MAGGIO 2026- Modelli live!

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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vignaiolo
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da vignaiolo »

Matteo TV ha scritto: mer mag 20, 2026 9:55 am triste e desolante

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La fotografia delle nostre estati stravolte dal GW
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

da domenica over 30 e sempre + su almeno fino a metà prossima
e gf sottostima parecchio

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Rio
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: mar mag 19, 2026 10:46 pm
Rio ha scritto: mar mag 19, 2026 10:06 pm
cuotamare ha scritto: mar mag 19, 2026 9:16 pm


In realtà se guardi bene l'isoipsa da 5640, dieci metri sotto della 5650, è il bordo meridionale del getto polare, quest'ultimo confine tra la cella di ferrel e quella polare.
Dunque, la 5650 è un buon tracciante dell'evoluzione in contrazione o espansione del vortice circumpolare, o vortice polare troposferico qual dir si voglia.

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Riassumendo, in Europa Occidentale il vortice circumpolare è in multi decennale fase di contrazione e dunque è chiaro che le onde di rossby si stanno amplificando sempre più portando ad una circolazione più meridiana e meno zonale.
La stagione fredda in questo caso si fa più corta e la stagione calda si amplifica.

PS: Il rialzo del Gpt è di fatto un innalzamento anche di latitudine dei promontori e un confinamento più a nord del flusso occidentale e dunque una maggior stabilità atmosferica, maggiori temperature legate a maggior subsidenza e maggior insolazione.
Circolazione maggiormente meridiana.
Cosi' come è vero il contrario, calo del Gpt, abbassamento di latitudine dei promontori, abbassamento del flusso occidentale, maggior Instabilità atmosferica, minor subsidenza e minor insolazione con abbassamento delle Temperature.
Circolazione maggiormente zonale.

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@cuotamare...
Il punto critico è proprio questo: una isoipsa a 500 hPa non può essere assunta come bordo fisico del getto polare.
Il getto polare non si diagnostica con una quota geopotenziale fissa, ma con il massimo di vento in quota, con il gradiente termico orizzontale, con la baroclinicità e, in modo ancora più rigoroso, con la distribuzione della vorticità potenziale. Dire che la 564 o la 565 dam rappresentino “il bordo meridionale del getto polare” è una semplificazione non robusta: può funzionare come euristica in alcuni casi sinottici, ma non come criterio climatologico generale.
Anche nelle carte che hai allegato si vede bene il problema: il campo a 500 hPa mostra le isoipse, mentre il getto vero va cercato soprattutto nel campo del vento a 300 hPa. Le due strutture sono collegate dalla dinamica baroclina, ma non sono sovrapponibili punto per punto. Il getto segue i massimi di vento e il gradiente termico, non una singola linea di geopotenziale scelta a priori.
Inoltre, la cella di Ferrel e la cella polare non sono due “blocchi” separati da un confine geografico rigido tracciabile con la 564 dam. Sono strutture della circolazione media zonale, variabili nello spazio, nella stagione e nel tempo. Il loro limite non coincide con una isoipsa fissa a 500 hPa sul settore europeo.
Quindi la 565 dam può essere un indicatore descrittivo dell’aumento medio dei geopotenziali sul comparto europeo, ma non può diventare automaticamente una diagnosi della contrazione del vortice circumpolare. Per parlare di vortice polare troposferico servono campi emisferici coerenti: vorticità potenziale, vento zonale, posizione del jet stream, gradienti meridiani, wave activity, ampiezza e fase delle onde di Rossby. Una singola isoipsa regionale non basta.
C’è poi un secondo punto fondamentale: l’aumento del geopotenziale a 500 hPa è anche una conseguenza termodinamica del riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più alti. Dunque lo spostamento verso nord della 565 dam può indicare riscaldamento medio e maggiore frequenza di promontori subtropicali, ma non dimostra da solo una contrazione dinamica del vortice circumpolare.
Anche il collegamento “GPT più alto = circolazione più meridiana” non è automatico. Un promontorio subtropicale può essere associato a onde di Rossby più ampie, ma la meridianizzazione va misurata con parametri dinamici specifici: ondulazione del getto, componente meridiana del vento, wave activity flux, ampiezza delle onde planetarie, frequenza dei blocchi. Non basta osservare che una isoipsa si sia spostata verso nord.
Allo stesso modo, “zonalità = calo GPT, instabilità e freddo” è una generalizzazione eccessiva. Una circolazione zonale atlantica può portare mitezza, umidità e stabilità relativa; una circolazione meridiana può portare sia avvezioni calde subtropicali sia irruzioni fredde artiche. La temperatura al suolo dipende da avvezione, massa d’aria, subsidenza, copertura nuvolosa, suolo, mare, umidità e rimescolamento, non solo dalla forma delle isoipse.

