I cambiamenti del REGIME PLUVIOMETRICO ITALIANO:entità e possibili cause.

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dom4545
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I cambiamenti del REGIME PLUVIOMETRICO ITALIANO:entità e possibili cause.

Messaggio da dom4545 »

Non piove più come una volta.
Negli ultimi 15 anni,e ce ne siamo accorti tutti ormai,la circolazione atmosferica a livello delle nostre latitudini ha subito progressivi ma inequivocabili cambiamenti rispetto alla letteratura meteorologica degli anni 60-70:in questa sede vorrei porre particolare attenzione al regime pluviometrico della nostra penisola,mutato notevolmente e quasi capovolto rispetto ai decenni precedenti.

Il trend che si è andato ad instaurare penalizza sistematicamente le regioni settentrionali e segnatamente il NW,che ha visto diminuire drasticamente sia gli apporti precipitativi che i giorni di pioggia,mentre le regioni meridionali,specie quelle che si affacciano sul versante adriatico e le isole,hanno registrato un aumento globale degli accumuli,seppur di limitata entità.

Un primo dato di fatto è l’indebolimento della portanza a livello del flusso zonale atlantico;le grandi perturbazioni non entrano più decise sul bacino del Mediterraneo e,se lo fanno,vi giungono spompate attraverso il passaggio in campi anticiclonici o costrette a sprecare energia per contorcersi attorno agli stessi.

La seconda causa,correlata alla prima,è da ricercarsi in una progressiva espansione della fascia anticiclonica subtropicale,a sua volta strettamente legata all’andamento della NAO,che costringe il treno delle westerlies a scorrere su latitudini più alte,con conseguente spostamento a nord della cella di Hadley e relativo allontanamento del core zonale dalle nostre regioni.
In altre parole le perturbazioni,già indebolite,giungono sul Settentrione d’Italia trasportate da correnti che provengono esclusivamente tra SW e NW,le quali poi,anziché rinforzarsi in virtù delle classiche ciclogenesi del Golfo Ligure e dell’Alto Adriatico,sono costrette a modificare ulteriormente le loro traiettorie a causa dell’ostacolo orografico alpino perdendo ulteriore energia.


La terza causa è proprio da ricercarsi nella complessa orografia del nostro territorio che influisce negativamente su tutte quelle regioni che rimangono in costante ombra pluviometrica rispetto al flusso atlantico,vale a dire Piemonte,parte della Lombardia,Romagna e in genere il versante adriatico,sul quale soffia sempre più frequentemente il Garbino,vento secco prodotto dal fohn appenninico.
Da aggiungere anche che,a scapito del flusso zonale,va instaurandosi sempre più di frequente una disposizione meridiana delle correnti,con particolare prevalenza della direzione nord-sud la quale,se da un lato in questo caso interessa direttamente i versanti adriatici,dall’altro penalizza invece notevolmente e ancora una volta tutto il nord Italia che rimane costantemente sottovento dalla catena alpina.

La quarta causa è sicuramente da ricercarsi nella comprovata perdita di energia da parte del nastro trasportatore atlantico,ovvero della circolazione termoalina e,in particolare,della celeberrima Corrente del Golfo.
Il progressivo scioglimento dei ghiacci a livello dell’Artico impoverisce le acque della salinità necessaria allo sprofondamento della corrente,indebolendone notevolmente la portata a partire dai 45° di latitudine e causando un generale inceppamento della stessa lungo i meridiani.
Considerando che i grandi sistemi nuvolosi atlantici sono frutto del contrasto tra gli apporti freddi della Corrente del Labrador e quelli caldi e umidi della Corrente del Golfo si può ben comprendere il motivo di questa alterazione.
In altre parole la superficie oceanica non fornisce più l’umidità,il calore latente e la quantità di moto sufficienti all’innesco della intensa fenomenologia tipicamente associata a tali perturbazioni.

Per contro il Meridione d’Italia,che in passato è stato sempre coinvolto in misura minore dai fronti atlantici,ha sofferto meno questa modifica climatica,assistendo ad un certo incremento,seppur non eclatante,delle precipitazioni.

La prima causa va ricercata nella benefica influenza diretta delle acque del Mediterraneo divenute più calde e quindi con una riserva potenziale umido/energetica maggiore.I contrasti sono divenuti di conseguenza più accesi sia al sopraggiungere di correnti meridionali,che di quelle settentrionali.

La seconda condizione favorevole è legata alla posizione geografica del territorio,direttamente coinvolto dalle depressioni e dai sistemi nuvolosi nord africani i quali subiscono poi un ulteriore apporto di umidità nel loro transito sul Mare Nostrum.

