La tua sfiducia nel mondo scientifico è davvero disarmante.... non so che dirti.sempresole73 ha scritto: Sono scettico non per ragioni scientifiche. La scienza non ha ancora secondo me i mezzi per verificare le dinamiche del clima globale. Le migliaia di stazioni meteorologiche sono pochissime, spesso inglobate dalle isole di calore, spesso non tarate, non certificate, non controllate...Dicasi lo stesso per le boe, poche e non affidabili.
Le ragioni del mio scetticismo sono quindi sostanzialmente filosofiche ed umane.
Nel medioevo erano tutti convinti che la terra fosse piatta. Nel 1600 erano tutti certi che la peste provenisse dal vento o dagli untori. Nel 2000 sono tutti sicuri che il global warming sia provocato dalle attività umane.
Gli scienziati di oggi, mutatis mutandis, non sono più "bravi" di quelli dei tempi passati! Il grande tema ambientale inoltre, nato nei primi decenni del secolo scorso sotto l'influsso culturale di pensatori che poi hanno ispirato l'"eugenetica" della Germania nazista (questo lo sanno in pochi...), ha permeato ogni settore della società civile mondiale, specie nei paesi avanzati.
C'è molto di buono nella tematica ambientale, ma c'è anche il pericolo di fanatismi di massa e di tormentoni veri e propri. Nel corso dei decenni tante volte l'uomo è stato messo sul banco degli imputati con varie argomentazioni condivise all'epoca da tutti gli scienziati! Come dimenticare la foresta amazzonica che scompariva al ritmo di un'austria al giorno? Come dimenticare il "buco nell'ozono", recentemente dimostrato non essere causa dell'uomo? Come dimenticare il GLOBAL COOLING degli anni settanta, attribuito dagli scienziati proprio alle attività industriali?
Riguardo a:
"ti pare possibile che per anni e a più riprese si sia organizzata una raccolta ed analisi della letterutara scientifica sui cambiamenti climatici e si sia creato un quadro di sintesi totalmente errato?"
La risposta è si. Mi pare possibile anzi probabile. Gli interessi economici che ci sono dietro questa storia sono spropositati, per elencarli tutti ci vorrebbe un mese.
Ti parlo del mio settore, l'energia: mettere il mondo in una situazione di "allerta" e di "emergenza" ha delle ricadute economiche inimmaginabili per le politiche energetiche dei paesi. Ci guadagnano tutte le solite lobby alla fine: il gas, presente in pochissimi paesi e governato da interessi strategici enormi, il nucleare che verrà incentivato per sostituire i fossili. Le fonti rinnovabili, attualmente anti-economiche, verranno spinte, finanziate e imposte anche dove non necessarie. Il petrolio conserverà comunque la sua fetta di mercato nei settori della trazione stradale, aerea e navale, nonchè nel domestico (riscaldamento), mentre i derivati (nafta,gpl) saranno ancora utilizzati nelle centrali per le emergenze (gruppi elettrogeni) e per gli avviamenti dei gruppi.
L'unico combustibile davvero penalizzato dalla rivoluzione CO2 sarà il carbone. Ma bisogna sapere che il carbone è il combustibile con meno interessi centralizzati e quindi meno stakeholders al mondo. Il carbone è infatti assai distribuito nelle varie aree del globo, è presente in moltissimi paesi dell'africa, del sud-america, dell'asia e anche dell'europa. Il mercato del carbone è assai meno interessato da speculazioni economiche e finanziarie! Quindi è democratico, economico, facilissimo da trasportare (non crea maree nere...). Non c'è un OPEC dietro il carbone ne altre super-potenze economiche mondiali! Con le nuove tecnologie di trattamento fumi l'inquinamento (non la CO2) da carbone è stato assai ridotto, dunque il rischio che tutti si rivolgessero al carbone per snobbare le altre fonti, più costose, ha portato a demonizzarlo con la storia della CO2, essendo il carbone il combustibile che ne produce di più.
Il processo culturale ecologista porta oggi "mario rossi" a spendere più o meno 25.000 € per installare i costosissimi pannelli fotovoltaici, per comprare una anti-economica stufa a pellets (qualcuno mi dica dove prendono l'energia per fabbricare il cippato) e 20.000 € per cambiare l' auto in euro 5. Questo giro di soldi senza la "grande macchina ambientalista" non ci sarebbe di certo!
ciao, scusa se sono stato prolisso e confuso ma ho scritto di getto
Articolo esilarante di Luca Mercalli
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marco_pifferetti
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- sempresole73
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La tua arroganza inizia a diventare fastidiosa.marco_pifferetti ha scritto:La tua sfiducia nel mondo scientifico è davvero disarmante.... non so che dirti.sempresole73 ha scritto: Sono scettico non per ragioni scientifiche. La scienza non ha ancora secondo me i mezzi per verificare le dinamiche del clima globale. Le migliaia di stazioni meteorologiche sono pochissime, spesso inglobate dalle isole di calore, spesso non tarate, non certificate, non controllate...Dicasi lo stesso per le boe, poche e non affidabili.
Le ragioni del mio scetticismo sono quindi sostanzialmente filosofiche ed umane.
