Osservare la natura
UN’OSSERVAZIONE LUNGA UN ANNO
Il trascorrere dei mesi muta, spesso in modo radicale, il paesaggio intorno a noi: al volgere delle stagioni il nostro clima, ed i suoi recenti sconvolgimenti, creano condizioni di vita molto diverse, alle quali l’uomo e gli animali si adattano seguendo i progressivi cambiamenti esterni che la natura impone loro. Tutto questo fa sì che, assieme al paesaggio, anche il comportamento in relazione all’uomo, l’aspetto, le abitudini degli animali si trasformino nel corso dell’anno: chi conosce la natura, e fruisce di un contatto privilegiato con essa, sa infatti che potrà godere della compagnia delle rondini solo con l’arrivo della primavera, o che il periodo migliore per l’avvistamento di un orso non è certo l’inverno, quando questo poderoso animale trascorre gran parte del suo tempo in letargo, mentre ha imparato che sarà più facile scorgere durante la medesima stagione una volpe, resa più imprudente dalla scarsità di cibo. Anche altitudine e latitudine influenzano assieme alle condizioni meteorologiche i possibili avvistamenti: una distesa d’acqua dolce apparentemente deserta in una assolata giornata d’estate si trasforma in un luogo brulicante di vita all’arrivo di un improvviso acquazzone! Per questo motivo è utile ed interessante annotare non solo la data e il luogo dei propri avvistamenti, ma anche le condizioni atmosferiche delle proprie scoperte: in questo modo è possibile registrare informazioni importanti e talvolta sorprendenti anche su quelle specie che siamo abituati a vedere di solito. Con l’inizio del nuovo anno può rivelarsi parallelamente utile stendere un elenco di quello che è possibile vedere durante i dodici mesi a venire: ovviamente si tratta solo di una serie di spunti che non ha la pretesa di esaurire l’infinito campo delle possibili osservazioni, ma che tenta di mettere l’accento su quello che di caratteristico e di prezioso ha da offrire ciascun mese dell’anno appena cominciato.
Gennaio
L'inverno è sicuramente ottimo per l'osservazione degli uccelli: gli alberi sono più spogli e offrono meno nascondigli, lasciando in bella vista i nidi delle stagioni precedenti; il freddo e la scarsità di cibo rendono inoltre gli animali più confidenti: è il mese giusto per installare delle mangiatoie che richiamano numerosi ospiti, fornendo così l'occasione per identificarli o fotografarli, anche se in un ambiente più domestico. I mammiferi invece tirano fuori dall'armadio il loro abito migliore: la spessa pelliccia invernale ci permette di osservare esemplari veramente meravigliosi; gli scoiattoli cominciano ad inseguire le loro compagne durante la stagione degli amori che inizia proprio in questo mese e che avrà termine solo in estate inoltrata. Sulle foglie, sul muschio o negli incavi della corteccia si riuniscono a svernare le coccinelle, mentre l'ape regina comincia a deporre le sue uova già a metà di questo mese; cominciano a spuntare i primi bucaneve, alfieri di una primavera non così lontana, mentre cantano il pettirosso, lo scricciolo e la passera scopatola.
Febbraio
I primi migratori cominciano a comparire in cielo, nelle loro caratteristiche formazioni a V, mentre intorno alle sempreverdi conifere gli uccelli insettivori come le cince o i regoli, beccano gli animali ancora nascosti nelle fenditure della corteccia; i picchi cominciano invece a delimitare il proprio territorio prima della riproduzione: per fare questo tamburellano sui tronchi cavi: il loro ritmo funziona da richiamo amoroso meglio del loro canto... I primi tritoni si spostano, gli orbettini escono allo scoperto, i mammiferi cominciano a perdere la pelliccia invernale: per primi i cavalli, ma poi tutti gli altri cambiano la muta, giusto in tempo per offrire peli e crine a tutti quegli animali che se ne serviranno per imbottire il proprio nido.
