Quando il revisionismo si trasforma in negazionismo: La corrente del golfo

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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quebec
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Quando il revisionismo si trasforma in negazionismo: La corrente del golfo

Messaggio da quebec »

Il revisionismo è molto di moda oggigiorno soprattutto nella storia ma spesso si trasforma in negazionismo fenomeno assai deleterio, cosicché sentiamo qualcuno sostenere la tesi che Hitler non sapeva tutto, anzi dopo la famosa “ Notte dei cristalli” si arrabbiò molto per quanto fatto dalle sue squadracce agli ebrei, probabilmente in futuro troveremo qualcun altro che sosterrà la sua estraneità ad Auschwitz, idea partorita esclusivamente dalla mente malata di Himmler. C’è già qualche sostenitore del fatto che Stalin in fin dei conti era un buon statista, eccedeva qualche volta con l’ira ma fece sempre il bene del popolo russo. E i gulag?
Ma adesso parliamo del negazionismo nella meteo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’articolo del Dott. Seager sulle Scienze, bene questo signore ci spiega che tutto il pluridecennale lavoro fatto da emeriti scienziati del calibro di: Wallace Broecker, George H. Denton e W.H. Berger, sulle correnti oceaniche e quelli di Jan Mangerud, Dorothy Peteet, Pierre Rognon sulle conseguenze locali dello Younger Dryas sono utilizzabili come carta igenica. Poiché la corrente del Golfo ma più propriamente la formazione delle acque profonde nordatlantiche avrebbe uno scarsissimo effetto sul clima europeo. E spiega la differenza tra le temp. invernali di Europa e Nord America rifilandoci una grandissima banalità: il lato occidentale di un isola, una penisola e quindi un continente è più caldo di quello orientale, quindi siccome Montreal, New York, Boston si trovano sul lato est sono più fredde delle città europea che invece si trovano sul lato ovest del continente Eurasiatico. Anzi aggiunge che città poste sul lato ovest del continente americano: Seattle, Vancouver, sono molto più calde delle sopracitate città della Eastcoast .Però si guarda bene da darci una spiegazione sulle cause dello Younger Dryas ma si limita a negare che esse siano dovute ad un massiccio afflusso di acque dolci nell’atlantico settentrionale attraverso la svuotamento del lago Agassiz poiché secondo lui lo svuotamento suddetto è avvenuto prima. E tutti gli studi affermanti che i due episodi sono contemporanei? Altra carta igenica. Inoltre ci dice che secondo un modello da lui sviluppato( ma guarda un po’!) inserendo o meno il trasporto di calore verso nord della corrente del golfo la differenza tra le due sponde risultava sempre la stessa.
A mio avviso tutto l’impianto non regge poiché anche la posizione est/ovest non spiega la differenza tra le due sponde; guardiamo questa carta che pone in risalto le superficie marine ghiacciate e le zone coperte di neve nell’emisfero nord:

Immagine
Come si può facilmente vedere in nessuna parte dell’emisfero nord i ghiacci marini sono così poco estesi come nei pressi dell’Europa. Anche la parte occidentale dello stretto di Bering è completamente ghiacciata mentre in Europa proprio lungo il cammino della corrente non si trova ghiaccio anzi a causa dell’enorme calore rilasciato durante la fase di inabissamento il mare è privo di ghiaccio fino alla Nuova Zemlja. Come lo spiega il Sig. Seager? Non lo spiega.
L’importanza dell’oceano nella climatologia sta assumendo sempre un ruolo maggiore. Prendiamo ad esempio le Ere Glaciali, esse non hanno mai trovato una meccanismo che ne spieghi in toto la formazione e il successivo sviluppo. Tralasciando fattori extraterrestri tipo nubi di polvere cosmica meteoriti ecc. tutte supposizioni cozzanti con la ciclicità dell’evento l’unica spiegazione terrestre plausibile delle stesse rimane la teoria dell’astronomo serbo Milutin Milankovitch che negli anni venti ebbe due grandissime intuizioni. Primo: la formazione o meno di masse glaciali dipende più che dall’accumulo( sempre presente quanto più o quanto meno) dall’ablazione e cioè dalle temp del periodo estivo. Secondo: Egli calcolò (a mano) che quanto tre fattori astronomici: l’inclinazione dell’asse terrestre, l’eccentricità dell’orbita e la variazione del passaggio al perielio si soprappongono, l’intensità della radiazione solare estiva nell’emisfero nord diminuisce di circa il 30% e così inizia l’era glaciale. Fin qui non ci piove ma tutte queste cose valgono per l’emisfero nord mentre sono esattamente il contrario per quello sud che ha le stagioni opposte. Quindi ci si aspetterebbe un emisfero Nord in forte glaciazione e quello sud in deglaciazione,. Tutti i dati in nostro possesso dicono che ciò non è vero, quando i ghiaccia della calotta Laurentide iniziarono a coprire il Canada e quelli della Scandinava l’Europa, i ghiaccia avanzarono sia sulle Ande, sia in Nuova Zelanda sia in Antartide. C’è un sola cosa che poteva portare le variazioni Boreali nell’emisfero australe: l’oceano. Altra cosa dedotta dallo studio delle ere glaciali è che la CO2 scese durante la fase glaciale da 280ppm a 180ppm. Per poi tornare agli stessi livelli durante il riscaldamento dell’Oleocene. Escludendo l’attività umana, che allora non esisteva, l’unico responsabile di questi sbalzi non può che essere l’oceano che se non erro contiene circa tre volte la quantità di CO2 dell’atmosfera. Quindi i cambiamenti avvenuti al Nord cambiarono radicalmente la circolazione oceanica che cambiò anche il clima nella parte Sud del pianeta. Liquidare la formazione delle acque profonde nordatlantiche come non influente è cosa non veritiera. Questo fenomeno avviene solo in quella zona, è la più grande corrente oceanica del pianeta e deve avere per forza un’importanza nel clima dello stesso.
Un’altra cosa: la formazione dell’acqua profonda nordatlantica libera una quantità di calore pari a circa il 30% dell’energia solare che raggiunge annualmente l’atlantico settentrionale(Broecker). Secondo voi che importanza ha questa massa di calore nell’intensità della depressione d’islanda? Secondo me molta.
Va bene l’isteria da GW ma di questo passo si negherà tutto, la corrente termoalina, lo younger dryas, le glaciazioni, a proposito c’è un professore italiano che crede nella non esistenza delle ere glaciali e tutti i fenomeni geomorfologici ad esse collegate possono essere qualificati come alluvionali. Non faccio ulteriori commenti. Buona giornata.
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marvel
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Re: Quando il revisionismo si trasforma in negazionismo