Quindi alla fine, la formulazione rigorosa sarebbe questa:

corretto dire:
sul settore europeo si osserva un aumento medio dei geopotenziali a 500 hPa e una maggiore ricorrenza di configurazioni subtropicali, coerenti con una stagione calda più lunga e con una maggiore esposizione del Mediterraneo a masse d’aria calde;

non corretto dire:
la 565 dam è il bordo del getto polare e quindi dimostra automaticamente la contrazione del vortice circumpolare.

La 565 dam è una soglia del campo di massa.
Il getto polare è una struttura del campo del vento.
Il vortice circumpolare è una struttura della circolazione emisferica e della vorticità potenziale.

Mettere tutto sullo stesso piano significa confondere un tracciante descrittivo con una diagnosi dinamica.

Buonanotte...👋🏻👋🏻
Sperem 😉

.

Certo, l'esempio era sul piano sinottico attuale nella mappa.
Non climatologico e sinottico rappresentante e omologante.
Era per descrivere che il motivo per il quale a corrente a getto polare più rapida corrisponda una spostamento verso nord della stessa e così del fronte polare, così come le braccia del pattinatore.
E viceversa.
Nel periodo 50-88 l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Foggia mentre nel periodo 89-25 trovasi mediamente alla latitudine di Trieste.
Nel dato circa la rapidità dei getti notiamo nel periodo 50-88 un getto polare più lento in atlantico e dunque più basso in conservazione del momento angolare e un getto subtropicale più veloce sul mediterraneo e viceversa nel periodo 89-25.
Lo stesso nel periodo 50-71 quando l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Napoli mentre nel periodo 15-25 mediamente alla latitudine di Salisburgo.
Il dato sui getti e in particolar su quello polare indica la debolezza e dunque un vortice circumpolare più basso in Europa nei periodi 50-89 e 50-71 rispetto ai periodi 89-25 e 15-25


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Il problema resta metodologico: @cuotamare stai trasformando una correlazione visiva tra isoipse e vento medio a 500 hPa in una diagnosi dinamica del vortice circumpolare. Questo non è corretto.

La 565 dam a 500 hPa non è il bordo del getto polare
. Il getto polare si diagnostica con il massimo di vento zonale in alta troposfera, tipicamente tra 250 e 300 hPa, con il gradiente termico orizzontale e con la struttura di vorticità potenziale. Una isoipsa fissa a 500 hPa è un campo di massa, non un confine dinamico.
Anche il vento medio a 500 hPa non basta per definire il getto. A 500 hPa si osserva una parte della circolazione troposferica media, ma il core del getto polare è più alto. Per parlare di spostamento del jet servono latitudine del massimo di vento zonale, intensità del jet streak, sezione verticale, gradiente baroclino e possibilmente diagnostica PV. Le mappe medie annuali a 500 hPa sono descrittive, non conclusive.
Inoltre, il ragionamento “getto più rapido = getto più a nord per conservazione del momento angolare, come il pattinatoreè una semplificazione impropria. Quell’analogia funziona in modo molto idealizzato per la circolazione di Hadley e per il getto subtropicale, non per diagnosticare il getto polare europeo su scala regionale. Il getto polare è un getto baroclino ed eddy-driven: dipende da gradienti termici, flussi di momento, onde di Rossby, storm track e distribuzione della vorticità potenziale.
Il punto chiave è questo: uno spostamento verso nord della 565 dam non dimostra automaticamente una contrazione del vortice circumpolare. Può indicare aumento medio dei geopotenziali, riscaldamento della colonna atmosferica e maggiore frequenza di promontori subtropicali. Sono cose compatibili con la subtropicalizzazione del Mediterraneo, ma non equivalgono alla diagnosi dinamica del vortice polare troposferico.
Anche l’associazione “vortice più contratto = onde di Rossby più amplificate = circolazione più meridiananon è automatica. Una circolazione più zonale o più meridiana si misura con indici di ondulazione del getto, ampiezza d’onda, wave activity, frequenza dei blocchi, componente meridiana del vento e distribuzione delle anomalie di geopotenziale. Non si deduce dal semplice spostamento di una isoipsa.
Anzi, in dinamica atmosferica un vortice polare troposferico più compatto e un getto più teso sono spesso associati a maggiore zonalità, non necessariamente a maggiore meridianità. La meridianizzazione emerge quando il flusso ondula, rallenta localmente, rompe l’onda o sviluppa blocchi e cut-off. Quindi dire “getto più rapido e più a nord, dunque onde sempre più amplificateè una conclusione non dimostrata.

La formulazione corretta è questa
:
Dalle carte si può dire che sull’Europa occidentale i geopotenziali medi a 500 hPa risultano più elevati e che alcune soglie isoipsiche si collocano più a nord rispetto ai periodi precedenti. Questo è coerente con riscaldamento della colonna, maggiore espansione subtropicale e stagione calda più lunga.

La formulazione non corretta è questa:
La 565 dam si è spostata a nord, quindi il vortice circumpolare si è contratto e le onde di Rossby sono necessariamente più amplificate.

