MAGGIO 2026- Modelli live!

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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cuotamare
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da cuotamare »

vignaiolo ha scritto: mer mag 20, 2026 5:45 pm
Matteo TV ha scritto: mer mag 20, 2026 4:22 pm icon12

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Immagino che queste sarebbero state le ondate di caldo di 30 40 anni fa...



Un giorno a caso, 25 Maggio 1999 e 25 Maggio 2026.
Pattern similare, con cavo in atlantico e promontorio dal Nord Africa.
Si può osservare che il medesimo promontorio Nord Africano ha un aveste differente, è più debole ( Gpt più bassi ed arriva a latitudini inferiori ) e dunque il tempo è meno stabile rispetto al suo fratello di oggi.

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cuotamare
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 12:01 pm
cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 10:53 am
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 10:47 am

Il problema resta metodologico: @cuotamare stai trasformando una correlazione visiva tra isoipse e vento medio a 500 hPa in una diagnosi dinamica del vortice circumpolare. Questo non è corretto.

La 565 dam a 500 hPa non è il bordo del getto polare
. Il getto polare si diagnostica con il massimo di vento zonale in alta troposfera, tipicamente tra 250 e 300 hPa, con il gradiente termico orizzontale e con la struttura di vorticità potenziale. Una isoipsa fissa a 500 hPa è un campo di massa, non un confine dinamico.
Anche il vento medio a 500 hPa non basta per definire il getto. A 500 hPa si osserva una parte della circolazione troposferica media, ma il core del getto polare è più alto. Per parlare di spostamento del jet servono latitudine del massimo di vento zonale, intensità del jet streak, sezione verticale, gradiente baroclino e possibilmente diagnostica PV. Le mappe medie annuali a 500 hPa sono descrittive, non conclusive.
Inoltre, il ragionamento “getto più rapido = getto più a nord per conservazione del momento angolare, come il pattinatoreè una semplificazione impropria. Quell’analogia funziona in modo molto idealizzato per la circolazione di Hadley e per il getto subtropicale, non per diagnosticare il getto polare europeo su scala regionale. Il getto polare è un getto baroclino ed eddy-driven: dipende da gradienti termici, flussi di momento, onde di Rossby, storm track e distribuzione della vorticità potenziale.
Il punto chiave è questo: uno spostamento verso nord della 565 dam non dimostra automaticamente una contrazione del vortice circumpolare. Può indicare aumento medio dei geopotenziali, riscaldamento della colonna atmosferica e maggiore frequenza di promontori subtropicali. Sono cose compatibili con la subtropicalizzazione del Mediterraneo, ma non equivalgono alla diagnosi dinamica del vortice polare troposferico.
Anche l’associazione “vortice più contratto = onde di Rossby più amplificate = circolazione più meridiananon è automatica. Una circolazione più zonale o più meridiana si misura con indici di ondulazione del getto, ampiezza d’onda, wave activity, frequenza dei blocchi, componente meridiana del vento e distribuzione delle anomalie di geopotenziale. Non si deduce dal semplice spostamento di una isoipsa.
Anzi, in dinamica atmosferica un vortice polare troposferico più compatto e un getto più teso sono spesso associati a maggiore zonalità, non necessariamente a maggiore meridianità. La meridianizzazione emerge quando il flusso ondula, rallenta localmente, rompe l’onda o sviluppa blocchi e cut-off. Quindi dire “getto più rapido e più a nord, dunque onde sempre più amplificateè una conclusione non dimostrata.

La formulazione corretta è questa
:
Dalle carte si può dire che sull’Europa occidentale i geopotenziali medi a 500 hPa risultano più elevati e che alcune soglie isoipsiche si collocano più a nord rispetto ai periodi precedenti. Questo è coerente con riscaldamento della colonna, maggiore espansione subtropicale e stagione calda più lunga.

La formulazione non corretta è questa:
La 565 dam si è spostata a nord, quindi il vortice circumpolare si è contratto e le onde di Rossby sono necessariamente più amplificate.

Sono tre piani diversi:

565 dam: soglia del campo di geopotenziale.
Getto polare: massimo di vento e gradiente baroclino.
Vortice circumpolare: struttura emisferica di circolazione e vorticità potenziale.

Metterli sullo stesso piano significa usare una carta descrittiva come prova dinamica. Tecnicamente non regge.

un abbraccio....


.
Hai dimenticato o non osservato che io ho parlato del campo Europeo, non emisferico.
L'emisfero non è tutto un dritto, la circolazione non è omologata sul piano emisferico, può essere più o meno zonale in alcune zone e più o meno meridiana su altre.
La rapidità delle correnti a 500 hpa come mostrato su re analisi Noaa, le vedrai anche a 250/300 hpa, dunque tropopausa.
Aspetto tua re analisi a 250/300 hpa sulla velocità, appunto, del getto polare.
Quanto alla conservazione del momento angolare dipendente appunto dai gradiente mi spiace ma è un principio fisico elementare e da lì non si scappa con le parole :D
La circolazione più meridiana o più zonale si valuta in base alla latitudine, zonalita' dei venti appunto non è la zonalita' del getto stesso.
@cuotamare, il punto non è negare che il settore europeo possa avere una propria anomalia di circolazione. Questo è ovvio: il getto non è un anello uniforme e può essere più zonale in Atlantico, più ondulato sull’Europa, più frammentato sull’Asia o viceversa.
Il punto è che una diagnosi regionale del ramo euro-atlantico del getto non equivale automaticamente a una diagnosi del vortice circumpolare. Se parliamo del solo settore europeo, allora il termine corretto è ramo euro-atlantico del getto polare o storm track euro-atlantica. “Vortice circumpolare”, per definizione, è una struttura di scala emisferica. Usare un settore regionale per dedurre la contrazione del vortice circumpolare è già un salto concettuale.
Secondo punto: le carte a 500 hPa e a 300 hPa mostrano certamente una relazione tra campo di massa e campo del vento, ma non autorizzano l’equivalenza:
isoipsa 565 dam = bordo del getto polare = bordo del vortice circumpolare.
Questa equivalenza non è una diagnostica dinamica. È una scorciatoia grafica.
Il getto polare si individua con il massimo del vento in alta troposfera, con il gradiente baroclino, con la struttura della tropopausa dinamica e con la vorticità potenziale. Il geopotenziale a 500 hPa è un campo di massa; il getto è un campo di vento; il vortice polare troposferico è una struttura dinamica legata a circolazione, PV e gradiente meridiano. Sono grandezze collegate, ma non sovrapponibili.
Sulla conservazione del momento angolare: nessuno la mette in discussione. È un principio fisico. Ma il problema è dove e come lo applichi.
Il getto subtropicale è più direttamente legato alla dinamica della cella di Hadley e alla conservazione del momento angolare nella branca superiore della circolazione tropicale. Il getto polare, invece, è prevalentemente eddy-driven e baroclino: nasce e si mantiene attraverso gradienti termici meridiani, flussi di momento delle onde, storm track, wave breaking, orografia, attrito e distribuzione della vorticità potenziale.

