Neve a Nordest - Super amarcord

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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franconeve
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Neve a Nordest - Super amarcord

Messaggio da franconeve »

Siamo (quasi) tutti d’accordo: la neve ci fa impazzire! E allora perchè non goderci un bell’Amarcord riguardante le nevicate della nostra memoria? Bene, io lancio questa proposta e inizio in prima persona focalizzando la mia attenzione sulla mia terra, il Nordest, per la precisione l’entroterra veneziano. Sono nato nel 1963 e i miei primi ricordi “documentati” (delle agendine che conservo tutt’oggi come autentiche reliquie) risalgono al gennaio 1973. Riguardo il “prima”, io brancolo nel buio; rammento delle grandi nevicate forse risalenti al 1968 (la neve accumulatasi sul poggiolo di casa mia era così alta da impedire a me, bimbetto di 4 – 5 anni, di vedere fuori), e poi una grande nevicata il giorno di Capodanno del 1970 o 1971, e altre cose interessanti ma ancor più perdute nell’oblio della memoria.
Sarebbe bellissimo se qualcuno, magari più attempato di me, riuscisse a essere più preciso su questi eventi e su altri, come una improvvisa nevicata temporalesca di circa mezz’ora intorno al mezzogiorno di un giorno d’ottobre (!!!) di fine anni ’60. Amici veneziani, vi ricordate qualcosa di più preciso su questo evento?
E poi ho raccolto la testimonianza di più persone anziane le quali mi assicurano che a Venezia ci sia stata, circa 80 anni fa, una nevicata con tanto di centimetri accumulati al suolo, ai primi di maggio! :shock: A voi risulta qualcosa?
Con i prossimi interventi inizierò a ripercorrere le tappe della mia memoria dal 1973 a oggi, sempre se voi amici, e mi riferisco in particolare ai bravissimi (e spesso pazientissimi) moderatori, riterrete che valga la pena di tenere aperto questo argomento. Se l’opera prenderà corpo cercherò di descrivere le situazioni nevose, anche le più modeste e quindi spesso dimenticate :( , verificatesi nel veneziano (con dati statistici e breve commento sinottico) analizzando alcuni inverni alla volta e garantendo, tempo (d’orologio, non meteorologico...) permettendo, uno o due interventi alla settimana. Ben vengano correzioni e informazioni più complete. Un abbraccio a tutti! Alla prossima. Franco :D
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franconeve
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Periodo 1973-1976

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1972-73.
Prima del gennaio 1973 non ho ricordi, lo confesso.
Una modesta nevicata da addolcimento cade per un’oretta abbondante nel tardo pomeriggio del 27 gennaio 1973, dopo un breve flusso da Nordest cui si va a sovrapporre uno scorrimento più mite collegato all’entrata sul Mediterraneo di una saccatura nordoccidentale: temperatura intorno a +2 °C e nessun accumulo.
I primi giorni del marzo 1973 sono caratterizzati dalla crescente influenza di impulsi freddi di origine artica convogliati da un’attiva saccatura scandinava: uno di questi causa una violenta ma breve nevicata temporalesca per una mezz’ora a metà pomeriggio del 9: larghe falde, forte Bora, temperatura in picchiata dagli iniziali +10 °C fin verso i +3 °C. Nessun accumulo.
Situazione sinottica molto simile anche nella fase centrale del mese successivo, aprile, quando un attivissimo fronte artico temporalesco transita nel primo pomeriggio del giorno 13 causando una violenta precipitazione a carattere di rovescio nelle prime ore pomeridiane la quale, di tanto in tanto, si trasforma in grossi e abbondanti fiocchi di neve bagnata; la temperatura cala bruscamente dagli iniziali +14 °C fin verso i +5 °C. Con tali valori termici nessun accumulo, ovviamente.

Semestre freddo 1973-74.
La fase finale del novembre 1973 è molto fredda con ripetuti afflussi di aria artica: una profonda depressione si scava al Sud e il Veneto rimane generalmente protetto dal maltempo. Tuttavia l’irrompere di un impulso freddo il 29 provoca estesi annuvolamenti con circa +2 °C, Bora debole o moderata e una modestissima precipitazione di gragnuola nelle ore pomeridiane, senza alcun accumulo.
Gli ultimi giorni del mese di febbraio 1974 vedono una estemporanea e non troppo incisiva estensione dell’alta pressione russa verso il Mediterraneo: il successivo sopraggiungere di una depressione dall’Iberia causa pochissime faville da addolcimento verso l’ora di pranzo e poi l’ora di cena del 1° marzo, senza nessun accumulo e valori termici intorno a +3 °C.

Semestre freddo 1974-75.
Nulla di nulla! :shock: :cry: :shock: :cry: :evil: :evil: :evil:

Semestre freddo 1975-76.
Finalmente si cambia registro! Gennaio freddo quello del 1976, con un VP molto disturbato dopo l’iperattività dei primi giorni; la ripetuta discesa di attive saccature artiche causa fra l’altro un bel temporale nevoso, con tanto di lampi, tuoni e raffiche di vento, nella sera del 24: la temperatura scende in un paio d’ore da +6 °C a +2 °C e la pioggia intensa si trasforma presto in una neve bagnata e sferzante che cade per circa3 ore, dalle 20 alle 23; non si è registrato nessun acumulo, mentre ricordo benissimo le belle nuvole bianche che si rincorrevano veloci stagliandosi sul nero cielo notturno a fine episodio.
Tra il 26 e il 29 gennaio l’influenza artica si accentua e i valori termici calano sensibilmente; l’inserimento di un’attivissima depressione iberica in rapido spostamento verso Est-Nordest provoca i primi annuvolamenti la sera del 29; con temperature intorno a +1 °C verso le 10 del 30 inizia a nevicare a intermittenza, con una discreta ventilazione di Bora; questa bella nevicata da addolcimento si intensifica nelle ore pomeridiane, con temperature scese a circa 0 °C, raggiungendo il proprio acme verso le 19.00, quando si trasforma in pioggia sotto l’incalzare del vento marittimo risalente l’Adriatico. Accumulo di circa 5 cm. La circolazione depressionaria rimane comunque abbastanza fredda e nei giorni successivi, con temperature di +2 o +3 °C, si hanno altre 2 modestissime cadute di neve: una mezz’oretta di gragnuola la mattina dell’1 febbraio, nevischio misto ad acqua la mattina del 2.
Un’alta pressione continentale europea convoglia dopo il 10 febbraio 1976 un moderato flusso freddo sull’Italia: l’allungarsi di una saccatura dalle Isole britanniche verso il Mediterraneo occidentale la smantella il giorno 13 ma provoca una bella nevicata da addolcimento sulla nostra zona: nevischio e +3 °C verso le 16, poi rapida trasformazione in neve che cade moderata fino all’1 di notte, con valori termici poco superiori allo 0 °C e un accumulo di circa 4 cm.; poi diventas pioggia.
La nevicata più bella di questo triennio è quella del marzo 1976. Fin ai primi del mese un lembo dell’alta russa, ben spalleggiato da una depressione scavatasi sui Balcani, convoglia aria molto fredda sull’Italia. L’8 entra franca una depressione originatasi sulle Baleari e provoca una nevicata da addolcimento davvero notevole: il richiamo sciroccale alle basse quote è modesto, quasi ininfluente, così la neve cade indisturbata dalle 10 del giorno 9 per oltre 24 ore consecutive, con poche pause e valori termici che oscillano tra 0 °C e +2°C. E’ una precipitazione spesso placida, a larghe falde, a tratti molto abbondante, che alla fine avrà depositato circa 15 cm. :D :D :D Qualche altro fiocco cade anche nel pomeriggio del 10. A presto! Franco :D
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franconeve
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Periodo 1976 - 1978

