artiglieria a Ferrara.
Militò nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi ad Anzola Emilia.
Riconosciuto partigiano dal 5/7/44 alla Liberazione.
Accorsi Agide, da Aldo ed Eleonora Bergonzoni; n. il 24/11/1911 a S.Pietro in Casale.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Dal 30/12/34 al 15/9/36 prestò servizio militare in artiglieria in Africa.
Dopo l'8/9/43 militò nel btg Tolomelli della 2 a brg Paolo Garibaldi a S.Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dall'1/8/44 alla Liberazione.
Accorsi Alberto, «Arnofel», da Aldo e Maria Gabrielli; n. il 19/2/1924 a S.Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Meccanico.
Con le funzioni di comandante di compagnia, militò nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Accorsi Bruno, da Enrico ed Elda Giovannini, n. il 29/4/1918 a Castello d'Argile; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Riconosciuto benemerito dal gennaio 1945 alla Liberazione.
Accorsi Elena, da Natale e Adele Fornasari; n. il 25/9/1906 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a elementare.
Casalinga.
Nel 1933 iniziò l'attività clandestina antifascista col marito Gualtiero Ghedini*. La loro abitazione in via Fossolo, a Bologna, fu luogo di incontri politici e centro di diffusione di stampa clandestina.
Dopo l'8/9/43 militò a Bologna in varie formazioni e nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 9/9/43 alla Liberazione. Testimonianza in RB5.
Accorsi Franco, da Antonio — tecnico, capo squadra — e Maria Narcisa Bernardini; n. l'1/3/1919 a Porretta Terme.
Entrato in seminario nel 1931, completati gli studi nel Pontificio seminario regionale Benedetto XV di Bologna, venne ordinato sacerdote il 27/6/43 dal cardinale Nasalli Rocca. Mandato cappellano a S.Pietro in Casale, entrò in contatto con i resistenti della zona. Nell'aprile 1944, trasferito, sempre come cappellano, nella parrocchia di Chiesa Nuova di Bologna, allacciò rapporti più stretti con i resistenti nella zona di via Toscana — nodo importante di collegamento tra Bologna e Firenze — interessandosi attivamente dei rastrellati di passaggio a Bologna, in gran parte provenienti dalla Toscana. Sotto la direzione di don Giulio Salmi*, li aiutò, assistendoli, inviando messaggi alle famiglie, procurando la liberazione degli ammalati, favorendo la fuga di altri. Ai partigiani fornì utili informazioni sulle posizioni dei tedeschi e aiuti materiali. Consigliò molti giovani renitenti alla leva ad entrare nella resistenza, indirizzandoli opportunamente e, nel contempo, rassicurando, nella sua qualità di sacerdote, le loro famiglie. Si adoperò perché i soldati polacchi arruolati dai tedeschi limitassero al minimo la loro collaborazione con lo sforzo bellico nazista. Tra i fondatori della sezione di via Toscana del CLN cittadino, nel 1944-1945 partecipò assiduamente alle riunioni in rappresentanza della DC. Nel 1945, subito dopo la liberazione, fu segretario della POA.
Riconosciuto partigiano dal 1944 al 1945. [A]
Accorsi Giorgio, «Ragno», da Ercole e Anice Melotti; n. il 30/5/1920 a Borgo Panigale (Bologna).
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Licenza elementare.
Fornaio.
Dall'1/5/40 al 9/9/43 prestò servizio militare a Foligno (PG).
Dopo l’8/9/43 militò nel btg Armaroli della 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Accorsi Guglielmo, «Orbo», da Luigi e Fiorenza Ramponi; n. il 2/9/1911 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943. 3a elementare.
Bracciante.
Prestò servizio militare nei granatieri a Roma dal 15/4/35 all'8/9/43.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi e nella 36a brg Bianconcini Garibaldi. Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Accorsi Idore, da Raffaele ed Ernesta Baraldi; n. il 21/2/1925 a Galliera; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Fu attivo a Galliera nel btg Lucarelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto patriota dall'1/9/44 alla Liberazione.
Accorsi James, da Rino e Giulia Fratta; n. il 3/12/1924 a Portomaggiore (FE).
Nel 1943 residente a Galliera.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò a Galliera nel btg Lucarelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/11/44 alla Liberazione.
Accorsi Oriano, «Mercurio», da Ernesto e Clorinda Gadani; n. il 13/9/1924 a Castello d'Argile; ivi residente nel 1943.
Studente.
Militò nel comando della 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò sull'Appennino tosco-emiliano. Venne recluso nel carcere di S. Giovanni in Monte (Bologna) dal 21/4/44 al 9/8/44. Ferito al braccio sinistro.
Riconosciuto partigiano nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi, dal 15/8/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente. Gli è stata conferita la medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione: «Valoroso combattente, nel corso di un combattimento, con indomito coraggio e supremo sprezzo del pericolo, si portava sotto una postazione tedesca distruggendola mediante una carica di gelatina». Casoni di Romagna, 28 settembre 1944.
Accorsi Osvaldo, «Pluto», da Alberto e Anna Govoni; n. il 31/1/1926 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto partigiano dal 20/6/44 alla Liberazione.
Accorsi Otello, «Carmencita», da Alberto e Virginia Melloni; n. il 28/2/1921 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Manovale edile.
Prestò servizio militare a Cannes (Francia) dal 10/1/41 all' 8/9/43.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi e operò sull’Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 22/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Accursi Carlo, «Gelso», da Nicandro e Cesira Bonazzi; n. il 7/9/1921 a S. Pietro in Casale.
Nel 1943 residente a S. Giorgio di Piano.
Licenza elementare.
Colono affittuario.
Dopo l’8/9/43 operò a Cinquanta (S. Giorgio di Piano) nel btg Tampellini della 2a brg Paolo Garibaldi. Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Accursi Rino, da Giuseppe e Olga Tedeschi; n. il 31/3/1928 a S. Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Fu attivo a S. Pietro in Casale nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/8/44 alla Liberazione.
CONTINUA
Come si vede, vengono prima declinati nome, cognome e generalità, residenza ed attività "prima della guerra", nonchè la data "ufficiale" (.......) in cui ciascun soggetto "divenne partigiano" (essendo tale data indispensabile per rientrare nell'amnistia-Togliatti, e quindi riverginarsi da ogni precedente peccato).
Se non vi fidate, acquistate o "prendete in ********" i volumi da qualunque biblioteca bolognese, e analizzate tutti i soggetti dell'elenco dalla A alla Z, ma la realtà è la seguente: nonostante la maggior parte degli storici consideri la marcia su roma del 28 ottobre 1922 come l'inizio del ventennio fascista, il 97-98% circa degli inestimabili eroi rossi bolognesi divennero partigiani nel '44, ossia per 21-22 anni nemmeno si accorsero di essere in un regime.
Inoltre, nonostante se ne fossero INFINE accorti (solo quando la guerra era perduta, guai mai prima.....), non ne morì quasi nessuno "per liberare la patria dal regime", tant'è che il 94% degli "eroi bolognesi caduti nel ventennio" morì in nome del duce sui vari fronti della guerra, prevalentemente quello russo /balcanico e sahariano.
E i bolognesi furono storicamente "i migliori d'Italia".
Fate vobis.....
[SEGUE]
Acerbi Domenico. Padre domenicano, «valoroso combattente e generoso coadiutore di tante iniziative benefiche», quale superiore provinciale permise che si svolgessero e favorì riunioni e incontri di resistenti nel convento di S. Domenico. «Ebbe [...] una parte molto importante» per il riconoscimento di Bologna Città aperta; operò attivamente e con successo per sottrarre ai tedeschi il prof. Alberto Mario Camis*, ebreo rifugiato a Roma, e, nel novembre-dicembre 1944, per la liberazione dell'avv. Angelo Senin * e per far cessare il clima di arbitrio e di violenza instaurato a Bologna dai capi del fascismo repubblichino. A questo fine, confortato dal consiglio di provincia dell'ordine, e con la collaborazione del prof. Oscar Scaglietti *, si recò a Maderno, ove conferì con Giorgio Pini e potè incontrare lo stesso Mussolini, al quale parlò «delle violenze», «delle uccisioni», «degli arresti», pur rendendosi conto di star dicendo «cose più che note». Sempre alla fine del 1944, interpellato dai fascisti, convinse l'on. Fulvio Milani* e l'avv. Alessandro Stoppato, «per una presunta opposizione», a partecipare nel suo studio in S. Domenico a due riunioni con il federale fascista Pietro Torri e con Franz Pagliani, volte alla costituzione di un Comitato di conciliazione cittadino, al fine di «evitare vendette e distendere gli animi». Le due riunioni risultarono, naturalmente, «inutili». Al suo nome è stato intestato un giardino a Bologna. [A] Testimonianza in RB1
Acerbi Serafino, da Gaspare; n. il 24/7/1894 a Castel del Rio.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 3/5/44 al 20/12/44.
Aceri Giorgina, «Fiammetta», da Dalmo ed Elvira De Maria; n. il 24/6/1925 a Zola Predosa; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Sarta.
Militò a Zola Predosa nel btg Zini della 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall’11/11/43 alla Liberazione.
Aceri Raffaele, «Palo», da Augusto e Giuseppina Bargelloni; n. il 12/1/1909 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Bologna.
la istituto tecnico.
Operaio meccanico.
Prestò servizio militare in fanteria a Roma dal 5/9/29 al 10/9/31.
Militò a Medicina nel 1° btg della 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 4/8/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Antonio, «Pacifico», da Cadorno e Rosa Monti; n. il 2/6/1924 a Loiano.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel 1° btg Busi della 1a brg Irma Bandiera Garibaldi ed operò a Bologna.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Pietro, «Vladimiro», da Cadorno e Rosa Monti; n. il 14/12/1926 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi ed operò a S. Ruffillo (Bologna).
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Roberto, da Pompeo; n. l’11/9/1925.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Aconiti Sergio, «Bruno», da Aldo e Caterina Margelli; n. il 3/4/1927 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Meccanico.
Militò a Bologna nel 2° btg Giacomo della la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/5/44 alla Liberazione.
Acquarelli Remigio, da Luigi e Maria Grandi; n. il 21/4/1924 a Bologna.
Nel 1943 residente a Vaiano (FI).
Falegname.
Fu attivo nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto patriota dal settembre 1944 alla Liberazione.
Acquaviva Giovanni, n. il 15/6/1911 a Bologna.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Nell'eccidio di Marzabotto perse la moglie Mercede Bettini* e il figlio Gaudenzio*.
Riconosciuto partigiano dal 2/6/44 alla Liberazione.
Adami Angela Virginia, da Giovanni e Maria Pellizzani; n. il 31/12/1899 a Montebelluna (TV).
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Casalinga.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 9/9/1943 alla Liberazione.
Adami Virginia, da Giuseppe.
Militò nel CUMER.
Riconosciuta partigiana dall'1/12/43 alla Liberazione.
Adani Enrichetta, da Ettore.
Militò nella 66 a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall'1/6/44 alla Liberazione.
Adani Gino, da Alberto e Maria Tampellini; n. il 21/2/1924 a Zola Predosa; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Garzone.
Militò nel btg Monaldo della 36a brg Bolero Garibaldi e operò nel comune di Monta S. Pietro.
Cadde in combattimento a Casteldebole (Bologna) il 30/10/1944.
Riconosciuto partigiano dal 5/11/43 al 30/10/44.
Adelmi Nello, da Adelmo ed Erminia Bertolini; n. il 17/10/1926 a Imola; ivi residente nel 1943.
Muratore.
Riconosciuto benemerito nella brg SAP Imola dal 12/11/44 alla Liberazione.
Affini Alessandro, «Pacinotti», n. il 4/3/ 1920 a Bologna.
Nel 1943 residente a Gaggio Montano.
Licenza elementare.
Bracciante.
Prestò servizio militare in Croazia dal 10/3/40 al 30/10/40.
Militò nella brg GL Montagna sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 all'1/11/44.
Affini Alfonso, n. il 7/1/1921 a Bologna.
Nel 1943 residente a Loiano.
Licenza elementare.
Tranviere.
Prestò servizio nella guardia alla frontiera.
Militò nella 62a bgr Camicie rosse Garibaldi a Loiano.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Afflitti Aldo, da Domenico e Teresa Marani; n. il 21/2/1911 a Imola; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Falegname.
Nel 1928 aderì al PCI.