Nel medioevo erano tutti convinti che la terra fosse piatta. Nel 1600 erano tutti certi che la peste provenisse dal vento o dagli untori. Nel 2000 sono tutti sicuri che il global warming sia provocato dalle attività umane.
Gli scienziati di oggi, mutatis mutandis, non sono più "bravi" di quelli dei tempi passati! Il grande tema ambientale inoltre, nato nei primi decenni del secolo scorso sotto l'influsso culturale di pensatori che poi hanno ispirato l'"eugenetica" della Germania nazista (questo lo sanno in pochi...), ha permeato ogni settore della società civile mondiale, specie nei paesi avanzati.
C'è molto di buono nella tematica ambientale, ma c'è anche il pericolo di fanatismi di massa e di tormentoni veri e propri. Nel corso dei decenni tante volte l'uomo è stato messo sul banco degli imputati con varie argomentazioni condivise all'epoca da tutti gli scienziati! Come dimenticare la foresta amazzonica che scompariva al ritmo di un'austria al giorno? Come dimenticare il "buco nell'ozono", recentemente dimostrato non essere causa dell'uomo? Come dimenticare il GLOBAL COOLING degli anni settanta, attribuito dagli scienziati proprio alle attività industriali?
Riguardo a:
"ti pare possibile che per anni e a più riprese si sia organizzata una raccolta ed analisi della letterutara scientifica sui cambiamenti climatici e si sia creato un quadro di sintesi totalmente errato?"
La risposta è si. Mi pare possibile anzi probabile. Gli interessi economici che ci sono dietro questa storia sono spropositati, per elencarli tutti ci vorrebbe un mese.
Ti parlo del mio settore, l'energia: mettere il mondo in una situazione di "allerta" e di "emergenza" ha delle ricadute economiche inimmaginabili per le politiche energetiche dei paesi. Ci guadagnano tutte le solite lobby alla fine: il gas, presente in pochissimi paesi e governato da interessi strategici enormi, il nucleare che verrà incentivato per sostituire i fossili. Le fonti rinnovabili, attualmente anti-economiche, verranno spinte, finanziate e imposte anche dove non necessarie. Il petrolio conserverà comunque la sua fetta di mercato nei settori della trazione stradale, aerea e navale, nonchè nel domestico (riscaldamento), mentre i derivati (nafta,gpl) saranno ancora utilizzati nelle centrali per le emergenze (gruppi elettrogeni) e per gli avviamenti dei gruppi.
L'unico combustibile davvero penalizzato dalla rivoluzione CO2 sarà il carbone. Ma bisogna sapere che il carbone è il combustibile con meno interessi centralizzati e quindi meno stakeholders al mondo. Il carbone è infatti assai distribuito nelle varie aree del globo, è presente in moltissimi paesi dell'africa, del sud-america, dell'asia e anche dell'europa. Il mercato del carbone è assai meno interessato da speculazioni economiche e finanziarie! Quindi è democratico, economico, facilissimo da trasportare (non crea maree nere...). Non c'è un OPEC dietro il carbone ne altre super-potenze economiche mondiali! Con le nuove tecnologie di trattamento fumi l'inquinamento (non la CO2) da carbone è stato assai ridotto, dunque il rischio che tutti si rivolgessero al carbone per snobbare le altre fonti, più costose, ha portato a demonizzarlo con la storia della CO2, essendo il carbone il combustibile che ne produce di più.
Il processo culturale ecologista porta oggi "mario rossi" a spendere più o meno 25.000 € per installare i costosissimi pannelli fotovoltaici, per comprare una anti-economica stufa a pellets (qualcuno mi dica dove prendono l'energia per fabbricare il cippato) e 20.000 € per cambiare l' auto in euro 5. Questo giro di soldi senza la "grande macchina ambientalista" non ci sarebbe di certo!
ciao, scusa se sono stato prolisso e confuso ma ho scritto di getto
Voi ambientalisti integralisti figli dei fiori e dei frutti mi avete stancato davvero! Ho perso mezz'ora per risponderti mettendo a tua disposizione, in maniera sintetica e semplificata, quello che ho studiato e la mia esperienza lavorativa NEL SETTORE e tu mi liquidi con una frasetta ironica? Io ho estrema fiducia nel mondo scientifico perchè a differenza tua ne faccio parte. Mi occupo anche di ricerca in questo settore se proprio vuoi saperlo. Le rinnovabili sono studiatissime, sponsorizzatissme e assai curate nel nostro paese. Spendiamo ogni anno decine di milioni di euro nella ricerca in questo settore ti sembrano pochi? I risultati ci sono, ma ancora i costi elevatissimi e le densità di energia ridotte ci impediscono di pensare ad un sistema fatto di sole fonti rinnovabili.
Ti sorprenderà inoltre sapere che sono anche un amante della natura e sono ambientalista convinto, ma non certo come le mode e la politica odierna impongono!
