Continue scosse di terremoto a l'Aquila dal 30 marzo...
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
scosse
dalla metà di gennaio fino ad adesso ci sono state qui a l'aquila 33 scosse, la piu intensa quella di oggi alle 15.48 di magnitudo 4.0.
io sono di sulmona e ieri mattina c'è stata una scossa di 3.8 e anche 10 giorni fa altre due scosse.
inoltre ci sono state altre scosse nei dintorni come nel reatino e a cassino.
frade secondo te tutte ste scosse di terremoto stanno evitando una piu intensa oppure stanno "preparando il terreno" per una fortissima?
io sono di sulmona e ieri mattina c'è stata una scossa di 3.8 e anche 10 giorni fa altre due scosse.
inoltre ci sono state altre scosse nei dintorni come nel reatino e a cassino.
frade secondo te tutte ste scosse di terremoto stanno evitando una piu intensa oppure stanno "preparando il terreno" per una fortissima?
dalle nove qui a l'aquila altre 3 scosse di cui l'ultima di buona intensità verso le 22.20 da questa mattina 8 sono state le scosse chiaramente avvertite dalla popolazione...la cosa sta diventando più seria del previsto!...ho sentito di gente che dorme in macchina e non scherzo...per rerum sinceramente non saprei più cosa pensare io studio fisica e mi hanno sempre insegnato che l'energia è meglio che si disperda più lentamente in più round in modo da evitare la botta forte con importante dispersione di energia ma in realtà non sembra così semplici a detta degli esperti...infatti qui a l'aquila c'è un bruttissimo precedente proprio dopo una lunga e logorante serie di piccole scosse-sciame sismico...staremo a vedere certo è che in concomitanza con questo sciame sismico gli esperti stanno sviluppando nuove tecniche per prevedere la forte scossa tra cui il rilevamento della fuori uscita dalla crosta terrestre di un gas il radon che sembra sia espulso in grandi quantità proprio poco prima di una scossa come in effetti è accaduto in questa scossa di oggi delle 15.38 e si dice che l'artefice di questa tecnica giuliani l'abbia previsto questo terremoto e nussuno gli abbia dato ascolto in tempo... 
intanto confermo domani scuole chiuse a l'aquila, nell'ordinanza il sindaco per non allarmare la popolazione ne spiega le cause per effettuare i controlli di rito e le prove di agibilità....da fonti locali danneggiato l'edificio all'interno della scuola De Amicis proprio nel centro della città e un'ala del museo al castello cinquecentesco....
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rickysulmona
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- Località: sulmona(AQ)
no richy purtroppo msn non ce l'ho...comunque sono d'accordo con te sul fatto che dormire in macchina è un esagerazione però l'ho sentito con le mie orecchie che l'intensione c'era...per quanto riguarda lo sciame sismico precedente al sisma del 1703 se ne parla già da un pò ma ho approfondito con un dottorando in fisica com'era la faccenda ora faccio u8n giro su internet e posto...rickysulmona ha scritto:hai i dati dello sciame precedente a quello del 1703? comunque dormire in macchina è un'esagerazione,basta attenersi alle norme che tutti DOVREBBERO conoscere....se hai un contatto più diretto,chiacchierata gradita) msn?(moderatori,concedetecela)
ecco una testimonianza del sisma...