Il 6/12/30 venne arrestato a Osteriola (Imola) a seguito della scoperta dell'organizzazione comunista imolese avvenuta in novembre. Con sentenza istruttoria del 19/5/31 fu deferito al Tribunale speciale che il 23/6/31 lo assolse dall'accusa di costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda. Fu tuttavia condannato a 3 anni di confino che scontò a Lipari (ME) dal 10/8/31 all'1/11/32. Liberato a seguito dell'amnistia del decennale fascista, nel 1933 fu chiamato alle armi e dal 6/12/40 al 23/7/43 prestò servizio militare sul fronte greco dove fu sottoposto a continua sorveglianza. Dopo il 25/7/43 riprese l'attività politica accanto a Guido* e Andrea Gualandi*. Partecipò alla organizzazione delle prime bande armate nella pianura imolese divenendo ben presto comandante di btg. Fu in seguito nominato vice comandante della brg SAP Imola e quindi commissario politico. Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione con il grado di maggiore. Testimonianza in RB3.
Afflitti Lino, da Domenico e Teresa Marani; n. il 7/4/1915 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Fabbro.
Prestò servizio militare in artiglieria a Trieste e in Croazia dal 15/9/40 al 25/7/43.
Militò nel dist di Imola della 7a brg GAP Gianni Garibaldi. Cadde in combattimento il 22/10/1944 a Osteriola (Imola).
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 22/10/44.
Afflitti Tea, da Domenico e Teresa Marani; n. il 16/9/1927 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Casalinga.
Militò nella brg SAP Imola.
Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dall' 1/5/44 al 14/5/45.
Afflitti Verdiana, da Domenico e Teresa Marani; n. l'1/9/1924 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Casalinga.
Militò nella brg SAP Imola.
Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dal 15/6/44 al 14/4/45.
Africani Arturo, da Giuseppe e Delfina Pazzaglia; n. il 5/1/1919 a Marzabotto.
Nel 1943 residente a Monte S. Pietro.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare nella sussistenza a Padova dall'1/2/40 al1’8/9/43.
Fu attivo nel btg Monaldo della 63a brg Bolero Garibaldi e operò a Monte S.Pietro.
Riconosciuto patriota dall'1/3/44 alla Liberazione.
Agati Isabella, da Giacomo e Cesira Tarozzi; n. il 2/1/1920 a Zola Predosa.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Casalinga.
Moglie di Ildebrando Brighetti*.
Proveniente da famiglia di antifascisti, dopo l'8/9/43 ospitò e protesse partigiani e la sua abitazione fu base partigiana.
Arrestata il 14/3/45 fu incarcerata al comando tedesco di via S. Chiara. Venne rilasciata il 14/4/45.
Riconosciuta partigiana nella 63a brg Bolero Garibaldi dall'1/11/43 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Agosti Giuseppe, da Marco; n. il 15/9/1922 a Castagneto Bresciano (BS).
Colono.
Militò nel brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'I 1/6/44 alla Liberazione.
Agostini Alberto, da Daniele; n. il 2/9/1914 a Granaglione; ivi residente nel 1943.
Fu attivo nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto patriota dal giugno 1944 alla Liberazione.
Agostini Aldo, da Luigi ed Elvezia Bettocchi; n. il 27/7/1926 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando.
Venne fucilato dai tedeschi il 24/9/1944 a Silla (Gaggio Montano).
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 al 24/9/44. [O]
Agostini Angelo, da Oreste Arturo e Maria Marcellina Sabattini; n. il 23/10/1905 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Cavallaro.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna e operò nell'Appennino tosco-emiliano. Dopo avere partecipato alla battaglia per la difesa della "repubblica partigiana" di Montefiorino (MO), ai primi d'agosto del 1944 il suo btg tornò nell'Alta Valle del Reno. Lungo la strada del ritorno, in uno scontro con le SS tedesche, avvenuto a Castelluccio (Porretta Terme), fu catturato con Lino Degli Esposti*, Paul Henri Moscard*, Amos Menzani* e Germano Sabbadini*. Il 12/8/1944 venne fucilato a Castelluccio con gli altri.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 12/8/44.[O]
Agostini Antonio, da Giovanni e Rosa Fioresi; n. il 27/1/1929 a Porretta Terme.
Nel 1943 residente a Castel di Casio.
Licenza elementare. Fornaio.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto partigiano dal giugno 1944 alla Liberazione.
Agostini Ermanno, da Ernesto e Teresa Conti; n. il 12/12/1923 a Lugo (RA); ivi residente nel 1943.
Licenza di scuola media.
Impiegato.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/8/44 alla Liberazione.
Agostini Ernesto, «Fornaio», da Riccardo e Anna Rovacchi; n. il 3/6/1897 a Porretta Terme.
Nel 1943 residente a Lizzano in Belvedere.
4a elementare.
Fornaio.
Militò a Lizzano in Belvedere nella 7a brg Modena della div Armando.
Riconosciuto partigiano dal 10/10/44 alla Liberazione.
Agostini Gino, «Bil il Biondo», da Ernesto e Teresa Conti; n. il 18/10/1920 a Lugo (RA); ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Impiegato.
Militò nel 2° btg Ivo della 36a brg Bianconcini Garibaldi con funzioni di comandante di compagnia.
Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Agostini Ivo, da Giuseppe ed Elide Agostini; n. 22/2/1922 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare in fanteria a Gorizia, con il grado di caporale, sino all'8/9/43.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna e operò sull'Appennino tosco-emiliano. Venne fucilato dai tedeschi il 27/6/1944 a Lizzano in Belvedere.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 al 27/6/44. [O]
Agostini Mario, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 10/7/1918 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Carpentiere.
Prestò servizio militare nel genio ferrovieri. Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 alla Liberazione.
Agostini Settimio, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 23/8/1922 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Fu attivo nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto patriota dall'1/11/43 all'1/7/44.
Agostini Silvano, da Agostino e Vittorina Sarti; n. l'11/1/1928 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Matteotti Città.
Riconosciuto partigiano dal 30/10/44 alla Liberazione.
Agostini Umberto, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 18/5/1915 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione de’ Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 alla Liberazione.
Agostino Pasquale, da Giuseppe e Caterina Neri; n. il 18/10/1904 a Reggio Calabria.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a istituto tecnico industriale.
Maresciallo dell'esercito.
Fu attivo nella 63 a brg Bolero Garibaldi ed operò a Sasso Marconi, Monte S. Pietro e Bologna.
Riconosciuto patriota dall'1/8/44 al 31/10/44.
[CONTINUA]
Acerbi Domenico. Padre domenicano, «valoroso combattente e generoso coadiutore di tante iniziative benefiche», quale superiore provinciale permise che si svolgessero e favorì riunioni e incontri di resistenti nel convento di S. Domenico. «Ebbe [...] una parte molto importante» per il riconoscimento di Bologna Città aperta; operò attivamente e con successo per sottrarre ai tedeschi il prof. Alberto Mario Camis*, ebreo rifugiato a Roma, e, nel novembre-dicembre 1944, per la liberazione dell'avv. Angelo Senin * e per far cessare il clima di arbitrio e di violenza instaurato a Bologna dai capi del fascismo repubblichino. A questo fine, confortato dal consiglio di provincia dell'ordine, e con la collaborazione del prof. Oscar Scaglietti *, si recò a Maderno, ove conferì con Giorgio Pini e potè incontrare lo stesso Mussolini, al quale parlò «delle violenze», «delle uccisioni», «degli arresti», pur rendendosi conto di star dicendo «cose più che note». Sempre alla fine del 1944, interpellato dai fascisti, convinse l'on. Fulvio Milani* e l'avv. Alessandro Stoppato, «per una presunta opposizione», a partecipare nel suo studio in S. Domenico a due riunioni con il federale fascista Pietro Torri e con Franz Pagliani, volte alla costituzione di un Comitato di conciliazione cittadino, al fine di «evitare vendette e distendere gli animi». Le due riunioni risultarono, naturalmente, «inutili». Al suo nome è stato intestato un giardino a Bologna. [A] Testimonianza in RB1
Acerbi Serafino, da Gaspare; n. il 24/7/1894 a Castel del Rio.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 3/5/44 al 20/12/44.
Aceri Giorgina, «Fiammetta», da Dalmo ed Elvira De Maria; n. il 24/6/1925 a Zola Predosa; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Sarta.
Militò a Zola Predosa nel btg Zini della 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall’11/11/43 alla Liberazione.
Aceri Raffaele, «Palo», da Augusto e Giuseppina Bargelloni; n. il 12/1/1909 a Grizzana.
Nel 1943 residente a Bologna.
la istituto tecnico.
Operaio meccanico.
Prestò servizio militare in fanteria a Roma dal 5/9/29 al 10/9/31.
Militò a Medicina nel 1° btg della 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 4/8/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Antonio, «Pacifico», da Cadorno e Rosa Monti; n. il 2/6/1924 a Loiano.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel 1° btg Busi della 1a brg Irma Bandiera Garibaldi ed operò a Bologna.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Pietro, «Vladimiro», da Cadorno e Rosa Monti; n. il 14/12/1926 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi ed operò a S. Ruffillo (Bologna).
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Achiluzzi Roberto, da Pompeo; n. l’11/9/1925.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Aconiti Sergio, «Bruno», da Aldo e Caterina Margelli; n. il 3/4/1927 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Meccanico.
Militò a Bologna nel 2° btg Giacomo della la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/5/44 alla Liberazione.
Acquarelli Remigio, da Luigi e Maria Grandi; n. il 21/4/1924 a Bologna.
Nel 1943 residente a Vaiano (FI).
Falegname.
Fu attivo nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto patriota dal settembre 1944 alla Liberazione.
Acquaviva Giovanni, n. il 15/6/1911 a Bologna.
Nel 1943 residente a Marzabotto.
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Nell'eccidio di Marzabotto perse la moglie Mercede Bettini* e il figlio Gaudenzio*.
Riconosciuto partigiano dal 2/6/44 alla Liberazione.
Adami Angela Virginia, da Giovanni e Maria Pellizzani; n. il 31/12/1899 a Montebelluna (TV).
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Casalinga.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 9/9/1943 alla Liberazione.
Adami Virginia, da Giuseppe.
Militò nel CUMER.
Riconosciuta partigiana dall'1/12/43 alla Liberazione.
Adani Enrichetta, da Ettore.
Militò nella 66 a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall'1/6/44 alla Liberazione.
Adani Gino, da Alberto e Maria Tampellini; n. il 21/2/1924 a Zola Predosa; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Garzone.
Militò nel btg Monaldo della 36a brg Bolero Garibaldi e operò nel comune di Monta S. Pietro.
Cadde in combattimento a Casteldebole (Bologna) il 30/10/1944.
Riconosciuto partigiano dal 5/11/43 al 30/10/44.
Adelmi Nello, da Adelmo ed Erminia Bertolini; n. il 17/10/1926 a Imola; ivi residente nel 1943.
Muratore.
Riconosciuto benemerito nella brg SAP Imola dal 12/11/44 alla Liberazione.
Affini Alessandro, «Pacinotti», n. il 4/3/ 1920 a Bologna.
Nel 1943 residente a Gaggio Montano.
Licenza elementare.
Bracciante.
Prestò servizio militare in Croazia dal 10/3/40 al 30/10/40.
Militò nella brg GL Montagna sull'Appennino tosco-emiliano.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 all'1/11/44.
Affini Alfonso, n. il 7/1/1921 a Bologna.
Nel 1943 residente a Loiano.
Licenza elementare.
Tranviere.
Prestò servizio nella guardia alla frontiera.
Militò nella 62a bgr Camicie rosse Garibaldi a Loiano.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Afflitti Aldo, da Domenico e Teresa Marani; n. il 21/2/1911 a Imola; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Falegname.
Nel 1928 aderì al PCI.
Il 6/12/30 venne arrestato a Osteriola (Imola) a seguito della scoperta dell'organizzazione comunista imolese avvenuta in novembre. Con sentenza istruttoria del 19/5/31 fu deferito al Tribunale speciale che il 23/6/31 lo assolse dall'accusa di costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda. Fu tuttavia condannato a 3 anni di confino che scontò a Lipari (ME) dal 10/8/31 all'1/11/32. Liberato a seguito dell'amnistia del decennale fascista, nel 1933 fu chiamato alle armi e dal 6/12/40 al 23/7/43 prestò servizio militare sul fronte greco dove fu sottoposto a continua sorveglianza. Dopo il 25/7/43 riprese l'attività politica accanto a Guido* e Andrea Gualandi*. Partecipò alla organizzazione delle prime bande armate nella pianura imolese divenendo ben presto comandante di btg. Fu in seguito nominato vice comandante della brg SAP Imola e quindi commissario politico. Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione con il grado di maggiore. Testimonianza in RB3.
Afflitti Lino, da Domenico e Teresa Marani; n. il 7/4/1915 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Fabbro.
Prestò servizio militare in artiglieria a Trieste e in Croazia dal 15/9/40 al 25/7/43.
Militò nel dist di Imola della 7a brg GAP Gianni Garibaldi. Cadde in combattimento il 22/10/1944 a Osteriola (Imola).
