150° anniversario "unità" d'Italia
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150° anniversario "unità" d'Italia
qui i commenti e le considerazioni.
ITALIA
Anzitutto complimenti a Tamburi,
Hai aperto un argomento importante come il 150° anniversario della nascita dell'Italia.
Quello che dico è che, nonostante tutto, nonostante i difetti cronici che si trascina da tempo il nostro Paese... Io l'Italia la amo sempre, sono sempre convinto che sia il nostro, il Paese più bello del Mondo!
Hai aperto un argomento importante come il 150° anniversario della nascita dell'Italia.
Quello che dico è che, nonostante tutto, nonostante i difetti cronici che si trascina da tempo il nostro Paese... Io l'Italia la amo sempre, sono sempre convinto che sia il nostro, il Paese più bello del Mondo!
la prima raccolta differenziata. Quando Napoli era una città fiorente.
Un decreto presente nella “Collezione delle Leggi e dei Decreti del Regno delle Due Sicilie” ed emanato il 3 maggio 1832 (n.21) dal re Ferdinando II di Borbone, analizzava e regolamentava l’intera situazione igienica dei rifiuti napoletani. Inoltre, un’ordinanza della prefettura di polizia disciplinava, nei dettagli, lo spazzamento e l’innaffiamento delle strade, compresa una sorta di “raccolta differenziata” per il vetro che veniva recuperato e riciclato dalle numerose Vetrerie presenti nel regno . A Napoli, il prefetto dell’epoca, Gennaro Piscopo, ordinò ai napoletani: «Tutt’i possessori, o fittuarj di case, di botteghe, di giardini, di cortili, e di posti fissi, o volanti, avranno l’obbligo di far ispazzare la estensione di strada corrispondente al davanti della rispettiva abitazione, bottega, cortile, e per lo sporto non minore di palmi dieci di stanza dal muro, o dal posto rispettivo. Questo spazzamento dovrà essere eseguito in ciascuna mattina prima dello spuntar del sole, usando l’avvertenza di ammonticchiarsi le immondizie al lato delle rispettive abitazioni, e di separarne tutt’i frantumi di cristallo, o di vetro che si troveranno, riponendoli in un cumulo a parte». Nel dettagliato documento del prefetto, composto da 12 articoli, venivano indicate le modalità della raccolta e chi ne era responsabile; si vietava di gettare dai balconi materiali di qualsiasi natura, comprese le acque utilizzate per i bagni, e di lavare o di stendere i panni lungo le strade abitate; venivano, infine, stabilite le pene per le contravvenzioni, non esclusa la detenzione. Questa “legge borbonica” aveva già risolto il problema della spazzatura quasi duecento anni or sono, rendendo Napoli la città più pulita d’Europa. I Borboni sono famosi per ” forca, farina e festa” dimenticando queste leggi, ed altre progressiste e semplici, composte di pochi articoli chiari e semplici. Si dimentica che c’erano industrie produttive, la prima ferrovia, il primo battello a vapore, le seterie, le fabbriche di ceramica di Capodimonte, le acciaierie, i cantieri navali purtroppo l’unica cosa che mancava una Costituzione come quella stilata da grandi uomini quali quelli che hanno scritto l’attuale Costituzione che è tra le migliori del mondo.
Un decreto presente nella “Collezione delle Leggi e dei Decreti del Regno delle Due Sicilie” ed emanato il 3 maggio 1832 (n.21) dal re Ferdinando II di Borbone, analizzava e regolamentava l’intera situazione igienica dei rifiuti napoletani. Inoltre, un’ordinanza della prefettura di polizia disciplinava, nei dettagli, lo spazzamento e l’innaffiamento delle strade, compresa una sorta di “raccolta differenziata” per il vetro che veniva recuperato e riciclato dalle numerose Vetrerie presenti nel regno . A Napoli, il prefetto dell’epoca, Gennaro Piscopo, ordinò ai napoletani: «Tutt’i possessori, o fittuarj di case, di botteghe, di giardini, di cortili, e di posti fissi, o volanti, avranno l’obbligo di far ispazzare la estensione di strada corrispondente al davanti della rispettiva abitazione, bottega, cortile, e per lo sporto non minore di palmi dieci di stanza dal muro, o dal posto rispettivo. Questo spazzamento dovrà essere eseguito in ciascuna mattina prima dello spuntar del sole, usando l’avvertenza di ammonticchiarsi le immondizie al lato delle rispettive abitazioni, e di separarne tutt’i frantumi di cristallo, o di vetro che si troveranno, riponendoli in un cumulo a parte». Nel dettagliato documento del prefetto, composto da 12 articoli, venivano indicate le modalità della raccolta e chi ne era responsabile; si vietava di gettare dai balconi materiali di qualsiasi natura, comprese le acque utilizzate per i bagni, e di lavare o di stendere i panni lungo le strade abitate; venivano, infine, stabilite le pene per le contravvenzioni, non esclusa la detenzione. Questa “legge borbonica” aveva già risolto il problema della spazzatura quasi duecento anni or sono, rendendo Napoli la città più pulita d’Europa. I Borboni sono famosi per ” forca, farina e festa” dimenticando queste leggi, ed altre progressiste e semplici, composte di pochi articoli chiari e semplici. Si dimentica che c’erano industrie produttive, la prima ferrovia, il primo battello a vapore, le seterie, le fabbriche di ceramica di Capodimonte, le acciaierie, i cantieri navali purtroppo l’unica cosa che mancava una Costituzione come quella stilata da grandi uomini quali quelli che hanno scritto l’attuale Costituzione che è tra le migliori del mondo.
