il novembre 1998 inizio' decisamente mite o nella norma con la presenza di saccature atlantiche vp e depressione islandese profonda alternati a brevi cunei altopressori, poi dal 15 qualcosa inizia a cambiare, il vp rallenta la sua corsa e i flussi iniziano a disporsi da nord-sud con piu' scambi meridiani, ma soprattutto inizia un progressivo raffreddamento di tutto il comparto nord europeo e dalla russia, infatti il giorno 17-18 una prima leggera incursione fredda si fece strada da nord est, fu aria fredda legata ad un vortice freddo sull'europa dell'est invitata a scendere da nord est da una rimonta altopressoria dall'inghilterra e nord europa, gli effetti ancora furono deboli infatti solo lieve instabilita' e qualche nevicata in collina grazie a una -3° a 850 hpa, ma nessuno poteva immaginare cosa sarebbe accaduto da li a pochi giorni, infatti dal 20 novembre si stava preparando una intensa discesa fredda, il 20 novembre gran parte dell'europa dell'est e russia è al freddo intenso con isoterme che vanno da -10° a -15° a 850 hpa

e una depessione sullo ionio convoglia fredde correnti da nord est sull'adriatico con le prime importanti nevicate fino a quote molto basse, il giorno 21 è il clou dell'irruzione fredda: una lingua fredda con isoterme di -10° sfiora l'adriatico, correnti fredde da est spazzano tutto il centrosud, mentre su tutto il centro e ovest europa un impressionante ponte altopressorio con massimi di ben 1040 hpa garantisce alla colata la direzione obbligatoria in italia, in tutto l'adriatico è bufere di neve, neve che cade ininterrotamente tutta la giornata sotto forma di bufere temporali e blizzard, a fine giornata accumuli molto consistenti quasi record per novembre si registrano in gran parte del centro, oltre 50 cm oltre 300 mt.
l'afflusso freddo continuo iperterrito fino al 25 novembre esaurendosi in goccia fredda lentamente.


il novembre 1998 per noi adriatici specialmente rimarra' per sempre nell'archivio degli indimenticabili, cosi' come il dicembre 96, il febbraio 91 e gennaio 2005, con la speranza che un giorno si possa riscrivere un altro pezzo di storia e di emozioni.