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 22/10/44.
Afflitti Tea, da Domenico e Teresa Marani; n. il 16/9/1927 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Casalinga.
Militò nella brg SAP Imola.
Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dall' 1/5/44 al 14/5/45.
Afflitti Verdiana, da Domenico e Teresa Marani; n. l'1/9/1924 a Imola; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Casalinga.
Militò nella brg SAP Imola.
Il fratello Lino* cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dal 15/6/44 al 14/4/45.
Africani Arturo, da Giuseppe e Delfina Pazzaglia; n. il 5/1/1919 a Marzabotto.
Nel 1943 residente a Monte S. Pietro.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare nella sussistenza a Padova dall'1/2/40 al1’8/9/43.
Fu attivo nel btg Monaldo della 63a brg Bolero Garibaldi e operò a Monte S.Pietro.
Riconosciuto patriota dall'1/3/44 alla Liberazione.
Agati Isabella, da Giacomo e Cesira Tarozzi; n. il 2/1/1920 a Zola Predosa.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Casalinga.
Moglie di Ildebrando Brighetti*.
Proveniente da famiglia di antifascisti, dopo l'8/9/43 ospitò e protesse partigiani e la sua abitazione fu base partigiana.
Arrestata il 14/3/45 fu incarcerata al comando tedesco di via S. Chiara. Venne rilasciata il 14/4/45.
Riconosciuta partigiana nella 63a brg Bolero Garibaldi dall'1/11/43 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Agosti Giuseppe, da Marco; n. il 15/9/1922 a Castagneto Bresciano (BS).
Colono.
Militò nel brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'I 1/6/44 alla Liberazione.
Agostini Alberto, da Daniele; n. il 2/9/1914 a Granaglione; ivi residente nel 1943.
Fu attivo nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto patriota dal giugno 1944 alla Liberazione.
Agostini Aldo, da Luigi ed Elvezia Bettocchi; n. il 27/7/1926 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando.
Venne fucilato dai tedeschi il 24/9/1944 a Silla (Gaggio Montano).
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 al 24/9/44. [O]
Agostini Angelo, da Oreste Arturo e Maria Marcellina Sabattini; n. il 23/10/1905 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Cavallaro.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna e operò nell'Appennino tosco-emiliano. Dopo avere partecipato alla battaglia per la difesa della "repubblica partigiana" di Montefiorino (MO), ai primi d'agosto del 1944 il suo btg tornò nell'Alta Valle del Reno. Lungo la strada del ritorno, in uno scontro con le SS tedesche, avvenuto a Castelluccio (Porretta Terme), fu catturato con Lino Degli Esposti*, Paul Henri Moscard*, Amos Menzani* e Germano Sabbadini*. Il 12/8/1944 venne fucilato a Castelluccio con gli altri.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 12/8/44.[O]
Agostini Antonio, da Giovanni e Rosa Fioresi; n. il 27/1/1929 a Porretta Terme.
Nel 1943 residente a Castel di Casio.
Licenza elementare. Fornaio.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto partigiano dal giugno 1944 alla Liberazione.
Agostini Ermanno, da Ernesto e Teresa Conti; n. il 12/12/1923 a Lugo (RA); ivi residente nel 1943.
Licenza di scuola media.
Impiegato.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/8/44 alla Liberazione.
Agostini Ernesto, «Fornaio», da Riccardo e Anna Rovacchi; n. il 3/6/1897 a Porretta Terme.
Nel 1943 residente a Lizzano in Belvedere.
4a elementare.
Fornaio.
Militò a Lizzano in Belvedere nella 7a brg Modena della div Armando.
Riconosciuto partigiano dal 10/10/44 alla Liberazione.
Agostini Gino, «Bil il Biondo», da Ernesto e Teresa Conti; n. il 18/10/1920 a Lugo (RA); ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Impiegato.
Militò nel 2° btg Ivo della 36a brg Bianconcini Garibaldi con funzioni di comandante di compagnia.
Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Agostini Ivo, da Giuseppe ed Elide Agostini; n. 22/2/1922 a Porretta Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare in fanteria a Gorizia, con il grado di caporale, sino all'8/9/43.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna e operò sull'Appennino tosco-emiliano. Venne fucilato dai tedeschi il 27/6/1944 a Lizzano in Belvedere.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 al 27/6/44. [O]
Agostini Mario, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 10/7/1918 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Carpentiere.
Prestò servizio militare nel genio ferrovieri. Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 alla Liberazione.
Agostini Settimio, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 23/8/1922 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Fu attivo nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto patriota dall'1/11/43 all'1/7/44.
Agostini Silvano, da Agostino e Vittorina Sarti; n. l'11/1/1928 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Matteotti Città.
Riconosciuto partigiano dal 30/10/44 alla Liberazione.
Agostini Umberto, da Riccardo e Ida Palmieri; n. il 18/5/1915 a Castiglione dei Pepoli; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione de’ Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 alla Liberazione.
Agostino Pasquale, da Giuseppe e Caterina Neri; n. il 18/10/1904 a Reggio Calabria.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a istituto tecnico industriale.
Maresciallo dell'esercito.
Fu attivo nella 63 a brg Bolero Garibaldi ed operò a Sasso Marconi, Monte S. Pietro e Bologna.
Riconosciuto patriota dall'1/8/44 al 31/10/44.
[CONTINUA]
[SEGUE]
Agresti Adelmo, da Matteo e Pia Jaconelli; n. il 22/2/1923 a Sambuca Pistoiese (PT); ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 al 15/10/44.
Agresti Vittorio, da Alfonso e Maria Bolognini; n. il 25/8/1920 a Monghidoro.
Nel 1943 residente a Monterenzio.
Colono.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/4/44 alla Liberazione.
Agrotti Elio Mario, da Dante e Rosa Foresti; n. il 2/11/1912 a Bologna.
Licenza elementare.
Facchino.
Membro dell'organizzazione comunista bolognese che nel 1936-37 svolse una vasta attività illegale e, accanto a questa, sfruttò le possibilità legali per l'attività antifascista, fu arrestato il 30/9/36. Con sentenza del 2/9/38 venne deferito al Tribunale speciale che, il 22/11/38, lo condannò a 6 anni di reclusione con perdita dei diritti civili per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda per aver frequentato i corsi di cultura sindacale. Uscito, gli furono inflitti 2 anni di vigilanza speciale.
Prestò servizio militare nel genio a Verona dal 2/3/43 all'8/9/43.
Militò nel 3° btg Ciro della 1a brg Irma Bandiera Garibaldi e operò a Bologna.
Riconosciuto partigiano col grado di tenente dal 9/9/43 alla Liberazione. [C]
Aiello Giulio, «Capitan Furia», da Francesco e Clementina D'Alessio; n. il 3/8/1921 a Scafati (SA).
Nel 1943 residente a Bologna.
Operaio.
Prestò servizio militare nei bersaglieri dal 12/12/40 all'8/9/43 col grado di sergente.
Subito dopo l'armistizio prese contatto con Monaldo Calari * che lo presentò ad Amleto Grazia * con cui diede vita al primo gruppo partigiane attivo a Monte S. Pietro.
Successivamente si unì alla 7a brg Modena della div Armando a Montefiorino (MO) divenendo comandante di btg.
In seguito ritornò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Fu catturato dai tedeschi, ma riuscì a fuggire. Ferito alla gamba destra. Riconosciuto partigiano col grado di tenente dal 3/10/43 alla Liberazione.
Aimi Stefano, «Gianni», da Paolo Tobia e Palma Pedrazzani; n. il 10/9/1922 a Scandolara Ravara (CR).
Nel 1943 residente a Bologna.
Impiegato.
Prestò servizio militare come radiotelegrafista dall'1/11/40 al 16/12/42.
Militò nella 3a brg della div Milano. Riconosciuto partigiano dal 9/5/44 alla Liberazione.
Aimi Valter, «Iena», da Giovanni e Anna Scarani; n. il 19/3/1926 a S. Secondo Parmense (PR).
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nella 31a brg Copelli a Parma.
Riconosciuto partigiano dal 26/12/44 alla Liberazione.
Ajello Giovanni, da Vincenzo; n. il 30/11/ 1921 a S. Lorenzo di Morìano (LU).
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Alabisi Mario, «Moscardini», da Salvatore e Provvidenza Casano; n. il 7/8/1920 a Palermo.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Manovale.
Prestò servizio militare fino all'8/9/43 nei bersaglieri a Bologna col grado di caporal maggiore.
Militò a Castelfranco Emilia (MO) nella brg Tabacchi della 2a div Modena Pianura.
Riconosciuto partigiano dal 2/9/44 al 30/4/45.
Alani Celso, da Amos e Maria Menni; n. il 21/6/1902 a Dozza.
Nel 1943 residente a Imola.
4a elementare.
Muratore.
Fu attivo a Imola nel btg Rocco Marabini della brg SAP Imola.
Riconosciuto patriota dal 14/9/44 al 14/4/45.
Albanelli Giuseppe, da Isaia e Clelia Sermasi; n. il 23/7/1915 a Pianoro.
Colono.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal marzo 1944 alla Liberazione.
Albanelli Marino, «Fulmine», da Alfonso e Lina Giagoli; n. il 10/4/1925 a Castel S.Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio meccanico.
Militò nella 66 a brg Jacchia Garibaldi ed operò a Castel S.Pietro Terme.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 al 17/4/45.
Albanelli Raffaele, «Moro», da Adelmo e Vittoria Cuscini; n. il 19/9/1921 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in cavalleria dall'8/1/41 all'8/9/43 a Bologna e in Jugoslavia.
Militò nel btg Pasquali della 4 a brg Venturoli Garibaldi e operò a Ozzano Emilia.
Riconosciuto partigiano dal 5/2/44 alla Liberazione.
Albani Gino, n. il 2/10/1919 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Militò nella 5 a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 10/10/43 alla Liberazione.
Albari Bruno, da Laura Albari; n. il 27/10/1922 a Bologna.
Nel 1943 residente a Castiglione dei Pepoli.
4° elementare.
Operaio.
Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 15/10/43 alla Liberazione.
Alberani Dino, da Cesare e Malvina Mirandola; n. l'1l/3/1929 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Colono.
Fu attivo nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto patriota dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberani Dionisio, «Gianni», da Apollinare e Maria Gianchedi; n. il 4/4/1924 a Bagnacavallo (RA).
Nel 1943 residente a Molinella.
Studente.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi con funzioni di commissario politico ed operò a Castel Maggiore. Venne ucciso per rappresaglia dalle forze armate tedesche, assieme ad altre trentadue persone (partigiani, civili, donne), il 14/10/1944, in località Sabbiuno di Castel Maggiore (in via Saliceto), dopo uno scontro avvenuto nei pressi nella stessa giornata fra partigiani (guidati da Franco Franchini *) e fascisti.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 al 14/10/44. Al suo nome è stata intestata una strada di Molinella. [AR]
Alberani Giacomo, da Attilio e Gentile Marri; n. il 25/12/1923 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria a Padova dal 16/1/43 all'8/9/43.
Fu attivo btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto patriota dall'1/5/44 alla Liberazione.
Alberani Maria, «Anna», da Apollinare e Clelia Zagni; n. il 26/8/1928 a Molinella; ivi residente nel 1943.
Studentessa.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Il fratello Dionisio * cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dall'1/5/44 alla Liberazione.
Alberani Sergio, da Cesare e Malvina Mirandola; n. il 24/5/1927 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Colono.
Collaborò con la 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto benemerito dal 3/8/44 alla Liberazione.
Alberani Umberto, «Roiz», da Adelmo e Ida Lanzoni; n. il 20/10/1920 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Mezzadro.
Prestò servizio militare negli autieri a Roma dall'1/3/40 all'8/9/43.
Militò a Castel Maggiore nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione, con il grado di sottotenente.
Alberganti Giuseppe, «Cristallo», da Angelo e Maria Ravazzoli; n. il 24/7/1898 a Stradella (PV).
Macchinista nelle ferrovie dello stato.
Iscritto al PCI fino dalla fondazione, svolse compiti di direzione politica nella sezione di Arona (NO) e fu capogruppo del sindacato ferrovieri.
Sempre nel 1921 promosse la formazione degli Arditi del popolo.
Nel 1923 fu licenziato dall'amministrazione ferroviaria per aver svolto attività antifascista.
Nel 1924 fu processato in contumacia per detenzione abusiva di armi ed emigrò clandestinamente a Parigi e di qui in Unione Sovietica.
Nel 1925 rientrò in Italia trovando occupazione a Milano come operaio in una fabbrica metallurgica e nel 1926 divenne responsabile della federazione comunista di Milano.
Arrestato nel 1927 con sentenza del 17/8/28 fu prosciolto per non luogo a procedere.
