E se la Corrente del Golfo...?
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
"corrente delle antille"? no, dicevo: guarda nel mare delle antille le dinamiche della corrente del golfo quali sono
per quanto riguarda le correnti di profondità, senza quelle superficiali, come ha illustrato franco, non ci sono quelle di profondità, quindi non è vero che la corrente atmosferica non influisce su quella di profondità
comunque tralasciando le sterili polemiche personali, quello che voglio dire è questo: la circolazione atmosferica si rfilette sugli oceani e crea queste specie di celle attorno alle quali girano le correnti
ciò implica che le acqua calde del golfo, dei caraibi, delle antille, fino a che la circolazione atmosferica rimane tale, tenderanno sempre a salire verso nord e nord est
la parte finale della corrente del golfo è condizionata molto dalla salinità, che è responsabile dell'inabissamento della stessa
quello che mi chiedo è: fatta salva la trasmissione di acqua calda da sud a nord causata dai venti, come può la differenza di salinità bloccare la corrente del golfo? la corrente non può bloccarsi, giacché è spinta dai venti
può magari mutare direzione, ma come, dove? difficile da dire...
credo che su questo argomento, cioè il blocco della cdg si faccia molta narrativa....
per quanto riguarda le correnti di profondità, senza quelle superficiali, come ha illustrato franco, non ci sono quelle di profondità, quindi non è vero che la corrente atmosferica non influisce su quella di profondità
comunque tralasciando le sterili polemiche personali, quello che voglio dire è questo: la circolazione atmosferica si rfilette sugli oceani e crea queste specie di celle attorno alle quali girano le correnti
ciò implica che le acqua calde del golfo, dei caraibi, delle antille, fino a che la circolazione atmosferica rimane tale, tenderanno sempre a salire verso nord e nord est
la parte finale della corrente del golfo è condizionata molto dalla salinità, che è responsabile dell'inabissamento della stessa
quello che mi chiedo è: fatta salva la trasmissione di acqua calda da sud a nord causata dai venti, come può la differenza di salinità bloccare la corrente del golfo? la corrente non può bloccarsi, giacché è spinta dai venti
può magari mutare direzione, ma come, dove? difficile da dire...
credo che su questo argomento, cioè il blocco della cdg si faccia molta narrativa....
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pubblico
?????adriano ha scritto: comunque tralasciando le sterili polemiche personali,
quello che voglio dire è questo: la circolazione atmosferica si rfilette sugli oceani e crea queste specie di celle attorno alle quali girano le correnti
ciò implica che le acqua calde del golfo, dei caraibi, delle antille, fino a che la circolazione atmosferica rimane tale, tenderanno sempre a salire verso nord e nord est
la parte finale della corrente del golfo è condizionata molto dalla salinità, che è responsabile dell'inabissamento della stessa
quello che mi chiedo è: fatta salva la trasmissione di acqua calda da sud a nord causata dai venti,
detta così sembra che ci siano continue correnti che smuovono masse d'acqua 365 giorni l'anno.... ma cioè seppur in media è costante, in realtà non lo è....
Ma chi lo dice che la corrente del golfo è spinta esclusivamente dai venti? quando abbiamo antizonalità che fà la corrente si ferma? mi pare abbastanza palese che la corrente si muove per motivi "osmotici" e stravolgendo questo fatto potremmo avere uno stravolgimento del percorso della cdg se non proprio un blocco... tuttavia sono d'accordo sulla narrativa e sulla fantascienza che viene fatta.....
come può la differenza di salinità bloccare la corrente del golfo? la corrente non può bloccarsi, giacché è spinta dai venti
può magari mutare direzione, ma come, dove? difficile da dire...
credo che su questo argomento, cioè il blocco della cdg si faccia molta narrativa....
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pubblico
no no mi piacerebbe concordare che la salinità è importante, ma fino a un certo punto, sennò sembra che sta corrente esiste perché all'equatore ci è più sale e ai poli meno sale 
cmq guarda qui che bella complessità da studiare
vai avanti tu io ti raggiungo:
http://oceanworld.tamu.edu/resources/oc ... r11_04.htm
cmq guarda qui che bella complessità da studiare
vai avanti tu io ti raggiungo:
http://oceanworld.tamu.edu/resources/oc ... r11_04.htm
- franconeve
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Bè, ragazzi, con la mia miccia dell'altro giorno ho innescato una bella discussione!!!
Sono nuovissimo del forum e per questo è un'ancora maggiore soddisfazione; con voi si impara sempre qualcosa di nuovo, e poi è bello che ci siano tanti amici che ti apprezzano per quel poco che, in tutta umiltà, comunichi sui tuoi argomenti preferiti. Presto proporrò un terzo contributo su questo argomento. Purtroppo
da casa mia ho una connessione internet antidiluviana, quindi mi collego molto di rado e a singhiozzo. Comunque a presto! Franco
ciao,
molto modestamente,
tale teoria e' confutata da un gran numero di studiosi.
Prima una piccola premessa:
il rilascio di calore nell'atmosfera lungo il percorso della Cdg ed il suo successivo trasporto in seno alle westerlies causa il conseguente riscaldamento di alcune aree ( differenza di temperatura a parita' di latitudine tra la costa americana e paesi come la Gran Bratagna, Francia,Scandinavia,etc).
