Tenete d'occhio l'annata 1881-82

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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massimetto
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Tenete d'occhio l'annata 1881-82

Messaggio da massimetto »

oggi:
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1880: tempo simile a quello attuale, con treno di vortici poco approfonditi, hp su italia.
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1881: nao positiva, con hp stabile su italia, vortice approfondito su ovest russia.
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1882: treno di lp atlantiche da sud-ovest, su italia cammello in agguato.
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1883: vortice approfondito sul canada come oggi, retrogressione fredda su italia. non proprio come oggi ma ci avviciniamo.
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1884: grande hp su canada e atlantico, su italia hp tendenzialmente freddo per cavo d'onda gelido in pieno atlantico.
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1885: nao positiva per vortice molto approfondito su scandinavia.
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1886: correnti nord atlantiche con ciclogenesi su italia.
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1887: nao fortemente negativa e maltempo su italia per hp scand+
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1888: correnti nord atlantiche con vortice polare molto approfondito su canada.
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1889: vortice approfondito su canada hp su est europeo debole lp su italia Immagine

1890: più o meno come l'anno precedente.
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1891: tempo atlantico su europa per vortice tipico islandese
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1892: vortice islandese debole, hp di matrice russa su italia.
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1893: vortice islandese molto blando e burian su italia per cavo d'onda gelido da russia.
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1884: vortice islandese tra islanda e scandinavia, tempo tendente al brutto su italia con nao tendente al negativo.
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1895: deboli vortici su basso atlantico, scand+ e moderato maltempo su italia.
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1896: vortice polare esteso da groenlandia fino alla GB, su italia correnti da est.
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1897: grande vortice polare esteso fino al basso atlantico, risposta dinamica dell'hp su italia.
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1898: come l'anno precedente, con maggiore sfondamento del VP su Italia.
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1899: hp groenlandese, vortice approfondito tra GB e spagna, scirocco su italia.
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1900: tempo atlantico su Italia con grande vortice polare trilobato su oceano e affondo freddo solo su canada.
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Conclusioni
siamo nella fase cruciale dell'inverno in cui si decidono i destini di una o più stagioni. Vediamo se indoviniamo il cavo d'onda giusto nel passato: c'è il 1880 che sembra riproporre un clima simile a quello attuale. oppure anche il 1883. vedremo se è così.
Ultima modifica di massimetto il sab gen 21, 2012 7:06 pm, modificato 14 volte in totale.
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

sto approfondendo il 1880-81 e mi pare che anche quest'anno abbia azzeccato l'affondo delle westerlies all'altezza del solstizio d'inverno, più o meno.

dal 21 in poi c'è un impianto simile con il solito groenlandese che pilota treni di vortici verso il mediterraneo. sulla russia c'è anche l'lalta dinamica.


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anche la vigilia di natale di quest'anno richiama la vigilia del 1880 con una direttrice delle correnti oggi più da nordovest verso sudest.

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il 25 sembrano discostarsi, poi il 26 ci rivedo lo stesso impianto.

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il giorno 27 c'è nel 1880 un tentativo di ricompattamento del VP, oggi sembra meno accentuato, almeno in quota. ma l'affondo delle onde può essere simile.

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e si arriva alla carta di oggi. quindi direi che a cavallo di natale, forse, c'è stato l'affondo che cambierà in entrambe le annate il destino meteorologico del nostro emisfero.

aggiungerei anche quella del 20 tra le mappe da contare per dicembre.

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Ultima modifica di massimetto il mar dic 28, 2010 6:33 pm, modificato 2 volte in totale.
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

devo correggermi. Anche prima c'è qualcosa di interessante. Nei giorni del grande freddo di quest'anno, sembra di assistere allo stesso blocking dalla groenlandia, anche se tutto oggi sembra con quei colori più accentuato. continuo a monitorare.

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andando a ritroso si perde un po' contatto ma ecco qui, siamo di nuovo sulla stessa linea?

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sto andando ancora a ritroso per cercare il primo eventuale punto di contatto.

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continuo a ritroso.
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

anche il 9, forse se c'è un punto di contatto, tenendo d'occhio i movimenti del VP, parte da qui. anche perché le cartine precedenti non sono disponibili.

