Fini sconfitto, rivince Berlusconi
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
C'hai ragione.....maglio quell'analfabetonzolociarlatano di Tonino.....a patto che non escano i suoi scheletri dall'armadiolovingsnow ha scritto:Cioè, ragazzi, qua rasentiamo l'assurdo!!! Ma come si fa? Innanzitutto, se devi riassumere ciò che di buono (ehmehem...ecciùecciù...coffcoff) ha cercato di fare un governo, lo devi scrivere obiettivamente e non secondo la TUA visione. Perchè quando vedo scritto "si sta facendo la riforma della scuola per introdurre meritocrazia sia tra i docenti che tra gli studenti e si spaccano le vetrine" veramente mi viene da piangere. Dico io, tagliare centinaia di milioni all'ISTRUZIONE (vedi Germania, non dico altro; quello è un paese che sta uscendo dalla crisi: raddoppiati i fondi all'istruzione), per di più PUBBLICA, e per di più finanziare le scuole PRIVATE, quando è ANTICOSTITUZIONALE, perchè la Costituzione, sacro documento, dice che le scuole private si devono autofinanziare. Perchè non tagliano sulle auto blu? Perchè non riparmiate sugli stipendi dei parlamentari? Perchè non risparmiate sui CACCIA DA ASSALTO, per cui si è speso 13 MILIARDI (ANCHE QUESTO è anticostituzionale, perchè l'Italia ripudia la guerra)?cristiano69 ha scritto:Si è parzialmente riformata la pubblica amministrazione e Brunetta è stato tacciato di annientare i dipendenti pubblici.Intanto le ore di mutua tra i dipendenti sono state oltre che dimezzate.
Si sta facendo la riforma della scuola per introdurre meritocrazia sia tra i docenti che tra gli studenti e si spaccano le vetrine.
Si sta riformando col federalismo fiscale il sistema di riscossione e di reinvestimento delle tasse.Ed è stato accusato di dividere l'Italia.
Sta investendo in infrastrutture importanti come il ponte a Messina o l'alta velocita' ed è stato quasi fermato.
Abbiamo problemi di energia elettrica,sta gettando le basi per un ulteriore tipo di energia,tra l'altro pulita,che è quella nucleare e ci si mette contro.
Grazie al cielo ha riformato il codice della strada e non è successo nulla![]()
Voleva riformare la protezione civile aggiungendogli incarichi per alleggerire il carico di lavoro dei vigili del fuoco e questi non hanno voluto.
Sta cercando di mettere fine alla tragedia napoletana dei rifiuti ma si sta mettendo di traverso il mondo intero.
Sta cercando di riformare la giustizia per la separazione delle carriere e ovviamente l'AMN non vuole.
Concludo:
Non ha minimamente intaccato gli ammortizzatori sociali e tutte quelle tutele che i piu bisognosi necessitano.
Sta pero' introducendo meritocrazia nella pubblica amministrazione perche non si puo piu andare avanti cosi ancora per molto.
ma che volete di piu???????????????
Adesso ti faccio leggere un discorso di Piero Calamandrei, fatto nel 1950, ma estremamente attuale. Certo ci sono passaggi un po' antiquati, ma per alcuni, molti aspetti, assomiglia alla realtà attuale.
Bisogna parlare dell'università, la quale viene praticamente distrutta e l'offerta didattica annientata. Non mi dire no perchè ho un parente preside di facoltà, quindi sa bene cosa dice.
E con questo aggiungo che come ministro dell'istruzione c'è una persona che è stata licenziata da un'amministrazione comunale per inoperosità, inefficacità e incapacità politica.
Discorso di Calamandrei
"Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
TROVARE LE DIFFERENZE
Io non ci sto che governi un imprenditore (e fin qui va bene), furbo (ci può, anzi ci deve stare), delinquente (quante volte è stato querelato?), che pensa solo agli affari propri, e non del popolo (vedi vari leggi elettorali e tanto altro), menzognere (quante ne dice!) e soprattuto STA FACENDO PALESEMENTE CAMPAGNA ACQUISTI, CON I SOLDI E NESSUNO DICE NIENTE? Ragazzi, ha votato la fiducia un esponente dell'IDV (peraltro pure Abruzzese, che disonore!!!), questo dovrebbe bastare.Senza contare l'incapacità di molti suoi ministri, alcuni più abili a fare calendari che altro.