Trecento anni fa il terremoto che distrusse L'Aquila
Una città rinata dalle macerie
Articolo di:
Fonte: Il Centro
Genere: Cultura
Zona: Città di L'Aquila
del: 03-02-2003 ore 10:16:43
L'AQUILA. Era il giorno della Candelora, e i fedeli rimasero sepolti coi ceri in mano. Era il 2 febbraio del 1703, nelle chiese aquilane si celebrava la festa della Presentazione di Gesù al Tempio. Ma, quella volta, non restarono in piedi nemmeno i templi. Anzi, ottocento persone rimasero sotto le macerie nella chiesa di San Domenico. Tantissime, poi, furono sorprese durante altre cerimonie, visto che la terra tremò in pieno giorno. Data nefasta per la storia della città. Ma anche punto di partenza per una rinascita che, seppur lenta, fu coraggiosa e significativa. Oggi - a distanza di 300 anni da quell'evento - restano soltanto le parole degli storici e i racconti dell'epoca. Il tempo ha cancellato i segni visibili della catastrofe, che rivive nei libri di storia. «Il giorno due febraro, festa della Purificazione di Maria Sempre Vergine Nostra Signora, su l'ore diciotto e mezza, celebrandosi l'ultima messa per la funzione della distribuzione delle Candele, si fece di nuovo sentire nella medesima città dell'Aquila con treplicate scosse il Terremoto, e dannegiò a segno in un Miserere, che sono quasi a terra le Chiese di San Bernardino, San Filippo, la Cattedrale di San Massimo, San Francesco, Sant'Agostino. Tutti i palazzi, o rasi o cadenti. Nel Tempio di San Domenico, ove si faceva la Communione Generale, in quella mattina morirono da ottocento persone, e all'ingrosso si fa il conto che perissero in quella Città più di tre milia abitanti, ed è impossibile che quel luogo possa risorgere». Il resoconto è tratto da una relazione dell'epoca, riportata nel capitolo «L'Aquila», scritto dallo studioso Walter Capezzali nel volume «L'Abruzzo nel Settecento», edito da Ediars. «Ma il ben triste presagio dell'impossibilità di far risorgere la città rasa al suolo non doveva realizzarsi», annota Capezzali. «Di ben diverso tono appare l'altra relazione coeva del terremoto, licenziata il 10 maggio 1703. Vi si legge, infatti, fra l'altro:... Si animarono gli smarriti Cittadini rendendoli coragiosi à non dishabitare la loro Patria, come havevano principiato a fare alcune famiglie. Fu creato il Governo della Città, in luogo degli estinti del tremuoto. Si aprirono alcune strade più principali al commercio, buttando a terra l'avanzo delle muraglie, che minacciavano morte a' passegieri. Si fabricarono più forni da cuocere il pane, essendo rimasti atterrati quelli che vi erano... Furono accomodati gli acquedotti della Città...». «Insomma», sostiene Walter Capezzali, «vi si documenta una forte volontà di rinascita e ricostruzione che in effetti doveva dare gradualmente i suoi frutti positivi». «Il drammatico momento del terremoto è ancora significativo punto d'intersezione tra le due storie civile ed ecclesiale, quando la diocesi risulta affidata a un vicario capitolare, Francesco Antonelli, il cui nome si conta tra gli oltre 2400 abitanti periti sotto le macerie, lui rimasto sotto quelle del Duomo, crollato come quasi tutte le numerose chiese della città. E la Chiesa aquilana», scrive ancora Capezzali nel capitolo "L'Aquila e la sua Chiesa", tratto dal catalogo della mostra Ad perpetuam Aquilae iuventam, «risorse anche materialmente, come il resto della struttura urbana e contro le insistenti e funeste previsioni di una fine senza scampo, con un grande protagonista di questo miracoloso recupero, il vescovo Domenico Taglialatela, che volle reagire con provvido decisionismo: promuovere un sinodo, restaurare la Cattedrale, istituire una nuova Accademia». «I palazzi che risultano crollati con eccidio degli abitatori», annota Raffaele Colapietra nel capitolo intitolato L'edilizia residenziale aquilana (tratto dal libro, di Ediarte, L'Aquila: i Palazzi), «sono quelli Cresi, dove è morto Alessandro, il camerlengo in carica della città, Bonanni, Burri, Carli all'Annunziata, Rustici, Zuzi e Pica oggi distrutto all'attuale via Fortebraccio». «Oggi, una sorta di terremoto investe l'occupazione di questa città. Se nel 1703 si ebbe l'unanime forza di reagire», conclude Colapietra, «è augurabile che la stessa cooperazione vi sia anche oggi».