Quella che ti ho descritto è una fotografia, sintetica ma veritiera, della situazione energetica mondiale e italiana, poi se pensi che potremmo davvero domani mattina sostituire tutto con sole e vento sei uno dei tanti illusi che non ha nemmeno la più vaga idea di cosa sia l'energia e crede alle favole.
ciao
- sempresole73
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- Iscritto il: dom gen 31, 2010 8:29 pm
- Località: Roma
Mi sono occupato di geotermico nella mia breve esperienza a Pisa, dove ho lavorato per le centrali della zona di Larderello.adriano ha scritto:a proposito stefano l'altro ieri ho conosciuto un ricercatore di roma tre che si occupa di geotermico, stava insieme all'INGV a Torino al festival della scienza (o qualcosa di simile)
il geotermico non è male... di energia ce n'è tanta e relativamente a buon mercato, che ne pensi?
Bisogna distinguere il Geotermico raelizzato con VAPORE endogeno dalla "geotermia" realizzata per riscaldare e raffrescare le abitazioni con sonde tramite l'inerzia termica del sottosuolo. Conosco abbastanza bene il primo, mentre conosco poco la seconda anche se sicuramente delle valutazioni generali quantitative e qualitative sono in grado di farle.
Il Ricercatore di cosa parlava nel dettaglio?
ciao
- cristiano69
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- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Anzola E. (Bo)
Scusate se intervengo
Hai scritto un post veramente interessante,di semplice lettura e molto dettagliato.
Penso che oltre me tanti altri utenti l'abbiano letto con sincero interesse e siano stati colpiti dalla lettura.
Quando scrivi in un forum ricorda che non parli mai in privato con un utente solo. Decine,centinaia di occhi leggono e tu sicuramente hai fatto un ottimo servizio alla comunita' del forum e non solo.
Mi raccomando,non dire piu "ho perso mezz'ora" perche' cosi non è
Saluti
Stefano,credimi,non hai perso nulla,anzi!!Ho perso mezz'ora per risponderti mettendo a tua disposizione, in maniera sintetica e semplificata, quello che ho studiato e la mia esperienza lavorativa NEL SETTORE e tu mi liquidi con una frasetta ironica?
Hai scritto un post veramente interessante,di semplice lettura e molto dettagliato.
Penso che oltre me tanti altri utenti l'abbiano letto con sincero interesse e siano stati colpiti dalla lettura.
Quando scrivi in un forum ricorda che non parli mai in privato con un utente solo. Decine,centinaia di occhi leggono e tu sicuramente hai fatto un ottimo servizio alla comunita' del forum e non solo.
Mi raccomando,non dire piu "ho perso mezz'ora" perche' cosi non è
Saluti
-
marco_pifferetti
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- Iscritto il: dom nov 04, 2007 1:23 pm
- Località: Albinea RE
Guarda qui c'è un grosso malinteso, non volevo proprio essere scortese o arrogante, se l'hai interpretato così, me ne scuso; è che tu ti sei dichiarato scettico per filosofia e poi mi hai confermato che il quadro di sintesi sulle ricerca è per te totalmente errato: non è certo la posizione di un sostenitore del mondo scientifico.sempresole73 ha scritto:La tua arroganza inizia a diventare fastidiosa.marco_pifferetti ha scritto:La tua sfiducia nel mondo scientifico è davvero disarmante.... non so che dirti.sempresole73 ha scritto: Sono scettico non per ragioni scientifiche. La scienza non ha ancora secondo me i mezzi per verificare le dinamiche del clima globale. Le migliaia di stazioni meteorologiche sono pochissime, spesso inglobate dalle isole di calore, spesso non tarate, non certificate, non controllate...Dicasi lo stesso per le boe, poche e non affidabili.
Le ragioni del mio scetticismo sono quindi sostanzialmente filosofiche ed umane.
Nel medioevo erano tutti convinti che la terra fosse piatta. Nel 1600 erano tutti certi che la peste provenisse dal vento o dagli untori. Nel 2000 sono tutti sicuri che il global warming sia provocato dalle attività umane.
Gli scienziati di oggi, mutatis mutandis, non sono più "bravi" di quelli dei tempi passati! Il grande tema ambientale inoltre, nato nei primi decenni del secolo scorso sotto l'influsso culturale di pensatori che poi hanno ispirato l'"eugenetica" della Germania nazista (questo lo sanno in pochi...), ha permeato ogni settore della società civile mondiale, specie nei paesi avanzati.
C'è molto di buono nella tematica ambientale, ma c'è anche il pericolo di fanatismi di massa e di tormentoni veri e propri. Nel corso dei decenni tante volte l'uomo è stato messo sul banco degli imputati con varie argomentazioni condivise all'epoca da tutti gli scienziati! Come dimenticare la foresta amazzonica che scompariva al ritmo di un'austria al giorno? Come dimenticare il "buco nell'ozono", recentemente dimostrato non essere causa dell'uomo? Come dimenticare il GLOBAL COOLING degli anni settanta, attribuito dagli scienziati proprio alle attività industriali?
Riguardo a:
"ti pare possibile che per anni e a più riprese si sia organizzata una raccolta ed analisi della letterutara scientifica sui cambiamenti climatici e si sia creato un quadro di sintesi totalmente errato?"
La risposta è si. Mi pare possibile anzi probabile. Gli interessi economici che ci sono dietro questa storia sono spropositati, per elencarli tutti ci vorrebbe un mese.
