ah..non era certo la prima volta
Emiliani( parmigiani dell'appennino), venite in mio soccorso
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vivalaneve
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Re: Emiliani( parmigiani dell'appennino), venite in mio soccorso
Il tuo discorso partiva molto generico e io ti solo riportato la mia esperienza diretta , di altro non so però mi restano molti dubbi.vivalaneve ha scritto:qui nessuno crede che nelle valli appenniniche del piacentino e del parmense nei tempi d'oro la neve era sempre presente al suolo da novemnre a marzo..per favore datemi una mano
Ciao
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stefano75
nell'85 ha nevicato pure a napoli...vivalaneve ha scritto:Ah, cmq 2 metri di neve a 800 m non è che siano così una cosa impossibile..ho delle foto del gennaio 1985: nel paese di Cervara a 720 m slm e nel VERSANTE MERIDIONALE, la neve era alta 175 cm il 20 gennaio, e questo non è nessun racconto di nonni o bisnonni
ah..non era certo la prima volta
comunque basta dai, non è mia intenzione fare polemica.
ciao
Sopratutto la domanda di Vivalaneve era riferita alle zone oltre i 1000mt nella parte a ridosso del crinale appennnico e non certo alle colline di 400mt che oltre che nettamente più basse sono anche più lontane dal crinale e con apporti nevosi nettamente inferiori. Basti pensare alla stazione sciistica di Ospitaletto (RE) che a 1150 mt anche nella stagioni recenti 98-99, 2005-2006 ha tenuto costantemente aperto da fine novembre a pasqua senza interruzione e senza ausilio di neve artificiale. Lo scorso anno addirittura lo spessore nel periodo di riferimento è sempre stato superiore ai 100 cm. Prima del 1988 la persistenza del manto nevoso prolungata era la regola (altrimenti non avrebbero costruito la stazione no?) e le annate con innevamento scarso o discontinuo erano molto più rare. Non mancavano certo le hp invernali anche prima, ma nei versanti a nord non è certo il sole che fonde la neve... casomai il problema erano le libecciate ma normalmente non si mangiavano tutta la neve. E comunque le configurazioni di HP e di correnti da SW non erano comunque praticamente mai tanto persistenti come quest'anno o come nel 88-89 e 89-90 e le termiche non così elevate, visto che i record li stiamo facendo ai giorni nostri.
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vivalaneve
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Esatto, ma io mi riferivo anche ai 400 m, ovviamente non a colline distanti dal crinale,ma alla alta valle del taro che è proprio sotto il crinale)barba ha scritto:Sopratutto la domanda di Vivalaneve era riferita alle zone oltre i 1000mt nella parte a ridosso del crinale appennnico e non certo alle colline di 400mt che oltre che nettamente più basse sono anche più lontane dal crinale e con apporti nevosi nettamente inferiori. Basti pensare alla stazione sciistica di Ospitaletto (RE) che a 1150 mt anche nella stagioni recenti 98-99, 2005-2006 ha tenuto costantemente aperto da fine novembre a pasqua senza interruzione e senza ausilio di neve artificiale. Lo scorso anno addirittura lo spessore nel periodo di riferimento è sempre stato superiore ai 100 cm. Prima del 1988 la persistenza del manto nevoso prolungata era la regola (altrimenti non avrebbero costruito la stazione no?) e le annate con innevamento scarso o discontinuo erano molto più rare. Non mancavano certo le hp invernali anche prima, ma nei versanti a nord non è certo il sole che fonde la neve... casomai il problema erano le libecciate ma normalmente non si mangiavano tutta la neve. E comunque le configurazioni di HP e di correnti da SW non erano comunque praticamente mai tanto persistenti come quest'anno o come nel 88-89 e 89-90 e le termiche non così elevate, visto che i record li stiamo facendo ai giorni nostri.
Guarda, ci sono certe valli molto interne che mantengono le condizioni di inversione termica anche quando in quota soffia il libeccio. Ad esempio spesso quando da Reggio salgo a Ospitaletto passo il fiume secchia alla località La Gatta-Pianello (450 mt) e questo è il punto più freddo nella maggior parte dei casi dell'intero tragitto anche a causa dei alte montagne sud che lasciano in ombra permanentemente la valle e la riparano dal vento. Qui una buona nevicata che cade a fine novembre rimane a suolo molto tempo dove non batte il sole, alimentata da galavernate costanti ad ogni notte serena e da successivi apporti.
Io pur essendo di Genova conosco molto bene la Val Taro e la confinante dal lato ligure Val d'Aveto e posso confermare la quantità industriale di queste valli poste sui crinali dell'Appennino ligure -emiliano....quoto anche il fatto che da novembre a marzo-aprile la neve rimaneva nei versanti nord e in Val d'Aveto a quota 1350 m sui versanti del M.Penna , dal cui versante emiliano nasce il fiume Taro, in occasioni di inverni particolarmente freddi e nevosi alcuni nevai erano visibili nelle abetaie agli inizi di giugnovivalaneve ha scritto:Esatto, ma io mi riferivo anche ai 400 m, ovviamente non a colline distanti dal crinale,ma alla alta valle del taro che è proprio sotto il crinale)barba ha scritto:Sopratutto la domanda di Vivalaneve era riferita alle zone oltre i 1000mt nella parte a ridosso del crinale appennnico e non certo alle colline di 400mt che oltre che nettamente più basse sono anche più lontane dal crinale e con apporti nevosi nettamente inferiori. Basti pensare alla stazione sciistica di Ospitaletto (RE) che a 1150 mt anche nella stagioni recenti 98-99, 2005-2006 ha tenuto costantemente aperto da fine novembre a pasqua senza interruzione e senza ausilio di neve artificiale. Lo scorso anno addirittura lo spessore nel periodo di riferimento è sempre stato superiore ai 100 cm. Prima del 1988 la persistenza del manto nevoso prolungata era la regola (altrimenti non avrebbero costruito la stazione no?) e le annate con innevamento scarso o discontinuo erano molto più rare. Non mancavano certo le hp invernali anche prima, ma nei versanti a nord non è certo il sole che fonde la neve... casomai il problema erano le libecciate ma normalmente non si mangiavano tutta la neve. E comunque le configurazioni di HP e di correnti da SW non erano comunque praticamente mai tanto persistenti come quest'anno o come nel 88-89 e 89-90 e le termiche non così elevate, visto che i record li stiamo facendo ai giorni nostri.
Steba