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1976-77.
Che bella la nevicata del 28 – 29 dicembre 1976! :D :D :D Senza dubbio si è trattato della nevicata più abbondante del decennio, e probabilmente trova posto, se non nella top 10, almeno nella top 20 dell’intero secolo :shock: . Dopo una fase abbastanza lunga caratterizzata dall’influenza di un attivo ciclone atlantico foriero di maltempo e aria molto mite dai quadranti meridionali, appena prima del Natale l’intera struttura depressionaria, molto indebolita, si porta verso i Balcani, favorendo un graduale abbassamento termico. Intanto un ramo dello sbrindellato VP, che a metà mese aveva favorito la fase caldo – umida sbilanciandosi verso l’Iberia, si spinge con vigore verso l’Europa centro – orientale, ben spalleggiato da una risalita anticiclonica che in pochi giorni crea una situazione di blocking atlantico; la porta occidentale è chiusa e si apre quella scandinava: diversi impulsi, con effetti più che altro favonici, si dirigono verso l’Italia, tanto che il 27 è una giornata bella ma davvero fredda su gran parte del Nord. Intanto il muro anticiclonico aveva mostrato una falla all’altezza del Portogallo e una piccola depressione, in conseguenza dell’entrata di aria instabile oceanica e di una goccia fredda antizonale dalla Francia, si era formata sulle Baleari; nel suo movimento verso Est-Nordest, aveva iniziato a pompare aria umida e mite verso il nostro paese. I primi strati compatti invadevano i cieli già nella notte, e nella prima mattinata del 28, con circa –1 °C, iniziava la nevicata, destinata a durare fino alle 20.00 del giorno successivo (!!!). Il 28 era segnato da una classica nevicata da addolcimento, con un cielo molto chiaro tanto da far intravedere il pallido disco solare, almeno fino a metà giornata. Le temperature salivano di un paio di gradi. Col sopraggiungere delle prime ombre pomeridiane la precipitazione si intensificava facendosi anche più grossa, e ammantava bene tutto il paesaggio, complice un ritorno delle temperature poco al di sotto dello zero. Intanto si scavava la pressione e un bel minimo andava a posizionarsi tra Toscana e Umbria, avvettando sempre più aria mite e umida che nella notte intensificava ulteriormente la nevicata, davvero molto fitta, ma allo stesso tempo alzava i valori termici sino a sfiorare i +2 °C; quando eravamo ai limiti della trasformazione in pioggia, ecco il colpo di scena: l’ennesimo impulso gelido in rotolamento dalla Scandinavia verso Sud – Sudest entrava di prepotenza nella circolazione depressionaria, nel frattempo traslata verso Est di quel tanto sufficiente a far cessare il richiamo caldo e a instaurare un flusso di intensa Bora scura che dal primo mattino del 29 trasforma la nevicata in un’autentica bufera: ore e ore di blizzard con temperature che tornano prossime allo zero e vento sibilante lasciano a terra un manto complessivo di quasi 25 cm. Nella notte successiva il tempo migliora, le temperature precipitano a – 4 °C, nella mattinata scende ancora qualche fiocco e in serata nuovo crollo termico fino a –8 °C. Comunque il flusso artico è finito, la breccia portoghese si è ormai aperta e il 31 entra una depressione con un flusso sciroccale che comunque, la sera del 31 stesso, ci regala un’ultima oretta di neve fina fina, destinata presto a divenire acqua.
Gennaio è avarissimo: rade e finissime faville, scese da un cielo oltretutto molto chiaro, si fanno vedere per circa un’ora a metà giornata il 20, con temperature comunque di +3 °C, grazie a correnti caldo – umide che fanno la barba a una depressione iberica tesa a scalzare un’alta pressione centroeuropea che aveva avvettato un po’ di aria fredda nei giorni precedenti.
Per rivedere il bianco incanto bisogna andare alla fine di marzo: dopo un’onda di calore anticiclonica forse imbattibile, culminata il 24 con una massima di +25 °C (!), già dal 25 si nota una forte vivacità di una depressione che dalla Finlandia lancia una propaggine verso Sudovest andando via via ad abbracciare gran parte dell’Europa, mentre l’alta azzorriana rompe il proprio matrimonio con l’Africa e inizia a flirtare col Polo: la conseguenza è un rapido e intenso peggioramento che inizia tra il 27 e il 28 a carattere ancora caldo e umido, vista la disposizione sudoccidentale delle correnti; ma nella mattinata del 29 irrompe l’aria fredda che scava una profonda depressione proprio nel cuore del Mediterraneo: tracollo termico (da +13 °C a +4 °C in alcune ore), pioggia e fortissima Bora scura. Ciò prosegue anche il 30 quando, dopo una temporanea attenuazione dei fenomeni, nel pomeriggio l’intrusione di un nuovo bolide artico riattiva il maltempo con altre raffiche di Bora, riabbassa le temperature da +7 °C fino ai +2 °C serali, e proprio di sera, dopo alcune ore di fiocconi frammisti alla pioggia pomeridiana, cade una nevicata di circa due ore a carattere quasi di bufera, che però non imbianca.
Ultima segnalazione: una situazione sinottica molto simile si ripete anche a inizio aprile e alcuni conoscenti di Caorle giurano che il giorno di Pasqua (10/04/1977) lì è nevicato per alcune ore nella mattinata con apprezzabile accumulo al suolo. Io dove abitavo all’epoca (Mestre) non ricordo neve; qualcuno può aiutarmi a districare la matassa?

Semestre freddo 1977-78.
Un buon insediamento anticiclonico sull’Europa centro-orientale avvetta un po’ di aria fredda tra il 3 e il 5 dicembre 1977 sull’Italia, subito incalzato da una penetrazione depressionaria atlantica che da occidente si fa strada convogliando aria mite e umida sopra il cuscinetto freddo il 6; risultato: breve e debole nevicata da addolcimento il 6 mattina, con valori termici poco superiori allo zero e lievissimo strato bianco prima della trasformazione in pioggia.
Avarissimo di neve gennaio: pochi fiocchi bagnati per circa 15 minuti la mattina del 18, con quasi +4 °C, a causa di una piccola goccia fredda inserita in un ampio ambiente depressionario atlanico.
Meglio va a febbraio. Si inizia con una breve e debole nevicata nella tarda nottata sul 2: alcune ore di neve moderata con un paio di gradi al di sopra dello zero, per un impulso all’interno di un letto depressionario umido e freddo, tipica situazione atlantica nodoccidentale. Appena 1 cm. di manto.
Prima del 10 un redivivo anticiclone nordeuropeo avvetta un po’ di aria fredda verso l’Italia, così il 10 stesso l’entrata dell’immancabile depressione iberica è causa di una modesta nevicata da addolcimento nella mattinata, con fiocchi a intermittenza e due gran fiammate, una tra le 7.30 e le 8.00, un’altra tra le 13.00 e le 14.30, prima della trasformazione in pioggia che scioglie i 2 cm. scarsi di manto. Discreta ventilazione orientale e valori termici in progressiva risalita dagli 0 °C del mattino ai +2 °C delle ore centrali.
L’interazione fra correnti fredde avvettate da Est grazie all’allungamento dell’alta nordeuropea e le sempre più pronunciate spinte occidentali miti e umide è causa anche altre 2 modeste nevicate.
La prima si verifica il 16, con valori termici fra i +2 °C e +4 °C, e dura per gran parte della giornata, ma è debolissima, faville davvero rade e sottili spesso miste a pioggia. Si intensifica e diviene solo neve alla sera, tra le 19.30 e le 21.30, lasciando su auto e qualche tetto un leggerissimo strato.
La seconda avviene il 19, prodromo della franca, tiepida entrata delle depressioni atlantiche: unitamente a una certa ventilazione orientale, per gran parte della mattinata si alterna nevischio a pioggia, e per un paio d’ore nel pomeriggio nevica piuttosto forte, lasciando a terra un manto di un paio di cm.; i valori termici calano da quasi +4 °C della prima mattinata a +2 °C del pomeriggio. A presto per altri aggiornamenti. Franco :D
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franconeve
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Periodo 1978-80

