L'autostrada è deserta e non c'è molto freddo: la temperatura scende un pò sottozero (-3) solo a Carsoli, dove inizia la neve a bordo strada. In un'oretta sono al casello di Tornimparte, dove i cumuli di neve spazzata sono ben evidenti:
Poco oltre il casello, non sale nessuno: ne approfitto per fare foto a posa lunga. La temperatura segna già -6, in linea con quello che mi aspettavo e non fa poi così tanto freddo.
C'è una bella Luna ed una conseguente bella luce:
Salendo, l'altopiano si scopre e con esso la nebbia che l'ammanta. Mi fermo dove la strada è un balcone naturale: fa meno 10, ma ancora si sta bene.
Macchinetta e cavalletto lavorano bene e si possono ancora impugnare a mani nude.
Laggiù compare l'albergo nella nebbia:
Scendo duecento metri ed arrivo al bivio dove c'è il trampolino: quando esco dalla macchina il termometro era già precipitato a -13.
Quando sposto il cavalletto mi accorgo che pizzica le mani: mi riaffaccio in auto e leggo -17! Passa un'auto che mi avrà preso per pazzo. E passa un camper in fuga dal gelo.
La discesa verso gli impianti è un'emozione composita: curiosità, esaltazione e paura. La temperatura crolla nella nebbia: i 5 minuti al minimo davanti al trampolino hanno portato l'acqua di già a 70°C. Confido risalga e confido che non geli il gasolio.
Ad un chilomentro dalle piste raggiungo questo valore, mai più toccato nel percorso (erano solo le 2:20 faccio notare):
Realizzo che se non sono nel posto più freddo del Sud Europa poco ci manca. Scorgo i camper che sostano nel resort: forse sono i vari affitta-tutto di Campo Felice che si fanno la stagione vivendo in quei bugigattoli e non mi capacito come lì dentro si possa dormire a temperature accettabili
In ogni caso il paesaggio è troppo bello e sfido i "comodi" -27 esterni per fare le ultime foto: tra le pose delle foto controllo il termometro dell'acqua, la mia deadline.
Radiatore a 60°C: la Volkwagen e l'Agip hanno fatto un buon lavoro. Anche la madre del sottoscritto che gli ha donato questa pellaccia e la Casio con la sua Exilim Z120 che fa foto di cacca, ma se qualcuno ha contatti in Giappone faccia sapere che almeno regge i -28.5.
Mi tolgo la giacca fuori dall'abitacolo e la piego con cura riponendola lungo il divano posteriore: mi volto e guardo la nebbia, assaporo il freddo che ha smesso di essere una sensazione. Ormai è uno stato d'animo.
Respiro per l'utima volta quest'aria e me ne torno a casa.