Sono tre piani diversi:

565 dam: soglia del campo di geopotenziale.
Getto polare: massimo di vento e gradiente baroclino.
Vortice circumpolare: struttura emisferica di circolazione e vorticità potenziale.

Metterli sullo stesso piano significa usare una carta descrittiva come prova dinamica. Tecnicamente non regge.

un abbraccio....


.
cuotamare
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 10:47 am
cuotamare ha scritto: mar mag 19, 2026 10:46 pm
Rio ha scritto: mar mag 19, 2026 10:06 pm

@cuotamare...
Il punto critico è proprio questo: una isoipsa a 500 hPa non può essere assunta come bordo fisico del getto polare.
Il getto polare non si diagnostica con una quota geopotenziale fissa, ma con il massimo di vento in quota, con il gradiente termico orizzontale, con la baroclinicità e, in modo ancora più rigoroso, con la distribuzione della vorticità potenziale. Dire che la 564 o la 565 dam rappresentino “il bordo meridionale del getto polare” è una semplificazione non robusta: può funzionare come euristica in alcuni casi sinottici, ma non come criterio climatologico generale.
Anche nelle carte che hai allegato si vede bene il problema: il campo a 500 hPa mostra le isoipse, mentre il getto vero va cercato soprattutto nel campo del vento a 300 hPa. Le due strutture sono collegate dalla dinamica baroclina, ma non sono sovrapponibili punto per punto. Il getto segue i massimi di vento e il gradiente termico, non una singola linea di geopotenziale scelta a priori.
Inoltre, la cella di Ferrel e la cella polare non sono due “blocchi” separati da un confine geografico rigido tracciabile con la 564 dam. Sono strutture della circolazione media zonale, variabili nello spazio, nella stagione e nel tempo. Il loro limite non coincide con una isoipsa fissa a 500 hPa sul settore europeo.
Quindi la 565 dam può essere un indicatore descrittivo dell’aumento medio dei geopotenziali sul comparto europeo, ma non può diventare automaticamente una diagnosi della contrazione del vortice circumpolare. Per parlare di vortice polare troposferico servono campi emisferici coerenti: vorticità potenziale, vento zonale, posizione del jet stream, gradienti meridiani, wave activity, ampiezza e fase delle onde di Rossby. Una singola isoipsa regionale non basta.
C’è poi un secondo punto fondamentale: l’aumento del geopotenziale a 500 hPa è anche una conseguenza termodinamica del riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più alti. Dunque lo spostamento verso nord della 565 dam può indicare riscaldamento medio e maggiore frequenza di promontori subtropicali, ma non dimostra da solo una contrazione dinamica del vortice circumpolare.
Anche il collegamento “GPT più alto = circolazione più meridiana” non è automatico. Un promontorio subtropicale può essere associato a onde di Rossby più ampie, ma la meridianizzazione va misurata con parametri dinamici specifici: ondulazione del getto, componente meridiana del vento, wave activity flux, ampiezza delle onde planetarie, frequenza dei blocchi. Non basta osservare che una isoipsa si sia spostata verso nord.
Allo stesso modo, “zonalità = calo GPT, instabilità e freddo” è una generalizzazione eccessiva. Una circolazione zonale atlantica può portare mitezza, umidità e stabilità relativa; una circolazione meridiana può portare sia avvezioni calde subtropicali sia irruzioni fredde artiche. La temperatura al suolo dipende da avvezione, massa d’aria, subsidenza, copertura nuvolosa, suolo, mare, umidità e rimescolamento, non solo dalla forma delle isoipse.

Quindi alla fine, la formulazione rigorosa sarebbe questa:

corretto dire:
sul settore europeo si osserva un aumento medio dei geopotenziali a 500 hPa e una maggiore ricorrenza di configurazioni subtropicali, coerenti con una stagione calda più lunga e con una maggiore esposizione del Mediterraneo a masse d’aria calde;

non corretto dire:
la 565 dam è il bordo del getto polare e quindi dimostra automaticamente la contrazione del vortice circumpolare.

La 565 dam è una soglia del campo di massa.
Il getto polare è una struttura del campo del vento.
Il vortice circumpolare è una struttura della circolazione emisferica e della vorticità potenziale.

Mettere tutto sullo stesso piano significa confondere un tracciante descrittivo con una diagnosi dinamica.

Buonanotte...👋🏻👋🏻
Sperem 😉

.