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1978-79
Dicembre si apre con ripetuti apporti freddi causati dal collasso del VP già a fine novembre: alte pressioni sbilanciate verso Nord e depressioni a zonzo tra il Mediterraneo e i Balcani, con temperature davvero basse. Il 7 si manifesta la franca volontà di entrata sul Mediterraneo di una complessa depressione atlantica capace di causare un’importante nevicata da addolcimento tra l’8 e il 9: è una nevicata placida, senza vento, con valori costantemente al di sotto dello zero di 1 o 2 gradi, che attacca subito e dura dal mezzodì dell’8 alla tarda nottata sul 9, con rari intervalli, il più lungo dei quali in serata, dalle 19.00 alle 21.15 circa. Quasi 10 cm. di manto.
Un forte anticiclone ben posizionato sull’Europa centrale è invece causa della nevicata da Bora scura del 19 e 20 dicembre: l’avvezione fredda, iniziata con cieli coperti, vento forte e crollo termico già il 18 (valori che scendono da quasi +9 °C del mezzogiorno a + 3 °C della sera), scava una depressione proprio sull’Umbria e il 19 è all’origine di una nevicata accompagnata da forte vento nordorientale e temperature comunque quasi sempre al di sopra dello zero da mezzo grado a quasi 3 gradi. La neve, davvero intensa nella prima mattinata, si alterna a pause, a fasi di pioggia, e dura con questi intervalli sino alla tarda notte sul 20. Il manto deposto a terra è stato di 5 – 7 cm.
Gennaio interessante quello del 1979: il Nordeuropa già a fine dicembre si era raffreddato in modo vistoso e un importante allungamento dell’alta russo-siberiana dominava in senso antizonale appena al di sopra del 50° parallelo; al di sotto flusso zonale mite e umido. L’1 gennaio la svolta: un imperioso innalzamento dell’alta azzorriana blocca la porta atlantica e, collegandosi con il dominio altopressorio gelido del Nordeuropa, fa tracimare l’aria freddissima verso il Mediterraneo. Tracollo termico e grande instabilizzazione, con numerosi minimi a zonzo per il Mare Nostrum; uno fa cadere poche e rare faville di neve il 4, fenomeno quasi inavvertibile, mentre l’entrata di una piccola depressione dal Golfo di Guascogna organizza una moderata nevicata da addolcimento il giorno 9: iniziano i fiocchi in nottata, con temperature appena sopra lo zero, e la moderata precipitazione prosegue fino a mezzogiorno, alternandosi a pioggia o nevischio, prima del definitivo passaggio a pioggia; accumulo di circa 3 cm.
Ma la circolazione resta sempre molto fredda e altri apporti avvettati dall’alta nordeuropea creano un altro cuscinetto gelido in attesa che una nuova depressione, questa volta più organizzata e di diretta provenienza marocchina, entri il giorno 20, coprendo i cieli con i classici strati da addolcimento; tuttavia non nevica; la neve cade invece debolmente in nottata, poi cessa e riprende la mattina del 21, debole o moderata, intensificandosi verso le 10.00 e mostrandosi piuttosto fitta prima di cessare e passare a pioggerella attorno al mezzogiorno; la temperatura ha oscillato dagli 0 °C del mattino ai +2 °C a fine fenomeno; manto di circa 3 cm.
E’ invece un classico transito perturbato da Nordovest, un fornte nordatlantico, a causare la nevicata debole o moderata caduta fra la sera del 28 febbraio e la notte sul 1° marzo; un preesistente flusso abbastanza freddo convogliato da un’espansione dell’alta atlantica verso Nordest aveva creato condizioni favorevoli; il 28 il tempo è buono fino al pomeriggio, con circa +8 °C di massima; nonostante l’incipiente e rapido annuvolamento, la temperatura si porta a sera inoltrata a un paio di gradi sopra lo zero e consente quindi la precipitazione solida, che lascia come eredità appena un lievissimo strato su tetti e automobili.

Semestre freddo 1979-80
La prima nevicata è un fenomeno da addolcimento il 5 gennaio. Si veniva da un periodo freddo, inizialmente favonico, con frequenti irruzioni nordeuropee convogliate da un’alta azzorriana molto propensa ad elevarsi disturbando il VP; l’arrivo di un fronte dalle Isole britanniche causa uno scorrimento più mite sul cuscinetto freddo e la relativa nevicata che dura per tutta la serata, fino a trasformarsi in pioggia verso la mezzanotte. Fenomeno appena moderato, verificatosi con temperatura appena sopra lo zero, ha causato un manto di un paio di cm.
Le evoluzioni azzorriane molto sviluppate verso Nord e verso Est sono causa, nel prosieguo del mese, del consolidarsi di una zona a pressione piuttosto alta su tutta la fascia centro-settentrionale europea, la quale avvetta aria fredda da Est-Nordest sul Mediterraneo, causando l’approfondirsi di una depressione sulle nostre regioni centrali; l’entrata di un bolide artico provoca una breve ma forte nevicata con gran Bora scura la mattina del 12: dopo qualche fiocco portato dalle raffiche di vento fin dalle 9.00, si scatena una vera bufera dalle 11.30 alle 13.30, prima che il fenomeno si attenui e cessi in breve tempo. Attecchisce un manto di un paio di cm. soltanto a causa dei valori termici aggirnatisi attorno a +2 °C.
La fine dell’ondata di freddo di estrazione orientale è segnata da una nevicata da addolcimento il giorno 15: un paio di cm. caduti nelle ore notturne, con vento abbastanza intenso dai quadranti orientali, divenuta presto pioggia stante il sensibile aumento della temperatura portatasi da 0 °C della notte a +2 °C già in mattinata; infatti il tutto era governato da un’attiva depressione originatasi sul mediterraneo centro-occidentale per un’ennesima discesa fredda nordeuropea verso le Baleari, capace di attivare un temporaneo richiamo sciroccale :( prima del successivo calo termico :) .
A presto. Franco
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franconeve
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Periodo 1980-83

Messaggio da franconeve »

Intanto devo ringraziare le tantissime persone che, lo vedo dai dati del Forum, stanno contattando questo mio post. :D :D Grazie davvero, ma fate anche voi qualche intervento, confrontiamoci su un argomento così affascinante, ragazzi!

Semestre freddo 1980-81
Grande novembre quello del 1980, con un esordio bruciante, anzi... gelante. Negli ultimi giorni di ottobre la discesa di un impulso freddo da Nord era stata seguita da un forte aumento pressorio sull’Europa centro-settentrionale con lunga espansione di un ramo dell’alta russa verso Sudovest. La contemporanea entrata di un’organizzata depressione dal Portogallo favorisce nei primi giorni del mese un robusto richiamo di correnti orientali fredde su cui va a scorrere l’aria mediterranea convogliata dal minimo in avvicinamento; il 3 inizia dunque a nevischiare nel tardo pomeriggio con discreta ventilazione di Bora, poi la precipitazione si manifesta debole o moderata a intervalli e mista a pioggia fin verso le 23.00 quando diventa neve sola che cade per l’intera nottata tra debole e moderata; i valori termici calano dai +4 °C del pomeriggio fino a 1 solo grado sopra lo zero; il mattino del 4 ancora fiocchi intervallati a pause o pioggia, sempre con Bora sostenuta e valori termici di qualche grado sopra lo zero; il canto del cigno è una mini-bufera tra le 13.00 e le 14.00, poi nevischio e infine pioggia, complice il graduale rialzo termico. Di poco conto gli occasionali accumuli, non superiori a 1 cm.
Dicembre 1980 si apre con un ramo del VP furiosamente proteso verso il Mediterraneo a lanciare impulsi via via più gelidi; un fronte più organizzato valica le Alpi da Nord il giorno 3, quando nevica dalla tarda nottata fino alla serata: oltre 12 ore di neve appena moderata, tipica precipitazione abbastanza modesta delle perturbazioni provenienti da Nord, con qualche pausa e senza particolari intensificazioni; aria calma e temperature oscillanti dallo zero a un paio di gradi al di sopra completano il quadro di questa nevicata che ha lasciato circa 3 cm. di accumulo.
Altro fronte artico il 7, tutt’altra storia: sfuriata di Bora, calo termico in poche ore da +4 °C a 0 °C e poche faville a spasso per l’atmosfera dalle 20.00 per circa mezz’ora, quasi da non accorgersene.
La prima parte di gennaio 1981 è caratterizzata da un’azione bloccante dell’hp azzorriana ben elevatasi a inviare ripetuti flussi freddi verso Sud; la solita penetrazione depressionaria iberica, tra l’altro incalzata da un ennesimo sbuffo freddo nordeuropeo, è causa nella notte sul 13 di un’abbondante nevicata da addolcimento che lascia a terra circa 6 cm. prima di trasformarsi in pioggia in seguito al rialzo termico dagli 0 °C iniziali.
Il ripristino della circolazione settentrionale è accompagnato da qualche favilla a spasso per l’aere la mattina del 15 in occasione del passaggio di un fronte abbastanza moderato da Nordovest.
Interessante il fenomeno temporalesco pomeridiano del giorno 5 febbraio: un fronte di aria fredda da Nordovest, favorito dall’elevazione dell’hp azzorriana, irrompe sul Triveneto causando un’intensa manifestazione tipica più della stagione calda che dell’inverno. In breve il cielo viene invaso da nubi scurissime, si alza un vento forte o molto forte da settentrione, lampi, tuoni, pioggia, brusco calo termico da +10 °C fin verso i 2 o 3 gradi sopra lo zero, e... tra le 16.00 e le 17.00 grandi e abbondanti fiocconi di neve frammisti all’acqua! Poi, di nuovo cielo sereno e aria tersa. Nessun accumulo, ovviamente.
L’1 e 2 marzo cadono a tratti piccole faville così debolmente da passare spesso inosservate, con valori termici di 3 o 4 gradi superiori allo zero e all’interno di una moderata confluenza tra aria continentale e oceanica, stante una moderata, ampia depressione insediatasi sul Mediterraneo centrale.

