Neve a Nordest - Super amarcord

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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franconeve
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dati 2003

Messaggio da franconeve »

danielerossi50 ha scritto:franco ,scusa ma non hai dati del nove aprile,2003 ....qui da mè caddero 10 cm.di neve ,è altrettanti 2-3 giorni dopo...

Caro Daniele, certo che li ho questi dati: situazione sinottica davvero mitica! Fra qualche puntata ci arriviamo (purtroppo posso aggiornare 1 volta ogni settimana, non di più, per problemi di tempo e di connessione :( ) Grazie comunque per il tuo interesse! A presto! Franco!
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franconeve
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è un piacere

Messaggio da franconeve »

SuperWinter ha scritto:Complimentissimi per la costanza e la passione con cui ha fatto questo lavoro,davvero! :D

Grazie, Super, e grazie a tutti gli amici del Forum; è un piacere far parte di questo bel gruppo. A presto con i prossimi aggiornamenti! :D
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Messaggio da danielerossi50 »

ciao franco...i tuoi aggiornamenti sono sempre interessanti,quando poi procedi pure....
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franconeve
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Periodo 1992-94

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1992-93
Invernata assolutamente deficitaria quanto ad apporti nevosi; nell’inverno meteorologico, che va, lo ricordiamo, dall’1 dicembre al 28 febbraio, non si verifica praticamente nessun episodio degno di rilievo; abbiamo infatti solo delle brevissime, debolissime cadute di nevischio che passano quasi inosservate, a meno di un’attenzione davvero importante da parte dell’osservatore, nelle ore mattutine del 26 febbraio, con replica nella nottata sul 27 e poi ancora nella mattinata dell’1 marzo; causa di ciò è uno sviluppo ciclonico che dall’Europa settentrionale impegna il bacino del Mediterraneo con asse che va grosso modo dal Mar di Norvegia alle Baleari e produce alcuni piccoli ma attivi minimi in veloce movimento verso l’Italia e poi in traslazione verso i Balcani. In questa loro traiettoria un po’ bassa essi sono causa di marcata instabilità sulla nostra regione e di un richiamo abbastanza intenso di Bora, una Bora però di ritorno, che non pesca da regioni molto fredde ma si limita a “riciclare” l’aria polare marittima che alimenta la saccatura principale. Così le prime due spruzzate di nevischio possono cadere, con temperature vicine allo zero, anche grazie a un modesto cuscinetto freddo derivante da flussi freddi continentali manifestatisi nei giorni precedenti, mentre i radi fiocchi misti ad acqua dell’1 marzo, che scendono con temperature prossime ai +5 °C, sono probabilmente solo dei pezzetti solidi trascinati verso i bassi strati dalle intense correnti orientali sibilanti dalla porta della Bora.
Tutto il sistema depressionario trasla poi verso levante e continua a pescare, come un attivo ingranaggio, aria ora sì davvero fredda dalle latitudini artiche: il diverso posizionamento dei centri barici, favorisce un temporaneo ma diretto richiamo artico sulla regione la quale infatti, nella serata del giorno 4, viene investita in pieno da un impulso di lontana origine finnica in rapido rotolamento verso Sudovest: ne consegue un annuvolamento improvviso, quasi temporalesco, e un rovescio nevoso moderato, a tratti anche forte, di circa un’ora e mezza, con vento di Bora abbastanza intenso e accumulo di 2 – 3 cm. La temperatura, che nella prima serata si aggirava intorno ai +5 °C, scende piuttosto rapidamente fino a poco sopra gli zero nel momento di massima intensità del fenomeno.

Semestre freddo 1993-94
Che pena, ragazzi! :evil: :( :evil: :( A salvare questa invernata c’è soltanto un bellissimo episodio :D collocato, ancora una volta, fuori dal canonico inverno meteorologico :shock: . E’ un episodio novembrino: a metà del mese un’improvvisa e franca erezione dell’hp oceanica verso Nord lancia come un bolide un piccolo ciclone dalla Danimarca verso il Mediterraneo centrale, sintomo di improvvisa, forte debolezza del VP. Al seguito di questa massa fredda in rapida propagazione a tutta Europa, l’hp si rafforza collegandosi a un hp russa che ben presto diventa dominatrice della scena e lancia un flusso d’aria ancor più gelida con franca direttrice NE – SW; il tempo è bello, via via più freddo, e soffia una Bora costante e moderata. L’entrata dell’ennesimo nucleo freddo, questa volta con un West-shift abbastanza pronunciato, è causa di un peggioramento che il 20 ci regala la visita della neve. Fin dalla prima mattinata il cielo è completamente coperto, grigio, uniforme, e la Bora soffia moderata dalle lagune giuliane. La temperatura si colloca poco al di sotto dello zero e di poco muterà per l’intero corso della giornata. Verso le 10.30 inizia a nevicare debolmente, a piccole faville, poi l’intensità aumenta via via fino a moderata, in alcuni frangenti quasi forte, ed entro mezzogiorno tutto il paesaggio assume sembianze nordiche; la Bora moderata continua a far mulinare le faville che, entro le 14.30, accumulano un manto il quale, per essere novembre, può dirsi di tutto rispetto: 3 – 4 cm. Poi la precipitazione cessa ma le temperature, sempre vicine allo zero, e anche di poco inferiori verso sera, sono causa di modeste ma pittoresche formazioni di ghiaccio penzolanti da tetti, grondaie, lampioni.
Una moderata circolazione depressionaria continua a vagare per il Mediterraneo anche nei giorni successivi e le correnti, sia pur meno fredde, rimangono comunque prettamente orientali. Con la consueta Bora moderata che soffia imperterrita, cade una debole e breve precipitazione gelata nella notte sul 27 e poi dalle 9.00 alle 10.30 del mattino, con valori termici oscillanti fra +2 °C e +4 °C. Nessun ulteriore accumulo, naturalmente.
Interessante, anche se molto avara in termini di dama bianca, la situazione sinottica che si dipana intorno al Natale. Le correnti atlantiche che insistevano da qualche giorno con componente zonale si ondulano fortemente per una discreta erezione altopressoria sull’Europa occidentale: ne consegue l’entrata piuttosto prepotente di un’acuta saccatura dalla Francia, colma di aria polare fredda marittima, la quale si muove alla conquista dell’Italia; da antologia della meteo l’evoluzione circolatoria sulla nostra regione: il 24 improvviso e intensissimo richiamo sciroccale, con la temperatura che nella prima mattinata schizza in pochi minuti da +2 °C a +8 °C, portandosi poi, più lentamente, intorno ai +11 °C e per poi ridiscendere gradualmente solo nella giornata successiva, quando i forti venti meridionali si orientano da occidente; ma intanto, nella sera di Natale, entra arrembante il ramo più freddo della perturbazione: precipitazioni intense, vento che ruota addirittura da settentrione, moti temporaleschi con lampi e tuoni e calo termico di alcuni gradi, da +8 °C a circa + 4 °C; il maltempo continua per tutta la notte con pioggia e vento ora di Bora, la temperatura perde ancora qualcosina, e durante la mattinata di Santo Stefano, con valori termici che oscillano tra +1 °C e +2 °C, nella gran pioggia si notano chiaramente dei bei fiocchi di neve scendere trascinati dalla Bora fra le 10.00 e le 11.00 all’incirca. Poi tutto si attenua e le temperature risalgono. Con questa... schifezzuola :( si chiude il bilancio della neve per questo quasi tragico inverno.
A presto, cari amici. :D Franco.
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Periodo 1994-96