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quebec ha scritto:Il revisionismo è molto di moda oggigiorno soprattutto nella storia ma spesso si trasforma in negazionismo fenomeno assai deleterio, cosicché sentiamo qualcuno sostenere la tesi che Hitler non sapeva tutto, anzi dopo la famosa “ Notte dei cristalli” si arrabbiò molto per quanto fatto dalle sue squadracce agli ebrei, probabilmente in futuro troveremo qualcun altro che sosterrà la sua estraneità ad Auschwitz, idea partorita esclusivamente dalla mente malata di Himmler. C’è già qualche sostenitore del fatto che Stalin in fin dei conti era un buon statista, eccedeva qualche volta con l’ira ma fece sempre il bene del popolo russo. E i gulag?
Ma adesso parliamo del negazionismo nella meteo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’articolo del Dott. Seager sulle Scienze, bene questo signore ci spiega che tutto il pluridecennale lavoro fatto da emeriti scienziati del calibro di: Wallace Broecker, George H. Denton e W.H. Berger, sulle correnti oceaniche e quelli di Jan Mangerud, Dorothy Peteet, Pierre Rognon sulle conseguenze locali dello Younger Dryas sono utilizzabili come carta igenica. Poiché la corrente del Golfo ma più propriamente la formazione delle acque profonde nordatlantiche avrebbe uno scarsissimo effetto sul clima europeo. E spiega la differenza tra le temp. invernali di Europa e Nord America rifilandoci una grandissima banalità: il lato occidentale di un isola, una penisola e quindi un continente è più caldo di quello orientale, quindi siccome Montreal, New York, Boston si trovano sul lato est sono più fredde delle città europea che invece si trovano sul lato ovest del continente Eurasiatico. Anzi aggiunge che città poste sul lato ovest del continente americano: Seattle, Vancouver, sono molto più calde delle sopracitate città della Eastcoast .Però si guarda bene da darci una spiegazione sulle cause dello Younger Dryas ma si limita a negare che esse siano dovute ad un massiccio afflusso di acque dolci nell’atlantico settentrionale attraverso la svuotamento del lago Agassiz poiché secondo lui lo svuotamento suddetto è avvenuto prima. E tutti gli studi affermanti che i due episodi sono contemporanei? Altra carta igenica. Inoltre ci dice che secondo un modello da lui sviluppato( ma guarda un po’!) inserendo o meno il trasporto di calore verso nord della corrente del golfo la differenza tra le due sponde risultava sempre la stessa.
A mio avviso tutto l’impianto non regge poiché anche la posizione est/ovest non spiega la differenza tra le due sponde; guardiamo questa carta che pone in risalto le superficie marine ghiacciate e le zone coperte di neve nell’emisfero nord:

Immagine
Come si può facilmente vedere in nessuna parte dell’emisfero nord i ghiacci marini sono così poco estesi come nei pressi dell’Europa. Anche la parte occidentale dello stretto di Bering è completamente ghiacciata mentre in Europa proprio lungo il cammino della corrente non si trova ghiaccio anzi a causa dell’enorme calore rilasciato durante la fase di inabissamento il mare è privo di ghiaccio fino alla Nuova Zemlja. Come lo spiega il Sig. Seager? Non lo spiega.
L’importanza dell’oceano nella climatologia sta assumendo sempre un ruolo maggiore. Prendiamo ad esempio le Ere Glaciali, esse non hanno mai trovato una meccanismo che ne spieghi in toto la formazione e il successivo sviluppo. Tralasciando fattori extraterrestri tipo nubi di polvere cosmica meteoriti ecc. tutte supposizioni cozzanti con la ciclicità dell’evento l’unica spiegazione terrestre plausibile delle stesse rimane la teoria dell’astronomo serbo Milutin Milankovitch che negli anni venti ebbe due grandissime intuizioni. Primo: la formazione o meno di masse glaciali dipende più che dall’accumulo( sempre presente quanto più o quanto meno) dall’ablazione e cioè dalle temp del periodo estivo. Secondo: Egli calcolò (a mano) che quanto tre fattori astronomici: l’inclinazione dell’asse terrestre, l’eccentricità dell’orbita e la variazione del passaggio al perielio si soprappongono, l’intensità della radiazione solare estiva nell’emisfero nord diminuisce di circa il 30% e così inizia l’era glaciale. Fin qui non ci piove ma tutte queste cose valgono per l’emisfero nord mentre sono esattamente il contrario per quello sud che ha le stagioni opposte. Quindi ci si aspetterebbe un emisfero Nord in forte glaciazione e quello sud in deglaciazione,. Tutti i dati in nostro possesso dicono che ciò non è vero, quando i ghiaccia della calotta Laurentide iniziarono a coprire il Canada e quelli della Scandinava l’Europa, i ghiaccia avanzarono sia sulle Ande, sia in Nuova Zelanda sia in Antartide. C’è un sola cosa che poteva portare le variazioni Boreali nell’emisfero australe: l’oceano. Altra cosa dedotta dallo studio delle ere glaciali è che la CO2 scese durante la fase glaciale da 280ppm a 180ppm. Per poi tornare agli stessi livelli durante il riscaldamento dell’Oleocene. Escludendo l’attività umana, che allora non esisteva, l’unico responsabile di questi sbalzi non può che essere l’oceano che se non erro contiene circa tre volte la quantità di CO2 dell’atmosfera. Quindi i cambiamenti avvenuti al Nord cambiarono radicalmente la circolazione oceanica che cambiò anche il clima nella parte Sud del pianeta. Liquidare la formazione delle acque profonde nordatlantiche come non influente è cosa non veritiera. Questo fenomeno avviene solo in quella zona, è la più grande corrente oceanica del pianeta e deve avere per forza un’importanza nel clima dello stesso.
Un’altra cosa: la formazione dell’acqua profonda nordatlantica libera una quantità di calore pari a circa il 30% dell’energia solare che raggiunge annualmente l’atlantico settentrionale(Broecker). Secondo voi che importanza ha questa massa di calore nell’intensità della depressione d’islanda? Secondo me molta.
Va bene l’isteria da GW ma di questo passo si negherà tutto, la corrente termoalina, lo younger dryas, le glaciazioni, a proposito c’è un professore italiano che crede nella non esistenza delle ere glaciali e tutti i fenomeni geomorfologici ad esse collegate possono essere qualificati come alluvionali. Non faccio ulteriori commenti. Buona giornata.
Sono d'accordo con te, anche io ho letto qualche giorno fa quell'articolo ed ho notato una cosa: inizialmene si parla della CdG come di un "mito da sfatare", l'autore, come hai ben spiegato tu, cerca di sostenere l'ipotesi del "versante occidentale" (ricerca basata quasi esclusivamente su modelli matematici), poi, però, nel corso dell'articolo ammette che la possibilità di un rallentamento dovuto alla diluizione delle concentrazioni saline causerebbe un rallentamento della CdG e anche una diminuzione delle temperature dell'Oceano Atlantico Settentrionale.
Ma secondo lui questo "rallentamento" non dovrebbe causare un evento catastrofico, avendo solo un effetto mitigatore sul riscaldamento globale.