Semestre freddo 1981-82
Una sarabanda di ondulazioni depressionarie, spesso molto pronunciate, caratterizza gran parte del dicembre 1981; un vortice, transitato il 18, è seguito da un promontorio mobile molto sviluppato verso Nord, causa di un breve ma corposo flusso freddo; la successiva depressione occidentale causa una bella nevicata da addolcimento il 21, con valori termici costantemente intorno allo zero; la neve, all’inizio fina e debole, comincia verso le 8.00 e dura oltre 12 ore, intensificandosi a tratti e scendendo a fiocchi via via più grossi portati da una modesta ventilazione settentrionale; come spesso accade negli addolcimenti la fase più intensa, davvero molto forte, si colloca in serata prima della trasformazione in pioggia, stante il lieve ma progressivo aumento termico; manto di circa 7 cm.
Poca la neve di gennaio: 2 brevi e debolissime precipitazioni il pomeriggio dell’8 e il mattino del 9, e una un po’ più consistente con lievissimo accumulo la notte sull’11, il tutto nell’ambito di una circolazione depressionaria fredda posizionatasi sulle nostre regioni e foriera di alcuni giorni con temperature, anche diurne, molto vicine allo zero.
Notevole invece l’episodio di febbraio. Un’hp scandinava troneggia fin da metà mese sul Nordeuropa e lancia un consistente blocco artico continentale verso il Mediterraneo a partire dal 19; il 20 la Bora trascina a tratti con sè alcune faville, ma soprattutto prepara un ottimo cuscinetto gelido in attesa che la struttura altopressoria si ritiri verso Nord smantellata, almeno alle nostre latitudini, da una notevole saccatura nordatlantica che si fa strada attraverso la Francia. Quando un bel minimo si posiziona sul Golfo del Leone, ecco che inizia la nevicata da addolcimento; ciò accade la tarda serata del 23, a larghe falde, e continua per l’intera notte fino alle 9.00 del mattino successivo, accumulando oltre 10 cm. di manto. Poi ancora fasi di neve frammista a nevischio o pioggia fino al primo pomeriggio; il bianco manto si scioglie abbastanza per l’aumento progressivo delle temperature dagli 0 °C della notte fin verso i +4 °C. Tuttavia il calo termico serale è causa di una nuova intensificazione nevosa dalle 18.00 sino alla notte inoltrata sul 25, con un altro paio di cm. accumulati. Poche faville di nevischio infine a metà mattina.

Semestre freddo 1982-83
Solo febbraio ci regala un po’ di neve in questo tiepido :( inverno. Nei primi giorni del mese una buona erezione altopressoria atlantica getta dell’aria fredda da Nord verso di noi preparando il cuscinetto ideale per la nevicata da addolcimento della notte sul 6. Si tratta di una moderata nevicata iniziata poco prima della mezzanotte e finita verso le 8.00 del mattino, fatti salvi pochissimi fiocchi caduti anche nel pomeriggio; la nevicata è stata accompagnata da una certa ventilazione settentrionale, valori termici scesi dai +2 °C della sera agli 0 °C della nottata e ha causato un accumulo intorno ai 6 cm.; il tutto è stato provocato dallo scorrimento di aria umida e mite da Sudovest convogliata dall’allungamento di una saccatura britannica alimentata comunque da aria abbastanza fredda la quale nei giorni successivi stazionerà a lungo sul Mediterraneo nel seno di un’ampia depressione centrata sui nostri bacini meridionali, causa di un prolungato anche se blando maltempo prevalentemente piovoso; tuttavia brevi episodi di neve debole o neve mista a pioggia si avranno il mattino del 10 e il pomeriggio dell’11, con valori termici di 3 o 4 gradi oltre lo zero.
Un’altra moderata depressione atlantica interviene con correnti sudoccidentali su un modesto cuscinetto freddo accumulatosi a fine mese per infiltrazioni settentrionali causate dall’ennesima elevazione dell’hp azzoriana: la sera del 26 la pioggia viene sostituita per un paio d’ore da una nevicata dapprima mista e poi pura, ma di intensità appena moderata e senza accumulo di alcun manto, stanti anche le temperature di alcuni gradi superiori allo zero. :D :D
Alla prossima!
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franconeve
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Periodo 1983-85

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Semestre freddo 1983-84
Il mese di dicembre inizia con una notevole propensione ad elevarsi verso alte latitudini da parte dell’hp delle Azzorre. Ciò disturba non poco il VP che a più riprese lancia nuclei depressionari verso l’Europa centromeridonale, fino al Mediterraneo che è sede di un diffuso e abbastanza cospicuo calo termico. Spesso i fenomeni collegati all’arrivo di queste saccature da Nord-Nordovest sono deboli, ma il giorno 9 un fronte più organizzato scende dall’Inghilterra abbordando la penisola e favorendo poi, nella mattinata del 10, una modesta nevicata. La precipitazione, a faville abbastanza fini, inizia verso le 10.00 e cessa poco dopo le 13.00, alternando fasi deboli e moderate; La temperatura sale progressivamente dagli iniziali 0 °C fin verso i +3 °C; scarsissimo l’accumulo, peraltro subito sciolto dalla pioggerella sopravvenuta nel pomeriggio.
Il flusso freddo si intensifica nei giorni successivi, complice un’espansione dell’hp russa verso Sudovest: il notevole cuscinetto freddo che si crea causa una bellissima nevicata da addolcimento il 16, in occasione dell’arrivo di una forte depressione molto organizzata al largo delle coste iberiche e caratterizzata sul suo lato orientale da un intenso richiamo di venti meridionali, dapprima ancora freddi (il classico Scirocco freddo), poi via via più miti. Nevica comunque, nevica dalle prime ore della notte del 16 fino all’ora di pranzo, con una discreta ventilazione orientale e con valori termici che lentamente salgono dai –2 °C della notte ai +1 °C del primo pomeriggio quando avviene la trasformazione in pioggia. La precipitazione, da moderata a intensa per tutta la sua durata, ha lasciato al suolo un accumulo di circa 12 cm.
Avaro di neve il gennaio 1984; l’unica precipitazione di un certo rilievo avviene nella notte sul 20, dalla mezzanotte alle 3.00, quando, grazie a un progressivo calo termico fino a un solo grado sopra lo zero, una pioggia abbastanza intensa si trasforma gradualmente in nevischio dapprima e poi in neve a fiocchi molto grossi che depositano un manto di un paio di cm.; il fenomeno si verifica in occasione dell’arrivo di uno dei fronti atlantici nordoccidentali lanciati sull’Italia da un’attiva depressione oceanica posizionata a Nordovest del continente, fronte collegato ad aria polare marittima fredda che scava una piccola depressione proprio sul Mediterraneo centrale.
Questo lungo trend prevalentemente piovoso, causa però altre due deboli manifestazioni nevose la sera del 22 e la mattina del 24, quando grossi fiocchi misti ad acqua scendono per breve tempo, senza ovviamente causare alcun accumulo, e con valori termici di circa 3 gradi sopra lo zero.
Febbraio vede nella sua fase centrale un’intensa avvezione fredda continentale causata da una franca espansione verso il Mediterraneo dell’hp russa. Il successivo ritiro verso Est dell’hp e l’avvicinarsi abbastanza imperioso di una ben organizzata depressione dalle coste atlantiche francesi provoca una discreta nevicata da addolcimento tra le 4.00 e le 12.00 del 22; è una precipitazione accompagnata da una modesta ventilazione nordorientale e alterna fasi a diversa intensità, ma prevalentemente moderata; essa inizia con valori termici di 0 °C e cessa quando le temperature già si avviano a superare i +3 °C; l’accumulo è intorno ai 5 cm.
Interessante il fenomeno nevoso del 3 marzo. La prepotente risalita dell’hp azzorriana verso la Groenlandia fin dagli ultimi giorni del bisestile febbraio, provoca come risposta una discesa fredda di aria artica marittima convogliata da una saccatura in sviluppo dalla Scandinavia, un bel ramo del VP, in sostanza. Una prima entrata instabile, shiftata verso Ovest, scava una piccola depressione sulle regioni centrali italiane il 2, depressione che funge da risucchio per un successivo, intenso fronte artico che abborda le Alpi nella notte sul 3: inizia a piovere molto intensamente, le temperature calano rapidamente partendo da circa +10 °C e si leva un forte vento di Bora; nella mattinata, verso le 9.00, quando le temperature hanno raggiunto i +3 °C, ecco la repentina e spettacolare trasformazione in neve: che tormenta, ragazzi! Fiocchi grossi e abbondanti a oscurare un’atmosfera violentata dal vento, mentre l’aria è squassata anche da alcuni tuoni come nel miglior temporale estivo, e la temperatura scende fin verso +1 °C. Il tutto dura fino all’ora di pranzo, lasciandoci il regalo di un bel manto soffice di quasi 10 cm., molti di più negli angoli esposti all’intensa Bora scura.