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1994-95
Vacche magre, ancora vacche magre in questi orridi anni ’90! Pochi episodi e di scarsa consistenza.
Praticamente nulla accade in questa schifosissima invernata, salvo due modesti episodi, uno a dicembre, uno a marzo.
In occasione di una delle rare, brevi e modeste elevazioni dell’hp oceanica, intorno al 20 si scava una bella depressione proprio al centro del Mediterraneo la quale convoglia correnti moderatamente fredde da NE con instabilità diffusa; nelle primissime ore mattutine del 22 scende qualche fiocco di nevischio misto ad acqua, accompagnato dalla Bora e con valori termici di un paio di gradi al di sopra dello zero, ovviamente senza alcuna conseguenza in termini di accumuli.
Forse un po’ più interessante l’episodio di fine marzo 1995: dopo che gran parte del mese aveva visto ripetute e violente erezioni altopressorie sull’Europa occidentale, con conseguente costante collasso del VP e allungamento di acute e talvolta importanti saccature di origine scandinava, ecco che tra il 27 e il 28 si manifesta l’irruzione artica marittima più intensa, con spiccato maltempo temporalesco e venti intensissimi che da scirocco ruotano bruscamente a Tramontana e Bora, provocando anche danni sparsi sul territorio: le temperature calano bruscamente, avvicinandosi allo zero nei valori minimi, e il 29, quando giunge un nuovo fronte dalle Isole britanniche, l’instabilità convettiva pomeridiana esalta ulteriormente la fase di maltempo cosicchè in occasione del classico temporale di fine pomeriggio intorno alle 18.00 cade per una mezz’oretta del nevischio assieme alla pioggia, mentre lampi e tuoni riempiono l’atmosfera e la tramontana soffia a raffiche; la temperatura comunque non scende sotto i +3 °C.
Tutto qua, solo questo ha passato il convento un simile pessimo inverno.

Semestre freddo 1995-96
Decisamente meglio, anche se non si toccano vette d’eccellenza :) , questa invernata che si apre presto con una bella nevicata da ciclogenesi sul Mediterraneo centrale.
La fase iniziale di dicembre vede una discreta iperattività dell’hp russa che si estende verso occidente avvettando correnti moderatamente fredde e secche. Quando, poco dopo il 10, l’alta inizia a mostrare un evidente segno di cedimento sul comparto finnico, ecco che un bolide artico trova la strada spianata per raggiungere il Mediterraneo con direttrice NNE – SSW; l’entrata dell’aria artica con West-shift sempre più pronunciato col passare delle ore e dei giorni scava sin dal 12 una depressione sul Mediterraneo centrale, depressione che è causa di insorgenza di forte Bora e di un aumento dell’instabilità. Il 13 la depressione è ben centrata sul Tirreno, sulla nostra regione la circolazione nordorientale è molto forte, con Bora a raffiche davvero intensissime, il cielo è da molto nuvoloso a coperto con valori termici che si aggirano intorno ai +3 °C. Da metà pomeriggio inizia la precipitazione nevosa la quale, alternando fasi deboli e moderate, sin intensifica poi leggermente in serata e nella notte, mentre la temperatura intanto si porta solo di poco sopra lo zero. Nevica particolarmente forte tra le 5.00 e le 7.00 del 14, poi il fenomeno si attenua e cessa verso le 8.30; riprende forte e a fiocchi molto grossi tra le 10.30 e per circa un’oretta, quando si esaurisce definitivamente, dopo aver lasciato un manto complessivo di 5 – 6 cm. che però già dalle prime ore della mattinata si scioglie gradualmente. Purtroppo il sopraggiungere di una nuova depressione da Gibilterra favorisce un West-shift sempre più estremo dell’aria fredda avvettata dall’Europa nordorientale, cosicchè un caldo scirocco sostituisce la Bora provocando un sensibile rialzo termico nei giorni successivi, sempre più caratterizzati da una sarabanda di miti depressioni dal medio Atlantico.
L’Europa è sempre più divisa in due parti: a Nord alta pressione con circolazione orientale gelida; a Sud treno depressionario occidentale con aria tiepida e piovosa. In queste situazioni, lo sappiamo, basta che un’onda un po’ più pronunciata metta in comunicazione la struttura anticiclonica subtropicale con quella nordica che il meccanismo si interrompe e per la nostra penisola gli scenari cambiano: è quanto accade il 26, giorno mitissimo e piovosissimo fino al tardo pomeriggio quando si leva improvviso un forte vento di Bora e le temperature scendono a picco da +11 °C ai +2 °C della nottata e della mattinata successiva, fase in cui le ultime ore di gran pioggia ospitano anche una debole o moderata precipitazione di neve mista ad acqua dalle 9.00 alle 13.00; nessun accumulo, ovviamente, ma inizia a crearsi un bel cuscinetto freddo per il continuo flusso nordorientale avvettato dall’hp nordeuropea la quale, pur assediata dalle spinte depressionarie atlantiche sempre poderose, con un piccolo massimo sulla Polonia riesce a dirottare parte del gelo russo-balcanico verso il Mediterraneo prima di cedere il passo al ciclone iberico di turno, ciclone che entra franco il 30 facendo aumentare la nuvolosità fin dalla prima mattinata e causando una bella nevicata da addolcimento dalle 16.30 fino a fine giornata. La neve, placida, asciutta, tranquilla, a tratti abbondante, scende con temperature che si aggirano intorno allo zero e poi, col progredire del fenomeno, scendono anche al di sotto di un paio di gradi, prima di risalire piuttosto velocemente in nottata quando, verso la mezzanotte, la pioggia prende il sopravvento sciogliendo i 5 – 6 cm. di manto con cui aveva reso il paesaggio un favoloso presepe di fine anno.
Il gioco hp nodica-cicloni atlanticomediterraei continua anche nei primi giorni di gennaio 1996 e un nuovo, moderato flusso freddo nordorientale crea un modestissimo cuscinetto origine di una debole caduta di faville finissime tra la serata del 5 e la primissima mattinata del 6. Il leggerissimo accumulo, favorito dai valori termici ancora bassini, intorno allo zero, viene presto sciolto dall’acqua che inizia a mescolarsi ai pochi fiocchi già nella trada nottata. Questo modesto episodio è causato da una fra le entrate di masse d’aria calda subtropicale più imponenti della storia climatica recente: l’intensissima ruota depressionaria sul vicino Atlantico viene a produrre un braccio di ferro con il forte anticiclone europeo, nel frattempo costretto a ruotare il proprio asse in senso orario, provocando un flusso meridionale quasi eccezionale, con un aumento termico repentino e dalle proporzioni quasi straordinarie: basti pensare che dal valore minimo di 0 °C del 6 si passa a una minima di +10 °C il giorno 12!
Per riveder la neve si deve saltare, ancora una volta, oltre i confini temporali dell’inverno meteorologico, per la precisione al 4 e al 12 - 13 marzo. Il mese si apre con una importante e duratura erezione altopressoria atlantica che va a stabilire per molti giorni un forte massimo che all’inizio insiste proprio sulle Isole britanniche. In situazioni sinottiche simili è chiaro che il Mediterraneo rimane esposto alle correnti fredde di provenienza settentrionale o addirittura, a tratti, nordorientale, a seconda dell’esatto posizionamento delle figure bariche, sia i massimi di pressione oceanici che i lembi depressionari del distrutto VP.
Il giorno 4, in serata, un veloce impulso freddo proveniente da Nord-Nordest, investe la regione apportando parziali e temporanei annuvolamenti che, in coincidenza con alcuni rinforzi di Bora, lasciano cadere dei rovesci nevosi sparsi di intensità anche moderata tra le 20.00 e le 21.00; le temperature, intorno ai +4 °C prima dell’irruzione fredda, scendono verso gli zero gradi. Leggero il manto attecchito nelle zone ove la neve è caduta con maggiore tenacia.
Intanto l’asse dell’hp ha iniziato a ruotare vistosamente in senso orario andando a sancire un collegamento con l’orso siberiano il quale invia ancora per diversi giorni piccoli ma attivi impulsi freddi capaci di mantenere le temperature piuttosto basse e la ventilazione assai vivace dal quadrante di Bora. Dopo il 10 la situazione si aggrava ulteriormente: un nocciolo freddo si avvicina al Mediterraneo dall’Europa nordorientale con un West-shift abbastanza modesto ma sufficiente per scavare una depressione a occhiale che tra l’11 e il 13 presenta appunto due minimi, uno al meridione e uno proprio sulla pianura padana sottovento alle Alpi: è quest’ultimo che nella serata dell’11 causa i primi annuvolamenti che si accentuano in nottata, tanto che nella prima mattinata, verso le 8.00, con temperatura di circa +1 °C e un’apprezzabile bava da Nordest, inizia a cadere la neve, dapprima debole, poi via via più intensa con momenti davvero intensi dalle 13.00 alle 14.30. Poi, nel primo pomeriggio, cessa. Le temperature si mantengono tra i +2 °C e i +3 °C ma, nonostante ciò, l’atmosfera piuttosto secca favorisce comunque l’attecchire di un apprezzabile manto, tra i 4 e i 5 cm. Qualche debole schiarita e la cessazione della debole Bora riportano i termometri verso lo zero in nottata, e nella mattinata del 13 riprende una precipitazione nevosa intermittente, tra debole e moderata, ma senza nuovi accumuli, anche perchè le temperature si collocano verso i +3 °C. Intorno alle 12.00 tutto cessa. A presto; può darsi che prossimamente, specie verso metà aprile, salti qualcuno degli appuntamenti settimanali. Non fateci caso, appena potrò riprenderò il ritmo consueto. Simpatia. :D Franco
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Periodo 1996-98