Ti parlo del mio settore, l'energia: mettere il mondo in una situazione di "allerta" e di "emergenza" ha delle ricadute economiche inimmaginabili per le politiche energetiche dei paesi. Ci guadagnano tutte le solite lobby alla fine: il gas, presente in pochissimi paesi e governato da interessi strategici enormi, il nucleare che verrà incentivato per sostituire i fossili. Le fonti rinnovabili, attualmente anti-economiche, verranno spinte, finanziate e imposte anche dove non necessarie. Il petrolio conserverà comunque la sua fetta di mercato nei settori della trazione stradale, aerea e navale, nonchè nel domestico (riscaldamento), mentre i derivati (nafta,gpl) saranno ancora utilizzati nelle centrali per le emergenze (gruppi elettrogeni) e per gli avviamenti dei gruppi.
L'unico combustibile davvero penalizzato dalla rivoluzione CO2 sarà il carbone. Ma bisogna sapere che il carbone è il combustibile con meno interessi centralizzati e quindi meno stakeholders al mondo. Il carbone è infatti assai distribuito nelle varie aree del globo, è presente in moltissimi paesi dell'africa, del sud-america, dell'asia e anche dell'europa. Il mercato del carbone è assai meno interessato da speculazioni economiche e finanziarie! Quindi è democratico, economico, facilissimo da trasportare (non crea maree nere...). Non c'è un OPEC dietro il carbone ne altre super-potenze economiche mondiali! Con le nuove tecnologie di trattamento fumi l'inquinamento (non la CO2) da carbone è stato assai ridotto, dunque il rischio che tutti si rivolgessero al carbone per snobbare le altre fonti, più costose, ha portato a demonizzarlo con la storia della CO2, essendo il carbone il combustibile che ne produce di più.
Il processo culturale ecologista porta oggi "mario rossi" a spendere più o meno 25.000 € per installare i costosissimi pannelli fotovoltaici, per comprare una anti-economica stufa a pellets (qualcuno mi dica dove prendono l'energia per fabbricare il cippato) e 20.000 € per cambiare l' auto in euro 5. Questo giro di soldi senza la "grande macchina ambientalista" non ci sarebbe di certo!
ciao, scusa se sono stato prolisso e confuso ma ho scritto di getto
Voi ambientalisti integralisti figli dei fiori e dei frutti mi avete stancato davvero! Ho perso mezz'ora per risponderti mettendo a tua disposizione, in maniera sintetica e semplificata, quello che ho studiato e la mia esperienza lavorativa NEL SETTORE e tu mi liquidi con una frasetta ironica? Io ho estrema fiducia nel mondo scientifico perchè a differenza tua ne faccio parte. Mi occupo anche di ricerca in questo settore se proprio vuoi saperlo. Le rinnovabili sono studiatissime, sponsorizzatissme e assai curate nel nostro paese. Spendiamo ogni anno decine di milioni di euro nella ricerca in questo settore ti sembrano pochi? I risultati ci sono, ma ancora i costi elevatissimi e le densità di energia ridotte ci impediscono di pensare ad un sistema fatto di sole fonti rinnovabili.
Ti sorprenderà inoltre sapere che sono anche un amante della natura e sono ambientalista convinto, ma non certo come le mode e la politica odierna impongono!
Quella che ti ho descritto è una fotografia, sintetica ma veritiera, della situazione energetica mondiale e italiana, poi se pensi che potremmo davvero domani mattina sostituire tutto con sole e vento sei uno dei tanti illusi che non ha nemmeno la più vaga idea di cosa sia l'energia e crede alle favole.
ciao
Sulle fonti di energia, è evidente a chiunque che le rinnovabili non bastano e nel futuro ci sarà anche molto carbone, ma è un motivo in più per preoccuparsi di migliorare le tecnologie e ridurre sprechi ed emissioni.
Ciao
- sempresole73
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Ne so davvero poco.adriano ha scritto:si occupa di geotermia
Per quel che so, tramite delle sonde ed un fluido scambiatore in ciclo chiuso viene utilizzata l'inerzia termica della terra ad una profondità di circa 15-20 mt (dove la temperatura dovrebbe essere costante tutto l'anno a circa 10 gradi a differenza degli strati prossimi al suolo che oscillano tra 7 gradi invernali e 15 estivi).
In inverno la terra cede calore alla casa tramite l'impianto che scambia calore col fluido. In estate viceversa.
L'impiantistica di dettaglio non la conosco bene ma ci saranno serbatoi, tubazioni, pompe e materiale coibente, oltre all'impianto elettrico ed al sistema di controllo. Un impianto certamente costoso e di manutenzione complicata, specie le parti in profondità. Tuttavia può andare bene per abitazioni isolate ad uno o due piani. Indubbiamente è una soluzione praticabile, ma dai costi abbastanza elevati, anche di installazione (pensa alle perforazioni, agli scavi...) e che necessita comunque di impianti di riscaldamento convenzionali per i periodi più freddi e per riserva.