Quindi dire:
getto più veloce = getto più a nord per conservazione del momento angolare
è una semplificazione non sufficiente per il getto polare europeo. Non basta il principio generale: serve la diagnostica corretta.
La relazione dinamica fondamentale per il getto polare è il vento termico: il vento in quota è legato al gradiente orizzontale di temperatura. Se cambia il gradiente meridiano, cambia la posizione e l’intensità del getto. Se cambiano i flussi d’onda, cambia la storm track. Se cambia la distribuzione della PV, cambia la tropopausa dinamica. Non è riducibile all’immagine del pattinatore.
Terzo punto: il fatto che a +120 ore il getto si onduli e il promontorio subtropicale salga verso l’Europa non dimostra una “contrazione del vortice”. Dimostra una fase d’onda più amplificata sul settore euro-atlantico. È sinottica, non climatologia. In quella configurazione c’è una saccatura a ovest, una cresta in risposta sull’Europa e un richiamo subtropicale sul Mediterraneo. Fine. Questo è esattamente ciò che mostrano le mappe.

Detto ciò, la lettura corretta è:
a +120 ore aumenta l’ampiezza dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio subtropicale in risalita, incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale e getto deviato verso latitudini più settentrionali lungo il bordo della cresta.

La lettura non corretta è:
il vortice circumpolare si contrae, quindi i GPT aumentano e la circolazione diventa più meridiana.

Perché qui stai trasformando una configurazione regionale e temporanea in una legge generale.

Quarto punto: anche sul piano climatico bisogna stare attenti. L’aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più elevati. Questo può spostare verso nord determinate isoipse senza che ciò dimostri automaticamente una contrazione dinamica del vortice polare.
Quindi il dato della 565 dam è utile come indicatore descrittivo di aumento dei GPT e subtropicalizzazione del campo medio europeo, non come prova diretta della contrazione del vortice circumpolare.
Per dimostrare davvero la tua tesi servirebbero almeno:
media del vento zonale a 250/300 hPa sul settore euro-atlantico;
latitudine del massimo del getto polare separata dal getto subtropicale;
analisi stagionale, non media annuale;
trend con significatività statistica;
diagnostica di PV/tropopausa dinamica;
indici di wave activity, blocchi e ampiezza delle onde di Rossby.


Senza questi passaggi, resta una lettura qualitativa interessante, ma non una dimostrazione.

Quindi la mia conclusione è questa:
sul settore europeo si osserva certamente un aumento medio dei geopotenziali e, in alcune fasi, una maggiore risalita dei promontori subtropicali. Questo è coerente con un Mediterraneo più caldo, stagioni calde più lunghe e maggiore frequenza di configurazioni anticicloniche subtropicali.

Ma non è corretto dire che:
la 565 dam dimostra la contrazione del vortice circumpolare.
La 565 dam descrive il campo di massa.
Il getto polare si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino.
Il vortice polare troposferico si diagnostica con circolazione, PV e struttura emisferica o quantomeno settoriale ben definita.

@cuotamare, questa non è una questione di parole: è una questione di diagnostica dinamica!


vado via di corsa, ciao!
cuotamare
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 12:01 pm
cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 10:53 am
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 10:47 am

Il problema resta metodologico: @cuotamare stai trasformando una correlazione visiva tra isoipse e vento medio a 500 hPa in una diagnosi dinamica del vortice circumpolare. Questo non è corretto.

La 565 dam a 500 hPa non è il bordo del getto polare
. Il getto polare si diagnostica con il massimo di vento zonale in alta troposfera, tipicamente tra 250 e 300 hPa, con il gradiente termico orizzontale e con la struttura di vorticità potenziale. Una isoipsa fissa a 500 hPa è un campo di massa, non un confine dinamico.
Anche il vento medio a 500 hPa non basta per definire il getto. A 500 hPa si osserva una parte della circolazione troposferica media, ma il core del getto polare è più alto. Per parlare di spostamento del jet servono latitudine del massimo di vento zonale, intensità del jet streak, sezione verticale, gradiente baroclino e possibilmente diagnostica PV. Le mappe medie annuali a 500 hPa sono descrittive, non conclusive.
Inoltre, il ragionamento “getto più rapido = getto più a nord per conservazione del momento angolare, come il pattinatoreè una semplificazione impropria. Quell’analogia funziona in modo molto idealizzato per la circolazione di Hadley e per il getto subtropicale, non per diagnosticare il getto polare europeo su scala regionale. Il getto polare è un getto baroclino ed eddy-driven: dipende da gradienti termici, flussi di momento, onde di Rossby, storm track e distribuzione della vorticità potenziale.
Il punto chiave è questo: uno spostamento verso nord della 565 dam non dimostra automaticamente una contrazione del vortice circumpolare. Può indicare aumento medio dei geopotenziali, riscaldamento della colonna atmosferica e maggiore frequenza di promontori subtropicali. Sono cose compatibili con la subtropicalizzazione del Mediterraneo, ma non equivalgono alla diagnosi dinamica del vortice polare troposferico.
Anche l’associazione “vortice più contratto = onde di Rossby più amplificate = circolazione più meridiananon è automatica. Una circolazione più zonale o più meridiana si misura con indici di ondulazione del getto, ampiezza d’onda, wave activity, frequenza dei blocchi, componente meridiana del vento e distribuzione delle anomalie di geopotenziale. Non si deduce dal semplice spostamento di una isoipsa.
Anzi, in dinamica atmosferica un vortice polare troposferico più compatto e un getto più teso sono spesso associati a maggiore zonalità, non necessariamente a maggiore meridianità. La meridianizzazione emerge quando il flusso ondula, rallenta localmente, rompe l’onda o sviluppa blocchi e cut-off. Quindi dire “getto più rapido e più a nord, dunque onde sempre più amplificateè una conclusione non dimostrata.