Certo, l'esempio era sul piano sinottico attuale nella mappa.
Non climatologico e sinottico rappresentante e omologante.
Era per descrivere che il motivo per il quale a corrente a getto polare più rapida corrisponda una spostamento verso nord della stessa e così del fronte polare, così come le braccia del pattinatore.
E viceversa.
Nel periodo 50-88 l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Foggia mentre nel periodo 89-25 trovasi mediamente alla latitudine di Trieste.
Nel dato circa la rapidità dei getti notiamo nel periodo 50-88 un getto polare più lento in atlantico e dunque più basso in conservazione del momento angolare e un getto subtropicale più veloce sul mediterraneo e viceversa nel periodo 89-25.
Lo stesso nel periodo 50-71 quando l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Napoli mentre nel periodo 15-25 mediamente alla latitudine di Salisburgo.
Il dato sui getti e in particolar su quello polare indica la debolezza e dunque un vortice circumpolare più basso in Europa nei periodi 50-89 e 50-71 rispetto ai periodi 89-25 e 15-25


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Il problema resta metodologico: @cuotamare stai trasformando una correlazione visiva tra isoipse e vento medio a 500 hPa in una diagnosi dinamica del vortice circumpolare. Questo non è corretto.

La 565 dam a 500 hPa non è il bordo del getto polare
. Il getto polare si diagnostica con il massimo di vento zonale in alta troposfera, tipicamente tra 250 e 300 hPa, con il gradiente termico orizzontale e con la struttura di vorticità potenziale. Una isoipsa fissa a 500 hPa è un campo di massa, non un confine dinamico.
Anche il vento medio a 500 hPa non basta per definire il getto. A 500 hPa si osserva una parte della circolazione troposferica media, ma il core del getto polare è più alto. Per parlare di spostamento del jet servono latitudine del massimo di vento zonale, intensità del jet streak, sezione verticale, gradiente baroclino e possibilmente diagnostica PV. Le mappe medie annuali a 500 hPa sono descrittive, non conclusive.
Inoltre, il ragionamento “getto più rapido = getto più a nord per conservazione del momento angolare, come il pattinatoreè una semplificazione impropria. Quell’analogia funziona in modo molto idealizzato per la circolazione di Hadley e per il getto subtropicale, non per diagnosticare il getto polare europeo su scala regionale. Il getto polare è un getto baroclino ed eddy-driven: dipende da gradienti termici, flussi di momento, onde di Rossby, storm track e distribuzione della vorticità potenziale.
Il punto chiave è questo: uno spostamento verso nord della 565 dam non dimostra automaticamente una contrazione del vortice circumpolare. Può indicare aumento medio dei geopotenziali, riscaldamento della colonna atmosferica e maggiore frequenza di promontori subtropicali. Sono cose compatibili con la subtropicalizzazione del Mediterraneo, ma non equivalgono alla diagnosi dinamica del vortice polare troposferico.
Anche l’associazione “vortice più contratto = onde di Rossby più amplificate = circolazione più meridiananon è automatica. Una circolazione più zonale o più meridiana si misura con indici di ondulazione del getto, ampiezza d’onda, wave activity, frequenza dei blocchi, componente meridiana del vento e distribuzione delle anomalie di geopotenziale. Non si deduce dal semplice spostamento di una isoipsa.
Anzi, in dinamica atmosferica un vortice polare troposferico più compatto e un getto più teso sono spesso associati a maggiore zonalità, non necessariamente a maggiore meridianità. La meridianizzazione emerge quando il flusso ondula, rallenta localmente, rompe l’onda o sviluppa blocchi e cut-off. Quindi dire “getto più rapido e più a nord, dunque onde sempre più amplificateè una conclusione non dimostrata.

La formulazione corretta è questa
:
Dalle carte si può dire che sull’Europa occidentale i geopotenziali medi a 500 hPa risultano più elevati e che alcune soglie isoipsiche si collocano più a nord rispetto ai periodi precedenti. Questo è coerente con riscaldamento della colonna, maggiore espansione subtropicale e stagione calda più lunga.

La formulazione non corretta è questa:
La 565 dam si è spostata a nord, quindi il vortice circumpolare si è contratto e le onde di Rossby sono necessariamente più amplificate.

Sono tre piani diversi:

565 dam: soglia del campo di geopotenziale.
Getto polare: massimo di vento e gradiente baroclino.
Vortice circumpolare: struttura emisferica di circolazione e vorticità potenziale.

Metterli sullo stesso piano significa usare una carta descrittiva come prova dinamica. Tecnicamente non regge.

un abbraccio....


.
Hai dimenticato o non osservato che io ho parlato del campo Europeo, non emisferico.
L'emisfero non è tutto un dritto, la circolazione non è omologata sul piano emisferico, può essere più o meno zonale in alcune zone e più o meno meridiana su altre.
La rapidità delle correnti a 500 hpa come mostrato su re analisi Noaa, le vedrai anche a 250/300 hpa, dunque tropopausa.
Aspetto tua re analisi a 250/300 hpa sulla velocità, appunto, del getto polare.
Quanto alla conservazione del momento angolare dipendente appunto dai gradiente mi spiace ma è un principio fisico elementare e da lì non si scappa con le parole :D
La circolazione più meridiana o più zonale si valuta in base alla latitudine, zonalita' dei venti appunto non è la zonalita' del getto stesso.
Ultima modifica di cuotamare il mer mag 20, 2026 11:00 am, modificato 3 volte in totale.
Uomo Mite
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Uomo Mite »

Matteo TV ha scritto: mer mag 20, 2026 9:55 am triste e desolante

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Ma perchè "triste e desolante"?