Semestre freddo 1984-85 (APOTEOSI DEL FREDDO E, IN MINOR MISURA, DELLA NEVE) :D :shock: :D :shock: :D :shock:
Non è un gran che il mese di dicembre 1984; verso Natale una prima avvezione di aria polare marittima fredda convogliata dal gioco tra l’hp atlantico in fase d’erezione e un ramo del VP proteso da NW verso l’Europa fa calare le temperature e un secondo moderato impulso giunto il giorno 27 ha due effetti: causare una breve, debole nevicata molto bagnata verso l’ora di pranzo, con valori termici di quasi +4 °C, e poi, nel suo gettarsi nel cuore del Mediterraneo centrale, scavare una profonda depressione sul nostro meridione. Da qui inizia un primo richiamo di correnti tese orientali che abbassano ulteriormente i valori termici per fine anno.
Con l’esordio del gennaio 1985 (IL MITICO!) si accentua lo sviluppo meridiano dell’hp oceanica fin verso il Polo, tanto che un’ondata di caldo eccezionale interessa Islanda e Groenlandia (si iniziano a vedere i risultati di un potente Stratwarming). Il VP è a pezzi e lancia i suoi “resti”, piccoli ma potenti bolidi freddi depressionari, verso Sud. Un primo fronte giunge da N-NW tra l’1 e il 2, senza effetti fenomenici a parte l’accentuazione del freddo, il secondo invece arriva da N-NE, stante l’inizio di una rotazione oraria dell’asse anticiclonico, nella serata del 4 (da notare che in mattinata un rapidissimo passaggio nuvoloso da Est aveva lasciato cadere una breve, debole nevicata in un’atmosfera vaporosa di nebbia gelida, con un paio di gradi al di sotto dello zero).
Ma ecco l’epopea da raccontare dettagliatamente. Ore 20.00 del 4 gennaio: cielo irregolarmente nuvoloso, -0,5 °C, assenza di vento. Ore 21.00: rapido aumento della nuvolosità, grosse formazioni cumuliformi bianchissime invadono i cieli, inizia a spirare un leggero vento da NE, 0 °C. Ore 22.00: cieli ormai coperti, -0,5 °C, vento debole da NE. Ore 23.00: la bava di Bora si intensifica leggermente e cominciano a mulinare nell’aria i primi fiocchi, -0,5 °C. Ore 24.00: la nevicata è moderata, la Bora soffia moderata e la temperatura è scesa a quasi –2 °C. Ore 00.30 del 5: bufera di neve, quasi un Blizzard, Bora violenta, valori termici in picchiata fino a –5 °C a fine fenomeno che si colloca alle 06.00, accumulo finale superiore ai 10 cm.: è iniziata ufficialmente l’ondata di gelo del gennaio 1985! :D :D :D
Ormai l’evoluzione meridiana – oraria dell’hp azzorriana ha creato un’alleanza con l’orso siberiano che avvetta aria gelida per più giorni da NE. L’Ovest shift di parte dell’aria fredda è fucina di attive depressioni nella zona Gibilterra – Baleari, nuclei questi che si muovono poi verso NE causando vari peggioramenti sulla nostra regione. Il primo nucleo depressionario si forma il 6, e l’8 è proprio centrato sul Norditalia: radi fiocchi iniziano a cadere già nella mattinata, con valori termici vicini ai –9 °C, ma è verso il mezzogiorno che si scatena la nevicata moderata o forte, unita a Bora intensa, e dura fino alla prima serata. Sempre molto basse le temperature, intorno ai –4 °C. La nevicata poi riprende debole o moderata in serata, con vento molto forte di Bora e temperature tra i 4 e i 6 gradi sotto lo zero, e così dura sino alla tarda nottata del 9, con qualche altro rado fiocco verso le 10.15 del mattino. Ulteriore accumulo complessivo di altri 8 – 10 cm.
Nuova shiftata occidentale dell’aria gelida e nuova depressione che si affaccia da SW il 12, ma con maggiore invasività dell’aria mite afromediterranea: ormai l’ondata di gelo mostra segni di stanchezza, comunque il 13 nel tardo pomeriggio inizia a nevicare in modo debole o moderato per circa 3 ore ma con valori termici di un paio di gradi superiori allo zero. In serata smette ma si è di nuovo levata una forte Bora e la temperatura si è riportata poco sottozero. In nottata giunge il nucleo depressionario e la forte Bora accompagna la ripresa della neve, una neve fina e a tratti abbastanza fitta, che cade fino alle 14.00, con temperature sempre comprese tra i –3 °C e gli 0 °C: la nevicata, lasciandoci un ulteriore accumulo di circa 4 cm. ha rappresentato il canto del cigno di questa ondata gelida la quale comunque ci regala ancora qualche episodio nevoso dalle 15.30 fino a sera con un momento di vera bufera tra le 18.30 e le 19.00.
Anche nella prima mattinata del 15, con valori termici ormai possimi allo zero, qualche fase di neve moderata o temporaneamente forte, poi inizia a piovere misto a nevischio o neve, con fiocchi molto grossi nella prima serata, poi ancora pioggia e nevischio e fenomeni di gelicidio per lo spirare continuo della forte Bora con temperature intorno allo zero. Ma ormai la festa è finita!
In febbraio l’influenza atlantica è predominante ma l’Europa centro-settentrionale resta ancora molto fredda e l’orso ruggisce spesso, distendendosi volentieri verso occidente; così la corrente gelida viene a confluire con le miti depressioni occidentali il giorno 10, quando, dopo una tiepida giornata di pioggia, in serata una autentica tempesta di Bora e ghiaccio paralizza la Venezia Giulia e annuncia anche per il Veneto orientale la trasformazione della pioggia in neve che avviene in nottata col calo termico fin poco sotto gli 0 °C. E’ una nevicata abbastanza modesta e breve, che comunque ricopre il paesaggio di un leggero strato bianco.
La circolazione antizonale fredda prosegue ed è causa di una nuova debole nevicata nella nottata e mattinata del 15, quando un’altra depressione occidentale viene a uno scambio di opinioni con la corrente fredda da Est: precipitazione da debole a moderata che lascia uno strato davvero sottile e poco tenace, stanti i valori termici che oscillano dagli 0 °C ai +3 °C.
Fugace, ultima visita della neve il 17 marzo: da giorni la regione è interessata da una saccatura fredda nordatlantica e nel primo pomeriggio del 17 il passaggio di un impulso instabile abbassa le temperature dai +8 °C fin verso i +4 °C, con un po’ di pioggia; il leggero calo termico prosegue in serata quando poco dopo le 20.00 cadono alcuni fiocchi di neve mista a pioggia, con un paio di gradi sopra lo zero. A presto. :D Franco
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Periodo 1985-86