La formulazione corretta è questa
:
Dalle carte si può dire che sull’Europa occidentale i geopotenziali medi a 500 hPa risultano più elevati e che alcune soglie isoipsiche si collocano più a nord rispetto ai periodi precedenti. Questo è coerente con riscaldamento della colonna, maggiore espansione subtropicale e stagione calda più lunga.

La formulazione non corretta è questa:
La 565 dam si è spostata a nord, quindi il vortice circumpolare si è contratto e le onde di Rossby sono necessariamente più amplificate.

Sono tre piani diversi:

565 dam: soglia del campo di geopotenziale.
Getto polare: massimo di vento e gradiente baroclino.
Vortice circumpolare: struttura emisferica di circolazione e vorticità potenziale.

Metterli sullo stesso piano significa usare una carta descrittiva come prova dinamica. Tecnicamente non regge.

un abbraccio....


.
Hai dimenticato o non osservato che io ho parlato del campo Europeo, non emisferico.
L'emisfero non è tutto un dritto, la circolazione non è omologata sul piano emisferico, può essere più o meno zonale in alcune zone e più o meno meridiana su altre.
La rapidità delle correnti a 500 hpa come mostrato su re analisi Noaa, le vedrai anche a 250/300 hpa, dunque tropopausa.
Aspetto tua re analisi a 250/300 hpa sulla velocità, appunto, del getto polare.
Quanto alla conservazione del momento angolare dipendente appunto dai gradiente mi spiace ma è un principio fisico elementare e da lì non si scappa con le parole :D
La circolazione più meridiana o più zonale si valuta in base alla latitudine, zonalita' dei venti appunto non è la zonalita' del getto stesso.
@cuotamare, il punto non è negare che il settore europeo possa avere una propria anomalia di circolazione. Questo è ovvio: il getto non è un anello uniforme e può essere più zonale in Atlantico, più ondulato sull’Europa, più frammentato sull’Asia o viceversa.
Il punto è che una diagnosi regionale del ramo euro-atlantico del getto non equivale automaticamente a una diagnosi del vortice circumpolare. Se parliamo del solo settore europeo, allora il termine corretto è ramo euro-atlantico del getto polare o storm track euro-atlantica. “Vortice circumpolare”, per definizione, è una struttura di scala emisferica. Usare un settore regionale per dedurre la contrazione del vortice circumpolare è già un salto concettuale.
Secondo punto: le carte a 500 hPa e a 300 hPa mostrano certamente una relazione tra campo di massa e campo del vento, ma non autorizzano l’equivalenza:
isoipsa 565 dam = bordo del getto polare = bordo del vortice circumpolare.
Questa equivalenza non è una diagnostica dinamica. È una scorciatoia grafica.
Il getto polare si individua con il massimo del vento in alta troposfera, con il gradiente baroclino, con la struttura della tropopausa dinamica e con la vorticità potenziale. Il geopotenziale a 500 hPa è un campo di massa; il getto è un campo di vento; il vortice polare troposferico è una struttura dinamica legata a circolazione, PV e gradiente meridiano. Sono grandezze collegate, ma non sovrapponibili.
Sulla conservazione del momento angolare: nessuno la mette in discussione. È un principio fisico. Ma il problema è dove e come lo applichi.
Il getto subtropicale è più direttamente legato alla dinamica della cella di Hadley e alla conservazione del momento angolare nella branca superiore della circolazione tropicale. Il getto polare, invece, è prevalentemente eddy-driven e baroclino: nasce e si mantiene attraverso gradienti termici meridiani, flussi di momento delle onde, storm track, wave breaking, orografia, attrito e distribuzione della vorticità potenziale.

Quindi dire:
getto più veloce = getto più a nord per conservazione del momento angolare
è una semplificazione non sufficiente per il getto polare europeo. Non basta il principio generale: serve la diagnostica corretta.
La relazione dinamica fondamentale per il getto polare è il vento termico: il vento in quota è legato al gradiente orizzontale di temperatura. Se cambia il gradiente meridiano, cambia la posizione e l’intensità del getto. Se cambiano i flussi d’onda, cambia la storm track. Se cambia la distribuzione della PV, cambia la tropopausa dinamica. Non è riducibile all’immagine del pattinatore.
Terzo punto: il fatto che a +120 ore il getto si onduli e il promontorio subtropicale salga verso l’Europa non dimostra una “contrazione del vortice”. Dimostra una fase d’onda più amplificata sul settore euro-atlantico. È sinottica, non climatologia. In quella configurazione c’è una saccatura a ovest, una cresta in risposta sull’Europa e un richiamo subtropicale sul Mediterraneo. Fine. Questo è esattamente ciò che mostrano le mappe.

Detto ciò, la lettura corretta è:
a +120 ore aumenta l’ampiezza dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio subtropicale in risalita, incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale e getto deviato verso latitudini più settentrionali lungo il bordo della cresta.

La lettura non corretta è:
il vortice circumpolare si contrae, quindi i GPT aumentano e la circolazione diventa più meridiana.

Perché qui stai trasformando una configurazione regionale e temporanea in una legge generale.

Quarto punto: anche sul piano climatico bisogna stare attenti. L’aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più elevati. Questo può spostare verso nord determinate isoipse senza che ciò dimostri automaticamente una contrazione dinamica del vortice polare.
Quindi il dato della 565 dam è utile come indicatore descrittivo di aumento dei GPT e subtropicalizzazione del campo medio europeo, non come prova diretta della contrazione del vortice circumpolare.
Per dimostrare davvero la tua tesi servirebbero almeno:
media del vento zonale a 250/300 hPa sul settore euro-atlantico;
latitudine del massimo del getto polare separata dal getto subtropicale;
analisi stagionale, non media annuale;
trend con significatività statistica;
diagnostica di PV/tropopausa dinamica;
indici di wave activity, blocchi e ampiezza delle onde di Rossby.