Ripeto che non conosco bene questa tecnologia ma mi sembra di scorgere a prima vista 2 difetti principali:
lentezza (il delta termico è basso e quindi ci vuole molto tempo per trasferire o asportare calore dalla terra alla casa)
scarsa efficienza (infatti per funzionare deve essere a pavimento a causa del delta termico ridotto con notevoli perdite e poi in estate rinfrescherebbe "dal basso" e l'aria fresca resterebbe ammassata al suolo invece di circolare nell'ambiente)
Mi sembra che questa tecnologia si chiami geotermia a "bassa entalpia".
ciao
- sempresole73
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Oh no...non è evidente a moltissima gente. Ed anche chi pensa di saperlo ne ignora le proporzioni. Ti sparo 1 numeri: 0.06 % (il solare in italia). Quindi se facciamo uno sforzo immane, gigantesco...incommensurabile e TRIPLICHIAMO queste installazioni, ovvero triplichiamo le aree disponibili per i pannelli, in 10 anni arriviamo a soddisfare lo 0.18 % !!!! EVVIVA!marco_pifferetti ha scritto:Guarda qui c'è un grosso malinteso, non volevo proprio essere scortese o arrogante, se l'hai interpretato così, me ne scuso; è che tu ti sei dichiarato scettico per filosofia e poi mi hai confermato che il quadro di sintesi sulle ricerca è per te totalmente errato: non è certo la posizione di un sostenitore del mondo scientifico.sempresole73 ha scritto:La tua arroganza inizia a diventare fastidiosa.marco_pifferetti ha scritto: La tua sfiducia nel mondo scientifico è davvero disarmante.... non so che dirti.
Voi ambientalisti integralisti figli dei fiori e dei frutti mi avete stancato davvero! Ho perso mezz'ora per risponderti mettendo a tua disposizione, in maniera sintetica e semplificata, quello che ho studiato e la mia esperienza lavorativa NEL SETTORE e tu mi liquidi con una frasetta ironica? Io ho estrema fiducia nel mondo scientifico perchè a differenza tua ne faccio parte. Mi occupo anche di ricerca in questo settore se proprio vuoi saperlo. Le rinnovabili sono studiatissime, sponsorizzatissme e assai curate nel nostro paese. Spendiamo ogni anno decine di milioni di euro nella ricerca in questo settore ti sembrano pochi? I risultati ci sono, ma ancora i costi elevatissimi e le densità di energia ridotte ci impediscono di pensare ad un sistema fatto di sole fonti rinnovabili.
Ti sorprenderà inoltre sapere che sono anche un amante della natura e sono ambientalista convinto, ma non certo come le mode e la politica odierna impongono!
Quella che ti ho descritto è una fotografia, sintetica ma veritiera, della situazione energetica mondiale e italiana, poi se pensi che potremmo davvero domani mattina sostituire tutto con sole e vento sei uno dei tanti illusi che non ha nemmeno la più vaga idea di cosa sia l'energia e crede alle favole.
ciao
Sulle fonti di energia, è evidente a chiunque che le rinnovabili non bastano e nel futuro ci sarà anche molto carbone, ma è un motivo in più per preoccuparsi di migliorare le tecnologie e ridurre sprechi ed emissioni.
Ciao
Ti riporto un pezzo da wikipedia, non perchè considero tale strumento la bibbia...assolutamente, ma di certo è una sintesi abbastanza obiettiva della realtà:
" Considerazioni per il futuro [modifica]
Ridurre drasticamente la dipendenza dalle fonti fossili pare ad oggi impossibile, in quanto in tutto il mondo occidentale esse sono alla base della disponibilità di energia, anche nei paesi dotati di un vasto parco nucleare (la Francia ad esempio consuma complessivamente più petrolio dell'Italia). Va infatti ricordato che la produzione elettrica costituisce solo una frazione dei consumi totali di fonti fossili di un Paese.
Le fonti energetiche rinnovabili di tipo "classico" (energia idroelettrica e geotermoelettrica) sono state già quasi completamente sfruttate dove ritenuto conveniente e quindi sensibili miglioramenti in questo campo non sono immaginabili.
Le fonti energetiche rinnovabili "nuove" (in particolare eolico e solare), seppure con favorevoli ratei di crescita, sono ancora lontane dal fornire contributi percentualmente apprezzabili; permangono inoltre alcune perplessità riguardo a problematiche quali "l'aleatorietà" (o "non programmabilità") dell'approvvigionamento elettrico realizzato, nonché (per il fotovoltaico) riguardo costi ancora non competitivi. Altre fonti rinnovabili molto interessanti, come il solare termodinamico (più costante e tecnicamente meno complesso del fotovoltaico), lo sfruttamento delle onde marine o l'eolico d'alta quota, al momento sono in Italia ancora allo stato di prototipi oppure non trovano adeguata diffusione.
