Neve a Nordest - Super amarcord
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jacky_style90
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Finalmente le temperature iniziano a calare dalle 14.27!
Forlì, temepratura massima di +14,2°c, ora +13,9°c, UR 53%.
San Biagio (RA), temperatura massima di +14,2°c, ora +13,5°c, UR 54%.
Il sole tramonta alle 18.05, la neve deve ancora affrontare almeno 2 ore veramente critiche.
Sul ravennate il vento si è già disposto da N/E.
Stupenda l'immagine satellitare. Si vede benissimo la neve che inizia da Cesena ovest e finisce a Faneza E con Forlì in mezzo.

http://rapidfire.sci.gsfc.nasa.gov/subs ... a.250m.jpg
Forlì, temepratura massima di +14,2°c, ora +13,9°c, UR 53%.
San Biagio (RA), temperatura massima di +14,2°c, ora +13,5°c, UR 54%.
Il sole tramonta alle 18.05, la neve deve ancora affrontare almeno 2 ore veramente critiche.
Sul ravennate il vento si è già disposto da N/E.
Stupenda l'immagine satellitare. Si vede benissimo la neve che inizia da Cesena ovest e finisce a Faneza E con Forlì in mezzo.

http://rapidfire.sci.gsfc.nasa.gov/subs ... a.250m.jpg
jacky_style90 ha scritto:bella franco!!! Finalmente degli approfondimenti sul N-E, ci volevano proprio! Siamo troppo snobbati secondo me, e questo post è oro secondo me! Bravo
Scusa in che senso...Siamo troppo snobbati secondo me, e questo post è oro secondo me!
Città meno nevose ...Verona...Treviso...Rovigo...Padova...Venezia...Trieste...Mantova....Ferrara cioè gran parte del N-Est
ps. complimenti comunque a Franconeve
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jacky_style90
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Sfigati, sfigati! Però, ragazzi, il 19 dicembre 2009 e il 10 marzo 2010 non so in quali località italiane nevicasse più che da noi!!!!!!!!!!jacky_style90 ha scritto:no polo forse mi sono spiegato male... intendevo snobbato dai media e siti meteo, non dalla neve!![]()
Che siamo sfigati nivologicamente parlando lo sappiamo da un pezzo, basta che guardi i nostri post del nowcasting N-E durante tutto l'arco dell'inverno![]()
Ogni tanto qualche buona passata ci arriva, dai.
Comunque, tornando al 3D, ringrazio per i complimenti, e mi permetto di ricordarvi che ogni mese ne apro uno nuovo sul possibile andamento termico nel Nordest del mese appena iniziato. Ad sempio adesso ho da poco aperto "Marzo si candida sottomedia?". Andate a vederlo e dfite la vostra!
Ciao a tutti, teniamo vivo il MeteoNordEst!
Penso che questa mappa sia assai indicativa + di tante parole...franconeve ha scritto:Sfigati, sfigati! Però, ragazzi, il 19 dicembre 2009 e il 10 marzo 2010 non so in quali località italiane nevicasse più che da noi!!!!!!!!!!jacky_style90 ha scritto:no polo forse mi sono spiegato male... intendevo snobbato dai media e siti meteo, non dalla neve!![]()
Che siamo sfigati nivologicamente parlando lo sappiamo da un pezzo, basta che guardi i nostri post del nowcasting N-E durante tutto l'arco dell'inverno![]()
Ogni tanto qualche buona passata ci arriva, dai.
Comunque, tornando al 3D, ringrazio per i complimenti, e mi permetto di ricordarvi che ogni mese ne apro uno nuovo sul possibile andamento termico nel Nordest del mese appena iniziato. Ad sempio adesso ho da poco aperto "Marzo si candida sottomedia?". Andate a vederlo e dfite la vostra!
Ciao a tutti, teniamo vivo il MeteoNordEst!

Consiglio a tutti gli amici del N-Est di farsi un giro sul sito di Marco Pifferetti (gia utente del forum in passato), per capire quali dinamiche-fattori portano la neve sul settore in esame. Ci sono inoltre piacevoli curiosità...anche perchè, è inutile farsi delle "pare" se il prox. inverno ritorneremo ad essere sempre i soliti sfigati che con presa di coscienza non mi pare proprio.
Tratto dal sito di M.Pifferetti
"In pianura i fattori più importanti sono il grado di continentalità e la vicinanza alle catene montuose.
Osservando, infatti, l'area padana, si nota come la nevosità sia più' elevata sul settore occidentale: qui il clima e' più' spiccatamente continentale, la quota altimetrica più elevata e l'orografia favorisce, il ristagno di spessi strati di aria fredda, anche quando in quota affluisce aria umida apportatrice di precipitazioni.
Il settore orientale risulta invece meno nevoso, sia per l'influenza mitigatrice dell'Adriatico, sia per la maggior esposizione ai venti caldi di scirocco, che investono la pianura veneta senza incontrare ostacoli orografici. In varie zone risulta significativa la maggior nevosità delle zone pedemontane rispetto a quelle più' distanti dai rilievi; le catene montuose, infatti trattengono le masse d'aria fredda sui versanti esposti al vento, intensificando lo stau, oppure proteggendo i "cuscini" di aria fredda sulle pianure sottovento, dall'aria calda in arrivo.