1) le ultime ricerche descrivono che l'eventuale diminuzione delle concentrazioni saline bloccherebbe il nastro trasporatore, perchè è un meccanismo di tipo 1/0, o il circuito è chiuso o è aperto, senza vie intermedie, e comunque vie intermedie solo temporanee.
Un bilancia il cui ago segnerà o positivo (acqua in arrivo più pesante di quella circostante) o negativo (acqua in arrivo più leggera di quella circostante). La via intermedia (acqua dello stesso peso o con oscillazioni) avrà vita breve e il sistema troverà rapidamente un nuovo equilibrio;

2) la diminuzionde delle temperaure oceaniche di "alcuni gradi", come detto dal ricercatore stesso (con un'approssimazione esagerata), non è un dettaglio stupido, le acque islandesi sono al limite degli zero gradi, "qualche grado in meno significherebbe molto in termini di avanzamento dei ghiacci... e quando dice che la cosa non provocherebbe certo una mini era glaciale, come invece supposto da molti altri, mi chiedo se il Dott. Saeger si è mai informato su quale entità dosse il raffreddamento che causò la PEG!?
Nella PEG non si è mica ghiacciato tutto l'Atlantico Settentrionale, però i ghiacci sovente strinsero d'assedio l'Islanda;

3) i modelli hanno già dimostrato, ripetutamente, i propri limiti in ueso ambito;

4) dell'articolo ho aprezzato, invece, la descrizione delle differenze tra clima europeo ed americano, dovute in buona parte all'influenza della specifica orografia.
Poi è chiaro a tutti che l'acqua della CdG non ci riscalda direamente, ma tramite il rilascio di calore all'atmosfera che a sua volta produce situazioni (LP atlantiche) sfavorevoli all'arrivo di correnti continentali sul nostro continente... ma da qui a dire che una diminuzione delle temperaure oceaniche non modificherebbe niente di uesto meccanismo ce ne vuole.

5) l'autore dell'articolo è, in qualche modo, "legato o affezionato" all'IPCC, non vi è articolo in cui non nomini l'IPCC e le sue previsioni catastrofiche a causa dell'effetto serra...
radar
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I commenti qui espressi mi fanno pensare che nessuno abbia letto l'articolo di Seager che, oltretutto, non è proprio di ieri essendo stato pubblicato sul Quaterly Journal nel 2002.
Usare la parola "negazionismo", oltre ad essere una stupidaggine di per sè in questo contesto, è soprattutto altamente offensivo
Punto 5 di Marvel: non so se sia legato all'IPCC, però ad affermare che la CdG si poteva interrompere erano proprio i catastofisti. Che c'entra quindi Seager con la catastrofe? Lui la sta negando!

Adesso riporto quanto ho scritto per altri scopi:
Recentemente, trattando di articoli comparsi sulla rivista “New Scientist”, si è riportato che lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia avrebbe come conseguenza l’innalzamento di sette metri del livello del mare. Questo è un argomento contrastato e altri calcoli mostrano, invece, che la calotta groenlandese sta guadagnando massa. Ma quello che mi preme chiarire adesso è il ruolo della “Corrente del Golfo” sul clima dell’Europa che, secondo New Scientist, potrebbe rendere meno mite il clima del vecchio continente in caso di una sua variazione dovuta all’apporto di acque con diversa salinità..
Il mito di un’Europa resa mite grazie alle acque che vi giungono dal Golfo del Messico, nato parecchi decenni fa, deriva da questa semplice considerazione: la temperatura media del mese di gennaio, ad esempio, sulle coste europee dell’oceano Atlantico è molto più alta di quella che si registra sulle coste dirimpettaie del Nord America. Come esempio vi riporto la città di Brest, in Bretagna, posta a 49° di latitudine nord, che nel mese di gennaio ha una temperatura media di 6° C. Dall’altra parte dell’oceano, a 45° nord, è posta la città di Halifax, in Canada, che riporta una temperatura media per gennaio di –6° C, cioè una differenza tra le due sponde di ben 12 gradi! Quindi cosa c’è di meglio se non attribuire il merito di tale mitezza al flusso di acque che dall’Atlantico tropicale si muove verso le alte latitudini?
Che questo mito sia ripreso e portato avanti da persone fuori dall’ambiente può starci, ma che questa posizione sia presa con leggerezza dalla stampa “specialistica” è un’altra cosa. Semplici conoscenze climatiche, infatti, fanno subito comprendere che il tutto è un mito senza fondamento nella realtà.
Se, ad esempio, si considera il clima di una famosa città posta sulla costa occidentale del Nord America, si ritrovano condizioni simili a quelle di Brest: Seattle (48° nord) ha una temperatura media di gennaio di 5° C, vicinissima a quella di Brest e lontanissima da quella di Halifax.
Di chi è, quindi, il merito del clima mite dell’Europa? Semplicemente del caso che ha voluto che l’Europa si venisse a trovare posta ad oriente rispetto ad un ampio oceano. I venti prevalenti, che alle nostre latitudini soffiano da ovest, trasportano durante l’inverno il calore che l’oceano ha accumulato durante la stagione estiva. Accumulato sul posto e non arrivato dai tropici. Inoltre, per come è fatto e per dove è posto il continente nord-americano, i venti occidentali che giungono sull’Europa hanno una leggera componente meridionale che favorisce l’afflusso di aria più calda da latitudini più meridionali. Brest e Seattle sono miti in inverno non per la presenza di una benevola corrente oceanica ma, semplicemente, per la presenza ad ovest dell’oceano stesso. In più i venti miti possono entrare in profondità nel continente europeo per la mancanza di un catena montuosa, cosa che, invece, in America settentrionale è in parte preclusa dalla presenza delle Montagne Rocciose, prossime alla costa occidentale.
Dove la corrente oceanica ha un’influenza significativa è solo nella zona artica dell’oceano Atlantico tramite il mancato congelamento delle sue acque, con tutte le conseguenze climatiche che ciò comporta.
Da un punto di vista più generale, la Corrente del Golfo rappresenta la parte superficiale in Atlantico della corrente termoalina globale che regola il rimescolamento delle acque oceaniche tra la superficie e le zone profonde, fra i tropici e i poli. Tale circolazione sembra che subisca delle fasi cicliche pluridecadali di maggiore o minore intensità, determinate da variazioni di densità nei vari bacini oceanici, di cui l’Atlantico settentrionale gioca un ruolo da primo attore. Le variazioni di densità si limitano, però, a modulare l’attuale circolazione, mentre a determinarne l’esistenza è lo stress dovuto al vento atmosferico sulla superficie dell’oceano. A questo punto l’unico modo per fermare la Corrente del Golfo è quello di fermare la circolazione atmosferica così com’è oggi, cioè, in ultima analisi, di fermare la rotazione terrestre!
L’impatto che potrebbe avere lo spianamento delle Montagne Rocciose è, invece, ancora da valutare!