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Semestre freddo 1985-86
A metà novembre 1985 si stabilisce una configurazione sinottica ideale per il freddo da Est: depressione sull’Italia meridionale e forte anticiclone sull’Europa centro-settentrionale, gradiente barico notevole, flusso da Est-Sudest freddo e molto teso. La risalita della depressione verso Nord provoca una debole nevicata il 18: dopo ore di cielo coperto a metà pomeriggio iniziano a scendere fiocchi in modo debole o al più moderato in un’atmosfera mossa da una Bora davvero intensa. Il fenomeno, a tratti più debole a tratti più importante, si prolunga fino alla serata quando cessa dopo aver appena imbiancato i tetti delle auto. I valori termici, prossimi ai +4 °C a inizio fenomeno, scendono fin verso gli 0 °C in tarda serata.
Avaro di neve il mite mese di dicembre, quando la dama bianca si fa vedere sulle nostre pianure venete solo in un’occasione, il 30; dopo giorni di flussi depressionari molto miti da Ovest, una modesta rimonta anticiclonica sull’Europa atlantica provoca un richiamo più freddo da Nordest al seguito dell’ennesima depressione che il 30 appunto è ben posizionata sull’Italia centrale; la forte pioggia iniziata al mattino con quasi +8 °C, è presto accompagnata da una intensa Bora che fa gradualmente scendere i valori termici sino ai +2 °C del pomeriggio quando l’acqua si trasforma in neve; è neve molto bagnata ma scende con intensità moderata, alternandosi talvolta alla sola pioggia, dalle 17.00 alle 20.00 circa; nella nottata poi riprende a scendere neve bagnata con intensità moderata per un paio d’ore, dalle 4.30 alle 6.30 dell’ultimo mattino dell’anno. Nessun accumulo, ovviamente.
Il flusso atlantico continua anche nei primi giorni di gennaio, ma con una componente più nordoccidentale, e qualche fiocco di neve misto alle frequenti piogge si rivede fugacemente il 2 e il 6.
Verso la fine del mese troviamo invece un’hp termica sempre meglio consolidata alle alte latitudini europee, stretta parente dell’orso siberiano. Frequenti sono i flussi di aria gelida che ci raggiungono da Est-Nordest; uno abbassa le temperature tra il 26 e il 29 quando ormai la poderosa spinta di un intenso ciclone atlantico dal Golfo di Guascogna fa interferire due circolazioni antitetiche: al freddo balcanico si sovrappone la mitezza nordafricana con una ventilazione al suolo intensa dai quadranti orientali; è di questi giorni una fra le più intense nevicate genovesi dell’ultimo secolo! Da noi, più modestamente, gli ultimi sbuffi gelidi che soffiano il 30, prima che lo scirocco abbia il pieno sopravvento, fanno sì che grossi fiocconi talvolta molto fitti si mescolino all’acqua per gran parte della giornata, senza accumuli anche per i valori termici di un paio di gradi sopra lo zero.
La situazione sinottica anche per gran parte di febbraio rimane immutata: gran dominio delle alte pressioni fredde sul Centro - Nord del continente, ingerenze basso atlantiche verso il Mediterraneo; così si origina la nuova fase nevosa del giorno 8, quando una bomba gelida viene attirata dall’ennesima depressione mediterranea e piomba sulla nostra zona nella mattinata con una bufera di neve che da Trieste, asediata dal gelo e dalla Bora, si muove verso Sudovest, attenuandosi; comunque sul veneziano nevica in modo moderato per l’intera mattinata con valori termici tenuti di un paio di gradi al di sotto dello zero dal vento gelido; poi seguono quelle schiarite che favoriranno il successivo forte gelo pomeridiano e serale con ghiaccioli stile scandinavo a pendere da lampioni e cornicioni impreziosendo un paesaggio già reso magico da 3 – 5 cm. di manto accumulatosi.
La situazione è profondamente depressionaria e ancora qualche rado fiocco di neve scende nel pomeriggio del 9; ma è il 10 il giorno più nevoso della serie: nuova bomba gelida che con moto retrogrado impegna il settentrione e causando una nevicata fitta, talvolta a carattere di bufera, dal mezzogiorno alla prima serata, sotto una Bora di discreta intensità e temperature che scendono gradualmente dai +4 °C a inizio fenomeno fino agli 0 °C serali. Altro accumulo di 4 – 5 cm.
Il susseguente movimento verso Est di tutto l’impianto depressionario mantiene un teso Nordest sulla regione, con valori termici bassini così, alla prima nuova ingerenza atlantica, che si manifesta dal giorno 14 con una bella, classica perturbazione piuttosto veloce da occidente, ecco ricomparire la neve che cade il 15 dal primo mattino fino all’ora di pranzo con intensità anche moderata e temperature tra gli 0 °C e i +3 °C. Non molto rilevante il manto, un paio di cm. appena.
Neppure il tempo di respirare ed ecco, il 17, la replica: fase di intervallo anticiclonico il 16, calo termico serale, nella notte sul 17 arriva una nuova, intensa e rapida depressione dall’Iberia che scarica una bellissima nevicata da addolcimento, tra debole e moderata al mattino, forte o talvolta molto forte nel pomeriggio, prima della cessazione e trasformazione in pioggerella alla sera. Soprattutto grazie ai fitti e grossi fiocchi pomeridiani si è avuto un accumulo di 6 – 7 cm. valori termici che hanno oscillato dagli 0 °C della prima mattina a sfiorare i +3 °C a metà giornata, per poi scendere a +1 °C nel pomeriggio, sotto l’incalzare della fitta precipitazione, accompagnata da una modesta ma comunque avvertibile ventilazione di Bora.
L’impianto barico a livello continentale rimane invariato, ma sul Mediterraneo prevalgono per alcuni giorni le correnti miti atlantiche che lasciano poi il posto a una nuova intrusione gelida da Nordest diretta verso la nostra regione a partire dal 24: nuovo crollo termico, con minime di assoluto riguardo fin quasi a –7 °C, e promessa di un’ennesima nevicata appena un’altra, intensa e complessa depressione atlantica non spinge i suoi tentacoli verso levante: il 28 è una giornata rigida e nuvolosa che finisce in gloria con una bella, moderata nevicata da addolcimento che inizia verso le 20.00. Nevica fino al mattino successivo, con qualche pausa notturna, con valori termici oscillanti tra 0 °C e –2 °C, cosicchè si può formare un manto di alcuni cm., tra i 3 e i 4, prima che l’incalzare dello scirocco faccia salire le temperature nel corso della giornata dell’1 marzo quando però si ha anche un episodio di debole gelicidio in mattinata. Alla prossima! :wink: Franco
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Periodo 1986-88

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1986-87
Inverno molto interessante dal punto di vista sinottico, con diverse ondate di gran freddo ma con una sola fase importante di neve per la nostra zona, nella prima parte di gennaio.
Già in dicembre le evoluzioni dell’hp azzorriana, in vistosa espansione verso Nord, avevano fatto passare dei brutti momenti al VP, in parziale e temporanea ripresa tra fine mese e inizio gennaio 1987. Ma ben presto, già dal giorno 3, le correnti occidentali piegano di nuovo a NW e poi a N per una nuova impennata meridiana dell’hp che inizia a manifestare un flirt sempre più pronunciato con l’area artico-scandinava. Il VP è distrutto, bolidi gelidi scendono a ondate ripetute verso il Mediterraneo e le temperature scendono in picchiata. Il 9 si intravede una nuova discesa gelida artico-marittima che si getta nel mare Nostrum con componente piuttosto occidentalizzata creando una vasta depressione che dalle Baleari evolve rapidamente verso l’Italia. Il 9 le prime nubi stratiformi invadono i cieli, ma è nella notte sul 10 che interviene la copertura estesa da cui verso le 5.30 inizia a scendere una bella nevicata da addolcimento che via via si intensifica nel corso della mattinata, sino ad assumere forte intensità tra le 11.00 e le 13.30 quando cessa lasciando spazio alla pioggia. Le temperature prossime allo zero, tra i –1 °C della prima mattinata e i +1 °C del mezzodì, favoriscono un buon accumulo, di circa 6 cm. Ma il bello deve ancora venire. L’intervento delle correnti miti da SE scioglie totalmente il manto nevoso e alza le temperature fino ai +3 °C della prima mattinata dell’11. Intanto la depressione, un autentico ciclone mediterraneo, si è approfondita e si è portata proprio sull’Italia centrale: da lì, a partire dal mattino dell’11, funge da risucchio per l’aria gelida avvettata dall’hp scandinava verso Sud; ecco che la pioggia si trasforma in neve, si alza un forte vento di Bora e presto assistiamo a una elle più intense bufere del decennio. Le temperature scendono per tutta la giornata, portandosi intorno a –2 °C verso sera. La bufera, davvero notevole, dura fino alle 19.00, trasformandosi poi in una semplice nevicata moderata o debole fino alla mezzanotte. Si sono accumulati quasi 15 cm. Qualche fiocco cade anche nella gelida mattinata del 12, quando le temperature scendono in picchiata nel pomeriggio raggiungendo i –8 °C in serata, e senza alcun rasserenamento del cielo. Anzi, una nuova depressione oceanica entra molto veloce da Gibilterra, pronta a interagire con la circolazione gelida insistente sull’Italia: il 13 nuova abbonante nevicata, questa volta da addolcimento, con temperature costantemente sotto lo zero, tra i –6 °C e i –3 °C. Nevica in modo placido e abbondante, in un’atmosfera candida, gelida, nevica dalle 7 alle 16.30, aggiungendo altri abbondanti 10 cm. a quelli già caduti. Intanto anche la nuova depressione si è ben posizionata sull’Italia centrale e attiva una circolazione ciclonica molto intensa con venti di Bora che il 14 e il 15 battono la regione, sia pure con valori termici in rialzo, infatti l’apporto africano delle correnti inizia a farsi sentire. Comunque il 14 cade qualche fiocco alla mattina, a sera i valori termici, che erano saliti a quasi +3 °C, ripuntano verso lo zero e si manifesta l’inizio di un gelicidio che nella notte e nella mattina del 15 è davvero intenso sotto la fortissima Bora che ghiaccia la neve che aveva iniziato a sciogliersi e la pioggia sopraffusa che di tanto in tanto cade. Nella serata del 15 il tempo si fa ancora più instabile e a tratti riprende a cadere la neve, da sola o mista a pioggia: tra le 19.20 e le 19.40 assistiamo a una vera bufera di nevischio sottilissimo che porta la visibilità quasi a zero, così come vicina a zero si mantiene la temperature. E’ davvero un fenomeno impressionante, da bolgia dantesca, e dura fino alle 19.45. Verso le 21.00 cade per mezz’oretta ancora del nevischio e poi, con l’atmosfera notturna squassata addirittura da qualche tuono, si alternano fasi di neve anche molto forte a pioggia gelata tra le 23.00 e la mezzanotte e mezza. Tutto ciò, che chiude questo grande episodio nevoso, ha procurato un ulteriore accumulo di circa 2 cm.
L’inizio di marzo vede una poderosa ondata di gelo, ma non di neve sulla nostra zona, inaugurare la primavera meteorologica. Si stabilisce una corrente da NE molto intensa e duratura per una franca espansione verso SW dell’hp russo-siberiano, mentre una profonda depressione insiste sullo Ionio. L’arrivo di uno dei numerosi impulsi artici continentali provoca qualche fiocco nella mattinata dell’8, ma senza accumuli. Qualche fiocco cade anche tra le 13.15 e le 13.30 del 20, a episodio gelido ormai in esaurimento, per l’arrivo di un impulso temporalesco da NW, ma con valori termici molto elevati, ben superiori ai +5 °C.

