Rifiuti tossici e interi palazzi costruiti
su discariche abusive, ¨¨ Gomorra a Milano
Secondo l'ultimo report di Legambiente sulle Ecomafie la Lombardia ¨¨ diventato il crocevia per le cosche della 'ndrangheta che fanno affari con i rifiuti tossici
Metodi e strumenti sono quelli di gomorra. Il silenzio, invece, ¨¨ tutto lombardo. Situazione ideale per la mafia che sotto la Madonnina fa affari. Droga ed edilizia. E con l¡¯ediliza arrivano i cantieri, i camion, gli escavatori. Ci sono montagne di terra da trasportare (dove?). Centinaia di buchi da riempiere (con cosa?). E¡¯ il nuovo business, quello vero, quello ¡°indolore¡±, quello che non crea allarme sociale, ma avvelena i terreni e infiltra le falde con bombe chimiche. In tutto questo i mezzi della ¡®ndrangheta navigano a gonfie vele. Le cosche riciclano denaro e tengono buoni rapporti con la politica. Succede cos¨¬ che i boss trasformino le fondamenta dei palazzi in discariche abusive.
Il fenomeno, dunque, ¨¨ gi¨¤ un allarme. Insacoltato. Eppure i numeri fanno rumore. E non da oggi. Da almeno nove anni ¡°quando ¨¨ stato introdotto nel nostro ordinamento il delitto che punisce le attivit¨¤ organizzate per il traffico illecito di rifiuti¡±. Lo annota l¡¯ultimo report di Legambiente sulle Ecomafie. Da allora ¡°si sono svolte in Lombardia quasi l¡¯11% sul totale delle inchieste italiane; mentre un altro 24% dei traffici ha interessato in qualche modo questa regione (perch¨¦ luogo di transito, stoccaggio temporaneo, sede delle imprese o luogo di residenza dei trafficanti)¡±. Ecco di cosa stiamo parlando: ¡°Scorie industriali, ma anche appalti per la gestione dei rifiuti solidi urbani¡±. Identificati anche i protagonisti: ¡°Colletti bianchi¡± ovvero ¡°coloro i quali favoriscono per ragioni economiche le attivit¨¤ illecite e soprattutto imprenditori senza scrupoli che agiscono direttamente a danno dell¡¯ambiente o si rivolgono a improbabili intermediari per aumentare i profitti, lucrando sui costi di smaltimento¡±.
Il traffico illecito di rifiuti tossici, dunque, ¨¨ sempre pi¨´ in cima ai pensieri dei padrini che oggi comandano al nord. Il sistema ¨¨ oliato e funziona alla perfezione. Ecco, allora, come lo descrive il gip di Milano Giuseppe Gennari nell¡¯ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Ivano Perego, patron dell¡¯omonima impresa a tutti gli effetti infiltrata dalla ¡®ndrangheta. Si tratta di un¡¯indagine corollario al maxiblitz del 13 luglio scorso. Ecco cosa scrive il giudice: ¡°La soluzione che viene escogitata per rendere (pi¨´) fruttuoso il lavoro ¨¨ quella di violare tutte le norme relative al recupero e allo smaltimento dei rifiuti¡±. Dopodich¨¦ ¡°i materiali di demolizione, invece di essere selezionati e smaltiti secondo quanto previsto, vengono triturati alla rinfusa e abbandonati in luoghi abusivi¡±. Insomma ¡°reati ambientali e controllo del movimento terra vanno sempre di pari passo¡±. Tanto per capirci alla sola Perego viene contestata ¡°l¡¯illecita gestione di ben 2.025.336 chili di rifiuti¡±.
Numeri impressionanti che si fanno cronaca quotidiana ascoltando le testimonianze dei vari camionisti che hanno lavorato per la Perego. Ecco il racconto di uno di loro: ¡°Io ho sentito pi¨´ volte dire agli autotrasportatori che dovevano indicare sui singoli rapportini codici diversi da quelli che in realt¨¤ avrebbero dovuto identificare i singoli rifiuti. Per cui poteva capitare che veniva indicato terra e invece si trattava di materiale di natura diversa. Ricordo in particolare la presenza di diverso materiale pericoloso, come bentonite, che veniva caricata sui camion e poi da me ricoperta con terra di scavo normale al fine di occultarne la qualit¨¤. Io personalmente mi occupavo di redigere anche i formulari, dove inserivo soltanto per¨° il nome e cognome dell¡¯autista e non mettevo nessun¡¯altra indicazione in relazione al materiale trasportato e alla destinazione; queste indicazioni venivano inserite successivamente dall¡¯autista stesso su indicazione di non so chi¡±.