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è probabilmente questo il momento di maggiore vigore del vp. In tutto a dicembre dovrebbero essere state 11 le mappe simili e specifico: con una circolazione generale delle correnti con la stessa direttrice. non quindi necessariamente lo stesso clima sulle medesime zone.
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

oggi l'affondo perturbato a forma di noce è più centrato a ovest del portogallo, nel 1880 è sulla GB. Per il resto vedo tutte le figure agli stessi posti.

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Marco2211
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Messaggio da Marco2211 »

massimetto ha scritto:oggi l'affondo perturbato a forma di noce è più centrato a ovest del portogallo, nel 1880 è sulla GB. Per il resto vedo tutte le figure agli stessi posti.

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Ciao massimetto è molto interessante questo intervento sulle anologie tra oggi e il 1980...però non riesco a capire dove vuoi arrivare, cioè stai cercando di fare una "previsione" basata sul fatto che nella metereologia si tende a ripercorrere i stessi percorsi e quindi ci dovremmo aspettare un tempo simile a quello del 1980? oppure credi che avverà qualcosa di "molto interessante" (irruzioni fredde rilevanti) nel prossimo futuro?
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

Marco2211 ha scritto:
massimetto ha scritto:oggi l'affondo perturbato a forma di noce è più centrato a ovest del portogallo, nel 1880 è sulla GB. Per il resto vedo tutte le figure agli stessi posti.

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Ciao massimetto è molto interessante questo intervento sulle anologie tra oggi e il 1980...però non riesco a capire dove vuoi arrivare, cioè stai cercando di fare una "previsione" basata sul fatto che nella metereologia si tende a ripercorrere i stessi percorsi e quindi ci dovremmo aspettare un tempo simile a quello del 1980? oppure credi che avverà qualcosa di "molto interessante" (irruzioni fredde rilevanti) nel prossimo futuro?
mi riferisco a un post che ho tenuto aperto per un anno circa fino a novembre scorso. non so come andrà in futuro. Seguirò la cosa scrivendo i risultati in questo post.
il riassunto di quello che penso l'ho scritto sul mio blog.

copio e incollo.

