Francesco Salino, che visitò la “Ghiacciaia” del Mondolè il 22 luglio 1865, scrisse:
“L’apertura della caverna ha approssimativamente un due metri di largo e uno e mezzo altezza, per cui bisogna entrare incurvati; ma fatti pochi passi sopra sassi angolosi, l’andito diviene più ampio, alzandosi anche gradatamente fino alla distanza di 30 o 40 passi ove trovasi una spaziosa sala (…)
Se l’interno della caverna è sfornito di stalattiti per mancanza di sostanze calcaree in soluzione, l’ingrasso della medesima è adornato da grosse stalattiti e stalagmiti di ghiaccio (…).
Ciò che riduce la temperatura al grado di congelare gli scoli dell’acqua
al principio della caverna, dev’essere una corrente di aria esterna combinata con quella interna prodotta dalla naturale disposizione della caverna, cioè dal sovrastante bacino di neve eterna e dalla conformazione
delle roccie esterne.(…)
(Bollettino del CAI, anno 1866, n. 4, Pagg.48-49).
Anch'io come Francesco Salino sono andato a visitare la Grotta ghiacciata:
Monte Mondolè m. 2382 la cima, m. 2180 la grotta
Frabosa soprana (CN) 14-07-09
Foto Renzo Salvo




Certamente nulla di speciale. E' questa una delle tante grotte con ghiaccio
distribuite sulle nostre alpi.
Volevo soltanto condividere con voi questa mia bella avventura.
Da considerare che le foto sono state scattate il 14-07-09 e che la grotta
è a "solo" 2180 m. s.l.m.
Ciao-ciao Renzo








