Per la cronaca:
ROMA - Stato di emergenza per il Po, crisi idrica anche per Arno e Tevere. L'inverno che non c'è edizione 2007 ha prosciugato i nostri fiumi. Allarme anche sulle Alpi: 10-75 centimetri contro i 25-150 dello scorso anno mentre sulle regioni italiane l'innevamento copre la metà del territorio rispetto al febbraio dello scorso anno.
La fotografia è stata scattata dalla Commissione Ambiente della Camera in base a dati della Protezione Civile. E il presidente, Ermete Realacci, ha chiesto "da subito l'emergenza per il Po e per le situazioni critiche" accanto a un "piano strategico per l'utilizzo della risorsa idrica". Secondo Realacci necessaria anche una conferenza nazionale sull'acqua. Intanto questo del 2007 passerà alla storia come il più caldo dal 1800 con un'anomalia di +2.27 gradi rispetto alla media del periodo 1961-1990 (il secondo più caldo è stato il 2001 con +1.79 gradi), secondo l'Isac-Cnr di Bologna.
Quindi l'emergenza siccità. Secondo la mappa sulla situazione idrica dei principali fiumi italiani fornita alla Commissione Ambiente della Camera dal settore emergenza idrica della Protezione civile, il dato più allarmate, rileva la stessa Commissione, arriva dall'innevamento disponibile oggi sulle regioni italiane che ricopre meno della metà del territorio di quello del febbraio scorso, con uno spessore della neve praticamente dimezzato. Sull'arco alpino sono presenti, per esempio, mediamente 10-75 centimetri di neve contro i 25-150 dell'anno scorso.
Situazione che incide su una portata dei principali fiumi che già oggi si attesta su livelli critici. In particolare il Po, sempre secondo i dati del Centro Rischio idrico della Protezione Civile diffusi dalla Commissione Ambiente della Camera, ha attualmente una portata più o meno analoga a quella del 2006, nella cui estate si è verificata una siccità gravissima, documentata anche da una missione parlamentare conoscitiva della Commissione stessa. Tanto più che, si legge nel documento sempre per il capitolo Po, "la situazione che potrebbe generarsi dal permanere di condizioni climatiche simili a quelle registrate negli ultimi 4 mesi causerebbe una crisi generalizzata più rilevante di quella registrata nel 2003 e nel 2006". Crisi, prosegue la relazione, "che potrebbe interessare oltre all'uso irriguo anche quello potabile e quello energetico".
La portata dell'Arno è stimabile oggi in circa il 50% della media stagionale, mentre il Tevere alla stazione di Ripetta, nel centro storico di Roma, ha una portata di circa 140 metri cubi al secondo contro i 357 m3/s, che costituiscono la media storica (1921-1990) del mese di febbraio. "E' ormai evidente - ha commentato Realacci - che ci troviamo di fronte ad uno scenario anomalo, verosimilmente causato dall'accelerarsi dei mutamenti climatici". A oggi, secondo i dati in possesso della Commissione Ambiente, alla stazione di misura di Pontelagoscuro, le portate fluenti nel Po ammontano a 870 m3/s, circa 500 in meno ai valori medi storici del periodo di confronto (1923-'89) pari a 1.320 m3/s.
In base a questi dati, Realacci ha annunciato una risoluzione parlamentare congiunta fra commissione Ambiente, Agricoltura e Attività Produttive "per impegnare il Governo a dichiarare da subito lo stato di emergenza in tutte le aree a forte rischio per attivare per tempo tutti gli istituzionali necessari a gestire la crisi e a convocare una conferenza nazionale sull' acqua per individuare una pianificazione di interventi a lungo e medio termine da concordare con tutte le parti interessate".
Emergenza fiumi
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- piccione81
- Messaggi: 702
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Teramo 360mt-L'Aquila
E' quello che dico da un pò di tempo, situazione dei fiumi penosa, almeno per quello che vedo io, e cioe' canavese e medio adriatico, in un periodo che visto lo scioglimento delle nevi anticipato dovrebbero presentare una portata ben maggiore, e invece sembra la situazione di luglio (e non stò scherzando, in particolare domenica ho visto la situazione dell' orco tra Cuorgnè e pont canavese, ridotto ad un rigagnolo!) almeno vedo e sento che i politici e chi di dovere si sono resi conto che si è passata la soglia di non ritorno e potranno pianificre interventi per l' estate con largo anticipo, intanto speriamo che madre natura ci dia una mano riportando piogge benedette sopratutto nelle zone in cui ve ne è maggior bisogno.
ciao!
ciao!
- giulys
- Forumista senior
- Messaggi: 8142
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Torino - Lucento
Tutto giusto,
però per fortuna le cose possono cambiare.
In Francia avevano una grave crisi di siccità fino a poco tempo fa, con fiumi ridotti a ruscelli e ruscelli ridotti a rigagnoli, razionamenti nell'irrigazione ecc... bene ho visto i telegiornali di qualche giorno fa, che mostravano fiumi in piena ed allagamenti (non violenti) nelle stesse zone.
Quindi meglio prevenire e predisporre piani, ma per fortuna la natura potrebbe porre riparo a questo stato di cose ed in via puramente ipotetica c'è anche il tempo per apportare sostanziose nevicate sui rilievi oltr ei 1500 mt.
Saluti.
In Francia avevano una grave crisi di siccità fino a poco tempo fa, con fiumi ridotti a ruscelli e ruscelli ridotti a rigagnoli, razionamenti nell'irrigazione ecc... bene ho visto i telegiornali di qualche giorno fa, che mostravano fiumi in piena ed allagamenti (non violenti) nelle stesse zone.
Quindi meglio prevenire e predisporre piani, ma per fortuna la natura potrebbe porre riparo a questo stato di cose ed in via puramente ipotetica c'è anche il tempo per apportare sostanziose nevicate sui rilievi oltr ei 1500 mt.
Saluti.