La crisi
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Re: La crisi
ma tu non sai nulla di nulla?tamburi ha scritto:La crisi è psicologica e sta passando.
http://www.vicenzapiu.com/?a=inchiesta&o=4134
non esiste crisi economica che non sia anche psicologica
Re: La crisi
Spero sia ironica la rispostaadriano ha scritto:ma tu non sai nulla di nulla?tamburi ha scritto:La crisi è psicologica e sta passando.
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non esiste crisi economica che non sia anche psicologica
Re: La crisi
Fà, secondo me non era ironica...tamburi ha scritto:Spero sia ironica la rispostaadriano ha scritto:ma tu non sai nulla di nulla?tamburi ha scritto:La crisi è psicologica e sta passando.
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non esiste crisi economica che non sia anche psicologica
Dovresti saperlo ormai che gli insulti di Adriano sono autentici
Re: La crisi
è una logica conseguenzaadriano ha scritto:ma tu non sai nulla di nulla?tamburi ha scritto:La crisi è psicologica e sta passando.
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non esiste crisi economica che non sia anche psicologica
Re: La crisi
No, non so nulla di nulla. Illuminami.adriano ha scritto:ma tu non sai nulla di nulla?tamburi ha scritto:La crisi è psicologica e sta passando.
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non esiste crisi economica che non sia anche psicologica
Porca puttana ma un messaggio tranquillo mai?
Volevo solo dire che non è corretto dire che la crisi è psicologica. La crisi è semplicemente CRISI.
Se io ho un azienda e fallisce, probabilmente il mio umore ne risentirà. Ecco allora che entra in gioco la crisi psicologica. Sfido chiunque allora a trovare qualcuno che riesce a sorridere in quelle circostanze. E' chiaro che la crisi in questo casi diventa psicologica che caxxo di discorsi sono. La crisi, quindi, è CRISI e basta. Capisco che si cerca sempre di mantenere alto l'ottimismo, però io di fronte a quelle notizie mi incazzo. Specialmente se chi dice che la crisi è psicologica non ha problemi economici.
non ci siamo proprio, non funziona così l'economia
la maggior parte delle crisi finanziare della storia sono state:
panico (= psicologia) che si trasforma in azioni finanziare (= economia)
se non c'è panico non c'è crisi
nella storia si è visto che episodi ad impatto negativo sull'opinione pubblica (o sull'inconscio collettivo per dirla alla Jung) hanno travolto intere economia, anche quella mondiale
viceversa episodi ad impatto positivo hanno avuto il merito di far uscire dalla crisi o dalla recessione economie
non c'è un motivo per cui proprio nel 2007/2008 si sia avverata la crisi: tutto ciò che è successo è successo a causa del panico generalizzato
aumento del costo delle materie prime, inflazione, crisi alimentare, crisi creditiza, sono tutte cose che NON portano necessariamente ad una crisi
non siamo in altre parole davanti ad una crisi puntuale, come quella per esempio causata dallo scandalo della Banca Romana
siamo davanti ad una crisi che esprime dei disagi psicologici: gente che investe soldi allegramente in carta straccia, gente che compra allegramente case a valori 10 volte maggiori (e guardate che questo succede ancora a Roma dove la gente compra tranquillamente case in periferia a 5000 euro al metro quadro), banchieri che creano allegramente soldi dal nulla, semplicemente girando numeretti da un conto corrente e un altro
ad un certo punto, alla prima avvisaglia che qualcuno si è scoperto nella **** fino al collo si sono cagati tutti sotto e hanno cominciato a vendere carta straccia, a vendere case, a rivolere soldi indietro, con una reazione a catena terribile: gli investimenti hanno liquidati i capitali (altro che profitti), le case non hanno avuto più valore (e le si buttano giù ché costa mantenerle sfitte), i correntisti bussano alle banche per riavere soldi reali indietro, ma le banche hanno moltiplicato il nulla e quindi hanno solo il nulla da ridare indietro
ora, nell'ottica dei tentativi di uscire dalla crisi, si deve anche iniettare fiducia. Dire che prima del 2010 non si uscirà dalla crisi, significa nient'altro che assicurarsi che questo succeda.