Marzo
Rane e rospi ricompaiono negli stagni, le lepri si danno al combattimento: la stagione si fa vivace anche per l’arrivo degli uccelli e dei loro allegri canti: il luì piccolo precede le rondini che volano già a pelo d'acqua. I gabbiani indossano una maschera nuziale cioccolato scuro, i cormorani la livrea bianca, gli svassi danno inizio alle loro danze: cominciano le parate, gli accoppiamenti e le prime nidiate. I calabroni hanno terminato il loro letargo: le femmine escono dal terreno per fondare una nuova colonia, nel frattempo le api regine si rimettono in forze con gli amenti dei salici, mentre i bombi succhiano con la loro spiritromba i primi precoci fiori nei prati di nuovo rigogliosi e popolati dalle prime farfalle.
Aprile
Ad aprile comincia a fiorire il sottobosco: giacinti, primule, pervinche, anemoni, ciclamini, si godono i raggi di un tiepido sole prima che gli alberi riacquistino una folta chioma e coprano tutto con la loro ombra. Anche gli alberi da frutto sono in pieno rigoglio: è tutto un tripudio di colori pastello e di fiori dai petali delicati. Le prime orchidee selvatiche mostrano le loro tinte vivaci e attraggono i primi insetti impollinatori, intanto le farfalle fanno capolino vicino agli arbusti fioriti. Sugli alberi comincia il frettoloso “via vai” di mamma e papà uccello che imboccano i piccoli della prima covata, e mentre il pettirosso sfoggia il suo repertorio canoro, in sottofondo anche il cuculo comincia a farsi sentire. Lumache, chiocciole e ghiri escono dal letargo: la bella stagione è ormai arrivata per tutti!
Maggio
Fiorisce il mughetto e il profumo del biancospino invade la campagna, il ranuncolo ormai ha conquistato ogni prato fornendo riparo, sostegno e alimento alle api solitarie. Arrivano gli ultimi migratori, mentre le rondini terminano con il fango i loro nidi o riparano quelli degli anni precedenti prima della deposizione delle uova. Nel bosco le cerve partoriscono i cerbiatti e i volpacchiotti escono dalle loro tane: il caldo e l’abbondanza di cibo permette all’attività riproduttiva di raggiungere il suo culmine: non è raro vedere anche le coccinelle accoppiarsi durante questa stagione.
Giugno
Negli stagni i girini portano a termine la loro metamorfosi, mentre le ninfee sono in piena fioritura. Gli svassi si prendono cura della propria nidiata portando a spasso i piccoli sul dorso. Le cicale intonano il loro canto mentre libellule e farfalle sono i piena attività. È il momento d’oro di tutti gli appassionati di entomologia… e mentre le lucertole si godono beate il sole ormai caldo, gli insetti volano e si riscaldano sulle siepi rigogliose. Nelle campanule al mattino presto si possono scorgere i maschi addormentati della Melitta, un ape solitaria, mentre sui terreni sabbiosi, con le zampe cariche di polline, un’altra specie di ape (la Halictus) fa ritorno alla sua tana. Le notti più corte dell’anno spingono gli animali notturni a fare capolino anche durante il giorno rendendone più facile l’avvistamento e l’osservazione: preferibilmente la mattina molto presto o la tarda sera la volpe esce per la caccia, commettendo vere imprudenze, intanto che le giovani civette e i gufi intonano i loro versi lamentosi.
Luglio
Al mattino presto nei boschi è possibile osservare gli scoiattoli: la stagione degli accoppiamenti è arrivata al culmine: con molta fortuna è possibile assistere a qualche zuffa tra due rivali in amore. Le ombrellifere fiorite sono il migliore punto di osservazione, invece, per chi voglia ammirare gli insetti: api, mosche, farfalle e moltissime specie di coleotteri si radunano su questi fiori, come anche sui cardi e sulle ortiche, alla ricerca di cibo. Le rane saltellano sulle rive dei corsi d’acqua dove prima nuotavano come girini. Anche le pozze d’acqua sono un luogo ideale per gli appostamenti: uccelli e piccoli mammiferi vi si recano per abbeverarsi e rinfrescarsi. Poiane e nibbi volteggiano in cielo approfittando delle correnti ascensionali a caccia di prede: i giovani uccelli, nati in quest’anno, cominciano la loro vita in una maniera veramente avventurosa…
Agosto
I rovi fruttificano e le more diventano un pasto appetibile per tutti i golosi, dagli insetti alle volpi che ne sono particolarmente ghiotte. I conigli portano a spasso le loro famiglie numerose cercando di mettere in guardia i piccoli dai possibili pericoli: tutti i giovani animali sono in linea teorica più facili da avvistare perché più inesperti e più imprudenti: è una regola che vale per gli appassionati osservatori della natura, ma purtroppo anche per i predatori che in questa stagione trovano cibo abbondante di cui nutrirsi. A fine mese i rondoni cominciano ad allontanarsi. Molti animali hanno terminato il periodo riproduttivo: perdono le livree nuziali, come i gabbiani e i cormorani, cantano e si esibiscono di meno. il rumore comunque non manca in questo mese: cavallette e grilli non smettono di frinire, le prime durante le afose giornate, gli altri la sera, mentre i pipistrelli in cielo inseguono insetti e farfalle notturne.