Fu rilasciato nel 1929 e riprese la propria attività alla federazione di Milano organizzando, fra l'altro, l'1/8/30 una manifestazione contro il fascismo e per la pace. Inviato dal partito a Parigi per sfuggire l'arresto, raggiunse poi Mosca e, nel 1933, fu di nuovo a Parigi. Iniziò in quell'anno il proprio lavoro di ispettore del partito in Italia. Nella primavera del 1937 si arruolò nell'esercito repubblicano spagnolo col compito di commissario politico. Rientrato in Francia alla fine del conflitto venne arrestato nel 1939 e imprigionato, prima nella fortezza di Tolone, poi nel campo di concentramento di Vernet. Nel 1941 fu consegnato alla polizia italiana che lo inviò al confino a Ventotene (LT) dove restò fino all'agosto 1943. Il 19/9/43 giunse a Bologna con l'incarico di assumere la responsabilità di segretario della federazione comunista in sostituzione di Arturo Colombi * che, troppo conosciuto in città, veniva inviato a Torino.
Dal giugno 1944 al febbraio 1945 fu responsabile del Triumvirato insurrezionale dell'Emilia Romagna.
Il 23/2/45 assunse a Milano la direzione del lavoro politico entrando a far parte del Triumvirato insurrezionale della città.
Riconosciuto partigiano nella brg SAP Imola e nel CUMER dal 9/9/43 alla Liberazione. Testimonianza in RB1. [C]
Alberghi Adriano, da Ghino e Giuseppina Lanzoni; n. l'8/3/1931 a Imola; ivi residente nel 1943.
Studente. Collaborò con la brg SAP Imola.
Riconosciuto benemerito dal 14/8/44 alla Liberazione.
Alberghi Celestino, da Calisto e Rosa Ansaloni; n. il 10/4/1920 a Massa Lombarda (RA).
Nel 1943 residente a Imola.
Fornaio.
Collaborò con la brg SAP Imola.
Riconosciuto benemerito dal 20/4/44 alla Liberazione.
Alberghini Albano, da Armando * e Augusta Saguatti; n. il 5/2/1922 a S. Agata Bolognese.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
3a elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare nel genio ad Adria (RO) dal 3/5/40 all'8/9/43.
Militò a S. Giovanni in Persiceto nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi.
Rastrellato ad Amola (S. Giovanni in Persiceto), venne incarcerato a Bologna dal 5 al 22/12/44 e fucilato ai Colli di Paderno (Bologna) il 23/12/1944 insieme al fratello Roberto *.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 23/12/44.
Alberghini Andrea, da Vincenzo e Cesira Covoni; n. il 23/6/1922 a Bologna.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Colono.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Morì il 4/3/1945 a Castel Maggiore per lo scoppio di un ordigno bellico.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 4/3/45.
Alberghini Anita, da Nazzareno.
Militò nel CUMER dall'1/10/43 alla Liberazione. Riconosciuta partigiana.
Alberghini Antonietta, da Zeno e Laura Pedini; n. l'1l/1/1928 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Giostraia ambulante.
Militò nella 2ª brg Paolo Garibaldi.
Il fratello Athos * cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dal maggio 1944 alla Liberazione.
Alberghini Astildoro, da Antonio e Giovanna Busi; n. il 30/11/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Bracciante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Athos, da Zeno e Laura Pedini; n. il 5/11/1927 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Venditore ambulante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi e cadde in combattimento il 21/4/1945 a Mascarino (Castello d'Argile).
Riconosciuto partigiano dall’l/11/43 alla Liberazione.
Alberghini Dino, da Enrico e Imelde Tarozzi; n. il 9/12/1923 a Calderara di Reno; ivi residente nel 1943.
Aggiustatore meccanico.
Collaborò con la 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto benemerito dal 10/10/43 al 10/4/45.
Alberghini Dino, da Ivo e Ida Caselli; n. il 19/5/1921 a S. Giovanni in Persiceto.
Nel 1943 residente a Crevalcore.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria dal 1941 all'8/9/43.
Collaborò con la 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto benemerito.
Alberghini Emintore, da Luigi e Rosa Meotti; n. il 10/9/1893 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Usciere.
Prestò servizio militare nella prima guerra mondiale.
Militò nel CUMER e nella brg SAP Imola.
Riconosciuto partigiano dall' 1/10/43 alla Liberazione.
Alberghini Gina, da Nello e Norma Zucchelli; n. il 27/10/1923 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Casalinga.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a Pieve di Cento.
Riconosciuta partigiana dall'1/11/43 alla Liberazione con il grado di tenente.
Alberghini Gino, «Oscar», da Nello e Norma Zucchelli; n. l'1/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Muratore.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi. Fu incarcerato a Cento (FE) e a Pieve di Cento per un mese. Ferito.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Giordano, da Alfredo e Adele Dragoni; n. il 15/6/1922 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Analfabeta.
Ambulante.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a Pieve di Cento.
Riconosciuto partigiano dall' 1/11/43 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Giovanni, da Antonio e Adalgisa Tassini; n. il 23/4/1921 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Operaio.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Giovanni, da Sebastiano e Nerina Accorsi; n. il 23/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Operaio canapino.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano, con il grado di vice comandante di compagnia, dal 10/6/1944 alla Liberazione.
Alberghini Girolamo, da Alfredo e Adele Dragoni; n. il 20/1/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Operaio canapino.
Militò a Pieve di Cento nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/11/1943 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Mario, «Fracasso», da Alfonso e Linda Chiesa; n. il 4/5/1926 a Occhiobello (RO).
Nel 1943 residente a Pieve di Cento.
2a elementare.
Calzolaio.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi e operò a Pieve di Cento e S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Mario, «Sarti», da Enrico e Imelde Tarozzi; n. il 3/4/1925 a Bologna.
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Licenza elementare.
Meccanico.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando e operò a Montefiorino (MO).
Fu incarcerato a Verona dal 18/1/44 al 28/4/44. Ferito al braccio e alla gamba destra.
Riconosciuto partigiano dal 17/9/44 alla Liberazione.
[CONTINUA]
Agresti Adelmo, da Matteo e Pia Jaconelli; n. il 22/2/1923 a Sambuca Pistoiese (PT); ivi residente nel 1943.
Militò nella brg Toni Matteotti Montagna.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 al 15/10/44.
Agresti Vittorio, da Alfonso e Maria Bolognini; n. il 25/8/1920 a Monghidoro.
Nel 1943 residente a Monterenzio.
Colono.
Militò nella 36a brg Bianconcini Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/4/44 alla Liberazione.
Agrotti Elio Mario, da Dante e Rosa Foresti; n. il 2/11/1912 a Bologna.
Licenza elementare.
Facchino.
Membro dell'organizzazione comunista bolognese che nel 1936-37 svolse una vasta attività illegale e, accanto a questa, sfruttò le possibilità legali per l'attività antifascista, fu arrestato il 30/9/36. Con sentenza del 2/9/38 venne deferito al Tribunale speciale che, il 22/11/38, lo condannò a 6 anni di reclusione con perdita dei diritti civili per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda per aver frequentato i corsi di cultura sindacale. Uscito, gli furono inflitti 2 anni di vigilanza speciale.
Prestò servizio militare nel genio a Verona dal 2/3/43 all'8/9/43.
Militò nel 3° btg Ciro della 1a brg Irma Bandiera Garibaldi e operò a Bologna.
Riconosciuto partigiano col grado di tenente dal 9/9/43 alla Liberazione. [C]
Aiello Giulio, «Capitan Furia», da Francesco e Clementina D'Alessio; n. il 3/8/1921 a Scafati (SA).
Nel 1943 residente a Bologna.
Operaio.
Prestò servizio militare nei bersaglieri dal 12/12/40 all'8/9/43 col grado di sergente.
Subito dopo l'armistizio prese contatto con Monaldo Calari * che lo presentò ad Amleto Grazia * con cui diede vita al primo gruppo partigiane attivo a Monte S. Pietro.
Successivamente si unì alla 7a brg Modena della div Armando a Montefiorino (MO) divenendo comandante di btg.
In seguito ritornò nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Fu catturato dai tedeschi, ma riuscì a fuggire. Ferito alla gamba destra. Riconosciuto partigiano col grado di tenente dal 3/10/43 alla Liberazione.
Aimi Stefano, «Gianni», da Paolo Tobia e Palma Pedrazzani; n. il 10/9/1922 a Scandolara Ravara (CR).
Nel 1943 residente a Bologna.
Impiegato.
Prestò servizio militare come radiotelegrafista dall'1/11/40 al 16/12/42.
Militò nella 3a brg della div Milano. Riconosciuto partigiano dal 9/5/44 alla Liberazione.
Aimi Valter, «Iena», da Giovanni e Anna Scarani; n. il 19/3/1926 a S. Secondo Parmense (PR).
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nella 31a brg Copelli a Parma.
Riconosciuto partigiano dal 26/12/44 alla Liberazione.
Ajello Giovanni, da Vincenzo; n. il 30/11/ 1921 a S. Lorenzo di Morìano (LU).
Militò nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Alabisi Mario, «Moscardini», da Salvatore e Provvidenza Casano; n. il 7/8/1920 a Palermo.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Manovale.
Prestò servizio militare fino all'8/9/43 nei bersaglieri a Bologna col grado di caporal maggiore.
Militò a Castelfranco Emilia (MO) nella brg Tabacchi della 2a div Modena Pianura.
Riconosciuto partigiano dal 2/9/44 al 30/4/45.
Alani Celso, da Amos e Maria Menni; n. il 21/6/1902 a Dozza.
Nel 1943 residente a Imola.
4a elementare.
Muratore.
Fu attivo a Imola nel btg Rocco Marabini della brg SAP Imola.
Riconosciuto patriota dal 14/9/44 al 14/4/45.
Albanelli Giuseppe, da Isaia e Clelia Sermasi; n. il 23/7/1915 a Pianoro.
Colono.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal marzo 1944 alla Liberazione.
Albanelli Marino, «Fulmine», da Alfonso e Lina Giagoli; n. il 10/4/1925 a Castel S.Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio meccanico.
Militò nella 66 a brg Jacchia Garibaldi ed operò a Castel S.Pietro Terme.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 al 17/4/45.
Albanelli Raffaele, «Moro», da Adelmo e Vittoria Cuscini; n. il 19/9/1921 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in cavalleria dall'8/1/41 all'8/9/43 a Bologna e in Jugoslavia.
Militò nel btg Pasquali della 4 a brg Venturoli Garibaldi e operò a Ozzano Emilia.
Riconosciuto partigiano dal 5/2/44 alla Liberazione.
Albani Gino, n. il 2/10/1919 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Militò nella 5 a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 10/10/43 alla Liberazione.
Albari Bruno, da Laura Albari; n. il 27/10/1922 a Bologna.
Nel 1943 residente a Castiglione dei Pepoli.
4° elementare.
Operaio.
Militò nel btg Luccarini della brg Stella rossa Lupo e operò a Castiglione dei Pepoli.
Riconosciuto partigiano dal 15/10/43 alla Liberazione.
Alberani Dino, da Cesare e Malvina Mirandola; n. l'1l/3/1929 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Colono.
Fu attivo nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto patriota dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberani Dionisio, «Gianni», da Apollinare e Maria Gianchedi; n. il 4/4/1924 a Bagnacavallo (RA).
Nel 1943 residente a Molinella.
Studente.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi con funzioni di commissario politico ed operò a Castel Maggiore. Venne ucciso per rappresaglia dalle forze armate tedesche, assieme ad altre trentadue persone (partigiani, civili, donne), il 14/10/1944, in località Sabbiuno di Castel Maggiore (in via Saliceto), dopo uno scontro avvenuto nei pressi nella stessa giornata fra partigiani (guidati da Franco Franchini *) e fascisti.
Riconosciuto partigiano dal 9/9/43 al 14/10/44. Al suo nome è stata intestata una strada di Molinella. [AR]
Alberani Giacomo, da Attilio e Gentile Marri; n. il 25/12/1923 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria a Padova dal 16/1/43 all'8/9/43.
Fu attivo btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi ed operò a Castel Maggiore.
Riconosciuto patriota dall'1/5/44 alla Liberazione.
Alberani Maria, «Anna», da Apollinare e Clelia Zagni; n. il 26/8/1928 a Molinella; ivi residente nel 1943.
Studentessa.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Il fratello Dionisio * cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dall'1/5/44 alla Liberazione.
Alberani Sergio, da Cesare e Malvina Mirandola; n. il 24/5/1927 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Colono.
Collaborò con la 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto benemerito dal 3/8/44 alla Liberazione.
Alberani Umberto, «Roiz», da Adelmo e Ida Lanzoni; n. il 20/10/1920 a Imola.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Licenza elementare.