- cristiano69
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Dunque vorresti dire che quando l'Italia era divisa dai francesi,dallo stato pontificio e dai Borboni si stava meglio
Caspiterina
C'erano i tiranni ma si faceva la raccolta differenziata
evviva
A parte che all'epoca la gente mangiava o riciclava quello che ora noi mettiamo nei rifiuti.
L'articolo parla di mantenere pulito l'appezzamento di terreno adiacente la propria abitazione/negozio pena la detenzione forzata.
Certi paragoni sono proprio ridicoli
ma cosa non si fa pur di denigrare questa societa' e chi la governa
Onore al politico Cavour la mente dell'unificazione e al braccio armato Garibaldi.
Insieme riuscirono a soggiogare il dispotico potere di re e reucci e a rendere piu forte e democratica la nazione Italia.
W l'Italia ora e sempre
Caspiterina
A parte che all'epoca la gente mangiava o riciclava quello che ora noi mettiamo nei rifiuti.
L'articolo parla di mantenere pulito l'appezzamento di terreno adiacente la propria abitazione/negozio pena la detenzione forzata.
Certi paragoni sono proprio ridicoli
Onore al politico Cavour la mente dell'unificazione e al braccio armato Garibaldi.
Insieme riuscirono a soggiogare il dispotico potere di re e reucci e a rendere piu forte e democratica la nazione Italia.
W l'Italia ora e sempre
Ma è mai possibile che devi sempre provocare?cristiano69 ha scritto:Dunque vorresti dire che quando l'Italia era divisa dai francesi,dallo stato pontificio e dai Borboni si stava meglio![]()
CaspiterinaC'erano i tiranni ma si faceva la raccolta differenziata
evviva
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A parte che all'epoca la gente mangiava o riciclava quello che ora noi mettiamo nei rifiuti.
L'articolo parla di mantenere pulito l'appezzamento di terreno adiacente la propria abitazione/negozio pena la detenzione forzata.
Certi paragoni sono proprio ridicolima cosa non si fa pur di denigrare questa societa' e chi la governa
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Onore al politico Cavour la mente dell'unificazione e al braccio armato Garibaldi.
Insieme riuscirono a soggiogare il dispotico potere di re e reucci e a rendere piu forte e democratica la nazione Italia.
W l'Italia ora e sempre
Ciò si evince da qusta frase:
Ormai già prima di leggere bene i tuoi messaggi so già cosa mi aspettaCerti paragoni sono proprio ridicolima cosa non si fa pur di denigrare questa societa' e chi la governa
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Qualcuno ha detto che prima si stava meglio? Io non ho detto questo, ho solo fatto presente una cosa molto importante e cioè che i Borboni furono i primi ad inventare la raccolta differenziata. Se a te non va bene mi dispiace, ma è così.
Potrei iniziare una discussione infinita sul regno delle Due Sicilie, elencare i pro e i contro, quando sei pronto basta che me lo dici. Ma prima mi sa che devi leggere qualche libro.
P.S. Hai citato Cavour e Garibaldi, ti sei dimenticato CIALDINI!
@tamburi
Ormai ci leggiamo da un po' e ho notato una tua tendenza a fare tue molte leggende metropolitane che girano, magari con internet come cassa di risonanza.