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1996-97
Ancora una volta poca festa per i nivofili in questa invernata, nonostante la grande ondata di gelo di fine dicembre. Ed è proprio da quella poca neve caduta alla fine di questa ondata che partiamo.
Dopo una gran parte di dicembre orrida, caratterizzata da costanti flussi miti e umidi sudoccidentali, un’improvvisa erezione anticiclonica verso l’Europa settentrionale poco prima di Natale spezza la carovana depressionaria atlantica avvettando un’intensa massa d’aria artica marittima al seguito dell’ultima perturbazione, giunta sul Mediterraneo centrale a Natale. Il crollo termico non si fa attendere e dal 26 la nostra regione piomba nel gelo, anche diurno, favorito oltretutto dalle schiarite sempre più ampie. Una fredda alta pressione domina sui settori centro-settentrionali del continente veicolando una corrente gelida di origine russo-siberiana che oltre tutto va ad alimentare centri depressionari che continuano ad essere attivi specie al Centro e al Sud della penisola. Ma il solito West-shift più pronunciato dei precedenti favorisce lo sviluppo di una ulteriore complessa perturbazione mediterranea che il giorno 30 abborda anche il Nord e quindi la nostra zona: la nuvolosità aumenta, ma con essa salgono anche le temperature, il flusso freddo è finito e nella notte sul 31, tra le 5 e le 6, scende una debole nevicata a faville molto sottili e con valori termici ancora inferiori allo zero di un paio di gradi; tuttavia la precipitazione è così debole che non crea alcun manto. Nel tardo pomeriggio, con le temperature salite ormai a 3 o 4 gradi sopra lo zero, da un cielo denso di nembostrati che sa molto di scirocco, scende una nevicata tra debole e moderata, spesso un po’ bagnata, fino alla prima nottata quando si trasforma in acqua. Comunque la precipitazione, forte delle temperature leggermente scese durante il fenomeno a valori abbastanza vicini allo zero, crea un modesto accumulo, di circa 1 cm. Ma ormai è già ripreso il trend atlantico-mediterraneo.
Per rivedere, si fa per dire, qualche fiocco, bisogna saltare addirittura al... 17 aprile :shock: ! Lo stazionare per più giorni, intorno alla metà del mese, di un forte anticiclone tra le Isole britanniche e l’Europa nordoccidentale causa ripetute discese fredde di aria artica marittima che mantengono il tempo instabile e molto freddo per la stagione. In concomitanza dell’arrivo di un fronte particolarmente attivo, il 17 nella tarda mattinata e nella prima serata scendono per alcuni minuti dei fiocchi abbastanza radi, trasportati da un discreto vento di Bora, nel primo caso con valori termici intorno ai +5 °C, nel secondo con temperature più basse, sui +3 °C. Ovviamente nessun accumulo.

Semestre freddo 1997-98
Ennesima, magrissima stagione dal lato nivologico, complice il più forte Nino, sembra, della storia recente.
Due sole le fasi di neve, peraltro modestissime: una a dicembre e una a marzo.
Dopo una lunghissima fase dominata dalle depressioni atlantiche in continuo moto verso levante, poco prima della metà del mese di dicembre l’alta pressione atlantica emigra sensibilmente verso Nord dando l’avvio a un flusso freddo settentrionale il quale, finalmente, abbassa le temperature sulla nostra regione con un rinforzo della ventilazione di Bora. Tra il 14 e il 15 la spinta meridiana dell’hp favorisce addirittura un franco collegamento tra la figura azzorriana e quella russo-siberiana, accentuando il richiamo freddo che ora giunge direttamente da Nordest. Il rapido passaggio di una goccia fredda è causa, nella primissima mattinata del 16 e con temperature intorno allo zero, di una breve ma relativamente intensa caduta di neve la quale, turbinando nella forte Bora per circa un quarto d’ora, non riesce però a lasciare tracce visibili al suolo.
Intanto una grande depressione al largo dell’Iberia spinge sempre più contro la figura anticiclonica ormai schiettamente europeizzatasi e le correnti ruotano prima da Est, poi addirittura da Sudest; il 17 il cielo è coperto fina dalla prima mattinata e tra le 13.00 e le 15.30, con una discreta ventilazione di Bora e temperature intorno ai +2 °C, scende una nevicata molto fina tra debole e appena moderata, destinata poi a trasformarsi in pioggia sotto l’incalzare dello scirocco, prodromo di una fase calo-umida fra le più lunghe, tenaci e fastidiose della recente storia climatologica. La neve non ha lasciato tracce al suolo nemmeno in questa occasione.
Dopo due mesi quasi completamente da dimenticare, con un VP spesso attivissimo e in grado di mantenere il freddo ben confinato nelle regioni artiche, alla fine della prima decade di marzo, come spesso avviene al tramontar dell’inverno, l’hp atlantica dà segni di irrequietezza e si espande volentieri verso Nord, disturbando Sua maestà il VP: ne conseguono ripetute discese fredde da Nord che si prolungano fin oltre il 20, tanto che nella mattinata del 21 e del 23 cadono poche faville di nevischio in un’atmosfera mossa da una discreta Bora e con temperature tra i 3 e i 4 gradi al di sopra dello zero. Ovviamente nessun accumulo.
Spiace raccontare simili schifezze :( , ma purtroppo così stavano le cose! Comunque tranquilli, ragazzi, adesso viene il bello :wink: perchè con il finire del secolo l’andazzo cambia davvero :D ! Alle prossime, allora, e ripeto, non pensiate che mi sono scordato di questa cronaca se in questo mese di aprile non sarò sempre puntuale negli aggiornamenti; è che per me si apre un periodo abbastanza di fuoco, quindi non garantisco di potermi collegare settimanalmente come ho finora sempre fatto. Simpatia! Franco. :D
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Messaggio da ste87 »