Mezzadro.
Prestò servizio militare negli autieri a Roma dall'1/3/40 all'8/9/43.
Militò a Castel Maggiore nel btg Cirillo della 4a brg Venturoli Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione, con il grado di sottotenente.
Alberganti Giuseppe, «Cristallo», da Angelo e Maria Ravazzoli; n. il 24/7/1898 a Stradella (PV).
Macchinista nelle ferrovie dello stato.
Iscritto al PCI fino dalla fondazione, svolse compiti di direzione politica nella sezione di Arona (NO) e fu capogruppo del sindacato ferrovieri.
Sempre nel 1921 promosse la formazione degli Arditi del popolo.
Nel 1923 fu licenziato dall'amministrazione ferroviaria per aver svolto attività antifascista.
Nel 1924 fu processato in contumacia per detenzione abusiva di armi ed emigrò clandestinamente a Parigi e di qui in Unione Sovietica.
Nel 1925 rientrò in Italia trovando occupazione a Milano come operaio in una fabbrica metallurgica e nel 1926 divenne responsabile della federazione comunista di Milano.
Arrestato nel 1927 con sentenza del 17/8/28 fu prosciolto per non luogo a procedere.
Fu rilasciato nel 1929 e riprese la propria attività alla federazione di Milano organizzando, fra l'altro, l'1/8/30 una manifestazione contro il fascismo e per la pace. Inviato dal partito a Parigi per sfuggire l'arresto, raggiunse poi Mosca e, nel 1933, fu di nuovo a Parigi. Iniziò in quell'anno il proprio lavoro di ispettore del partito in Italia. Nella primavera del 1937 si arruolò nell'esercito repubblicano spagnolo col compito di commissario politico. Rientrato in Francia alla fine del conflitto venne arrestato nel 1939 e imprigionato, prima nella fortezza di Tolone, poi nel campo di concentramento di Vernet. Nel 1941 fu consegnato alla polizia italiana che lo inviò al confino a Ventotene (LT) dove restò fino all'agosto 1943. Il 19/9/43 giunse a Bologna con l'incarico di assumere la responsabilità di segretario della federazione comunista in sostituzione di Arturo Colombi * che, troppo conosciuto in città, veniva inviato a Torino.
Dal giugno 1944 al febbraio 1945 fu responsabile del Triumvirato insurrezionale dell'Emilia Romagna.
Il 23/2/45 assunse a Milano la direzione del lavoro politico entrando a far parte del Triumvirato insurrezionale della città.
Riconosciuto partigiano nella brg SAP Imola e nel CUMER dal 9/9/43 alla Liberazione. Testimonianza in RB1. [C]
Alberghi Adriano, da Ghino e Giuseppina Lanzoni; n. l'8/3/1931 a Imola; ivi residente nel 1943.
Studente. Collaborò con la brg SAP Imola.
Riconosciuto benemerito dal 14/8/44 alla Liberazione.
Alberghi Celestino, da Calisto e Rosa Ansaloni; n. il 10/4/1920 a Massa Lombarda (RA).
Nel 1943 residente a Imola.
Fornaio.
Collaborò con la brg SAP Imola.
Riconosciuto benemerito dal 20/4/44 alla Liberazione.
Alberghini Albano, da Armando * e Augusta Saguatti; n. il 5/2/1922 a S. Agata Bolognese.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
3a elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare nel genio ad Adria (RO) dal 3/5/40 all'8/9/43.
Militò a S. Giovanni in Persiceto nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi.
Rastrellato ad Amola (S. Giovanni in Persiceto), venne incarcerato a Bologna dal 5 al 22/12/44 e fucilato ai Colli di Paderno (Bologna) il 23/12/1944 insieme al fratello Roberto *.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 23/12/44.
Alberghini Andrea, da Vincenzo e Cesira Covoni; n. il 23/6/1922 a Bologna.
Nel 1943 residente a Castel Maggiore.
Colono.
Militò nella 4a brg Venturoli Garibaldi.
Morì il 4/3/1945 a Castel Maggiore per lo scoppio di un ordigno bellico.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 al 4/3/45.
Alberghini Anita, da Nazzareno.
Militò nel CUMER dall'1/10/43 alla Liberazione. Riconosciuta partigiana.
Alberghini Antonietta, da Zeno e Laura Pedini; n. l'1l/1/1928 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Giostraia ambulante.
Militò nella 2ª brg Paolo Garibaldi.
Il fratello Athos * cadde nella Resistenza.
Riconosciuta partigiana dal maggio 1944 alla Liberazione.
Alberghini Astildoro, da Antonio e Giovanna Busi; n. il 30/11/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Bracciante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Athos, da Zeno e Laura Pedini; n. il 5/11/1927 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Venditore ambulante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi e cadde in combattimento il 21/4/1945 a Mascarino (Castello d'Argile).
Riconosciuto partigiano dall’l/11/43 alla Liberazione.
Alberghini Dino, da Enrico e Imelde Tarozzi; n. il 9/12/1923 a Calderara di Reno; ivi residente nel 1943.
Aggiustatore meccanico.
Collaborò con la 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto benemerito dal 10/10/43 al 10/4/45.
Alberghini Dino, da Ivo e Ida Caselli; n. il 19/5/1921 a S. Giovanni in Persiceto.
Nel 1943 residente a Crevalcore.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria dal 1941 all'8/9/43.
Collaborò con la 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto benemerito.
Alberghini Emintore, da Luigi e Rosa Meotti; n. il 10/9/1893 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Usciere.
Prestò servizio militare nella prima guerra mondiale.
Militò nel CUMER e nella brg SAP Imola.
Riconosciuto partigiano dall' 1/10/43 alla Liberazione.
Alberghini Gina, da Nello e Norma Zucchelli; n. il 27/10/1923 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Casalinga.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a Pieve di Cento.
Riconosciuta partigiana dall'1/11/43 alla Liberazione con il grado di tenente.
Alberghini Gino, «Oscar», da Nello e Norma Zucchelli; n. l'1/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Muratore.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi. Fu incarcerato a Cento (FE) e a Pieve di Cento per un mese. Ferito.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Giordano, da Alfredo e Adele Dragoni; n. il 15/6/1922 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Analfabeta.
Ambulante.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi ed operò a Pieve di Cento.
Riconosciuto partigiano dall' 1/11/43 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Giovanni, da Antonio e Adalgisa Tassini; n. il 23/4/1921 a Pieve di Cento.
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Operaio.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Giovanni, da Sebastiano e Nerina Accorsi; n. il 23/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Operaio canapino.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano, con il grado di vice comandante di compagnia, dal 10/6/1944 alla Liberazione.
Alberghini Girolamo, da Alfredo e Adele Dragoni; n. il 20/1/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Operaio canapino.
Militò a Pieve di Cento nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/11/1943 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Mario, «Fracasso», da Alfonso e Linda Chiesa; n. il 4/5/1926 a Occhiobello (RO).
Nel 1943 residente a Pieve di Cento.
2a elementare.
Calzolaio.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi e operò a Pieve di Cento e S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberghini Mario, «Sarti», da Enrico e Imelde Tarozzi; n. il 3/4/1925 a Bologna.
Nel 1943 residente a Calderara di Reno.
Licenza elementare.
Meccanico.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando e operò a Montefiorino (MO).
Fu incarcerato a Verona dal 18/1/44 al 28/4/44. Ferito al braccio e alla gamba destra.
Riconosciuto partigiano dal 17/9/44 alla Liberazione.
[CONTINUA]
[SEGUE]
Alberghini Pino, da Anello; n. 1'1/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal maggio 1944 alla Liberazione.
Alberghini Rino, da Lamberto e Adele Alberghini; n. il 23/4/1923 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Ambulante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/2/44 alla Liberazione.
Alberghini Roberto, da Armando * e Augusta Saguatti; n. il 16/5/1924 a S. Agata Bolognese.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
3a elementare.
Manovale.
Prestò servizio militare negli autieri a Firenze dal marzo 1943 all'8/9/43.
Militò nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi.
Rastrellato ad Amola (S. Giovanni in Persiceto) venne incarcerato a Bologna dal 5 al 22/12/44.
Fu fucilato ai Colli di Paderno (Bologna) il 23/12/1944 insieme al fratello Albano *.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 23/12/44.
Alberghini Sergio, «Gigi», da Lamberto e Adele Alberghini; n. l'1/5/1922 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Portinaio.
Prestò servizio militare in artiglieria a Firenze dal 28/1/42 all'8/9/43.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 5/2/44 alla Liberazione.
Alberghini Walter, «Saverio», da Guglielmo e Adele Oppi; n. il 24/2/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Ambulante.
Prestò servizio militare in fanteria a Milano dal 10/5/43 al 8/9/43.
Militò a Pieve di Cento nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Zeno, «Nobile», da Giulio ed Enrica Gonetti; n. il 26/9/1896 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
la elementare.
Ambulante.
Prestò servizio militare in fanteria durante la prima guerra mondiale.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 alla Liberazione.
Alberi Pietro, da Adelmo e Clementina Romagnoli; n. il 4/10/1926 a Marzabotto.
Nel 1943 residente a Bologna.
Militò nella brg Natisone della div Garibaldi in Friuli.
Riconosciuto partigiano dal 2/5/44 alla Liberazione.
Alberici Gian Carlo, da Giovanni ed Elvira Gardenghi; n. il 25/2/1924 a Castel Guelfo di Bologna.
Nel 1943 residente a Bologna.
Falegname.
Militò nella la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberici Gino, «Leone», da Egidio ed Ermelinda Montebugnoli; n. il 22/3/1920 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Vice brigadiere dei carabinieri.
Prestò servizio militare nei carabinieri in Albania dall'1/10/40 al 26/7/43.
Militò a Castel S. Pietro Terme nella 66a brg Jacchia Garibaldi e il 17/8/44 restò ferito alla gamba sinistra.
Riconosciuto partigiano, con il grado di tenente, dall' 1/6/44 alla Liberazione.
Alberoni Renato, «Rinoceronte», da Giacomo e Clelia Cavalli; n. il 14/4/1914 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Bracciante.
Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti a Medicina.
Riconosciuto partigiano dal 15/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ada, «Irma», da Gaetano e Assunta Parisini; n.il 14/4/1908 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
Casalinga.
alla Liberazione.
Albertazzi Adamo, «Zio», da Bernardo e Giuseppina Lucchetti; n. il 3/6/1896 a Camugnano.
Nel 1943 residente a Grizzana.
3a elementare.
Colono.
Militò sull'Appennino tosco-emiliano nel 2° btg della brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 2/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Adelmo, da Enrico; n. il 16/7/1905 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, «Terzo», da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. il 14/10/1926 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò nel 3° btg della brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, «Marco», da Luigi e Clelia Pariani; n. il 3/10/1921 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Castel S. Pietro Terme nel btg SAP della 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, da Riccardo e Amalia Lolli; n. il 22/7/1924 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando.
Riconosciuto partigiano dal 25/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Alfredo, da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. l'11/4/1925 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Monte Sole (Marzabotto) nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Amedeo, «Leone», da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. il 27/5/1923 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento commerciale.
Operaio meccanico alla Ducati.
Militò nel 2° btg della brg Stella rossa Lupo sull'Appennino tosco-emiliano.
Venne incarcerato a Vergato dal 2 al 17/2/44.
Ferito alla mano sinistra.
Riconosciuto partigiano dall'1/3/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Albertazzi Armando, «Al Pecc», da Silvio e Anna Poli; n. il 18/2/1922 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Falegname.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall' 1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Assalonne, «Corlaita», da Arrigo e Bianca Vecchi; n. il 4/9/1923 a S. Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento.
Bracciante.
Militò nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi e assunse le funzioni di comandante di compagnia.
Operò a S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dal 5/5/44 alla Liberazione con il grado di tenente..
Albertazzi Attilio, da Cesare e Maria Farné; n. il 3/7/1899 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 1/7/44 al 20/10/44.
Albertazzi Bruno, «Bruno», da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 2/2/1924 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Tornitore alla Ducati.
Militò nel 1° btg della 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Albertazzi Bruno, «Pippo», da Alberto ed Enrica Bugamelli; n. il 5/6/1926 a Bologna; ivi residente
nel 1943.
Licenza elementare.
Falegname.
Militò nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Fu incarcerato a Bologna dal 3 al 10/4/45, giorno in cui fu prelevato dal carcere.
Da tale data risulta disperso.
Riconosciuto partigiano dall'1/9/44 al 10/4/45.
Albertazzi Caterina, «Pina», da Cesare e Maria Farné; n. il 5/8/1905 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a elementare.
Casalinga.
Militò a Monterenzio nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 6/6/44 al 22/10/44.