Senza questi passaggi, resta una lettura qualitativa interessante, ma non una dimostrazione.

Quindi la mia conclusione è questa:
sul settore europeo si osserva certamente un aumento medio dei geopotenziali e, in alcune fasi, una maggiore risalita dei promontori subtropicali. Questo è coerente con un Mediterraneo più caldo, stagioni calde più lunghe e maggiore frequenza di configurazioni anticicloniche subtropicali.

Ma non è corretto dire che:
la 565 dam dimostra la contrazione del vortice circumpolare.
La 565 dam descrive il campo di massa.
Il getto polare si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino.
Il vortice polare troposferico si diagnostica con circolazione, PV e struttura emisferica o quantomeno settoriale ben definita.

@cuotamare, questa non è una questione di parole: è una questione di diagnostica dinamica!


vado via di corsa, ciao!

.


Se il flusso occidentale guadagna spazio verso sud il vortice circumpolare si estende anch'esso verso sud, l'Isobara dei 5650 è solo un tracciante.
Prestando maggiore attenzione queste variazioni di circolazione le sperimentiamo ogni anno e corrispondono alle variazioni stagionali.

DIFFERENZA TRA INVERNO ED ESTATE A 500 HPA

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Gpt in aumento fanno aumentare la stabilità atmosferica, la colonna d'aria è più gonfia e c'è maggior subsidenza e dunque più caldo, inibizione nella formazione di nuvole e la cupola alto pressoria si espande sia in altitudine sia in latitudine deviando verso nord il flusso occidentale e dunque il vortice circumpolare si contrae verso il polo nord.
Viceversa, un calo del Gpt indica una instabilità in aumento, la colonna d'aria si sgonfia, si abbassa di altitudine e di latitudine, il flusso occidentale si sposta verso sud e dunque le correnti più fresche e instabili emigrano di fatto verso sud.
Il vortice circumpolare in questo caso emigra verso sud.

Se osserviamo la GIF relativa al confronto della media annuale a 500 HPA tra il periodo 1950-1985 e 1986-2021 in maniera analoga ai plot di ieri in confronto, si può notare facilmente la risalita delle isoipse da Sud verso Nord, in modo analogo a ciò che succede quando si passa dalla stagione fredda a quella calda.

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Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

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Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 8:42 pm
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 12:01 pm
cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 10:53 am

Hai dimenticato o non osservato che io ho parlato del campo Europeo, non emisferico.
L'emisfero non è tutto un dritto, la circolazione non è omologata sul piano emisferico, può essere più o meno zonale in alcune zone e più o meno meridiana su altre.
La rapidità delle correnti a 500 hpa come mostrato su re analisi Noaa, le vedrai anche a 250/300 hpa, dunque tropopausa.
Aspetto tua re analisi a 250/300 hpa sulla velocità, appunto, del getto polare.
Quanto alla conservazione del momento angolare dipendente appunto dai gradiente mi spiace ma è un principio fisico elementare e da lì non si scappa con le parole :D
La circolazione più meridiana o più zonale si valuta in base alla latitudine, zonalita' dei venti appunto non è la zonalita' del getto stesso.
@cuotamare, il punto non è negare che il settore europeo possa avere una propria anomalia di circolazione. Questo è ovvio: il getto non è un anello uniforme e può essere più zonale in Atlantico, più ondulato sull’Europa, più frammentato sull’Asia o viceversa.
Il punto è che una diagnosi regionale del ramo euro-atlantico del getto non equivale automaticamente a una diagnosi del vortice circumpolare. Se parliamo del solo settore europeo, allora il termine corretto è ramo euro-atlantico del getto polare o storm track euro-atlantica. “Vortice circumpolare”, per definizione, è una struttura di scala emisferica. Usare un settore regionale per dedurre la contrazione del vortice circumpolare è già un salto concettuale.
Secondo punto: le carte a 500 hPa e a 300 hPa mostrano certamente una relazione tra campo di massa e campo del vento, ma non autorizzano l’equivalenza:
isoipsa 565 dam = bordo del getto polare = bordo del vortice circumpolare.
Questa equivalenza non è una diagnostica dinamica. È una scorciatoia grafica.
Il getto polare si individua con il massimo del vento in alta troposfera, con il gradiente baroclino, con la struttura della tropopausa dinamica e con la vorticità potenziale. Il geopotenziale a 500 hPa è un campo di massa; il getto è un campo di vento; il vortice polare troposferico è una struttura dinamica legata a circolazione, PV e gradiente meridiano. Sono grandezze collegate, ma non sovrapponibili.
Sulla conservazione del momento angolare: nessuno la mette in discussione. È un principio fisico. Ma il problema è dove e come lo applichi.
Il getto subtropicale è più direttamente legato alla dinamica della cella di Hadley e alla conservazione del momento angolare nella branca superiore della circolazione tropicale. Il getto polare, invece, è prevalentemente eddy-driven e baroclino: nasce e si mantiene attraverso gradienti termici meridiani, flussi di momento delle onde, storm track, wave breaking, orografia, attrito e distribuzione della vorticità potenziale.

Quindi dire:
getto più veloce = getto più a nord per conservazione del momento angolare
è una semplificazione non sufficiente per il getto polare europeo. Non basta il principio generale: serve la diagnostica corretta.
La relazione dinamica fondamentale per il getto polare è il vento termico: il vento in quota è legato al gradiente orizzontale di temperatura. Se cambia il gradiente meridiano, cambia la posizione e l’intensità del getto. Se cambiano i flussi d’onda, cambia la storm track. Se cambia la distribuzione della PV, cambia la tropopausa dinamica. Non è riducibile all’immagine del pattinatore.
Terzo punto: il fatto che a +120 ore il getto si onduli e il promontorio subtropicale salga verso l’Europa non dimostra una “contrazione del vortice”. Dimostra una fase d’onda più amplificata sul settore euro-atlantico. È sinottica, non climatologia. In quella configurazione c’è una saccatura a ovest, una cresta in risposta sull’Europa e un richiamo subtropicale sul Mediterraneo. Fine. Questo è esattamente ciò che mostrano le mappe.

Detto ciò, la lettura corretta è:
a +120 ore aumenta l’ampiezza dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio subtropicale in risalita, incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale e getto deviato verso latitudini più settentrionali lungo il bordo della cresta.