PAZZESCO!!! mai visto una cosa simile ... :D :D sei fantastico Franco :D
Le mie più sentite congratullazioni per tutto il tempo e la passione che ci metti a scrivere i tuoi report!!!! :D :wink: :wink:

GRAZIE!!
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franconeve
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Messaggio da franconeve »

ste87 ha scritto:PAZZESCO!!! mai visto una cosa simile ... :D :D sei fantastico Franco :D
Le mie più sentite congratullazioni per tutto il tempo e la passione che ci metti a scrivere i tuoi report!!!! :D :wink: :wink:

GRAZIE!!

Ringrazio te, e con te tutti quelli che mi stanno seguendo, per le belle parole; grazie davvero, Sono soddisfatto del mio lavoro e del successo che sta incontrando, ammazzate, quanti contatti! Certo che la passione per la neve può davvero tanto!!! Simpatia e a prestissimo! Franco :D
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franconeve
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Periodo 1998-2000

Messaggio da franconeve »

Periodo 1998-2000
Semestre freddo 1998-99
Gli anni orridi (i ’90) :evil: si avviano al tramonto e si scorgono all’orizzonte i begli anni che inaugurano il terzo millennio :) , senza dubbio più prolifici per noi nivolfili, anche se in realtà caratterizzati dall’alternarsi fra fasi molto positive e fasi orride che più orride non si può.
Ma il bilancio del decennio, credo, alla fine si possa dire positivo! :D Mese freddo il novembre 1998, spesso caratterizzato da discese polari continentali anche importanti, con conseguenti ciclogenesi sul Mediterraneo centrale. In occasione di queste situazioni sinottiche, il 19 e il 23, con Bora sostenuta e valori termici intorno ai 3 o 4 gradi sopra lo zero, qualche favilla di neve o nevischio vaga per l’atmosfera nelle ore mattutine e per brevissimi periodi.
Interessanti e dinamici dicembre e gennaio, ma senza neve da noi; alla fine di gennaio 1999 però un’improvvisa espansione dell’hp azzorriano verso la Scandinavia rompe il VP e lancia un flusso artico continentale direttamente sulla nostra regione, portando Bora e un notevole abbassamento termico che, sia pur attenuato, caratterizza anche la prima parte di febbraio preparando il terreno per l’arrivo di una seria nevicata. Nei primi giorni del mese il VP riprende grande vigore ma i sussulti dell’azzorriano lo disturbano non poco, cosicchè un potente lobo ciclonico si isola sempre più marcatamente tra Scandinavia e vicine repubbliche russe arrivando a livelli barici davvero ragguardevoli (anche sotto i 960 hp!). Fiumi intensissimi di aria artica marittima scorrono verso i comparti orientali ma piano piano puntano anche verso il Mediterraneo mammano che l’azzorriano spinge sempre più il naso verso Nord: tra il 7 e l’8 un primo fronte, a caratteristiche quasi favoniche, porta qualche nube in transito, ma un altro fronte molto più attivo abborda il Mediterraneo centrale nella notte sul 9, iniziando a scavare una depressione sempre più attiva e complessa sul Mare Nostrum; il 9 il tempo peggiora progressivamente, nella primissima mattinata iniziano a scendere radi fiocchi di neve con valori termici sullo zero, poi prevale la pioggia salvo che tra le 14.00 e le 14.40 quando i fiocchi prevalgono, anche con intensità moderata e valori termici però intorno ai +3 °C, senza lasciare manto sul suolo bagnatissimo; debole o moderato vento di Bora completa la descrizione di questa giornata che fa solo da prodromo a quella del 10. Nella notte si alternano fasi di pioggia anche intensa a momenti in cui addirittura si vedono squarci di cielo stellato, ma poi il peggioramento prevale, la Bora si intensifica e verso le 7.00, con circa +1 °C, la pioggia si trasforma in neve che cade con intensità fra moderata e quasi forte sino al pomeriggio, intorno alle 17.00infatti diminuisce molto d’intensità e cessa poi del tutto poco prima delle 20.00. La temperatura costantemente al di sopra dello zero, ma di poco, e il vento di Bora che ha soffiato soffia con una certa intensità hanno favorito accumuli anche un po’ superiori ai 5 – 6 cm.
L’attività della depressione, nel frattempo traslata verso i Balcani, subisce un nuovo sussulto il 14, quando la struttura ha un modesto e breve moto retrogrado verso Ovest: ecco che allora una moderata nevicata scende dalle 5.00 alle 9.30, con debole vento di Bora e temperature intorno allo zero, lasciando un paio di cm. al suolo.