Albertazzi Clara, da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 23/6/1920 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Casalinga.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 2/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Clemente, da Domenico; n. il 7/6/1927 a Castel Guelfo di Bologna; ivi residente nel 1943.
Facchino.
Fu attivo nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto patriota dal 1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Dario, «Ciccio», da Gaetano e Anna Facchini; n. il 4/7/1924 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio alla Sabiem-Parenti.
Prestò servizio militare a S. Pietro del Carso (TS) dal 16/8/43 all'8/9/43.
Militò nel brg Stella rossa Lupo a Montefiorino (MO).
Riconosciuto partigiano dall'8/3/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Albertazzi Edmo, da Ottavio ed Emma Negrini; n. il 21/4/1917 a Medicina.
Nel 1943 residente a Bologna.
Diploma di istituto tecnico commerciale.
Impiegato.
Prestò servizio militare dal 16/2/38 all'8/9/43 nel genio partecipando fra l'altro alla campagna di Russia.
Militò nella 9a brg S.Justa e nella 8a brg Masia GL.
Riconosciuto partigiano dall'1/9/44 alla Liberazione.
Albertazzi Elio, da Vincenzo e Argia Natali; n. il 22/1/1923 a Ozzano Emilia.
Militò nella brg GL Montagna.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Albertazzi Emilia, da Enrico e Clementa Fiorentini; n. il 22/11/1900 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colona.
Militò nella 7ª brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Emilio, da Angelo; n. il 23/11/1922 a Sasso Marconi.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 2/12/43 alla Liberazione.
Albertazzi Emilio, «Leandro», da Cesare e Maria Farné; n. il 31/7/1903 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò a Pizzano (Monterenzio) nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 20/6/44 al 20/10/44.
Albertazzi Erio, «Lupo», da Riccardo e Teresa Totti; n. il 10/6/1927 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento professionale.
Muratore.
Militò a Medicina nel btg Melega dalla 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 10/8/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ermete, «Lero», da Augusto e Virginia Ferri; n. il 6/9/1922 a Borgo Panigale (Bologna).
Nel 1943 residente a Sala Bolognese.
4a elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare in Francia dal 3/2/42 all'8/9/43.
Militò in Piemonte nella brg Val Tanaro della 4a div Alpi.
Riconosciuto partigiano dal 3/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Francesco, da Augusto e Maria Annunziata Nanetti; n. il 22/7/1915 a Loiano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Monterenzio e a Loiano nella 8a brg Masia GL. Riconosciuto partigiano dall'1/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Franco, da Luigi; n. il 13/6/1925. Militò nella la brg Bandiera Garibaldi e cadde il 28/10/1944.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 28/10/44.
Albertazzi Gino, da Ernesto e Giulia Franceschini; n. l'1/7/1920 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Impiegato comunale.
Militò a Bologna nell'8a brg Masia GL.
Riconosciuto partigiano dal 30/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Gino, «Gino», da Rodolfo e Concetta Casalini; n. il 3/3/1926 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio nelle ferrovie dello stato.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Giovanni, «Friz», da Arvedo e Maria Brini; n. il 5/5/1921 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare a S. Pietro del Carso (TS) dal 5/1/41 all'8/9/43.
Fatto prigioniero dai tedeschi venne detenuto in Germania dal 9/9/43 al maggio 44.
Rientrato in Italia, militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti ed operò a Medicina.
Riconosciuto partigiano dal 5/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Gualtiero, da Fioravante e Anna Masina; n. il 23/10/1911 a Crespellano; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Fu attivo nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto patriota dal novembre 1943 alla Liberazione.
Albertazzi Guerrino, da Pietro e Elisa Marani; n. il 30/9/1915 a Castel S. Pietro Terme.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Usciere.
Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Contrasse una tubercolosi polmonare nel corso della lotta di liberazione.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Guido, da Adelmo; n. il 14/1/1923 a Casalecchio di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
Militò nella brg Camicia Rossa in Toscana.
Riconosciuto partigiano dal maggio 1944 alla Liberazione.
Albertazzi Libero, «Pinelli», da Giovanni e Giuseppina Badini; n. il 12/5/1925 a Ozzano Emilia.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Ferroviere.
Fu membro del comando della brg Menotti della div Nannetti ed operò nel Veneto.
Riconosciuto partigiano, con il grado di comandante di battaglione, dal 20/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Maria, da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 18/3/1922 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Commessa.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi a Bologna.
Riconosciuta partigiana dall' 1/11/43 alla Liberazione.
Albertazzi Mario, da Giovanni ed Emilia Lorenzini; n. il 10/2/1926 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Colono mezzadro.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò a Monterenzio.
Riconosciuto partigiano dal 12/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Massimo, «Nino», da Ettore e Giuseppina Corelli; n. il 23/5/1928 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio tornitore.
Partecipò alle azioni nella zona di Pianoro fino al 30/11/44.
Passò poi nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi a Bologna.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Novella, «Wanda», da Gaetano e Assunta Parisini; n. il 2/9/1925 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Fu catturata il 25/11/44 nella base gappista di via de' Marchi e torturata dalla Gestapo.
Venne liberata il 20/3/45.
Ferita.
Riconosciuta partigiana dal 20/12/43 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Albertazzi Orlando, da Emilio e Beatrice Battistini; n. il 5/5/1923 a Sasso Marconi; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria in Calabria dal 17/2/43 all'8/9/43.
Militò nel 3° btg della brg Stella rossa Lupo a Monte Sole (Marzabotto) e a Monzuno.
Riconosciuto partigiano dal 5/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ovilio, «Malietta», da Silvio e Anna Poli; n. il 10/9/1924 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio saldatore.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi e fu incarcerato a S. Giovanni in Monte (Bologna) dal 10/12/44 al 10/1/45.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione con il grado di capitano.
Albertazzi Reodante, «Fiaro», da Enrico e Clementa Fiorentini; n. il 27/1/1916 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in cavalleria a Bologna.
Militò a Medicina nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Rina, da Agostino e Stella Baldazzi; n. il 31/12/1920 a Castel Guelfo di Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaia.
Fu attiva a Medicina e a Castel Guelfo di Bologna nel btg Melega della 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuta patriota dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Sergio, da Gaetano e Anna Facchini; n. il 22/3/1927 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò ad Anzola Emilia nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Teottimo, da Credo e Cesira Bugané; n. il 20/3/1907 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
2a elementare.
Colono mezzadro.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò a Monterenzio.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Trento, «Leo», da Giacinto e Filomena Conti; n. il 26/1/1916 a Sasso Marconi; ivi residente nel 1943.
Muratore.
Prestò servizio militare a Rodi (Grecia) dal 29/8/39 all'8/9/43 col grado di sergente maggiore.
Dopo l'armistizio prese parte alla lotta di liberazione jugoslava nella 5a brg Macedone e nel btg Unità-Zemur attivo a Belgrado. Riconosciuto partigiano col grado di sottotenente dal 4/9/44 all'8/5/45.
Albertazzi Ugo, da Riccardo e Teresa Totti; n. l’8/11/1924 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Macellaio.
Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dal marzo 1944 alla Liberazione.
[CONTINUA]
...... ma anche no, poichè chi ha deciso di non tenere più il cervello in folle, sta già cercando il libro in blblioteca

Alberghini Pino, da Anello; n. 1'1/12/1925 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal maggio 1944 alla Liberazione.
Alberghini Rino, da Lamberto e Adele Alberghini; n. il 23/4/1923 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Ambulante.
Militò nella 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/2/44 alla Liberazione.
Alberghini Roberto, da Armando * e Augusta Saguatti; n. il 16/5/1924 a S. Agata Bolognese.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
3a elementare.
Manovale.
Prestò servizio militare negli autieri a Firenze dal marzo 1943 all'8/9/43.
Militò nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi.
Rastrellato ad Amola (S. Giovanni in Persiceto) venne incarcerato a Bologna dal 5 al 22/12/44.
Fu fucilato ai Colli di Paderno (Bologna) il 23/12/1944 insieme al fratello Albano *.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 23/12/44.
Alberghini Sergio, «Gigi», da Lamberto e Adele Alberghini; n. l'1/5/1922 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Portinaio.
Prestò servizio militare in artiglieria a Firenze dal 28/1/42 all'8/9/43.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 5/2/44 alla Liberazione.
Alberghini Walter, «Saverio», da Guglielmo e Adele Oppi; n. il 24/2/1924 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Ambulante.
Prestò servizio militare in fanteria a Milano dal 10/5/43 al 8/9/43.
Militò a Pieve di Cento nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Alberghini Zeno, «Nobile», da Giulio ed Enrica Gonetti; n. il 26/9/1896 a Pieve di Cento; ivi residente nel 1943.
la elementare.
Ambulante.
Prestò servizio militare in fanteria durante la prima guerra mondiale.
Militò nel btg Gadani della 2a brg Paolo Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 10/6/44 alla Liberazione.
Alberi Pietro, da Adelmo e Clementina Romagnoli; n. il 4/10/1926 a Marzabotto.
Nel 1943 residente a Bologna.
Militò nella brg Natisone della div Garibaldi in Friuli.
Riconosciuto partigiano dal 2/5/44 alla Liberazione.
Alberici Gian Carlo, da Giovanni ed Elvira Gardenghi; n. il 25/2/1924 a Castel Guelfo di Bologna.
Nel 1943 residente a Bologna.
Falegname.
Militò nella la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Alberici Gino, «Leone», da Egidio ed Ermelinda Montebugnoli; n. il 22/3/1920 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Vice brigadiere dei carabinieri.
Prestò servizio militare nei carabinieri in Albania dall'1/10/40 al 26/7/43.
Militò a Castel S. Pietro Terme nella 66a brg Jacchia Garibaldi e il 17/8/44 restò ferito alla gamba sinistra.
Riconosciuto partigiano, con il grado di tenente, dall' 1/6/44 alla Liberazione.
Alberoni Renato, «Rinoceronte», da Giacomo e Clelia Cavalli; n. il 14/4/1914 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Bracciante.
Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti a Medicina.
Riconosciuto partigiano dal 15/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ada, «Irma», da Gaetano e Assunta Parisini; n.il 14/4/1908 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
Casalinga.
alla Liberazione.
Albertazzi Adamo, «Zio», da Bernardo e Giuseppina Lucchetti; n. il 3/6/1896 a Camugnano.
Nel 1943 residente a Grizzana.
3a elementare.
Colono.
Militò sull'Appennino tosco-emiliano nel 2° btg della brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dal 2/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Adelmo, da Enrico; n. il 16/7/1905 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, «Terzo», da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. il 14/10/1926 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò nel 3° btg della brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, «Marco», da Luigi e Clelia Pariani; n. il 3/10/1921 a Castel S. Pietro Terme; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Castel S. Pietro Terme nel btg SAP della 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Aldo, da Riccardo e Amalia Lolli; n. il 22/7/1924 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò nella 7a brg Modena della div Armando.
Riconosciuto partigiano dal 25/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Alfredo, da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. l'11/4/1925 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Monte Sole (Marzabotto) nella brg Stella rossa Lupo.
Riconosciuto partigiano dall'1/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Amedeo, «Leone», da Giuseppe e Teresa Mariotti; n. il 27/5/1923 a Camugnano; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento commerciale.
Operaio meccanico alla Ducati.
Militò nel 2° btg della brg Stella rossa Lupo sull'Appennino tosco-emiliano.
Venne incarcerato a Vergato dal 2 al 17/2/44.
Ferito alla mano sinistra.
Riconosciuto partigiano dall'1/3/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Albertazzi Armando, «Al Pecc», da Silvio e Anna Poli; n. il 18/2/1922 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Falegname.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall' 1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Assalonne, «Corlaita», da Arrigo e Bianca Vecchi; n. il 4/9/1923 a S. Pietro in Casale; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento.
Bracciante.
Militò nel btg Tolomelli della 2a brg Paolo Garibaldi e assunse le funzioni di comandante di compagnia.
Operò a S. Pietro in Casale.
Riconosciuto partigiano dal 5/5/44 alla Liberazione con il grado di tenente..
Albertazzi Attilio, da Cesare e Maria Farné; n. il 3/7/1899 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 1/7/44 al 20/10/44.
Albertazzi Bruno, «Bruno», da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 2/2/1924 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Tornitore alla Ducati.
Militò nel 1° btg della 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 15/6/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Albertazzi Bruno, «Pippo», da Alberto ed Enrica Bugamelli; n. il 5/6/1926 a Bologna; ivi residente
nel 1943.
Licenza elementare.
Falegname.
Militò nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi.
Fu incarcerato a Bologna dal 3 al 10/4/45, giorno in cui fu prelevato dal carcere.
Da tale data risulta disperso.