Se qualcuno fosse interessato a risalire alla fonte della pubblicazone di Seager:

http://rainbow.ldeo.columbia.edu//papers/qj.pdf
radar
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:wink:
quebec
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radar ha scritto:I commenti qui espressi mi fanno pensare che nessuno abbia letto l'articolo di Seager che, oltretutto, non è proprio di ieri essendo stato pubblicato sul Quaterly Journal nel 2002.
Usare la parola "negazionismo", oltre ad essere una stupidaggine di per sè in questo contesto, è soprattutto altamente offensivo
Punto 5 di Marvel: non so se sia legato all'IPCC, però ad affermare che la CdG si poteva interrompere erano proprio i catastofisti. Che c'entra quindi Seager con la catastrofe? Lui la sta negando!

Adesso riporto quanto ho scritto per altri scopi:
Recentemente, trattando di articoli comparsi sulla rivista “New Scientist”, si è riportato che lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia avrebbe come conseguenza l’innalzamento di sette metri del livello del mare. Questo è un argomento contrastato e altri calcoli mostrano, invece, che la calotta groenlandese sta guadagnando massa. Ma quello che mi preme chiarire adesso è il ruolo della “Corrente del Golfo” sul clima dell’Europa che, secondo New Scientist, potrebbe rendere meno mite il clima del vecchio continente in caso di una sua variazione dovuta all’apporto di acque con diversa salinità..
Il mito di un’Europa resa mite grazie alle acque che vi giungono dal Golfo del Messico, nato parecchi decenni fa, deriva da questa semplice considerazione: la temperatura media del mese di gennaio, ad esempio, sulle coste europee dell’oceano Atlantico è molto più alta di quella che si registra sulle coste dirimpettaie del Nord America. Come esempio vi riporto la città di Brest, in Bretagna, posta a 49° di latitudine nord, che nel mese di gennaio ha una temperatura media di 6° C. Dall’altra parte dell’oceano, a 45° nord, è posta la città di Halifax, in Canada, che riporta una temperatura media per gennaio di –6° C, cioè una differenza tra le due sponde di ben 12 gradi! Quindi cosa c’è di meglio se non attribuire il merito di tale mitezza al flusso di acque che dall’Atlantico tropicale si muove verso le alte latitudini?
Che questo mito sia ripreso e portato avanti da persone fuori dall’ambiente può starci, ma che questa posizione sia presa con leggerezza dalla stampa “specialistica” è un’altra cosa. Semplici conoscenze climatiche, infatti, fanno subito comprendere che il tutto è un mito senza fondamento nella realtà.
Se, ad esempio, si considera il clima di una famosa città posta sulla costa occidentale del Nord America, si ritrovano condizioni simili a quelle di Brest: Seattle (48° nord) ha una temperatura media di gennaio di 5° C, vicinissima a quella di Brest e lontanissima da quella di Halifax.
Di chi è, quindi, il merito del clima mite dell’Europa? Semplicemente del caso che ha voluto che l’Europa si venisse a trovare posta ad oriente rispetto ad un ampio oceano. I venti prevalenti, che alle nostre latitudini soffiano da ovest, trasportano durante l’inverno il calore che l’oceano ha accumulato durante la stagione estiva. Accumulato sul posto e non arrivato dai tropici. Inoltre, per come è fatto e per dove è posto il continente nord-americano, i venti occidentali che giungono sull’Europa hanno una leggera componente meridionale che favorisce l’afflusso di aria più calda da latitudini più meridionali. Brest e Seattle sono miti in inverno non per la presenza di una benevola corrente oceanica ma, semplicemente, per la presenza ad ovest dell’oceano stesso. In più i venti miti possono entrare in profondità nel continente europeo per la mancanza di un catena montuosa, cosa che, invece, in America settentrionale è in parte preclusa dalla presenza delle Montagne Rocciose, prossime alla costa occidentale.
Dove la corrente oceanica ha un’influenza significativa è solo nella zona artica dell’oceano Atlantico tramite il mancato congelamento delle sue acque, con tutte le conseguenze climatiche che ciò comporta.
Da un punto di vista più generale, la Corrente del Golfo rappresenta la parte superficiale in Atlantico della corrente termoalina globale che regola il rimescolamento delle acque oceaniche tra la superficie e le zone profonde, fra i tropici e i poli. Tale circolazione sembra che subisca delle fasi cicliche pluridecadali di maggiore o minore intensità, determinate da variazioni di densità nei vari bacini oceanici, di cui l’Atlantico settentrionale gioca un ruolo da primo attore. Le variazioni di densità si limitano, però, a modulare l’attuale circolazione, mentre a determinarne l’esistenza è lo stress dovuto al vento atmosferico sulla superficie dell’oceano. A questo punto l’unico modo per fermare la Corrente del Golfo è quello di fermare la circolazione atmosferica così com’è oggi, cioè, in ultima analisi, di fermare la rotazione terrestre!
L’impatto che potrebbe avere lo spianamento delle Montagne Rocciose è, invece, ancora da valutare!