Settembre
Il croco spunta nei prati al termine dell’estate, mentre le rondini cominciano a radunarsi in chiassosi gruppi per la migrazione. La fioritura tardiva dell’edera offre prezioso nutrimento alle api ed a tante specie di farfalle: Vanesse Io, Atalante, Occhio di pavone approfittano dell’ultimo cibo disponibile. Anche i frutti maturi degli alberi, caduti a terra, diventano una fonte preziosa di nutrimento per tutti gli animali che devono fare provviste di vivande e di grasso per l’inverno: sorbo, sambuco, susine, more sono pronte per le ultime scorpacciate prima dell’arrivo della stagione fredda. Forte come il ruggito di un leone si ode verso la fine del mese in montagna il bramito del cervo, uno spettacolo che tutti gli appassionati di natura non dovrebbero mai perdere.
Ottobre
È la stagione dei funghi, che in questo mese spuntano più numerosi che nel resto dell’anno, ma è anche il mese delle castagne, delle noci, delle nocciole e delle ghiande, che offrono nutrimento e provviste per l’inverno a scoiattoli, cinghiali, ghiandaie, a piccoli e grandi roditori in genere. I topi campagnoli scorazzano sotto le foglie secche, mentre il gheppio e la poiana scrutano il terreno attenti a questi piccoli movimenti e alla ricerca di qualche animaletto imprudente per garantirsi il pasto. Gli uccelli di passo sono in partenza per la migrazione o sono già in volo, diretti verso sud.
Novembre
Le giornate si accorciano e le temperature si abbassano: le foglie sugli alberi assumono, prima di cadere i loro bellissimi toni autunnali: giallo, arancio e rosso, mentre brilla sulle rocce e le radici il verde smagliante del muschio; sui rami, ormai spogli, si radunano in gruppi numerosi storni e fringuelli per trascorrere insieme la sera, mentre oche, gru e anatre hanno già cominciato la loro migrazione verso zone dal clima più caldo; ritornano a tenerci compagnia le pavoncelle radunate in stormi numerosi e dal volo così caratteristico e inconfondibile. Moltissimi insetti si sono già riparati nel sottosuolo: qui passeranno l’inverno in attesa della bella stagione: rovistando il terreno può perfino capitare di imbattersi nella crisalide di qualche farfalla che aspetta pazientemente la primavera…
Dicembre
Molti uccelli hanno lasciato il nostro paese, per andare a trascorrere l’inverno nelle regioni più miti del continente africano, mentre altri, provenienti dal nord, passeranno da noi questa rigida stagione: alzavole, moriglioni, smerghi e quattrocchi raggiungono i nostri stagni all’abbassarsi repentino delle temperature. I gabbiani si trasferiscono dal mare alla città, raggiungendo più miti zone dell’entroterra, i merli e i tordi smuovono rumorosamente le foglie secche alla ricerca degli insetti più tardivi; qualche pettirosso gonfia il proprio piumaggio per mantenersi caldo mentre le cince e altre specie di passeriformi danno la caccia al cibo ormai sempre più scarso. Fioriscono le vivide bacche rosse dell’agrifoglio, mentre sugli alberi il vischio ci annuncia l’inizio del nuovo anno: l’osservazione ricomincia...
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