Su tutta la pianura piemontese e sulla Lombardia occidentale, dove più frequente è la formazione dei "cuscini freddi" cadono almeno 40-50 cm di neve che aumentano anche vistosamente a ridosso dei rilievi, superando i 75 cm (nel Cuneese e nel Biellese, si arriva a 120). La nevosità decresce poi procedendo verso est: l'area milanese riceve poco meno di 40 cm di neve, che si riducono a meno di 20 verso il Lago di Garda, solo a ridosso dei rilievi si hanno medie più elevate. In Emilia, e ancora di più in Romagna, si nota un progressivo aumento della nevosità procedendo verso i rilievi, segno evidente della prevalenza, in queste zone, delle nevicate da stau appenninico: il delta padano e le Valli di Comacchio, ricevono poco più di 10 cm di neve, la pianura settentrionale, tra i 20 e i 30, la media pianura emiliana e la fascia pedemontana romagnola, tra i 30 e i 40, la fascia pedemontana emiliana tra i 40 e i 50, fino a superare localmente i 60 a ridosso dei rilevi.
La pianura veneta e quella friulana, poco interessate dalle nevicate da "cuscino freddo " ricevono quantitativi di neve compresi tra 10 e 20 cm, che si riducono a meno di 10 nelle zone litoranee, solo a ridosso dei rilievi si raggiungono localmente valori intorno 40 cm."
link al sito
http://marcopifferetti.altervista.org/
Tratto dal sito di M.Pifferetti
"In pianura i fattori più importanti sono il grado di continentalità e la vicinanza alle catene montuose.
Osservando, infatti, l'area padana, si nota come la nevosità sia più' elevata sul settore occidentale: qui il clima e' più' spiccatamente continentale, la quota altimetrica più elevata e l'orografia favorisce, il ristagno di spessi strati di aria fredda, anche quando in quota affluisce aria umida apportatrice di precipitazioni.
Il settore orientale risulta invece meno nevoso, sia per l'influenza mitigatrice dell'Adriatico, sia per la maggior esposizione ai venti caldi di scirocco, che investono la pianura veneta senza incontrare ostacoli orografici. In varie zone risulta significativa la maggior nevosità delle zone pedemontane rispetto a quelle più' distanti dai rilievi; le catene montuose, infatti trattengono le masse d'aria fredda sui versanti esposti al vento, intensificando lo stau, oppure proteggendo i "cuscini" di aria fredda sulle pianure sottovento, dall'aria calda in arrivo.
Su tutta la pianura piemontese e sulla Lombardia occidentale, dove più frequente è la formazione dei "cuscini freddi" cadono almeno 40-50 cm di neve che aumentano anche vistosamente a ridosso dei rilievi, superando i 75 cm (nel Cuneese e nel Biellese, si arriva a 120). La nevosità decresce poi procedendo verso est: l'area milanese riceve poco meno di 40 cm di neve, che si riducono a meno di 20 verso il Lago di Garda, solo a ridosso dei rilievi si hanno medie più elevate. In Emilia, e ancora di più in Romagna, si nota un progressivo aumento della nevosità procedendo verso i rilievi, segno evidente della prevalenza, in queste zone, delle nevicate da stau appenninico: il delta padano e le Valli di Comacchio, ricevono poco più di 10 cm di neve, la pianura settentrionale, tra i 20 e i 30, la media pianura emiliana e la fascia pedemontana romagnola, tra i 30 e i 40, la fascia pedemontana emiliana tra i 40 e i 50, fino a superare localmente i 60 a ridosso dei rilevi.
La pianura veneta e quella friulana, poco interessate dalle nevicate da "cuscino freddo " ricevono quantitativi di neve compresi tra 10 e 20 cm, che si riducono a meno di 10 nelle zone litoranee, solo a ridosso dei rilievi si raggiungono localmente valori intorno 40 cm."
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Anniversario
In occasione dell'anniversario riporto la descrizione.franconeve ha scritto: Ma la stagione 1990-91 ci riserva ancora una chicca, e che chicca! Il 17 aprile si manifesta la nevicata degna di menzione più tardiva degli ultimi decenni. Già intorno alla metà del mese si manifesta un bolide anticiclonico che verso le latitudini artiche promette di dare un uppercut al VP di quelli davvero storici; infatti la risposta è clamorosa: nel seno di una saccatura scandinava acutissima un blocco gelido rotola arrembante da Nord verso Sud impegnando gran parte dell’Europa con freddo, vento e neve. La massa di aria artica marittima è talmente poderosa che se ne frega altamente dell’ostacolo alpino e, nella tarda mattinata del 17, lo supera scavando una portentosa depressione sul Centro Italia e portando una bufera di neve su gran parte delle regioni settentrionali; presso la nostra zona questa è la cronaca egli eventi, che vale la pena di seguire in stile “giornalistico”; ore 11.00: +15 °C, nuvoloso, calma di vento; ore 11.30: +16° C, coperto, vento da Sud forza 2; ore 12.00: +14 °C, coperto, linea di groppo in vista, vento forza 4 da Nord; ore 12.30: +11 °C, groppi, vento da Nord forza 7; ore 13.00: +9 °C, temporale, vento forza 7 da Nord; ore 13.30: + 7 °C, temporale, vento da Nord forza 8, la laguna di Venezia letteralmente “fuma” sotto l’incalzare delle fortissime e gelide raffiche di Tramontana; ore 14.00: +6 °C, temporale, vento da Nord forza 8; ore 14.30: +5 °C, pioggia e grandine e neve, vento da Nord forza 9; ore 15.00: +3 °C, pioggia e neve intensa, vento da Nordest forza 8; ore 15.30: neve molto intensa, +1 °C, vento da Nordest forza 8; fino alle 20.00 bufera di neve, +1 °C, vento da Nord o Nordest forza 6 – 8, fino alle 20.50 neve debole o moderata, mista a pioggia, vento in lenta attenuazione, temperatura in lieve risalita; alla fine resta a terra un manto di un paio di cm., più abbondante su tetti e luoghi esposti al vento.![]()
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Franco
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Estremo Nordest
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- franconeve
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Dove eravamo rimasti...???
