Salve a tutti!
Sabato scorso 13 giugno, chiamato dalla mia passione per l'escursionismo in montagna, decido di salire sul monte Vettore, massima vetta dei monti Sibillini, tra Marche e Umbria.
Alle 8,30 arrivo al valico di Forca di Presta, 1535 metri di altezza, parcheggio l'auto e inizio la salita.
In 2 ore e 15 minuti sto in cima, a 2476 metri dopo aver percorso un magnifico sentiero tra migliaia di fiori alternati a macchie di neve ancora presenti soprattutto oltre i 2000/2100 metri.
Durante la discesa ho effettuato la classicissima deviazione verso la conca che ospita uno dei laghi glaciali più belli e scenografici non soltanto dell'intero Appennino ma delle Alpi, che per gran parte conosco bene.
1300 metri di dislivello complessivi.
Un'escursione che consiglio vivamente a tutti, magari soltanto per osservare il lago, un esperienza che va fatta almeno una volta nella vita. Personalmente da quando l'ho scoperto 10 annii fa, non salto un anno senza visitarlo.
Ecco le immagini!!
La cima del Lago e il Redentore. Ben visibile il rifugio Zilioli.


Quella lingua di neve è sempre presente su quel versante del monte Vettore ed l'ultimo "residuo" dell'inverno ad andare via.
Si tratta di un accumulo eolico di circa 2 km. che inizialmente ha uno spessore anche di molti metri e su cui si scia generalmente fino alla prima settimana di giugno.
Quest'anno, grazie alle abbondanti nevicate dello scorso inverno, quella lingua di neve resisterà fino a inizio luglio!!!
E' bellissima.


In cima, a 2476 metri.




Il lago Pilato occupa la testata della valle di Foce, uno spettacolare circo glaciale a circa 1900 metri, tra i più belli dell'Appennino. Circondato dalle immani pareti del Vettore che cadono a strapiombo nella conca e chiusa dagli altri lati dal monte Redentore e dal Pizzo del Diavolo, ha un microclima molto particolare.
Qui infatti la neve e il ghiaccio resistono fino a luglio nonostante la quota relativamente bassa del sito.
Fotogeneci iceberg galleggiano sulla superfice blu cobalto del lago entre le pareti dolomitiche del Pizzo del Diavolo si riflettono nelle acque. Sulle rive fanno bella mostra di sè genziane e stelle alpine appenniniche "leontopodium nivalis".
Un incanto. Un vero angolo di paradiso.



Bellissimi i banchi di nuvole che si abbassavano coprendo per pochi istanti tutto l'ambiente circostante per poi riscoprirlo altrettanto velocemente.
Un continuo alternarsi di situazioni diverse di luce e contrasti.



Le dolomitiche pareti del Pizzo del Diavolo