La crisi che stiamo vivendo è soprattutto psicologica: per 10 anni la gente è vissuta sul filo del rasoio, poi uno si è cagato sotto e tutti l'hanno seguito e siamo crollati.
Chiaro che c'è da rivedere buona parte del sistema, ma non serve girare intorno e urlare: psicologicamente serve rimettersi a lavorare, a rischiare, altrimenti non si uscirà mai dalla crisi: è una crisi psicologica.
Ora, hai capito più o meno come funziona?
la maggior parte delle crisi finanziare della storia sono state:
panico (= psicologia) che si trasforma in azioni finanziare (= economia)
se non c'è panico non c'è crisi
nella storia si è visto che episodi ad impatto negativo sull'opinione pubblica (o sull'inconscio collettivo per dirla alla Jung) hanno travolto intere economia, anche quella mondiale
viceversa episodi ad impatto positivo hanno avuto il merito di far uscire dalla crisi o dalla recessione economie
non c'è un motivo per cui proprio nel 2007/2008 si sia avverata la crisi: tutto ciò che è successo è successo a causa del panico generalizzato
aumento del costo delle materie prime, inflazione, crisi alimentare, crisi creditiza, sono tutte cose che NON portano necessariamente ad una crisi
non siamo in altre parole davanti ad una crisi puntuale, come quella per esempio causata dallo scandalo della Banca Romana
siamo davanti ad una crisi che esprime dei disagi psicologici: gente che investe soldi allegramente in carta straccia, gente che compra allegramente case a valori 10 volte maggiori (e guardate che questo succede ancora a Roma dove la gente compra tranquillamente case in periferia a 5000 euro al metro quadro), banchieri che creano allegramente soldi dal nulla, semplicemente girando numeretti da un conto corrente e un altro
ad un certo punto, alla prima avvisaglia che qualcuno si è scoperto nella **** fino al collo si sono cagati tutti sotto e hanno cominciato a vendere carta straccia, a vendere case, a rivolere soldi indietro, con una reazione a catena terribile: gli investimenti hanno liquidati i capitali (altro che profitti), le case non hanno avuto più valore (e le si buttano giù ché costa mantenerle sfitte), i correntisti bussano alle banche per riavere soldi reali indietro, ma le banche hanno moltiplicato il nulla e quindi hanno solo il nulla da ridare indietro
ora, nell'ottica dei tentativi di uscire dalla crisi, si deve anche iniettare fiducia. Dire che prima del 2010 non si uscirà dalla crisi, significa nient'altro che assicurarsi che questo succeda.
La crisi che stiamo vivendo è soprattutto psicologica: per 10 anni la gente è vissuta sul filo del rasoio, poi uno si è cagato sotto e tutti l'hanno seguito e siamo crollati.
Chiaro che c'è da rivedere buona parte del sistema, ma non serve girare intorno e urlare: psicologicamente serve rimettersi a lavorare, a rischiare, altrimenti non si uscirà mai dalla crisi: è una crisi psicologica.
Ora, hai capito più o meno come funziona?