Ecco:
Semestre freddo 2011-2012.
Luogo di osservazione: Torre di Mosto.
Delusione, grande delusione, soprattutto osservando i crudi dati statistici, che parlano finalmente di un inverno sottomedia termica, e di quel che è successo dal Polesine in giù a febbraio!!!
Nivologicamente parlando avremmo potuto avere molto, molto di più da questa invernata!
Dopo aver osservato un misero cenno, forse, di neve chimica nella serata del 19 gennaio in pieno episodio di nebbia gelida con alcuni gradi sotto lo zero, mi rifaccio un po’ lo spirito rammentando i numerosi anche se purtroppo non eclatanti episodi del febbraio più freddo da decenni, un febbraio avaro però, molto avaro per noi in termini di dama bianca.
Ricordiamo intanto che fin da metà gennaio il VP, dopo un periodo lunghissimo di parossistica iperattività, aveva molto frenato la sua corsa lasciando che diverse incursioni verso Nord dell’azzorriano raffreddassero per bene il continente europeo e il Mediterraneo.
Ma a fine mese addirittura si prospetta una poderosa avanzata verso Sudovest dell’orso siberiano il quale si insedia a tutti gli effetti sull’Europa centro – meridionale per l’intera prima metà del mese di febbraio avvettando continuamente masse d’aria gelida verso il Mediterraneo ove naturalmente nascevano come funghi piccole e meno piccole depressioni le quali però, mannaggia!, scorrevano sempre troppo a Sud! Il risultato? Da noi gran gelo, Bora parossistica e quasi ininterrotta per oltre due settimane consecutive, cieli spesso cieli variabili, nuvolosi, anche coperti, ma fiocchi col… contagocce! In sostanza gli episodi cui io posso dire di aver assistito sono questi: nella mattinata dell’1 febbraio la Bora intensa è accompagnata, tra le 7.45 e le 11.00 circa da una caduta di fiocchetti fini e talora anche intensi, che con un po’ di enfasi possiamo definire a carattere di piccola bufera di tanto in tanto, che lasciano a terra un manto sottilissimo, anche perché spostati qua e là dal vento fortissimo, complice anche l’aria molto secca che non permette di “fare presa”. I valori termici durante la precipitazione hanno oscillato tra -1 °C e +2 °C; fenomeno più intenso verso la costa, molto meno nell’entroterra.
Il 4 febbraio i cieli sono coperti, per la verità un po’ troppo chiari, ma belli uniformi, e verso metà mattina iniziano a volteggiare minuscole faville portate a zonzo dalla Bora, una neve debole o molto debole, la quale poi praticamente per l’intera giornata, fino alla sera, si diverte a farsi solo scorgere senza mai manifestarsi un po’ come si vede. Non essendo praticamente cascato… nulla, non c’è stata neppure l’ombra di accumulo, nonostante le temperature siano sempre rimaste sotto zero anche di 2 – 4 gradi!
Enorme la delusione del giorno 7, quando la neve era attesa un po’ su tutta la regione a causa del riattivarsi dell’area depressionaria stazionante tra il Centro e il Sud per via di un ennesimo, intenso impulso russo – balcanico; sarà la volta buona? Manco per sogno: e ancor più rabbia fa la constatazione che attorno alle 7.00 del mattino i media locali annunciavano che a Venezia aveva iniziato a sfiocchettare bene e che il sottoscritto, uscendo da casa per recarsi al lavoro a Caorle aveva visto per alcuni minuti scendere da un bel cielo plumbeo, con temperatura attorno ai -4 °C, diversi fiocchi che pareva volessero proprio dire: “Eh sì, eccoci, stiamo arrivando anche qua, tutto regolare!” Tutto regolare? Nemmeno per idea! Già dopo un chilometro d’auto i fiocchi erano divenuti fantasmi, e appena fuori Torre di Mosto, imboccata la mitica via dei Pioppi, laddove lo sguardo si apre verso Est, verso il mare, ecco la tragica scoperta: altro che cielo plumbeo, uniforme, appena verso Caorle le nubi sono tutte sfrangiate, chiare, e da cieli simili NON può nevicare! Infatti non si vede più nulla!
La sera del giorno 9 arriva un nuovo bolide da Est-Nordest con tanto di Blizzard annunciato e atteso, qualcuno dice di aver visto dal cielo ben chiuso alcune faville violentate dalla Bora fortissima, io non ho visto nulla. Tuttavia quest’ultimo impulso va a riattivare per l’ennesima volta la depressione mediterranea la quale questa volta, finalmente, risale molto bene verso Nord e dalle 4.30 alle 9.00 circa del mattino del giorno 12 regala una bella nevicata moderata talvolta quasi forte anche sulle nostre zone; preciso però che io mi trovavo a Mestre dove la neve ha battuto bene, mentre mi dicono che nel sandonatese si è trattato poco più che di una spruzzata. Comunque a Torre di Mosto si è accumulato 1 cm. scarso, mentre a Mestre ne sono scesi 9. Durante tutta la precipitazione abbiamo avuto una certa bava di Bora e temperature oscillanti tra -4 e -5: anche stavolta “non si è perduto un solo fiocco!”
Ecco:
Semestre freddo 2011-2012.
Luogo di osservazione: Torre di Mosto.
Delusione, grande delusione, soprattutto osservando i crudi dati statistici, che parlano finalmente di un inverno sottomedia termica, e di quel che è successo dal Polesine in giù a febbraio!!!
Nivologicamente parlando avremmo potuto avere molto, molto di più da questa invernata!
