Riprendo la discussione..
Premetto che sto da sempre dalla parte degli Indiani e non dei Cowboys..
E aggiungo che non vi scrive uno che semplicemente ci va in vacanza,
lasciandosi abbagliare dall'oro che luccica e facendosi abbindolare da uno stuolo di viscidi germanici che con moine e splendida accoglienza si fa spillare fior di quattrini..
Io ho abitato per un po' di tempo in Alta Pusteria, essendomi sentimentalmente legato a una Suedtirolerin: quindi una piccola voce in capitolo dovrei averla..
Ebbene intendo semplicemente difendere la cultura, le tradizioni, la lingua
e l'identità di un popolo che da uno stupido trattato di soli 90 anni fa
ha dovuto subire una Anschluss a un Paese col quale culturalmente
aveva poco con cui spartire..Poi possono piacere o no: ma i fatti storici
sono chiari.
Il Tirolo affonda le proprie radici in una cultura millenaria che parte da Walther Von Der Vogelweide e arriva a oggi passando per l'Eroe
romantico Andreas Hofer: perchè mai oggi dovrebbero farsi lo scrupolo
di scrivere i cartelli in italiano sui sentieri di montagna?
Quella è la loro cultura e va difesa. Al diavolo i confini politici!
Io ero un Walscher in Sudtirolo, uno straniero e lo sapevo: non me ne importava un fico secco, giusto così! L'importante è il rispetto per le Culture: io l'ho sempre dimostrato loro, ci scherzavo sul significato di Walscher con una buona dose di ironia, ho sempre dimostrato interesse per le loro tradizioni, e sono stato accolto da una magnifica schietta ospitalità.
Ho tanti amici ancora oggi lassù e amo lanciare battute nel loro dialetto
Puschtra scherzando sulla mia improbabile pronuncia. In questo modo ho grattato la loro apparente dura scorza e ne è uscito un popolo semplicemente fiero della propria cultura, nulla più...
Se la prenderebbe forse un rodigino se gli dicessi che la sua terra si chiama 'Polesine' invece di 'Basso Veneto'? Non credo proprio..
Il problema è che ogni pretesto è buono per rispolverare l'annosa questione della difficile convivenza : ma siamo sicuri che sono loro ad avere sentimenti anti-italiani o non è forse una reazione al fatto che sono gli italiani a essere anti-tirolesi?
La mia è una voce fuori dal coro pseudosciovinistico del becero italiano medio che si irretisce e si scandalizza perchè un abitante di Antholz
si esprime in pessimo italiano infarcito di errori. Questo non lo sopporto.
Sono certo che la mia disquisizione 'politically incorrect' si inimicherà un buon 99% degli utenti di questo forum ma questo è il mio pensiero.
E ricordiamoci che abbiamo solo da imparare da quello che in quella terra è stato fatto per creare un esempio che anche il Dalai Lama, parole sue,
vorrebbe prendere a modello per il suo Tibet.
Vi sono altre Regioni in Italia a Statuto speciale ma non mi par proprio
che i soldi pubblici siano stati spesi altrettanto bene....
Vorrei infine ricordare e sottolineare l'importanza di certi messaggi
che si possono leggere vagando qua e là per questa magnifica terra, che
nulla hanno a che vedere con la xenofobia o con la difficoltà di integrazione ma che dovrebbero servire ad aprire le menti ottuse dall'una e dall'altra parte. In una croce su una vetta si legge:
'Ricordando i Compagni che sono caduti in guerra: dal loro sacrificio crebbe la nostra amicizia...(.. Aus ihren Opfer wuchs unsere Freundschaft). Questo è cio' che conta..
Leggetevi poi un bel libro consigliato una volta su questi lidi proprio da Alessio Grosso (il cui pensiero, ahivoi, non credo si discosti tanto dal mio..): Bel Paese Brutta Gente di Claus Gatterer da Sexten.
Dove tra le righe si legge, detto da un irriducibile tirolese :....
'che noi abbiamo vinto la guerra lo sanno anche i bambini, ma che ci avrebbero dato tutta l'Italia non me lo sarei mai sognato!'...
Non me ne vogliate......