Semestre freddo 1999-2000
Che novembre, quello del 1999! a una prima metà davvero caldissima, fa seguito una seconda parte rigida, segnata da un’irruzione fredda iniziata il 14 e finita solo il 22!
Un lobo del VP si isola in modo interessante nei pressi della Finlandia già dopo la prima decade e quando riceve sponda dal contemporaneo innalzarsi dell’hp oceanico lancia a più riprese fronti di irruzione fredda che poi, giunti sul Mediterraneo, approfondiscono una circolazione sempre più depressionaria e sempre più invernale; la Bora inizia a soffiare dal 15 e abbassa le temperature, tanto che il 16 nella prima mattinata qualche fiocco di nevischio rado rado vaga per l’aere con circa +4 °C; il 17 e il 18 trascorrono più tranquilli, anzi il 18 spira un debole vento da occidente, che precede l’arrivo di un nucleo freddo da Nordest attivissimo: in serata il cielo si copre e poi inizia a piovere molto intensamente, mentre il debole Ponente si trasforma in forte o fortissima Bora; la temperatura scende in poche ore di alcuni gradi, portandosi verso lo zero, e attorno alle 3.30 il diluvio diventa una intensa nevicata anche a carattere di bufera che dura fino alle 6.00 lasciano un paio di cm. di manto; poi, fino alle 12.00 si alternano un po’ di pioggia a un po’ di nevischio.
Altra tregua il 20, ma un nuovo forte contributo artico si approssima dalla Polonia e va a riattivare la depressione mediterranea coprendo il cielo in serata e scatenando una vera e subitanea bufera il 21: intorno alle 8.00, con circa +3 °C, si leva un fortissimo vento di Bora e in un batter d’occhio grossissimi e intensissimi fiocchi danno origine a una burrasca nevosa davvero importante; le temperature scendono fin verso lo zero, e poi oscilleranno di un paio di gradi per tutto il giorno. La nevicata si indebolisce tra metà mattinata e il mezzogiorno, poi riprende ancora più furiosa fino alle 14.00. Intanto segnaliamo che la Bora è sempre intensa. Dalle 14.00 alle 17.00 si alternano fasi di pioggia gelata a momenti di neve anche moderata, neve che poi prevale fino alle 19.00, quando si rivede l’alone lunare sopra gli strati nuvolosi sempre meno spessi. Sono caduti tra i 4 e i 5 cm. di neve.
IL VP è sempre molto disturbato anche in dicembre, mese caratterizzato da numerose irruzioni artio-marittime o artico-continentali. In occasione di una delle prime, complice la netta spinta meridiana dell’hp oceanica che agisce di concerto a una depressione nordatlantica molto profonda in spostamento verso la Scandinavia, un breve ma sensibile peggioramento fa cadere, nella prima mattinata del 20, una nevicata mista a pioggia tra le 6.15 e le 7.00, con temperature che puntano verso lo zero e una Bora furiosa alzatasi durante la notte. Non si crea alcun accumulo.
Il VP si ricompatta temporaneamente e inizia a spingere le classiche perturbazioni atlantiche da Ovest sul continente europeo. Ma la nostra regione è ancora molto fredda e il giorno di Natale un fronte caldo, coda di un’attiva perturbazione destinata a farsi davvero sentire sul Nordeuropa, copre i cieli già dalla tarda nottata e lascia cadere una placida nevicata dalle 8.30 alle 12.30 circa, con fiocchi che scendono con intensità tra debole e moderata, lasciando un lieve strato. La temperatura, di un paio di gradi sotto lo zero a inizio giornata, si attesta poi solo poco sopra lo zero, cosicchè la susseguente debole pioggia e una certa bava di vento orientale sono causa di un debole gelicidio.
Prosegue anche in gennaio 2000 la fase con un VP disturbatissimo, destinato a ricompattarsi davvero solo in febbraio. L’ennesima spinta dell’hp verso Nord, al seguito di una discesa artico-marittima provocata dal collasso del VP tra Scandinavia e Groenlandia, lancia correnti settentrionali molto intense dal 20 verso il Mediterraneo, con qualche effetto addirittura quasi favonico; ma il 22 l’entrata di un nucleo con leggero West-shift, approfondisce una depressione sulle regioni settentrionali prima e centrali poi, causando un peggioramento associato a un modesto rinforzo di Bora e a una caduta di nevischio nella mattinata dalle 11.00; verso mezzogiorno il fenomeno diminuisce di intensità ma poi, alle 15.00, inizia a cadere vera e propria neve, con vento di Bora appena debole, e questa nevicata placida, coreografica, a carattere moderato, dura fino alle 17.20, lasciando al suolo un paio di cm. Le temperature si sono mantenute sempre, tra la mattinata e il pomeriggio, di poco superiori allo zero.
Alla prossima! Io intanto ringrazio tutti i visitatori di questo mio "immane" lavoro, e vi confermo che la prossima settimana non potrò effettuare l’aggiornamento. Appuntamento dunque, credo, al week-end successivo. Franco.
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Periodo 2000-2002

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 2000-01
Ecco una di quelle invernate a dir poco schifose :evil: che il periodo 1998 – oggi ci ha talvolta propinato all’interno di un orizzonte per il resto molto positivo.
Addirittura ridicolo :( l’episodio che si verifica nella prima serata del 17 gennaio 2001, un debole precipitazione di gragnuola o nevischio, a seconda delle zone, per pochi minuti intorno alle 18.30, con circa +3 °C, il tutto causato dalla penetrazione dell’ennesima depressione atlantica accompagnata da importanti avvezioni calde meridionali al seguito di una delle poche (3 in tutto!) irruzioni fredde della stagione; quella breve ma interessante irruzione fredda era stata provocata dall’estendersi dapprima verso Nord e poi verso Est ell’hp azzorriano che tra il 12 e il 16 riusciva a convogliare vivaci correnti di aria polare fredda continentale; lo stesso hp, isolatosi sull’Europa, si coricava poi mestamente in direzione Europa sudorientale, e così, dal 17 appunto, via libera al nuovo treno di perturbazioni oceaniche: scirocco, umidità, pioggia, caldo, etc...
Molto più interessante l’episodio di fine febbraio: già dalla metà del mese, e anche prima, il Mediterraneo centro-orientale era divenuto bersaglio di una vivace corrente nordoccidentale con trasporto di aria polare fredda marittima dalle alte latitudini oceaniche verso Sudest, stante una costante disposizione molto diagonalizzata verso la Groenlandia del forte azzorriano. L’effetto su di noi è un tempo in prevalenza bello, secco, ventoso, fresco di notte e mite di giorno, con vivaci refoli di fohen. Ma ecco che verso il 20 il profondissimo lobo del VP isolatosi sulla Scandinavia, ideale partner dell’azzorriano in questo gioco di discese fredde nordoccidentali, comincia a fare la voce grossa e a pulsare verso Sud e poi verso Sudovest: l’aria in arrivo comincia ad avere un’estrazione artica e non punta più verso i Balcani ma direttamente verso l’Italia, scavando delle moderate depressioni sull nostre regioni. I valori termici calano anche di giorno, qualche nube compare nei cieli azzurri e il fohen lascia il posto a qualche episodio di Bora. Il 26 una nuova, intensa depressione figlia del VP abborda in un’impetuosa discesa verso Sud l’Inghilterra e mostra di voler entrare franca verso il Mediterraneo, destinazione principale Baleari: è il classico West-shfit, non troppo pronunciato per mandare tutto a puttane con la famigerata sciroccata, e non troppo debole per provocare solo la frequente, innocua passata di nubi senza senso a zonzo per i nostri cieli. Insomma, il giusto mix per un graduale peggioramento che prende corpo il 27, con un’attività cumuliforme impressionante sopra le nostre teste, nemmeno fossimo stati in agosto, e un successivo rasserenamento verso sera. Poi i cieli prima di notte si coprono ancora e, nonostante la temperatura sia di poco superiore allo zero, cade per pochi minuti verso le 22 (almeno sopra... casa mia) un intenso acquazzoni stile ferragosto; di neve o nevischio nemmeno l’ombra! Intanto la pressione si scava e la mattina successiva, il 28, i cilei sono coperti e uniformi, non più stile... estivo ma tipicamente invernale; si è anche alzata una tesa Bora che fa da contraltare alle correnti meridionali che ormai dominano in quota, avvettate dalla depressione attivissima a Ovest della penisola. Con +1 °C inizia a piovere, verso le 9.00 la temperatura si alza a +2 °C ma nella pioggia si iniziano a intravedere dei fiocchi che prendono sempre più il posto dell’acqua fino a che, verso le 10.30, nevica e basta, nevica piuttosto intensamente fino alle 13.30, la temperatura scende di nuovo poco sopra lo zero, e la Bora fa turbinare questa quasi bufera che sulle 13.30 lascia il posto a una più modesta nevicata che talvolta si manifesta anche mista a pioggia, prima di smettere del tutto intorno alle 15.00; le temperature non troppo basse e la precedente pioggia non fanno comunque superare al manto lo spessore di 3 – 5 cm.