Quoto ogni singola parola....anche le 2 volte a capoadriano ha scritto:non ci siamo proprio, non funziona così l'economia
la maggior parte delle crisi finanziare della storia sono state:
panico (= psicologia) che si trasforma in azioni finanziare (= economia)
se non c'è panico non c'è crisi
nella storia si è visto che episodi ad impatto negativo sull'opinione pubblica (o sull'inconscio collettivo per dirla alla Jung) hanno travolto intere economia, anche quella mondiale
viceversa episodi ad impatto positivo hanno avuto il merito di far uscire dalla crisi o dalla recessione economie
non c'è un motivo per cui proprio nel 2007/2008 si sia avverata la crisi: tutto ciò che è successo è successo a causa del panico generalizzato
aumento del costo delle materie prime, inflazione, crisi alimentare, crisi creditiza, sono tutte cose che NON portano necessariamente ad una crisi
non siamo in altre parole davanti ad una crisi puntuale, come quella per esempio causata dallo scandalo della Banca Romana
siamo davanti ad una crisi che esprime dei disagi psicologici: gente che investe soldi allegramente in carta straccia, gente che compra allegramente case a valori 10 volte maggiori (e guardate che questo succede ancora a Roma dove la gente compra tranquillamente case in periferia a 5000 euro al metro quadro), banchieri che creano allegramente soldi dal nulla, semplicemente girando numeretti da un conto corrente e un altro
ad un certo punto, alla prima avvisaglia che qualcuno si è scoperto nella **** fino al collo si sono cagati tutti sotto e hanno cominciato a vendere carta straccia, a vendere case, a rivolere soldi indietro, con una reazione a catena terribile: gli investimenti hanno liquidati i capitali (altro che profitti), le case non hanno avuto più valore (e le si buttano giù ché costa mantenerle sfitte), i correntisti bussano alle banche per riavere soldi reali indietro, ma le banche hanno moltiplicato il nulla e quindi hanno solo il nulla da ridare indietro
ora, nell'ottica dei tentativi di uscire dalla crisi, si deve anche iniettare fiducia. Dire che prima del 2010 non si uscirà dalla crisi, significa nient'altro che assicurarsi che questo succeda.
La crisi che stiamo vivendo è soprattutto psicologica: per 10 anni la gente è vissuta sul filo del rasoio, poi uno si è cagato sotto e tutti l'hanno seguito e siamo crollati.
Chiaro che c'è da rivedere buona parte del sistema, ma non serve girare intorno e urlare: psicologicamente serve rimettersi a lavorare, a rischiare, altrimenti non si uscirà mai dalla crisi: è una crisi psicologica.
Ora, hai capito più o meno come funziona?
poi lo si può condividere o meno....ma è così!
- davide0861
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- cristiano69
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Quoto Adriano e aggiungo:
Psicologicamente difronte ad un allarmismo di rallentamento del sistema economico la gente,i singoli cittadini sono portati a spendere di meno.
Spendere di meno equivale a togliere benzina alle aziende che producono i beni.
Le aziende a loro volta cominciano a mettere in cassa integrazione i dipendenti che a loro volta avendo motivi di insicurezza economica spendono solo il necessario.
Ecco che si innesca il meccanismo di crisi economica.
Tamburi,devi fartene una ragione.....è tutta una questione psicologica.
Devo dire che qui in Italia i partiti di sinistra hanno tutti notevolmente contribuito alla depressione economica che stiamo vivendo.
Basta seguire tutte le sere il TG3 e ti sembra di entrare all'inferno.
E i politici di sinistra spingono nel dire che siamo tutti piu poveri,che stiamo tutti peggio......ma solo per un becero ritorno di voti
Voti che pero',grazie al cielo,non arrivano
Psicologicamente difronte ad un allarmismo di rallentamento del sistema economico la gente,i singoli cittadini sono portati a spendere di meno.
Spendere di meno equivale a togliere benzina alle aziende che producono i beni.
Le aziende a loro volta cominciano a mettere in cassa integrazione i dipendenti che a loro volta avendo motivi di insicurezza economica spendono solo il necessario.
Ecco che si innesca il meccanismo di crisi economica.
Tamburi,devi fartene una ragione.....è tutta una questione psicologica.
Devo dire che qui in Italia i partiti di sinistra hanno tutti notevolmente contribuito alla depressione economica che stiamo vivendo.
Basta seguire tutte le sere il TG3 e ti sembra di entrare all'inferno.