Riconosciuto partigiano dall'1/9/44 al 10/4/45.
Albertazzi Caterina, «Pina», da Cesare e Maria Farné; n. il 5/8/1905 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
3a elementare.
Casalinga.
Militò a Monterenzio nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 6/6/44 al 22/10/44.
Albertazzi Clara, da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 23/6/1920 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Casalinga.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dal 2/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Clemente, da Domenico; n. il 7/6/1927 a Castel Guelfo di Bologna; ivi residente nel 1943.
Facchino.
Fu attivo nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto patriota dal 1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Dario, «Ciccio», da Gaetano e Anna Facchini; n. il 4/7/1924 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio alla Sabiem-Parenti.
Prestò servizio militare a S. Pietro del Carso (TS) dal 16/8/43 all'8/9/43.
Militò nel brg Stella rossa Lupo a Montefiorino (MO).
Riconosciuto partigiano dall'8/3/44 alla Liberazione con il grado di tenente.
Albertazzi Edmo, da Ottavio ed Emma Negrini; n. il 21/4/1917 a Medicina.
Nel 1943 residente a Bologna.
Diploma di istituto tecnico commerciale.
Impiegato.
Prestò servizio militare dal 16/2/38 all'8/9/43 nel genio partecipando fra l'altro alla campagna di Russia.
Militò nella 9a brg S.Justa e nella 8a brg Masia GL.
Riconosciuto partigiano dall'1/9/44 alla Liberazione.
Albertazzi Elio, da Vincenzo e Argia Natali; n. il 22/1/1923 a Ozzano Emilia.
Militò nella brg GL Montagna.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dal 15/5/44 alla Liberazione con il grado di sottotenente.
Albertazzi Emilia, da Enrico e Clementa Fiorentini; n. il 22/11/1900 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colona.
Militò nella 7ª brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuta partigiana dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Emilio, da Angelo; n. il 23/11/1922 a Sasso Marconi.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 2/12/43 alla Liberazione.
Albertazzi Emilio, «Leandro», da Cesare e Maria Farné; n. il 31/7/1903 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
Colono.
Militò a Pizzano (Monterenzio) nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 20/6/44 al 20/10/44.
Albertazzi Erio, «Lupo», da Riccardo e Teresa Totti; n. il 10/6/1927 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Licenza di avviamento professionale.
Muratore.
Militò a Medicina nel btg Melega dalla 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuto partigiano dal 10/8/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ermete, «Lero», da Augusto e Virginia Ferri; n. il 6/9/1922 a Borgo Panigale (Bologna).
Nel 1943 residente a Sala Bolognese.
4a elementare.
Operaio.
Prestò servizio militare in Francia dal 3/2/42 all'8/9/43.
Militò in Piemonte nella brg Val Tanaro della 4a div Alpi.
Riconosciuto partigiano dal 3/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Francesco, da Augusto e Maria Annunziata Nanetti; n. il 22/7/1915 a Loiano; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Militò a Monterenzio e a Loiano nella 8a brg Masia GL. Riconosciuto partigiano dall'1/3/44 alla Liberazione.
Albertazzi Franco, da Luigi; n. il 13/6/1925. Militò nella la brg Bandiera Garibaldi e cadde il 28/10/1944.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 al 28/10/44.
Albertazzi Gino, da Ernesto e Giulia Franceschini; n. l'1/7/1920 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Impiegato comunale.
Militò a Bologna nell'8a brg Masia GL.
Riconosciuto partigiano dal 30/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Gino, «Gino», da Rodolfo e Concetta Casalini; n. il 3/3/1926 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio nelle ferrovie dello stato.
Militò nella 1a brg Irma Bandiera Garibaldi.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dall'1/7/44 alla Liberazione.
Albertazzi Giovanni, «Friz», da Arvedo e Maria Brini; n. il 5/5/1921 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare a S. Pietro del Carso (TS) dal 5/1/41 all'8/9/43.
Fatto prigioniero dai tedeschi venne detenuto in Germania dal 9/9/43 al maggio 44.
Rientrato in Italia, militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti ed operò a Medicina.
Riconosciuto partigiano dal 5/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Gualtiero, da Fioravante e Anna Masina; n. il 23/10/1911 a Crespellano; ivi residente nel 1943.
Operaio.
Fu attivo nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto patriota dal novembre 1943 alla Liberazione.
Albertazzi Guerrino, da Pietro e Elisa Marani; n. il 30/9/1915 a Castel S. Pietro Terme.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Usciere.
Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Contrasse una tubercolosi polmonare nel corso della lotta di liberazione.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione.
Albertazzi Guido, da Adelmo; n. il 14/1/1923 a Casalecchio di Reno.
Nel 1943 residente a Bologna.
Militò nella brg Camicia Rossa in Toscana.
Riconosciuto partigiano dal maggio 1944 alla Liberazione.
Albertazzi Libero, «Pinelli», da Giovanni e Giuseppina Badini; n. il 12/5/1925 a Ozzano Emilia.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Ferroviere.
Fu membro del comando della brg Menotti della div Nannetti ed operò nel Veneto.
Riconosciuto partigiano, con il grado di comandante di battaglione, dal 20/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Maria, da Adamo e Giuseppina Gaggioli; n. il 18/3/1922 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Commessa.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi a Bologna.
Riconosciuta partigiana dall' 1/11/43 alla Liberazione.
Albertazzi Mario, da Giovanni ed Emilia Lorenzini; n. il 10/2/1926 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
4a elementare.
Colono mezzadro.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò a Monterenzio.
Riconosciuto partigiano dal 12/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Massimo, «Nino», da Ettore e Giuseppina Corelli; n. il 23/5/1928 a Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio tornitore.
Partecipò alle azioni nella zona di Pianoro fino al 30/11/44.
Passò poi nel 1° btg Busi della la brg Irma Bandiera Garibaldi a Bologna.
Riconosciuto partigiano dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Novella, «Wanda», da Gaetano e Assunta Parisini; n. il 2/9/1925 a Calderara di Reno.
Nel 1943 residente a S. Giovanni in Persiceto.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Fu catturata il 25/11/44 nella base gappista di via de' Marchi e torturata dalla Gestapo.
Venne liberata il 20/3/45.
Ferita.
Riconosciuta partigiana dal 20/12/43 alla Liberazione con il grado di tenente. Testimonianza in RB5.
Albertazzi Orlando, da Emilio e Beatrice Battistini; n. il 5/5/1923 a Sasso Marconi; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in artiglieria in Calabria dal 17/2/43 all'8/9/43.
Militò nel 3° btg della brg Stella rossa Lupo a Monte Sole (Marzabotto) e a Monzuno.
Riconosciuto partigiano dal 5/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Ovilio, «Malietta», da Silvio e Anna Poli; n. il 10/9/1924 a Monterenzio.
Nel 1943 residente a Bologna.
Licenza elementare.
Operaio saldatore.
Militò nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi e fu incarcerato a S. Giovanni in Monte (Bologna) dal 10/12/44 al 10/1/45.
Riconosciuto partigiano dall'1/6/44 alla Liberazione con il grado di capitano.
Albertazzi Reodante, «Fiaro», da Enrico e Clementa Fiorentini; n. il 27/1/1916 a Medicina; ivi residente nel 1943.
3a elementare.
Colono.
Prestò servizio militare in cavalleria a Bologna.
Militò a Medicina nella 7a brg GAP Gianni Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dal 5/4/44 alla Liberazione.
Albertazzi Rina, da Agostino e Stella Baldazzi; n. il 31/12/1920 a Castel Guelfo di Bologna; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaia.
Fu attiva a Medicina e a Castel Guelfo di Bologna nel btg Melega della 5a brg Bonvicini Matteotti.
Riconosciuta patriota dall'1/10/43 alla Liberazione.
Albertazzi Sergio, da Gaetano e Anna Facchini; n. il 22/3/1927 ad Anzola Emilia; ivi residente nel 1943.
Licenza elementare.
Operaio.
Militò ad Anzola Emilia nella 63a brg Bolero Garibaldi.
Riconosciuto partigiano dall'1/5/44 alla Liberazione.
Albertazzi Teottimo, da Credo e Cesira Bugané; n. il 20/3/1907 a Monterenzio; ivi residente nel 1943.
2a elementare.
Colono mezzadro.
Militò nella 62a brg Camicie rosse Garibaldi e operò a Monterenzio.
Riconosciuto partigiano dall'1/1/44 alla Liberazione.
Albertazzi Trento, «Leo», da Giacinto e Filomena Conti; n. il 26/1/1916 a Sasso Marconi; ivi residente nel 1943.
Muratore.
Prestò servizio militare a Rodi (Grecia) dal 29/8/39 all'8/9/43 col grado di sergente maggiore.
Dopo l'armistizio prese parte alla lotta di liberazione jugoslava nella 5a brg Macedone e nel btg Unità-Zemur attivo a Belgrado. Riconosciuto partigiano col grado di sottotenente dal 4/9/44 all'8/5/45.
Albertazzi Ugo, da Riccardo e Teresa Totti; n. l’8/11/1924 a Medicina; ivi residente nel 1943.
Macellaio.
Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Ferito.
Riconosciuto partigiano dal marzo 1944 alla Liberazione.
[CONTINUA]
...... ma anche no, poichè chi ha deciso di non tenere più il cervello in folle, sta già cercando il libro in blblioteca
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Io ho letto solamente le prime due righe***** ha scritto:a prescindere che ho letto solo di sfuggita qualche spezzone e saltato i passaggi poco sottocristiano69 ha scritto:Dio ci protegga sempre dall'anarchia![]()
non posso che essere d'accordo su quello che hai scritto.
P.S. Albert evita di fare post chilometrici,nessuno li legge fidati.Noi tutti lavoriamo e quando abbiamo un momento libero diamo un'occhiata veloce ai post.Nei tuoi c'è da perdersi mezza giornata
Ciao
io non c'ho capito una beata miseria ......ma mi consolo che non sono l'unica...
comunque... se avessi inteso in modo corretto ciò che hai scritto nel 4' paragrafo del primo messaggio, se è quello che pensi tu.... sono in totale disaccordo con te.
però dubito fortemente d'averci capito... ma non è un problema.
saluti.
comunque... se avessi inteso in modo corretto ciò che hai scritto nel 4' paragrafo del primo messaggio, se è quello che pensi tu.... sono in totale disaccordo con te.
però dubito fortemente d'averci capito... ma non è un problema.
saluti.
Un altro degli argomenti che storicamente scatenano nei forum i più irrefrenabili istinti di moderazione in nome del bene supremo della tranquillità ignorante dei cervelli in folle, è inevitabilmente collegato al precedente: la strage di marzabotto.
La leggenda metropolitana delle sezioni rosse vuole che due fulgidi eroi partigiani comunisti, nomi di battaglia Lupo e Cagnone, sacrificarono la propria vita, spesa interamente giorno per giorno in continui, eroici tentativi di liberare la nazione dalla follia fascista, in un estremo quanto disperato tentativo di salvare infine oltre 1800 abitanti della zona di marzabotto da una “follia senza senso e senza preavviso” che nazisti e fascisti decisero per puro divertimento.
Purtroppo, circondati da soverchianti forze nemiche, alla fine dovettero cedere alla follia stragista dei nemici, e caddero entrambi sul campo, non prima però di essersi distinti in molteplici atti di glorioso eroismo, che contribuirono a ridurre miracolosamente le vittime dell’eccidio a soli (quasi) 1900 caduti.
Tutte e sole balle.
Lupo e Cagnone meritarono tali soprannomi molto prima della guerra per essersi distinti in eroiche bastonature di vecchiette che abitavano da sole poderi isolati della zona di Vado, ridente frazione del primo appennino bolognese a poche centinaia di metri dall’attuale casello autostradale di Sasso Marconi, per rubare loro le galline.
Quando il loro duce li chiamò, partirono immediatamente volontari cantando inni alla loro luce, il primo per il fronte africano, il secondo per quello russo, ma alle prime schioppettate se la diedero eroicamente a gambe lasciando i propri commilitoni a morire sui due fronti.
Tornarono a casa alla chetichella e subito, anziché unirsi ai veri (pochi) partigiani sulla gotica, si rivolsero al nuovo comando tedesco per ottenere qualche riconoscimento e posizione nel nuovo establishment, e ovviamente per non finire su una forca come traditori.
Non ottenutili, crearono un “terzo polo” sull’appennino emiliano, equidistante da Alleati e nazifascisti (in attesa di vedere chi la spuntava alle elezioni sulla gotica), e iniziarono ad intercettare altri traditori timorosi di fare la stessa fine “al cappio”, raggiungendo in poco tempo, secondo il diario dello stesso Lupo, le 1590 unità ben armate nell’estate 1944, il famoso “battaglione stella rossa”.