Semestre freddo 2001-2002
E qua siamo di fronte a una di quelle stagioni che hanno soddisfatto i freddofili, ma anche, sia pure in misura minore, i nivofili! :D :D :D
Appena dopo il suo inizio, dicembre 2001 mostra una chiara propensione dell’hp russa a espandersi generosamente verso Sudovest, inglobando praticamente l’intero continente europeo nella sua circolazione fredda e secca; a molte giornate di tempo chiaro, abbastanza rigido e ventoso, dopo il 10 fa seguito l’incombente minaccia di un’importante goccia fredda che, con moto retrogrado, dalle lontane steppe russo-siberiane, rotola impetuosamente verso Sudovest, obiettivo principale la pianura padana! Ecco allora che nella mattinata del 13 i cieli su di noi sono coperti e minacciosi, il vento di Bora si è intensificato e le temperature, a differenza delle precedenti mattinate, sono, sia pur di poco, sopra lo zero, e nel corso della mattinata salgono ulteriormente fino a circa +3 °C. E’ intorno alle 10.30 che inizia a nevicare in un’atmosfera molto secca e da un cielo grigio uniforme che promette di regalarcene tanta, davvero. La Bora fa turbinare i primi fiocchi che attaccano subito, complice anche il graduale abbassamento delle temperature che, nel corso delle ore, sono destinate a portarsi dapprima verso e poi ben sotto lo zero, sino a sfiorare i –3 °C. Ma torniamo alla precipitazione che, complici le raffiche di vento, assume carattere quasi di bufera ancora mentre i fiocchi non sono così intensi. Verso le 11.15 comunque la nevicata, pur non divenendo mai particolarmente intensa, assume comunque caratteri ragguardevoli e le raffiche di Bora davvero intense le danno l’aspetto di un piccolo blizzard. Lastroni di neve ghiacciata paralizzano le strade. I fiocchi, piccoli, taglienti, continuano a imperversare per l’atmosfera violentata dalla Bora fortissima fin verso le 15.00, dopo aver accumulato un manto di pochi cm, 3 o 4 appena, anche se presso le zone esposte gli accumuli sono stati ben superiori, anche di 8 o 10! fenomeni di scaccianeve contribuiscono da un lato a limitare gli accumuli, dall’altro a dare l’idea della bufera anche dopo che dal cielo non scende più nulla: è il trionfo della Siberia, una Siberia trasferitasi sul Triveneto e ora, nel pomeriggio e nella serata, pronta a rotolare come un piccolo, bianco tifone scatenato verso il resto della pianura padana. Che bello!
Nel corso dei giorni successivi le correnti rimangono tese e rigide da Nordest, poi verso il Natale ruotano da Nord, complice la decisa presa di posizione sullo scacchiere euro-atlanico di una hp azzorriana decisa a recitare in prima persona, dopo l’orso russo, il ruolo di protagonista. Il lobo scandinavo di un malconcio VP lancia diversi attacchi al Mediterraneo, e quello più riuscito si colloca tra Natale e il 26, grazie all’entrata con discreto West-shift di una perturbazione fredda, l’ultima della serie prima di una breve parentesi di alta a matrice africana. Questo fronte approfondisce una depressione che dal 25 richiama aria più mite sulla regione, copre i cieli e favorisce tra la notte e la mattina del 26 un aumento termico che dai –3 °C della sera di Natale si porta fino ai +3 °C delle ore centrali del 26; ciò purtroppo limita molto il fenomeno nevoso del 26 che è una giornata di pioggia con qualche fase mista a neve. Quando poi a sera entra il ramo freddo del fronte, si alza la Bora, ma l’avvezione fredda è troppo poco marcata e la pioggia mista a neve si trasforma addirittura in pioggia semplice :( .
Dopo la breve parentesi africana, con fine anno l’azzorriano si riprende la scena europea espandendosi franco verso Nord e poi verso Est, quindi insediandosi nel bel mezzo del continente. Il risultato sono nottate freddissima e giornate un po’ più miti, sempre con bel sole. Ma verso il 12 pomeriggio qualche nube fa capolino a Nordovest: è il prodromo di un piccolo ma significativo strappo nel tessuto dell’hp. Nei giorni seguenti una goccia fredda nordatlantica si insinua nel tessuto anticiclonico con traiettoria Mare del Nord – Balcani e il 15 caratterizza il tempo sulla regione con un’estesa copertura nuvolosa e una debole ventilazione di Bora; infatti il piccolo minimo, portandosi più o meno sull’Istria, attiva una ritornante nuvolosa abbastanza compatta e un po’ di vento; con valori termici intorno allo zero a metà mattinata inizia a nevicare a piccole faville, poi la neve si intensifica fino a divenire moderata e a durare sin a metà pomeriggio, insomma un fenomeno che possiamo definire fratello minore (molto minore...) del blizzard dicembrino. Minore il vento, meno intensa la nevicata, più alte le temperature, di poco superiori allo zero a fine fenomeno, nessuno scaccianeve, nessuna gelata pericolosa; però assistiamo a una bella, coreografica nevicata che aggiunge alle tracce preesistenti un altro paio di cm.
Ultimo cenno nevoso a febbraio, mese peraltro dominato dalle miti correnti atlantiche. L’impetuosa discesa di un ciclone colmo di aria polare fredda marittima intorno alla metà del mese provoca qualche episodio di pioggia mista a neve tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio del 15, giornata assai perturbata, con forte Bora e discesa termica interessante dai +8 °C della tarda nottata ai +3 °C del primo pomeriggio, quando poi l’avvezione fredda si attenua e i fiocchi che avevano punteggiato i vetri delle auto scompaiono, complice un eccessivo West-shift del sistema perturbato: possiamo definirla un’occasione persa!
A presto, credo di poter inserire nuovi contributi dei bellissimi anni 2002 – 2006 già il prossimo week-end. Buon 25 aprile a tutti! Franco. :D
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Periodo 2002 - 2004 e Curiosità Meteo interessante

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 2002-03
Dopo un pessimo esordio, con un dicembre da dimenticare, questa interessante stagione ci regala un notevole acuto a inizio gennaio.
Nonostante le insistenti ondate atlantico – africane, dicembre 2002 verso la fine palesa una maggiore ondulazione del flusso perturbato non solo a livello mediterraneo (da qui le varie ondate di scirocco) ma anche europeo; l’hp azzorriano mostra vitalità e un bel lobo del VP va isolandosi sull’Europa settentrionale nei primi giorni di gennaio, per poi porre il proprio quartier generale, approfondendosi ulteriormente, presso la Scandinavia. Da qui, complice la finalmente franca espansione dell’azzorriano verso il Mare del Nord e poi addirittura sino al Circolo Polare, si origina una discesa di aria artica marittima a più ondate, la prima delle quali irrompe il 5, con uno spettacolare temporale mattutino durante il quale, con valori termici tra i +3 °C e i +5 °C, le moderate raffiche di tramontana trascinano con sè qualche fioccastro e qualche favilla di nevischio assieme alla pioggia; il fenomeno comunque dura pochi minuti.
Ormai la situazione mostra un sempre più convinto blocco atlantico e il 6, con l’ulteriore apporto dell’aria artica, si approfondisce una depressione mediterranea la quale, posizionata al Centro-Sud, avvolge con il suo maltempo l’intero paese e con dei bei rinforzi di Bora il Nordest: nel pomeriggio inizia a piovere e le temperature scendono gradualmente mas inesorabilmente dai +6 °C verso gli 0 °C raggiunti nella mattinata successiva; naturalmente nella nottata la pioggia si era trasformata in neve verso le 4.30 alternando momenti tra deboli e moderati a episodi quasi di modesta bufera, complice la Bora molto tesa, talvolta impetuosa. La precipitazione cessa verso le 8.30 lasciando a terra un manto di 1 – 2 cm. avendo iniziato ad attecchire molto tardi a causa della pioggia cvaduta in precedenza.
Ma altri apporti depressionari vengono rinvigoriti dal lieve West-shift dell’aria artica che prosegue nella sua calata verso il Mediterraneo, e un nuovo vivacissimo minimo si origina l’8 gennaio nei pressi della Sardegna, mettendosi subito in moto verso Est-Nordest e puntando quindi proprio le regioni centrali e poi le Venezie. A partire dal pomeriggio dell’8 l’evoluzione verso un inevitabile “nevone” è stata davvero da antologia :D : i cieli si sono fatti sempre più coperti, grigi, uniformi, la temperatura, di poco superiore ai +2 °C, ha iniziato molto lentamente ma inesorabilmente a calare portandosi intorno a un solo grado sopra zero in serata quando, col progressivo calare della pressione, la debole bava di Bora si intensificava sempre più, fino a divenire moderata. Col sopraggiunger della notte gli ingredienti per la nevicata c’erano tutti: pressione in picchiata, temperatura ormai vicina allo zero, cielo copertissimo, Bora moderata, e... profumo di neve avvertibile da qualunque naso nivofilo. E neve fu, finalmente, dalle 4.45 del 9, una neve generalmente moderata, ma con fasi anche più intense, fino a forte, specie nel tardo pomeriggio e poi tra le 5.00 e le 7.30 del 10, quando poi si attenua per cessare verso metà mattina. Per oltre 24 ore dunque è scesa una nevicata davvero bella, pittoresca, anche se non straordinaria per intensità e abbondanza, accompagnata da una Bora moderata e capace di lasciare al suolo un manto di oltre 10 cm. :D