I cambiamenti climatici? Forse non ci sono mai stati
Ce ne siamo accorti tutti. Con l'ultima nevicata a Roma dell'inverno scorso, ma più ancora con le continue nevicate che colpiscono il nord da due anni, con il record del manto nevoso a gennaio 2009 che non si registrava, così sensazionale, dal lontano gennaio 1985, tutti, media compresi, si sono accorti che forse c'è un'inversione di tendenza.
Niente più riscaldamento del clima? O forse qualcuno è stato troppo frettoloso nel preconizzare una catastrofe ambientale in realtà impossibile?
Diciamo che le teorie dei chimici e dei fisici non sono baggianate: sono sempre valide e l'effetto serra non è una favoletta raccontata per far comodo a qualcuno o per spaventare la gente su un'imminente catastrofe ambientale. C'è però un punto debole, forse, in questa teoria dell'effetto di schermatura dei raggi solari che vorremmo affrontare in questo articolo. Punto debole che emerge seguendo sui forum di internet le evoluzioni del clima.
In pratica, che cosa starebbe accadendo nella realtà negli ultimi anni e che cosa sarebbe accaduto a fine-inizio millennio quando tutti, governi di sinistra in particolare, si attendevano un netto innalzamento di temperatura, tanto da chiedere provvedimenti urgenti in materia ambientale?
Succede che ci sono due piani su cui si potrebbe muovere un mutamento climatico. Il primo è senza dubbio quello spiegato dai chimici sull'effetto serra. La terra, secondo questi studiosi, continuerebbe ad essere bersagliata dai raggi solari ultravioletti, che verrebbero schermati dall'atmosfera densa di gas serra e poi in minima parte bloccati sulla crosta terrestre nel loro tentativo di tornare al mittente. Questo per parlare in termini semplici. Tuttavia, dato un netto incremento dei gas serra, e in particolare della CO2 che verrebbe emessa dalle combustioni e quindi da tutte le attività industriali dell'uomo, questa schermatura si trasformerebbe in una cappa di calore che farebbe aumentare la temperatura globale della terra di 2 gradi in più nel giro di un certo numero di anni futuri. E la teoria sarebbe credibile: temperatura più alta, più contrasti tra masse d'aria, più piogge, più caldo d'estate, e via dicendo.
Ma quali sono gli elementi che determinano un evento climatico? Come si formano le nuvole? Secondo questi teorici, e secondo quanto si apprende facendo una semplice ricerca sull'enciclopedia online, tutto sarebbe spiegabile attraverso l'umidità e il ciclo dell'acqua. Che noi diremmo: è un po' poco.
C'è sicuramente dell'altro. E allora il secondo piano su cui si potrebbero muovere i flussi perturbati che tante alluvioni hanno provocato negli ultimi tempi è quello della fisica: il movimento della corrente a getto. Correnti che sono oggetto di studio in questi forum online ai quali da anni abbiamo deciso di partecipare.
Cosa spiegano questi meteorologi? Che le correnti principali del nostro pianeta sono le Westerlies, correnti polari che, appunto, partono dal polo nord per poi avvitarsi da nordovest verso sudest intorno al globo. Questo a causa della Forza di Coriolis, senza la quale queste correnti, spiega la scienza, sarebbero niente altro che dei fasci perpendicolari al parallelo dell'equatore. Abbiamo invece l'effetto a spirale, detto di trascinamento, dovuto appunto a questa forza, che in parole povere calcola il movimento del globo terrestre sul suo asse, la quale spinge i fasci che scendono dal polo nord da nordovest verso sudest. In questo modo si crea un moto ondulatorio delle correnti, che gli scienziati chiamano con il termine di: "Onde di Rossby".
Perché sono importanti queste onde? Perché chiunque abbia studiato il moto delle onde a scuola in Fisica potrebbe, attraverso di esse, arrivare a capire come si muove il clima. Capire che, attraverso lo studio e il calcolo delle forze in gioco, si potrebbe, ipotesi neanche tanto fantascientifica, sapere addirittura come modificare artificialmente il clima. Perché no.
Tutti sanno che il moto delle onde è determinato da una forza, che si esprime in termini di calore. Diciamo bene? Probabilmente sì. Qual'è la forza che quindi muove le correnti a getto? Non lo sappiamo, purtroppo, eppure qualcosa leggendo i forum online è emerso in passato in questo senso.
Che cosa sappiamo in più rispetto a quanto ci viene detto in televisione oppure sui giornali? Sappiamo questo: che negli ultimi 10 o forse 20 anni, tutti gli inverni, da ottobre fino ad aprile (quindi per tutto il semestre freddo) sul polo nord avvengono dei riscaldamenti della Stratosfera, che è la parte superiore all'atmosfera, a temperatura di norma costante. Ebbene, da anni molti studiosi parlano di aumenti di temperatura nella zona soprastante il Polo Nord. Questi riscaldamenti non possiamo dire che siano la forza che determina il moto delle onde, ma abbiamo molti sospetti che giochino un ruolo importante.
Va precisato che personalmente abbiamo cercato nelle mappe online questi riscaldamenti anche al Polo Sud nel loro semestre freddo, ma non li abbiamo trovati. Fatto che lascia ulteriori sospetti.