La lettura non corretta è:
il vortice circumpolare si contrae, quindi i GPT aumentano e la circolazione diventa più meridiana.

Perché qui stai trasformando una configurazione regionale e temporanea in una legge generale.

Quarto punto: anche sul piano climatico bisogna stare attenti. L’aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più elevati. Questo può spostare verso nord determinate isoipse senza che ciò dimostri automaticamente una contrazione dinamica del vortice polare.
Quindi il dato della 565 dam è utile come indicatore descrittivo di aumento dei GPT e subtropicalizzazione del campo medio europeo, non come prova diretta della contrazione del vortice circumpolare.
Per dimostrare davvero la tua tesi servirebbero almeno:
media del vento zonale a 250/300 hPa sul settore euro-atlantico;
latitudine del massimo del getto polare separata dal getto subtropicale;
analisi stagionale, non media annuale;
trend con significatività statistica;
diagnostica di PV/tropopausa dinamica;
indici di wave activity, blocchi e ampiezza delle onde di Rossby.


Senza questi passaggi, resta una lettura qualitativa interessante, ma non una dimostrazione.

Quindi la mia conclusione è questa:
sul settore europeo si osserva certamente un aumento medio dei geopotenziali e, in alcune fasi, una maggiore risalita dei promontori subtropicali. Questo è coerente con un Mediterraneo più caldo, stagioni calde più lunghe e maggiore frequenza di configurazioni anticicloniche subtropicali.

Ma non è corretto dire che:
la 565 dam dimostra la contrazione del vortice circumpolare.
La 565 dam descrive il campo di massa.
Il getto polare si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino.
Il vortice polare troposferico si diagnostica con circolazione, PV e struttura emisferica o quantomeno settoriale ben definita.

@cuotamare, questa non è una questione di parole: è una questione di diagnostica dinamica!


vado via di corsa, ciao!

.


Se il flusso occidentale guadagna spazio verso sud il vortice circumpolare si estende anch'esso verso sud, l'Isobara dei 5650 è solo un tracciante.
Prestando maggiore attenzione queste variazioni di circolazione le sperimentiamo ogni anno e corrispondono alle variazioni stagionali.

DIFFERENZA TRA INVERNO ED ESTATE A 500 HPA

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Gpt in aumento fanno aumentare la stabilità atmosferica, la colonna d'aria è più gonfia e c'è maggior subsidenza e dunque più caldo, inibizione nella formazione di nuvole e la cupola alto pressoria si espande sia in altitudine sia in latitudine deviando verso nord il flusso occidentale e dunque il vortice circumpolare si contrae verso il polo nord.
Viceversa, un calo del Gpt indica una instabilità in aumento, la colonna d'aria si sgonfia, si abbassa di altitudine e di latitudine, il flusso occidentale si sposta verso sud e dunque le correnti più fresche e instabili emigrano di fatto verso sud.
Il vortice circumpolare in questo caso emigra verso sud.

Se osserviamo la GIF relativa al confronto della media annuale a 500 HPA tra il periodo 1950-1985 e 1986-2021 in maniera analoga ai plot di ieri in confronto, si può notare facilmente la risalita delle isoipse da Sud verso Nord, in modo analogo a ciò che succede quando si passa dalla stagione fredda a quella calda.

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@cuotamare, te l'ho sto dicendo in vari modi,ma non è cosa, ma non voglio ancora descrivete in modo netto l'errore che stai facendo.

La faccio breve;
non sto negando che il campo europeo sia cambiato; sto dicendo che lo stai diagnosticando con lo strumento sbagliato. Una isoipsa a 500 hPa descrive il geopotenziale. Il getto si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino. Il vortice circumpolare si diagnostica con circolazione, PV e struttura dinamica. Confondere questi tre piani significa trasformare un tracciante descrittivo in una conclusione fisica non dimostrata.


Buonanotte 👋🏻👋🏻

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cuotamare
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 9:47 pm
cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 8:42 pm
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 12:01 pm

@cuotamare, il punto non è negare che il settore europeo possa avere una propria anomalia di circolazione. Questo è ovvio: il getto non è un anello uniforme e può essere più zonale in Atlantico, più ondulato sull’Europa, più frammentato sull’Asia o viceversa.
Il punto è che una diagnosi regionale del ramo euro-atlantico del getto non equivale automaticamente a una diagnosi del vortice circumpolare. Se parliamo del solo settore europeo, allora il termine corretto è ramo euro-atlantico del getto polare o storm track euro-atlantica. “Vortice circumpolare”, per definizione, è una struttura di scala emisferica. Usare un settore regionale per dedurre la contrazione del vortice circumpolare è già un salto concettuale.
Secondo punto: le carte a 500 hPa e a 300 hPa mostrano certamente una relazione tra campo di massa e campo del vento, ma non autorizzano l’equivalenza:
isoipsa 565 dam = bordo del getto polare = bordo del vortice circumpolare.
Questa equivalenza non è una diagnostica dinamica. È una scorciatoia grafica.
Il getto polare si individua con il massimo del vento in alta troposfera, con il gradiente baroclino, con la struttura della tropopausa dinamica e con la vorticità potenziale. Il geopotenziale a 500 hPa è un campo di massa; il getto è un campo di vento; il vortice polare troposferico è una struttura dinamica legata a circolazione, PV e gradiente meridiano. Sono grandezze collegate, ma non sovrapponibili.
Sulla conservazione del momento angolare: nessuno la mette in discussione. È un principio fisico. Ma il problema è dove e come lo applichi.
Il getto subtropicale è più direttamente legato alla dinamica della cella di Hadley e alla conservazione del momento angolare nella branca superiore della circolazione tropicale. Il getto polare, invece, è prevalentemente eddy-driven e baroclino: nasce e si mantiene attraverso gradienti termici meridiani, flussi di momento delle onde, storm track, wave breaking, orografia, attrito e distribuzione della vorticità potenziale.