Tutto ciò non toglie che a sinistra non siamo messi poi tanto bene, ma sinceramente, visto che la sinistra è "inesistente", meglio soli che male accompagnati.
Saluti
Quanto alla campagna acquisti.....vedi cosa fece D'Alema all'epoca del suo governo.....poi fammi sapere
- lovingsnow
- Messaggi: 644
- Iscritto il: dom gen 31, 2010 3:01 pm
- Località: Francavilla al Mare (CH)
Se ci si continua ad aggrappare agli errori degli altri, senza guardare ai propri, non arriveremo mai da nessuna parte! Ma che ragionameto è D'Alema 50 anni fa fece quello?? Ma è assurdo! E adesso siccome D'Alema ha sbagliato lo stesso deve fare Berlusconi? Adesso c'è Silvio e critico lui, se quando D'Alema fu al governo fossi stato capce di intendere e di volere, avrei criticato anche lui.furetto ha scritto:C'hai ragione.....maglio quell'analfabetonzolociarlatano di Tonino.....a patto che non escano i suoi scheletri dall'armadiolovingsnow ha scritto:Cioè, ragazzi, qua rasentiamo l'assurdo!!! Ma come si fa? Innanzitutto, se devi riassumere ciò che di buono (ehmehem...ecciùecciù...coffcoff) ha cercato di fare un governo, lo devi scrivere obiettivamente e non secondo la TUA visione. Perchè quando vedo scritto "si sta facendo la riforma della scuola per introdurre meritocrazia sia tra i docenti che tra gli studenti e si spaccano le vetrine" veramente mi viene da piangere. Dico io, tagliare centinaia di milioni all'ISTRUZIONE (vedi Germania, non dico altro; quello è un paese che sta uscendo dalla crisi: raddoppiati i fondi all'istruzione), per di più PUBBLICA, e per di più finanziare le scuole PRIVATE, quando è ANTICOSTITUZIONALE, perchè la Costituzione, sacro documento, dice che le scuole private si devono autofinanziare. Perchè non tagliano sulle auto blu? Perchè non riparmiate sugli stipendi dei parlamentari? Perchè non risparmiate sui CACCIA DA ASSALTO, per cui si è speso 13 MILIARDI (ANCHE QUESTO è anticostituzionale, perchè l'Italia ripudia la guerra)?cristiano69 ha scritto:Si è parzialmente riformata la pubblica amministrazione e Brunetta è stato tacciato di annientare i dipendenti pubblici.Intanto le ore di mutua tra i dipendenti sono state oltre che dimezzate.
Si sta facendo la riforma della scuola per introdurre meritocrazia sia tra i docenti che tra gli studenti e si spaccano le vetrine.
Si sta riformando col federalismo fiscale il sistema di riscossione e di reinvestimento delle tasse.Ed è stato accusato di dividere l'Italia.
Sta investendo in infrastrutture importanti come il ponte a Messina o l'alta velocita' ed è stato quasi fermato.
Abbiamo problemi di energia elettrica,sta gettando le basi per un ulteriore tipo di energia,tra l'altro pulita,che è quella nucleare e ci si mette contro.
Grazie al cielo ha riformato il codice della strada e non è successo nulla![]()
Voleva riformare la protezione civile aggiungendogli incarichi per alleggerire il carico di lavoro dei vigili del fuoco e questi non hanno voluto.
Sta cercando di mettere fine alla tragedia napoletana dei rifiuti ma si sta mettendo di traverso il mondo intero.
Sta cercando di riformare la giustizia per la separazione delle carriere e ovviamente l'AMN non vuole.
Concludo:
Non ha minimamente intaccato gli ammortizzatori sociali e tutte quelle tutele che i piu bisognosi necessitano.
Sta pero' introducendo meritocrazia nella pubblica amministrazione perche non si puo piu andare avanti cosi ancora per molto.
ma che volete di piu???????????????