Come modificherebbero il clima dell'emisfero nord, dunque, questi riscaldamenti della Stratosfera? Apparentemente sarebbe semplice, il calore enorme che si genererebbe, andrebbe a creare un anticiclone macroscopico, che dal polo scenderebbe verso gli Stati Uniti o al massimo verso l'Atlantico (il punto dei riscaldamenti è sempre lo stesso, pare). Questo anticiclone costringerebbe le correnti a getto, le Westerlies, a comportarsi come se la Forza di Coriolis non esistesse. E quindi a scendere nettamente verso sud in perpendicolare. Il problema è che, finito lo spazio anticiclonico, l'effetto di blocco automaticamente scomparirebbe, e ritornerebbe in gioco la Forza di Coriolis. Ripartirebbe perciò il moto ondulatorio. Ma con un grosso problema. Le onde si sono caricate di forza in questa discesa, e nel momento in cui devono spostarsi verso oriente comincerebbero a comportarsi come schegge impazzite. Risalgono quindi verso l'Europa del Nord, e poi riscendono con un cavo d'onda sempre molto ampio. E così via, finché la loro forza non si sarà esaurita. Un effetto simile a quello dello yoyò, un gioco che amavamo, noi quasi quarantenni, tanto tempo fa. Perché c'è da aggiungere una cosa importante: le correnti a getto nella loro discesa verso sud negli States sembrano creare una palla gelida molto pericolosa, che è appunto nota con il nome di Vortice Polare. E' sempre esistito questo Vortice Polare, ma è chiaro che con il riscaldamento della Stratosfera questa palla diventerebbe davvero avvelenata. "Elettrizzata", scrivono questi esperti online. Una scheggia impazzita che genererebbe effetti a domino su tutto l'emisfero. E' ovviamente una nostra teoria.
Qui ci si pone anche una domanda: è un comportamento naturale oppure no? Bella domanda. Bisognerebbe sapere a cosa sono dovuti questi riscaldamenti. Sono artificiali? Oppure come sostengono gli esperti si tratta della normale attività solare? Di sicuro alcuni fisici dell'Università Politecnica di Torino ritengono normali dei cavi d'onda molto accentuati in inverno, e normale quindi che questi cavi d'onda si adagino orizzontalmente nel periodo della quiete estiva. Ma ultimamente non è stato così, il clima degli ultimi ventanni non ha rispettato molto le stagioni. E il caldo ha spesso prevalso sul freddo (attenzione però, da noi è prevalso il caldo, ma altrove?). Perché questo andamento? Probabilmente tutto sta nel capire il movimento di quella "Palla Avvelenata", che è il Vortice Polare, e nella quantità di forza che sarebbe stata immessa nella Stratosfera. Non dimentichiamo che nella sua spinta verso sud, il Vortice Polare solleva correnti altrettanto forti dai tropici, che potrebbero essere, è una nostra personale opinione, le responsabili del gran caldo che abbiamo sentito sulla nostra pelle in Europa nel 2003 e comunque in tutto quel periodo dal 1990 al 2006.
Ma oggi? Dicevamo che è tornata a cadere un po' ovunque la neve. Sarebbe sempre colpa dei riscaldamenti stratosferici? Di certo il freddo taglierebbe fuori la prima ipotesi, quella dell'effetto serra, per la quale su tutto il globo sarebbero incidenti quei 2 gradi in più determinati dai gas serra. E' sempre stato molto difficile, per questi teorici, spiegare come possa far freddo e nevicare con lo scenario da loro disegnato, seppure questi scienziati ci abbiano provato in tutti i modi.
Così ci è venuta in mente una bella idea: andare a cercare riscontri nelle cartine del passato. Quelle del 1800. Così, per fare una prova del nove e capire se e quanto il clima è veramente cambiato. Ebbene, il risultato è che nel dicembre del 1899 e nel dicembre del 2009 si è avuto lo stesso identico affondo delle correnti a getto verso l'Atlantico. Un grande anticiclone sulla Groenlandia avrebbe quindi creato una gigantesca palla di freddo capace, con la sua spinta verso sud, di determinare un cavo d'onda molto accentuato in cammino verso oriente. Stesso giorno, stesso mese, stessa configurazione in entrambi gli anni. Abbiamo pertanto provato a seguire nei giorni a seguire l'evoluzione in parallelo di entrambe le annate, scoprendo qualcosa di molto interessante.
Sia nel 1900, sia nel 2010, ogni mese si sono ripetute situazioni meteorologiche molto simili se non identiche, e questo sempre nello stesso giorno, per un numero costante di giorni: 12-13 circa. Diciamo che mediamente abbiamo notato molto approssimativamente un 40% di giorni del mese simili sia nel 1900 sia nel 2010. Da quando? Il fenomeno si sarebbe verificato dal dicembre 2009 fino al novembre 2010.
Cosa significa questo, anche in funzione di quanto scritto fin qua? Secondo noi significherebbe una cosa soprattutto: che il moto delle onde, a prescindere dall'effetto serra, sarebbe simile sia nel 1900 sia nel 2010. Cosa sarebbe successo in termini tecnici? Sarebbe accaduto che il primo affondo del 29 dicembre del 2009 (e quindi in parallelo del 29 dicembre 1899) avrebbe provocato un moto delle onde costante sia nel 1900 sia nel 2010, tale da portare a un clima per un 40% simile in entrambe le annate.
Quindi la teoria dei mutamenti climatici sarebbe da buttare via? Sicuramente no, perché nel restante 60% ci potrebbe stare di tutto, dai cambiamenti climatici, a quello che volete voi. Ma può voler dire anche che il moto delle Correnti a Getto che si muovono dal Polo sarebbe il vero ago della bilancia degli eventi climatici. Punto a nostro avviso importante, e da tenere presente quando si legge che il clima è impazzito e la temperatura aumenterà.
E chissà che quello che abbiamo appena scoperto noi non sia già patrimonio di qualche potenza mondiale, intenzionata a utilizzare queste informazioni per degli esperimenti scientifici magari pericolosi per l'ambiente.
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Cribbio
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Messaggio da Cribbio »