Quindi dire:
getto più veloce = getto più a nord per conservazione del momento angolare
è una semplificazione non sufficiente per il getto polare europeo. Non basta il principio generale: serve la diagnostica corretta.
La relazione dinamica fondamentale per il getto polare è il vento termico: il vento in quota è legato al gradiente orizzontale di temperatura. Se cambia il gradiente meridiano, cambia la posizione e l’intensità del getto. Se cambiano i flussi d’onda, cambia la storm track. Se cambia la distribuzione della PV, cambia la tropopausa dinamica. Non è riducibile all’immagine del pattinatore.
Terzo punto: il fatto che a +120 ore il getto si onduli e il promontorio subtropicale salga verso l’Europa non dimostra una “contrazione del vortice”. Dimostra una fase d’onda più amplificata sul settore euro-atlantico. È sinottica, non climatologia. In quella configurazione c’è una saccatura a ovest, una cresta in risposta sull’Europa e un richiamo subtropicale sul Mediterraneo. Fine. Questo è esattamente ciò che mostrano le mappe.

Detto ciò, la lettura corretta è:
a +120 ore aumenta l’ampiezza dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio subtropicale in risalita, incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale e getto deviato verso latitudini più settentrionali lungo il bordo della cresta.

La lettura non corretta è:
il vortice circumpolare si contrae, quindi i GPT aumentano e la circolazione diventa più meridiana.

Perché qui stai trasformando una configurazione regionale e temporanea in una legge generale.

Quarto punto: anche sul piano climatico bisogna stare attenti. L’aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più elevati. Questo può spostare verso nord determinate isoipse senza che ciò dimostri automaticamente una contrazione dinamica del vortice polare.
Quindi il dato della 565 dam è utile come indicatore descrittivo di aumento dei GPT e subtropicalizzazione del campo medio europeo, non come prova diretta della contrazione del vortice circumpolare.
Per dimostrare davvero la tua tesi servirebbero almeno:
media del vento zonale a 250/300 hPa sul settore euro-atlantico;
latitudine del massimo del getto polare separata dal getto subtropicale;
analisi stagionale, non media annuale;
trend con significatività statistica;
diagnostica di PV/tropopausa dinamica;
indici di wave activity, blocchi e ampiezza delle onde di Rossby.


Senza questi passaggi, resta una lettura qualitativa interessante, ma non una dimostrazione.

Quindi la mia conclusione è questa:
sul settore europeo si osserva certamente un aumento medio dei geopotenziali e, in alcune fasi, una maggiore risalita dei promontori subtropicali. Questo è coerente con un Mediterraneo più caldo, stagioni calde più lunghe e maggiore frequenza di configurazioni anticicloniche subtropicali.

Ma non è corretto dire che:
la 565 dam dimostra la contrazione del vortice circumpolare.
La 565 dam descrive il campo di massa.
Il getto polare si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino.
Il vortice polare troposferico si diagnostica con circolazione, PV e struttura emisferica o quantomeno settoriale ben definita.

@cuotamare, questa non è una questione di parole: è una questione di diagnostica dinamica!


vado via di corsa, ciao!

.


Se il flusso occidentale guadagna spazio verso sud il vortice circumpolare si estende anch'esso verso sud, l'Isobara dei 5650 è solo un tracciante.
Prestando maggiore attenzione queste variazioni di circolazione le sperimentiamo ogni anno e corrispondono alle variazioni stagionali.

DIFFERENZA TRA INVERNO ED ESTATE A 500 HPA

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Gpt in aumento fanno aumentare la stabilità atmosferica, la colonna d'aria è più gonfia e c'è maggior subsidenza e dunque più caldo, inibizione nella formazione di nuvole e la cupola alto pressoria si espande sia in altitudine sia in latitudine deviando verso nord il flusso occidentale e dunque il vortice circumpolare si contrae verso il polo nord.
Viceversa, un calo del Gpt indica una instabilità in aumento, la colonna d'aria si sgonfia, si abbassa di altitudine e di latitudine, il flusso occidentale si sposta verso sud e dunque le correnti più fresche e instabili emigrano di fatto verso sud.
Il vortice circumpolare in questo caso emigra verso sud.

Se osserviamo la GIF relativa al confronto della media annuale a 500 HPA tra il periodo 1950-1985 e 1986-2021 in maniera analoga ai plot di ieri in confronto, si può notare facilmente la risalita delle isoipse da Sud verso Nord, in modo analogo a ciò che succede quando si passa dalla stagione fredda a quella calda.

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@cuotamare, te l'ho sto dicendo in vari modi,ma non è cosa, ma non voglio ancora descrivete in modo netto l'errore che stai facendo.

La faccio breve;
non sto negando che il campo europeo sia cambiato; sto dicendo che lo stai diagnosticando con lo strumento sbagliato. Una isoipsa a 500 hPa descrive il geopotenziale. Il getto si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino. Il vortice circumpolare si diagnostica con circolazione, PV e struttura dinamica. Confondere questi tre piani significa trasformare un tracciante descrittivo in una conclusione fisica non dimostrata.


Buonanotte 👋🏻👋🏻

.
Il vento in alta troposfera, vedi il dato in re analisi NOAA sulla velocità a 300 hpa, indica che nella media annuale il getto polare uscente dal continente Nord Americano si è intensificato ed entra maggiormente nel continente Europeo nel periodo 1989/25 e 2015//25 rispetto ai periodi 1950/88 e 1950/71.
Questo è quanto.
Ed è sincrono all'aumento del Gpt in area Europea, così come ti ho messo su re analisi sempre NOAA.
Poi, da cosa e come dipendono, chissà.
Sta di fatto che vanno via a braccetto.


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Sul momento angolare il ragionamento è semplice.
Una qualsiasi particella d'aria che trovasi nella corrente a getto è soggetta a una forza che si conserva, cioè la quantità di moto o momento angolare.
Per un fluido chiamasi vorticita'.
Una qualsiasi particella d'aria che si muove attorno al pianeta è di fatto un punto che ruota attorno a un centro di rotazione.
Il centro di rotazione per la nostra particella è di fatto il polo nord, quale punto più vicino all'asse di rotazione.
In conservazione della quantità di moto o momento angolare la nostra particella aumenterà in velocità tanto più vicino sarà al centro di rotazione e viceversa.
Proprio come un pattinatore in piroetta.
Dunque, un getto più veloce, per un qualsiasi motivo, è di fatto un getto più vicino al polo nord e viceversa e dunque un vortice circumpolare più contratto verso nord, almeno sul lato euro atlantico, così come si evince dalla re analisi delle velocità del vento a 300 hpa in NOAA.