Dopo aver osservato un misero cenno, forse, di neve chimica nella serata del 19 gennaio in pieno episodio di nebbia gelida con alcuni gradi sotto lo zero, mi rifaccio un po’ lo spirito rammentando i numerosi anche se purtroppo non eclatanti episodi del febbraio più freddo da decenni, un febbraio avaro però, molto avaro per noi in termini di dama bianca.
Ricordiamo intanto che fin da metà gennaio il VP, dopo un periodo lunghissimo di parossistica iperattività, aveva molto frenato la sua corsa lasciando che diverse incursioni verso Nord dell’azzorriano raffreddassero per bene il continente europeo e il Mediterraneo.
Ma a fine mese addirittura si prospetta una poderosa avanzata verso Sudovest dell’orso siberiano il quale si insedia a tutti gli effetti sull’Europa centro – meridionale per l’intera prima metà del mese di febbraio avvettando continuamente masse d’aria gelida verso il Mediterraneo ove naturalmente nascevano come funghi piccole e meno piccole depressioni le quali però, mannaggia!, scorrevano sempre troppo a Sud! Il risultato? Da noi gran gelo, Bora parossistica e quasi ininterrotta per oltre due settimane consecutive, cieli spesso cieli variabili, nuvolosi, anche coperti, ma fiocchi col… contagocce! In sostanza gli episodi cui io posso dire di aver assistito sono questi: nella mattinata dell’1 febbraio la Bora intensa è accompagnata, tra le 7.45 e le 11.00 circa da una caduta di fiocchetti fini e talora anche intensi, che con un po’ di enfasi possiamo definire a carattere di piccola bufera di tanto in tanto, che lasciano a terra un manto sottilissimo, anche perché spostati qua e là dal vento fortissimo, complice anche l’aria molto secca che non permette di “fare presa”. I valori termici durante la precipitazione hanno oscillato tra -1 °C e +2 °C; fenomeno più intenso verso la costa, molto meno nell’entroterra.
Il 4 febbraio i cieli sono coperti, per la verità un po’ troppo chiari, ma belli uniformi, e verso metà mattina iniziano a volteggiare minuscole faville portate a zonzo dalla Bora, una neve debole o molto debole, la quale poi praticamente per l’intera giornata, fino alla sera, si diverte a farsi solo scorgere senza mai manifestarsi un po’ come si vede. Non essendo praticamente cascato… nulla, non c’è stata neppure l’ombra di accumulo, nonostante le temperature siano sempre rimaste sotto zero anche di 2 – 4 gradi!
Enorme la delusione del giorno 7, quando la neve era attesa un po’ su tutta la regione a causa del riattivarsi dell’area depressionaria stazionante tra il Centro e il Sud per via di un ennesimo, intenso impulso russo – balcanico; sarà la volta buona? Manco per sogno: e ancor più rabbia fa la constatazione che attorno alle 7.00 del mattino i media locali annunciavano che a Venezia aveva iniziato a sfiocchettare bene e che il sottoscritto, uscendo da casa per recarsi al lavoro a Caorle aveva visto per alcuni minuti scendere da un bel cielo plumbeo, con temperatura attorno ai -4 °C, diversi fiocchi che pareva volessero proprio dire: “Eh sì, eccoci, stiamo arrivando anche qua, tutto regolare!” Tutto regolare? Nemmeno per idea! Già dopo un chilometro d’auto i fiocchi erano divenuti fantasmi, e appena fuori Torre di Mosto, imboccata la mitica via dei Pioppi, laddove lo sguardo si apre verso Est, verso il mare, ecco la tragica scoperta: altro che cielo plumbeo, uniforme, appena verso Caorle le nubi sono tutte sfrangiate, chiare, e da cieli simili NON può nevicare! Infatti non si vede più nulla!
La sera del giorno 9 arriva un nuovo bolide da Est-Nordest con tanto di Blizzard annunciato e atteso, qualcuno dice di aver visto dal cielo ben chiuso alcune faville violentate dalla Bora fortissima, io non ho visto nulla. Tuttavia quest’ultimo impulso va a riattivare per l’ennesima volta la depressione mediterranea la quale questa volta, finalmente, risale molto bene verso Nord e dalle 4.30 alle 9.00 circa del mattino del giorno 12 regala una bella nevicata moderata talvolta quasi forte anche sulle nostre zone; preciso però che io mi trovavo a Mestre dove la neve ha battuto bene, mentre mi dicono che nel sandonatese si è trattato poco più che di una spruzzata. Comunque a Torre di Mosto si è accumulato 1 cm. scarso, mentre a Mestre ne sono scesi 9. Durante tutta la precipitazione abbiamo avuto una certa bava di Bora e temperature oscillanti tra -4 e -5: anche stavolta “non si è perduto un solo fiocco!”
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Semestre freddo 2012-2013.
Luogo di osservazione: Torre di Mosto.
Ottima invernata, per temperature e per neve!
Questa prima nevicata 2012 - 2013 che ho osservato dalla mia residenza, Torre di Mosto, ha origini lontane. Già dalla seconda metà del mese di novembre appariva chiaro come il VP stesse subendo degli attacchi inusitati da parte di figure altopressorie improvvisamente innamoratesi delle latitudini artiche. Ciò, unitamente a una buona condizione di salute dell'hp russa, ha favorito la discesa, proprio con l'inizio di dicembre, di un lobo dello sbrindellato VP verso Sud in corrispondenza dell'Europa e in parte anche del Mediterraneo. Diversi sono stati gli impulsi freddi, ma quello che ha creato un cuscinetto ideale per una nevicata, anche se solo pazialmente definibile da addolcimento, è stato quello giunto nella serata del 6 con nubi anche temporalesche e Bora sferzante. Il 7 quindi si apre con una mattinata sottozero e una bava attiva da Nordest che mantiene poi la temperatura bassa, poco oltre lo zero, per l'intera giornata.