Capita cos¨¬ che, ad esempio, questi rifiuti tossici finiscano dritti dritti nei lavori di ristrutturazioni dell¡¯ospedale Sant¡¯Anna di Como o ancora nell¡¯asfalto delle autostrade. Capita che un intero quartiere residenziale venga costruito su una vera discarica abusiva come nel caso di Buccinasco. Qui, da ieri, buona parte dell¡¯area di via Guido Rossa ¨¨ sotto sequestro. Dentro, i tecnici dell¡¯Arpa hanno trovato ¡°derivati da demolizioni civili mescolati illecitamente a terra di scavo di ignota provenienza¡± con un ¡°potenziale e attuale inquinamento delle matrici ambientali¡±. Tradotto: la falda acquifera che alimenta i rubinetti dei residenti. Un brutto pasticcio che, nota il pm di Milano Giovanna Pirrotta, ¡°risale al 2005¡å. Esattamente il periodo in cui i camion della cosca Barbaro-Papalia iniziano a lavorare. In subappalto, ovviamente, e sotto l¡¯ombrello ¡°legale¡± dell¡¯imprenditore lombardo Maurizio Luraghi, condannati a 4 anni per associazione mafiosa solo poche settimane fa.
Il corollario di episodi che traducono in fatti l¡¯allarme ¨¨ vastissimo. C¡¯¨¨ l¡¯hinterland, ma anche la citt¨¤ di Milano con il caso Santa Giulia, area a nord della citt¨¤, che nella testa del suo proprietario, Luigi Zunino, doveva rappresentare un progetto avvenieristico e che invece si ¨¨ rivelata una ¡°bomba biologica¡± stando all¡¯ordinanza dei giudici milanesi che hanno disposto l¡¯arresto del re delle bonifiche Giuseppe Grossi. Bene, anche qui resta fondata l¡¯ombra della ¡®ndrangheta. Tra gli indagati dell¡¯inchiesta c¡¯¨¨ infatti Vincenzo Bianchi legale rappresentante della Lucchini e Artoni, azienda leader nel campo dell¡¯ediliza. Nel luglio 2009, la Prefettura emise un¡¯interdittiva antimafia nei confronti dell¡¯azienda che in quel periodo stava lavorando nei cantieri di Porta Nuova. All¡¯epoca 17 su 22 imprese che lavoravano in subappalto avevano origini crotonesi e pesanti sospetti di legami con la ¡®ndrangheta. Poche settimande dopo, per¨°, la Lucchini Artoni riottenne la revoca dell¡¯interdittiva perch¨¦ dimostr¨° di aver tagliato ogni rapporto con quelle imprese sospette.
Ma la connection tra mafia e rifiuti alimenta anche buona parte delle cave del Milanese. C¡¯¨¨ ad esempio quella di Bollate, regno del boss latitante Vincenzo Mandalari. Qui la ¡®ndrangheta avrebbe trattato rifiuti tossici, come l¡¯amianto, occultandoli dentro profonde buche. Non solo. Il luogo ¨¨ ritenuto anche punto di incontro tra i boss. Qui ¨¨ stato visto il narcotrafficante Pasquale Cicala assieme a Rocco Ascone, ras del movimento terra e luogotenenete di Mandalari.
E la politica? Quando non agisce, collabora con i padrini. Emblematica la vicenda di una cava della citt¨¤ brianzola di Desio. Qui a reggere le fila del traffico di rifiuti fino all¡¯estate 2008 ¨¨ Fortunato Stellitano, uomo vicino alla cosca Iamonte-Moscato di Melito Porto Salvo. E¡¯ lui che dopo essersi ritrovata la cava sottosequestra, racconta a un compare che per avere il dissequestro ¡°vado a trovare Massimo, non preoccuparti, mi faccio fare lo svincolo da Massimo che ¨¨ l¡¯assessore all¡¯ambiente ed ¨¨ a posto, ok?¡±. All¡¯epoca Massimo Ponzoni, delfino del governatore Roberto Fomigoni, ¨¨ assessore regionale all¡¯Ambiente e come tale si occupa delle bonifiche.


