Trovatosi in prima linea davanti agli Italiani a formulare le difficili previsioni durante la storica ondata gelida dell'85,il mitico Generale spiega che alla fine di Dicembre '84,nel corso delle analisi in quota,si accorse di una azione di "vento solare" a livello stratosferico.Questo vento solare,attirato per cosi dire sul Polo dal campo magnetico terrestre,impattò contro lo strato più alto della stratosfera chiamato ozonosfera,determinando un aumento repentino delle reazioni di associazione e dissociazione delle molecole di ossigeno che portarono ad un ispessimento dello strato di ozono il quale assorbi cosi molta dell'energia destinata normalmente anche alle quote troposferiche.
Aggiunse inoltre che l'ispessimento dello strato di ozono,bloccando in alta quota le radiazioni UV in modo più massiccio del normale,causò di per sè un generale raffreddamento negli strati sottostanti proprio perchè le radiazioni solari giungevano sulla superficie terrestre molto più flltrate e attenuate.
Questa catena di processi si traducevano pertanto sulle carte in un repentino riscaldamento stratosferico che fu cosi violento da propagarsi velocemente anche alla sottostante troposfera spaccando Vortice Polare
in due parti,una delle quali scese di latitudine interessando poi nelle sue gelide spire il continente europeo con gli effetti da primato del freddo(-45° a 500hpa sulla verticale del nord Italia,misurati per più giorni)dei quali siamo tutti al corrente.
Un altro evento stratosferico che riempie le pagine dei giornali ormai da oltre un decennio riguarda il processo,sostanzialmente inverso nel prodotto finale,da quello descritto sopra e conosciuto come "buco dell'ozono".
Qui di seguito riassumo le ultime teorie a riguardo ma al solo scopo divulgativo,avendo io stesso alcune perplessità sulle medesime.
La stratosfera è uno strato quasi del tutto privo di molecole d'acqua. O almeno così era fino a circa quaranta anni fa, quando, secondo lo studio di Shindell(chimico dell'atmosfera del Goddart Institute della NASA), sarebbe iniziato l'accumulo di vapore acqueo. A questa conclusione si è giunti nel tentativo di spiegare un insolito fenomeno: la diminuzione della temperatura nella fascia compresa tra i 30 e i 50 chilometri di quota, zona dove invece solitamente la temperatura aumenta proporzionalmente alla distanza dalla superficie terrestre.
I dati raccolti nell'arco di sette anni dall'Upper Atmosphere Research Satellite nell'ambito dell'esperimento Haloe (Halogen Occultation Experiment), cominciato nel 1991, hanno rilevato un abbassamento nella temperatura che varia dai 3 ai 6 gradi centigradi. Con l'aiuto di modelli climatici elaborati al computer si è verificato che questo fenomeno accade in concomitanza con l'accumularsi di vapore acqueo nella stratosfera. Tale ipotesi sarebbe consistente anche con altre misurazioni effettuate nella bassa stratosfera in un arco di 14 anni. Da qui il campanello d'allarme: la presenza di molecole d'acqua in zone dell'atmosfera dove solitamente non dovrebbero essercene, ha pericolose ripercussioni. In particolare l'acqua è in grado di legarsi alle molecole di ozono e di romperle, favorendo così l'ulteriore impoverimento di questo prezioso elemento.
Ma da dove viene questo eccesso di vapore acqueo? Come spiega Shindell nel suo articolo, circa un terzo dell'umidità stratosferica sarebbe attribuibile a molecole di metano che, ossidandosi, favoriscono l'accumulo di vapore nell'atmosfera.
Shindell sottolinea nel suo articolo come sia l'ozono sia il vapore acqueo hanno un ruolo fondamentale nella salute del nostro clima. Quando i loro livelli nell'atmosfera cambiano, anche i delicati equilibri fra la Terra e la sua atmosfera mutano pericolosamente. Il vapore intrappola il calore terrestre, mentre la perdita di ozono favorisce il raffreddamento dell'atmosfera. Finora il vapore accumulato è tale che il riscaldamento che ne consegue nasconde gli effetti del raffreddamento dovuto alla perdita di ozono. Tuttavia fermare l'impoverimento di ozono dell'atmosfera è importante per bloccare le dannose radiazioni ultraviolette.
Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Saluti a tutti.
Qui di seguito: il buco dell'ozono sull'Antartide nel settembre del 2000....

....e come è attualmente.