Sono configurazioni estive, la normalità. O per essere contenti vogliamo cercare configurazioni invernali anche a Giugno?
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: mar mag 19, 2026 11:19 pm Già nella differenza tra oggi e a 120 ore puoi NOTARE un notevole cambiamento alle nostre latitudini tra una circolazione più bassa e dunque più zonale ( GUARDA CASO I GPT SON PIU' BASSI ) oggi con un vortice circumpolare più esteso rispetto a 120 ore quando il vortice circumpolare si contrae e la circolazione si fa più meridiana ( GUARDA CASO I GPT SON PIU' ALTI ).
Segui le frecce e i vettori del vento a 300 hpa.
Riassumendo, ma lo saprai già, che le variazioni climatiche corrispondono in ultima analisi a variazioni latitudinali della posizione del vortice circumpolare.
Climi più rigidi corrispondono ad una sua espansione quando l’aria polare si estende verso sud e viceversa.
Se il vortice circumpolare è più esteso verso sud la circolazione è più zonale, oltre a GPT più bassi ( PROMONTORI PIU' BASSI E SACCATURE PIU' PROFONDE ) , maggiore instabilità e il tempo che intercorre tra un promontorio e una saccatura è minore e c'è maggiore variabilità.
Se invece il vortice circumpolare si contrae verso nord la circolazione è più meridiana, GPT più alti ( PROMONTORI PIU' ALTI E SACCATURE MENO PROFONDE ) , maggiore stabilità e il tempo che intercorre tra un promontorio e una saccatura è maggiore, la circolazione è maggiormente bloccata.

Hola ci si sente ! :P

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Sì, a 120 ore si vede chiaramente una maggiore amplificazione dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio in risalita sull’Europa centro-occidentale e getto a 300 hPa che si incurva lungo il bordo settentrionale della struttura. Su questo non c’è discussione.
Il punto però è un altro: questa non è una diagnosi di contrazione del vortice circumpolare, è una normale evoluzione sinottica di fase d’onda.
Il vortice circumpolare è una struttura emisferica. Non si definisce guardando un settore europeo a +120 ore, né seguendo la posizione locale di una cresta o di una saccatura. Si diagnostica con campi coerenti: vento zonale emisferico, vorticità potenziale, posizione del jet, wave activity, gradiente meridiano, AO/NAO, blocchi e anomalie di geopotenziale su scala emisferica.
Dire “oggi GPT più bassi = vortice più espanso e zonale” e “a 120 ore GPT più alti = vortice contratto e meridianoè una semplificazione troppo rigida.
A 120 ore non stiamo osservando il vortice che “si contrae” in senso climatico o dinamico generale. Stiamo osservando una cresta anticiclonica subtropicale che si amplifica verso nord in risposta alla disposizione della saccatura atlantica. È dinamica d’onda, non prova di contrazione del vortice circumpolare.
Inoltre, zonalità e meridianità non si deducono dal valore assoluto del geopotenziale. Si deducono dalla geometria del flusso, dalla componente meridiana del vento, dalla curvatura del getto, dall’ampiezza d’onda e dalla presenza di blocchi o wave breaking.

Si può avere:
GPT elevato con flusso ancora abbastanza zonale;
GPT basso con circolazione fortemente meridiana;
getto basso di latitudine ma teso e zonale;
getto alto di latitudine ma molto ondulato.

Quindi l’associazione automatica:
GPT basso = zonale = vortice espanso
GPT alto = meridiano = vortice contratto

non regge come regola dinamica generale.

Nel caso specifico delle carte, la lettura corretta è questa:
oggi il flusso appare più disteso sul Mediterraneo occidentale; a 120 ore il getto si ondula maggiormente, con promontorio subtropicale sull’Europa e saccatura atlantica a ovest. Questo produce aumento dei GPT, subsidenza e riscaldamento in area mediterranea. Ma è una amplificazione sinottica regionale, non la dimostrazione che il vortice circumpolare si sia contratto.
Sul piano climatico, poi, il discorso va separato. L’aumento medio dei GPT sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica e con una maggiore frequenza di configurazioni subtropicali. Ma da qui a dire che tutto dipenda da una contrazione del vortice circumpolare ce ne passa.

La frase più corretta è:
“Sul settore euro-atlantico si osserva una fase di maggiore ondulazione del getto, con promontorio subtropicale in risalita e incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale.”

La frase non corretta è:
“Il vortice circumpolare si contrae, quindi la circolazione diventa meridiana e i GPT aumentano.”

Perché la prima descrive ciò che mostrano le carte.
La seconda trasforma una configurazione sinottica regionale in una diagnosi emisferica non dimostrata.