Saluti.
Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

picco martedì pare, ecm più infuocato di gf

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: gio mag 21, 2026 3:49 am
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 9:47 pm
cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 8:42 pm



Se il flusso occidentale guadagna spazio verso sud il vortice circumpolare si estende anch'esso verso sud, l'Isobara dei 5650 è solo un tracciante.
Prestando maggiore attenzione queste variazioni di circolazione le sperimentiamo ogni anno e corrispondono alle variazioni stagionali.

DIFFERENZA TRA INVERNO ED ESTATE A 500 HPA

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Gpt in aumento fanno aumentare la stabilità atmosferica, la colonna d'aria è più gonfia e c'è maggior subsidenza e dunque più caldo, inibizione nella formazione di nuvole e la cupola alto pressoria si espande sia in altitudine sia in latitudine deviando verso nord il flusso occidentale e dunque il vortice circumpolare si contrae verso il polo nord.
Viceversa, un calo del Gpt indica una instabilità in aumento, la colonna d'aria si sgonfia, si abbassa di altitudine e di latitudine, il flusso occidentale si sposta verso sud e dunque le correnti più fresche e instabili emigrano di fatto verso sud.
Il vortice circumpolare in questo caso emigra verso sud.

Se osserviamo la GIF relativa al confronto della media annuale a 500 HPA tra il periodo 1950-1985 e 1986-2021 in maniera analoga ai plot di ieri in confronto, si può notare facilmente la risalita delle isoipse da Sud verso Nord, in modo analogo a ciò che succede quando si passa dalla stagione fredda a quella calda.

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@cuotamare, te l'ho sto dicendo in vari modi,ma non è cosa, ma non voglio ancora descrivete in modo netto l'errore che stai facendo.

La faccio breve;
non sto negando che il campo europeo sia cambiato; sto dicendo che lo stai diagnosticando con lo strumento sbagliato. Una isoipsa a 500 hPa descrive il geopotenziale. Il getto si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino. Il vortice circumpolare si diagnostica con circolazione, PV e struttura dinamica. Confondere questi tre piani significa trasformare un tracciante descrittivo in una conclusione fisica non dimostrata.


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Il vento in alta troposfera, vedi il dato in re analisi NOAA sulla velocità a 300 hpa, indica che nella media annuale il getto polare uscente dal continente Nord Americano si è intensificato ed entra maggiormente nel continente Europeo nel periodo 1989/25 e 2015//25 rispetto ai periodi 1950/88 e 1950/71.
Questo è quanto.
Ed è sincrono all'aumento del Gpt in area Europea, così come ti ho messo su re analisi sempre NOAA.
Poi, da cosa e come dipendono, chissà.
Sta di fatto che vanno via a braccetto.


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Sul momento angolare il ragionamento è semplice.
Una qualsiasi particella d'aria che trovasi nella corrente a getto è soggetta a una forza che si conserva, cioè la quantità di moto o momento angolare.
Per un fluido chiamasi vorticita'.
Una qualsiasi particella d'aria che si muove attorno al pianeta è di fatto un punto che ruota attorno a un centro di rotazione.
Il centro di rotazione per la nostra particella è di fatto il polo nord, quale punto più vicino all'asse di rotazione.
In conservazione della quantità di moto o momento angolare la nostra particella aumenterà in velocità tanto più vicino sarà al centro di rotazione e viceversa.
Proprio come un pattinatore in piroetta.
Dunque, un getto più veloce, per un qualsiasi motivo, è di fatto un getto più vicino al polo nord e viceversa e dunque un vortice circumpolare più contratto verso nord, almeno sul lato euro atlantico, così come si evince dalla re analisi delle velocità del vento a 300 hpa in NOAA.

Saluti.
Perfetto @cuotamare, ora hai portato il campo giusto, cioè il vento a 300 hPa. Però proprio questo chiarisce il punto: le carte mostrano al massimo una variazione del ramo euro-atlantico del getto in alta troposfera, non una dimostrazione automatica della “contrazione del vortice circumpolare”.

Quello che si può dire è questo:
nel periodo più recente il getto in uscita dal Nord America/Nord Atlantico appare mediamente più intenso e più presente verso il settore europeo.
Questo è un dato descrittivo interessante. Ma da qui a dire:
quindi il vortice circumpolare si è contratto, quindi i GPT sono aumentati, quindi la circolazione è più meridiana c’è un salto logico.
Anzi, se il getto atlantico entra più deciso verso l’Europa, quella è semmai una caratteristica di maggiore componente zonale del flusso sul settore nord-atlantico/europeo, non automaticamente di maggiore meridianità o blocco. Un getto più intenso e più disteso da ovest verso est non è, di per sé, una prova di circolazione più meridiana.
Il fatto che l’aumento del vento a 300 hPa e l’aumento del geopotenziale a 500 hPa siano sincroni non dimostra un rapporto causale diretto. Possono coesistere perché il sistema si è scaldato, la colonna atmosferica è più spessa, i geopotenziali medi sono aumentati e il gradiente baroclino si è ridistribuito. Ma “vanno a braccetto” non significa che una grandezza diagnostichi automaticamente l’altra.
Inoltre, queste sono medie annuali. Per parlare di getto polare servono analisi stagionali, perché il getto invernale, primaverile, estivo e autunnale non hanno la stessa posizione, intensità e dinamica. Una media gennaio-dicembre mescola getto polare, getto subtropicale, storm track e stagionalità. Non basta per definire una tendenza dinamica del vortice.

La formulazione corretta è:
“Le reanalisi mostrano sul settore euro-atlantico un aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa e, in alta troposfera, una diversa distribuzione/intensità del vento a 300 hPa, con un ramo atlantico del getto più evidente nei periodi recenti.”

La formulazione non dimostrata è:
“Questo prova la contrazione del vortice circumpolare.”

Per dimostrarla servirebbero: latitudine del massimo del vento zonale a 250/300 hPa, separazione tra getto polare e subtropicale, analisi stagionale, mappe di anomalia/differenza, significatività statistica, PV/tropopausa dinamica e indici di ondulazione/blocco.
Quindi vero: il campo a 300 hPa aggiunge informazione.
Non vero: non trasforma automaticamente la 565 dam o l’aumento dei GPT in una diagnosi di contrazione del vortice circumpolare.