Semestre freddo 1987-88 :cry: :cry: :cry:
Inverno orrido, caldo e privo di spunti interessanti, con una continua iperattività del VP e pressochè total assenza di incursioni fredde sulla nostra penisola.
Solo a titolo di curiosità segnaliamo qualche fiocco misto a pioggia la sera dell’11 gennaio in concomitanza col passaggio di un modesto fronte da NW.
Qualche fiocco più visibile cade, misto a pioggia e trascinato dalla forte Bora, solo nella mattinata del 24 febbraio, con circa +4 °C e sotto l’incalzare di una saccatura scandinava che comunque non riesce a portare quel gran freddo tardivo che aveva promesso: tutto trasla verso i Balcani.
Pochi fiocchi bagnati si vedono poi l’8 marzo, in una situazione di fronte freddo da Nord-Nordovest: a metà giornata passa il fronte e rilascia pochi, radi fiocchi di neve bagnata con valori termici elevati, senz’altro superiori ai + 6 °C.
Neppure l’ombra di accumuli, ovviamente. Tristezza! :cry: :cry: :cry: A presto! :D Franco
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Messaggio da marco_pifferetti »

:D Ciao, molto interessante il tuo racconto a puntate; gli accumuli nevosi sono riferiti tutti alla località dalla quale scrivi?
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Messaggio da franconeve »

marco_pifferetti ha scritto::D Ciao, molto interessante il tuo racconto a puntate; gli accumuli nevosi sono riferiti tutti alla località dalla quale scrivi?

Carissimo Marco, osservazioni e accumuli si riferiscono alle zone dove finora ho abitato e quindi al comprensorio del mestrino e del sandonatese, molto vicini tra loro (poche decine di Km). Poi si sa che a volte la neve manifesta caratteri diversissimi anche da un capo all’altro di una città di medie dimensioni... Comunque grazie a tutti per l’enorme seguito che questo mio studio sta avendo (quasi 1.000 contatti, mamma mia, che soddisfazione!!!). Domani sforno una nuova puntata. :D Franco
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Periodo 1988-90

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1988-89
Tempi duri, anzi durissimi, quelli tra fine anni ’80 e inizio anni ’90 per i nivofili! :evil: :evil: :evil:
Questo è un altro inverno avarissimo di neve, con un unico episodio, peraltro abbastanza modesto e accaduto al di fuori della stagione invernale intesa sia dal lato meteorologico che da quello astronomico. Siamo infatti a novembre, al giorno 21 di un mese peraltro caratterizzato da una serie impressionante di discese artiche interessantissime e , conseguentemente, da un’anomalia termica negativa eccezionale, attorno ai 4 °C!!!
Ma venendo a noi, rammentiamo che già prima dell’inizio della seconda decade del mese si manifesta palese l’ennesimo collasso del VP con una saccatura stretta e acutissima che dalla Scandinavia muove le proprie truppe alla conquista dell’Europa centro-meridionale: la massa d’aria artico-marittima, davvero ingente, arriva a più sfuriate, una prima nella serata del 19, una seconda il 20, e causa un intenso peggioramento del tempo scavando pronta una depressione sul nostro meridione, mentre un terzo nucleo, il più attivo, il più gelido, si inserisce nella circolazione depressionaria italica il 21, riattivandola sensibilmente e acuendo vento e maltempo: sulla nostra zona piove intensamente per l’intera giornata, anche con alcuni colpi temporaleschi, e soffia una Bora fortissima con valori termici che non salgono oltre i +5 °C, anzi, con la serata si abbassano fin verso i +2 °C e per un paio d’ore, dalle 19.00 alle 21.00 circa, l’intensa pioggia si trasforma in una nevicata moderata o forte, senza accumulo tuttavia a causa sia del suolo molto bagnato sia dei valori termici un po’ superiori allo zero. Da notare che poi, nei giorni seguenti, le schiarite avrebbero fatto scendere le minime fin quasi a –7 °C!

Semestre freddo 1989-90
Stagione ancora più magra: squallore assoluto :( , si ricorda un solo episodio, peraltro modestissimo, il 13 dicembre.
La parte iniziale del mese aveva visto una tendenza molto spiccata dell’azzorriano a spingersi verso Nord disturbando sensibilmente il VP, in ciò istigato anche da importanti discese fredde in pieno oceano, foriere di altrettanto intense risposte calde pochi meridiani più a Est: da qui gli sviluppi anticiclonici così marcati. Intorno al 10 l’ennesimo discreto blocco di aria fredda nordeuropea abbassa le temperature, mentre un piccolo anticlone centroeuropeo si consolida temporaneamente e avvetta ancora per un paio di giorni moderate correnti orientali fredde e secche. Intanto un complesso e intenso sistema depressionario spinge da Ovest e le sue prime frange perturbate impegnano i cieli della regione già il 12; nella notte sul 13 cade una modesta nevicata da addolcimento che lascia a terra meno di 1 cm. di manto con temperature poco superiori allo zero. Da qui prenderà corpo purtroppo uno tra i peggioramenti più caldi e burrascosi della storia recente, con ondate di scirocco davvero eclatanti e valori termici che in alcuni giorni saliranno oltre i +15 °C nelle massime e si manterranno superiori ai +10 °C nelle minime! :evil: Ma questa, per fortuna, è un’altra storia... Forse già oggi metterò in rete una nuova puntata, di quelle da non perdere...!!! Ciao a tutti, e grazie. Franco :D
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Periodo 1990-92

Messaggio da franconeve »