Adesso ti faccio leggere un discorso di Piero Calamandrei, fatto nel 1950, ma estremamente attuale. Certo ci sono passaggi un po' antiquati, ma per alcuni, molti aspetti, assomiglia alla realtà attuale.
Bisogna parlare dell'università, la quale viene praticamente distrutta e l'offerta didattica annientata. Non mi dire no perchè ho un parente preside di facoltà, quindi sa bene cosa dice.
E con questo aggiungo che come ministro dell'istruzione c'è una persona che è stata licenziata da un'amministrazione comunale per inoperosità, inefficacità e incapacità politica.
Discorso di Calamandrei
"Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
TROVARE LE DIFFERENZE
Io non ci sto che governi un imprenditore (e fin qui va bene), furbo (ci può, anzi ci deve stare), delinquente (quante volte è stato querelato?), che pensa solo agli affari propri, e non del popolo (vedi vari leggi elettorali e tanto altro), menzognere (quante ne dice!) e soprattuto STA FACENDO PALESEMENTE CAMPAGNA ACQUISTI, CON I SOLDI E NESSUNO DICE NIENTE? Ragazzi, ha votato la fiducia un esponente dell'IDV (peraltro pure Abruzzese, che disonore!!!), questo dovrebbe bastare.Senza contare l'incapacità di molti suoi ministri, alcuni più abili a fare calendari che altro.
Tutto ciò non toglie che a sinistra non siamo messi poi tanto bene, ma sinceramente, visto che la sinistra è "inesistente", meglio soli che male accompagnati.
Saluti
![]()
![]()
!!!!
Quanto alla campagna acquisti.....vedi cosa fece D'Alema all'epoca del suo governo.....poi fammi sapere![]()
![]()
Chiariamo poi una cosa: io non sono di sinistra. O almeno non di questa sinistra. Quindi è inutile che mi vieni a dire che Di Pietro è un cretino...lo sappiamo! Ma non per questo Silvio può fare solo i suoi interessi.
- cristiano69
- Messaggi: 3656
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Anzola E. (Bo)
- giulys
- Forumista senior
- Messaggi: 8141
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Torino - Lucento
Quanto alla scuola, per quella che è la mia esperienza indiretta tramite i miei figli, per quanto riguarda le infrastrutture ed attrezzature tutto sommato la situazioe è accettabile, certo non siamo in Francia dove ormai tutte o quasi le scuole pubbliche hanno la lavagna interattiva, ma ci sono parecchi computer (anche se generalmente vecchi).
Certamente si vorrebbe avere di più, ma quello che c'è è sufficiente.
Il problema spesso sono gli insegnati, che essendo persone, rappresentano niente altro che il mondo esterno, per cui ce ne sono di ottimi, di sufficienti di insufficienti e di pessimi e forse queste due ultime categorie sono leggermente maggioritarie.
Quanto poi alla politicizzazione di alcuni insegnati, trovo che è chiaramente vergognosa, la scuola dovrebbe fornire gli elementi di giudizio, non indirizzarlo solo in una determinata direzione.
Non mi esprimo in merito alal riforma Gelmini, che tra l'altro, se non sbaglio, riguarda l'Università e non medie e superiori, già riformate.
A questo proposito sembrava che con l'avvio della riforma non dovesse funzionare più niente, ma le lezioni si sono svolte regolarmente come gli altri anni.
Del resto da sempre ogni tetntativo di riformare la scuola, da destra o da sinistra, è stato sempre ferocemente contestato da studenti e professori, da sempre alleati nel rivoluzionare tutto aparole, purchè nulla cambi.
Saluti
Certamente si vorrebbe avere di più, ma quello che c'è è sufficiente.
Il problema spesso sono gli insegnati, che essendo persone, rappresentano niente altro che il mondo esterno, per cui ce ne sono di ottimi, di sufficienti di insufficienti e di pessimi e forse queste due ultime categorie sono leggermente maggioritarie.
Quanto poi alla politicizzazione di alcuni insegnati, trovo che è chiaramente vergognosa, la scuola dovrebbe fornire gli elementi di giudizio, non indirizzarlo solo in una determinata direzione.