Alla fine della fiera, la conclusione scientificamente solida è questa: c’è un cambiamento del campo medio euro-atlantico, con GPT più elevati e diversa struttura del getto. La diagnosi di contrazione del vortice richiede però strumenti dinamici specifici, non una semplice sovrapposizione visiva tra vento a 300 hPa e geopotenziale a 500 hPa.

2) Passando nuovamente al discorso del momento: Qui c’è un errore fisico di base: momento angolare e vorticità non sono la stessa cosa.

Ripartiamo dall'embrione, per un fluido, la vorticità non è “il momento angolare”. La vorticità è il rotore del campo di velocità, cioè misura la rotazione locale del fluido. Il momento angolare è invece una quantità legata a massa, velocità e distanza dall’asse di rotazione. Sono grandezze collegate in certi contesti, ma non sinonimi.
Secondo punto: il centro di rotazione non è “il Polo Nord”. Il momento angolare atmosferico si definisce rispetto all’asse di rotazione terrestre, non rispetto al punto geografico del Polo. Il braccio della particella non è la distanza dal Polo Nord, ma la distanza dall’asse terrestre, cioè circa:
r = a · cosφ
dove a è il raggio terrestre e φ la latitudine.
La forma semplificata del momento angolare assoluto zonale è:
M = (Ωa cosφ + u) · a cosφ
dove Ωa cosφ è la velocità dovuta alla rotazione terrestre e u è il vento zonale relativo.


È vero che, in un caso idealizzato, se una particella si muove verso nord conservando momento angolare può aumentare la sua velocità zonale relativa. Ma questo non autorizza l’inversione logica:
vento più veloce = getto più vicino al Polo
Questa equivalenza è falsa.
Un getto può intensificarsi alla stessa latitudine per aumento del gradiente termico, per convergenza dei flussi di momento, per variazione della storm track, per wave breaking, per forcing orografici o per ridistribuzione della vorticità potenziale. La velocità del getto non è determinata solo dalla distanza dall’asse terrestre.
Nel caso del getto polare, poi, il ragionamento del “pattinatoreè particolarmente improprio. Il getto polare non è un semplice anello che accelera perché si avvicina al Polo. È un getto baroclino ed eddy-driven, governato da:
gradiente termico meridiano, vento termico, onde di Rossby, flussi di momento, storm track, wave breaking e distribuzione della vorticità potenziale.
La relazione diagnostica fondamentale non è “più vicino al Polo = più veloce”, ma:
dove il gradiente termico e la baroclinicità organizzano il massimo del vento in alta troposfera, lì si colloca il ramo principale del getto.
Quindi il dato NOAA a 300 hPa può mostrare che nel periodo recente il ramo atlantico del getto risulta più intenso o più presente verso l’Europa. Questo è un risultato descrittivo interessante. Ma non dimostra automaticamente che il vortice circumpolare si sia contratto.

Per dimostrare quello servirebbe almeno calcolare:
latitudine del massimo del vento zonale a 250/300 hPa, separazione tra getto polare e subtropicale, analisi stagionale, trend statistico, anomalie rispetto a una climatologia, tropopausa dinamica/PV e ampiezza delle onde di Rossby.
Senza questi passaggi, il ragionamento resta qualitativo.

Dettu tutto ciò:
la conservazione del momento angolare è un principio fisico corretto; l’applicazione che ne stai facendo al getto polare europeo non lo è.
Il getto polare non si diagnostica con l’analogia del pattinatore.
Si diagnostica con vento termico, baroclinicità, PV, flussi d’onda e massimo del vento in alta troposfera.

Quindi:
certamente, il getto a 300 hPa può essere cambiato sul settore euro-atlantico; no vero, un getto più veloce non dimostra automaticamente un vortice circumpolare più contratto.

Oltre a questo non c'è più nulla da aggiungere; anzi, non saprei cos'altro dirti.

buona giornata!
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

controllo EC

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

t in quota con netta differenza ec gf
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

picco martedì per gf e mercoledì per ec

vedremo quale sarà la via d'uscita dall'hp
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da nicodavide »

Buongiorno, bella rinfrescata per fine mese se confermata. Saluti
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Rio
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

Buongiorno forum di ML!

La dorsale potrebbe iniziare a cedere tra 30 e 31 maggio; la normalizzazione termica più stabile, se confermata, si collocherebbe tra fine mese e primissimi giorni di giugno.

Dunque: 30/31 maggio è una finestra plausibile per il primo cedimento, ma parlerei più di erosione progressiva della dorsale che di “rottura” netta.

Dai meteogrammi allegati si vede bene la sequenza: massimo caldo tra 26 e 28 maggio, poi calo pressorio e primi segnali di instabilità/raffreddamento soprattutto tra 28-29, con normalizzazione più credibile dal 30/31 in avanti. Anche i bollettini ufficiali a breve termine confermano l’impostazione iniziale: promontorio nordafricano verso Europa occidentale/centrale, caldo in aumento e valori sopra norma sul Piemonte; ARPA Lombardia parla di promontorio anticiclonico, aria calda in quota e massime fino a circa 30 °C nel fine settimana.
La parte più interessante è l’EPS/cluster: nel range t+264/t+360 non sembra esserci più un blocco compatto e granitico; alcuni scenari iniziano a mostrare ondulazioni/cut-off o una maggiore intrusione depressionaria sul lato occidentale/centro-europeo. Questo è coerente con l’idea che la dorsale perda asse e continuità proprio a cavallo tra fine maggio e inizio giugno. ECMWF specifica che questi cluster sono costruiti sul geopotenziale a 500 hPa e includono anche l’intervallo 264-360 ore, quindi sono utili per leggere il pattern, non per fissare il dettaglio locale.
Quindi la sintesi sarebbe: caldo pieno e blocco fino al 27/28, fase di transizione 28-30, prima vera possibilità di normalizzazione dal 30/31 maggio, con maggiore probabilità che il rientro verso valori più ordinari diventi evidente tra 31 maggio e 2 giugno. Oltre i 7-10 giorni l’incertezza cresce, e ARPA Lombardia lo ricorda esplicitamente per le previsioni numeriche a più giorni; per questo eviterei una data secca e userei una finestra.

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Si racconta... 👋🏻👋🏻


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