Se qualcuno fosse interessato a risalire alla fonte della pubblicazone di Seager:

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Io ho posto degli specifici quesiti, leggeli, poi è ovvio tu non sei Seager, ma se puoi rispondimi. Ciao
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Messaggio da plaz »

Quindi se ho capito bene in Inghilterra ed in Scandinavia senza Corrente del Golfo si avrebbe la stessa temperatura media che si ha adesso?
Grazie
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marvel
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radar ha scritto:I commenti qui espressi mi fanno pensare che nessuno abbia letto l'articolo di Seager che, oltretutto, non è proprio di ieri essendo stato pubblicato sul Quaterly Journal nel 2002.
Usare la parola "negazionismo", oltre ad essere una stupidaggine di per sè in questo contesto, è soprattutto altamente offensivo
Punto 5 di Marvel: non so se sia legato all'IPCC, però ad affermare che la CdG si poteva interrompere erano proprio i catastofisti. Che c'entra quindi Seager con la catastrofe? Lui la sta negando!
No, ho letto l'articolo la scorsa settimana sul mensile "Le Scienze", l'articolo in questione è molto esteso e sviluppato e alla conclusione se ne può dedurre quello che ho scritto sopra.
La parola negazionismo non la vedo molto lontana dalla realtà, visto che finchè la Corrente del Golfo non "minava" le ipotesi catastrofiste dell'IPCC, veniva considerata un'alleata del caldo e dell'effetto serra sull'Europa e tutti concoravano nell'attribuirle un ruolo fondamentale sul clima europeo. Fior fiore di ricerche e studi condotti per decenni sulla Corrente hanno dimostrato l'importantissimo ruolo termico e mitigatore, ora, invece, la causa antropo-catastrofista promossa da certe correnti di pensiero, impone un "revisionismo" o anche "negazionismo" per la "giusta causa"... attaccandosi a qualunque algoritmo matematico che possa portarle punti.
Invece sono d'accordo con te sul fatto che , anche dall'altra parte, si è fatto del catastrofismo.
In tutto questo marasma di mode oltraggiose verso il nome della scienza, penso solo che ormai, purtroppo, di veri scienziati (con la S maiuscola) ne sono rimasti ben pochi.
radar
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Messaggio da radar »

quebec ha scritto:
Io ho posto degli specifici quesiti, leggeli, poi è ovvio tu non sei Seager, ma se puoi rispondimi. Ciao
Hai fatto di più che dei quesiti, hai usato parole fuori luogo e sproporzionate!

Alcuni dei quesiti che poni trovano risposta nel suo articolo oltre che nelle mie parole. Quindi perchè non vai alla fonte?

Seager non si è occupato affatto del ciclo glaciale, quindi perchè cerchi risposte da lui?
Il ciclo climatico della Terra è attualmete guidato dall'emisfero settentrionale per ovvi motivi e accertare un'influenza minima della CdG sul clima invernale dell'Europa non ha niente a che fare col ciclo glaciale visibile anche nell'altro emisfero.