Non mi esprimo in merito alal riforma Gelmini, che tra l'altro, se non sbaglio, riguarda l'Università e non medie e superiori, già riformate.
A questo proposito sembrava che con l'avvio della riforma non dovesse funzionare più niente, ma le lezioni si sono svolte regolarmente come gli altri anni.
Del resto da sempre ogni tetntativo di riformare la scuola, da destra o da sinistra, è stato sempre ferocemente contestato da studenti e professori, da sempre alleati nel rivoluzionare tutto aparole, purchè nulla cambi.
Saluti
-
stefano75
Condivido al 100% tutto l intervento, specie il finale!giulys ha scritto:Quanto alla scuola, per quella che è la mia esperienza indiretta tramite i miei figli, per quanto riguarda le infrastrutture ed attrezzature tutto sommato la situazioe è accettabile, certo non siamo in Francia dove ormai tutte o quasi le scuole pubbliche hanno la lavagna interattiva, ma ci sono parecchi computer (anche se generalmente vecchi).
Certamente si vorrebbe avere di più, ma quello che c'è è sufficiente.
Il problema spesso sono gli insegnati, che essendo persone, rappresentano niente altro che il mondo esterno, per cui ce ne sono di ottimi, di sufficienti di insufficienti e di pessimi e forse queste due ultime categorie sono leggermente maggioritarie.
Quanto poi alla politicizzazione di alcuni insegnati, trovo che è chiaramente vergognosa, la scuola dovrebbe fornire gli elementi di giudizio, non indirizzarlo solo in una determinata direzione.
Non mi esprimo in merito alal riforma Gelmini, che tra l'altro, se non sbaglio, riguarda l'Università e non medie e superiori, già riformate.
A questo proposito sembrava che con l'avvio della riforma non dovesse funzionare più niente, ma le lezioni si sono svolte regolarmente come gli altri anni.
Del resto da sempre ogni tetntativo di riformare la scuola, da destra o da sinistra, è stato sempre ferocemente contestato da studenti e professori, da sempre alleati nel rivoluzionare tutto aparole, purchè nulla cambi.
Saluti
state sbagliando tutti:
leggetevi il fondo di Ernesto Galli Della Loggia di oggi sul Corriere.
Un disperato qualunquismo
DITE LA VERITA' AL PAESE
Un disperato qualunquismo
Non vanno bene le cose per l'Italia. Prima che ce lo dicano le statistiche - comunicandoci per esempio un dato lugubre: che nel 2010 il reddito pro capite degli italiani sarà in termini reali inferiore a quello del 2000 - ce lo dice una sensazione che ormai sta dentro ciascuno di noi e ogni giorno si rafforza.
Basta che ci guardiamo intorno per scorgere un panorama sconfortante: abbiamo un sistema d'istruzione dal rendimento assai basso; una burocrazia sia centrale che locale pletorica e inefficientissima; una giustizia tardigrada e approssimativa; una delinquenza organizzata che altrove non ha eguali; le nostre grandi città, con le periferie tra le più brutte del mondo, sono largamente invivibili e quasi sempre prive di trasporti urbani moderni (metropolitane); la rete stradale e autostradale è largamente inadeguata e quella ferroviaria, appena ci si allontana dall'Alta velocità, è da Terzo mondo; la rete degli acquedotti è un colabrodo; il nostro paesaggio è sconvolto da frane e alluvioni rovinose ad ogni pioggia intensa, mentre musei, siti archeologici e biblioteche versano in condizioni semplicemente penose. Per finire, tutto ciò che è pubblico, dai concorsi agli appalti, è preda di una corruzione capillare e indomabile. C'è poi la nostra condizione economica: abbiamo contemporaneamente le tasse e l'evasione fiscale fra le più alte d'Europa, mentre gli operai italiani ricevono salari ben più bassi della media dell'area-euro; il nostro sistema pensionistico è fra i più costosi d'Europa malgrado le numerose riforme già fatte e siamo strangolati da un debito pubblico il pagamento dei cui interessi c'impedisce d'intraprendere qualunque politica di sviluppo. Ancora: nessuno dall'estero viene a fare nuovi investimenti in Italia, ma gruppi stranieri mettono gli occhi (e sempre più spesso le mani) su quanto resta di meglio del nostro apparato economico-produttivo; nel frattempo il processo di deindustrializzazione non si arresta e la disoccupazione, specie giovanile, resta assai alta.