Intanto da Nordovest scende il tanto annunciato nuovo minimo depressionario freddo che fin da metà giornata, dopo aver ben invaso i cieli di nubi a tratti irregolari a tratti più omogenee, provoca qualche prima, isolatissima precipitazione nevosa qua e là. Due fiocchi anche a Torre di Mosto attorno alle 13.00. Ma è nel pomeriggio che, poco dopo le 18.00, inizia la nevicata da addolcimento vera e propria.
La temperatura non è bassissima, siamo circa a +2 °C, ma il punto di rugiada è favorevolissimo e i fiocchi in caduta, debole, poi dalle 18.30 quasi moderata, non si sciolgono se non a terra, Spira sempre un vento quasi moderato da Bora. Attorno alle 19.00 la nevicata si fa moderata e dalle 20.00, ma ancor di più dalle 21.00 - 21.30, ci sono momenti in cui la Bora, un po' rinforzatasi, regala l'impressione della bufera; e inizia a concetizzarsi un buon manto, con le temperature scese ormai attorno allo zero; si può dire che ormai il fenomeno non sia più da addolcimento ma da irruzione (artico-marittima) vera e propria.
Nevica ancora, con fasi moderate alternate a fasi quasi forti, ciò fino alle 4.00 circa del giorno 8, con la Bora ormai indebolitasi. Quando la neve cessa ha lasciato un manto con accumulo massimo su media superficie campestre attorno ai 9 cm. Solo per dovere di cronaca segnalo qualche patetica sfiocchettata anche nella mattinata dell'8, fino alle 10.00 circa.
La fine dell'ondata fredda di inizio dicembre celebra il proprio canto del cigno nella notte sul 14, con una breve (un'oretta circa, poco di più) passata di fiocchi, inizialmente belli secchi, di intensità debole - quasi moderata, tra le 2.30 e le 4.00 scarse, prima che la neve ceda il passo all'acqua; la temperatura è di poco sopra lo zero e consente appena la formazione di un velo bianco, presto sciolto dalla pioggia.
Il fenomeno, classica nevicata da addolcimento, è stato causato dallo scorrimento di una umida e mite corrente sudoccidentale, bordo estremo di un imponene ingranaggio ciclonico in arrivo da Ovest, sopra il cuscinetto freddo accumulatosi e depositatosi dopo l'ultima irruzione da Nord - Nordest dei due giorni precedenti.
L'arrivo di una depressione piuttosto attiva dal Mediterraneo occidentale risucchia man mano che si avvicina aria via via più fredda da Est - Nordest fin dal pomeriggio del 13 gennaio. Prima di sera iniziano le precipitazioni, con circa +4 °C e la temperatura, con l'intensificarsi delle piogge e del vento orientale, scende lentamente ma costantemente, tanto che verso le 23.20 è attorno ai +2,5 °C e nella pioggia si iniziano a vedere fiocchi di neve bagnata che continuano a cadere, a intervalli, fin verso le ultime ore della notte quando il termometro scende verso i +1 °C.
Ovviamente il fenomeno, in genere piuttosto debole, non porta ad alcun accumulo essendo sempre stato misto ad acqua.
L'arrivo di un ulteriore impulso artico marittimo da settentrione rinvigorisce l'area depressionaria già insediatasi nel Mediterraneo centrale tanto che già dalla notte sul 16 si manifestano locali temporali! Ma è interessante che dalla metà mattinata del 16 fino alla prima mattinata del 17 le precipitazioni sono a carattere di splatters, con fasi anche di vera neve mista a pioggia o neve bagnata come attorno all'ora di pranzo del 16 (una mezz'ora circa, con forte Bora, prima di una schiarita che fa migliorare per un paio d'ore il tempo), e soprattutto dalla tarda serata del 16 fino alle 2 della notte con neve mista ad acqua abbastanza significativa. poi pausa precipitativa e dalle 4 si ricomincia questa volta con neve sola, per un'ora e mezza circa, tuttavia senza accumulo se non nelle zone limitrofe (sandonatese). Temperature sempre sopra lo zero tra 1 e 3 gradi circa.
Come altre volte mi è capitato, una delle nevicate più belle degli ultimi tempi me la sono persa, ero via, a Vintl dove peraltro è comunque nevicato; allora, col suo consenso, ricorro alla descrizione gentilmente fornitami da un conoscente che invece era in loco e che abita a un tiro di schioppo da Torre di Mosto. Abbrevierò un pochino la sua pittoresca descrizione e la faccio precedere dalla mia prefazione sinottica.
Eccola:
Dopo vari impulsi freddi di origine schiettamente settentrionale, il giorno 9 transita la goccia fredda forse più attiva, tanto che porta addirittura estese situazioni temporalesche, sia pure con fenomenologia a macchia di leopardo, nella serata. Numerosi lampi e tuoni, qualche modesto rinforzo del vento e qualche accenno di neve che nella nostra zona attecchisce solo leggerissimi veli, forse meno di 1 cm.
Intanto di gran carriera dall'Atlantico sopraggiunge un complesso e importante sistema perturbato che entra franco nel Mediterraneo dal Golfo di Guascogna andando a posizionare un minimo che dal Golfo del Leone si muove pioi verso Est-Nordest attivando dapprima, fra la serata del 10 e la mattinata dell'11, un richiamo temperato sudoccidentale che provoca le prime nevicate da addolcimento, mentre poi lascia spazio all'entrata di aria polare fredda maritima dal rodano cosicchè dal pomeriggio la fenomenologia si intensifica anche se, paradossalmente (si fa per dire...), l'entrata dell'irruzione dal rodano, con la propria convettività, distrugge il cuscinetto gelido peesistente e apre le porte ai rovesci di pioggia che dalla serata iniziano ad alternarsi alla neve (con tanto di formazioni temporalesche) fino alle prime ore della mattinata successiva.
