CdG : modifiche alla circolazione atmosferica ..

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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lelemet
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CdG : modifiche alla circolazione atmosferica ..

Messaggio da lelemet »

.. e perchè no ?
Sull'argomento si discute e si discuterà a lungo e ben venga.
Vi espongo la mia idea in questione.
Da questo gran parlare sul come e quanto la Cdg condizioni il clima europeo e di come potrebbe ugualmente influenzarlo in virtù di un suo cessare od indebolirsi, io parto da un discorso base : non si sta dicendo che in virtù di un rallentamento della corrente termoalina i ghiacci in pochi decenni igloberebbero l'Inghilterra fino alle coste Francesi e che essa è necessariamente il primo e principale arbitro delle temperature in terra Spagnala, Francese ed Italica... figuriamoci, le configurazioni bariche su scala nord emisfarica del resto sono tali da favorire da sempre un clima di si fatta spece sui nostri quadranti.
Il discorso verte su ben altro : fermo e ben accetto che il principale e più evidente effetto della CdG si manifesta da sempre in sede artica, non consentendo l'estensione dei ghiacci marini fin sulle coste Norvegesi, ad oggi un rallentamento della corrente termoalina, con susseguente indebolimento del ramo settentrionale della corrente stessa, con mancato sprofondamento delle acque a nord dell'Islanda, non farebbe altro che portare ad un abbassamento delle temperature medie superficiali delle acque in Artico, ponendo una serie base ad un nuovo avanzamento del limite dei ghiacci verso sud.
Da questo : non capisco come non si possa evidenziare e logicamente affermare che, tale situazione eventuale, andrebbe a modificare le dinamice atmosferiche in questi comparti dell'emisfero settentrionale : un mare nettamente più freddo con un estensione maggiore dei ghiacci e conseguente effetto albedo in aumento, sarebbe il presupposto per una più frequente ed energica dislocazione di robusti anticicloni termici non più limitati alla zona Groellandese e siberiana come accade attualmente, bensì anche a quella zona di oceano artico che oggi, in virtù proprio delle sue temperature superficali, consente, grazie ai contrasti derivati, un ulteriore mantenimento in vita ed apporto energetico alle depressioni che nascono ad ovest del Labrador e che si inseriscono poi nel flusso perturbato legato alla semi permanente Islandese.
Dubito fortemente che tale mutata situazione termica marina quindi, non andrebbe a modificare le dinamiche atmosferiche in sede atlantica... il flusso perturbato ne verrebbe quanto meno deviato, con effetti sulle dinamiche di ciglogensei tutte da verifacare di seguito .
Inverni perturbati a carattere prettamente freddo e nevoso (causa serbatoi freddi sempre pieni alle latitudini settentrionali...) sul nord Europa ?
Scenario probabile e allo stesso tempo indefinito sopratutto sui tempi di effettiva realizzazione.. 15, 30, 50 taluni parlano anche di 100 anni, partendo dal fatto che comunque il processo di desalinizzazine attuale è in atto ormai da un trentennio in maniera continuativa..
Del resto solo questo è lo scanario più comunemente paventato in maniera verosimile.. non una nuova glaciazione a breve termine fino all coste francesi..
La PEG è quanto mai didattica in termini di effetti a livello di fenomenologia atmosferica avutasi in conseguenza al tutto.
Oggi ci si ritrova una salinità delle acque del nord Atlantico inferiore del 30% rispetto a alla fine degli anni '60 , e tra le fonti di afflusso di acque dolci nei mari, assieme allo scioglimento della calotta artica, concorre in buona parte il riversarsi delle acque dei fiumi alle latitudini settentrionali come in Siberia, oltre all'aumentato apporto piovoso proprio in sede nord Atlantica, grazie ad un flusso perturbato costantemente spostato più alle alte latitudini, in virtù di una sempre più frequente fluttuazione verso nord della fascia anticiclonica subtropicale.
Questo il mio modestissimo parere, opinabilissimo, figuratevi.
Vi consiglio, sempre in argomento ed in materia, di leggere alcuni interessanti articoli del WHOI , vedi tra i tanti quelli della scienziata e ricercatrice oceanografica Ruth Kurry ...

http://www.whoi.edu/institutes/occi/top ... ead&id=464

http://www.whoi.edu/institutes/occi/vie ... do?id=5098

http://www.whoi.edu/science/po/people/rcurry/index.htm

Ciao e buona giornata a tutti :wink:
lelemet
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Messaggio da lelemet »

Ulteriore link interessante da analizzare : eccovi i prospetti termici e pluviometrici delle Swalbard , analizzati secondo le medie trentennali 1961-1990 :

http://www.svalbard.com/weather.html

Ho anche fatto un rapido calcolo con le medie mensili del periodo qui nl link riportato nel dettaglio che va dal 1988 al 2002 : lo scarto termico annuale di questo periodo vede, rispetto alle medie del trentennio sopracitato, uno scarto globale positivo di +1.4° su base annuale !! :shock:

1961-1990 : -6.7°

1988-2002 : -5.3°

SCARTO : +1.4°

E ti credo che la calotta artica si riduce e perde ghiaccio da ogni dove ...
:roll:
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