Nessuno di questi mali ha un'origine recente, lo sappiamo bene. Non paghiamo cioè per errori di oggi o di ieri: o almeno non solo per quelli. È piuttosto un intero passato, il nostro passato, che ci sta presentando il conto. Oggi cominciamo a capire, infatti, che qualche tempo fa - quando? nel '92-'93? un decennio dopo con l'adozione dell'euro? - si è chiuso un lungo capitolo della nostra storia. Nel quale siamo diventati sì una società moderna (qualunque cosa significhi questa parola), ma pagando prezzi sempre più elevati, accendendo ipoteche sempre più rischiose sul futuro, chiudendo gli occhi davanti ad ogni problema, rinviando ed eludendo. Prezzi, stratagemmi, rinvii, che negli Anni 70-80 hanno cominciato a trasformarsi in quel cappio al collo che oggi sta lentamente strangolando il Paese.
Lo sappiamo che le cose stanno così. Ce ne accorgiamo ogni giorno che l'Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro. Ma ci limitiamo a pensarlo tra noi e noi, a confidarcelo nelle conversazioni private. Avvertiamo con chiarezza che avremmo bisogno di bilanci sinceri e impietosi fatti in pubblico, di un grande esame di coscienza, di poterci specchiare finalmente e collettivamente nella verità. Che ci servirebbero terapie radicali. Invece sulla scena italiana continua a non accadere nulla di tutto ciò.
Chi dovrebbe parlare resta in silenzio. Resta in silenzio il discorso pubblico della società italiana su se stessa, consegnato ad una miseria che diviene ogni giorno meno sopportabile. Ma soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall'altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico. Sempre più, infatti, la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola. Mai una volta che uno di essi proponga al Paese una soluzione concreta per qualche problema concreto: chessò, come eliminare la spazzatura a Napoli, come attrarre investimenti esteri in Italia, come finire la Salerno-Reggio Calabria prima del 3000, come iniziare a risanare il debito pubblico. Mai: anche se a loro scusante va detto che nel solcare quotidianamente l'oceano del nulla sono aiutati da un sistema dell'informazione anch'esso perlopiù perduto dietro la chiacchiera, il «retroscena», il titolo orribilmente confidenziale su «Tonino» o «Gianfri», il mortifero articolo di «costume».
Nelle pagine e pagine dedicate dai giornali alla politica diventa sempre più difficile distinguere il vero dal falso, scorgere qualche spicchio di realtà tra i fumi dell'aria fritta. È così che alla fine siamo condannati a questo necessario, disperato, qualunquismo. Agli italiani non sta restando altro. Disperato perché frutto dell'attesa vana che finalmente da dove può e deve, cioè dalla politica, venga una parola di verità sul nostro oggi e sul nostro ieri. Una parola che non ci esorti - e a che cosa poi? A credere in un ennesimo partito, in un'ennesima combinazione governativa? - ma che ci sfidi: ricordandoci gli errori che abbiamo tutti commesso, i sacrifici che sono ora necessari, le speranze che ancora possiamo avere. Per l'Italia è forse iniziata una corsa contro il tempo, ma non è affatto sicuro che ce ne resti ancora molto.
Ernesto Galli della Loggia
30 dicembre 2010
ciao ragazzi
leggetevi il fondo di Ernesto Galli Della Loggia di oggi sul Corriere.
Un disperato qualunquismo
DITE LA VERITA' AL PAESE
Un disperato qualunquismo
Non vanno bene le cose per l'Italia. Prima che ce lo dicano le statistiche - comunicandoci per esempio un dato lugubre: che nel 2010 il reddito pro capite degli italiani sarà in termini reali inferiore a quello del 2000 - ce lo dice una sensazione che ormai sta dentro ciascuno di noi e ogni giorno si rafforza.