Massimè, i miei complimenti per la dedizione! :wink:
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

Cribbio ha scritto:Massimè, i miei complimenti per la dedizione! :wink:
è solo frutto di anni e anni di lettura dei vostri messaggi!

cmq sulle possibili cause del fenomeno da me descritto sopra c'è oggi questo articolo di ML molto interessante e attinente al tema.



Forti strat-warming dopo un'eruzione vulcanica intensa

Con l'eruzione del vulcano islandese Laki nel 1783 si ebbe la più grande effusione di lava della storia.

Fu liberata un'enorme quantità di gas e una nebbia azzurra avvolse per diversi mesi gran parte dell'Europa settentrionale. Il fluoro uccise il bestiame e ne seguì una grave carestia in cui persero la vita 10.000 islandesi. La nebbiolina giunse anche nell'Europa centrale ma non risultò velenosa, provocando comunque una importante diminuzione della temperatura. Quella nebbiolina fu infatti all'origine del rigidissimo inverno 1783/1784.

100 anni più tardi con l'eruzione del Krakatau gli effetti del raffreddamento furono riscontrati in tutto il mondo e fine al 1886 la radiazione solare si ridusse anche del 20%. Nel secondo dopoguerra Harry Wexler, noto meteorologo americano, dichiarò che l'aumento della temperatura manifestatosi a partire dal 1900 fosse imputabile soprattutto alla mancanza di eruzioni vulcaniche di vasta portata.

Se gas e polvere vulcanica alterano effettivamente il clima, tutto nasce probabilmente nella stratosfera, oltre i 10.000 metri, dove lo strato di foschia resta sospeso a lungo perchè non vi sono nubi e piogge che possano disperderlo. I meteorologi hanno identificato uno strato persistente di aerosol nella stratosfera ad altezza variabile tra 15 e 30 km, una sottile nebbiolina composta da sale marino, polveri di silicati e acido solforico, risultato di eruzioni vulcaniche, ciminiere industriali, incendi di foreste.

Il fatto che nella stratosfera venga intercettata maggior radiazione solare riduce la temperatura nella tropopausa e nella troposfera. A confermare in pieno questa teoria ci pensò l'eruzione del vulcano Agung a Bali, in Indonesia.

Il 18 febbraio del 1963 il monte Agung iniziò ad eruttare, alla fine di maggio si contarono quasi 2000 vittime. Le nubi di gas e cenere raggiunsero altezze di 10 chilometri sopra il cratere e detriti vulcanici raggiunsero la stratosfera. Si formarono spettacolari aloni intorno al sole e la diminuzione della luce stellare fu nettissima. Nella stratosfera le temperature si alzarono sino a 6°C, mentre la temperatura media mondiale si abbassò di mezzo grado. Il calo irregolare della temperatura misurato insomma tra il 63 e la fine degli anni 70 fu probabilmente indotto dalle eruzioni del Surtsey, del vulcano Awu e di Fernandina.

Le eruzioni successive, per quanto spettacolari, non hanno inciso sul clima nello stesso modo o perlomeno i dati circa la loro reale influenza sono contrastanti e la diminuzione di temperatura originatasi più modesta.
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ROMAGNOLO
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Messaggio da ROMAGNOLO »

massimetto ha scritto:
Cribbio ha scritto:Massimè, i miei complimenti per la dedizione! :wink:
è solo frutto di anni e anni di lettura dei vostri messaggi!

cmq sulle possibili cause del fenomeno da me descritto sopra c'è oggi questo articolo di ML molto interessante e attinente al tema.



Forti strat-warming dopo un'eruzione vulcanica intensa

Con l'eruzione del vulcano islandese Laki nel 1783 si ebbe la più grande effusione di lava della storia.