Plaz, il calore trasportato dai venti sud occidentali e il calore incamerato dall'oceano durante l'estate spiegano la maggior parte del calore extra sull'Europa. I mari a nord della Scandinavia, invece e come è ben riportato nell'articolo, subiscono un effetto significativo dal debole flusso di calore dovuto alla circolazione oceanica.
radar
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Messaggio da radar »

Marvel,
il fatto che la notizia sia riportata su "Le Scienze" non m'impressiona particolarmente, anzi!
Tra New Scientist , Science e Nature non è che andiamo molto in là...sono i paladini della catastrofe e della disinformazione fatta sistema.

La teoria del blocco subitaneo della circolazione termoalina veniva sempre dalla stessa parte, cioè dai sostenitori del ruolo distruttivo dell'umanità sul pianeta e sul clima in particolare. Quindi non riesco a fare una distinzione tra quelli dell'IPCC e quelli della CdG.
L'uso della parola "negazionisti" è offensiva, spropositata e assolutamente biasimevole.
quebec
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Messaggio da quebec »

radar ha scritto:Marvel,
il fatto che la notizia sia riportata su "Le Scienze" non m'impressiona particolarmente, anzi!
Tra New Scientist , Science e Nature non è che andiamo molto in là...sono i paladini della catastrofe e della disinformazione fatta sistema.

La teoria del blocco subitaneo della circolazione termoalina veniva sempre dalla stessa parte, cioè dai sostenitori del ruolo distruttivo dell'umanità sul pianeta e sul clima in particolare. Quindi non riesco a fare una distinzione tra quelli dell'IPCC e quelli della CdG.
L'uso della parola "negazionisti" è offensiva, spropositata e assolutamente biasimevole.
Oh ma tu te la stai a prendere come una questione personale, io non ho offeso nessuno ho solo esposto il mio pensiero, se lo condividi bene, altrimenti lo dici, spieghi il perchè e punto e basta. Siamo in democrazia, te ne sei accorto?
stefanocarneval
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Messaggio da stefanocarneval »

raga la discussione è molto bella e avvincente, siete bravi e competenti.
continuiamola così, se ci và, senza prenderci tra di noi..lo dico da vecchietto del forum.. :D ..da ex arbitro propongo stretta di mano e ripresa della discussione..sennò ok così e alla prossima :)

sulla corrente del golfo purtroppo siamo sempre stati influenzati dai libri di geografia e da molti trattati di meteo; anche a livello universitario la versione riconosciuta è quella della corrente del golfo..tra l'altro isole come le shetland (che hanno temperature medie veramente miti rispetto alla latitudine) sarebbero baciate da correnti occidentali molto ma molto attutite visto la latitudine e un trasporto di correnti calde oceaniche piuttosto limitato..ecco il motivo perchè si è cercato di spiegare la mitezza di tali zone (anche delle coste norvegesi..) con una corrente oceanica riscaldatrice di correnti e colonne d'aria (di conseguenza); la tesi ovest-est è debole ad esempio in danimarca, dove la costa più inospitale è proprio quella rivolta verso il mare del nord..e tra l'altro nonostante il notevole vento atlantico la t media è inferiore alla costa est e di non poco..
bello comunque approfondire ancora di più..di sicuro i prossimi anni sentenzieranno definitivamente sulla corrente del golfo.
notte raga;)
stefano
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Messaggio da radar »

quebec ha scritto: Oh ma tu te la stai a prendere come una questione personale, io non ho offeso nessuno ho solo esposto il mio pensiero, se lo condividi bene, altrimenti lo dici, spieghi il perchè e punto e basta. Siamo in democrazia, te ne sei accorto?
I sostenitori dell'AGW hanno tacciato coloro che non si sono adeguati alla cultura dominante delle peggiori ingiurie: venduti e negazionisti.
Appunto perchè siamo in democrazia, non ti ho detto di non esprimere la tua opinione, ti ho detto solo che la cosa è offensiva e spropositata.
Mi è permesso o no?
radar
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stefanocarneval ha scritto: bello comunque approfondire ancora di più..di sicuro i prossimi anni sentenzieranno definitivamente sulla corrente del golfo.
notte raga;)
stefano
A mio parere, l'incertezza sul ruolo della circolazione termoalina sul clima invernale in Europa è chiaro e univoco. I numeri lo dicono.
Basta guardare ad una mappa del livello medio della 500 hpa per capire che le onde planetarie hanno un ruolo nel distribuire in maniera differenziale il calore a parità di latitudine. Il fatto che l'asse della saccatura sia posta sulla costa orientale dei continenti è più che sufficiente a dirti dove starà il freddo. Ed il fatto che le coste occidentali dell'Europa si trovino all'uscita del flusso sud occidentale vorrà pur dire qualcosa?
Il trasporto di energia dalle basse alle alte latitudini è garantito in maniera efficiente dalla circolazione atmosferica.
Il trasporto di energia da parte dell'oceano, per quanto sia in senso assoluto il depositario di praticamente tutta l'energia del sistema climatico, è lento e determina le oscillazioni di lungo periodo, le anomalie.
Attenzione, una cosa è il ruolo dell'oceano come ridistributore del riscaldamento differenziale tra le varie latitudini, un'altra cosa è il ruolo dell'energia da esso assorbita nell'influenzare lo stato climatico di un luogo.
Che l'Equatore non bolli e che i poli non precipitino verso lo zero assoluto è garantito dall'atmosfera che è piuttosto veloce a rimuovere energia dai tropici e ad irradiarla verso lo spazio o trasportarla verso i poli per essere comunque irradiata via.
Quella che è poi la distribuzione attuale dei continenti e degli oceani ti dirà dove sarà più freddo e dove più caldo.
Sia chiaro, comunque, che l'oceano Atlantico ha un ruolo fondamentale nel succhiare energia dall'emisfero meridionale verso quello settentrionale, ma questo non determina di per sè l'inverno mite di Brest.
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marvel
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radar ha scritto:Marvel,
il fatto che la notizia sia riportata su "Le Scienze" non m'impressiona particolarmente, anzi!
Tra New Scientist , Science e Nature non è che andiamo molto in là...sono i paladini della catastrofe e della disinformazione fatta sistema.