Basta che ci guardiamo intorno per scorgere un panorama sconfortante: abbiamo un sistema d'istruzione dal rendimento assai basso; una burocrazia sia centrale che locale pletorica e inefficientissima; una giustizia tardigrada e approssimativa; una delinquenza organizzata che altrove non ha eguali; le nostre grandi città, con le periferie tra le più brutte del mondo, sono largamente invivibili e quasi sempre prive di trasporti urbani moderni (metropolitane); la rete stradale e autostradale è largamente inadeguata e quella ferroviaria, appena ci si allontana dall'Alta velocità, è da Terzo mondo; la rete degli acquedotti è un colabrodo; il nostro paesaggio è sconvolto da frane e alluvioni rovinose ad ogni pioggia intensa, mentre musei, siti archeologici e biblioteche versano in condizioni semplicemente penose. Per finire, tutto ciò che è pubblico, dai concorsi agli appalti, è preda di una corruzione capillare e indomabile. C'è poi la nostra condizione economica: abbiamo contemporaneamente le tasse e l'evasione fiscale fra le più alte d'Europa, mentre gli operai italiani ricevono salari ben più bassi della media dell'area-euro; il nostro sistema pensionistico è fra i più costosi d'Europa malgrado le numerose riforme già fatte e siamo strangolati da un debito pubblico il pagamento dei cui interessi c'impedisce d'intraprendere qualunque politica di sviluppo. Ancora: nessuno dall'estero viene a fare nuovi investimenti in Italia, ma gruppi stranieri mettono gli occhi (e sempre più spesso le mani) su quanto resta di meglio del nostro apparato economico-produttivo; nel frattempo il processo di deindustrializzazione non si arresta e la disoccupazione, specie giovanile, resta assai alta.
Nessuno di questi mali ha un'origine recente, lo sappiamo bene. Non paghiamo cioè per errori di oggi o di ieri: o almeno non solo per quelli. È piuttosto un intero passato, il nostro passato, che ci sta presentando il conto. Oggi cominciamo a capire, infatti, che qualche tempo fa - quando? nel '92-'93? un decennio dopo con l'adozione dell'euro? - si è chiuso un lungo capitolo della nostra storia. Nel quale siamo diventati sì una società moderna (qualunque cosa significhi questa parola), ma pagando prezzi sempre più elevati, accendendo ipoteche sempre più rischiose sul futuro, chiudendo gli occhi davanti ad ogni problema, rinviando ed eludendo. Prezzi, stratagemmi, rinvii, che negli Anni 70-80 hanno cominciato a trasformarsi in quel cappio al collo che oggi sta lentamente strangolando il Paese.
Lo sappiamo che le cose stanno così. Ce ne accorgiamo ogni giorno che l'Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro. Ma ci limitiamo a pensarlo tra noi e noi, a confidarcelo nelle conversazioni private. Avvertiamo con chiarezza che avremmo bisogno di bilanci sinceri e impietosi fatti in pubblico, di un grande esame di coscienza, di poterci specchiare finalmente e collettivamente nella verità. Che ci servirebbero terapie radicali. Invece sulla scena italiana continua a non accadere nulla di tutto ciò.
Chi dovrebbe parlare resta in silenzio. Resta in silenzio il discorso pubblico della società italiana su se stessa, consegnato ad una miseria che diviene ogni giorno meno sopportabile. Ma soprattutto resta in silenzio la politica, divisa tra lo sciropposo ottimismo di Berlusconi, il suo patetico «ghe pensi mi» da un lato, e la vacuità dei suoi oppositori dall'altro. Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico. Sempre più, infatti, la loro produzione quotidiana di parole suona eguale a se stessa: ripetitiva, irreale, ridicola. Mai una volta che uno di essi proponga al Paese una soluzione concreta per qualche problema concreto: chessò, come eliminare la spazzatura a Napoli, come attrarre investimenti esteri in Italia, come finire la Salerno-Reggio Calabria prima del 3000, come iniziare a risanare il debito pubblico. Mai: anche se a loro scusante va detto che nel solcare quotidianamente l'oceano del nulla sono aiutati da un sistema dell'informazione anch'esso perlopiù perduto dietro la chiacchiera, il «retroscena», il titolo orribilmente confidenziale su «Tonino» o «Gianfri», il mortifero articolo di «costume».