La CDG non sarebbe in grado di bloccarsi per questo lineare ragionamento:
La Cdg compie un gyre o cerchio orario con downwelling in zona artica e ritorno verso la zona di origine individuabile nel Golfo del Messico.
Un blocco di tale corrente provocherebbe un surriscaldamento di tale area di oceano prossima all'equatore ( dove il sole produce piu' calore per maggiore irraggiamento).
Maggiore gradiente termico/barico con le zone adiacenti e quindi maggiore convezione e sviluppo di venti termici diretti a nord nord est ( coriolis),quindi tale corrente ( un rametto della grande corrente termoalina) si riformerebbe
Sembrerebbe quindi potersi attenuare, accorciare ma non fermare.
Il principio per cui il calore ( prodotto, in primis, dal sole) tende a spostarsi da un corpo caldo verso uno meno caldo o freddo e' alla base della formazione del vento e quindi delle correnti marine e atmosferiche.
La Cdg, come altri meccanismi, serve a bilanciare gli squilibri termici tra le varie aree del pianeta
Bel td, comlimenti a tutti

molto modestamente,
tale teoria e' confutata da un gran numero di studiosi.
Prima una piccola premessa:
il rilascio di calore nell'atmosfera lungo il percorso della Cdg ed il suo successivo trasporto in seno alle westerlies causa il conseguente riscaldamento di alcune aree ( differenza di temperatura a parita' di latitudine tra la costa americana e paesi come la Gran Bratagna, Francia,Scandinavia,etc).
La CDG non sarebbe in grado di bloccarsi per questo lineare ragionamento:
La Cdg compie un gyre o cerchio orario con downwelling in zona artica e ritorno verso la zona di origine individuabile nel Golfo del Messico.
Un blocco di tale corrente provocherebbe un surriscaldamento di tale area di oceano prossima all'equatore ( dove il sole produce piu' calore per maggiore irraggiamento).
Maggiore gradiente termico/barico con le zone adiacenti e quindi maggiore convezione e sviluppo di venti termici diretti a nord nord est ( coriolis),quindi tale corrente ( un rametto della grande corrente termoalina) si riformerebbe
Sembrerebbe quindi potersi attenuare, accorciare ma non fermare.
Il principio per cui il calore ( prodotto, in primis, dal sole) tende a spostarsi da un corpo caldo verso uno meno caldo o freddo e' alla base della formazione del vento e quindi delle correnti marine e atmosferiche.
La Cdg, come altri meccanismi, serve a bilanciare gli squilibri termici tra le varie aree del pianeta
Bel td, comlimenti a tutti
- franconeve
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Carissimo amico, mi fa piacere ricollegarmi al tuo bell’intervento per proporre il mio terzo contributo sull’argomento CDG, che ho notato aver suscitato tanto interesse e che mi offre l’occasione di ringraziare chi ha trovato stimolanti, al di là della condivisione o meno, le mie righe. Ma ora, chiedendo scusa a tutti se non l’ho fatto prima, aderisco al sacrosanto invito dei moderatori di presentarsi quando si entra nel Forum. Sono ancora in tempo? Credo di sì: mi chiamo Francesco (Franco), nato nel 1963, sposato, ho una splendida bimbajacky_style90 ha scritto:beh certo, a mio modo di vedere, con la CDG che si inabissa molto più a sud di oggi, le acque affacciate tra GB e Islanda verrebbero drasticamente raffreddate, e di conseguenza si raffredderebbe anche la temperatura dell'aria prospiciente queste zone... e da questo raffreddamento dell'aria della zona sub-polare + europea nord-occidentale, rischierebbe di aumentare i contrasti termici in pieno atlantico con l'aria di matrice sub-tropicale in risalita a causa del canadese, magari aumentando ulteriormente l'attività depressionaria in oceano e sfornando anche più perturbazioni di ora... per carità è solo il mio modesto parere, certo però che un conseguente calo sensibile delle temperature sull'Europa nord-occidentale, e in misura minore in tutto il continente, è certo... E dato un notevole avanzamento dei ghiacci verso S-SE si può pensare a irruzioni di matrice polare (non artica) più fredde di quelle odierne ma magari meno umide, mentre quelle di matrice artica sarebbero ancor più fredde e portatrici di maggiori contrasti con il mite mediterraneo...franconeve ha scritto:...
Soffermiamoci invece ad analizzare un po’ le possibili conseguenze sulla circolazione troposferica...
...C’è comunque una certezza: le acque atlantiche centro-settentrionali si raffredderebbero considerevolmente e con esse le temperature dell’Europa; le stime più ragionevoli parlano di un calo termico medio tra i 4 – 5 °C sulle zone più occidentali (Portogallo, Biscaglia, Gran Bretagna, Islanda e Scandinavia), fino a un ritocco verso il basso di 0,5 – 1 °C tra Mar Nero e Urali; il Mediterraneo credo sarebbe fortemente "penalizzato"![]()
![]()
, con un calo tra i 2 e i 3 °C, anche perchè ricordo sempre (abbastanza bene) la memorabile frase detta in TV da un grande meteoman del passato: “Qualunque modifica climatica non potrebbe che penalizzare l’Italia perchè oggi, alla luce delle nostre conoscenze, essa gode del miglior clima possibile per un’area sita nella sua posizione geografica: migliorarlo ulteriormente risulta più o meno fisicamente impossibile”.