E i politici di sinistra spingono nel dire che siamo tutti piu poveri,che stiamo tutti peggio......ma solo per un becero ritorno di voti
Voti che pero',grazie al cielo,non arrivano
- ponente
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E se diperndesse solo dalla psicologia non esisterebbe crisi..fidatevi.
la crisi la sente chi ne viene colpito e quindi spende meno...perchè magari mandato in cassa integrazione o ha il concreto rischio di perdere il lavoro. Chi non risente di queste cose, non si mette a spendere meno ...per lui la crisi non c'è, o meglio, se ne cura meno e non necessariamente spende meno o si priva di qualcosa. L'allarmismo ingiustificato è sbagliatissimo, ma non mi sembra questo il caso
la crisi la sente chi ne viene colpito e quindi spende meno...perchè magari mandato in cassa integrazione o ha il concreto rischio di perdere il lavoro. Chi non risente di queste cose, non si mette a spendere meno ...per lui la crisi non c'è, o meglio, se ne cura meno e non necessariamente spende meno o si priva di qualcosa. L'allarmismo ingiustificato è sbagliatissimo, ma non mi sembra questo il caso
aggiungo che per me uno dei grossi problemi dell'Italia (a differenza dell'Austria), è l'impossibilità da parte di un qualsiasi lavoratore, o quasi, di procurarsi un contratto di lavoro a tempo indeterminato e quindi di avere una certezza economica alle spalle (= spendo meno = crisi).cristiano69 ha scritto:Quoto Adriano e aggiungo:
Psicologicamente difronte ad un allarmismo di rallentamento del sistema economico la gente,i singoli cittadini sono portati a spendere di meno.
Spendere di meno equivale a togliere benzina alle aziende che producono i beni.
Le aziende a loro volta cominciano a mettere in cassa integrazione i dipendenti che a loro volta avendo motivi di insicurezza economica spendono solo il necessario.
Ecco che si innesca il meccanismo di crisi economica.
Tamburi,devi fartene una ragione.....è tutta una questione psicologica.
Devo dire che qui in Italia i partiti di sinistra hanno tutti notevolmente contribuito alla depressione economica che stiamo vivendo.
Basta seguire tutte le sere il TG3 e ti sembra di entrare all'inferno.
E i politici di sinistra spingono nel dire che siamo tutti piu poveri,che stiamo tutti peggio......ma solo per un becero ritorno di voti![]()
Voti che pero',grazie al cielo,non arrivano
Tutta colpa della sinistra e dei sindacati che, dopo anni e anni di battaglie sono riusciti a far diventare un dipendente con tale contratto quasi impossibile da licenziare, quindi costringendo tante aziende (impaurite dalla possibilità di rimaner "bloccati" con dipendenti fannulloni) a "preferire" contratti di altro tipo. Bel lavoro!
io, e lo dico da uomo non di sinistra, penso che sia stata una follia il liberismo selvaggio, il mercato senza nessuna regola che si autoequilibra eccetera
sono keynesiano per dirla con termini un po' antichi
(due righe a capo) e penso che sia ora di rivedere un po' le vecchie teorie dell'intervento statale
ma uno stato che abbia il compito di controllore non di attore dell'economia (quindi sì alle privatizzazioni, ma sì anche a regole ferree e precise nel campo delle liberalizzazioni)
sono keynesiano per dirla con termini un po' antichi
(due righe a capo) e penso che sia ora di rivedere un po' le vecchie teorie dell'intervento statale
ma uno stato che abbia il compito di controllore non di attore dell'economia (quindi sì alle privatizzazioni, ma sì anche a regole ferree e precise nel campo delle liberalizzazioni)
dimmi se sbaglio, in Austria siete tutti col tempo indeterminato, ma il datore di lavoro può licenziarvi con facilità, basta che abbia un motivo sensato (per esempio un calo del fatturato)Martino84 ha scritto:aggiungo che per me uno dei grossi problemi dell'Italia (a differenza dell'Austria), è l'impossibilità da parte di un qualsiasi lavoratore, o quasi, di procurarsi un contratto di lavoro a tempo indeterminato e quindi di avere una certezza economica alle spalle (= spendo meno = crisi).
Tutta colpa della sinistra e dei sindacati che, dopo anni e anni di battaglie sono riusciti a far diventare un dipendente con tale contratto quasi impossibile da licenziare, quindi costringendo tante aziende (impaurite dalla possibilità di rimaner "bloccati" con dipendenti fannulloni) a "preferire" contratti di altro tipo. Bel lavoro!
è vero?