Semestre freddo 1990-91
Finalmente si comincia, sia pur tra molte incertezze, a cambiare registro rispetto agli orridi inverni precedenti; e la nostra candida amica inizia a farsi rivedere con un minimo di generosità.
Bello dal punto di vista sinottico il tardo autunno e inizio inverno del 1990, con ripetuti anche se non intensi collassi del VP, causa di ripetuti scambi meridiani. Si alternano quindi fasi con richiami meridionali a fasi invece schiettamente settentrionali, come quella che, stante un’hp sbilanciata verso le Isole britanniche e una saccatura insistente più a Est, nella notte sul 3 dicembre distribuisce, tra schiarite, annuvolamenti e alcune raffiche di Bora, qualche modesta sfiocchettata sulla regione, con valori termici di poco superiori allo zero. Nessun accumulo ovviamente.
Questo trend caratterizza gran parte del mese di dicembre e l’arrivo di una saccatura occidentale che nel periodo natalizio va a sovrapporsi a un ennesimo flusso freddo settentrionale è all’origine di una debolissima precipitazione solida da addolcimento proprio il 25, intorno all’ora di pranzo e con temperature prossime ai +3 °C: si tratta di qualche favilla di nevischio che rischia di passare quasi inosservata.
Del tutto diversa l’entità delle precipitazioni manifestatesi nel mitico mese di febbraio 1991.
Già la seconda parte di gennaio aveva visto un posizionamento più settentrionale della struttura anticiclonica azzorriana con conseguente tendenza a una maggiore invasività da parte delle correnti fredde nordeuropee verso il Mediterraneo. Tra la fine del mese e l’inizio di febbraio viene a manifestarsi un desiderio di espansione verso Sudovest da parte dell’anticiclone russo-siberiano che radica un bel massimo in zona finnica e da lì conquista gran parte del continente europeo lanciando blocchi di aria artica continentale via via più rigidi e corposi: le temperature scendono a picco e una intensa ventilazione spazza un’atmosfera tersa e per il momento abbastanza libera da ammassi nuvolosi. Il giorno 5 un impulso valica le Alpi con un leggero West-shift che inizia a far diminuire la pressione in modo corposo sul bacino del Meditetraneo e le prime nubi invadono i cieli anche della nostra regione: le temperature difficilmente superano lo zero anche in pieno giorno e la Bora batte la regione con intensità ragguardevole. In serata si manifesta addirittura una debole o al più quasi moderata precipitazione di fiocchi tra le 19.00 e le 21.00 circa, senza alcun accumulo e con valori termici sotto lo zero di un paio di gradi. Ma è il 6 che un nuovo intenso nocciolo gelido si getta nella depressione italica, con un West-shift più marcato ma non tale da pregiudicare il flusso nordorienale, intensificando a dismisura il ciclone e causando la classica bufera di neve che dalle lagune giuliane investe la nostra regione appena dopo l’ora di pranzo. Il cielo era grigio, carico, uniforme fin dalla mattinata, la temperatura oscilla intorno ai –4 °C, la Bora soffia forte e tenace. Verso le 14.00 i primi fiocchi cominciano a mulinare nell’atmosfera in balia delle raffiche di Bora, e verso le 14.30 la precipitazione inizia a manifestarsi con intensità da debole a moderata: entro un’ora la bufera secca, tagliente, sibilante avvolge tutta la Venezia orientale e infuria fino alle 20 quando si indebolisce per poi cessare intorno alle 20.30, dopo aver lasciato a terra un manto di 7 – 9 cm. Le schiarite notturne porteranno poi i valori termici sotto i –10 °C!
Intanto penetra tostissima una depressione piuttosto bassa da Gibilterra, pronta a gettarsi nel calderone Mediterraneo messo già ben a soqquadro dalle ripetute irruzioni artiche, così dopo un po’ di sole mattutino il giorno 7 i cieli si ricoprono e dalle 15.00 circa ricomincia a nevicare: questa volta è una nevicata da addolcimento, senza vento, con valori termici di poco inferiori allo zero, è una precipitazione debole o moderata almeno fino alla notte quando si intensifica molto, diviene un’autentica “bufera senza vento”, una nevicata abbondante a grandissime falde che, stante anche la temperatura di qualche grado sotto lo zero, deposita entro le 8.00 del giorno 8 quasi 15 cm., prima di cessare.
La depressione, ormai mediterraneizzatasi, porta ancora una nevicata dalle 21.30, debole ma in graduale intensificazione tanto che nella notte, fino alle 2.30, diviene anche forte lasciando un paio di cm. di manto aggiuntivo, grazie alle temperature costantemente inferiori allo zero, anche se di poco; dopo la mezzanotte si è intravisto nell’intensa precipitazione un lampo temporalesco.
Il 9 le temperature salgono un po’ e si portano di un paio di gradi al di sopra dello zero, comunque ciò non impedisce alla bianca visitatrice di farsi rivedere con intensità debole o moderata tra le 13.30 e le 14.45, poi mista a pioggia dalle 16.30 alle 22.00. Nessun nuovo apporto in tema di accumuli. E così si chiude questa grande fase di gelo e di neve, sotto l’incalzare delle correnti sempre più meridionali.
Ma la stagione 1990-91 ci riserva ancora una chicca, e che chicca! Il 17 aprile si manifesta la nevicata degna di menzione più tardiva degli ultimi decenni. Già intorno alla metà del mese si manifesta un bolide anticiclonico che verso le latitudini artiche promette di dare un uppercut al VP di quelli davvero storici; infatti la risposta è clamorosa: nel seno di una saccatura scandinava acutissima un blocco gelido rotola arrembante da Nord verso Sud impegnando gran parte dell’Europa con freddo, vento e neve. La massa di aria artica marittima è talmente poderosa che se ne frega altamente dell’ostacolo alpino e, nella tarda mattinata del 17, lo supera scavando una portentosa depressione sul Centro Italia e portando una bufera di neve su gran parte delle regioni settentrionali; presso la nostra zona questa è la cronaca egli eventi, che vale la pena di seguire in stile “giornalistico”; ore 11.00: +15 °C, nuvoloso, calma di vento; ore 11.30: +16° C, coperto, vento da Sud forza 2; ore 12.00: +14 °C, coperto, linea di groppo in vista, vento forza 4 da Nord; ore 12.30: +11 °C, groppi, vento da Nord forza 7; ore 13.00: +9 °C, temporale, vento forza 7 da Nord; ore 13.30: + 7 °C, temporale, vento da Nord forza 8, la laguna di Venezia letteralmente “fuma” sotto l’incalzare delle fortissime e gelide raffiche di Tramontana; ore 14.00: +6 °C, temporale, vento da Nord forza 8; ore 14.30: +5 °C, pioggia e grandine e neve, vento da Nord forza 9; ore 15.00: +3 °C, pioggia e neve intensa, vento da Nordest forza 8; ore 15.30: neve molto intensa, +1 °C, vento da Nordest forza 8; fino alle 20.00 bufera di neve, +1 °C, vento da Nord o Nordest forza 6 – 8, fino alle 20.50 neve debole o moderata, mista a pioggia, vento in lenta attenuazione, temperatura in lieve risalita; alla fine resta a terra un manto di un paio di cm., più abbondante su tetti e luoghi esposti al vento. :D :D :shock: :D :shock: :D :shock: :D :shock:

Semestre freddo 1991-92
Si torna alle recenti sofferenze :evil: con questo inverno povero di neve e di soddisfazioni per i freddofili.
Dicembre è abbastanza freddo ma spesso secco e anticiclonico; il posizionarsi di un potente anticiclone sulle latitudini centro-settenrionali europee avvetta dal 5 e per più giorni aria fredda e secca da Nordest; in occasione dello scorrimento di uno degli impulsi più attivi si originano irregolari annuvolamenti che sono causa di qualche rado fiocco di neve nella mattinata del 9, con temperature intorno allo zero e una discreta ventilazione di Bora. Nessun accumulo, com’è ovvio.
Sempre in grande spolvero gli anticicloni atlantico-europei anche in gennaio, con tempo spesso bloccato e grandi nebbie. Tuttavia dal 18 il cuore dell’alta pressione mostra la tendenza a portarsi dalla media Europa verso il comparto britannico-scandinavo, cosicchè una saccatura, piccola porzione itinerante del VP, si stacca dalla circolazione artica e scende dalla Scandinavia portandosi verso l’Europa centrale, l’Austria e decidendo un’entrata fredda piuttosto franca verso l’Italia tra il 20 e il 21. Il 22 l’alta pressione, forte più che mai sul Nordeuropa, inizia a coricarsi verso Sudest incalzata sul suo bordo meridionale da una depressione africano-mediterranea che aumenta il gradiente barico sulle nostre regioni con una corrente assai tesa dai quadranti orientali. Prima che questa corrente veda il predominio del richiamo sciroccale, c’è tempo per una nevicata fine e molto secca, tra debole e moderrata, che impegna l’intera mattinata del 22, con forte Bora e temperature appena superiori allo zero; nevica dalle 9.00 alle 14.00 e si crea un manto di un paio di cm.; da notare che a causa dell’estrema secchezza dell’atmosfera e della forte Bora, in alcuni momenti si creano piccoli fenomeni di scaccianeve :shock: , nonostante il modesto accumulo.
La stagione, piuttosto poverella :( , finisce così. A presto per i prossimi contributi. :D Franco.
marco_pifferetti
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Messaggio da marco_pifferetti »

franconeve ha scritto:
marco_pifferetti ha scritto::D Ciao, molto interessante il tuo racconto a puntate; gli accumuli nevosi sono riferiti tutti alla località dalla quale scrivi?

Carissimo Marco, osservazioni e accumuli si riferiscono alle zone dove finora ho abitato e quindi al comprensorio del mestrino e del sandonatese, molto vicini tra loro (poche decine di Km). Poi si sa che a volte la neve manifesta caratteri diversissimi anche da un capo all’altro di una città di medie dimensioni... Comunque grazie a tutti per l’enorme seguito che questo mio studio sta avendo (quasi 1.000 contatti, mamma mia, che soddisfazione!!!). Domani sforno una nuova puntata. :D Franco
Grazie a te per le interessanti e complete informazioni.
danielerossi50
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Messaggio da danielerossi50 »

franco ,scusa ma non hai dati del nove aprile,2003 ....qui da mè caddero 10 cm.di neve ,è altrettanti 2-3 giorni dopo...
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SuperWinter
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Messaggio da SuperWinter »

Complimentissimi per la costanza e la passione con cui ha fatto questo lavoro,davvero! :D
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