CURIOSITA’ DAVVERO INTERESSANTE!!! Leggete e, se avete notizie al riguardo, scrivete!!!
Verso la fine di gennaio si verifica un imponente blocco in Atlantico e il lobo scandinavo del VP si distende franco verso Sud. Ne consegue una fase moderatamente instabile, anche se non particolarmente fredda, durante la quale IO non vedo neve cadere sopra la mia testa. PERO’... Però il 28 o 29 gennaio, ore serali, con un cielo irregolarmente nuvoloso sopra la mia residenza, Torre di Mosto, temperatura intorno ai 4 o 5 gradi sopra zero, assenza o quasi di vento, io odo diversi tuoni in lontananza e mi affaccio alla finestra: noto una vivace attività luminosa verso Sudest, molto localizzata, che dopo alcuni minuti cessa. Mi convinco che si sia trattato di fuochi artificiali. Invece... invece i giorni successivi si viene a sapere che in quella serata, assolutamente non instabile o perturbata nella nostra zona, si è scatenato un breve ma violento temporale nevoso proprio sopra la località di Eraclea Mare, tanto da lasciare la cittadina balneare, e solo quella, ricoperta da uno strato bianco di 1 cm. circa. Solo a Eraclea Mare: incredibile!!! :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: C’è qualche amico che ha notizie più precise su quella serata? Dai, se sì, scrivete!

Altra apparizione nevosa il 3 – 4 febbraio. Dopo la sventagliata fredda di fine gennaio di cui abbiamo parlato sopra, entra franca una depressione di origine groenlandese, tipico ingresso di aria polare fredda marittima da Nordovest, cui fa da spalla un azzorriano solo moderatamente elevato verso settentrione. Il fronte caldo arriva nella serata del 3, con temperatura intorno ai +3 °C, e lascia cadere una breve precipitazione di nevischio bagnato che, almeno sulla mia zona, lascia presto il posto alla pioggia. Tuttavia è una pioggia che, a macchia di leopardo, si presenta talvolta mista a neve, con qualche prevalenza nevosa alternata a fasi più bagnate. L’entrata del fronte freddo, che avviene nel pomeriggio del 4, accentua la parziale solidità della precipitazione mche comunque non ingrana mai sulla mia zona, non lasciando nessuna traccia di manto; per la cronaca segnalo che nella zona del mestrino e del veneziano quel pomeriggio invece si è manifestata per un paio d’ore una bella, abbondante nevicata a fiocchi grossissimi, con tanto di rinforzo del vento e temporaneo calo delle temperature fino a un paio di gradi sotto lo zero, partendo dai 2 –4 gradi sopra zero che invece hanno dominato la scena nel resto della giornata. Altro fenomeno molto interessante, soprattutto per la sua localizzazione e intensità assieme.
Il saluto della neve per questa stagione arriva ad aprile, è la mitica ondata di fredo dell’aprile 2003, di cui parlava settimane fa un amico su questo post. Fin dai primi giorni del mese si stava manifestando una totale distruzione del VP ad opera di una spansione netta in direzione artica dell’azzorriano. Fasi di freddo e di maltempo si succedono fino a che, il giorno 6, non si manifesta netta la tendenza a un’invasione artico-continentale da Nord-Nordest, con effetti sinottici spettacolari; guardare le carte bariche di quei giorni dà ancor oggi una emozione speciale. L’espansione nettissima verso la Scandinavia dell’hp oceanica e la concomitante attività parossistica del lobo Est-europeo del VP sono causa dello scivolamento verso Mediterraneo centrale e Balcani di un nucleo freddissimo che, appena giunge su di noi, subito scombussola tutto: il 6 sul Nordest si attiva addirittura una corrente quasi sciroccale da Est-Sudest fredda, ma è il 7 che quel –5 °C a 850 hp. pronto a lambire la penisola mantiene quel che promette: durante la mattinata il cielo si rannuvola con caratteri quasi temporaleschi, il vento si intensifica cambiando anche spesso direzione, pur mantenendo una prevalenza settentrionale, e qualche fiocco di neve, che non lascia manto, si diverte a solcare l’aere con una temperatura intorno ai +4 °C; poco lontano dalla mia residenza, ancora una volta verso la zona del mestrino e del veneziano, si organizza invece una nevicata vera e propria, della durata di circa 2 ore, con temperature abbastanza vicine allo zero e manto di un cm.! Per la cronaca, la notte successiva, complice la sopravvenuta serenità dei cieli, i valori termici scendono di uno o due gradi al di sotto dello zero :shock: :shock: :shock: .
A prestissimo. Franco :D
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Periodo 2002-2004