La combustione di biomassa è un altro settore in cui si notano buoni progressi, tuttavia diversi studi ipotizzano che tale fonte, qualora venisse sfruttata su larga scala con vasta diffusione di colture energetiche, comunque non potrebbe essere considerata come pienamente sostitutiva dei combustibili fossili, a causa dei relativamente bassi rendimenti globali e delle grandi superfici coltivabili richieste, non proponibili data la particolare conformazione del territorio italiano[40]. Anche la termovalorizzazione di rifiuti, sebbene (come per le biomasse) non dia problemi di "non programmabilità" o di costi, non si prevede che possa in futuro fornire più che contributi comunque marginali.[41]
Poiché attualmente la valutazione dei costi e dei benefici dell'eventuale costruzione di centrali nucleari è ancora oggetto di dibattito, né d'altra parte si può immaginare una grande diffusione delle centrali termoelettriche a carbone (politica che si scontrerebbe con gli obiettivi posti all'Italia dal protocollo di Kyōto), è da ritenere che in futuro si proseguirà e verrà ulteriormente incentivata e diversificata la politica di acquisto di energia elettrica dall'estero, associata ai conseguenti adeguamenti delle rete elettrica nazionale anche al fine di mitigare le problematiche poste dall'aleatorietà delle "nuove" fonti rinnovabili. In tale ambito è previsto il potenziamento dei collegamenti esistenti con l'estero (in particolare con la Francia e la Slovenia), ma soprattutto la costruzione di nuovi collegamenti sottomarini, in particolare con l'area balcanica[42] e nordafricana[43], al fine di differenziare i mercati d'acquisto dell'energia e ridurre i costi[44].
In aggiunta a ciò si prevedono investimenti nella costruzione di nuovi gasdotti (come ad esempio il Galsi tra Algeria e Sardegna) o potenziamento di quelli già esistenti, nonché progettazione o costruzione di rigassificatori al fine di differenziare ulteriormente le fonti di approvvigionamento di tale combustibile[45].
Ulteriori benefici potrebbero giungere da eventuali politiche mirate all'incentivazione dell'efficienza energetica e del risparmio energetico.
In particolare sussistono ancora margini di miglioramento riguardo l'efficienza delle centrali termoelettriche, con politiche di dismissione o ristrutturazione delle centrali con i rendimenti più bassi e maggiore diffusione delle centrali a ciclo combinato o con teleriscaldamento."
Quindi...se non si fa il nucleare o altre cengrali a carbone dovremo continuare a comprare energia dall'estero...E IO PAAAGOOO!!!!
ciao
- giulys
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Interessante il solare termodinamico, di cui sapevo molto poco, ignorando anche che si chiamasse così.
In merito sempre da Wikipedia, riporto queste notizie interessanti
"...... Nel luglio 2009 il Senato Italiano ha approvato una mozione decisamente critica riguardo al solare termodinamico, ritenuta una fonte non completamente ecologica in quanto necessita di essere combinata a fonti non rinnovabili che ne garantiscano il funzionamento anche in assenza di sole, e poco efficiente sotto diversi punti di vista anche in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.[6] Lo stesso presidente dell'ENEA Luigi Paganetto ha dichiarato "Ritengo singolare che questo accada, perché sul solare termodinamico siamo leader del mondo"[7].
Vantaggi e svantaggi [modifica]
Secondo il già citato fisico italiano Carlo Rubbia un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il Grande Raccordo Anulare[8].
Il vantaggio riscontrabile nell'immediato rispetto ad un tradizionale impianto fotovoltaico consiste in una produzione di energia ininterrotta, causa lo sfruttamento indiretto dell'energia solare anche di notte o in caso di cattivo tempo fino ad alcuni giorni grazie al sistema di accumulo del fluido termovettore e all'alta temperatura raggiungibile dai sali fusi (circa 550 °C). Il problema della disponibilità dello spazio potrà essere superato costruendo gli impianti solari nel Sud Italia, che dispone di molte zone utilizzabili, come testimoniano i progetti già avviati[9].
Seguendo questa linea si è pensato anche alla costruzione di mega centrali solari-termodinamiche nel Nord Africa, in seguito ad accordi internazionali con Libia e Marocco (Progetto Desertec), laddove la disponibilità di spazio (deserto) e condizioni climatiche relative all'insolazione media annua del tutto ottimali creerebbero situazioni particolarmente favorevoli alla produzione su vasta scala di energia elettrica: sembra che tale soluzione, unita alla realizzazione di reti di distribuzione elettrica a 'corrente continua' e a bassa perdita, possa arrivare a soddisfare anche l'intero fabbisogno energetico europeo.
Attualmente il 'costo per kilowattora' dell'energia prodotta con tale tecnologia non sembra inferiore a quello di altre fonti energetiche classiche come i combustibili fossili (anzi in talune analisi sembra addirittura superiore), tuttavia si ritiene che i costi scenderebbero sensibilmente una volta avviata una produzione di massa di questi sistemi ovvero con quella che in gergo tecnico-economico si chiama 'regime di economia di scala'."
Come prima cosa si nota la "lungimiranza" del Senato italiano, per il resto le prospettive teoriche sembrano buone, bisognerà vedere la concreta applicabilità.
Un punto debole "sociale" mi sembra che questo modo di produrre energia, passata la fase costruttiva, darà lavoro a poche persone (analogamente all'idroelettrico), mentre un punto forte, sempre sotto un aspetto non tecnico, potrebbe essere che richiedendo grossi impianti, non è attuabile da privati (come il fotovoltaico), per cui permetterebbe il concentrarsi della produzione nelle mani di pochi operatori, cosa sempre ben vista dalla politica, che potrebbe più facilmente lucrare favori, sovvenzioni più o meno occulte e prebende.
Saluti.