Ma adesso passo alla descrizione più particolareggiata, sulla scorta appunto della cronaca trasmessami da questo amico:
Ha iniziato alle 8 con una prima imbiancata e t° di circa mezzo grado sotto lo zero.
Poi ha smesso e la t° è salita sopra zero di qualche decimo, mentre si intravedeva il disco solare.
Verso le 10 ha ripreso a fioccare fitto ma faticava ad attaccare. A tratti però con precipitazioni intense la t° si abbassava.
Prima di pranzo un buona precipitazione ha reimbiancato. Sempre micro fiocchi piccoli e fitti in generalee solo 5 minuti di bei fiocchi medi. Ahimè, buco precipitativo ad ora di pranzo, con la temperatura saliva a quasi +1°.
Poi fiocchi più fitti, cadevano di nuovo bene e iniziava a reimbiancare.
Verso le 15 ecco il cambio di passo: inizia ad attecchire anche sulla corteccia degli alberi, dalle 16 intensità che aumenta mostruosamente, inizia ad esserci un velo omogeneo e “scompaiono” strade e marciapiedi.
Verso il tramonto, la t° perde ancora qualche decimo di grado portandosi verso lo zero, e la precipitazione è intensissima, nevica mostruosamente, fiocchi spaventosi ormai 5 cm buoni sulle strade.
Ora di cena: scende il finimondo dal cielo, alle 19.30 cadono “strasse”, neve umida e collosa che si assesta su quella caduta, ci sono ormai 10 cm. Perfino le pareti delle case sono bianche. Tutto è illuminato da una luce soffusa. All'improvviso dei bagliori in cielo: sono lampi! Alle 20 delirio nevoso ma l'intensità non è più quella di prima. Siamo a 12 cm. di manto: alberi caduti, rami spezzati, bora furiosa.
Alle 21 all'improvviso gira in pioggia; diluvia; acqua, poi neve umida, poi mista a ghiaccio a secchiate sulle finestre, quasi un temporale estivo. La t° risale ma poco, fino verso +1 °C.
Verso le 5 del mattino nevica ancora un po', poi cessa.
Circa 14 – 15 cm. di manto complessivo
L'entrata di aria schiettamente continentale nella serata di mercoledì 20 con una Bora davvero fredda, tanto che il levarsi del vento fa scendere subito le t°, senza neppure l'iniziale favonizzazione (fenomeno piuttosto raro questo; infatti una iniziale sollecitazione della massa d'aria in genere causa sempre un piccolo incremento termico per sfregamento delle molecole d'aria, a prescindere dalla natura del vento!), pilotata da un discreto blocco anticiclonico tra l'oceano e l'Europa centrale, è il preludio all'approfondimento di un minimo proprio sull'Italia centro - settentrionale che porta nella giornata del 21 a un progressivo incupirsi dei cieli. Con valori termici attorno ai +4 °C, nel pomeriggio cominciano i primi fiocchi in ordine sparso sul territorio, la t° crolla poco sopra lo zero e si accentua il vento di Bora; il fenomeno inizialmente è più intenso sulla costa, Caorle viene investita dalle 18.00 da una vera tormenta, mentre solo in tarda serata i fiocchi a intervallo diventano continui nell'entroterra, mentre finalmente non si vede più la luna oltre le nubi, fenomeno affascinante ma che faceva temere in schiarite imminenti. Con valori termici attorno allo zero, anche di poco inferiori, nevica in modo da moderato a quasi forte dalle 22.30 alle 5 del mattino successivo, 22 febbraio; poi il fenomeno cessa e schiarisce. La neve, soffice, secca, piena d'aria, lascia a terra un manto di circa 9 cm.
Una piccola ritornante fredda investe il veneto orientale nella serata del 22, tanto che dalle 23.00 alle 2 di notte del giorno successivo, sabato 23, scende una nuova nevicata tra debole e moderata, con una leggera Bora e temperatura tra +1 e +2 °C, e lievissimo accumulo.
Infine nella serata del 23 l'arrivo di una profonda depressione causata da un intenso west-shift dell'aria fredda, causa fasi di splatters tra le 18.00 e le 21.00, comunque con t° attorno ai +3 / +4 °C, t° abbassatesi grazie a un'intensa Bora dopo che la giornata aveva visto i valori termici toccare anche i 6 - 7 °C.
Un accenno alla debole nevicata del 25 marzo; poche parole solo per dire che a Torre di Mosto ci sono stati un po' di splatters alternati a qualche decina di minuti di fiocchi o di gragnuola dalla prima mattinata fino a metà pomeriggio, quasi senza accumulo, appena un velo in alcuni siti più esposti, il tutto sotto l'incalzare di quella forte Bora che si era già levata il giorno prima convogliata da un potente Scand++ da antologia (corrente gelida tesissima da Est – Sudest su di noi) che ha caratterizzato quasi tutta la seconda metà di marzo sul'Europa. La temperatura si è aggirata per tutto il giorno tra i 2 e i 3 °C. Gran “tempesta di ghiaccio” a Trieste!
Luogo di osservazione: Torre di Mosto.
Ottima invernata, per temperature e per neve!