Fu liberata un'enorme quantità di gas e una nebbia azzurra avvolse per diversi mesi gran parte dell'Europa settentrionale. Il fluoro uccise il bestiame e ne seguì una grave carestia in cui persero la vita 10.000 islandesi. La nebbiolina giunse anche nell'Europa centrale ma non risultò velenosa, provocando comunque una importante diminuzione della temperatura. Quella nebbiolina fu infatti all'origine del rigidissimo inverno 1783/1784.

100 anni più tardi con l'eruzione del Krakatau gli effetti del raffreddamento furono riscontrati in tutto il mondo e fine al 1886 la radiazione solare si ridusse anche del 20%. Nel secondo dopoguerra Harry Wexler, noto meteorologo americano, dichiarò che l'aumento della temperatura manifestatosi a partire dal 1900 fosse imputabile soprattutto alla mancanza di eruzioni vulcaniche di vasta portata.

Se gas e polvere vulcanica alterano effettivamente il clima, tutto nasce probabilmente nella stratosfera, oltre i 10.000 metri, dove lo strato di foschia resta sospeso a lungo perchè non vi sono nubi e piogge che possano disperderlo. I meteorologi hanno identificato uno strato persistente di aerosol nella stratosfera ad altezza variabile tra 15 e 30 km, una sottile nebbiolina composta da sale marino, polveri di silicati e acido solforico, risultato di eruzioni vulcaniche, ciminiere industriali, incendi di foreste.

Il fatto che nella stratosfera venga intercettata maggior radiazione solare riduce la temperatura nella tropopausa e nella troposfera. A confermare in pieno questa teoria ci pensò l'eruzione del vulcano Agung a Bali, in Indonesia.

Il 18 febbraio del 1963 il monte Agung iniziò ad eruttare, alla fine di maggio si contarono quasi 2000 vittime. Le nubi di gas e cenere raggiunsero altezze di 10 chilometri sopra il cratere e detriti vulcanici raggiunsero la stratosfera. Si formarono spettacolari aloni intorno al sole e la diminuzione della luce stellare fu nettissima. Nella stratosfera le temperature si alzarono sino a 6°C, mentre la temperatura media mondiale si abbassò di mezzo grado. Il calo irregolare della temperatura misurato insomma tra il 63 e la fine degli anni 70 fu probabilmente indotto dalle eruzioni del Surtsey, del vulcano Awu e di Fernandina.

Le eruzioni successive, per quanto spettacolari, non hanno inciso sul clima nello stesso modo o perlomeno i dati circa la loro reale influenza sono contrastanti e la diminuzione di temperatura originatasi più modesta.

Massimetto non riesci a postare carte delle prossime settimane ??
Sarebbe bello fare una linea di tendenza frutto dell'esperienze passate ...
L'analogia con il 1880 c'e' ... perche non vedere oltre ??
:wink:
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

ROMAGNOLO ha scritto:
massimetto ha scritto:
Cribbio ha scritto:Massimè, i miei complimenti per la dedizione! :wink:
è solo frutto di anni e anni di lettura dei vostri messaggi!

cmq sulle possibili cause del fenomeno da me descritto sopra c'è oggi questo articolo di ML molto interessante e attinente al tema.



Forti strat-warming dopo un'eruzione vulcanica intensa

Con l'eruzione del vulcano islandese Laki nel 1783 si ebbe la più grande effusione di lava della storia.

Fu liberata un'enorme quantità di gas e una nebbia azzurra avvolse per diversi mesi gran parte dell'Europa settentrionale. Il fluoro uccise il bestiame e ne seguì una grave carestia in cui persero la vita 10.000 islandesi. La nebbiolina giunse anche nell'Europa centrale ma non risultò velenosa, provocando comunque una importante diminuzione della temperatura. Quella nebbiolina fu infatti all'origine del rigidissimo inverno 1783/1784.

100 anni più tardi con l'eruzione del Krakatau gli effetti del raffreddamento furono riscontrati in tutto il mondo e fine al 1886 la radiazione solare si ridusse anche del 20%. Nel secondo dopoguerra Harry Wexler, noto meteorologo americano, dichiarò che l'aumento della temperatura manifestatosi a partire dal 1900 fosse imputabile soprattutto alla mancanza di eruzioni vulcaniche di vasta portata.