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 2003-2004
Esordio moscio, dal lato nivologico, quello dell’invernata destinata poi a concludersi in modo davvero entusiasmante. A dicembre si registra soltanto una breve buferina di neve, con scarsissimo accumulo, tra le 5 e le 6.30 del 10, a conclusione di una irruzione abbastanza potente di aria polare continentale fredda originatasi da una prepotente espansione verso Nordest dell’alta azzorriana. La forte Bora che spira il 9 è sintomo di una ciclogenesi in zona balcanica che poi nella notte successiva, complice anche l’isolarsi dell’alta verso la Polonia e l’Ungheria, sventaglia nuvolosità compatta da Sudest la quale inizia a dare fenomeni sotto forma dell’intensa precipitazione solida di cui sopra, con fiocchi molto intensi e molto grossi, Bora intensa e valori termici che scendono bruscamente dai +4 °C della nottata fino a +1 °C a fine fenomeno. Poi però la precipitazione si trasforma in pioggetta, la Bora scende e la corrente si sciroccalizza sempre più a causa del moto retrogrado della depressione e dell’aumento barico in area nordbalcanica.
Nuova puntata nevosa a gennaio, in attesa dei fuochi artificiali di fine febbraio – inizio marzo. Dopo una fase moderatamente fredda con un campo altopressorio ben esteso sul continente e modetso ma costante richiamo di correnti orientali, tra il 24 e il 25 si manifesta un bel blocco atlantico, in pieno oceano, con conseguente discesa di aria artica marittima verso la penisola iberica ove si isola un’attiva depressione la quale, fortunatamente, non evolve sul posto, altrimenti avremo avuto scirocco a volontà, ma viene inglobata in una corrente di basso Atlantico e viaggia spedita verso l’Italia, causando un breve peggioramento che nella serata del 26 fa cadere una prima ridotta dose di neve, alcuni fiocchi con temperatura di un paio di gradi al di sopra dello zero. Ma poi in nottata la temperatura scende intorno agli zero e il fenomeno si concretizza sotto forma di una nevicata quasi moderata che dura fino alle 4.30 depositando 1 – 2 cm. di manto.
Ed eccoci al magnifico febbraio 2004!!! :D :shock: :D :shock: Già dopo la prima decade del mese si nota chiaramente la propensione dell’azzorriano a migrare volentieri verso lidi molto settentrionali, operando numerosi blocchi fino all’Islanda, alla Groenlandia, verso il Polo stesso. Contemporaneamente il VP si sbrindella, si sbriciola, si spezza in diverse depressioni che evolvono dall’Europa settentrionale verso Sud, a folate successive. E quando i blocchi di aria artica marittima che caratterizza questa lunga ondata di freddo abbordano il Mediterraneo si creano ripetute e complesse ciclogenesi.
La prima si manifesta il 19; in nottata inizia a piovere, si alza la Bora e le temperature, inizialmente a +5 °C, scendono abbastanza rapidamente fino a che intorno alle 7.00 raggiungono i +2 °C e avviene la magica trasformazione in neve, una neve moderata che prosegue per due ore abbondanti, con temperature in ulteriore calo fin quasi allo zero. Si acumula un primo cm. di manto. Poi per un paio d’ore scende pioggia gelata che però, sotto l’infuriare della Bora, si ritrasforma in una nevicata moderata o forte, a tratti impetuosa, che dura fino alle 16.30, talvolta dando l’idea della bufera e con valori termici attorno allo zero. Altro apporto di 4 cm.
Qualche fiocco isolato e bagnato anche nella mattinata successiva.
Il 21 un potente ma temporaneo west-shift degli impulsi artici attiva una depressione dal Marocco, con richiamo di aria molto calda che fa schizzare le temperature verso l’alto; ma intanto la depressione viaggia veloce verso i Balcani e prepara un ideale terreno per l’ingresso di un nuovo intenso impulso artico che irrompe nella serata del 23; piove a catinelle, fa caldo, abbiamo 11 gradi sopra lo zero quando si alza la Bora, forte, intensa, impetuosa. La temperatura inizia una discesa spettacolare sotto l’infuriare della burrasca che diventa bufera nella prima nottata, con temperatura che entro la prima mattina arriva a +1 °C! La precipitazione si indebolisce molto, smettendo a tratti, nelle ore successive, dopo aver lasciato un manto di un paio di cm.; appena dopo il mezzogiorno però riprende a nevicare, con +3 °C circa, e con Bora sempre sostenuta, dapprima in modo abbastanza debole, poi sempre più intensamente fino a che a metà pomeriggio, col vento un po’ calato, è tutto un bellissimo sfarfallio di fiocchi che imperversano in modo davvero pittoresco fino alla prima serata con temperature che ripuntano verso lo zero. A nevicata conclusa schiarisce e, sulle strade, sono dolori perchè il pur non abbondante manto (altri 2 cm. circa) gela a tratti.
ma l’episodio più eclatante di questo pirotecnico febbraio si manifesta il 28; dopo una sorta di palude barica, senza richiami sciroccali come il 21 – 22 ma con un po’ di stasi atmosferica e temperature in leggera ripesa, tra il 26 e il 27 si annuncia una nuova imponente irruzione di aria artica marittima pilotata dai soliti forti sbilanciamenti altopressori verso l’Islanda. Il fronte di irruzione ha un leggero west-shift che il 27 scava una profonda e attivissima depressione appena a ovest dell’Italia, depressione che si muove di gran carriera verso Est-Nordest. Il nucleo perturbato, non ancora freddo, abborda la nostra regione il 28 all’ora di pranzo, inizia a piovere, e un paio d’ore dopo si alza di nuovo una Bora sempre più impetuosa: si fa ora sentire l’occlusione fredda. Ancora una volta, partendo da valori termici miti di circa +7 °C, assistiamo a una repentina discesa termica fino ai +1 °C della serata. Intanto, verso le 16.00 iniziano a mescolarsi i primi fiocchi di neve all’abbondante pioggia e sulle 17.00 la nevicata è bella, impetuosa, asciutta. Il vento è sempre più forte, di tanto in tanto la precipitazione accenna a smettere, specie nella prima serata, ma è dalla tarda serata che si scatena una bufera autentica, la Bora diviene fortissima e sembra davvero che venga giù il cielo con un’impressionante quantità di fiocchi grossi che si riversano al suolo fino alle 8.00 del mattino successivo, quando poi gradualmente il fenomeno cessa. Nonostante la temperatura sia rimasta sempre di poco sopra lo zero, l’intensità della bufera ha provocato un accumulo di quasi 10 cm.
Non è finita: dopo qualche giorno di pausa un po’ freddina all’inizio di marzo, si ripete quasi in fotocopia la situazione precedente, sia pure molto indebolita. Comunque il 7 marzo, dopo una giornata moderatamente perturbata con Bora dapprima debole ma poi via via in intensificazione, la pioggia si alterna a qualche fiocco di neve prima che la neve prenda il sopravvento nella serata, verso le 21.00, e continui a scendere quasi moderata fino alle prime ore della notte, con Bora impetuosa e temperatura appena sopra lo zero. Attacca anche un abbondante cm.
Ora stanno per arrivare, nel nostro resoconto, due invernate davvero interessanti, per le quali però do appuntamento fra quindici giorni, perchè il prossimo fine settimana lo dedicherò in toto alla mia meravigliosa bambina, che farà la comunione :D :D :D . Arrivederci allora al week-end del 15 – 16 maggio, con tutta probabilità. Grazie per l’incredibile seguito che sta avendo questa mia iniziativa. Franco :D
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Appuntamento a

Messaggio da franconeve »

Appuntamento al week end centrale di maggio, dunque, col prossimo interessantissimo aggiornamento. Poi, entro fine mese o al massimo entro inizio giugno, conto di concludere questa immensa carrellata sulla neve a Nordest, ma in seguito ho già in mente qualche altro intervento conclusivo con dati riassuntivi, curiosità e statistiche; non verrà mica fuori, magari, che l' "annus mirabilis" per la neve a Nordest è stato proprio il 2009-2010, alla faccia del Nino e del Global Warming? Ma... le sorprese (perchè di sorpesa si tratterebbe proprio!) sono dietro l'angolo. Qualche settimana di pazienza e ci toglieremo anche la curiosità di capire se, quanto a nivosità, l'ultimo inverno ha battuto stagioni che nella nostra memoria sono rimaste "mitiche" come l'85 o l'87! A presto, amici. Franco :D
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occhio ragazzi!

Messaggio da franconeve »

Occhio, ragazzi! :wink: Domani mattina, domenica 16 maggio, inserirò nel post uno o forse anche due aggiornamenti sulle stagioni 2005 e 2006 davvero con... i fiocchi! A tutta neve, allora, a domani! :D
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un'altra!

Messaggio da franconeve »

E ve ne anticipo un'altra! Sto mettendo a punto le statistiche che faranno da gran finale a questo mio lavoro "bestiale", e vi annuncio già che ci sono delle grosse sorprese quanto al rapporto GW - neve, e al fanbtomatico "Annus mirabilis" della neve (almeno qui al Nordest); quale sarà? Ancora qualche puntata e vel lo svelerò. :wink: Franco
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