Vado, buona giornata! :wink:

.
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da nikbsun »

Uomo Mite ha scritto: mer mag 20, 2026 10:53 am
Matteo TV ha scritto: mer mag 20, 2026 9:55 am triste e desolante

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Ma perchè "triste e desolante"?

Sono configurazioni estive, la normalità. O per essere contenti vogliamo cercare configurazioni invernali anche a Giugno?
Perché su questo forum trovi il 90% di persone freddofile che amano inverno, neve, etc.. io guardo il forum perché stimo la loro preparazione, ma se arriva una configurazione simil estate 2003, brindo! Amo il clima tropicale
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: mer mag 20, 2026 10:53 am
Rio ha scritto: mer mag 20, 2026 10:47 am
cuotamare ha scritto: mar mag 19, 2026 10:46 pm


Certo, l'esempio era sul piano sinottico attuale nella mappa.
Non climatologico e sinottico rappresentante e omologante.
Era per descrivere che il motivo per il quale a corrente a getto polare più rapida corrisponda una spostamento verso nord della stessa e così del fronte polare, così come le braccia del pattinatore.
E viceversa.
Nel periodo 50-88 l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Foggia mentre nel periodo 89-25 trovasi mediamente alla latitudine di Trieste.
Nel dato circa la rapidità dei getti notiamo nel periodo 50-88 un getto polare più lento in atlantico e dunque più basso in conservazione del momento angolare e un getto subtropicale più veloce sul mediterraneo e viceversa nel periodo 89-25.
Lo stesso nel periodo 50-71 quando l'isoipsa da 5650 trovasi mediamente alla latitudine di Napoli mentre nel periodo 15-25 mediamente alla latitudine di Salisburgo.
Il dato sui getti e in particolar su quello polare indica la debolezza e dunque un vortice circumpolare più basso in Europa nei periodi 50-89 e 50-71 rispetto ai periodi 89-25 e 15-25


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Il problema resta metodologico: @cuotamare stai trasformando una correlazione visiva tra isoipse e vento medio a 500 hPa in una diagnosi dinamica del vortice circumpolare. Questo non è corretto.

La 565 dam a 500 hPa non è il bordo del getto polare
. Il getto polare si diagnostica con il massimo di vento zonale in alta troposfera, tipicamente tra 250 e 300 hPa, con il gradiente termico orizzontale e con la struttura di vorticità potenziale. Una isoipsa fissa a 500 hPa è un campo di massa, non un confine dinamico.
Anche il vento medio a 500 hPa non basta per definire il getto. A 500 hPa si osserva una parte della circolazione troposferica media, ma il core del getto polare è più alto. Per parlare di spostamento del jet servono latitudine del massimo di vento zonale, intensità del jet streak, sezione verticale, gradiente baroclino e possibilmente diagnostica PV. Le mappe medie annuali a 500 hPa sono descrittive, non conclusive.
Inoltre, il ragionamento “getto più rapido = getto più a nord per conservazione del momento angolare, come il pattinatoreè una semplificazione impropria. Quell’analogia funziona in modo molto idealizzato per la circolazione di Hadley e per il getto subtropicale, non per diagnosticare il getto polare europeo su scala regionale. Il getto polare è un getto baroclino ed eddy-driven: dipende da gradienti termici, flussi di momento, onde di Rossby, storm track e distribuzione della vorticità potenziale.
Il punto chiave è questo: uno spostamento verso nord della 565 dam non dimostra automaticamente una contrazione del vortice circumpolare. Può indicare aumento medio dei geopotenziali, riscaldamento della colonna atmosferica e maggiore frequenza di promontori subtropicali. Sono cose compatibili con la subtropicalizzazione del Mediterraneo, ma non equivalgono alla diagnosi dinamica del vortice polare troposferico.
Anche l’associazione “vortice più contratto = onde di Rossby più amplificate = circolazione più meridiananon è automatica. Una circolazione più zonale o più meridiana si misura con indici di ondulazione del getto, ampiezza d’onda, wave activity, frequenza dei blocchi, componente meridiana del vento e distribuzione delle anomalie di geopotenziale. Non si deduce dal semplice spostamento di una isoipsa.
Anzi, in dinamica atmosferica un vortice polare troposferico più compatto e un getto più teso sono spesso associati a maggiore zonalità, non necessariamente a maggiore meridianità. La meridianizzazione emerge quando il flusso ondula, rallenta localmente, rompe l’onda o sviluppa blocchi e cut-off. Quindi dire “getto più rapido e più a nord, dunque onde sempre più amplificateè una conclusione non dimostrata.

La formulazione corretta è questa
:
Dalle carte si può dire che sull’Europa occidentale i geopotenziali medi a 500 hPa risultano più elevati e che alcune soglie isoipsiche si collocano più a nord rispetto ai periodi precedenti. Questo è coerente con riscaldamento della colonna, maggiore espansione subtropicale e stagione calda più lunga.