...come potrebbero cambiare sul nostro paese, o meglio, sulla nostra area mediterranea?
ciao a tutti...
Tornando alla CDG, credo che le tue parole, Jacky_Style 90, (e non solo le tue) siano molto sensate. La tua è una visione abbastanza semplice ma con un respiro molto più ampio rispetto a quanto si legge anche su certi articoli cosiddetti specializzati.
A mio modesto parere l’indebolimento della CDG con conseguente raffreddamento dell’Atlantico settentrionale (nordorientale in primis) e delle coste prospicienti è in grado di provocare un abbassamento della linea di convergenza nordatlantica, con particolare riferimento al ramo islandese del VP, meglio noto come depressione d’Islanda. Abbiamo assistito negli ultimi anni a ripetuti episodi durante i quali anomalie termiche negative (relativamente modeste e circoscritte) dell’Atlantico al largo delle coste iberiche e marocchine hanno saputo fungere da catalizzatore per le onde perturbate islandesi, col risultato di una pressochè assoluta sparizione della classica presenza di hp azzorriana verso l’Europa, sostituita dalle famigerate rimonte algerine (il gobbo malefico…) capaci di nascondere gli inverni ed esaltare la ferocia delle estati. Sono venute quindi spesso a mancare, già per una modesta perturbazione termica delle acque oceaniche, le normali dinamiche zonali, come Grosso ben predica in numerosi suoi interventi (non facciamoci ingannare dal predominante Atlantico basso di quest’invernata: non è dinamica zonale, ogni carta sinottica da dicembre a oggi mette bene in evidenza come queste depressioncine che continuano a interessarci siano piccole figliazioni di un’enorme circolazione che, al largo delle coste occidentali europee, è prevalentemente meridiana. Un po’ di zonalità vera l’abbiamo avuta solo nei giorni intorno al Natale). Immaginiamoci se un maggiore collasso termico dovesse interessare una porzione ben più vasta di oceano e anche, questa la novità, le terre prospicienti. Questo, che sulle carte a falsi colori apparirebbe come un vasto lago blu, rappresenterebbe per il ramo islandese del VP un invito a nozze.
Questo ragionamento vale soprattutto per la stagione invernale e riproporrebbe, fatalità, gli scenari che gli storici del clima hanno composto a livello sinottico per la PEG: frequenti e robuste irruzioni fredde settentrionali verso l’Europa occidentale seguite poi dall’intervento rabbrividente di potenti lingue anticicloniche di derivazione siberiana. Non a caso la PEG fu molto fredda soprattutto su Scandinavia, Francia, Inghilterra, Germania: lì, specie sui settori più occidentali, l’insistenza anticiclonica siberiana avvettava per settimane aria gelida che andava a produrre uno scorrimento continuo contro il baluardo depressionario figlio del VP; immaginatevi che carta sinottica: un glaciale Est-Sudest foriero di tempeste bianche lungo tutta quella che anni fa il mitico barbuto definì in televisione la “lunga strada della neve”. Solo che quella volta (era il gennaio 1996, se non erro) si trattava di uno stretto sentiero di venti sudorientali che dalla Jugoslavia fuggiva veloce verso la Polonia e il Mar di Norvegia, destinato a trasformarsi entro pochi chilometri in una “lunga strada della pioggia”, mentre durante la PEG era uno stradone che sconfinava molto, ma molto più a Ovest. Dovremmo forse riflettere molto attentamente su ciò che sta avvenendo quest’inverno, senza lasciarci influenzare dalle indubbie delusioni che occorrono ai nostri “orticelli”.
E per l’estate? Le estati non erano gran che più fresche durante la PEG, anzi molti records di caldo (per quanto gli storici hanno potuto ricostruire) rimangono imbattuti proprio da quei secoli, come i 38,8 °C di cui si narra per Venezia in un maggio (non luglio o agosto!!!) di inizio ‘800 (PEG agli ultimi suoi palpiti). Un VP più attivo sfornerebbe senza dubbio più fronti freddi verso l’Europa e il Mediterraneo, ma una sinuosità “sbagliata” avrebbe molte più probabilità che in inverno di fornire un’ottima spalla al gobbo, perché supportato da termiche comunque estive e quindi di tutto rispetto.
Insomma, cari amici, anche facendo un confronto col passato, quando sembra che il collasso della CDG sia già realmente avvenuto, giungono conferme su determinati ragionamenti che ho tentato di esporre con semplicità anche se, magari, con un po’ di faciloneria. Per questo chiedo perdono ma sono confortato dal fatto di sapere che c’è chi ne sa senz’altro più di me e saprà prontamente proporre gli aggiustamenti più adatti. Scateniamo il dibattito. Franco.
- franconeve
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