Questa prima nevicata 2012 - 2013 che ho osservato dalla mia residenza, Torre di Mosto, ha origini lontane. Già dalla seconda metà del mese di novembre appariva chiaro come il VP stesse subendo degli attacchi inusitati da parte di figure altopressorie improvvisamente innamoratesi delle latitudini artiche. Ciò, unitamente a una buona condizione di salute dell'hp russa, ha favorito la discesa, proprio con l'inizio di dicembre, di un lobo dello sbrindellato VP verso Sud in corrispondenza dell'Europa e in parte anche del Mediterraneo. Diversi sono stati gli impulsi freddi, ma quello che ha creato un cuscinetto ideale per una nevicata, anche se solo pazialmente definibile da addolcimento, è stato quello giunto nella serata del 6 con nubi anche temporalesche e Bora sferzante. Il 7 quindi si apre con una mattinata sottozero e una bava attiva da Nordest che mantiene poi la temperatura bassa, poco oltre lo zero, per l'intera giornata.
Intanto da Nordovest scende il tanto annunciato nuovo minimo depressionario freddo che fin da metà giornata, dopo aver ben invaso i cieli di nubi a tratti irregolari a tratti più omogenee, provoca qualche prima, isolatissima precipitazione nevosa qua e là. Due fiocchi anche a Torre di Mosto attorno alle 13.00. Ma è nel pomeriggio che, poco dopo le 18.00, inizia la nevicata da addolcimento vera e propria.
La temperatura non è bassissima, siamo circa a +2 °C, ma il punto di rugiada è favorevolissimo e i fiocchi in caduta, debole, poi dalle 18.30 quasi moderata, non si sciolgono se non a terra, Spira sempre un vento quasi moderato da Bora. Attorno alle 19.00 la nevicata si fa moderata e dalle 20.00, ma ancor di più dalle 21.00 - 21.30, ci sono momenti in cui la Bora, un po' rinforzatasi, regala l'impressione della bufera; e inizia a concetizzarsi un buon manto, con le temperature scese ormai attorno allo zero; si può dire che ormai il fenomeno non sia più da addolcimento ma da irruzione (artico-marittima) vera e propria.
Nevica ancora, con fasi moderate alternate a fasi quasi forti, ciò fino alle 4.00 circa del giorno 8, con la Bora ormai indebolitasi. Quando la neve cessa ha lasciato un manto con accumulo massimo su media superficie campestre attorno ai 9 cm. Solo per dovere di cronaca segnalo qualche patetica sfiocchettata anche nella mattinata dell'8, fino alle 10.00 circa.
La fine dell'ondata fredda di inizio dicembre celebra il proprio canto del cigno nella notte sul 14, con una breve (un'oretta circa, poco di più) passata di fiocchi, inizialmente belli secchi, di intensità debole - quasi moderata, tra le 2.30 e le 4.00 scarse, prima che la neve ceda il passo all'acqua; la temperatura è di poco sopra lo zero e consente appena la formazione di un velo bianco, presto sciolto dalla pioggia.
Il fenomeno, classica nevicata da addolcimento, è stato causato dallo scorrimento di una umida e mite corrente sudoccidentale, bordo estremo di un imponene ingranaggio ciclonico in arrivo da Ovest, sopra il cuscinetto freddo accumulatosi e depositatosi dopo l'ultima irruzione da Nord - Nordest dei due giorni precedenti.
L'arrivo di una depressione piuttosto attiva dal Mediterraneo occidentale risucchia man mano che si avvicina aria via via più fredda da Est - Nordest fin dal pomeriggio del 13 gennaio. Prima di sera iniziano le precipitazioni, con circa +4 °C e la temperatura, con l'intensificarsi delle piogge e del vento orientale, scende lentamente ma costantemente, tanto che verso le 23.20 è attorno ai +2,5 °C e nella pioggia si iniziano a vedere fiocchi di neve bagnata che continuano a cadere, a intervalli, fin verso le ultime ore della notte quando il termometro scende verso i +1 °C.
Ovviamente il fenomeno, in genere piuttosto debole, non porta ad alcun accumulo essendo sempre stato misto ad acqua.
L'arrivo di un ulteriore impulso artico marittimo da settentrione rinvigorisce l'area depressionaria già insediatasi nel Mediterraneo centrale tanto che già dalla notte sul 16 si manifestano locali temporali! Ma è interessante che dalla metà mattinata del 16 fino alla prima mattinata del 17 le precipitazioni sono a carattere di splatters, con fasi anche di vera neve mista a pioggia o neve bagnata come attorno all'ora di pranzo del 16 (una mezz'ora circa, con forte Bora, prima di una schiarita che fa migliorare per un paio d'ore il tempo), e soprattutto dalla tarda serata del 16 fino alle 2 della notte con neve mista ad acqua abbastanza significativa. poi pausa precipitativa e dalle 4 si ricomincia questa volta con neve sola, per un'ora e mezza circa, tuttavia senza accumulo se non nelle zone limitrofe (sandonatese). Temperature sempre sopra lo zero tra 1 e 3 gradi circa.
Come altre volte mi è capitato, una delle nevicate più belle degli ultimi tempi me la sono persa, ero via, a Vintl dove peraltro è comunque nevicato; allora, col suo consenso, ricorro alla descrizione gentilmente fornitami da un conoscente che invece era in loco e che abita a un tiro di schioppo da Torre di Mosto. Abbrevierò un pochino la sua pittoresca descrizione e la faccio precedere dalla mia prefazione sinottica.
Eccola:
Dopo vari impulsi freddi di origine schiettamente settentrionale, il giorno 9 transita la goccia fredda forse più attiva, tanto che porta addirittura estese situazioni temporalesche, sia pure con fenomenologia a macchia di leopardo, nella serata. Numerosi lampi e tuoni, qualche modesto rinforzo del vento e qualche accenno di neve che nella nostra zona attecchisce solo leggerissimi veli, forse meno di 1 cm.