Se gas e polvere vulcanica alterano effettivamente il clima, tutto nasce probabilmente nella stratosfera, oltre i 10.000 metri, dove lo strato di foschia resta sospeso a lungo perchè non vi sono nubi e piogge che possano disperderlo. I meteorologi hanno identificato uno strato persistente di aerosol nella stratosfera ad altezza variabile tra 15 e 30 km, una sottile nebbiolina composta da sale marino, polveri di silicati e acido solforico, risultato di eruzioni vulcaniche, ciminiere industriali, incendi di foreste.

Il fatto che nella stratosfera venga intercettata maggior radiazione solare riduce la temperatura nella tropopausa e nella troposfera. A confermare in pieno questa teoria ci pensò l'eruzione del vulcano Agung a Bali, in Indonesia.

Il 18 febbraio del 1963 il monte Agung iniziò ad eruttare, alla fine di maggio si contarono quasi 2000 vittime. Le nubi di gas e cenere raggiunsero altezze di 10 chilometri sopra il cratere e detriti vulcanici raggiunsero la stratosfera. Si formarono spettacolari aloni intorno al sole e la diminuzione della luce stellare fu nettissima. Nella stratosfera le temperature si alzarono sino a 6°C, mentre la temperatura media mondiale si abbassò di mezzo grado. Il calo irregolare della temperatura misurato insomma tra il 63 e la fine degli anni 70 fu probabilmente indotto dalle eruzioni del Surtsey, del vulcano Awu e di Fernandina.

Le eruzioni successive, per quanto spettacolari, non hanno inciso sul clima nello stesso modo o perlomeno i dati circa la loro reale influenza sono contrastanti e la diminuzione di temperatura originatasi più modesta.

Massimetto non riesci a postare carte delle prossime settimane ??
Sarebbe bello fare una linea di tendenza frutto dell'esperienze passate ...
L'analogia con il 1880 c'e' ... perche non vedere oltre ??
:wink:
intanto il presente. oggi i vortici tendono a disporsi nell'emisfero come nel 1880, ma tutto è spostato più verso est, come la lp che nel 1880 approda verso l'italia e qui si sposta sull'ucraina. sulla russia oggi c'è una piccola hp non presente nel 1880. però direi che l'analogia c'è anche oggi a occhio.

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il futuro? Se davvero dovesse verificarsi quanto accaduto lo scorso anno, allora avremmo per un 40-50% il clima del 1880-81, ovvero gennaio molto perturbato e a tratti freddo, merla atlantica, febbraio freddo e più secco.
Mi pare tuttavia che per l'epifania il clima attuale sarà molto diverso da quello del 1881.

In teoria dovrebbe andare così.

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eppure gfs00 non è d'accordo.

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foxmulder1973
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Messaggio da foxmulder1973 »

oggi le due annate divergono o cominciano ad allontanarsi.

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resta probabile che a gennaio si verifichino altre 12 o 13 carte simili o identiche come a metà di questo dicembre con il 1880-81, ma non si sa quando avverrà.
pettirosso
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Messaggio da pettirosso »

foxmulder1973 ha scritto:oggi le due annate divergono o cominciano ad allontanarsi.

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resta probabile che a gennaio si verifichino altre 12 o 13 carte simili o identiche come a metà di questo dicembre con il 1880-81, ma non si sa quando avverrà.


A me sembra che la carta del 31 dicembre 1880 sia la copia di quella che si verificherä tra 2 giorni e quindi l evoluzione di quest oggi.... :D :wink:


o sbaglio ?
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massimetto
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Messaggio da massimetto »

pettirosso ha scritto:
foxmulder1973 ha scritto:oggi le due annate divergono o cominciano ad allontanarsi.

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resta probabile che a gennaio si verifichino altre 12 o 13 carte simili o identiche come a metà di questo dicembre con il 1880-81, ma non si sa quando avverrà.


A me sembra che la carta del 31 dicembre 1880 sia la copia di quella che si verificherä tra 2 giorni e quindi l evoluzione di quest oggi.... :D :wink:


o sbaglio ?
no secondo me no, sbagli.

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c'è un vortice freddissimo nel 1880 che lambisce la groenlandia che non si ritrova nel 2010-11. solo la lp sulla scandinavia sembra avere le stesse caratteristiche, oltre che compiere lo stesso movimento, di oggi.
pettirosso
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Messaggio da pettirosso »

Hai ragione...e soprattutto e` sull italia che spancia l hp a nest...le solite piccole differenze ma che cambiano e non di poco la sostanza....... :oops: 8)

Buon Anno :wink:
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