L'ultima, che leggo tra le righe, è quella che è poi il leit-motiv del cosiddetto Movimento Neoborbonico. Io, essendo di origini napoletane, mi sono documentato e praticamente la totalità di storici afferma che il sud era già in una arretratezza colossale ai tempi dei Borboni.
Non intendo discutere qui dell'argomento, che è per me definitivamente chiuso, voglio solo consigliarti di evitare di buttarti a testa bassa nelle più assurde teorie che oggi vanno per la maggiore. A volte la realtà è molto più semplice e noiosa di quel che si vorrebbe.
Ormai ci leggiamo da un po' e ho notato una tua tendenza a fare tue molte leggende metropolitane che girano, magari con internet come cassa di risonanza.
L'ultima, che leggo tra le righe, è quella che è poi il leit-motiv del cosiddetto Movimento Neoborbonico. Io, essendo di origini napoletane, mi sono documentato e praticamente la totalità di storici afferma che il sud era già in una arretratezza colossale ai tempi dei Borboni.
Non intendo discutere qui dell'argomento, che è per me definitivamente chiuso, voglio solo consigliarti di evitare di buttarti a testa bassa nelle più assurde teorie che oggi vanno per la maggiore. A volte la realtà è molto più semplice e noiosa di quel che si vorrebbe.
- cristiano69
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Hanno combattuto il "brigantaggio" nelle maniere consone a quel dato periodo.tamburi ha scritto:Penso la stessa cosa io di quello che scrivete voi, per fortuna c'e la libertà di espressione.
Ok, non vuoi discutere di questo argomento ma almeno rispondi ad una domanda.
I piemontesi ci hanno civilizzato massacrandoci oppure con le buone maniere?
Ma almeno sai cos'è il brigantaggio
- paolometeo97
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La libertà di espressione non c'entra nulla quando si parla di fatti. Non c'è la libertà di raccontare panzane. E l'affermazione che il sud sotto i Borboni era sviluppato è una panzana.tamburi ha scritto:Penso la stessa cosa io di quello che scrivete voi, per fortuna c'e la libertà di espressione.
Alla tua domanda non vorrei neanche rispondere, per quanto è retorica. Comunque i Piemontesi non hanno civilizzato proprio nessuno, né volevano farlo. E vedi che ho messo la maiuscola perché non si trattava dell'esercito el Piemonte ma del Regno di Sardegna, che comprendeva uomini provenienti da tante regioni italiani quali la Sardegna, la Toscana, la Lombardia, l'Emilia, la Romagna, la Ligura e parte del nord delle Marche e dell'Umbria.
- cristiano69
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Ciao Paolopaolometeo97 ha scritto:Alcune volte però mi viene da dire: non era meglio che Garibaldi e Cavour avessere fatto gli zappatori![]()
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Ma a me piace l'Italia unita da Nord a Sud, senza distinzioni e "razzismo" nei confronti degli uni agli altri
Scommetto che le guerre d'indipendenza le stai studiando in questo periodo
Quanto hai preso all'interrogazione
- lovingsnow
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- Iscritto il: dom gen 31, 2010 3:01 pm
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Cristiano, se i piemontesi hanno combattuto il brigantaggio, i cantieri navali piu grandi d'Europa (a Napoli), le industrie della seta in Calabria, lo zolfo in Sicilia, come mai sono scomparse dopo l'invasione?
Carmine Crocco, il numero 1 dei briganti (che Dio lo benedica) inizialmente combatteva CONTRO i Borboni perchè i contadini vivevano in miseria (non ho mai detto che con i Borboni stavano tutti bene), successivamente combattè contro i piemontesi perchè questi ultmi avevano messo sottotorchio la popolazione meridionale.
Il Regno delle Due Sicilie era il 3° più ricco dopo Francia (filo-papale) e Inghilterra. Il Piemonte era in default. I soldi del Regno delle Due Sicilie finirono tutti al nord.
Tutti i mali del sud hanno un nome e un cognome 1860-1861

Carmine Crocco, il numero 1 dei briganti (che Dio lo benedica) inizialmente combatteva CONTRO i Borboni perchè i contadini vivevano in miseria (non ho mai detto che con i Borboni stavano tutti bene), successivamente combattè contro i piemontesi perchè questi ultmi avevano messo sottotorchio la popolazione meridionale.
Il Regno delle Due Sicilie era il 3° più ricco dopo Francia (filo-papale) e Inghilterra. Il Piemonte era in default. I soldi del Regno delle Due Sicilie finirono tutti al nord.
Tutti i mali del sud hanno un nome e un cognome 1860-1861