In merito sempre da Wikipedia, riporto queste notizie interessanti
"...... Nel luglio 2009 il Senato Italiano ha approvato una mozione decisamente critica riguardo al solare termodinamico, ritenuta una fonte non completamente ecologica in quanto necessita di essere combinata a fonti non rinnovabili che ne garantiscano il funzionamento anche in assenza di sole, e poco efficiente sotto diversi punti di vista anche in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.[6] Lo stesso presidente dell'ENEA Luigi Paganetto ha dichiarato "Ritengo singolare che questo accada, perché sul solare termodinamico siamo leader del mondo"[7].
Vantaggi e svantaggi [modifica]
Secondo il già citato fisico italiano Carlo Rubbia un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il Grande Raccordo Anulare[8].
Il vantaggio riscontrabile nell'immediato rispetto ad un tradizionale impianto fotovoltaico consiste in una produzione di energia ininterrotta, causa lo sfruttamento indiretto dell'energia solare anche di notte o in caso di cattivo tempo fino ad alcuni giorni grazie al sistema di accumulo del fluido termovettore e all'alta temperatura raggiungibile dai sali fusi (circa 550 °C). Il problema della disponibilità dello spazio potrà essere superato costruendo gli impianti solari nel Sud Italia, che dispone di molte zone utilizzabili, come testimoniano i progetti già avviati[9].
Seguendo questa linea si è pensato anche alla costruzione di mega centrali solari-termodinamiche nel Nord Africa, in seguito ad accordi internazionali con Libia e Marocco (Progetto Desertec), laddove la disponibilità di spazio (deserto) e condizioni climatiche relative all'insolazione media annua del tutto ottimali creerebbero situazioni particolarmente favorevoli alla produzione su vasta scala di energia elettrica: sembra che tale soluzione, unita alla realizzazione di reti di distribuzione elettrica a 'corrente continua' e a bassa perdita, possa arrivare a soddisfare anche l'intero fabbisogno energetico europeo.
Attualmente il 'costo per kilowattora' dell'energia prodotta con tale tecnologia non sembra inferiore a quello di altre fonti energetiche classiche come i combustibili fossili (anzi in talune analisi sembra addirittura superiore), tuttavia si ritiene che i costi scenderebbero sensibilmente una volta avviata una produzione di massa di questi sistemi ovvero con quella che in gergo tecnico-economico si chiama 'regime di economia di scala'."
Come prima cosa si nota la "lungimiranza" del Senato italiano, per il resto le prospettive teoriche sembrano buone, bisognerà vedere la concreta applicabilità.
Un punto debole "sociale" mi sembra che questo modo di produrre energia, passata la fase costruttiva, darà lavoro a poche persone (analogamente all'idroelettrico), mentre un punto forte, sempre sotto un aspetto non tecnico, potrebbe essere che richiedendo grossi impianti, non è attuabile da privati (come il fotovoltaico), per cui permetterebbe il concentrarsi della produzione nelle mani di pochi operatori, cosa sempre ben vista dalla politica, che potrebbe più facilmente lucrare favori, sovvenzioni più o meno occulte e prebende.
Saluti.
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viking722002
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Ho letto tutti gli interventi: nel merito sono totalmente d'accordo con Al2009 e Sempresole73.
Ecco un interessante programma mandato in onda su Canale 5 esattamente 3 anni fa, grazie a Enrico Mentana che ha dato spazio anche a voci contrarie alla tesi dell'AGW.
Altro che voci isolate; diversi studiosi e scienzati contro la tesi dell' AGW
http://www.youtube.com/watch?v=6pvITBYmrNQ
http://www.youtube.com/watch?v=fhoYX7x0NZE
http://www.youtube.com/watch?v=eArSoDkG4OU
Ecco un interessante programma mandato in onda su Canale 5 esattamente 3 anni fa, grazie a Enrico Mentana che ha dato spazio anche a voci contrarie alla tesi dell'AGW.
Altro che voci isolate; diversi studiosi e scienzati contro la tesi dell' AGW
http://www.youtube.com/watch?v=6pvITBYmrNQ
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giulys ha scritto:Interessante il solare termodinamico, di cui sapevo molto poco, ignorando anche che si chiamasse così.
In merito sempre da Wikipedia, riporto queste notizie interessanti
"...... Nel luglio 2009 il Senato Italiano ha approvato una mozione decisamente critica riguardo al solare termodinamico, ritenuta una fonte non completamente ecologica in quanto necessita di essere combinata a fonti non rinnovabili che ne garantiscano il funzionamento anche in assenza di sole, e poco efficiente sotto diversi punti di vista anche in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.[6] Lo stesso presidente dell'ENEA Luigi Paganetto ha dichiarato "Ritengo singolare che questo accada, perché sul solare termodinamico siamo leader del mondo"[7].
Vantaggi e svantaggi [modifica]
Secondo il già citato fisico italiano Carlo Rubbia un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il Grande Raccordo Anulare[8].