Quando si trattò di dar da mangiare, bere e dormire a quasi 1600 uomini, iniziarono i guai, poiché la popolazione locale, dissanguata dalla guerra, aveva a malapena di cosa sopravvivere a stento.
Il Lupo allora, in un memorabile discorso al battaglione, ordinò ai suoi uomini di assaltare un podere ogni 6 o 7, prelevare la famiglia che lo abitava, seppellire vivi tutti tranne il più “in salute”, che veniva invece inchiodato a terra al sole (era l’estate ’44) nella tipica “posizione del Cristo” a morire di torture urlando a monito degli abitanti dei poderi vicini (“perché dopo sarebbe toccato a loro, se non regalavano tutto”).
Quando, dopo ore di agonia, il malcapitato andava a raggiungere in Paradiso i familiari appena soffocati sottoterra, il manipolo di eroi svuotava il podere di qualunque cosa di utile al battaglione di pendagli da forca, poi lasciava nascosti nelle vicinanze 2 o 3 tiratori scelti che uccidevano chi, preso da pietà, provasse ad avvicinarsi ai cadaveri dei vicini per donare loro adeguata sepoltura.
Dopo pochi atti di tale eroismo, gli abitanti del luogo chiesero protezione ai nazisti, molto meno feroci dei “rossi”.
E di conseguenza il Cagnone prese una corriera per scappare ad arruolarsi nei volontari di Salò per redimere la propria coscienza.
Ma il Lupo inviò la propria squadra della morte preferita e lo fece ammazzare di bastonate sulla stessa corriera (anche se una seconda versione recita che, vedendolo contorcersi anche se apparentemente morto, un ex “amico” lo finì per pietà con una schioppettata).
Avendo saputo che i suoi “vicini di casa” avevano preferito chiedere aiuto ai nazisti piuttosto che dare del pane a lui e ai suoi uomini, il Lupo si vendicò iniziando ad uccidere nelle sue terre indistintamente militari del Reich ed ex amici, consapevole che i primi, per le “regole di guerra” che tutti negli anni ’40 conoscevano (erano affisse ovunque nell’appennino settentrionale nord gotica, chi combatteva il nemico indossando una divisa regolare, non poteva essere fucilato, ma solo fatto prigioniero, ma chi lo faceva da “irregolare” poteva essere fucilato sul posto, e chi, da “non-militare”, “gli dava una mano”, poteva essere causa di “rappresaglia” in ragione, per i tedeschi, di 20 civili fucilati per ciascun soldato tedesco caduto in una imboscata di “terroristi irregolari”, 1 a 50 per i francesi, fino a 1 a 100 per gli inglesi), lo avrebbero aiutato indirettamente nelle propria vendetta.
Ma probabilmente poiché “bologna la rossa” in quel periodo era chiamata “bologna la nera”, poiché “tutti stavano da quella parte senza se e senza ma” (i partigiani bolognesi, fino all’8 settembre 1943, ossia fino a dopo oltre vent’anni di duce, erano in totale 8, tutti “bianchi”, su una popolazione di oltre 300.000 mila unità dell’hinterland……… la prima “azione partigiana rossa” risale al gennaio 1944, una molotov difettosa contro il comando tedesco di Villa Spada…….), misteriosamente i nazisti non fecero praticamente mai ricorso al suddetto “diritto di rappresaglia” sancito dalle regole di guerra dell’Aja, ma continuarono praticamente solo “a minacce”.
Una settimana prima dell’eccidio di marzabotto, il comando tedesco di bologna acquistò la pagina centrale del Resto del Carlino, allora come ora il quotidiano letto ovunque in tutti i bar e le parrocchie della provincia, per avvisare gli abitanti della zona dove il Lupo si stava prendendo rivincite sulle vite di donne, anziani e bambini locali, che se gli agguati omicidi avessero continuato ad uccidere militari nazisti, questi ultimi “avrebbero presentato tutto il conto alla fine in unica soluzione”.
A quella notizia, un drappello di partigiani bolognesi e volontari alleati (anche brasiliani) scese dalla gotica per portar via il maggior numero di persone da quella zona prima dell’arrivo dei tedeschi, ma costoro vennero presi a fucilate e mitragliate dagli “eroi rossi”, che, al contrario, avevano giurato al mondo di sacrificare tutte le loro 1590 vite per salvare la popolazione locale.
Ma quando arrivarono i nazisti (meno della metà degli eroi….) i mitici partigiani rossi se la diedero a gambe lasciando sul campo solo 9 (nove……) caduti……
Ma solo 8 di loro vennero colpiti da armi tedesche, il nono era il Lupo che venne crivellato da armi partigiane poiché, quando vide quattro gatti tedeschi in lontananza dare fuoco alla casa di alcuni suoi familiari, osò pensare che i 1582 compagni rimasti potessero spararlo almeno un colpo prima si scappare a gambe levate…..…… e così rimasero subito in 1581......
Le vittime dell’eccidio, secondo tutti gli storici, furono non più di 670 (numero che comprende anche persone scomparse, di cui non si conosce l’esatta fine), ma la solita propaganda continua a recitare oltre 1800.
Il Cagnone venne ucciso a bastonate molto prima dell’eccidio, ma la solita propaganda lo canta morire eroicamente a marzabotto…..
Del resto, hanno sempre saputo solo cantare e "fare satira" dagli schermi della televisione "pubblica"......
La leggenda metropolitana delle sezioni rosse vuole che due fulgidi eroi partigiani comunisti, nomi di battaglia Lupo e Cagnone, sacrificarono la propria vita, spesa interamente giorno per giorno in continui, eroici tentativi di liberare la nazione dalla follia fascista, in un estremo quanto disperato tentativo di salvare infine oltre 1800 abitanti della zona di marzabotto da una “follia senza senso e senza preavviso” che nazisti e fascisti decisero per puro divertimento.
Purtroppo, circondati da soverchianti forze nemiche, alla fine dovettero cedere alla follia stragista dei nemici, e caddero entrambi sul campo, non prima però di essersi distinti in molteplici atti di glorioso eroismo, che contribuirono a ridurre miracolosamente le vittime dell’eccidio a soli (quasi) 1900 caduti.
Tutte e sole balle.
Lupo e Cagnone meritarono tali soprannomi molto prima della guerra per essersi distinti in eroiche bastonature di vecchiette che abitavano da sole poderi isolati della zona di Vado, ridente frazione del primo appennino bolognese a poche centinaia di metri dall’attuale casello autostradale di Sasso Marconi, per rubare loro le galline.
Quando il loro duce li chiamò, partirono immediatamente volontari cantando inni alla loro luce, il primo per il fronte africano, il secondo per quello russo, ma alle prime schioppettate se la diedero eroicamente a gambe lasciando i propri commilitoni a morire sui due fronti.
Tornarono a casa alla chetichella e subito, anziché unirsi ai veri (pochi) partigiani sulla gotica, si rivolsero al nuovo comando tedesco per ottenere qualche riconoscimento e posizione nel nuovo establishment, e ovviamente per non finire su una forca come traditori.
Non ottenutili, crearono un “terzo polo” sull’appennino emiliano, equidistante da Alleati e nazifascisti (in attesa di vedere chi la spuntava alle elezioni sulla gotica), e iniziarono ad intercettare altri traditori timorosi di fare la stessa fine “al cappio”, raggiungendo in poco tempo, secondo il diario dello stesso Lupo, le 1590 unità ben armate nell’estate 1944, il famoso “battaglione stella rossa”.
Quando si trattò di dar da mangiare, bere e dormire a quasi 1600 uomini, iniziarono i guai, poiché la popolazione locale, dissanguata dalla guerra, aveva a malapena di cosa sopravvivere a stento.
Il Lupo allora, in un memorabile discorso al battaglione, ordinò ai suoi uomini di assaltare un podere ogni 6 o 7, prelevare la famiglia che lo abitava, seppellire vivi tutti tranne il più “in salute”, che veniva invece inchiodato a terra al sole (era l’estate ’44) nella tipica “posizione del Cristo” a morire di torture urlando a monito degli abitanti dei poderi vicini (“perché dopo sarebbe toccato a loro, se non regalavano tutto”).
Quando, dopo ore di agonia, il malcapitato andava a raggiungere in Paradiso i familiari appena soffocati sottoterra, il manipolo di eroi svuotava il podere di qualunque cosa di utile al battaglione di pendagli da forca, poi lasciava nascosti nelle vicinanze 2 o 3 tiratori scelti che uccidevano chi, preso da pietà, provasse ad avvicinarsi ai cadaveri dei vicini per donare loro adeguata sepoltura.
Dopo pochi atti di tale eroismo, gli abitanti del luogo chiesero protezione ai nazisti, molto meno feroci dei “rossi”.
E di conseguenza il Cagnone prese una corriera per scappare ad arruolarsi nei volontari di Salò per redimere la propria coscienza.
Ma il Lupo inviò la propria squadra della morte preferita e lo fece ammazzare di bastonate sulla stessa corriera (anche se una seconda versione recita che, vedendolo contorcersi anche se apparentemente morto, un ex “amico” lo finì per pietà con una schioppettata).
Avendo saputo che i suoi “vicini di casa” avevano preferito chiedere aiuto ai nazisti piuttosto che dare del pane a lui e ai suoi uomini, il Lupo si vendicò iniziando ad uccidere nelle sue terre indistintamente militari del Reich ed ex amici, consapevole che i primi, per le “regole di guerra” che tutti negli anni ’40 conoscevano (erano affisse ovunque nell’appennino settentrionale nord gotica, chi combatteva il nemico indossando una divisa regolare, non poteva essere fucilato, ma solo fatto prigioniero, ma chi lo faceva da “irregolare” poteva essere fucilato sul posto, e chi, da “non-militare”, “gli dava una mano”, poteva essere causa di “rappresaglia” in ragione, per i tedeschi, di 20 civili fucilati per ciascun soldato tedesco caduto in una imboscata di “terroristi irregolari”, 1 a 50 per i francesi, fino a 1 a 100 per gli inglesi), lo avrebbero aiutato indirettamente nelle propria vendetta.
Ma probabilmente poiché “bologna la rossa” in quel periodo era chiamata “bologna la nera”, poiché “tutti stavano da quella parte senza se e senza ma” (i partigiani bolognesi, fino all’8 settembre 1943, ossia fino a dopo oltre vent’anni di duce, erano in totale 8, tutti “bianchi”, su una popolazione di oltre 300.000 mila unità dell’hinterland……… la prima “azione partigiana rossa” risale al gennaio 1944, una molotov difettosa contro il comando tedesco di Villa Spada…….), misteriosamente i nazisti non fecero praticamente mai ricorso al suddetto “diritto di rappresaglia” sancito dalle regole di guerra dell’Aja, ma continuarono praticamente solo “a minacce”.
Una settimana prima dell’eccidio di marzabotto, il comando tedesco di bologna acquistò la pagina centrale del Resto del Carlino, allora come ora il quotidiano letto ovunque in tutti i bar e le parrocchie della provincia, per avvisare gli abitanti della zona dove il Lupo si stava prendendo rivincite sulle vite di donne, anziani e bambini locali, che se gli agguati omicidi avessero continuato ad uccidere militari nazisti, questi ultimi “avrebbero presentato tutto il conto alla fine in unica soluzione”.
A quella notizia, un drappello di partigiani bolognesi e volontari alleati (anche brasiliani) scese dalla gotica per portar via il maggior numero di persone da quella zona prima dell’arrivo dei tedeschi, ma costoro vennero presi a fucilate e mitragliate dagli “eroi rossi”, che, al contrario, avevano giurato al mondo di sacrificare tutte le loro 1590 vite per salvare la popolazione locale.
Ma quando arrivarono i nazisti (meno della metà degli eroi….) i mitici partigiani rossi se la diedero a gambe lasciando sul campo solo 9 (nove……) caduti……
Ma solo 8 di loro vennero colpiti da armi tedesche, il nono era il Lupo che venne crivellato da armi partigiane poiché, quando vide quattro gatti tedeschi in lontananza dare fuoco alla casa di alcuni suoi familiari, osò pensare che i 1582 compagni rimasti potessero spararlo almeno un colpo prima si scappare a gambe levate…..…… e così rimasero subito in 1581......
Le vittime dell’eccidio, secondo tutti gli storici, furono non più di 670 (numero che comprende anche persone scomparse, di cui non si conosce l’esatta fine), ma la solita propaganda continua a recitare oltre 1800.
Il Cagnone venne ucciso a bastonate molto prima dell’eccidio, ma la solita propaganda lo canta morire eroicamente a marzabotto…..
Del resto, hanno sempre saputo solo cantare e "fare satira" dagli schermi della televisione "pubblica"......
