Il fenomeno della tropicalizzazione è dovuto quasi sempre all'uomo, che ha esportato specie ittiche da altre nazioni per importarle in Italia, con il risultato di compiere dei grossi danni.
Ogni mare, fiume, lago, torrente ha una propria biodiversità, fatta di fauna e flora. Se c'è quindi biodiversità c'è anche una catena alimentare. Pongo un esempio banale ma efficace: Nella savana, il leone caccia la gazzella. La gazzella a sua volta si ciba di erba ecc. Mettiamo che arrivasse un nuovo predatore, più forte e vorace del leone, cosa succederebbe? Questo fantomatico predatore, più vorace, caccerebbe più gazzelle. Il leone avrebbe quindi meno cibo per sfamarsi, diminuendo la sua popolazione. Le gazzelle diminuirebbero anche loro, mentre aumenterebbe il cibo delle gazzelle. Con l'inserimento di questo nuovo predatore si altera la catena alimentare.
In Italia, un esempio evidente che bene o male ne hanno sentito parlare tutti, è il pesce Siluro. Questo pesce venne importato dall'uomo negli anni '60, probabilmente per errore. Il pesce Siluro è un predatore voracissimo, con peso, longevità e dimensioni davvero rilevanti. Un siluro sano può vivere anche 80 anni, arrivando anche ad un peso di ben 100 kg per 2,50 metri di lunghezza. Un predatore così non può non piazzarsi al vertice della catena alimentare. Razziando tutte le specie presenti nel fiume, ha scombussolato totalmente l'equilibrio: Quasi tutte le specie sono diminuite, alcune rischiano seriamente l'estinzione, mentre altre con più capacità di resistere a questo predatore sono aumentate. Un esempio lampante di quanto spiegato è il fiume Po, dove ai tempi esisteva una forte biodiversità, i pescatori riempivano sempre il cestino e il pesce era abbondante. Adesso la biodiversità si riduce a poche specie. Ma la vera piaga è un'altra:
dietro al pesce siluro esiste un vero e proprio mercato nero, gestito da gente dell'est europeo con anche qualche italiano. Il Siluro viene predato con tutti i mezzi a disposizione, reti e altro, viene poi trattato senza alcuna norma igienica e rivenduto nei paesi d'origine di questa gente, talvolta camuffato (anche qui in italia) come un'altro pesce. Una persona normale si chiederebbe, cosa c'è di tanto pericoloso?
Il vero problema è che il Po è fortemente inquinato. Diossina e altre sostanze altamente pericolose sono presenti in quantità formidabili. Sappiamo tutti che più si sale ai vertici della catena alimentare e più il predatore è avvelenato. Quanto può essere avvelenato un siluro di 100 kg che vive da 80 anni nel Po? Lascio a voi immaginare, e immaginare anche le persone che, inconsapevolmente, si intossicano mangiando quella specie.
Tantissime nuove specie di sono introdotte nei fiumi italiani, l'economia che ruota intorno al fiume si è ridotta notevolmente. Io ho fatto l'esempio del Po, ma non è che l'Arno e il Tevere siano messi meglio, anzi. Provate a chiedere a qualche vecchio pescatore la differenza del fiume 20 anni fa e oggi.
Mentre nel Mediterraneo si sono presentate anche qui nuove specie, ma con conseguenze fortunatamente meno gravi visto l'ecosistema decisamente maggiore di un fiume. Qui l'esempio lampante è il pesce Serra, un predatore dei mari caldi che si è insediato nel Mediterraneo, e durante l'estate si avvicina alle coste italiane. Forti popolazioni sono segnalate in Liguria, Toscana e Lazio.
Forse non lo sapevate, ma anche il pesce palla e alcune ricciole sono pesci vittime della tropicalizzazione.
Quindi concludendo: Quali saranno le conseguenze a lungo andare di tale fenomeno? Compariranno nuove specie sulle tavole italiane e ne spariranno le vecchie, soppresse dai primi? L'economia ne ha risentito secondo voi di tale fenomeno?
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