Intanto di gran carriera dall'Atlantico sopraggiunge un complesso e importante sistema perturbato che entra franco nel Mediterraneo dal Golfo di Guascogna andando a posizionare un minimo che dal Golfo del Leone si muove pioi verso Est-Nordest attivando dapprima, fra la serata del 10 e la mattinata dell'11, un richiamo temperato sudoccidentale che provoca le prime nevicate da addolcimento, mentre poi lascia spazio all'entrata di aria polare fredda maritima dal rodano cosicchè dal pomeriggio la fenomenologia si intensifica anche se, paradossalmente (si fa per dire...), l'entrata dell'irruzione dal rodano, con la propria convettività, distrugge il cuscinetto gelido peesistente e apre le porte ai rovesci di pioggia che dalla serata iniziano ad alternarsi alla neve (con tanto di formazioni temporalesche) fino alle prime ore della mattinata successiva.
Ma adesso passo alla descrizione più particolareggiata, sulla scorta appunto della cronaca trasmessami da questo amico:
Ha iniziato alle 8 con una prima imbiancata e t° di circa mezzo grado sotto lo zero.
Poi ha smesso e la t° è salita sopra zero di qualche decimo, mentre si intravedeva il disco solare.
Verso le 10 ha ripreso a fioccare fitto ma faticava ad attaccare. A tratti però con precipitazioni intense la t° si abbassava.
Prima di pranzo un buona precipitazione ha reimbiancato. Sempre micro fiocchi piccoli e fitti in generalee solo 5 minuti di bei fiocchi medi. Ahimè, buco precipitativo ad ora di pranzo, con la temperatura saliva a quasi +1°.
Poi fiocchi più fitti, cadevano di nuovo bene e iniziava a reimbiancare.
Verso le 15 ecco il cambio di passo: inizia ad attecchire anche sulla corteccia degli alberi, dalle 16 intensità che aumenta mostruosamente, inizia ad esserci un velo omogeneo e “scompaiono” strade e marciapiedi.
Verso il tramonto, la t° perde ancora qualche decimo di grado portandosi verso lo zero, e la precipitazione è intensissima, nevica mostruosamente, fiocchi spaventosi ormai 5 cm buoni sulle strade.
Ora di cena: scende il finimondo dal cielo, alle 19.30 cadono “strasse”, neve umida e collosa che si assesta su quella caduta, ci sono ormai 10 cm. Perfino le pareti delle case sono bianche. Tutto è illuminato da una luce soffusa. All'improvviso dei bagliori in cielo: sono lampi! Alle 20 delirio nevoso ma l'intensità non è più quella di prima. Siamo a 12 cm. di manto: alberi caduti, rami spezzati, bora furiosa.
Alle 21 all'improvviso gira in pioggia; diluvia; acqua, poi neve umida, poi mista a ghiaccio a secchiate sulle finestre, quasi un temporale estivo. La t° risale ma poco, fino verso +1 °C.
Verso le 5 del mattino nevica ancora un po', poi cessa.
Circa 14 – 15 cm. di manto complessivo
L'entrata di aria schiettamente continentale nella serata di mercoledì 20 con una Bora davvero fredda, tanto che il levarsi del vento fa scendere subito le t°, senza neppure l'iniziale favonizzazione (fenomeno piuttosto raro questo; infatti una iniziale sollecitazione della massa d'aria in genere causa sempre un piccolo incremento termico per sfregamento delle molecole d'aria, a prescindere dalla natura del vento!), pilotata da un discreto blocco anticiclonico tra l'oceano e l'Europa centrale, è il preludio all'approfondimento di un minimo proprio sull'Italia centro - settentrionale che porta nella giornata del 21 a un progressivo incupirsi dei cieli. Con valori termici attorno ai +4 °C, nel pomeriggio cominciano i primi fiocchi in ordine sparso sul territorio, la t° crolla poco sopra lo zero e si accentua il vento di Bora; il fenomeno inizialmente è più intenso sulla costa, Caorle viene investita dalle 18.00 da una vera tormenta, mentre solo in tarda serata i fiocchi a intervallo diventano continui nell'entroterra, mentre finalmente non si vede più la luna oltre le nubi, fenomeno affascinante ma che faceva temere in schiarite imminenti. Con valori termici attorno allo zero, anche di poco inferiori, nevica in modo da moderato a quasi forte dalle 22.30 alle 5 del mattino successivo, 22 febbraio; poi il fenomeno cessa e schiarisce. La neve, soffice, secca, piena d'aria, lascia a terra un manto di circa 9 cm.
Una piccola ritornante fredda investe il veneto orientale nella serata del 22, tanto che dalle 23.00 alle 2 di notte del giorno successivo, sabato 23, scende una nuova nevicata tra debole e moderata, con una leggera Bora e temperatura tra +1 e +2 °C, e lievissimo accumulo.
Infine nella serata del 23 l'arrivo di una profonda depressione causata da un intenso west-shift dell'aria fredda, causa fasi di splatters tra le 18.00 e le 21.00, comunque con t° attorno ai +3 / +4 °C, t° abbassatesi grazie a un'intensa Bora dopo che la giornata aveva visto i valori termici toccare anche i 6 - 7 °C.
Un accenno alla debole nevicata del 25 marzo; poche parole solo per dire che a Torre di Mosto ci sono stati un po' di splatters alternati a qualche decina di minuti di fiocchi o di gragnuola dalla prima mattinata fino a metà pomeriggio, quasi senza accumulo, appena un velo in alcuni siti più esposti, il tutto sotto l'incalzare di quella forte Bora che si era già levata il giorno prima convogliata da un potente Scand++ da antologia (corrente gelida tesissima da Est – Sudest su di noi) che ha caratterizzato quasi tutta la seconda metà di marzo sul'Europa. La temperatura si è aggirata per tutto il giorno tra i 2 e i 3 °C. Gran “tempesta di ghiaccio” a Trieste!
- franconeve
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