http://www.youtube.com/watch?v=kOfG4lC1TJg
Per molto tempo si è pensato che vi fosse stato un solo tornado, spostatosi in direzione Ovest-Est, ad interessare principalmente i paesi di Robecco Pavese e Vallescuropasso, originatosi da una supercella. In realtà si trattò di un fenomeno diverso, accompagnato da eventi che definire eccezionali è poco.

I tornado si svilupparono intorno alle 12.30, durarono pochi minuti e per pochi momenti furono visibili contemporaneamente. Entrambi discesero dalle ultime colline dell'estremo lembo settentrionale di Appennino, per muoversi in direzione SE-NO, seppure con un andamento definito "ballonzolante", e perdendo spesso il contatto col terreno.
Il tornado che piombò su Vallescuropasso fu certamente più intenso, e risulta annoverato come il tornado più violento mai occorso in Europa nella storia. Per quanto riguardo questo tornado, è possibile mostrare una foto, che mostra tale tornado nella sua fase terminale (rope tornado), fotografato da circa 2.5 Km di distanza con obiettivo 50 mm.

La potenza stimata nella sua fase più acuta è tra f4 ed f5 della scala Fujita, in base ai danni riportati dalle strutture: pilastri larghi quasi un metro strappati, strutture in cemento armato distrutte, case ben costruite di cui è rimasto solo un sottoscala. Alcuni tetti sono stati ritrovati a distanza conficcati fino a un metro e mezzo sottoterra, o anche mai più ritrovati.
A Robecco, dove il tornado ha avuto un'intensità minore, f3, ha "sradicato" il campanile della Chiesa dalla quale i fedeli erano usciti pochi minuti prima, sbalzandola a metri di distanza.
A Robecco uno dei fenomeni più incredibili è risultato quello della grandine, caduta prima della comparsa del tornado, di dimensione di 20 cm! Non si trattò, come è facile immaginare, di pezzi singoli di ghiaccio, ma di conglomerati di grandine, descritti come ammassi senza forma definita, veri e propri blocchi di ghiaccio. Ma i fenomeni incredibili non si fermano certo qui, e comprendono anche fulmini globulari.
Un fulmine globulare è stato avvistato per alcuni minuti, in contemporanea al tornado, con una luminosità stimata di 200 watt, di forma sferica e colore rosso cupo, del diametro stimato di una ventina di centimetri. Ben 5 sono i testimoni di questo fulmine particolare. Fulmine che peraltro è stato avvistato anche nel tornado di Vallescuropasso, addirittura descritto come "cosparso di braci accese". Un fenomeno che risulta abbondantemente nella descrizione di tornado in U.S.A.

Viti distrutte dalla furia del tornado

Punto di vista meteorologico
E' da scartare l'ipotesi di una supercella, ma un fenomeno multicellulare.
L'evoluzione mostra infatti una sequenza di temporali, almeno 3, succedutisi in senso NO-SE, a distanza di una ventina di minuti l'uno dall'altro. Coerentemente con le testimonianze, la mattina del 16 Giugno il cielo era sereno e biancastro, con una forte umidità. Il peggioramento è stato improvviso e di breve durata, tanto che le precipitazioni e i fenomeni si sono esauriti in circa mezz'ora. La situazione sul Nord Italia era di palude barica, con una pressione di circa 1015 hPa. L'elemento saliente è stato però la presenza in quota di una goccia fredda in spostamento verso Nord-Est. Abbiamo quindi i segni di una fortissima avvezione calda e di una goccia fredda in quota, situazione classica esplosiva dei forti temporali sulla Pianura Padana. L'ingresso di aria fredda si mostra repentino, con la isoterma +15 a 850 hPa che si porta nel giro di 24 ore dalla Svizzera Settentrionale al Lazio. Anche gli indizi termodinamici di Milano Linate (la sonda è stata lanciata in orario prossimo all'evento solo 50 Km più a Nord) mostrano valori che rendono di estrema probabilità fenomeni violenti, con gli indici TT, di Whiting e Sweat alla massima scala di intensità.
Le mappe a 700 hPa rendono invece conto del sopraggiungere di nuvolosità da Ovest (sulla Francia nella notte si erano avute forti precipitazioni, e il lancio della radiosonda era stato ritardato).
Da escludere invece un contributo dovuto dalla corrente a getto, come evidenziato dalle carte a 200 hPa.
Un evento quindi raro ma possibile, che dimostra quanto, al di là del fatto che i fenomeni intensi hanno subito un intensificazione negli ultimi anni, essi sono sempre esistiti. Quello che semmai una volta mancava, era la piena consapevolezza e conoscenza di quanto avvenisse, oltre che la assenza di una rete come internet in cui appassionati si scambiano informazioni preziose.
PS So che sono solo 4 foto, 1 video e il resto è tutto un testo, però volevo pubblicare questo ma non sapevo dove inserirlo, quindi se c'è da spostarlo spostatelo pure