La terzo motivo va ricercato nella sempre più frequente dislocazione meridiana della circolazione (a scapito della zonale come detto prima) che consente l’affondo di numerosi cut-off ciclonici provenienti dal nord Europa i quali non trovano ostacoli,come le Alpi,ma condizioni estremamente favorevoli al loro insediamento e approfondimento.

La quarta causa infine(escludendo la Sardegna dal discorso)è a volte legata alla precedente e riguarda,specie nel periodo invernale,le irruzioni di aria fredda proveniente dai Balcani il cui contrasto estremamente acceso con l’improvviso scorrimento sulle calde acque mediterranee agevola l’insorgenza di precipitazioni che coinvolgono tutto il settore peninsulare,parte della Calabria e della Sicilia.
A seconda delle zone di origine delle masse d’aria sopraggiunte e della curvatura più o meno ciclonica delle stesse,si possono anche verificare precipitazioni nevose a quote modeste in particolare lungo il versante adriatico dove non di rado vengono imbiancati i litorali marchigiani,abruzzesi,molisani e pugliesi,proprio mentre le regioni settentrionali italiane vivono una contemporanea situazione soleggiata e secca:l’ennesima occasione che dimostra l’attuale capovolgimento pluviometrico italiano.


Nella sequenza di immagini è riprodotta la portata della Corrente del Golfo nel 2003,nel 2005 e nel febbraio del 2007:si nota subito che dal 2005 il core della corrente non raggiunge più il 45° parallelo ma,spezzettandosi,tende a deviare verso est.
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Le tre immagini seguenti mostrano l’anomalia pluviometrica sull’Europa negli inverni 2004,2005 e 2006.Notiamo in particolare una penisola italiana divisa in due.
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Le tre immagini seguenti mostrano l’anomalia pluviometrica sull’Europa nelle estati 2004,2005 e 2006.Situazione analoga a quella invernale che dimostra il preoccupante perdurare del fenomeno sul Nord Ovest.
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cammach
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Messaggio da cammach »

bellissima spiegazione, complimenti. E' la risposta alla domanda che avevo postato giusto ieri sera ! :wink:
cammach
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Re: I cambiamenti del REGIME PLUVIOMETRICO ITALIANO:entità e possibili cause.

Messaggio da cammach »

dom4545 ha scritto:Non piove più come una volta.
Negli ultimi 15 anni,e ce ne siamo accorti tutti ormai,la circolazione atmosferica a livello delle nostre latitudini ha subito progressivi ma inequivocabili cambiamenti rispetto alla letteratura meteorologica degli anni 60-70:in questa sede vorrei porre particolare attenzione al regime pluviometrico della nostra penisola,mutato notevolmente e quasi capovolto rispetto ai decenni precedenti.

Il trend che si è andato ad instaurare penalizza sistematicamente le regioni settentrionali e segnatamente il NW,che ha visto diminuire drasticamente sia gli apporti precipitativi che i giorni di pioggia,mentre le regioni meridionali,specie quelle che si affacciano sul versante adriatico e le isole,hanno registrato un aumento globale degli accumuli,seppur di limitata entità.

Un primo dato di fatto è l’indebolimento della portanza a livello del flusso zonale atlantico;le grandi perturbazioni non entrano più decise sul bacino del Mediterraneo e,se lo fanno,vi giungono spompate attraverso il passaggio in campi anticiclonici o costrette a sprecare energia per contorcersi attorno agli stessi.

La seconda causa,correlata alla prima,è da ricercarsi in una progressiva espansione della fascia anticiclonica subtropicale,a sua volta strettamente legata all’andamento della NAO,che costringe il treno delle westerlies a scorrere su latitudini più alte,con conseguente spostamento a nord della cella di Hadley e relativo allontanamento del core zonale dalle nostre regioni.
In altre parole le perturbazioni,già indebolite,giungono sul Settentrione d’Italia trasportate da correnti che provengono esclusivamente tra SW e NW,le quali poi,anziché rinforzarsi in virtù delle classiche ciclogenesi del Golfo Ligure e dell’Alto Adriatico,sono costrette a modificare ulteriormente le loro traiettorie a causa dell’ostacolo orografico alpino perdendo ulteriore energia.
ma la traiettoria ideale per il NW quale sarebbe allora ? Io pensavo da SW ??
angel06
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Messaggio da angel06 »

Qui serve lo scirocco, quindi il SE.bassa che dal Leone si porta sul ligure
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lifeiSNOW
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Messaggio da lifeiSNOW »

angel06 ha scritto:Qui serve lo scirocco, quindi il SE.bassa che dal Leone si porta sul ligure
Ma a noi basterebbe anche il sud puro (OSTRO), non e' efficace come lo scirocco pero' se non altro abbiamo delle discrete precipitazioni!!! Il problema e' che queste correnti sembrano essersi dimenticate di noi salvo poi riapparire e voler recuperare tutto il tempo perduto e quindi passiamo da 1 estremita' all'altra!!! Purtroppo da noi o zero o dieci mai una via di mezzo!!!
Ciaooo
dom4545
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Messaggio da dom4545 »

Rispondendo a Cammach approfondisco quanto hanno già detto giustamente Angel06 e Lifeisnow.