La formulazione non corretta è questa:
La 565 dam si è spostata a nord, quindi il vortice circumpolare si è contratto e le onde di Rossby sono necessariamente più amplificate.

Sono tre piani diversi:

565 dam: soglia del campo di geopotenziale.
Getto polare: massimo di vento e gradiente baroclino.
Vortice circumpolare: struttura emisferica di circolazione e vorticità potenziale.

Metterli sullo stesso piano significa usare una carta descrittiva come prova dinamica. Tecnicamente non regge.

un abbraccio....


.
Hai dimenticato o non osservato che io ho parlato del campo Europeo, non emisferico.
L'emisfero non è tutto un dritto, la circolazione non è omologata sul piano emisferico, può essere più o meno zonale in alcune zone e più o meno meridiana su altre.
La rapidità delle correnti a 500 hpa come mostrato su re analisi Noaa, le vedrai anche a 250/300 hpa, dunque tropopausa.
Aspetto tua re analisi a 250/300 hpa sulla velocità, appunto, del getto polare.
Quanto alla conservazione del momento angolare dipendente appunto dai gradiente mi spiace ma è un principio fisico elementare e da lì non si scappa con le parole :D
La circolazione più meridiana o più zonale si valuta in base alla latitudine, zonalita' dei venti appunto non è la zonalita' del getto stesso.
@cuotamare, il punto non è negare che il settore europeo possa avere una propria anomalia di circolazione. Questo è ovvio: il getto non è un anello uniforme e può essere più zonale in Atlantico, più ondulato sull’Europa, più frammentato sull’Asia o viceversa.
Il punto è che una diagnosi regionale del ramo euro-atlantico del getto non equivale automaticamente a una diagnosi del vortice circumpolare. Se parliamo del solo settore europeo, allora il termine corretto è ramo euro-atlantico del getto polare o storm track euro-atlantica. “Vortice circumpolare”, per definizione, è una struttura di scala emisferica. Usare un settore regionale per dedurre la contrazione del vortice circumpolare è già un salto concettuale.
Secondo punto: le carte a 500 hPa e a 300 hPa mostrano certamente una relazione tra campo di massa e campo del vento, ma non autorizzano l’equivalenza:
isoipsa 565 dam = bordo del getto polare = bordo del vortice circumpolare.
Questa equivalenza non è una diagnostica dinamica. È una scorciatoia grafica.
Il getto polare si individua con il massimo del vento in alta troposfera, con il gradiente baroclino, con la struttura della tropopausa dinamica e con la vorticità potenziale. Il geopotenziale a 500 hPa è un campo di massa; il getto è un campo di vento; il vortice polare troposferico è una struttura dinamica legata a circolazione, PV e gradiente meridiano. Sono grandezze collegate, ma non sovrapponibili.
Sulla conservazione del momento angolare: nessuno la mette in discussione. È un principio fisico. Ma il problema è dove e come lo applichi.
Il getto subtropicale è più direttamente legato alla dinamica della cella di Hadley e alla conservazione del momento angolare nella branca superiore della circolazione tropicale. Il getto polare, invece, è prevalentemente eddy-driven e baroclino: nasce e si mantiene attraverso gradienti termici meridiani, flussi di momento delle onde, storm track, wave breaking, orografia, attrito e distribuzione della vorticità potenziale.

Quindi dire:
getto più veloce = getto più a nord per conservazione del momento angolare
è una semplificazione non sufficiente per il getto polare europeo. Non basta il principio generale: serve la diagnostica corretta.
La relazione dinamica fondamentale per il getto polare è il vento termico: il vento in quota è legato al gradiente orizzontale di temperatura. Se cambia il gradiente meridiano, cambia la posizione e l’intensità del getto. Se cambiano i flussi d’onda, cambia la storm track. Se cambia la distribuzione della PV, cambia la tropopausa dinamica. Non è riducibile all’immagine del pattinatore.
Terzo punto: il fatto che a +120 ore il getto si onduli e il promontorio subtropicale salga verso l’Europa non dimostra una “contrazione del vortice”. Dimostra una fase d’onda più amplificata sul settore euro-atlantico. È sinottica, non climatologia. In quella configurazione c’è una saccatura a ovest, una cresta in risposta sull’Europa e un richiamo subtropicale sul Mediterraneo. Fine. Questo è esattamente ciò che mostrano le mappe.

Detto ciò, la lettura corretta è:
a +120 ore aumenta l’ampiezza dell’onda di Rossby sul settore euro-atlantico, con promontorio subtropicale in risalita, incremento dei geopotenziali sull’Europa centro-meridionale e getto deviato verso latitudini più settentrionali lungo il bordo della cresta.

La lettura non corretta è:
il vortice circumpolare si contrae, quindi i GPT aumentano e la circolazione diventa più meridiana.

Perché qui stai trasformando una configurazione regionale e temporanea in una legge generale.