Trecento anni fa il terremoto che distrusse L'Aquila
Una città rinata dalle macerie
Articolo di:
Fonte: Il Centro
Genere: Cultura
Zona: Città di L'Aquila
del: 03-02-2003 ore 10:16:43
L'AQUILA. Era il giorno della Candelora, e i fedeli rimasero sepolti coi ceri in mano. Era il 2 febbraio del 1703, nelle chiese aquilane si celebrava la festa della Presentazione di Gesù al Tempio. Ma, quella volta, non restarono in piedi nemmeno i templi. Anzi, ottocento persone rimasero sotto le macerie nella chiesa di San Domenico. Tantissime, poi, furono sorprese durante altre cerimonie, visto che la terra tremò in pieno giorno. Data nefasta per la storia della città. Ma anche punto di partenza per una rinascita che, seppur lenta, fu coraggiosa e significativa. Oggi - a distanza di 300 anni da quell'evento - restano soltanto le parole degli storici e i racconti dell'epoca. Il tempo ha cancellato i segni visibili della catastrofe, che rivive nei libri di storia. «Il giorno due febraro, festa della Purificazione di Maria Sempre Vergine Nostra Signora, su l'ore diciotto e mezza, celebrandosi l'ultima messa per la funzione della distribuzione delle Candele, si fece di nuovo sentire nella medesima città dell'Aquila con treplicate scosse il Terremoto, e dannegiò a segno in un Miserere, che sono quasi a terra le Chiese di San Bernardino, San Filippo, la Cattedrale di San Massimo, San Francesco, Sant'Agostino. Tutti i palazzi, o rasi o cadenti. Nel Tempio di San Domenico, ove si faceva la Communione Generale, in quella mattina morirono da ottocento persone, e all'ingrosso si fa il conto che perissero in quella Città più di tre milia abitanti, ed è impossibile che quel luogo possa risorgere». Il resoconto è tratto da una relazione dell'epoca, riportata nel capitolo «L'Aquila», scritto dallo studioso Walter Capezzali nel volume «L'Abruzzo nel Settecento», edito da Ediars. «Ma il ben triste presagio dell'impossibilità di far risorgere la città rasa al suolo non doveva realizzarsi», annota Capezzali. «Di ben diverso tono appare l'altra relazione coeva del terremoto, licenziata il 10 maggio 1703. Vi si legge, infatti, fra l'altro:... Si animarono gli smarriti Cittadini rendendoli coragiosi à non dishabitare la loro Patria, come havevano principiato a fare alcune famiglie. Fu creato il Governo della Città, in luogo degli estinti del tremuoto. Si aprirono alcune strade più principali al commercio, buttando a terra l'avanzo delle muraglie, che minacciavano morte a' passegieri. Si fabricarono più forni da cuocere il pane, essendo rimasti atterrati quelli che vi erano... Furono accomodati gli acquedotti della Città...». «Insomma», sostiene Walter Capezzali, «vi si documenta una forte volontà di rinascita e ricostruzione che in effetti doveva dare gradualmente i suoi frutti positivi». «Il drammatico momento del terremoto è ancora significativo punto d'intersezione tra le due storie civile ed ecclesiale, quando la diocesi risulta affidata a un vicario capitolare, Francesco Antonelli, il cui nome si conta tra gli oltre 2400 abitanti periti sotto le macerie, lui rimasto sotto quelle del Duomo, crollato come quasi tutte le numerose chiese della città. E la Chiesa aquilana», scrive ancora Capezzali nel capitolo "L'Aquila e la sua Chiesa", tratto dal catalogo della mostra Ad perpetuam Aquilae iuventam, «risorse anche materialmente, come il resto della struttura urbana e contro le insistenti e funeste previsioni di una fine senza scampo, con un grande protagonista di questo miracoloso recupero, il vescovo Domenico Taglialatela, che volle reagire con provvido decisionismo: promuovere un sinodo, restaurare la Cattedrale, istituire una nuova Accademia». «I palazzi che risultano crollati con eccidio degli abitatori», annota Raffaele Colapietra nel capitolo intitolato L'edilizia residenziale aquilana (tratto dal libro, di Ediarte, L'Aquila: i Palazzi), «sono quelli Cresi, dove è morto Alessandro, il camerlengo in carica della città, Bonanni, Burri, Carli all'Annunziata, Rustici, Zuzi e Pica oggi distrutto all'attuale via Fortebraccio». «Oggi, una sorta di terremoto investe l'occupazione di questa città. Se nel 1703 si ebbe l'unanime forza di reagire», conclude Colapietra, «è augurabile che la stessa cooperazione vi sia anche oggi».
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rickysulmona
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per chi è in zona: compilate il questionario ANCHE SE NON AVETE PERCEPITO IL TERREMOTO
serve per la ricerca
http://www.haisentitoilterremoto.it/?quake=1211
per tutti: iscrivetevi anche al gruppo di corrispondenti fissi!
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http://www.haisentitoilterremoto.it/?quake=1211
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si confermo e fu anche lungo a quanto mi hanno detto...questo smonta tutta la teoria della dispersione dell'energia in piccoli round invece che in una botta forte...rickysulmona ha scritto:attendo notizie,rimango calmo ma con la dovuta attenzione,essendo studioso anche io (in privato ma su testi tecnici,ufficialmente faccio biologia)della materia,questi dati sarebbero di grande interesse. grazie in anticipo! p.s. quindi esiste uno sciame precedente al macroevento del 1703,confermi?
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rickysulmona
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nel 1703 stimarono un X mercalli,interessanti le testimonianze(e le descrizioni dell'epoca) , sarebbe altrettanto interessante se in internet si trovasse qualche pubblicazione specifica,che sembra latitare. La teoria delle luci sismiche (radon) è intrigante,ma ancora troppo embrionale,pare..che tu sappia,c'è un monitoraggio in questo senso dell'università aquilana? Questo sciame può essere un'ottima occasione per confutare o fare passi avanti in questa direzione di ricerca.