La configurazione barica migliore per avere tanta pioggia al NW è quella che vede un bel vortice a spiccata baroclinicità con minimo al suolo sul golfo Ligure e corrispondente minimo in quota sulla Francia transalpina,quindi con vento da SE al suolo e da S-SW in quota. :lol:

I benefici sarebbero molteplici e varierebbero a seconda delle stagioni,anche se una tale configurazione è (o meglio era) più frequente nel semestre invernale e in ogni caso:
In inverno vedremmo sicuramente infilata sul NW una bella perturbazione il cui ramo caldo,in fase di occlusione,sarebbe ulteriormente amplificato nella durata e nell'intensità dei fenomeni dallo sbarramento indotto dalle Alpi alle correnti sciroccali,con ulteriore effetto imbuto prodotto dal restringimento del catino padano.
In estate,se da una parte assistiamo ad una fenomenologia frontale meno accentuata,dall'altra dovremmo puntare l'attenzione sul transito dell'asse di saccatura in quota durante il passaggio del quale potremmo trovare ad esempio a:vento debole da SE al suolo,moderato da S a 850hpa,forte da SW a 500hpa,molto forte da NW a 300hpa.Una tale disposizione delle correnti,nella quale è evidente un forte wind shear,determinerebbe all'arrivo dell'aria fredda in quota,pilotata dal getto polare e coincidente appunto con il transito dell'asse di saccatura,alla probabile formazione di intensa attività temporalesca di tipo multicellulare o MCS(sistema convettivo a mesoscala)ad asse inclinato con fenomeni di forte intensità anche grandinigeni,nonchè del più raro ma devastante supercellulare. :lol:

Da non sottovalutare,anche se piuttosto rari sul NW,i fenomeni convettivi come
conseguenza del transito di una "Dry Line",cioè di un fronte di discontinuità igrometrica,con ingresso di aria secca da NW sopra un cuscino di aria umida da SE. :lol:

Qui sotto posto alcune carte riferite a situazioni esplosive per il NW: :lol:


In questa occasione cadde la neve ma,all'ingresso dello scirocco,una pioggia torrenziale durata circa36 ore la sciolse immediatamente e portò la temperatura a Milano Linate da -2° a +7°.
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Qui iniziò la mitica nevicata del secolo,90 cm a Milano.
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Le due carte che seguono descrivono l'evolversi di una situazione di sbarramento che recò piogge di portata alluvionale sul NW.
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Anche in questo caso tutto il NW fu abbondantemente imbiancato.
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Ecco infine la convergenza che causò la disastrosa alluvione del Piemonte con lo straripamento particolarmente drammatico del fiume Tanaro:caddero fino a 700mm di pioggia in quattro giorni.
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Ultima modifica di dom4545 il mar feb 27, 2007 9:00 am, modificato 1 volta in totale.
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doctor
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Messaggio da doctor »

Sono 10 anni che gli esperti ci parlano dell'estremizzazione degli eventi , DOVREMO ABITUARCI.Il nw e' in siccita' da 3 anni, bene 10 anni fa lo era il sud e si parlava di desertificazione , vedrete che tra 3-4 anni capitera' anche al nord est,ed il nw magari avra' 3 anni di surplus: sono i cicli naturali, inutile spiegarli deterministicamente, riusciamo a spiegarli sempre dopo
dom4545
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Messaggio da dom4545 »

doctor ha scritto:Sono 10 anni che gli esperti ci parlano dell'estremizzazione degli eventi , DOVREMO ABITUARCI.Il nw e' in siccita' da 3 anni, bene 10 anni fa lo era il sud e si parlava di desertificazione , vedrete che tra 3-4 anni capitera' anche al nord est,ed il nw magari avra' 3 anni di surplus: sono i cicli naturali, inutile spiegarli deterministicamente, riusciamo a spiegarli sempre dopo
Sono d'accordo con te per quanto riguardo il generale avvicendarsi dei cicli naturali,tuttavia le nostre conoscenze meteorologiche,pur all'avanguardia,non permettono altro se non di prevedere probabilisticamente i fenomeni,motivo per il quale le spiegazioni a livello deterministico vengono fatte solo a posteriori.
Un cordiale saluto,Luca. :wink:
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