La teoria del blocco subitaneo della circolazione termoalina veniva sempre dalla stessa parte, cioè dai sostenitori del ruolo distruttivo dell'umanità sul pianeta e sul clima in particolare. Quindi non riesco a fare una distinzione tra quelli dell'IPCC e quelli della CdG.
L'uso della parola "negazionisti" è offensiva, spropositata e assolutamente biasimevole.
Caro Radar,
ci mancherebbe, conosco, leggo ed apprezzo riviste scientifiche di prim'ordine quali Nature, Science e New Sientist, le ho lette assiduamente per anni, durante l'universitá.
Ma ora, sei tu ad usare parole poco consone, dicendo che queste riviste sono i paladini della disinformazione e del catastrofismo... allora che dire di rivistine come Focus o Newton!?
La mia era solo una citazione, per farti capire che il mio commento non era basato sul nulla, ma su un articolo scritto dall'autore stesso su una rivista comunque, seppur di divulgazione, sempre scientifica.
Insisto nel dire che non solo la parola "negazionisti" non é spropositata, ma anzi, é opportuna.
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radar ha scritto: A mio parere, l'incertezza sul ruolo della circolazione termoalina sul clima invernale in Europa è chiaro e univoco. I numeri lo dicono.
Basta guardare ad una mappa del livello medio della 500 hpa per capire che le onde planetarie hanno un ruolo nel distribuire in maniera differenziale il calore a parità di latitudine. Il fatto che l'asse della saccatura sia posta sulla costa orientale dei continenti è più che sufficiente a dirti dove starà il freddo. Ed il fatto che le coste occidentali dell'Europa si trovino all'uscita del flusso sud occidentale vorrà pur dire qualcosa?
Il trasporto di energia dalle basse alle alte latitudini è garantito in maniera efficiente dalla circolazione atmosferica.
Il trasporto di energia da parte dell'oceano, per quanto sia in senso assoluto il depositario di praticamente tutta l'energia del sistema climatico, è lento e determina le oscillazioni di lungo periodo, le anomalie.
Attenzione, una cosa è il ruolo dell'oceano come ridistributore del riscaldamento differenziale tra le varie latitudini, un'altra cosa è il ruolo dell'energia da esso assorbita nell'influenzare lo stato climatico di un luogo.
Che l'Equatore non bolli e che i poli non precipitino verso lo zero assoluto è garantito dall'atmosfera che è piuttosto veloce a rimuovere energia dai tropici e ad irradiarla verso lo spazio o trasportarla verso i poli per essere comunque irradiata via.
Quella che è poi la distribuzione attuale dei continenti e degli oceani ti dirà dove sarà più freddo e dove più caldo.
Sia chiaro, comunque, che l'oceano Atlantico ha un ruolo fondamentale nel succhiare energia dall'emisfero meridionale verso quello settentrionale, ma questo non determina di per sè l'inverno mite di Brest.
Ah, quindi, se ho capito bene, tu indirettamente,sostieni che se l'Oceano Atlantico Settentrionale fosse piú freddo, se i ghiacci tendessero a scendere di latitudine (perché sarebbe la logica conseguenza, come accaduto anche in passato), la circolazione atmosferica stessa non ne risentirebbe? Secondo te le LP islandesi e gli anticicloni atlantici si comporterebbero sempre allo stesso modo?
Una cosa che bisognerebbe sempre fare quando si parla di queste materie, é quella di analizzare il problema non univocamente, ma da entrambi i lati.
Il sistema climatico é un sistema altamente complesso, ed anche complicato... questo fa si che le interazioni e le ralazioni di tipo causa-effetto siano intrinsecamente collegate e che la soluzione semplice ed univoca sia praticamente impossibile.
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