Il vantaggio riscontrabile nell'immediato rispetto ad un tradizionale impianto fotovoltaico consiste in una produzione di energia ininterrotta, causa lo sfruttamento indiretto dell'energia solare anche di notte o in caso di cattivo tempo fino ad alcuni giorni grazie al sistema di accumulo del fluido termovettore e all'alta temperatura raggiungibile dai sali fusi (circa 550 °C). Il problema della disponibilità dello spazio potrà essere superato costruendo gli impianti solari nel Sud Italia, che dispone di molte zone utilizzabili, come testimoniano i progetti già avviati[9].
Seguendo questa linea si è pensato anche alla costruzione di mega centrali solari-termodinamiche nel Nord Africa, in seguito ad accordi internazionali con Libia e Marocco (Progetto Desertec), laddove la disponibilità di spazio (deserto) e condizioni climatiche relative all'insolazione media annua del tutto ottimali creerebbero situazioni particolarmente favorevoli alla produzione su vasta scala di energia elettrica: sembra che tale soluzione, unita alla realizzazione di reti di distribuzione elettrica a 'corrente continua' e a bassa perdita, possa arrivare a soddisfare anche l'intero fabbisogno energetico europeo.
Attualmente il 'costo per kilowattora' dell'energia prodotta con tale tecnologia non sembra inferiore a quello di altre fonti energetiche classiche come i combustibili fossili (anzi in talune analisi sembra addirittura superiore), tuttavia si ritiene che i costi scenderebbero sensibilmente una volta avviata una produzione di massa di questi sistemi ovvero con quella che in gergo tecnico-economico si chiama 'regime di economia di scala'."
Come prima cosa si nota la "lungimiranza" del Senato italiano, per il resto le prospettive teoriche sembrano buone, bisognerà vedere la concreta applicabilità.
Un punto debole "sociale" mi sembra che questo modo di produrre energia, passata la fase costruttiva, darà lavoro a poche persone (analogamente all'idroelettrico), mentre un punto forte, sempre sotto un aspetto non tecnico, potrebbe essere che richiedendo grossi impianti, non è attuabile da privati (come il fotovoltaico), per cui permetterebbe il concentrarsi della produzione nelle mani di pochi operatori, cosa sempre ben vista dalla politica, che potrebbe più facilmente lucrare favori, sovvenzioni più o meno occulte e prebende.
Saluti.
Visto che siamo OT con il discorso di Mercalli...
Quando in italia finiremo di costruire le centrali nucleari (2025/2030) nel resto dell'europa sarà pronto il progetto termodinamico a grande scala....
Se Berlusconi al posto di andare sempre nelle tende dai soliti "affaristi" (per non dire altro) Gheddafi e Putin, incontrasse i capi di stato europei che contano si renderebbe conto dei progetti CONCRETI energetici che sono stati approvati in europa......
quindi cosa faremo in futuro???? ovviamente ricompreremo energia da altri stati visto che costerà meno del nucleare di casa...ahahahahah la beffa
In germania c'è un progetto specifico promosso dall'attuale governo Merkel mosso alla sostituzione delle centrali nucleari con le termodinamiche.
In Usa si potrebbe coprire il fabbisogno energetico elettrico del paese al 90% con una superficie di circa metà lazio di pannelli termodinamici (che in america sarebbe piccolissima)
Questa mappa infine è indicativa sulle possibilità energetiche dell'europa in un contesto completamente rinnovabile

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viking722002 ha scritto:Addirittura al Tg di 2-3 giorni fa ho sentito parlare di clima che in Italia si sta tropicalizzando: no comment.
Ormai una cosa è certa: il Gw è in una fase di deciso arresto.
Probabile tendenza al raffreddamento nei prossimi anni.
Provate ad ascoltare cosa sostiene Habibullo Abdussamatov, astrofisico direttore dell'osservatorio di San Pietroburgo; altro che Global Warming, sarà Global cooling.
Tra pochi anni verrà fuori tutta la verità, del resto già l'anno scorso si è scoperto che l'IPCC aveva comunicato alcuni dati non corretti.
Anche un fisico Italiano, Nicola Scafetta, è anti AGW.
Intanto proprio ieri Record di freddo alla stazione italo francese Concordia (Antartide) con -83,9.
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addirittura c'era chi negava il GW, non solo l'AGWsempresole73 ha scritto:Ne sei convinto? Secondo me non è possibile dimostrarlo.adriano ha scritto:anche io nutro rispetto per Mercalli che è uno scienziato preparato e che soprattutto per quel che mi in interessa è UN OTTIMO PREVISORE PER IL PIEMONTE
poi devo dire che le polemiche sul global warming sono qui fuori tema, abbiamo un thread apposito, Marco sa che io penso la sua posizione sull'argomento sia uguale e opposto a quella degli scettici a oltranza: la verità è che c'è un riscaldamento globale, che la CO2 è un gas serra, che i modelli migliori che abbiamo indicano che l'attuale aumento di CO2 potrebbe causare un aumento di temperature ulteriore, che i modelli matematici sono ancora abbastanza inadeguati a fare previsioni di questo tipo e che il sistema in studio è caotico e quindi troppo sensibile al variare delle condizioni
detto questo parlare di questa ondata di caldo come causata dal riscaldamento globale è una cialtroneria e credo che Marco anche pensi questo: io però l'articolo non l'ho letto e quindi mi limito a dire che se è vero Mercalli ha fatto una grossa caduta di stile e di qualità