Nelle pagine e pagine dedicate dai giornali alla politica diventa sempre più difficile distinguere il vero dal falso, scorgere qualche spicchio di realtà tra i fumi dell'aria fritta. È così che alla fine siamo condannati a questo necessario, disperato, qualunquismo. Agli italiani non sta restando altro. Disperato perché frutto dell'attesa vana che finalmente da dove può e deve, cioè dalla politica, venga una parola di verità sul nostro oggi e sul nostro ieri. Una parola che non ci esorti - e a che cosa poi? A credere in un ennesimo partito, in un'ennesima combinazione governativa? - ma che ci sfidi: ricordandoci gli errori che abbiamo tutti commesso, i sacrifici che sono ora necessari, le speranze che ancora possiamo avere. Per l'Italia è forse iniziata una corsa contro il tempo, ma non è affatto sicuro che ce ne resti ancora molto.
Ernesto Galli della Loggia
30 dicembre 2010
ciao ragazzi
- stella polare 75
- Messaggi: 3279
- Iscritto il: mer ott 14, 2009 9:20 pm
- Località: Elba
-
PIERDIAVOLO2
- Messaggi: 1439
- Iscritto il: ven gen 19, 2007 2:35 am
- Località: Milano!
Sull'articolo in questione mi è..piaciuto!!
Sul resto mi chiedo x'..
CRISTIANO PARLA DI FETTE DI SALAME SUGLI OCCHI,MA HO BENE ORMAI CAPITO CHE NON SA CIO'CHE SCRIVE!
SULL'EDUCAZIONE A SCUOLA:VISTO CHE I GENITORI NON sanno educare i propri figli,io DAREI 1 BEL SONORO CEFFONE a chi si comporta..maleducatamente,alunno o chicchessia:
quando ero alla lezione ginnastica alle medie MI SONO PIGLIATO 1 SANA SCARPATA NEL SEDERE DAL PROF che mi ha fatto rotolare e la ricordo davvero benone, e soprattutto caro ex prof....... LO RINGRAZIO XE ha contribuito alla mia crescita dandomi 1a inimmaginabile svegliata!
I tempi in cui le prof DELLE ELEMENTARI SI DAVANO BATTAGLIA A CHI DISTRUGGEVA PIU'BACCHETTE sulle scrivanie,SONO PURTROPPO ORAMAI SPARITI!! Ma chi educhera' + le povere gioventù?eh,oggigiorno ci tocca solo portare nelle scuole LA CARTA IGIENICA..una volta,almeno quella c'era ed era abbondante nei nostri armadi..e,quando ci scappava,SAPEVAMO DOVE TROVARLA!!buona giornata a tutti,
Pier!!!!!!!!
Sul resto mi chiedo x'..
CRISTIANO PARLA DI FETTE DI SALAME SUGLI OCCHI,MA HO BENE ORMAI CAPITO CHE NON SA CIO'CHE SCRIVE!
SULL'EDUCAZIONE A SCUOLA:VISTO CHE I GENITORI NON sanno educare i propri figli,io DAREI 1 BEL SONORO CEFFONE a chi si comporta..maleducatamente,alunno o chicchessia:
quando ero alla lezione ginnastica alle medie MI SONO PIGLIATO 1 SANA SCARPATA NEL SEDERE DAL PROF che mi ha fatto rotolare e la ricordo davvero benone, e soprattutto caro ex prof....... LO RINGRAZIO XE ha contribuito alla mia crescita dandomi 1a inimmaginabile svegliata!
I tempi in cui le prof DELLE ELEMENTARI SI DAVANO BATTAGLIA A CHI DISTRUGGEVA PIU'BACCHETTE sulle scrivanie,SONO PURTROPPO ORAMAI SPARITI!! Ma chi educhera' + le povere gioventù?eh,oggigiorno ci tocca solo portare nelle scuole LA CARTA IGIENICA..una volta,almeno quella c'era ed era abbondante nei nostri armadi..e,quando ci scappava,SAPEVAMO DOVE TROVARLA!!buona giornata a tutti,
Pier!!!!!!!!