Quarto punto: anche sul piano climatico bisogna stare attenti. L’aumento dei geopotenziali medi a 500 hPa sull’Europa meridionale è coerente con il riscaldamento della colonna atmosferica. Per la relazione ipsometrica, una colonna più calda ha maggiore spessore e quindi tende ad avere geopotenziali più elevati. Questo può spostare verso nord determinate isoipse senza che ciò dimostri automaticamente una contrazione dinamica del vortice polare.
Quindi il dato della 565 dam è utile come indicatore descrittivo di aumento dei GPT e subtropicalizzazione del campo medio europeo, non come prova diretta della contrazione del vortice circumpolare.
Per dimostrare davvero la tua tesi servirebbero almeno:
media del vento zonale a 250/300 hPa sul settore euro-atlantico;
latitudine del massimo del getto polare separata dal getto subtropicale;
analisi stagionale, non media annuale;
trend con significatività statistica;
diagnostica di PV/tropopausa dinamica;
indici di wave activity, blocchi e ampiezza delle onde di Rossby.


Senza questi passaggi, resta una lettura qualitativa interessante, ma non una dimostrazione.

Quindi la mia conclusione è questa:
sul settore europeo si osserva certamente un aumento medio dei geopotenziali e, in alcune fasi, una maggiore risalita dei promontori subtropicali. Questo è coerente con un Mediterraneo più caldo, stagioni calde più lunghe e maggiore frequenza di configurazioni anticicloniche subtropicali.

Ma non è corretto dire che:
la 565 dam dimostra la contrazione del vortice circumpolare.
La 565 dam descrive il campo di massa.
Il getto polare si diagnostica col vento in alta troposfera e col gradiente baroclino.
Il vortice polare troposferico si diagnostica con circolazione, PV e struttura emisferica o quantomeno settoriale ben definita.

@cuotamare, questa non è una questione di parole: è una questione di diagnostica dinamica!


vado via di corsa, ciao!

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Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

dinamica confermata nel fanta

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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Rio »

Buon pomeriggio forum di ML!


Questa è una mappa di Ecmwf EPS per domenica 24 alle 12:00

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Temperature in aumento nei prossimi giorni, ma senza semplificazioni eccessive.
Vediamo dove, quanto e perché.


La carta ECMWF EPS, valida per domenica 24 maggio alle 12 UTC, evidenzia bene la distribuzione dell’anomalia termica a 2 metri.
Il segnale caldo più marcato interessa l’Europa occidentale e centro-occidentale, con anomalie molto evidenti tra Penisola Iberica, Francia, Benelux, Regno Unito meridionale, Germania occidentale e arco alpino.
Sull’Italia il quadro appare più sfumato ma comunque chiaro: il Nord, in particolare il Nord-Ovest e i settori padani, risulta l’area maggiormente coinvolta dalla massa d’aria calda, con anomalie positive generalmente comprese tra +4 e +7 °C, localmente anche superiori nelle aree alpine e prealpine. Questo conferma che il rialzo termico più significativo, almeno in questa fase, non riguarderà necessariamente il Sud, ma soprattutto il comparto settentrionale.
Sul Centro Italia le anomalie positive risultano più moderate, in genere tra +2 e +5 °C, con valori più evidenti sulle aree interne e tirreniche. Al Sud il segnale caldo è più disomogeneo: sulle regioni peninsulari si resta spesso su anomalie contenute, mentre tra Calabria meridionale, Sicilia e basso Ionio l’influenza della circolazione più fresca presente tra Mediterraneo orientale e Anatolia tende ancora a limitare l’aumento termico.
Un aspetto importante è che non stiamo osservando semplicemente “temperature alte”, ma una deviazione rispetto alla climatologia 1991-2020. Questo significa che il dato va letto in termini di anomalia: un +5 °C al Nord in questo periodo dell’anno rappresenta un segnale termico rilevante, anche se non necessariamente configura automaticamente una vera ondata di calore.
La carta conferma quindi una fase più calda della norma, soprattutto sull’Europa occidentale e sul Nord Italia, ma non autorizza ancora letture estreme o titoli allarmistici. Per parlare di caldo con impatto sanitario o sociale servono durata, persistenza, valori minimi elevati e conferme osservate al suolo, non solo una mappa previsionale a diversi giorni di distanza.

In sintesi: caldo in aumento, anomalia più marcata al Nord e sull’Europa occidentale, più contenuta al Centro-Sud. Situazione da seguire, ma da comunicare con precisione: né minimizzazione, né allarmismo.

Si racconta...

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Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

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QUESTO PER ORA IL TOP DEL CALDO IN QUOTA

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Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da Matteo TV »

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Matteo TV
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

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vignaiolo
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!

Messaggio da vignaiolo »

Matteo TV ha scritto: mer mag 20, 2026 4:22 pm icon12

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Immagino che queste sarebbero state le ondate di caldo di 30 40 anni fa...
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